<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380</id><updated>2012-02-19T14:18:01.270+01:00</updated><category term='civiltà'/><category term='fisico'/><category term='inflazione'/><category term='finanza'/><category term='truffe'/><category term='dei annunaki'/><category term='democrazia'/><category term='mazzini'/><category term='brogli elettorali'/><category term='pike'/><category term='nibiru'/><category term='Sion'/><category term='11 9'/><category term='Goiym'/><category term='AAAAA'/><category term='corpo'/><category term='Nato'/><category term='vicenza'/><category term='occhio della Triade'/><category term='anima'/><category term='11 settembre'/><category term='massoneria'/><category term='Anm'/><category term='olocausto'/><category term='cheney'/><category term='De Magistris'/><category term='cronovisore'/><category term='giustizia'/><category term='basi'/><title type='text'>Fantapolitik</title><subtitle type='html'>Il Passato è il nuovo Futuro, osservato in modo diverso...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1528</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-1310899133834961636</id><published>2012-02-19T14:12:00.000+01:00</published><updated>2012-02-19T14:15:35.780+01:00</updated><title type='text'>Il piano "solo". Il colpo di stato "democratico" e atlantista dell'Arma dei carabinieri</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;img src="http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2011/12/segreto-di-stato.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  cosiddetto “Piano Solo” – che prevedeva il solo utilizzo dell’Arma  dei  Carabinieri per il tentativo di colpo di Stato preparato nei primi   anni Sessanta dal Gen. De Lorenzo per imporre una svolta autoritaria ed   una politica “di destra” maggiormente allineata con i desiderata   atlantici – rappresentò il primo vero tentativo golpista elaborato da   ambienti militari nell’Italia del secondo dopoguerra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  situazione internazionale dell’epoca era dominata dal confronto  aperto  tra i due blocchi contrapposti che facevano riferimento a Stati  Uniti e  Unione Sovietica. L’Europa, a causa della sconfitta militare  subita  dall’Asse e dalla seguente divisione bipolare, diventò ben presto  uno  dei terreni di conflitto a bassa intensità che opponevano le due   superpotenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La spartizione bipolare USA-URSS  determinata dagli accordi di Yalta  del 1945 avrebbe caratterizzato un  arco storico di circa mezzo secolo  noto come “guerra fredda”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per  comprendere realmente ciò che questo periodo ha rappresentato per  il  Vecchio Continente, privato da allora di una politica autonoma,  della  propria sovranità e ridotto a mera appendice dell’impero  americano, la  situazione italiana appare esemplare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Italia era  uscita dissanguata dal lungo conflitto mondiale che  aveva portato ad  una guerra civile tra italiani dopo la costituzione di  due distinti  Stati (la Repubblica Sociale al nord e l’effimero Regno  proclamato  nelle regioni meridionali dal Re Vittorio Emanuele e dal  governo del  maresciallo Badoglio dopo il vergognoso voltafaccia dell’8  settembre  1943 data che segnò un vero e proprio trauma nella coscienza  civile di  un paese che da quel momento non avrebbe mai più avuto alcuna  sovranità  nazionale).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La cosiddetta &lt;em&gt;guerra di liberazione partigiana&lt;/em&gt;  combattuta da  un eterogeneo fronte di partiti politici italiani  sostenuti dalle forze  armate d’occupazione anglo-americane aveva messo  in luce soprattutto la  netta dicotomia esistente tra i movimenti  d’ispirazione cattolica e  liberale che proponevano un assetto  democratico filo-occidentale per il  dopoguerra e il Partito Comunista  il quale rispondeva alle direttive  provenienti da Mosca ed era  determinato ad approfittare del conflitto  per i propri interessi i  quali avrebbero portato all’instaurazione di un  regime sul modello  sovietico come avverrà in tutti i paesi appartenenti  al blocco  orientale influenzato e sottomesso militarmente dall’URSS.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.scritturacollettiva.org/files/uploaded/image/yalta_conference_b.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’indomani  della guerra i comunisti ed i loro alleati socialisti  accettarono le  regole democratiche, parteciparono alla Costituente e  diventarono forza  di governo alleata ai democristiani nei primi  esecutivi post-bellici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  situazione sarebbe presto andata modificandosi con l’avvicinarsi  delle  prime elezioni legislative fissate per l’aprile 1948  che vedranno  una  radicalizzazzazione del confronto tra la DC ed il cosiddetto  “Fronte  Popolare” delle sinistre. Una campagna elettorale che si palesò  come un  autentico conflitto ideologico tra gli alleati degli Stati Uniti  e le  formazioni socialcomuniste legate a Mosca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Washington  sosterrà finanziariamente e mobiliterà i suoi apparati per  consentire  la vittoria, risultata schiacciante, della Democrazia  Cristiana che –  peraltro – godette del sostegno incondizionato di un  inedito  schieramento di forze interessate a mantenere il paese  all’interno  della sfera d’influenza americana evitando pericolose derive  verso il  blocco orientale egemonizzato da Mosca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Chiesa, gli  ambienti industriali, la Massoneria e la Mafia furono  in prima linea  durante quella campagna elettorale – e successivamente  per tutti i  successivi quarant’anni di monopolio politico democristiano –  che  sancirà la sconfitta delle forze d’ispirazione marxista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.forzacavallasca.it/wp-content/uploads/democristiana.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  democrazia italiana da allora e fino agli anni Novanta apparirà un   sistema politico bloccato all’interno del quale il partito di   maggioranza relativa,la DC, – uno tra i più corrotti di tutta l’Europa   occidentale – manterrà la propria autorità attraverso le alleanze con i   partiti laici minori (PLI, PRI, PSDI) e, dai primi anni Sessanta in  poi,  grazie al sostegno del PSI che aderirà a quella formula di   centro-sinistra riformista e progressista che continuava ad escludere i   comunisti dall’area di governo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’esclusione del PCI  dal potere centrale (ai comunisti venne concessa  l’amministrazione di  importanti regioni soprattutto nell’Italia  centrale dove più forte era  la loro base elettorale ma dove si sarebbero  concentrate anche  importanti unità militari nazionali e NATO)  rappresentò una costante  che caratterizzerà tutta la politica italiana  da allora sottomessa alle  volontà provenienti dagli Stati Uniti in una  posizione di  sottomissione propria di una sorta di protettorato  neo-coloniale con  una casta di politici servili alle direttive  provenienti dai centri  studi d’oltre Atlantico e dalle amministrazioni  al potere a Washington.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;“L’importanza di tener lontani i comunisti dal governo in Italia – &lt;/em&gt;scrive Philip Willan (1) – &lt;em&gt;non   era solo determinata dalla presenza nel paese delle basi militari Nato  o  dalla sua posizione strategica. Il trattato di Yalta del 1945 aveva   sancito la divisione dell’Europa in due blocchi geopolitici. Molti   opinionisti in Italia attribuiscono il mantenimento di un tacito accordo   tra le superpotenze circa la libertà di controllo sulle aree di   reciproca influenza proprio a quella che chiamano “logica di Yalta”. Gli   americani, secondo questa interpretazione, non avrebbero interferito   nell’invasione sovietica della Cecoslovacchia e dell’Ungheria e,   conseguentemente, non avrebbero tollerato l’ingresso di un partito   comunista nel governo di un paese occidentale. (…) Quando alla fine   degli anni Settanta si avanzò l’ipotesi di una coalizione di governo tra   democristiani e comunisti, il governo sovietico e quello americano si   allertarono, anche se per motivi diversi: i sovietici infatti   preferivano che il Pci restasse all’opposizione, piuttosto che vederlo   allineato con l’ideologia occidentale in un governo di coalizione.”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Saranno  proprio la fobia statunitense nei confronti di un possibile  ingresso  comunista nelle stanze del potere che susciterà fin  dall’immediato  dopoguerra una serie di misure di stretto controllo sulla  vita politica  italiana e un’ingerenza da parte dei servizi di sicurezza  americani  che si farà, mano a mano che crescerà la tensione politica,  sempre più  evidente. Sarà la CIA, coadiuvata dai nostri servizi di  sicurezza  civili e militari, la principale responsabile di quella &lt;em&gt;strategia della tensione &lt;/em&gt;che   interesserà un arco temporale che dalla fine degli anni Sessanta   traghetterà il paese fino alla metà degli anni Ottanta in un clima di   instabilità politico-economica, violenza politica, stragi e attentati   che – come scrive correttamente lo stesso storico britannico – hanno   rappresentato “&lt;em&gt;l’attacco terroristico più violento e traumatico di   qualunque altro paese dell’Occidente europeo, ad eccezione della Spagna e   dell’Inghilterra. Fino al 1987 le stragi terroristiche hanno provocato   la morte di 356 persone e il ferimento di oltre 1000: questo in un  paese  confinante con uno stato comunista, la Iugoslavia, che occupa una   posizione strategica di dominio nel Mediterraneo e con il Partito   Comunista più forte dell’Europa occidentale.” (2)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’origine  di questa vera e propria fobia anticomunista, che avrebbe  provocato  nei decenni seguenti le strategie della tensione e alimentato  la  violenza politica nel paese, è da ricercarsi nelle ultime fasi del   conflitto mondiale quando Washington iniziò a reclutare – tramite i suoi   agenti dell’Ufficio per i servizi speciali (OSS), i precursori   dell’odierna CIA – per i propri interessi e la propria strategia   post-bellica ex esponenti della RSI.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.istrevi.it/img/book/MONDUCCI-MARESCALCHI-cittadinanza%5Bmanifesto-18apr48%5D%5B1%5D.jpg" alt="" width="706" height="849" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’intera  struttura informativa della RSI passò quasi in massa al  fianco degli  anglo-americani fin dal marzo 1945. Altri esponenti di  primo piano del  regime fascista costituito da Mussolini nel nord del  paese sarebbero  stati reclutati e salvati da agenti di Washington.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli  americani compresero perfettamente la necessità di usufruire di  quanti  più alleati possibili nell’immediato dopoguerra perciò dopo aver   reclutato i principali capi della mafia (fatti rientrare nel paese dopo   lo sbarco in Sicilia dell’estate 1943) vennero attivati i canali della   potente massoneria americana per riportare in vita le logge e ridare   lustro e nuova linfa vitale ai fratelli tre puntini in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Agli  inizi del 1947 – ha scritto Wolfgang Achtner sul “Sunday  Independent”  dell’11 novembre 1990 – gli Stati Uniti stavano formando  una rete  clandestina in Italia settentrionale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Probabilmente non  si trattava ancora di quella organizzazione che  decenni dopo sarebbe  stata rivelata dal premier Giulio Andreotti essere  “Gladio” ma le  intenzioni degli uomini dei servizi di sicurezza  americani erano chiare  per tutti i paesi dell’Europa occidentale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo  quanto riportarono numerosi documenti l’ex capo della CIA,  Allen  Dulles, aveva progettato la costituzione di reparti segreti  addestrati  alla guerriglia anti-comunista con l’appoggio di tutti i  governi  europei alleati. Ne furono pertanto informate le principali  autorità  politiche che dovevano garantire una sufficiente copertura ad   un’operazione under-cover gestita da personale NATO coadiuvato dai   reparti militari più fedeli e disciplinati presenti nei diversi paesi   europei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il quotidiano tedesco “Die Welt” sostenne che i  servizi di sicurezza  occidentali crearono in proposito una speciale  commissione che aveva il  compito di soprintendere questo genere di  apparati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La rete segreta era costituita da personale civile di dichiarata fede anticomunista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo  quanto dichiarato dall’ex ministro della Difesa italiano,  Paolo  Taviani, durante il periodo in cui rimase in carica (1955-1958) i   servizi segreti italiani era comandati e finanziati dai “ragazzi di Via   Veneto” – dagli agenti della CIA presso l’ambasciata USA nel cuore  della  capitale –  sottolineando l’assoluta sottomissione dei nostri  servizi  rispetto ai loro colleghi d’oltre Atlantico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://guerradellespie.altervista.org/oss.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli  americani in Italia reclutarono tutte le forze ostili al  comunismo per  inserirle all’interno di una loro strategia di  contenimento:  estremisti di destra, ex appartenenti alle formazioni  militari della  RSI così come molti partigiani ‘bianchi’ delle forze  della Resistenza  che rifiutavano l’ideologia totalitaria comunista,  esponenti  dell’industria e della finanza, massoni e appartenenti alla  mafia e ad  altre organizzazioni malavitose vennero cooptati dagli agenti  della CIA  e utilizzati per contenere l’avanzata delle sinistre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In  occasione della campagna elettorale italiana dell’aprile 1948 gli  USA  ebbero un validissimo aiuto anche dalla Chiesa cattolica che si  gettò  anima e corpo nella nuova “crociata” anti-comunista sostenendo ,   com’era logico d’altronde, senza riserve la Democrazia Cristiana da   allora e per quasi cinquant’anni partito di massa d’ispirazione   clericale e baluardo di un anti-comunismo allineato con le strategie   statunitensi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il “Piano Solo” si inserisce in questo  clima di tensione crescente e  all’interno della formazione da parte  statunitense di organizzazioni  paramilitari parallele sotto l’egida  NATO alle quali, in Italia, venne  dato il nome di “operazione Gladio”  sezione italiana di una rete di  strutture anti-comuniste dislocate nei  principali paesi dell’Alleanza  Atlantica dell’Europa Occidentale e noti  come strutture dell’apparato  militare “Stay Behind”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  Generale britannico, Sir Anthony Farra-Hockley , ex comandante in  capo  delle forze NATO per il settore dell’Europa settentrionale, disse  che  era a conoscenza che in Italia era stato istituito una specie di   servizio segreto clandestino con l’aiuto di agenti britannici e della   CIA americana che lo finanziarono. La sezione italiana della rete era   nota come Operazione Gladio (3).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.stay-behind.it/fww/logo.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  stessa fonte rivela che “Gladio era il nome dato alla sezione  italiana  di una rete con l’innocuo nome ufficiale di Commissione di   coordinamento alleata, istituita con l’assistenza britannica dalla CIA   negli anni ’50”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’&lt;em&gt;affaire &lt;/em&gt;del golpe  militare progettato dall’Arma dei  Carabinieri venne alla luce nella  primavera del 1967 quando il  settimanale “L’Espresso” pubblicò una  serie di rivelazioni sui  preparativi di un colpo di Stato che sarebbe  dovuto avvenire nell’estate  del 1964 all’epoca in cui l’Italia stava  per decidere uno slittamento  verso sinistra con l’entrata dei  socialisti nel governo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La vicenda del Piano Solo è  indicativa e rappresenta un nodo  fondamentale per comprendere gli  esatti rapporti di sudditanza esistenti  tra le forze armate ed i  servizi segreti della Repubblica nata dalla  Resistenza ed i loro  padroni a stelle e strisce.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel gennaio 1969 venne  istituita una commissione parlamentare  d’inchiesta per accertare,  secondo le indicazioni contenute nei passaggi  finali della Commissione  Lombardi, se le iniziative prese e le misure  adottate in relazione agli  eventi della primavera-estate del 1964  dall’Arma dei Carabinieri  dovessero essere ritenute in contrasto con le  disposizioni vigenti e  con gli ordinamenti della Costituzione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://omissstoriche.altervista.org/solo%20piano.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  principale riferimento per la Commissione parlamentare fu   rappresentato dalla relazione del Gen. Beolchini il quale rivelò come,   presso l’ufficio “D” del SIFAR fosse stata commissionata dall’allora   Gen. De Lorenzo l’apertura e la stesura una serie di fascicoli personali   che , a partire dal 1959, raggiunsero negli anni seguenti la   ragguardevole cifra di 157mila dei quali 34mila dedicati ad esponenti   del mondo economico, a politici e a quelle categorie ritenute di   interesse strategico per i nostri servizi segreti militari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le  indagini della Commissione misero in luce che il Gen. Giovanni De   Lorenzo aveva esteso il suo programma di sorveglianza del mondo   politico, economico e finanziario italiano allo scopo di identificare i   sospetti simpatizzanti di sinistra che, secondo le direttive impartite   ai vertici dell’Arma in quella primavera-estate del ’64, avrebbero   dovuto essere arrestati e quindi trasportati e incarcerati in campi di   concentramento predisposti sull’isola della Sardegna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stando  quanto dichiarò all’epoca il Gen. De Lorenzo, capo dei  carabinieri  all’epoca del tentato golpe, questa attività di spionaggio  era stata  richiesta e veniva passata per la supervisione all’Ufficio  Sicurezza  della NATO, ufficio preposto a decisioni fondamentali quali ,  per  esempio, il rilascio del NOS (&lt;em&gt;Nulla Osta Sicurezza&lt;/em&gt;)  concesso o  meno ai responsabili di governo che si alternavano  frequentemente alla  guida di un paese instabile dove una corrente della  DC sembrava  propensa ad accordi con i comunisti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;De Lorenzo  interrogato in merito al suo lavoro di schedatura  indiscriminata di  gran parte della classe politica e industriale del  paese risponderà che  “&lt;em&gt;la questione dei fascicoli è una questione di sicurezza del Patto Atlantico”&lt;/em&gt; e come tale venne trattata ossia mediante l’estensione all’intera vicenda del Segreto di Stato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I nominativi dei futuri &lt;em&gt;enucleandi &lt;/em&gt;in Sardegna tra gli esponenti ed i simpatizzanti della sinistra non vennero mai resi noti all’opinione pubblica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.sitocomunista.it/Immagini/annidipiombo_graf/cronologia/espresso_copertine.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In  merito ai fascicoli del Sifar riferì ai magistrati il generale  Antonio  Viezzer che di tutte quelle informazioni vennero raccolte dai  servizi  nel periodo 62-63 furono fatte lunghe sintesi: &lt;em&gt;“Dette sintesi – &lt;/em&gt;affermò Viezzer – &lt;em&gt;furono inviate dal generale Giovanni Allavena &lt;/em&gt;(all’epoca capo dell’Ufficio “D” del Sifar ndr ) &lt;em&gt;al generale De Lorenzo che all’epoca era comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.”. &lt;/em&gt;Accadde però che “&lt;em&gt;Tali sintesi in copia originale inviate a De Lorenzo non sono state più rintracciate.”. &lt;/em&gt;E,   fatto ancor più stupefacente, ricomparvero e fecero ancora parlare di   sé quando i magistrati decisero la perquisizione presso la Villa del   Gran Maestro Venerabile della Loggia Propaganda 2 (P2) Licio Gelli a   Castiglion Fibocchi che le utilizzerà per tutto il decennio dei Settanta   per ricattare l’intera classe politica italiana e aumentare   considerevolmente la sua influenza sulla scena politica e industriale   nazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Se si pensa – scriverà Pietro Calderoni (4) –  che il gen. Allavena,  già capo dell’Ufficio ‘D’ del Sifar, vice di  Viggiani, come lui  “creatura” di De Lorenzo, e già capo dei centri “CS”  di Roma risulterà  iscritto alla P2, e che fu lui a formare le liste  degli “enucleandi” nel  “piano Solo” , l’intera vicenda risulterà  chiarita. Ne deriva che  l’illegittima continuità tra Sifar, comando  generale dell’Arma, P2, fu  solo alla base delle fughe di fascicoli e  dei conseguenti ricatti e  condizionamenti su ambienti politici e  militari che contrassegneranno  quella che la Commissioneparlamentare  d’inchiesta sulla Loggia P2  definirà la &lt;em&gt;“resistibile ascesa” &lt;/em&gt;di Gelli a posizioni di potere di impressionante spessore e vastità.”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.societacivile.it/img/foto/foto_focus/foto_massoneria/gelli.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre  secondo quanto scrisse il giornalista Roberto Faenza in un  suo  resoconto dettagliato sull’influenza americana nel nostro paese (5)  una  copia dei dossier del Sifar venne depositata nel quartier generale   della CIA a Langley in Virginia. Faenza cita un cablogramma che attesta   il ricevimento “&lt;em&gt;dal nostro corrispondente presso i servizi segreti italiani” &lt;/em&gt;dei rapporti sui leader politici “in osservazione”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’operazione  di spionaggio elaborata dal gen. De Lorenzo coinvolse  anche numerosi  prelati, vescovi e preti delle diverse diocesi e perfino  il papa  Giovanni XXIII.mo il quale andò su tutte le furie quando venne a   conoscenza che il Sifar aveva piazzato dei microfoni negli appartamenti   vaticani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’intera vicenda dei dossier Sifar andò  avanti per anni con il  beneplacito della presidenza della Repubblica e  venne commissionata a De  Lorenzo dall’allora capo della CIA William  Colby.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A quanto risultò alla Commissione  parlamentare la ricerca delle  notizie per la compilazione dei fascicoli  era stata realizzata violando  sistematicamente il principio della  stessa libertà personale attraverso  pedinamenti, teleobiettivi,  controlli clandestini della corrispondenza  privata e delle  comunicazioni telefoniche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando oggi è cosa nota  l’esistenza di strutture spionistiche  satellitari su scala planetaria  quali il complesso programma ECHELON non  deve stupire che l’Italia  della fine anni Cinquanta fosse già un campo  di sperimentazione per  questo genere di attività alle quali diedero  alacremente il loro  contributo i servizi di sicurezza civili e militari  italiani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che  la struttura segreta denominata Gladio non fosse un mistero per  gli  alti vertici militari italiani e  gli ambienti dei servizi di  sicurezza  – i quali erano tenuti a risponderne in ambito NATO – si  deduce anche  dalle dichiarazioni rilasciate da diversi ufficiali nel  corso di  inchieste della magistratura italiana o di indagini  parlamentari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Così si esprimerà in proposito lo stesso Gen. De Lorenzo: &lt;em&gt;“Esiste,   presso lo Stato maggiore della Difesa , a latere del Sifar, l’Ufficio   sicurezza del Patto Atlantico che garantisce la sicurezza dei  funzionari  cioè di tutti coloro che vogliono svolgere un certo  lavoro…Questo  ufficio di sicurezza, che deve reperire queste notizie,  fa capo all’Arma  dei Carabinieri, che svolge le indagini. Queste  indagini vengono fatte  affluire o all’Ufficio centrale o agli uffici  ministeriali con le  considerazioni adeguate. Sulla base di queste  considerazioni , se sono  favorevoli, si dà il nulla osta di sicurezza.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Analogamente  si espresse il Gen. Vito Miceli, per anni capo del Sismi  – i servizi  militari – in occasione del processo nel 1977 per il  tentato golpe  Borghese del dicembre 1970: &lt;em&gt;“C’è , ed è sempre esistita, una particolare organizzazione segretissima, che è &lt;strong&gt;a conoscenza anche delle massime autorità dello Stato. &lt;/strong&gt;Vista   dall’esterno, da un profano, questa organizzazione può essere   interpretata in senso non corretto, potrebbe apparire come qualcosa di   estraneo alla linea ufficiale.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Miceli sostenne che le sue attività rientrassero nei compiti istituzionali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.siciliainformazioni.com/pictures/0300x0000/0000009911.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un  altro esponente delle forze armate chiamato a rispondere davanti  alla  Magistratura di progetti eversivi, il Ten. Col. dei servizi segreti   militari Amos Spiazzi, dopo aver confessato di aver preso parte ad una   cospirazione di destra guidata da un’organizzazione denominata “Rosa dei   Venti” (simbolo ufficiale dell’Alleanza Atlantica) così rispose al   giudice che gli chiese se avesse o meno ricevuto l’ordine di allertare   gruppi irregolari di sostegno alle forze armate nel giugno 1973: &lt;em&gt;“Ricevetti   un ordine da un mio superiore militare, appartenente  all’organizzazione  di sicurezza delle forze armate, che non ha finalità  eversive ma si  propone di proteggere le istituzioni contro il  marxismo. Questo  organismo non si identifica con il Sid, ma in gran  parte coincide con il  Sid.”.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dunque in  linea generale tutti i principali protagonisti , esponenti  di primo  piano delle FF.AA o dei servizi, chiamati a rispondere circa   l’esistenza di un organizzazione segreta militare confermarono che si   trattasse di qualcosa di pienamente istituzionale e direttamente   collegata ai vertici NATO ed a conoscenza delle massime autorità   politiche come , d’altronde, confermò pienamente il premier Andreotti   quando nell’autunno 1990 decise di rivelare all’opinione pubblica   italiana l’esistenza di Gladio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le cosiddette “unità di  supporto” irregolari erano rappresentate dai  coloro che, molti anni più  tardi, la stampa italiana conobbe con il nome  di ‘gladiatori’.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Il  reclutamento di unità di supporto irregolari – scrive Philip  Willan  (6) – è un tema ricorrente negli scandali dei servizi segreti:   attraverso tali unità si arriva poi agli agenti infiltrati e alla   manipolazione del terrorismo. Una delle persone coinvolte nel   reclutamento era il colonnello Renzo Rocca, direttore dell’ufficio   controspionaggio industriale del Sifar, l’ufficio perla Ricercaeconomica   e industriale (Rei). La commissione parlamentare d’inchiesta per lo   scandalo Sifar appurò che Rocca usava i fondi dei servizi segreti e   altri contributi di industriali per reclutare persone per operazioni   paramilitari, che venivano stipendiate come “informatori” dei servizi   segreti. “Tale reclutamento si rivolgeva soprattutto ai carabinieri e   agli ex marinai in congedo, ma si estendeva anche ad altri gruppi di   “ragazzi di avventura”, che avrebbero dovuto fungere da provocatori”,   chiariva la relazione di minoranza. Le attività di Rocca erano seguite   attentamente dalla Cia. Secondo Faenza, il capo della sede romana   William Harley spinse il colonnello a destabilizzare i tentativi di Moro   di raggiungere un’intesa coi socialisti. Harvey suggerì a Rocca di   usare gli “squadroni d’azione” per “compiere attentati contro le sedi   della Democrazia Cristiana e di alcuni quotidiani del nord, da   attribuire alle sinistre.”. Faenza affermò inoltre che Harvey era in   possesso di liste contenenti più di 2000 nomi di esponenti di destra   appartenenti a gruppi paramilitari, che si erano disponibili per azioni   anticomuniste. Rocca si suicidò nel 1968, poco prima di essere   interrogato dalla commissione parlamentare. La sua morte fu uno dei   misteriosi suicidi e incidenti che ricaddero su coloro che erano a   conoscenza delle attività più delicate dei servizi segreti italiani. (…)   I legami di Rocca con i servizi segreti spinsero alcuni agenti a   introdursi nel suo ufficio (pressola FIATdov’era finito a lavorare un   anno prima ndr) per rimuovere certi fascicoli prima delle indagini della   magistratura. Secondo alcune voci sottrassero un dossier riguardante   l’attività di reclutamento esercitata da Rocca nel 1964. (…) Rocca non   fu l’unico in possesso di informazioni sullo scandalo Sifar a morire   prematuramente. Il 27 aprile 1969 l’ex capo dei carabinieri, generale   Carlo Ciglieri, che aveva commissionato un’indagine sugli eventi del   1964, morì in un incidente stradale. Ciglieri guidava lungo un   rettilineo poco fuori Padova quando la sua macchina inspiegabilmente   uscì di strada. Stranamente non venne ritrovato alcun documento utile   alla sua identificazione e le fotografie scattate sul luogo   dell’incidente mostrarono l’esistenza di una busta, in seguito   scomparsa. L’uomo cui Ciglieri aveva commissionato l’indagine era il   generale Giorgio Manes, morto in seguito a un infarto il 25 giugno 1969   poco prima di testimoniare davanti alla commissione parlamentare.”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra  i compiti che Rocca svolse per conto del Sifar vi fu anche il   finanziamento dell’Istituto Alberto Pollio che organizzò nelle giornate   dal 3 al 5 maggio 1965 la conferenza tenuta all’Hotel Parco dei  Principi  di Roma sulla “guerra rivoluzionaria” alla quale presero parte  numerosi  esponenti del neofascismo italiano in particolare si  ricordano i nomi  di:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;a)      Guido Giannettini, giornalista e  informatore dei servizi  segreti, in seguito accusato di aver preso  parte alla strage di Piazza  Fontana del dicembre 1969;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;b)      Stefano Delle Chiaie, fondatore dell’organizzazione neofascista Avanguardia Nazionale;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;c)      Mario Merlino,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;d)      Enrico De Boccard, fondatore dell’Istituto Pollio;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;e)      Pio Filippani Ronconi, docente universitario già appartenente alla divisione italiana Waffen S.S. ;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;f)        Pino Rauti, fondatore del centro studi “Ordine Nuovo”&lt;/p&gt; &lt;p&gt;g)      Giorgio Pisanò, esponente del MSI milanese;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di  questi ultimi due , Rauti e Pisanò, sono interessanti le  ammissioni  che vennero pubblicate in un libro-intervista apparso a metà  anni  Novanta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://i1.sbito.it/images/39/3934566217.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alla domanda &lt;em&gt;“lei  crede che a un certo punto l’estrema destra,  pur di combattere contro  il comunismo, sia scesa a patti, abbia  collaborato con lo Stato  repubblicano e antifascista? &lt;/em&gt;Rauti risponderà: “&lt;em&gt;Si.  Ha  collaborato, più o meno sottobanco, e in certi momenti soprattutto   sottobanco. (…) Io stesso sono stato coinvolto in rapporti coi militari.   Scrivendo, insieme a Edgardo Beltrametti, l’opuscolo &lt;/em&gt;“Le mani rosse sulle forze armate”, &lt;em&gt;commissionato dal generale Giuseppe Aloia.” &lt;/em&gt;(7).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mentre Pisanò alla domanda su chi avrebbe messo le bombe a Piazza Fontana risponderà: “&lt;em&gt;Il   ministero degli Interni. L’ufficio affari riservati del Ministero  degli  Interni. (…) …questa gente aveva studiato una strategia: noi   mobilitiamo qualche scriteriato a destra e qualche scriteriato a   sinistra, gli facciamo mettere qualche bombetta qua e là, un po’ di   colore rosso e un po’ di colore nero, montiamo la stampa e dimostriamo   che se non rafforziamo di nuovo il centro, gli opposti estremismi   prendono il sopravvento. E allora cominciarono le bombe sui treni e così   via , senza provocare morti.” &lt;/em&gt;E , all’intervistatore che gli faceva notare che i morti a Piazza Fontana ci furono replicherà: “&lt;em&gt;Si   ma fu un errore. Quel giorno le bombe nelle banche furono tre, due a   Milano e una a Roma e altre bombe vennero messe all’Altare della Patria.   Scoppiarono tutte dopo le 16.30, orario di chiusura delle banche, e le   due all’Altare della Patria erano messe in un punto tale da non  nuocere a  nessuno. Insomma non si voleva uccidere. Ma chi mise quelle  bombe non  sapeva che quel giorno una banca, una sola banca in tutta  Italia,  sarebbe rimasta aperta oltre il normale orario di chiusura: la  Banca  Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano”. &lt;/em&gt;Andando poi oltre ed attaccando Franco Freda: &lt;em&gt;“Freda…eh   io li ho difesi tutti a spada tratta ‘sti fessi, anche se non lo   meritavano. Freda è quel cretino che fornisce i timer. Ma attenzione:   Freda non sapeva che i timer sarebbero stati usati per fare una strage.   (…) Ho fatto carte false per dimostrare che Freda con i timer non   c’entrava niente, ma la verità è questa. Freda cascò in un trappolone.   Fornì i timer senza sapere a cosa servivano.” &lt;/em&gt;Sentenziando infine che &lt;em&gt;“Nelle stragi ci sono solo imbecilli italiani”. &lt;/em&gt;(8).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Imbecilli  più o meno consapevoli o criminali poco cambia. Soprattutto  perché  affatto imbecilli furono – e piuttosto consapevoli – coloro che  diedero  vita al piano Solo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un piano di emergenza per l’ordine  pubblico di cui il Ministro della  Difesa , con una nota del 12 maggio  1969, informò le autorità della  magistratura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I  documenti relativi al piano per l’ordine pubblico e la sicurezza   nazionale che prevedevano l’impiego di reparti della sola arma dei   carabinieri erano contenuti in quattro minute. Più precisamente, come si   evidenziò, la prima era costituita da un quaderno manoscritto a penna   redatto dal Comando della Divisione Carabinieri “Pastrengo” di Milano ,   con giurisprudenza per l’Italia settentrionale. La minuta risulterà   manoscritta dall’allora Colonnello dell’Arma Mingarelli all’epoca   responsabile dell’Ufficio di capo di Stato maggiore della divisione. E’   firmata dal generale di divisione Markert e munita di timbro tondo ed   intestata come “Pianificazione riservatissima – Progetto Generale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  Colonnello Mingarelli sarà pesantemente coinvolto dieci anni più  tardi  – nel 1972 – nella manipolazione delle indagini sulla strage di   Peteano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.memoria.san.beniculturali.it/image/image_gallery?uuid=4d217a42-41c8-42ac-89a6-fb691ccee0b8&amp;amp;groupId=11601&amp;amp;t=1302085716873" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  seconda minuta , costituita dalla fotocopia di 19 fogli  manoscritti,  risultò redatta dal comando divisione carabinieri “Podgora”  di Roma,  con giurisdizione sull’Italia centrale oltre che sull’Emilia  Romagna e  la Sardegna.Laminuta risultò manoscritta dall’allora ten. col.   dell’Arma Bittoni, all’epoca capo di Stato maggiore della divisione. E’   intestata “Piano Solo del comando II divisione Carabinieri Podgora”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La  terza , costituita da 28 fogli sciolti, risulta redatta dal  comando  della divisione carabinieri “Pastrengo” e contiene una bozza di   pianificazione per la sola città di Roma anch’essa redatta dal col.   Bittoni con allegate due mappe della capitale. E’ intestata “Traccia per   la compilazione del progetto Solo”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Infine la quarta  minuta, costituita da 32 fogli dattiloscritti,  risulta redatta dal  comando carabinieri divisione “Ogaden” di Napoli con  giurisdizione su  tutta l’Italia meridionale. E’ intitolata “Piano per  il mantenimento  dell’ordine costituito nel territorio dello Stato”. A  quanto risulta  dagli atti d’inchiesta parlamentare l’allora comandante  dell’Ogaden,  gen. Celi, incaricò il col. Romolo Dalla Chiesa di  predisporre “&lt;em&gt;uno studio inteso a vedere come l’Arma, nella nostra giurisdizione, avrebbe potuto far fronte a sovvertimenti” &lt;/em&gt;(dalla deposizione resa dallo stesso Dalla Chiesa alla Commissione d’inchiesta).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo  quanto affermato dal ministro della Difesa non esistevano  altri  originali delle minute in questione mentre per quanto riguardava  lo  schieramento delle forze dell’Arma , la consistenza dei reparti, le   procedure esecutive del piano Solo rimaneva in vigore il segreto   militare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Venne ovviamente respinta anche la richiesta  di ottenere le liste  degli enucleandi appartenenti al PCI che furono  distribuite nella  primavera-estate 1964 ai comandi di divisione  dell’Arma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://liberastoria.files.wordpress.com/2010/06/cia.jpg?w=490" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il meccanismo di approntamento del piano si mise in movimento su impulso del generale De Lorenzo. “&lt;em&gt;Il   gen. Picchiotti, capo di Stato maggiore del comando generale,  ricevette  in tal senso un ordine dal comandante generale (…) E’ lo  stesso  Picchiotti ad affermare che, successivamente alla riunione del  25 marzo  dei comandanti di divisione, a seguito della quale verranno  predisposti  gli appunti rinvenuti, egli ebbe a convocare i tre capi di  Stato  maggiore delle divisioni “presenti alcuni ufficiali del Sifar”  per  impartire, su ordine di De Lorenzo, disposizioni per  l’aggiornamento del  piano per la tutela dell’ordine pubblico. – &lt;/em&gt;scrive Calderoni (9) – &lt;em&gt; Per   le azioni di aggiornamento, fu incaricato il col. Tuccari…(…) Nel  corso  della riunione, venne accettata la proposta del ten. col.  Mingarelli di  riunire i piani di “emergenza speciale” preparati dai  prefetti con il  concorso dell’Esercito, dei Carabinieri e della  Pubblica Sicurezza del  15-11-1961 (circolare Vicari) , adattandole agli  scopi della  pianificazione da apportare ed in particolare alle  previsioni del “Solo”  impiego dell’Arma dei Carabinieri. Lo schema  predisposto dal Tuccari  costituisce l’ossatura del “piano Solo” che  prevedeva un insieme di  azioni difensive ed offensive , tra cui le  difese delle caserme,  l’occupazione della sede della RAI-TV, delle  centrali telefoniche e  telegrafiche, di sedi di partito e di giornali,  con il fermo degli  “esponenti più in vista” il conseguente loro  concentramento e trasporto.  Era anche prevista l’occupazione del  Quirinale e di Palazzo Chigi, allo  scopo di “impedire che cadano nelle  mani dei rivoltosi”. (…) E’ noto  come, nel momento più delicato di  tensione nel nostro Paese, venne  sottoscritto l’accordo di governo tra  democristiani e socialisti che  segnò la fine della crisi, con  l’accantonamento del “piano Solo” e la  distruzione delle liste.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;L’allora  Presidente della Repubblica , Antonio Segni, era a  conoscenza del  piano che, peraltro, prevedeva l’eliminazione di alcuni  esponenti della  sinistra democristiana in particolare circolò con  insistenza il nome  di Aldo Moro (ci penseranno le sedicenti Brigate  Rosse quattordici anni  dopo a portare a termine l’incombenza stabilita  evidentemente oltre  Atlantico ai più alti livelli dell’establishment  statunitense).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  piano golpista avrebbe dovuto trasferire il potere esecutivo nelle   mani di una coalizione di centro-destra di cui avrebbe potuto essere   nominato premier il democristiano Cesare Merzagora. Il golpe, cancellato   all’ultimo momento, rappresenterà da quel momento e per tutto il   decennio successivo un’opzione alla quale tenderanno interessati   ambienti politici, industriali e militari come si evidenzierà   nitidamente solo sei anni più tardi con il tentativo di colpo di Stato   patrocinato dal comandante Junio Valerio Borghese e successivamente con   altre iniziative analoghe che avrebbero aumentato la tensione politica e   l’instabilità della società italiana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lasciamo la ‘chiosa’ finale alla firma di un blogger che , su un sito informatico della rete, ha lucidamente osservato: &lt;em&gt;“Tali   complessi ma affascinanti argomenti, di cui mi sono limitato a fornire   una panoramica chiara e sintetica, ma non certo esaustiva, sono stati   trattati con estrema serietà dal dottor Daniele Ganser, storico  svizzero  e capo del gruppo di ricerca presso il Centro per gli Studi  sulla  Sicurezza dell’Istituto Federale di Tecnologia (ETH) a Zurigo,  autore  del libro&lt;/em&gt; “NATO’s Secret Armies – Operation Gladio and  Terrorism in  Western Europe”( Gli eserciti segreti della NATO –  Operazione Gladio e  terrorismo in Europa Occidentale). &lt;em&gt;Ganser si  propone in particolare  con la sua opera di definire con precisione il  ruolo di “Stay Behind”  nel contesto storico europeo sottolineandone la  finalità politica di  opposizione al rafforzamento del comunismo interno  all’occidente, per  timore di un collasso del blocco americano stretto  da forze antagoniste  esterne ed interne. &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Ganser ipotizza  infine scenari  inquietanti costruendo un parallelo fra la realtà della  Guerra Fredda e  l’epoca a noi contemporanea&lt;/strong&gt;, affermando: ”La  lezione che  possiamo trarre, se riportiamo la nostra esperienza dalla  Guerra Fredda  alla situazione attuale, è che una strategia della  tensione è tuttora  implementata, ma stavolta contro i Musulmani. Tutti  sappiamo che  l’occidente dipende in larga parte dal petrolio, e si ha  bisogno di un  pretesto per sviluppare operazioni in Iran, Irak ecc. Non  possiamo  semplicemente recarci lì, ed invadere i loro territori,  quindi abbiamo  bisogno di pensare che stanno cercando di ucciderci.  Quindi è possibile  che una strategia della tensione sia in atto, nella  quale i Musulmani  stanno svolgendo il ruolo che i comunisti avevano  nella Guerra Fredda.  Tuttavia è troppo difficile,tutto sta avvenendo in  modo velocissimo e ci  sono pochi dati disponibili.” (10)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come  non pensare alle attuali “primavere arabe” ed al ruolo di   agent-provocateur per tutto il mondo islamico dall’organizzazione Al   Qaeda?&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://aurorasito.files.wordpress.com/2011/09/cia-in-rebellenvlag.jpg?w=490" alt="" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Au revoir…&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Direttore Responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia”&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NOTE –&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;1)      Philip Willan – “I Burattinai – Stragi e complotti in Italia” – Ediz. “Tullio Pironti” – Napoli 1993;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2)      Ibidem;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3)      Richard Norton Taylor – Articolo apparso sul “Guardian” in data 15 Novembre 1990;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4)      ( a cura di Pietro Calderoni ) – “Servizi segreti” – Ediz. “Tullio Pironti” – Napoli 1986;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;5)      Roberto Faenza/ Marco Fini – “Gli americani in Italia” – Ediz. “Feltrinelli” – Filano 1976;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;6)      Philip Willan – op. cit.;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;7)      Michele Brambilla – “Interrogatorio alle destre” – Ediz. “Rizzoli” – Milano 1995;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;8)      Ibidem;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;9)      ( a cura di Pietro Calderoni ) – op. cit.;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;10)  Articolo “Gladio e la strategia della tensione” – apparso sul sito informatico &lt;a href="http://www.towrite.it/"&gt;www.towrite.it&lt;/a&gt; in data 7 Luglio 2010;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-1310899133834961636?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/1310899133834961636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=1310899133834961636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1310899133834961636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1310899133834961636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/il-piano-solo-il-colpo-di-stato.html' title='Il piano &quot;solo&quot;. Il colpo di stato &quot;democratico&quot; e atlantista dell&apos;Arma dei carabinieri'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-11870488721815594</id><published>2012-02-18T09:32:00.000+01:00</published><updated>2012-02-18T09:32:00.256+01:00</updated><title type='text'>Equo ne credite, Teucri</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.talentilucani.it/images/stories/monti%20vig.jpg" alt="monti vig" width="200" height="145" /&gt;Se   anche Il Corriere della Sera, quotidiano della cavalleria dominante   (per questo abbreviato in “Corsiera”), striglia Raglio Monti, un   galoppino della trilaterale più che un quadrupede purosangue, vuol dire   che il ronzinante sul quale Re Giorgio ha puntato, manca un po’ di   sobrietà e di stabilità, al pari dello stallone dei miei cordoni suo   predecessore. Perché Monti, in alcune sue sfortunate uscite a briglia   sciolta nel maneggio mediatico, invece di nitrire ha ragliato come non   tutti si aspettavano, dimostrando con ciò che al governo non abbiamo   messo un animale da galoppata ma un furbo somarello da paraculata.   Proprio come nella famosa poesia di Trilussa “&lt;strong&gt;l’ elezzione der presidente&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;”: “&lt;/strong&gt;Er   Somaro contento, fece un rajo. E allora solo er popolo bestione   s’accorse de lo sbajo”. Già, ma questo errore ci costerà molto caro   perché ormai l’asinello ha pijato possesso e nu’ la pianterà sino al   2013 o forse anche oltre, nemmanco si morimo d’accidente, dunque fate   silenzio e rispettate er Presidente. Tuttavia, il rispetto ce lo si   guadagna nell’arena statale e Monti troppe volte nelle sue apparizioni   pubbliche ha rotto il trotto smentendo i suoi ammirati scozzonatori   politici. Ci vuole coraggio a scalciare in quella maniera contro il   posto fisso e l’inveterato malcostume italiano alla raccomandazione o al   nepotismo sapendo di aver avuto una carriera professionale così dopata   dagli appoggi relazionali, tanto familiari che istituzionali. Il   pedigree fa sempre la differenza. Non c’è lobby massonico-finanziaria   che non abbia scommesso su Monti vincente (per loro), dal Bilderberg   alla Trilateral, dal Bruegel alla Goldman Sachs. Ma, soprattutto, in che   modo ha iniziato la sua brillante cavalcata il professore? Sul   “Corsiera” s’insinua che la sua discendenza sia stata fondamentale,   partendo dal fatto che fosse figlio predestinato “di un dirigente   bancario e nipote di Raffaele Mattioli, il mitico banchiere della Comit   di Milano”. Inoltre, continua il giornalista della corazzata di via   Solferino, “a una certa notorietà Monti arrivò quando fu cooptato nel   consiglio della Fiat e delle Generali, due pilastri dell’establishment   economico-finanziario italiano. Fu cooptato anche alla vicepresidenza   della Comit”. Può costui dunque dare lezioni di lavoro e di decoro?   Loden, criniera e mantello non coprono mai abbastanza un certo   favorevole imparentamento che indispettisce però chi è sempre stato   costretto ai margini della mandria perché non consanguineo né di   Seabiscuit né di Varenne. Ma più di ogni cosa anche per gli italiani   vale il vecchio detto latino riportato nel titolo poiché il dottor Monti   è appunto quel cavallo di Troia che il Presidente della Repubblica ha   introdotto dentro le nostre mura per dare passo libero ai nemici esteri   che stanno razziando la nazione. Se non vogliono finire al mattatoio  gli  italiani dovrebbero smettere di dormire in piedi come i puledri e   disarcionare quei traditori che hanno come letaminoso obiettivo quello   di farci stramazzare al suolo. La nostra carne a brandelli è stata già   messa in svendita ed altre importanti costole della nostra impresa   strategica stanno per finire come costolette. Non lasciamoci ingannare   da siffatti truffatori e ricordiamo sempre che asino e mulo, vanno   cavalcati sul culo, anche se si atteggiano a bestie di razza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Gianni Petrosillo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-11870488721815594?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/11870488721815594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=11870488721815594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/11870488721815594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/11870488721815594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/equo-ne-credite-teucri.html' title='Equo ne credite, Teucri'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-1667204562055527389</id><published>2012-02-17T19:31:00.000+01:00</published><updated>2012-02-17T19:32:14.062+01:00</updated><title type='text'>Il potere globale è finito</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il  progetto di Zbigniew  Brzezinski per rilanciare lo status globale degli  USA  e promuovere una  roadmap geopolitica meno pericolosa.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.statopotenza.eu/cms/wp-content/uploads/2012/02/Brzezinski.jpg"&gt;&lt;img style="margin-left: 0px; margin-right: 10px" class="alignleft size-full wp-image-2354" src="http://www.statopotenza.eu/cms/wp-content/uploads/2012/02/Brzezinski.jpg" alt="" width="248" height="259" /&gt;&lt;/a&gt;  Dalla polvere alla polvere, il potere globale non c’è  più. Così dice  Zbigniew Brzezinski , l’unico rivale di Henry Kissinger  nel tempio  della fama  della geopolitica contemporanea americana.&lt;br /&gt;Per secoli,  gran parte del panorama globale terrestre e marino è stato  dominato da  una sola potenza – ad esempio, Portogallo, Spagna, Gran  Bretagna, Stati  Uniti – e i recenti aspiranti padroni dell’universo non  durarono a  lungo.&lt;br /&gt;L’impero tedesco millenario di Hitler è stato costruito in  sei anni – e  schiacciato in sei anni (1939-45 Seconda Guerra Mondiale).  Il   sanguinoso impero di Stalin durato un po’ più a lungo  sull’orologio  della storia. Dopo il Cremlino ha ammesso la sconfitta e  si p ritirato  dall’Afghanistan nel febbraio 1989, la cortina di ferro è  crollata e le  colonie dell’Europa dell’Est recuperato la propria  libertà.&lt;br /&gt;Parlando del suo 20.mo libro “Visione Strategica –  l’America e la crisi  del potere globale” – e forse il miglior tomo di  geopolitica, Zbig, come  è universalmente noto, ha dichiarato: “Dopo la  dissoluzione dell’Unione  Sovietica, abbiamo visto l’emergere di un  unico potere – gli Stati  Uniti Molti credevano che erano stati scelti  da Dio e commissionato  dalla storia a essere il potere dominante sul  mondo.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Ora eccoci qui, due decenni più tardi, e non è più  preminente”, ha  detto a un pranzo al Club Nazionale Democratico delle  Donne. “Non siamo  in declino, come alcuni suggeriscono, ma non abbiamo  più il comando e il  rispetto del mondo, e continuiamo a leggere che la  Cina presto  sostituirà gli Stati Uniti, da qualche parte tra il 2016 e  il 2018&lt;/em&gt;” – da quattro a sei anni da oggi.&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Nessun singolo stato è egemone&lt;/em&gt;,” Brzezinski, consigliere  del Centro Studi strategici e internazionali, sottolinea, “&lt;em&gt;e   siamo ancora i più potenti. Ma la nostra società è stagnante. Abbiamo   appena bruciato 1.500 miliardi dollari in due guerre inutili e costose,   sia col sangue che col tesoro, che sono state falsamente giustificate e   totalmente impossibili da vincere&lt;/em&gt;. ”&lt;br /&gt;“&lt;em&gt;Le conseguenze&lt;/em&gt;“, sostiene, “&lt;em&gt;sono  stati un drammatico  declino della posizione globale dell’America in  contrasto all’ultimo  decennio del 20 ° secolo, una delegittimazione  progressiva dell’America  presidenziale e quindi della credibilità  nazionale e anche una  significativa riduzione dell’autoidentificazione  degli alleati  dell’America con la sicurezza americana&lt;/em&gt;“.&lt;br /&gt;Nel frattempo, il consigliere per la sicurezza  nazionale del presidente Jimmy Carter sottolinea, “&lt;em&gt;La   nostra infrastruttura è vecchia e decrepita. In Europa e in Giappone   treni ad alta velocità collegano le principali città in tutta comodità.   Qui chiamiamo Acela il nostro treno veloce, costruito per velocità di   150 mph che non raggiunge a causa delle massicciate che non può   prendere. Sulla finestra che si guarda, non si vede una nazione del   futuro, ma scene che ricordano  un paese del Terzo Mondo&lt;/em&gt;.”&lt;br /&gt;Altri svantaggi importanti degli Stati Uniti visti da Brzezinski:&lt;br /&gt;Un imperfetto sistema finanziario statunitense è dominato da interessi particolari che allargano l’ampia disparità dei redditi.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti hanno un sistema politico bloccato, che dipende dal denaro, il che significa che può essere acquistato.&lt;br /&gt; Il sistema di formazione degli Stati Uniti è eccellente – al top, il   migliore del mondo. Ma il livello intermedio è imbarazzante, vicino al   fondo della scala mondiale.&lt;br /&gt;Perché gli Stati Uniti non hanno più  ottenuto il rispetto del mondo come  fecero quando emersero vittoriosi  dalla Guerra Fredda con l’Unione  Sovietica, non è troppo difficile da  capire. Ma gli Stati Uniti sono  ancora il paese più ricco del mondo,  innovativo, con energia residua e  patriottismo che possono ancora  essere sfruttati e portati nella giusta  direzione.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti  possono prendere l’iniziativa sui diritti umani e la  libertà di stampa  ed hanno quello che serve per rivitalizzare le potenze  occidentali, in  uno sforzo concertato.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti hanno giustamente paura  dell’estremismo islamista. Ma la  soluzione, dice Brzezinski, si trova  in Turchia, un paese di 80 milioni  di abitanti che è “&lt;em&gt;altamente  islamico, ma anche molto moderno. La  Turchia è in Europa, un bene, una  democrazia salda spiritualmente vicina  all’Occidente&lt;/em&gt;.”&lt;br /&gt; Brzezinski sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero allargare l’Occidente   incorporando la Russia. I leader statunitensi hanno perso il treno,   alla fine della Guerra Fredda, quando alcuni leader della Guerra Fredda   hanno detto pubblicamente che era tempo di invitare la nuova Russia   nella NATO, che avrebbe costretto i nuovi leader della Russia ad optare   per l’Occidente democratico.&lt;br /&gt;Vladimir Putin vuole creare una unione  eurasiatica, dice Brzezinski,  composto dagli stati dell’ex Unione  Sovietica, ma la maggior parte di  questi paesi sono determinati a non  tornare a una unione dominata dagli  uomini del Cremlino.&lt;br /&gt;La sua  opinione sui disordini “populisti” nel mondo arabo è che sono  causati  per la maggior parte dalla “disuguaglianza”. Non era una  primavera  araba. La guerra civile in Siria, in Egitto, scontri  inter-tribali, lo  spargimento di sangue in Libia, indicano turbolenza  politica molto  avanzata.&lt;br /&gt;Demonizzare la Cina, dice Brzezinski, è semplicemente  invitare i leader  cinesi a demonizzare gli Stati Uniti, per risposta.  Gli Stati Uniti sono  interdipendenti in molte zone e tessono la  leadership cinese in una  rete di interessi reciproci con gli Stati  Uniti, in un senso più  geopolitico che non lo scontro.&lt;br /&gt;Un attacco  israeliano contro l’Iran, dice Brzezinski, sarebbe un  disastro per gli  Stati Uniti più che per Israele, nel breve periodo, e  un disastro  fondamentale per Israele nel lungo periodo.&lt;br /&gt;Si innescherebbe una  collisione con gli Stati Uniti e rendere il nostro  compito impossibile  in Afghanistan. Incendierebbe il Golfo Persico,  aumentando il prezzo  del petrolio di tre o quattro volte. Gli americani,  che già pagando  quasi 4 dollari al gallone, lo vedrebbero schizzare a  12 dollari o più.&lt;br /&gt; L’Europa diventerebbe ancora più dipendente dal petrolio russo, di   quanto lo sia già. Quindi, quale sarebbe il vantaggio per gli Stati   Uniti?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Arnaud de Borchgrave&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Traduzione di Alessandro Lattanzio&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-1667204562055527389?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/1667204562055527389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=1667204562055527389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1667204562055527389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1667204562055527389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/il-potere-globale-e-finito.html' title='Il potere globale è finito'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4413159038938350491</id><published>2012-02-16T22:46:00.000+01:00</published><updated>2012-02-16T22:46:00.081+01:00</updated><title type='text'>Droni: Il Grande Fratello dalla lingua biforcuta</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt; &lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/-8HjbxteR_I0/TzoIg8S1ulI/AAAAAAAABU0/xEADS-bnmhQ/s1600-h/pinkdrone%25255B5%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; border-style: none; border-color: -moz-use-text-color; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; padding-top: 0px" src="http://lh5.ggpht.com/-4tjeWMQXC8k/TzoIh-eLLmI/AAAAAAAABU8/whuCq8Y2M54/pinkdrone_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" alt="pinkdrone" title="pinkdrone" width="165" border="0" height="134" align="left" /&gt;&lt;/a&gt;Qualcuno   pensa ancora che i "governi" lavorino per il bene dei popoli? Siamo   governati dalle corporazioni (quelle vere, non i tassisti,   farmacisti...etc..) e la politica si guarda bene dal contrastare i loro   interessi.   &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Un sito di informazione sui droni nel Regno Unito&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Drone Wars UK, il 5 Febbraio 2012, ha scritto in &lt;a href="http://dronewarsuk.wordpress.com/2012/02/05/romancing-the-drone/"&gt;un articolo:&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;Chiunque   abbia un interesse anche solo passeggero per i militari scopre ben   presto il fenomeno peculiare del 'linguaggio militare', in cui una vanga   non può mai essere tranquillamente chiamata una vanga.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Bombe   e proiettili sono chiamati 'artiglieria di consumo', un attacco   missilistico o raid di bombardamenti è conosciuto come un 'evento   cinetico', e nonostante il suo scopo offensivo, l'industria e la sua   attività devono sempre essere descritte come 'difesa'. Il linguaggio   militare tende essenzialmente a mantenere una distanza psicologica tra   il lavoro di pianificazione reso più accettabile giorno per giorno, la   preparazione (e il profitto) dei conflitti armati e la terribile brutale   realtà della guerra.    &lt;br /&gt;................&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Questa settimana il Guardian ha rivelato che &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/uk/2012/feb/02/surveillance-drone-industy-pr-effort"&gt;l'Unmanned   Aerial Systems Association, una lobby britannica, sta pianificando   un'offensiva di pubbliche relazioni per contrastare l'immagine negativa   dei droni&lt;/a&gt; . Questo sito web (Drone Wars UK) è stato citato dalla   lobby come parte del problema da superare. Essi raccomandano che i droni   distribuiti nel Regno Unito "siano decorati con pubblicità umanitarie,  e  verniciati con colori vivaci per prendere le distanze da quelli   utilizzati in zone di guerra." Secondo quanto riferisce il Guardian:&lt;/p&gt;    &lt;blockquote&gt;     &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;"John   Moreland, il segretario generale della UAVSA, ha detto che l'industria   si sentiva a disagio con la parola" droni "e voleva trovare una nuova   terminologia.&lt;/em&gt;&lt;em&gt; "Se sono colorati, e la gente sa perché sono lì, risultano molto più rassicuranti", ha detto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/blockquote&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;div align="justify"&gt;   &lt;a name="more" title="more"&gt;&lt;/a&gt; L'8 Febbraio 2012, la &lt;a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-16545333"&gt;BBC&lt;/a&gt; News ha rivelato:&lt;/div&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;L'UE   si affretta a sviluppare una "strategia per i sistemi aerei senza   pilota", che vedrebbe l'allentamento delle attuali restrizioni molto   severe per l'uso di droni civili in Europa.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Un &lt;a href="http://www.eda.europa.eu/Libraries/Documents/UAS_RD_workshop_DiscussionPaper_final.sflb.ashx"&gt;documento di discussione preparato per un seminario della Commissione europea a Bruxelles questa settimana&lt;/a&gt;,   prevede il loro utilizzo non solo per monitorare colture e fattorie,  ma  anche per la cartografia del terreno, trasporto merci, controllo  delle  frontiere, lotta contro l'immigrazione clandestina e traffico di  droga, e  l'intervento nei disastri naturali o industriali.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Gli   agricoltori in questi giorni devono mantenere i propri terreni in   "buone condizioni agronomiche e ambientali" per qualificarsi per le   sovvenzioni, così le immagini riveleranno anche se l'agricoltore   rispetta le norme in materia di siepi e stagni, dicono, o fasce tampone   attorno ai campi seminati.     &lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Migliaia   di droni, presto, sorvoleranno i cieli americani, a scopo di controllo  e  spionaggio. Gli stessi droni voleranno anche nei cieli dell'Europa,  in  virtù del &lt;a href="http://www.osce.org/it/library/14130"&gt;trattato cieli aperti&lt;/a&gt;? Vedremo....come se non ne avessimo viste già abbastanza.   &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;In &lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=29261"&gt;un articolo del 13 Febbraio 2012 su Global Research&lt;/a&gt;,   intitolato “Droni orwelliani: L’occhio nel cielo che spia gli   americani”, Stephen Lendman spiega esattamente quale funzione avranno,   molto presto, questi droni che avranno licenza di controllare, spiare e   forse anche uccidere. Ormai, la privacy è diventata una sconosciuta, in   nome del profitto:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Il potere del denaro governa l'America.&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Così fanno le lobby che rappresentano tutti gli interessi corporativi e di altro tipo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;La &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Association for Unmanned Vehicle Systems International (AUVSI) &lt;/em&gt;&lt;em&gt;rappresenta decine di aziende influenti.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Esse   comprendono Lockheed Martin, Boeing, Northrop Grumman, Raytheon, Bell   Textron Hellicopter, Sikorsky Aircraft, Goodrich, General Dynamics,   Honeywell, Booz Allen Hamilton, Hill &amp;amp; Knowlton, e molti altri che   promuovono gli aerei  senza equipaggio (UAV), la tecnologia drone.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Contro   i paesi bersaglio, è l'ultimo sport americano. Da centri di comando a   distanza, gli operatori uccidono con il telecomando. Usano tastiere dei   computer e monitor multipli. Gli UAV sono pronti ventiquattro ore su   ventiquattro per le missioni.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;I droni Predator   eseguono uccisioni rese più accettabili, a buon mercato rispetto agli   aeromobili con equipaggio. Esperti indipendenti ritengono che i   combattenti vengono colpiti circa il 2% delle volte. Tutti gli altri   sono non combattenti, nonostante le smentite ufficiali.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Nel   1995, i droni Predator sono stati utilizzati per la prima volta in   Bosnia. Nel 2001, il drone Global Hawk è stato utilizzato in   Afghanistan. Durante le guerre in Afghanistan e in Iraq, il Pentagono ha   usato droni di vario tipo per il combattimento e le missioni di   spionaggio.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;In Libia, Obama ha autorizzato i   droni Predator. Sono stati operativi per tutta la guerra. Vengono   utilizzati anche in Yemen, Somalia, e ovunque Washington indichi   obiettivi da uccidere.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il cittadino   statunitense Anwar al-Aulaqi è stato assassinato in questo modo. La   stessa cosa può accadere a chiunque sia sulla hit list degli Stati   Uniti, in qualsiasi luogo, forse tra breve anche a livello nazionale.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Washington   prevede un'escalation delle uccisioni tramite droni, nonché dello   spionaggio interno sugli Americani. Attualmente, circa un aereo da   guerra su tre degli Stati Uniti è un drone. Un giorno forse saranno   tutti senza pilota.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Spionaggio interno tramite droni in America&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il   10 gennaio, l'avvocato del personale della  Electronic Frontier   Foundation (EFF), Jennifer Lynch, in un articolo dal titolo "I Droni ti   stanno osservando?" ha detto:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;La EFF ha   chiesto alla Federal Aviation Administration (FAA) informazioni sull'uso   dei droni a livello nazionale. Chi sta pilotando gli UAV, ha chiesto?&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;I   droni trasportano apparecchiature di sorveglianza, tra cui telecamere,   quelle a raggi infrarossi, sensori di calore, e radar per uno  spionaggio  sofisticato praticamente costante. Le versioni più recenti  trasportano  telecamere ad altissima risoluzione "gigapixel". Esse  consentono il  monitoraggio sopra i 20.000 piedi. Possono monitorare  fino a 65 nemici  contemporaneamente, e possono vedere bersagli fino a  25 miglia di  distanza.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;I droni Predator  possono  intercettare trasmissioni elettroniche. Un nuovo modello è in  grado di  penetrare reti Wi-Fi e intercettare messaggi di testo e  chiamate  telefoniche, di nascosto.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Anche sul  mercato  interno, i droni possono essere armati con taser, pistole bean  bag e  altri dispositivi in ​​grado di danneggiare o forse uccidere.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Attualmente,   la Customs and Border Protection degli Stati Uniti utilizza UAV per   sorvegliare le frontiere. Agenzie delle forze dell'ordine statali e   locali li usano anche per investigare su  "abigeato, spaccio di droga, e   ricerca di persone scomparse."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Volare al di   sopra di 400 metri richiede la certificazione FAA. Non sono disponibili   informazioni su chi ha ottenuto autorizzazioni e per quali scopi.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;La   FAA rientra nel Department of Transportation (DOT). E non ha risposto   alla  richiesta FOIA della EFF dell'aprile 2011. L'avvocato della EFF   Lynch ha detto:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;"I droni danno al governo e   agli altri operatori (UAV) un nuovo potente strumento per raccogliere   informazioni, in maniera dettagliata e invadente, sui "movimenti e sulle   attività" degli americani.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;"Mentre il  governo  comincia a prendere decisioni politiche sull'uso di questi  aerei, il  pubblico ha bisogno di sapere di più su come e perché questi  droni  vengono utilizzati per sorvegliare i cittadini degli Stati  Uniti."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;I  droni "potrebbero aumentare  notevolmente la tracciabilità fisica dei  cittadini - tracciabilità che  potrebbe rivelare dettagli profondamente  personali sulle nostre vite  private. Stiamo chiedendo al DOT di seguire  la legge e rispondere alla  nostra richiesta FOIA in modo che possiamo  saperne di più". Ciò che il  pubblico ha il diritto di sapere.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;La Corte Suprema non è stata amichevole con le persone su molte questioni, compresa la privacy. In &lt;em&gt;Stati Uniti contro Place&lt;/em&gt;   (1983), il giudice ha ritenuto che fare ricerche con i cani da fiuto   addestrati della polizia per individuare droghe illegali, non ricade   sotto il Quarto Emendamento.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Sono sui generis,   destinate al solo scopo di rivelare la presenza o l'assenza di  sostanze  stupefacenti. In altre parole, le protezioni del quarto  emendamento non  si applicano ai ricercatori non-umani. Come risultato i  diritti alla  privacy sono sul tagliere per essere eliminati. In  effetti, sono già  stati gravemente compromessi sotto la sorveglianza   politico-istituzionale dell'amministrazione Bush.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Nel   2007, il Department of Homeland Security (DHS) ha autorizzato lo   spionaggio attraverso il National Applications Office (NOA). E' stato   descritto come "l'organo esecutivo per facilitare l'uso della tecnologia   della comunità di intelligence per uso civile, sicurezza nazionale e  ai  fini dell'applicazione della legge negli Stati Uniti".&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Con   o senza autorizzazione o controllo del Congresso, l'esecutivo può   autorizzare tecnologia all'avanguardia, comprese le immagini satellitari   militari, per spiare di nascosto gli americani.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Anche   se i piani iniziali erano in ritardo, l'occhio nel cielo che spia   dall'alto potenzialmente potrà monitorare chiunque e ovunque, una volta   raggiunta la piena attuazione. Saranno inclusi migliaia di droni Big   Brother per spiare.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il 3 febbraio, il disegno   di legge FAA Reauthorization Act (HR 658) è stato approvato in entrambe   le camere del Congresso, dopo che le divergenze tra le versioni del   Senato e della Camera sono state risolte. Aspettatevi che Obama lo firmi   a breve.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Esso autorizza lo spionaggio  interno  tramite droni, al fine di testare e brevettare droni  commerciali entro  il 2015. Le stime prevedono che &lt;strong&gt;fino a 30.000 UAV potrebbero sorvolare l'America entro il 2020.&lt;/strong&gt;   I difensori della privacy sono preoccupati. Steven Aftergood, capo del   progetto sulla segretezza del governo della Federation of American   Scientists, ha detto:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;"Ci sono serie questioni   politiche sulla privacy e sorveglianza all'orizzonte, sia da parte   delle agenzie governative che delle entità commerciali."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Secondo   Amie Stepanovich del Electronic Privacy Information Center,   "Attualmente, l'unica barriera per l'uso routinario di droni per la   sorveglianza persistente sono i requisiti procedurali imposti dalla FAA   per il rilascio dei certificati."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Cambiando  le  regole cambia il  gioco. Aspettatevelo. Sta arrivando il momento in  cui  Obama firmerà l'HR 658. La proliferazione degli UAV già si sta   espandendo rapidamente. A luglio 2010. la FAA Fact Sheet ha detto che,   solo in America, "circa 50 aziende, università e organizzazioni   governative stanno sviluppando e producendo qualcosa come 155 progetti   di aerei senza pilota."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Ci si aspetta che   l'America  rappresenti circa il 70% della crescita mondiale. Nel 2011,   il Congresso, il DOD, i governi statale e locali, così come la AUVSI   hanno fatto pressione sulla FAA per rivedere ed ampliare il suo attuale   programma "Certificato di Autorizzazione o Rinuncia (COA)" relativo ad   aeromobili senza pilota (UA).&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;L'agenzia sta   inoltre esaminando le proprie regole per gli UAV di piccole dimensioni.   Si prevede che a breve autorizzerà l'uso esteso del COA.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Le preoccupazioni dell'ACLU&lt;/strong&gt; (American Civil Liberties Union)&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il   6 febbraio, l'ACLU ha titolato, "Il Congresso cerca di accelerare  l'uso  dei droni a livello nazionale, esclusa la privacy,", dicendo:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;In   effetti, il Congresso ha già autorizzato l'ampliamento dei droni   domestici. Obama è pronto a trasformare in legge l'HR 658. Le   disposizioni in esso contenute includono le richieste della FAA:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;(1)   semplificare e accelerare i permessi per le operazioni tramite droni.   L'agenzia sta già lavorando per allentare i regolamenti entro la   primavera del 2012.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;(2) istituire un progetto   pilota entro sei mesi per sei zone di test, per integrare i droni "nel   sistema dello spazio aereo nazionale".&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;(3)   creare un piano globale entro nove mesi "per accelerare l'integrazione   dei sistemi aerei senza pilota per uso civile (gestiti da privati),  nel   sistema dello spazio aereo nazionale".&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;(4)   dopo aver presentato un piano globale, pubblicare le regole finali entro   18 mesi per consentire il funzionamento civile di droni di piccole   dimensioni (meno di 55 libbre) nello spazio aereo degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il   15 dicembre, l'ACLU ha pubblicato un rapporto intitolato "Proteggere  la  privacy dalla sorveglianza aerea: Raccomandazioni per l'uso dei  droni  da parte del governo", dicendo:&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Stanno   arrivando in America. La privacy può essere seriamente compromessa.  Sono  necessarie urgenti protezioni. Il rapporto raccomanda che "i droni  non  devono essere impiegati a meno che non vi sia motivo di ritenere  che  raccoglieranno prove su un crimine specifico."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;"Se   un drone invaderà ragionevoli aspettative di privacy, dovrebbe essere   richiesto un mandato." Il rapporto esorta inoltre a "restrizioni sul   mantenimento di immagini di persone identificabili, così come un   processo aperto per lo sviluppo di politiche su come saranno utilizzati i   droni."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il sorvolo dell'America con i droni   cambia il gioco in maniera incontrollata. Una "società della   sorveglianza" sarà istituzionalizzata per monitorare, tracciare e   registrare "ogni nostra mossa."&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Data la   propensione bipartisan a spiare, aspettatevi il peggio. La privacy, come   altri diritti civili e umani, si sta perdendo velocemente nel quadro   delle politiche in atto o prossime, fino alla sua distruzione.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Anna Moffa &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4413159038938350491?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4413159038938350491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4413159038938350491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4413159038938350491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4413159038938350491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/droni-il-grande-fratello-dalla-lingua.html' title='Droni: Il Grande Fratello dalla lingua biforcuta'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-4tjeWMQXC8k/TzoIh-eLLmI/AAAAAAAABU8/whuCq8Y2M54/s72-c/pinkdrone_thumb%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4324001108174152683</id><published>2012-02-16T10:43:00.000+01:00</published><updated>2012-02-16T10:46:05.862+01:00</updated><title type='text'>Il Tribunale delle imprese</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;Governo  e politica dell'immagine e dell'apparenza  sono una definizione  adeguata del governo Monti e della sua politica. Naturalmente non siamo  così sciocchi  da cre4dere che nel nostro mondo l'immagine e l'apparenza  non valgano nulla. Tutt'al contrario contano molto tanto in bene    quanto in male ed è singolare che un uomo di televisione come Silvio  Berlusconi non lo abbia compreso&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;     L'annuncio di grandi riforme, la copertina di Time, gli apprezzamenti  di Obama, le comparsate Tv al fianco della Merkerl e Sarkozy, il tè  a  Downing Streeet con la possibile ipotesi di un contraltare  italo-britannico al duopolio franco-germanico hanno immensamente giovato  all'immagine di Monti e,  in misura minore, anche all'Italia. Lo spread  , pur restando altissimo, è sceso a livelli più accettabili e  l'immagine  del nostro paese si è allontanata da quella (sempre più  drammatica) della Grecia, dove l'altro uomo della Goldman Sachs, Lucas  Papademos, non ha avuto un ritorno d'immagine paragonabile a quello di  Mario Monti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;     Tuttavia non tutto è oro quello che luccica. Se l'immagine negativa è,  quasi senza eccezioni, per sempre, non  così quella positiva. Quanto  meno nel mondo della politica e, ancor più,  in quello dell'economia,  nel quale, come dimostra  la terribile crisi che stiamo vivendo, gli  effetti positivi dileguano e tutto crolla se sotto  l'immagine non  spunta la sostanza. E purtroppo è appunto la sostanza quella che manca  nella politica del governo Monti.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;     Molto  si è detto delle liberalizzazioni che non hanno liberalizzato   nulla di ciò che andava davvero liberalizzato, dei nuovi  carrozzoni  burocratici, dei costi della politica che è  tanto se non aumentano. Un  po' meno a fondo si è andati, tranne che fra gli addetti a lavori, che  però stentano a  farsi ascoltare dall'opinione pubblica, sui  provvedimenti in tema di  giustizia civile, nonostante che, per comune  consenso, sia proprio questa che, col suo mal funzionamento e i suoi  ritardi,  danneggia l'industria nazionale, allontana dal nostro paese  g,li investimenti stranieri e spinge alla fuga  molte delle aziende che  già vi operano.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;     In realtà il governo e i mass-media  del coro hanno annunciato  con  molto trionfalismo  il varo di un miracoloso toccasana: i tribunali  delle imprese, che con la loro specifica competenza, la loro  professionalità, la loro concentrazione, la rapidità  del loro lavoro  renderanno l'Italia la Mecca di tutti gli imprenditori.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;     Indovinatissimo il nome, “Tribunale delle imprese”, che lascia  immaginare  (ecco  l'apparenza) una giustizia civile del tutto diversa,  più tecnica ed efficiente, di quella riservata ai comuni cittadini.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;      In realtà nulla di tutto questo. I cosiddetti Tribunali delle Imprese  non sono  che le “Sezioni specializzate in materia  di proprietà   industriale ed intellettuale” esistenti ed operanti in Italia dal 2003.  Il governo Monti  si è limitato  a cambiarne il nome  in “Sezioni  specializzate   in materia di imprese” e ad allargarne la competenza  ad  un buon numero di  materie prima attribuite ad altri organi giudiziari  (rapporti societari, appalti pubblici, class action).&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;       Di conseguenza, non solo nessuna speranza di accelerazioni, ma anzi  forti probabilità  di nuovi ritardi. Come si è detto, queste sezioni,  con gli stessi locali, le stesse strutture, gli stessi organici  di  personale amministrativo, erano già in  funzione di vari anni e  operavano, dal più al meno,  con la stessa efficienza, gli stessi tempi e  gli stessi arretrati di tutti i tribunali italiani. Di conseguenza   l'aumento di competenze si tradurrà in un minor carico di lavoro per gli  uffici che  vengono liberati delle relative procedure, ma comporterà un  notevolissimo aumento di quello dei cosiddetti  Tribunali delle  Imprese,  tanto più notevole in quanto queste sezioni, dodici in tutta  Italia, hanno una competenza territoriale vastissima (a titolo di  esempio, quella bolognese si occuperà delle imprese  dell'Emilia  -Romagna e delle Marche;  la romana addirittura di quelle del Lazio  dell'Abruzzo e della Sardegna). La celerità dei procedimenti  non potrà  che diminuire anche una volta superati gli adempimenti e le inevitabili  lentezze della (lunga) fase iniziale, dedicata allo spostamento di   decine di migliaia di processi con tutti gli annessi e connessi.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;       Se qualche  ingenuo investitore estero  si sarà lasciato  attirare non  tarderà ad accorgersi  che di nuovo ci sono soltanto  le belle parole di  una politica che ha un'unica carta da giocare: l'apparenza.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;   Siamo onesti. Non è esatto: qualcosa di nuovo c'è. Il governo alla  riforma  ha dato anche un contenuto quanto mai sostanziale. Difatti  proprio per le imprese, che di solito le cause le fanno solo se non  possono evitarle, sicché il ricorso alla giustizia è uno strumento del  loro lavoro,  è stato quadruplicato il “contributo unificato” (in   pratica la tassa che deve pagare chi vuole iniziare una causa civile).  Si conta di ricavarne poco meno di otto milioni di euro.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;    C'è sostanza. C'è.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;   Un  gruppo di magistrati ha commentato: “Il governo ha scelto di fare  cassa cambiando la targa sulla porta di 12 uffici”.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Francesco Mario Agnoli &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4324001108174152683?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4324001108174152683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4324001108174152683' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4324001108174152683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4324001108174152683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/il-tribunale-delle-imprese.html' title='Il Tribunale delle imprese'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-1034907508843125840</id><published>2012-02-15T10:35:00.000+01:00</published><updated>2012-02-15T10:35:00.149+01:00</updated><title type='text'>Papademos condanna a morte la Grecia</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center"&gt;&lt;a style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em" href="http://2.bp.blogspot.com/-2xpKGHgSTW4/TzhRoaxBVgI/AAAAAAAACco/B153alXW6YE/s1600/ate_02_672-458_resize.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-2xpKGHgSTW4/TzhRoaxBVgI/AAAAAAAACco/B153alXW6YE/s200/ate_02_672-458_resize.jpg" alt="" width="200" border="0" height="151" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mentre Atene brucia nel fuoco della &lt;a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/05/in-grecia-i-cattivi-diventano-assasini.html"&gt;protesta popolare&lt;/a&gt;,   un parlamento incartapecorito, capeggiato da un banchiere di scuola   statunitense approva il nuovo pacchetto lacrime e sangue imposto da   Bruxelles e di fatto condanna la Grecia ad un futuro di miseria   progressiva, che andrà ad innescarsi in senso peggiorativo sulla&lt;a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/05/in-grecia-i-cattivi-protestano.html"&gt; già drammatica situazione attuale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; Con 199 voti a favore e 79 contrari il parlamento greco, prono al  diktat  della mafia finanziaria europea, ha dispensato ai cittadini una   bastonata senza pari che fra le altre cose comporterà una diminuzione   del 20% del salario minimo garantito, una raffica di nuovi licenziamenti   (che si sommeranno ai precedenti) un taglio delle pensioni, un   ulteriore ridimensionamento del servizio sanitario e degli ospedali,   oltre alla dismissione di sempre ulteriori quote del patrimonio   statale….&lt;/div&gt;&lt;a name="more" title="more"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle fiamme di  questa notte ateniese, dove la disperazione ha portato  in strada  centinaia di migliaia di persone, liquidate dai pennivendoli  nostrani  come&lt;a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/07/questi-sono-i-black-block.html"&gt; black blok&lt;/a&gt; e facinorosi, la Grecia si ritrova una volta ancora più povera, più allo sbando, più umiliata nella sua dignità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le  facili promesse di Papademos, svendute un  tanto al chilo come il pesce  quando inizia a puzzare, non potrebbero  convincere neppure un bambino  delle elementari. Promettere crescita ed  occupazione, come sono soliti  fare i banchieri calati sugli scranni di  governo (noi in Italia ne  sappiamo qualcosa), mentre si licenzia e si  attuano politiche di pura  recessione, costituisce solamente un puro  esercizio sillabico senza  costrutto alcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il popolo greco non riuscirà a trovare la  forza per mandare a casa a  calci la banda di cialtroni che li governa e  le banche che ne dirigono  le gesta, il futuro in Grecia risulterà per  forze di cose drammatico e  si tratterà di un dramma senza fine. Fra  qualche mese la stessa scena si  ripeterà e il parlamento approverà   nuove lacrime e nuovo sangue, da  immolare sull’altare di Bruxelles.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dall’Italia guardiamo atterriti l’anteprima su quello che sarà il  nostro  futuro, Napolitano pronuncia frasi razziste di quelle che ci  fanno  vergognare di essere italiani, i servi mainstream tentano  maldestramente  di camuffare il proprio imbarazzo, mentre l’usuraio si  gira dall’altra  parte, consapevole di avere ancora molta strada da  fare.&lt;br /&gt;Atene brucia e mentre le fiamme baluginano nella notte, dove è  nata e  morta la democrazia, Roma avvolta dall’insolito biancichio  della neve  attende con terrore che arrivi la sua ora.&lt;br /&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Marco Cedolin &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-1034907508843125840?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/1034907508843125840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=1034907508843125840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1034907508843125840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1034907508843125840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/papademos-condanna-morte-la-grecia.html' title='Papademos condanna a morte la Grecia'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2xpKGHgSTW4/TzhRoaxBVgI/AAAAAAAACco/B153alXW6YE/s72-c/ate_02_672-458_resize.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-6594241024620244833</id><published>2012-02-14T10:34:00.000+01:00</published><updated>2012-02-14T10:35:13.422+01:00</updated><title type='text'>Salvano le banche, non la Grecia</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;h2 style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; color: #050506; line-height: 1.3em; font-family: Calibri, 'Myriad Pro', Myriad, Arial, Helvetica, sans-serif; border-width: 0px; padding: 0px"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Atene vittima degli errori dell'Occidente.&lt;br /&gt;Due anni fa era possibile salvarla, adesso...&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div id="pagewidth" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; color: #232323; line-height: 18px; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"&gt;&lt;div id="dettaglio_notizia" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 19px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; float: left; border-width: 0px; margin: 0px"&gt;&lt;div id="dettaglio_notizia_img" style="margin-top: 5px; margin-right: 7px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-top-width: 1px; border-right-width: 1px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 1px; border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; float: left; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #f7f7f7; border-top-style: solid; border-top-color: #e0e1e1; border-left-style: solid; border-left-color: #e0e1e1; border-right-style: solid; border-right-color: #e0e1e1; line-height: 0; padding: 0px"&gt;&lt;a style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; color: #0066cc; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px" href="http://media.futuroeliberta.it/media/2012/02/712_24_medium.jpg" class="lightbox"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;img style="border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; border-width: initial; width: 213px; border-style: none; padding: 0px; margin: 0px" src="http://media.futuroeliberta.it/media/2012/02/712_24_medium.jpg" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; color: #5e6166; line-height: 1.4em; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"&gt;&lt;span style="font-family:Times;font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: inherit; font-style: inherit; font-variant: inherit; font-weight: inherit; font-size: inherit; font-size-adjust: inherit; font-stretch: inherit; -moz-font-feature-settings: inherit; -moz-font-language-override: inherit; vertical-align: baseline; color: rgb(94, 97, 102); line-height: 1.4em; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La  crisi greca è il “dito”, ma la crisi vera si può capire solo guardando  la “luna”. E se si guarda la “luna” si vedono un “peccato originale” e  “tre paradossi”.&lt;br /&gt;All’inizio sta il peccato originale commesso  dall’Occidente: quello di consentire alla Cina di entrare nel WTO  scambiando liberamente le sue merci su tutti i mercati mondiali e  lasciandole la libertà di decidere “politicamente” il cambio della sua  moneta, furbescamente agganciato al dollaro. Questo ha regalato alla  Cina la garanzia di mantenere la propria competitività verso il dollaro  ed acquisirne un 50% in più verso l’Europa. E tutto in aggiunta alla già  dirompente competitività cinese basata su costi del lavoro ridicoli per  gli standard occidentali e su tutte le altre condizioni di dumping  sociale.&lt;br /&gt;Da qui il primo paradosso:  Europa e Stati Uniti, anche  sulla base di tale artificiosa convenienza, comprano prodotti cinesi; i  cinesi incassano i nostri soldi e li risparmiano senza migliorare le  condizioni di vita interne, accumulando imponenti Fondi Sovrani con i  quali comprano o i titoli dei nostri debiti pubblici o pezzi rilevanti  della nostra economia produttiva. In sintesi, la Cina, con i soldi dell’  Occidente, si sta comprando l’Occidente, e poiché i soldi che le diamo  sono tanti, può comprarsi anche pezzi rilevanti dell’Africa e  dell’America Latina.&lt;br /&gt;Il secondo paradosso consiste nel fatto che  quelle banche e quelle conniventi agenzie di rating che hanno  determinato l’accumularsi delle bolle speculative e poi l'esplosione  della crisi finanziaria , sono state salvate (per nostra fortuna ciò non  è avvenuto in Italia) attraverso i soldi pubblici, trasferendo di fatto  il debito delle banche private nel debito pubblico. Adesso che siamo di  fronte al problema dei Debiti Pubblici degli Stati, quelle stesse  banche e quelle stesse agenzie di rating (in gergo “mercati finanziari”)  si ergono ad arbitri e a giudici unici dei debiti degli stati.&lt;br /&gt;Il  terzo paradosso riguarda esclusivamente l'Europa e si esprime nel “costo  dell'Europa che c'è” e nel “costo dell’Europa che non c’è”. L’Europa  che c’è, quella monetaria, seguendo l’atavica fobia tedesca per  l’inflazione con ancora la memoria storica rivolta alla Repubblica di  Weimar ed alla sua iperinflazione, ha “gentilmente” lasciato apprezzare  l’euro fino a sfiorare il rapporto di 1,5 con il dollaro e di  conseguenza anche con lo yuan cinese, contribuendo così a commettere il  “peccato originale” dell’economia mondiale. La Cina ha offerto  subdolamente la “mela” e l’Europa ha fatto indigestione di euro  supervalutato diventando abulica e assopendosi su una crescita asfittica  e priva di prospettive anche perché artificiosamente compressa proprio  dal super-euro. D’altro canto, L'Europa che non c'è, quella della  politica economica e della politica tout-court (cioè gli Stati Uniti  d’Europa), comporta che ogni singolo Stato deve assumere le proprie  decisioni. Questo processo allunga enormemente i tempi e fa trascurare  il fatto che, di fronte a queste crisi il tempo è denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco  perché negli ultimi due anni la speculazione si è prima diretta sui  paesi più deboli della catena (Grecia, Portogallo) per poi rivolgersi a  Spagna ed Italia fino alla revoca della tripla AAA anche alla stessa  Francia.&lt;br /&gt;Sul caso Grecia poi, non va dimenticato che l’Europa ha  commesso come minimo una “culpa in vigilando”, lasciandola entrare  nell’euro con conti pubblici che si sono rivelati largamente truccati. E  quando questo è emerso il sostegno alla Grecia è arrivato tardi e male.  Già due anni fa, ricordai il “teorema di Solow” (il premio Nobel  americano che da quasi cinquant’anni  è il padre della teoria della  crescita) che dice che, se il tasso di interesse è superiore al tasso di  crescita dell'economia, il rapporto Debito-Pil è destinato a crescere  all'infinito e quindi il paese diventa insolvibile. Ed infatti già due  anni fa, l’Europa, dopo aver discusso per sei mesi, concesse un primo  aiuto alla Grecia con un prestito al 5% di interesse. L’obiettivo  intangibile dell’inflazione europea è al 2%. Pertanto il tasso reale di  interesse era pari al 3%. Era ed è inimmaginabile che nei prossimi 10/20  anni la Grecia cresca ad un tasso medio annuo superiore al 3% . Ne  consegue che, sulla base del teorema di Solow, il debito greco è stato  dichiarato insostenibile fin dal momento in cui venne concesso il primo  prestito. E questo è un paradosso dentro il paradosso perché chi, a  fatica e con ritardo, vuole aiutare la Grecia, nel modo in cui lo fa,  dichiara di fatto l'insolvibilità del debito greco. Si potrebbe anche  aggiungere che, visto che il debito pubblico greco è in mano alle grandi  banche (anche europee), alla fin fine significa lanciare soltanto una  ciambella di salvataggio alle stesse banche e lasciare morire l’economia  reale della Grecia. E se due anni fa sarebbero bastati 30 miliardi di  euro per fronteggiare la crisi, oggi ne occorrono 130. Ed il popolo  greco invade le piazze...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sin dall’inizio della crisi mondiale  nel 2008 non si sono volute capire, né tantomeno sono state rimosse le  cause reali degli squilibri mondiali (eccesso di consumo americano ed  eccesso di risparmio cinese) e perpetuando anche nei prossimi anni quei  tre paradossi, di fatto si ricarica una potente molla verso una nuova e  più forte crisi globale. Infatti, dopo la crisi 2008-2009, l’economia  mondiale è sembrata uscirne con gli Stati Uniti che hanno ripreso a  crescere quasi al 4%, la Cina che ha ripreso a correre verso il 10% e  l’Europa che comunque ha dormito attorno all’1%. Ed ancora una volta, le  tre grandi aree del mondo (Usa, Europa, Cina) hanno pensato di  risolvere i loro problemi interni puntando tutte insieme  al traino  delle loro esportazioni nel resto del mondo. Ma loro sono i tre quarti  del mondo e quindi a chi esportano se non tra di loro? Occorre quindi  che chi ha eccesso di consumo (USA) freni un po’ la propria economia e  riequilibri i propri deficit pubblici ed esteri, chi ha eccesso di  risparmio (Cina ed Europa)  punti invece di più sulla domanda interna.  La Cina sui consumi per migliorare il tenore di vita dei cinesi e  disinnescare la vera bomba atomica interna alla Cina che è l’esplosione  sociale conseguente al passaggio dalle campagne alle città di circa 300  milioni di cinesi nei prossimi dieci anni. L’Europa sugli investimenti  (infrastrutture, energia, ricerca, innovazione) necessari a fare sul  serio l’unione reale del vecchio continente.&lt;br /&gt;Per rimuovere le radici  reali della crisi, per ridare assetto sostenibile alle condizioni  finanziarie e per eliminare i tre paradossi occorre capire che si tratta  di un problema di governance mondiale. Occorre cioè rifondare il G8,  rifare Bretton Woods, riformare Fondo Monetario, Banca Mondiale e Wto. E  dentro il nuovo equilibrio mondiale occorre mettere un protagonista  indispensabile che si chiama Stati Uniti d’Europa, un’entità politica  consistente e non una semplice sommatoria statistica definita dai conti  dell’Eurostat. In sintesi, è urgente dare alla Banca Centrale Europea il  ruolo di prestatore di ultima istanza e modificare il vecchio e stupido  Trattato di Maastritch nel senso di un maggiore rigore finanziario  (avanzo di parte corrente),  lasciando a deficit solo gli investimenti  pubblici con un rapporto di 2 a 1 rispetto allo stesso avanzo corrente.  Come si vede, quindi, altro che crisi greca...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; font: inherit; vertical-align: baseline; color: #5e6166; line-height: 1.4em; border-width: 0px; padding: 0px; margin: 0px"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Mario Baldassarri &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-6594241024620244833?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/6594241024620244833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=6594241024620244833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6594241024620244833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6594241024620244833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/salvano-le-banche-non-la-grecia.html' title='Salvano le banche, non la Grecia'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-3777586470352031344</id><published>2012-02-13T12:09:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T12:09:00.574+01:00</updated><title type='text'>Una rivoluzione nella scienza dell'economia reale</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="titolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt; Nelle ultime due settimane il lavoro  dell'equipe scientifica di LaRouche (il "basement team") esposto in  alcuni video sul sito Larouchepac hanno gettato le basi per aggiornare  la rivoluzione in economia lanciata da LaRouche e dai suoi scritti negli  ultimi cinquant'anni. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; LaRouche, i cui pronostici economici si sono rivelati i più accurati al  mondo, ha sempre basato le sue previsioni su due idee: prima di tutto,  che l'economia è una scienza fisica, fondata sulla capacità umana di  aumentare il tasso di trasformazione fisica dell'universo, grazie ad  avanzamenti nella creatività umana, e in secondo luogo che la cosiddetta  seconda legge della termodinamica è una frode, e che l'universo, invece  di esaurirsi andando verso un disordine crescente, o entropia, tende  verso un aumento dell'anti-entropia. L'evoluzione dell'universo viene  sempre determinata dall'alto in basso. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Il metro di misura più importante per LaRouche è la Densità del Flusso  Energetico (EFD). L'universo si muove sempre verso una maggiore densità  del flusso energetico, nei tre spazi di fase identificati dallo  scienziato russo Vladimir Vernadskij: il non vivente, il vivente (la  biosfera) e infine la sfera creativa umana, che Vernadskij definisce  Noosfera. Nell'economia umana, lo sviluppo non lineare dell'EFD si  realizza grazie a scoperte creative di principii universali, che  promuovono l'aumento del tasso di produzione di ricchezza fisica,  consentendo all'Uomo di aumentare i propri poteri anche nei confronti  degli altri due spazi di fase. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Queste due idee sono la chiave del successo di LaRouche. Definiscono  anche la differenza tra questo approccio e quello della scuola economica  opposta, che ha sempre sbagliato previsioni. Invece di un'economia  fisica, lo sviluppo della quale dipende dagli avanzamenti nella  creatività umana, gli economisti della scuola opposta credono nel  monetarismo e nel fatto che il denaro, e gli schemi per fare denaro,  siano il vero obiettivo di un'economia. E invece di riconoscere la  natura anti-entropica dei tre spazi di fase identificati da Vernadskij,  coloro credono nell'entropia universale, ovvero che l'universo si muova  verso il disordine e che, affinché l'uomo sopravviva, occorra ridurre la  popolazione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Nell'economia moderna, questi due errori epistemologici si sono uniti, e  monetarismo ed ambientalismo sono la base del credo malthusiano imposto  dall'impero oggi dominante, l'impero britannico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Quello che è stato aggiunto dall'equipe scientifica di LPAC, nei due video del &lt;i&gt;Weekly Report&lt;/i&gt;,  a questo riassunto necessariamente abbreviato dell'economia  larouchiana, è la prova inconfutabile che non solo l'aumento della  densità del flusso energetico caratterizza tutte i tre spazi di fase, ma  che il mancato aumento è stato responsabile nei secoli delle estinzioni  che hanno sterminato il 98% di tutte le specie nel passaggio dall'era  Paleozoica a quella Mesozoica, e dall'era Mesozoica a quella Cenozoica.  Inoltre, per la prima volta, con l'emergere della civiltà umana, esiste  una specie capace di attuare volontariamente tale aumento, grazie  all'uso deliberato della ragione creativa che consente di intervenire  per l'avanzamento della specie umana. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Tali prove, presentate nei dettagli e suffragate da grafici, conducono  ad una conclusione che costituisce una sfida: se la politica imperiale  del monetarismo e dell'ambientalismo prevarrà oggi, la specie umana farà  la fine dei dinosauri. Questa conclusione è contenuta in un volantino  di LPAC che dichiara chiaramente che “la sopravvivenza del genere umano  dipende da un cambiamento fondamentale nel modo di pensare, abbandonando  le sciocchezze dell'economia popolare, e andando verso il dominio dello  sviluppo scientifico dell'universo come un tutto".&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;by  (MoviSol)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-3777586470352031344?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/3777586470352031344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=3777586470352031344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3777586470352031344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3777586470352031344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/una-rivoluzione-nella-scienza.html' title='Una rivoluzione nella scienza dell&apos;economia reale'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-383208602182622469</id><published>2012-02-12T12:07:00.000+01:00</published><updated>2012-02-12T12:07:00.724+01:00</updated><title type='text'>La miccia per la guerra mondiale è stata accesa</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="titolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;Il "timore principale" del ministro  della Difesa statunitense Leon Panetta è che Israele attaccherà l'Iran  tra l'aprile e il giugno di quest'anno, secondo quanto ha scritto David  Ignatius sul Washington Post del 2 febbraio. Il giorno seguente, al  vertice NATO di Bruxelles, Panetta è stato bombardato di domande su  quella frase, ma si è rifiutato di commentare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Poco prima, il Capo degli Stati Maggiori Riuniti degli Stati Uniti, il  gen. Martin Dempsey, aveva lanciato un nuovo brusco avvertimento ad  Israele, diffidandolo dall'intraprendere un'azione militare unilaterale  contro l'Iran, mentre il direttore della National Intelligence, James  Clapper, affermava due volte nel corso di un'udienza parlamentare che  non si sono indicazioni sul fatto che l'Iran abbia deciso di sviluppare  armi nucleari. E la squadra dell'International Atomic Energy Agency è  tornata dall'Iran il 1 febbraio con una fumata nera. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Ciononostante, a dispetto degli sforzi dei vertici militari USA, il  pericolo di un conflitto che conduca ad una guerra mondiale rimane  talmente acuto che Lyndon LaRouche ha deciso di rinnovare l'allarme in  una teleconferenza speciale il 6 febbraio. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; I nostri lettori sanno bene che il programma nucleare iraniano è  semplicemente un pretesto. L'obiettivo vero di un attacco all'Iran o la  Siria è la Russia e la Cina. Questa analisi è stata confermata da un  ufficiale dell'Esercito di Liberazione del Popolo, Dai Xu, sull'edizione  in lingua russa del &lt;i&gt;Quotidiano del Popolo&lt;/i&gt; del 31 gennaio. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Dai, un astuto stratega, descrive la nuova politica USA che mira a  isolare e circondare la Russia e la Cina. Perciò quei due paesi  dovrebbero collaborare per indurre gli USA a cessare le pressioni nei  confronti di nazioni che non seguono le loro prescrizioni. "Si potrebbe  affermare che la convergenza tra Cina e Russia sia il risultato  inevitabile della pressione strategica degli USA, come pure della scelta  compiuta nell'interesse della propria sopravvivenza. Solo assieme esse  possiedono la forza di resistere alle mosse USA". &lt;/p&gt;&lt;p&gt; In termini economici, Cina e Russia sono complementari e quindi immuni a  blocchi o sanzioni economiche da parte degli USA, scrive Dai. Poiché  entrambe le nazioni possiedono armi nucleari, sia gli USA che la NATO  possono difficilmente sfidarle militarmente. Infine, assieme, le due  nazioni possono attrarre altri paesi dell'Eurasia, compresi Iran e  Pakistan, che sono anche bersaglio degli USA. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Sfortunatamente, Dai non intravede la mano britannica dietro la politica  dell'amministrazione Obama, e si illude pensando che l'armamento  nucleare di Cina e Russia possa fungere da deterrente.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;by  (MoviSol)  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-383208602182622469?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/383208602182622469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=383208602182622469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/383208602182622469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/383208602182622469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/la-miccia-per-la-guerra-mondiale-e.html' title='La miccia per la guerra mondiale è stata accesa'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-7440514184923248672</id><published>2012-02-11T22:06:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T22:07:34.680+01:00</updated><title type='text'>Il "miracolo" tedesco: nascondere i senza lavoro</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td background="themes/3D-Fantasy/images/middle.gif" height="15" align="center"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td background="themes/3D-Fantasy/images/left3.gif" width="15"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td bgcolor="ffffff" width="100%"&gt;  &lt;img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Germany_Cars_For_Christmas_SMM114--U1402839901458NoD-290x240.jpg" alt="" height="180" width="280" align="left" /&gt; &lt;br /&gt;  &lt;p&gt;La  Cancelleria suona le trombe: ecco il miracolo economico tedesco! I   disoccupati sono scesi dai 5,1 milioni nel 2005 ai 2,8  oggi. Sono solo   il 6,9% della popolazione attiva, un record storico  e un sogno in   confronto al 9,9% di disoccupati in Francia e al 9,1% negli Usa.  Sembra   ripetersi il miracolo del Terzo Reich, che in tre anni mise la   popolazione al pieno impiego. Merito, dicono le trombe, della   “moderazione salariale” dei lavoratori tedeschi, della  “disciplina”   accettata dai sindacati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma ora, &lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.france-allemagne.fr/IMG/pdf/IFRI_ndc75lestrade.pdf"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;color:#333399;"&gt;  uno studio francese rivela i trucchi e il prezzo  sociale occulto di questo miracolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel   2001, il governo Schroeder comincia ad applicare   le idee di Peter   Hartz, il capo del personale (pardon, “risorse umane”) di Volkswagen:   convinto,  non a torto, che i grassi sussidi  (di disoccupazione e   sociali in genere)  vigenti allora in Germania tendano a creare uno   strato di fannulloni cronici, concepisce un marchingegno legale che   “costringe” i disoccupati a trovar lavoro. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima della riforma  Hartz, i disoccupati  che durante il lavoro  avevano versato i  contributi, avevano il diritto ad una “allocazione”  (Arbeitsengeld o  AG1) che durava due, e in certi casi 3 anni.  Dopo  Hartz,  il sussidio  AG1 dura un anno soltanto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima, i disoccupati di lunga durata  che avevano esaurito il diritto  al primo sussidio AG1, prendevano un  AG2, molto più modesto. Esisteva  anche un “aiuto sociale” (Sozialhilfe)  per le persone ancora più lontane  dal mondo del lavoro.  Oggi, AI2 e  Sozialhilfe sono fusi in uno,  e  distribuiti attraverso centri di  lavoro speciali: presso questi centri  di lavoro ogni disoccupato deve  fare “passi positivi”  presentandosi  bi-mensilmente  e accettare un  impiego qualunque, anche meno pagato del  precedente, sotto pena di  perdere i sussidi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sistema ha fatto cancellare milioni di  persone dalle liste di  disoccupazione…solo per farle riapparire nelle  liste di “lavoratori  poveri”, che hanno lavoretti di meno di 15 ore  settimanali, e pagati di  conseguenza:  anche meno di 400 euro mensili.  Il buono del sistema Hartz  è che per questi “mini-jobs” e mini-salari,  lo stato non esige il  versamento dei contributi previdenziali e  sanitari.  Ciò ha incoraggiato  molti datori di lavoro ad assumere  mini-salariati sotto i 400 euro.  Il  lato sgradevole è che questi  lavoratori, non contribuendo alla  previdenza, non hanno pensione nè  assicurazione sanitaria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo lo studio francese,  i fruitori  del sistema (Hartz IV) sono  6,6 milioni. Di cui 1,7 sono bambini, figli  di ragazze madri o famiglie  marginali.  Il che fa che gli altri – 4,9  milioni di adulti, sono  “mini-impiegati” da meno di 15 ore settimanali o  precari d’altro tipo.  Ci sono anche percettori di “lavori da un euro” –   pagati un euro l’ora   -  per lo più per lavori d’interesse pubblico  (“Socialmente utili”,  diciamo noi).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perchè qualcuno dovrebbe  accettare “lavori” da un’euro l’ora? Perchè  altrimenti perde i  sussidi.  I “mini-jobs” sono la forma di lavoro che è  più  straordinariamente cresciuta (+47% tra il 2006 e il 2009), superata   solo dal lavoro interinale (+134%).  I mini-job sono molto diffusi tra i   pensionati: 660 mila di loro integrano la pèensione in questo modo.    Dietro le cifre, c’è la tragedia sociale degli anziani licenziati: in   base all’ultima riforma previdenziale tedesca, l’età pensionabile è   stata alzata dai 65 ai 67 anni, il che ha aumentato il numero di quelli   che non vengono più assunti, causa l’ìetà, se non in mini-jobs.  Non a   caso, se il numero dei beneficiari del sistema Hartz IV è ufficialmente   calato del 9,5% tra il 2006 e il 2009,  tra i tedeschi di più di 55   anni  il numero dei beneficiari è cresciuto del 17,7%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel maggio  2011, gli occupati con mini-jobs  erano 5 milioni: si può  parlare,  senza offesa, di un esercito di sotto-occupati e precari? Ci  sono stati  anche scandali: aziende che preferiscono assumere due o tre  mini-jobs  (su cui non pagano i contributi previdenziali) invece di un  lavoratore a  tempo pieno. La Scheckler, una catena di drogherie, è stata  accusata  dai verdi di fare questo genere di “dumping salariale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell’agosto  2010, un rapporto dell’Istitutio del Lavoro  dell’Università di  Duisberg-Essen ha calcolato che più di 6,55 milioni  di tedeschi  ricevono meno di 10 euro &lt;strong&gt;lordi &lt;/strong&gt;l’ora –   sono aumentati  di 2,3 milioni rispetto a dieci anni prima. Due milioni  di lavoratori  in oltre-Reno campano con meno di 6 euro l’ora, e molti  nell’ex  Germania comunista si contentano di 4 euro l’ora, ossia 720 euro   mensili per un lavoro a tempo pieno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.iaq.uni-due.de/iaq-report/2010/report2010-06.pdf"&gt; http://www.iaq.uni-due.de/iaq-report/2010/report2010-06.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I  salariati con mini-job non sono i soli mal pagati. In Germania non   esiste un salario minimo stabilito  per  legge (situazione unica in   Europa).  I “lavoratori poveri” (che restano in miseria pur lavorando)   sono il 20% degli occupati germanici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quelli che lavorano per meno di 15 ore settimanali, con paghe in proporzione, sono chiamati &lt;em&gt;Aufstocker&lt;/em&gt;:   sono un milione, ed integrano il magrissimo salario con i magrissimi    sussidi sociali. Il loro numero è in continua crescita.  Quanto ai   sussidi sociali, rende noto lo studio francese, non sono completamente   cumulabili: “&lt;em&gt;Per 100 euro  di salario, il lavoratore perde il 20% del susidio, per un impiego da 800 euro ne perde l’80%&lt;/em&gt;.”&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il  caso è stato portato da tre famiglie alla Corte costituzionale di   Karlsruhe nel febbraio 2010:  i loro sussidi non consentivano “un minimo   vitale degno”, era la lagnanza. La Corte ha  sancito la   costituzionalità della Hartz IV, ma ha chiesto al legislatore di   rivalutare l’allocazione di base. E’ stata infatti aumentata: da 359   euro a persona, a 374 euro. Adesso è “un degno minimo vitale”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se  si toglie il milione di Austocker ai 4,9 milioni di attivi  beneficiari  di sussidi, si hanno 3,9 milioni di disoccupati di lunga  durata, che  vivono eslusivamente delle suddette allocazioni:  essenzialmente  famiglie con un solo genitore e anziani. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Un dirigente del  centro-impiego (Arbeitsagentur) di Amburgo, sotto  anonimato, dichiara:  “Ma quale miracolo economico. Oggi, il governo  ripete che siamo sotto i  3 milioni di disocupati, e se fosse vero  sarebbe un fatto storico. Ma  la verità è diversa, sono 6 milioni di  persone beneficiarie di Hartz IV  (che prendono i sussidi, ndr.), e sono  tutti disoccupati o  ultra-precari.  La vera cifra non è 3 milioni di  senza-lavoro, ma 9  milioni di precari”.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Si aggiunga che la percentuale trionfale di  6,9% di senza-lavoro  nasconde forti disparità regionale. I disoccupati  sono il 3,4% nella  ricca e prospera Baviera, ma il 12,7 a Berlino.  E  ogni minimo accenno  di rallentamento dell’economia colpisce più  duramente, com’è ovvio, i  milioni di precari o mini-jobs: i primi ad  essere licenziati, come si  vede nella tabella seguente (le riduzioni  del 2009 rispetto al 2008,  riguardano soprattutto gli “atipici”).&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/Capture_4.PNG" alt="" height="250" width="450" /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;Che  dire? La competitività tedesca ha il suo segreto in quel 20 per  cento  di sotto-salariati; il miracolo germanico si regge su un  gigantesco  dumping sociale. E’ questo il modello che ci  viene proposto  ad  esempio: la cinesizzazione della forza-lavoro a basso livello di   qualificazione. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Bisogna  constatare che, nella nuova economia globalizzata, i popoli diventano &lt;em&gt;superflui&lt;/em&gt;   – o almeno, grandi porzioni dei popoli. Il che forse spiega la   “crisi”  della democrazia, ossia la devoluzione della sovranità  popolare ai  tecnocrati, operata dai politici di professione:  maggioranze di cui non  si ha bisogno per produrre o consumare, sono  inutili  anche  politicamente.  Hanno perso la dignità di cittadini.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Naturalmente,  la medaglia ha anche un’altra faccia:  in Germania, il  costo  della  vita è inferiore a quello  di Francia e Italia (perchè  esiste, come  abbiamo visto, un “mercato del consumo pauperistico”, per i   sottoccupati), e i salari delle classi medie qualificate sono alti. Un   professore di liceo ha uno stipendio iniziale di 3 mila euro netti.  Il   boom esportativo  produce persino una mancanza di lavoratori   qualificati, tanto che attualmente  si arruolano giovani diplomati   spagnoli.  E’, fra l’altro, un effetto della crescita-zero demografica   tedesca. “La riserva di persone disponibili al lavoro sta calando”, ha   avvertito la ministra del lavoro, Ursula Van der Leyen.  Attualmente, il   numero di entranti nel mercato del lavoro è inferiore al numero di   quelli che ne escono per anzianità, ed ecco un’altra causa che fa’   calare meccanicamente la disoccupazione…&lt;/p&gt;  &lt;span class="artAutore"&gt;di Maurizio Blondet &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fonte: www.rischiocalcolato.it&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-7440514184923248672?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/7440514184923248672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=7440514184923248672' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7440514184923248672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7440514184923248672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/il-miracolo-tedesco-nascondere-i-senza.html' title='Il &quot;miracolo&quot; tedesco: nascondere i senza lavoro'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2831159641308151735</id><published>2012-02-10T08:03:00.000+01:00</published><updated>2012-02-10T08:03:01.184+01:00</updated><title type='text'>Mario Draghi. Il privatizzatore, per conto di chi…</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="entry-cat"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;a rel="lightbox[22573]" href="http://www.mirorenzaglia.org/wp-content/uploads/2012/02/pRIVATIZZAZIONI_fondo-magazine.jpg"&gt;&lt;img class="alignleft size-medium wp-image-22575" src="http://www.mirorenzaglia.org/wp-content/uploads/2012/02/pRIVATIZZAZIONI_fondo-magazine-400x300.jpg" alt="" title="pRIVATIZZAZIONI_fondo magazine" width="288" height="216" /&gt;&lt;/a&gt;«Un   vile affarista. Non si può nominare Presidente del Consiglio dei   Ministri chi è stato socio della Goldman &amp;amp; Sachs, grande banca   d’affari americana. E male, molto male io feci ad appoggiarne, quasi ad   imporne la candidatura a Silvio Berlusconi». &lt;strong&gt;Francesco Cossiga&lt;/strong&gt;,   ex Presidente della Repubblica e profondo conoscitore degli scantinati   dell’Italia repubblicana, non ha mai avuto mano delicata nei confronti   di &lt;strong&gt;Mario Draghi&lt;/strong&gt;, ex governatore di Bankitalia e, dal   primo novembre del 2011, nuovo Presidente della Banca Centrale Europea.   La dichiarazione è ovviamente datata, nata come risposta ad alcune   insinuazioni sorte qualche anno fa sull’eventuale candidatura di Draghi a   ricoprire il ruolo di Premier: «Ѐ il liquidatore – prosegue Cossiga –   dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica   italiana. Da governatore del tesoro ha svenduto l’apparato produttivo   statale, figuriamoci cosa potrebbe fare da Presidente del Consiglio dei   Ministri».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, messaggio chiaro e diretto, che non ha  bisogno di alcun  filtro. Di filtri ne ha sempre avuti pochi, Francesco  Cossiga. Non le ha  mai mandate a dire, non si è mai tirato indietro,  neanche quando, da  Ministro degli Interni, non aveva problemi a  reprimere con le cattive  qualsiasi moto studentesco che si alzasse  sopra le righe consentite, in  quel lontano – ma non troppo – 1977.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chissà  quali parole avrebbe speso oggi, avendo la possibilità di  ammirare  l’italica scenografia. Chissà quante picconate sarebbero  piovute sul  capo di &lt;strong&gt;Mario Monti&lt;/strong&gt;, Presidente del  Consiglio e – a  quanto pare – socio di Goldman &amp;amp; Sachs proprio come  Draghi. La  natura ambigua di Cossiga impone una certa calma nella  valutazione di  qualsiasi dichiarazione, tuttavia passa agli atti anche  l’antipatia del  politico sassarese nei confronti di Romano Prodi,  definito, alla  stessa stregua di Draghi, un «vile» (agosto 2005). Certo,  fa specie la  differenza di trattamento che Cossiga comunque ha  riservato ai due: a  gamba tesissima su Draghi, molto più morbido nei  confronti del  Professor Romano, mai nominato nelle allusioni alla famosa  crociera sul  Britannia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alle crociere, si sa, ormai siamo avvezzi. &lt;strong&gt;Francesco Schettino&lt;/strong&gt;,   il “Capitan Codardìa” salito alla ribalta dopo la grottesca tragedia   della nave Concordia, è entrato subito nell’immaginario   italian-popolare. Nei giorni immediatamente successivi al naufragio del   Giglio, ecatombe a mo’ di telenovela, tanto pregna di collegamenti e   fili meta-testuali da diventare icona buona per considerazioni sociali e   antropologiche, spuntò qualche timido riferimento al Britannia.   Riferimenti sottili e sussurrati, inglobati e sommersi dal vorticoso   ciclone mediatico scatenatosi sul nuovo kolossal made in Mediterranean   Sea, narrazione già pronta per sfamare antologie letterarie e   cinematografiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure, cosa si intende per “Britannia”? Cosa  accadde su quella nave,  durante quella crociera allusa da molti e  raccontata da pochissimi?  Scrive Roberto Santoro, il 7 novembre del  2011: « Il 2 giugno del 1992  il direttore del Tesoro, Mario Draghi,  sale sulla passerella del Royal  Yacht “Britannia”, il panfilo della  Regina Elisabetta ormeggiato nel  porto di Civitavecchia. Draghi ha con  sé l’invito ricevuto dai British  Invisibles, che non sono i  protagonisti di un romanzo complottista bensì  i rappresentanti di un  influente gruppo di pressione della City  londinese, “invisibles” nel  senso che si occupano di transazioni che non  riguardano merci ma  servizi finanziari. I Warburg, i Barings, i  Barclays, ma anche i  rappresentanti di Goldman &amp;amp; Sachs, finanzieri e  banchieri del  capitalismo che funziona, o funzionava, sono venuti a  spiegare a un  gruppo di imprenditori e boiardi di Stato italiani come  fare le  privatizzazioni».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma, si parla di privatizzare. Una parola  salita esponenzialmente  in auge nell’ultimo quindicennio italico,  durante il quale molte  aziende statali hanno subito una metamorfosi  repentina e non troppo  rumorosa. La grande IRI, gigantesco consorzio di  aziende che per decenni  aveva rappresentato il simbolo dell’efficienza  e della produttività  statale, si è gradualmente smembrata. L’effetto è  quel che oggi possiamo  ammirare non senza stupore: un corollario di  aziende private, che ormai  poco hanno a che fare con il novecentesco  concetto di “motore  nazionale”, avendo ormai struttura internazionale,  grazie a capitali  esteri: Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani,  Negroni, Ferrarelle,  Peroni, Moretti, Fini Perufine, Mira Lanza, e per  ultima, Fiat.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Privatizzazioni furiose che hanno coinvolto  qualsiasi ambito. La  privatizzazione dell’Istruzione superiore, con i  tagli alla scuola  pubblica, la privatizzazione del mercato del lavoro,  con il famigerato  pacchetto Treu rincarato dalla riforma Biagi. Quel  pacchetto e quella  riforma intrisa di sangue aprirono il sipario  sull’angosciante realtà  del precariato, pesante fardello demonizzato e  al contempo –chissà  perché- difeso e tutelato da qualsiasi esecutivo,  di destra e di  sinistra, fino ad arrivare a Monti e alle sue infelici  esternazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Seguendo la nuova stella cometa, nacque anche &lt;em&gt;Autostrade per l’Italia&lt;/em&gt;, nuova società costituita nell’ambito della riorganizzazione dell’originaria &lt;em&gt;Società Autostrade Concessioni&lt;/em&gt; &lt;em&gt;e Costruzioni S.p.a.&lt;/em&gt;,   completata nei primi mesi del 2003, che autorizzò, nell’ordine: le   partecipazioni nelle società attive nel settore autostradale; le   partecipazioni nelle altre società, avviate anche con partner, per lo   sviluppo di nuove arterie autostradali in Italia; le partecipazioni   nelle società che svolgono attività di progettazione e di pavimentazione   di supporto alle attività caratteristiche del comparto autostradale;  le  partecipazioni in società ed enti operanti in attività comunque   connesse alla gestione di strade e autostrade.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andando a ritroso  di tre anni, si scopre che il 7 giugno del 2000 la  sorte delle  autostrade era toccata alle ferrovie, dando il via ad un  lento processo  di privatizzazione che, pur non avendo ancora completato  il suo corso,  ha prodotto l’effettiva metamorfosi di un servizio  diventato, col  passare degli anni, sempre più vicina all’operatività di  un’agenzia di  viaggi che a una doverosa funzione di trasporto pubblico.  Si pensi al  rincaro dei biglietti, alla soppressione di molti convogli  economici, o  alle poco felici e recentissime sponsorizzazioni dal sapore  classista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dunque,  più che soffermarsi ad analizzare cosa avvenne e quali furono  gli  argomenti trattati sullo yacht Reale, è utile soffermarsi su ciò  che  accadde dopo quell’incontro, a cui erano presenti, come scrive  Santoro,  «il già citato Draghi, il presidente di Bankitalia Ciampi,  Beniamino  Andreatta, Mario Baldassarri, i vertici di Iri, Eni, Ina,  Comit, delle  grandi partecipate che di lì a poco sarebbero state  “svendute”, così si  dice, senza grande acume proprio da coloro che  nell’ultimo scorcio  della Prima Repubblica le avevano trasformate nei  “gioielli di  famiglia”».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Correva l’anno 1992, un anno denso di avvenimenti: il  500simo  anniversario della spedizione colombiana nel Nuovo Mondo, il  terremoto  politico in Italia, scatenatosi sotto i colpi di  Tangentopoli, che portò  al disfacimento di un intero sistema politico,  la cosiddetta “Prima  Repubblica”. Il 1992 fu anche l’anno della  svalutazione della lira,  della sanguinosa lotta tra Mafia e Stato, con i  cadaveri eccellenti di  Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, macabro  preambolo della “stagione  delle bombe” del 1993 e del torbido valzer di  trattative tra Stato e  Cosa Nostra, tornato recentemente di triste  attualità. Mauro Bottarelli,  oggi firma de Il Riformista, così scriveva  l’8 gennaio del 2003: «Nel  settembre ’92, soprattutto, l’agenzia di  rating Moody’s, la stessa che  ha declassato la Fiat poche settimane fa,  si accanì particolarmente  contro l’Italia: un suo declassamento dei  Bot italiani diede infatti il  via a una spaventosa speculazione sulla  nostra moneta che ci portò fuori  dallo Sme. Ecco cosa disse l’allora  presidente del Consiglio, Bettino  Craxi, al riguardo: «Esiste un  intreccio di forze e circostanze  diverse». Parlò di «quantità di  capitali speculativi provenienti sia da  operatori finanziari che da  gruppi economici», di «potenti interessi che  pare si siano mossi allo  scopo di spezzare le maglie dello Sme», di  «avversari dell’Unione  Europea».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Craxi lo disse allora, ma oggi non può ripeterlo. Craxi  non c’è più.  Ci sono in compenso altri personaggi che entrano e che  escono come  caselle perfettamente inserite di un domino. C’è ad esempio  Reginald  Bartholomew, figlio naturale del caso del 1993 che nel mese  di giugno  diventerà ambasciatore americano a Roma. Un anno dopo, siamo  nel giugno  1994, con la scorpacciata del Britannia bella e consumata,  ecco cosa  dirà Bartholomew: «Continueremo a sottolineare ai nostri  interlocutori  italiani la necessità di essere trasparenti nelle  privatizzazioni, di  proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi  barriera per gli  investimenti esteri».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ciò che emerge da queste  righe è l’evidente parallelismo che alcuni  passaggi hanno con la  situazione odierna. Oggi Moody’s è sulla bocca di  tutti, tanto da  attirare le uova degli indignati manifestanti. Si scopre  però che i  giudizi da penna rossa delle agenzie di rating non sono  certo nati con  la crisi. L’uscita dallo Sme provocò un terremoto totale,  facendo  intraprendere al Paese una faticosissima Via Crucis che riportò   l’Italia in Europa nella seconda metà degli anni novanta, governata da   quel Prodi che assicurò la continuità del progetto Amato: governo   tecnico istituito nel 1992 e archiviato con l’uscita della cellula   Berlusconi, vera e propria cellula impazzita che avrebbe maramaldeggiato   sul paese per quasi vent’anni. Ventennio interrotto appunto dalla   parentesi di Romano Prodi e della sua corsa all’Euro. Insomma, per   parafrasare il tutto alla ferroviaria maniera, Silvio scese dal vagone   Italia sicuro di poterci risalire, ma lasciando a Prodi il compito di   azzeccare gli scambi (ferroviari e non solo) in direzione Bruxelles.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scrive &lt;strong&gt;Sergio Romano&lt;/strong&gt; sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, il 16 giugno 2009:&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;L’  uso del panfilo della Regina  Elisabetta sembrò dimostrare che la  crociera del Britannia era stata  decisa e programmata dal governo di  Sua Maestà. E il fatto che l’evento  fosse stato organizzato da una  società chiamata “British Invisibles”  provocò una valanga di sorrisi,  ammiccamenti e battute ironiche.  Cominciamo dal nome degli  organizzatori. “Invisibili”, nel linguaggio  economico-finanziario, sono  le transazioni di beni immateriali, come per  l’appunto la vendita di  servizi finanziari. Negli anni in cui fu  governata dalla signora  Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte  imprese, rilanciò la City,  sviluppò la componente finanziaria della sua  economia e acquisì in tal  modo uno straordinario capitale di competenze  nel settore delle  acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel  capitale sarebbe stato  utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie  britanniche  avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese.  “British  Invisibles” nacque da un comitato della Banca Centrale del  Regno Unito e  divenne una sorta di Confindustria delle imprese  finanziarie. Oggi si  chiama International Financial Services e raggruppa  circa 150 aziende  del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che  anche l’ Italia  avrebbe finalmente aperto il capitolo delle  privatizzazioni e decise di  illustrare al nostro settore pubblico i  servizi che le sue imprese  erano in grado di fornire. Come luogo  dell’incontro fu scelto il  Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel  Mediterraneo in occasione  di un viaggio della regina Elisabetta a Malta.  Era invalsa da tempo  l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del  suo mantenimento. E,  infine, la promozione degli affari britannici nel  mondo è sempre stata  una delle maggiori occupazioni del governo del  Regno Unito.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cameron&lt;/strong&gt;,  il giorno dopo la tragedia della Concordia,  ha dichiarato che non  potrà essere donato un nuovo Britannia alla  Regina Elisabetta in  occasione del suo Giubileo di Diamante. Niente  Britannia dunque, in  tempi così assonanti a quelli che furono, con Monti  che fa l’Amato,  Napolitano che fa lo Scalfaro (come più volte ripetuto  dai giornali, in  occasione della recentissima scomparsa di quest’ultimo)  e Moody’s che  fa Moody’s. Per il resto, ricetta al sacrificio in umido,  con lacrime e  sangue per questo paese che pare abbia perso ogni  identità. Eppure,  tanti anni fa, furono i Romani, con Claudio prima e  Nerone poi, a  coniare il nome Britannia nell’immaginario anglosassone. E  se non è  legge del contrappasso questa…&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Nicola Mente &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2831159641308151735?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2831159641308151735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2831159641308151735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2831159641308151735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2831159641308151735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/mario-draghi-il-privatizzatore-per.html' title='Mario Draghi. Il privatizzatore, per conto di chi…'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2877122773746105431</id><published>2012-02-09T08:00:00.000+01:00</published><updated>2012-02-09T08:00:09.331+01:00</updated><title type='text'>L’ultimo diktat: lo Stato sarà condannato a impoverirci</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;Coventrizzazione:  bombardamento a  tappeto. Solo che ad essere rasa al suolo non sarà la  cittadina inglese  di Coventry, spianata nel 1940 dalle bombe della  Luftwaffe, ma il  Belpaese straziato dai “signori del debito”, i  titolari palesi e occulti  dell’esposizione italiana: gli stessi che  “nominano” i dirigenti della  Commissione Europea, del Fondo Monetario  Internazionale, della Banca  Centrale Europea e, ultimamente, degli  stessi governi nazionali: Mario  Monti e Lucas Papademos, entrambi  “allevati” dalla Goldman Sachs, ora  alla guida di Italia e Grecia,  mentre in Spagna il neo-premier Mariano  Rajoy rivela l’esistenza di un  diktat della Bce, l’Ungheria ribelle deve  piegarsi alla tecnocrazia di  Bruxelles e persino per la Romania in &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt; si profila un altrettanto inquietante “governo tecnico”. &lt;p&gt;«Questo non è più un colpo di Stato finanziario», scrive Paolo Barnard nel suo &lt;a href="http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=327" target="_blank" title="Barnard: la coventrizzazione dell'Italia"&gt;blog&lt;/a&gt;: «Questa è la ‘coventry-zzazione’ dell’Italia a firma Mario Monti, e &lt;img class="alignleft size-full wp-image-20603" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Paolo-Barnard.jpg" alt="Paolo Barnard" title="Paolo Barnard" width="230" height="142" /&gt;con   un esecutore materiale: il medesimo Paese che nella notte del 14   novembre 1940 rase al suolo la cittadina inglese con una violenza mai   impiegata prima nella storia bellica». Se è stata la Deutsche Bank,   insieme alla Goldman Sachs, a decretare la fine del governo &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/berlusconi/" title="Post taggati con Berlusconi" class="st_tag internal_tag"&gt;Berlusconi&lt;/a&gt; per far posto a Mario Monti, incaricato di strangolare tutti tranne i suoi “padroni”, le banche e i grandi gruppi della &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/finanza/" title="Post taggati con finanza" class="st_tag internal_tag"&gt;finanza&lt;/a&gt;,   ora il piano di annientamento della sovranità nazionale assume un   carattere definitivo e istituzionale grazie al “Treaty on Stability,   Coordination and Governance in the Economic and Monetary Union”,   comunemente conosciuto come “Fiscal Compact”, firmato il 31 gennaio dai   capi di Stato e di governo dell’Eurozona.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;«Non stiamo più parlando di un golpe per controllare gli Stati sovrani d’&lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt;, ma proprio di un bombardamento a tappeto che non lascerà che cenere di tutto ciò che conoscevamo come &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/democrazia/" title="Post taggati con democrazia" class="st_tag internal_tag"&gt;democrazia&lt;/a&gt;, redditi e Stato di diritto in Italia», dice Barnard, autore del saggio “Il più grande crimine” sul complotto della &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/finanza/" title="Post taggati con finanza" class="st_tag internal_tag"&gt;finanza&lt;/a&gt;   mondiale contro le nostre democrazie e promotore di un’iniziativa   clamorosa: dal 24 al 26 febbraio, a Rimini, si svolgerà il primo meeting   mondiale sulla “&lt;a href="http://www.democraziammt.info/" target="_blank" title="Modern Money Theory: il summit di Rimini"&gt;Modern Money Theory&lt;/a&gt;”   coordinato dai prestigiosi economisti “eretici” che, dalle università   statunitensi, hanno guidato la spettacolare rinascita dell’Argentina   “restituendo” la moneta sovrana al popolo, trasformando cioè lo Stato in   investitore sociale. Operazione praticamente impossibile in &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt;,   fino a quando il Vecchio Continente sarà in balia dell’attuale euro,   moneta erogata da una banca privata, la Bce, che gli Stati devono   prendere in prestito, a caro prezzo, a &lt;img class="alignright size-full wp-image-20605" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Michele-Santoro.jpg" alt="Michele Santoro" title="Michele Santoro" width="150" height="171" /&gt;tutto vantaggio del “vero potere” finanziario che – privatizzando il &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/debito-pubblico/" title="Post taggati con debito pubblico" class="st_tag internal_tag"&gt;debito pubblico&lt;/a&gt; – ha preso in ostaggio il destino di intere nazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;«E’  per me sbalorditivo che un Santoro, o un Ferruccio De Bortoli, o  una  Camusso possano aver letto quelle righe senza inorridire», scrive   Barnard, che cita l’accademico americano Edward Herman: «Hanno reso   plausibile l’inimmaginabile», e la gente lo ha accettato. Nelle 11   pagine del “Fiscal Compact” c’è la nostra condanna, aggiunge il   giornalista, pioniere della tv-verità prima con Santoro e poi con la   Gabanelli: se il nefasto trattato europeo entrerà in vigore il 1°   gennaio 2013, l’altra notizia è che nel frattempo «non nascerà alcuna   rivolta», perché  «gli italiani di Gad Lerner, di Fazio, di Saviano, di   Travaglio, di Grillo, di Bersani, di Vendola, della Cgil-Fiom e del   Popolo Viola» non vogliono capire la gravità della situazione, anche se   «sono una massa enorme che potrebbe invece agire». Ergo: «Siamo finiti,   perché gli altri italiani, quelli di Sky e degli Outlet, non contano   come forza civica, mai sono contati, si lamentano ma se ne fregano.   Questa è la realtà».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di che morte moriremo? Ce lo spiega in modo  esplicito il “Fiscal  Compact”: uno Stato che darà ai propri cittadini e  alle proprie aziende  più denaro di quanto gliene tolga in tasse, sarà  illegale e  anti-costituzionale. Niente più deficit di bilancio a favore  dei  cittadini: lo Stato dovrà come minimo raggiungere il pareggio di   bilancio, cioè darci 100 per togliercelo subito dopo. Meglio ancora il   surplus di bilancio, che poi è l’attuale situazione italiana: lo Stato   pretende dai cittadini più di quanto non spenda per loro. Dal 1° gennaio   2013, questa condizione diventerà legge: entrerà nella Costituzione   degli Stati firmatari. In pratica, con il nuovo trattato, lo Stato   «dovrà impoverirci, matematicamente». E guai a sgarrare: «Se uno Stato   non iscrive nella Costituzione o in leggi egualmente vincolanti   l’obbligo di impoverire i propri cittadini e aziende attraverso il   pareggio di bilancio o il &lt;img class="alignleft size-full wp-image-20606" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Angela-Merkel1.jpg" alt="Angela Merkel" title="Angela Merkel" width="150" height="142" /&gt;surplus   di bilancio, verrà giudicato dalla Corte Europea di Giustizia, che ha   potere di sentenze sovranazionali, cioè vincolanti per tutti gli Stati   aderenti».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non c’è scampo, sottolinea Barnard: «Uno Stato che  volesse ignorare  questo scempio verrà messo sotto accusa  automaticamente (“excessive  deficit procedure”), e automaticamente  dovrà correggersi presentando un  piano dettagliato di correzioni, che  sono le famigerate austerità che  ben conosciamo». “Correzioni” dettate  sempre dall’anonima e onnipotente  Commissione Europea, dominata da  tecnocrati non-eletti che, «come  ampiamente dimostrato, rispondono alle  lobby finanziarie di Bruxelles». E  se lo Stato “ribelle” non si  corregge, se cioè «si rifiuta di  impoverire i propri cittadini e  aziende attraverso il pareggio di  bilancio o il surplus di bilancio»,  la Commissione Europea lo denuncerà  agli altri Stati, che a loro volta  lo denunceranno alla Corte Europea di  Giustizia, la quale avrà il  potere di multarlo: un’Italia  “disubbidiente” dovrebbe accollarsi 2  miliardi di euro per ogni  “infrazione”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il “diritto di  delazione” autorizzerà anche un solo paese europeo a  denunciare lo  Stato “infedele” al trattato: «Diritto quindi del tutto  arbitrario, che  sarà esercitato senza pietà dalla Germania», che ha  interesse a  indebolire l’&lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt;   del Sud per incrementare le sue esportazioni e trasformare il   Mediterraneo in un’enorme bacino di manodopera a basso costo. Ma se   basta la denuncia di un solo Stato a far scattare la “punizione”, alla   “vittima” di turno, per tentare di difendersi, sarà necessario mettere   insieme una maggioranza qualificata di Stati solidali: condizione oggi   praticamente “impossibile”, dato il potere di ricatto   economico-finanziario dell’area guidata da Berlino. Inoltre: una volta   varato il “Fiscal Compact”, ogni Stato dell’Eurozona dovrà chiedere   approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio d’&lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt; prima di emettere i propri titoli di Stato: &lt;img class="alignright size-full wp-image-20607" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Mario-Monti1.jpg" alt="Mario Monti" title="Mario Monti" width="150" height="149" /&gt;«Anche qui, la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;All’unico  organo europeo legittimamente eletto dai cittadini, cioè il  Parlamento  Europeo, è riservato questo: il suo presidente “potrebbe”  essere  invitato ad ascoltare le decisioni dei tecnocrati della  Commissione e  del Consiglio. Tutto qui. Agli organismi democratici e già  sovrani,  come i Parlamenti nazionali, è concesso al massimo – tramite   l’assemblea di Strasburgo – di formare una “conferenza di   rappresentanti” che potranno “discutere” (ma non bocciare) le decisioni   prese dai tecnocrati. Inoltre, aggiunge Barnard, il “Fiscal Compact”   richiede a tutti gli Stati dell’Eurozona di promettere fedeltà all’euro   come moneta comune e sostegno all’attuale unione economica europea, al   fine di promuovere “crescita, impiego e competitività”. «Cioè, come   dire: sostenere un’alluvione per promuovere l’agricoltura».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un  dispositivo implacabile, spietato: «Se uno Stato dovesse aver  bisogno  di sostegno finanziario europeo attraverso un salvataggio da  parte del  Meccanismo Europeo di Stabilità, non avrà un singolo euro se  prima non  avrà firmato il “Fiscal Compact” e non lo avrà obbedito in  toto».  Forche caudine sotto le quali passerà la Grecia, che «morirà  sotto  tortura», dopodiché toccherà a noi. In ultimo, a tutti gli Stati   firmatari, il “Fiscal Compact” impone il rispetto dell’“Europact”:   adottato dai capi di governo dell’Eurozona il 24 marzo 2011, il patto   stabilisce che la competitività sia giudicata solo in rapporto al   contenimento degli stipendi e all’aumento della produttività, per   preservare la quale gli stipendi pubblici dovranno essere tenuti sotto   controllo. Inoltre, la sostenibilità del debito nazionale sarà giudicata   a seconda della presunta generosità di spesa nel &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/welfare/" title="Post taggati con welfare" class="st_tag internal_tag"&gt;welfare&lt;/a&gt; (sanità, Stato sociale, ammortizzatori), mentre pensioni ed esborsi sociali dovranno &lt;img class="alignleft size-full wp-image-20608" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Roberto-Saviano.jpg" alt="Roberto Saviano" title="Roberto Saviano" width="230" height="138" /&gt;essere   riformati «allineando il sistema pensionistico alla situazione   demografica nazionale, per esempio allineando l’età pensionistica con   l’aspettativa di vita».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Italia, accusa Barnard, in questo modo  «perde tutta la sua  sovranità di spesa per i cittadini», che andava a  favore di tutti i  servizi essenziali, delle tutele sociali, degli  sgravi e di tutta la  nostra &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/economia/" title="Post taggati con economia" class="st_tag internal_tag"&gt;economia&lt;/a&gt;   salariale, e perde anche la sua sovranità di spesa per le aziende,  fino  a ieri a favore di modernizzazione, infrastrutture, acquisti  diretti.  Lo Stato, nel migliore dei casi, sarà quindi costretto «a  darci 100 e  toglierci 100, cioè a lasciarci a zero di ricchezza netta».  Di  conseguenza: «Il “Fiscal Compact” impone per legge sovranazionale   l’impoverimento sistematico e automatico, da parte dello Stato,   dell’Italia produttiva e delle nostre famiglie». In tal modo, «lo Stato   perde totalmente la sua funzione democratica primaria: il Parlamento   italiano non conta più nulla, è di fatto esautorato». Altra sciabolata   alla nostra sovranità: «Non controlleremo più i nostri titoli di Stato».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Precisamente per questa “&lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt;”   si agita l’ineffabile Mario Monti, sostenuto da tutti i principali   partiti italiani: «Siamo alla mercé delle punizioni inflitte da   tecnocrati non eletti da noi, e del giudizio devastante della Germania,   che com’è noto ed ampiamente provato, lavora da 40 anni per distruggere   le economie dell’&lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/europa/" title="Post taggati con Europa" class="st_tag internal_tag"&gt;Europa&lt;/a&gt;   del sud, dell’Italia in particolare». Quello che ci aspetta è già   scritto, oltre che già cominciato: «Saremo costretti ad austerità   continue imposte dalla Commissione Europea che nessun italiano elegge».   Questo significa «povertà imposta su altra &lt;img class="alignright size-full wp-image-20609" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/02/Susanna-Camusso.jpg" alt="Susanna Camusso" title="Susanna Camusso" width="150" height="151" /&gt;povertà»,   e solo per gli interessi “neomercantili” di Berlino e di pochi   speculatori internazionali. «Infine – aggiunge Barnard – questo crimine   contro un intero popolo e nazione è stato firmato da Mario Monti, che   dovrebbe essere arrestato per alto tradimento».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure, gli  italiani stanno concedendo un’abbondante maggioranza di  gradimenti al  governo del “professore”: «I media difendono l’euro come  sacro, e  neppure quelli “liberi”, da Santoro al “Fatto” di Travaglio,   permetteranno mai a questi fatti documentati, e salva-vita, di essere   esposti». Problema cronico: «Tutta la componente maggioritaria dei   cittadini “impegnati” crede di aver salvato l’Italia dal terribile   pericolo democratico numero uno della nostra storia: Silvio &lt;a rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/berlusconi/" title="Post taggati con Berlusconi" class="st_tag internal_tag"&gt;Berlusconi&lt;/a&gt;.   Il resto degli italiani non sa, non se ne cura». Dunque, è doloroso   ammetterlo: «C’è una profonda giustizia nel fatto che il Vero Potere ci   pisci in testa, e ci condanni alla disperazione: ce lo meritiamo».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Giorgio Cattaneo &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2877122773746105431?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2877122773746105431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2877122773746105431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2877122773746105431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2877122773746105431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/lultimo-diktat-lo-stato-sara-condannato.html' title='L’ultimo diktat: lo Stato sarà condannato a impoverirci'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4305322661185037804</id><published>2012-02-08T18:00:00.001+01:00</published><updated>2012-02-08T18:00:42.082+01:00</updated><title type='text'>L’assalto al potere dei narcisisti disturbati</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;img src="http://www.tuttasalute.net/wp-content/uploads/2011/03/narcisismo.jpg" alt="http://www.tuttasalute.net/wp-content/uploads/2011/03/narcisismo.jpg" /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quando  la TV annuncia che qualcuno ha rubato milioni alla  collettività, la  maggior parte degli spettatori pensa che è un  mascalzone, e un furbo.  Quando un paziente lascia capire in terapia che  ha preso illegalmente  del denaro, al terapeuta si apre una pista  significativa per capire che  egli è davvero malato, e come si configuri  il suo malessere.&lt;br /&gt;Se la  psicologia del profondo ha ragione, l’attuale classe politica non  sta  dunque molto bene. Di cosa soffrono, però, i truffatori politici?&lt;br /&gt;Il  primo disturbo, lo sanno anche molti penalisti, è una profonda (anche   se spesso inconsapevole), disistima di sé. Come mi raccontava il   professor Alberto Dall’Ora, uno dei principi del Foro penale, ladri e   truffatori sono molto spesso persone piuttosto intelligenti, che   avrebbero risultati importanti anche comportandosi correttamente. Ma,   come sa l’analista, non ci credono. Per varie ragioni biografiche e   ambientali non si credono capaci di veri successi. Quindi scelgono,   spiega lo psicoanalista Alfred Adler, “la menzogna…vie traverse..dolo e   astuzie”.&lt;br /&gt;Questa stessa frustrazione, di non ritenersi ”bravi”,  come vorrebbero,  li spinge a mete sempre più alte. Raggiungibili però  (ma  pericolosamente) solo col furto, e la truffa.&lt;br /&gt;Il secondo  disturbo di cui soffrono è la difficoltà ad amare e  rispettare davvero  gli altri. La rottura con la società, e le sue leggi,  nasce da lì: una  forte incapacità a rispettare gli altri come persone, e   un’insopprimibile tendenza a vederli solo come strumenti per la   realizzazione delle proprie personali ambizioni.&lt;br /&gt;Ladri e truffatori  sono (soprattutto quando non incalzati dal bisogno,  ma di estrazione  sociale borghese), persone disturbate nelle loro  relazioni con gli  altri e la società, che accumulano denaro calpestando  diritti altrui  per affermare la propria brama di un potere di cui non si  sentono  degni, o capaci.&lt;br /&gt;In questa modalità c’è naturalmente un forte  aspetto autodistruttivo:  anche se consciamente pensano di farla franca,  non sono così stupidi da  non intuire che il rischio di venire prima o  poi scoperti è molto  elevato. Ma mentono anche a sé stessi, come agli  altri. Arrivando così a  una sorta di “suicidio sociale”. Così come  altri, che soffrono degli  stessi disturbi e sociopatie, arrivano a  volte al suicidio.&lt;br /&gt;Se è vero quanto l’osservazione della  psicoanalisi e delle psicologie  sociali sostiene, c’è da chiedersi cosa  significhi la vigorosa presenza,  al vertice della società italiana, di  persone che rubano e violano le  leggi (e non da oggi: Mani Pulite è di  vent’anni fa, e uno dei suoi  esponenti, Piercamillo Davigo, ritiene  che il debito pubblico italiano  sia nato dalle pratiche denunciate in  quell’esperienza).&lt;br /&gt;Come mai dunque, persone disturbate hanno potuto  scalare in gran numero  il potere politico dei partiti italiani (la cui  credibilità è scesa nei  sondaggi a meno del 10% degli intervistati)?&lt;br /&gt; Il vecchio Freud, fondatore della psicoanalisi ma anche acuto   osservatore del suo tempo, sosteneva che i “narcisisti che si espongono   alla frustrazione del mondo esterno presentano le condizioni per fare   esplodere la delinquenza” che è in loro.&lt;br /&gt;La visibilità, il potere,  anche i guadagni legittimi assicurati dalla  vita pubblica hanno  attirato in gran numero personalità fortemente  narcisistiche,  gratificate nella propria immagine. Ma le hanno anche  frustrate nelle  loro aspettative, sempre sproporzionate rispetto alla  realtà. Si è  creato così un gruppo molto consistente di persone dotate  di notevole  potere, ma prive sia di reale empatia per l’interesse  collettivo, sia  di equilibrio nel perseguire il proprio. Come ci  mostrano le notizie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Claudio Risé &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4305322661185037804?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4305322661185037804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4305322661185037804' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4305322661185037804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4305322661185037804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/lassalto-al-potere-dei-narcisisti.html' title='L’assalto al potere dei narcisisti disturbati'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-7184660439934911880</id><published>2012-02-05T22:03:00.000+01:00</published><updated>2012-02-05T22:03:00.485+01:00</updated><title type='text'>Posto fisso? Imitate Monti, lui se ne intende</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="post-content"&gt;       &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/files/2012/02/monti-2.jpg"&gt;&lt;img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1709" src="http://blog.ilgiornale.it/foa/files/2012/02/monti-2-150x150.jpg" alt="" height="150" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;Ma   perchè Monti è così noioso? Forse perché ha sempre avuto il posto   fisso? Il nostro presidente del Consiglio, che dà sapienti lezioni ai   giovani sulle virtù dell’instabilità occupazionale, non è propriamente   un modello di coerenza. Già perchè se scorri il suo curriculum che lui   rischi non ne ha mai corsi. Notevole carriera, la sua. Non proprio   trasparente ma bellissima. E soprattutto percorsa sapendo che sotto la   passerella su cui camminava c’era sempre una rete di salvataggio;   talvolta addirittura due.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dal suo  curriculum scopriamo che dal 1970 al 1985 ha insegnato  economia  all’Università di Torino. Esperienza traumatizzante e piena di   incognite. Nel 1985 è passato alla Bocconi, dove è rimasto per ben 26   anni ricoprendo le cariche di professore, rettore e poi presidente. Nel   frattempo (immagino beneficiando dell’aspettativa) anche commissario   europeo e consigliere di Coca Cola, Moody’s, Goldman Sachs. E ha   intrapreso attività pericolosissime e trasparenti assumendo la   presidenza della Trilaterale, diventando membro del comitato direttivo   di Bilderberg, uno dei presidenti del “Business and Economics Advisors   Group” dell’Atlantic Council e fondando il think tank Breugel.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un  percorso esemplare, di un uomo che ha sempre saputo affrontare i   rischi, soprattutto imprenditoriali, e che ora orgogliosamente può   affermare: mi sono fatto da me. Ragazzi, accettate i suoi sermoncini e   imitatelo. Se ne intende…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Marcello Foa &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-7184660439934911880?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/7184660439934911880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=7184660439934911880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7184660439934911880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7184660439934911880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/posto-fisso-imitate-monti-lui-se-ne.html' title='Posto fisso? Imitate Monti, lui se ne intende'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-6790937187180001597</id><published>2012-02-04T22:03:00.001+01:00</published><updated>2012-02-04T22:03:36.628+01:00</updated><title type='text'>Giulio Sapelli: "Le riforme fatte da Monti sono superficiali, le strade per ripartire sono altre"</title><content type='html'>&lt;img alt="http://www.cmc.milano.it/Archivio/2010/Foto/Giulio%20Sapelli%20(Custom).JPG" src="http://www.cmc.milano.it/Archivio/2010/Foto/Giulio%20Sapelli%20%28Custom%29.JPG" width="550" /&gt;     &lt;div class="contentheading"&gt;&lt;br /&gt;       &lt;/div&gt;&lt;span style="line-height: 1.6em; font-size: 16px; font-family: georgia,serif; color: #111111;"&gt;Il governo Monti ha ottenuto la fiducia del Parlamento il 18 novembre   dell’anno scorso. In poco più di due mesi ha messo a posto i conti   pubblici (decreto Salva Italia), ha varato le liberalizzazioni (decreto   Cresci Italia) e dato il via libera al provvedimento sulle   semplificazioni. Adesso è la volta della riforma del mercato del lavoro   che si annuncia profonda e radicale. Dopo anni e anni di stallo  politico  e amministrativo il nostro Paese ha finalmente cambiato  registro? Siamo  davvero di fronte alla rivoluzione che ci farà uscire  dalla crisi  economica? Lo abbiamo chiesto ad uno degli storici  dell’economia più  autorevoli in Italia, Giulio Sapelli, torinese di  nascita ma docente  alla Statale di Milano. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore, le riforme dell’attuale Esecutivo quanto profondamente stanno cambiando l’Italia? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “Si tratta di cambiamenti superficiali, di profondi non ne ha fatto.   Prendiamo per esempio il decreto sulle semplificazioni. E’ vero che sono   state abolite tante farraginose pratiche burocratiche per le imprese  ma  l’abolizione del valore legale della laurea non è arrivato e ci sono   diverse ingenuità spaventose come l’accentramento informatico presso   authorities e agenzie che denota una povertà di cultura economica da   parte di Monti”. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In che senso “povertà di cultura economica”? Monti è considerato uno dei più importanti economisti italiani.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “E’ diventato rapidamente ordinario di economia, ha fatto il  commissario  europeo ma a livello scientifico non è un grande  economista. Non ha  dato contributi importanti alla teoria economica, le  sue pubblicazioni,  tranne piccole eccezioni, sono raccolte della sua  attività pubblicistica  sui quotidiani. Monti è salito al governo  solamente perché il vecchio  gruppo di potere raccolto attorno a  Berlusconi ormai non aveva più  credito a livello internazionale.  L’oligopolio finanziario mondiale non  tollerava più i comportamenti in  Europa dell’ex premier, la spaccatura  con Giulio Tremonti e  l’incertezza che tutto questo generava. Il rischio  ora è che anche  attorno a questo nuovo esecutivo si crei un clima  populistico. Già si  sente parlare di tassi di crescita del Pil nei  prossimi anni del 10% e  queste sono cose assurde, è una forma di  peronismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vuole dire che il decreto sulle liberalizzazioni ovvero il “Cresci Italia” non l’ha convinta? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “Assolutamente no. Le liberalizzazioni sono inesistenti. Si è creata   l’illusione che il destino dell’Italia dipenda dalle farmacie e dai   tassisti e questa è una cosa ignobile. Le riforme vere e necessarie non   sono state fatte. Non è stato riformato il sistema bancario, non è  stata  liberalizzata la rete ferroviaria che avrebbe interessato milioni  di  pendolari. Anche la separazione di Snam da Eni, uno degli aspetti  più  rilevanti dell’intero provvedimento, è in realtà una cosa inutile.  Il  prezzo del gas naturale in Italia è già il più basso d’Europa dopo   quello dell’Inghilterra. L’elevato costo energetico nel nostro Paese non   deriva dal gas ma dal fatto che l’elettricità ha scarsi contenuti di   produzione da carbone e dal nucleare. La separazione alla fine favorirà   Eni che venderà Snam a prezzi di mercato e incasserà una somma  economica  importante per fare nuovi investimenti all’estero”. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta entrando nel vivo la riforma del mercato del lavoro. Quali rischi vede profilarsi all’orizzonte?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “Le anticipazioni che si sentono fanno rabbrividire. Nel momento in cui   ci sono 200 milioni di disoccupati nell’area Ocse in Italia si vuole   abolire la cassa integrazione straordinaria e mettere in discussione   l’articolo 18. Di queste modifiche si può ovviamente discutere ma   solamente dopo la creazione di un welfare davvero efficiente e dopo   l’eliminazione delle 40 diverse tipologie di contratto a termine   esistenti”. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia già nel 1993 ebbe un governo  tecnico per affrontare un grave  crisi economica e finanziaria. Quella  di oggi è una cosa diversa o  fondamentalmente è il proseguimento della  stessa crisi? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Fondamentalmente è la stessa cosa,  però  allora c’era il vantaggio di  non avere l’euro che oggi purtroppo è una  camicia di forza. Bisogna poi  aggiungere che la crisi di oggi è  certamente mondiale ma noi paghiamo  anche gli errori fatti da Ciampi e  da Prodi che svendendo il patrimonio  industriale italiano di fatto  l’hanno distrutto. Sarebbe meglio che  almeno questo governo non  ripetesse quegli errori”. &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come può uscire l’Italia da questa lunga crisi? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “In primo luogo il nostro Paese deve battersi a livello europeo per   cambiare il trattato di Maastricht e per cambiare lo statuto della Bce   affinché possa agire da prestatore di ultima istanza esattamente come fa   la Federal Reserve. Bisogna sperare che la Merkel e Sarkozy vengano   sconfitti nelle rispettive elezioni perché questo faciliterebbe le cose.   A livello interno bisogna rafforzare l’industria manifatturiera e i   servizi avanzati alle imprese per posizionarci nei settori anticiclici   che saranno risparmiati dalla crisi economica mondiale. Per fare questo   serve un nuovo intervento pubblico nell’economia capendo però che il   problema non è il debito ma l’assenza di crescita economica”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Nell’attuale schieramento politico vede qualcuno in grado di applicare le riforme da lei suggerite&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt; “Ne vedo pochi. Mi piace Fassina che ha capito che le 'stupidità'   liberiste alla Giavazzi o all’Alesina ci porteranno verso il disastro ma   temo che lo 'faranno fuori' in fretta. Bisogna perciò sperare che   riparta un movimento sociale importante. Qualche segnale c’è, gli operai   si stanno lentamente svegliando dal torpore in cui sono caduti negli   ultimi 20 anni. I lavoratori dovrebbero riprendersi in mano il loro   destino".&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello personale invece cosa si può fare? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; “Mettere in moto le nostre straordinarie capacità personali e capire   però che la crisi non si affronta da soli ma riscoprendo il senso della   comunità. In che modo? Ci sono diverse possibilità, di sicuro una è  data  dalle cooperative. L’impresa capitalistica non è l’unica strada   possibile per la creazione di lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #2d648a;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michael Pontrelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-6790937187180001597?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/6790937187180001597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=6790937187180001597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6790937187180001597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6790937187180001597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/giulio-sapelli-le-riforme-fatte-da.html' title='Giulio Sapelli: &quot;Le riforme fatte da Monti sono superficiali, le strade per ripartire sono altre&quot;'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-8793501903945577284</id><published>2012-02-03T02:24:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T02:24:00.363+01:00</updated><title type='text'>Ladri di Margherita. I partiti, perfino quelli defunti, che navigano nell’oro a spese nostre</title><content type='html'>&lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.voceditalia.it/public/foto/19441.jpg" alt="http://www.voceditalia.it/public/foto/19441.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;  La favola del tesoriere Lusi, che fugge con la cassa (13 milioni)   all’insaputa dei vertici Dl, fa ridere. Ma il guaio serio sono i   partiti, perfino quelli defunti, che navigano nell’oro a spese nostre&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Come si fa a non fidarsi di uno scout? Questo almeno è quel che   sostengono i dirigenti dell’ex Margherita quando parlano del loro   tesoriere, Luigi Lusi. Solo lui aveva in mano le chiavi del forziere del   partito, poteva accedervi, prelevare soldi, decidere come spenderli.   L’unico col potere di firma sui conti, assieme al presidente Francesco   Rutelli. Chi se non lui, scout di rigorosa osservanza fino all’età   adulta? In realtà le spiegazioni dei vertici ex Dl finora non hanno   convinto la magistratura che sta indagando sull’ammanco di 13 milioni:   “Il potere amministrativo, in base allo Statuto, era interamente nelle   mani del senatore Luigi Lusi – hanno scritto Rutelli, Enzo Bianco   (presidente dell’Assemblea federale) e Gianpiero Bocci (alla guida del   Comitato di controllo sulla tesoreria) ieri dopo una riunione urgente –   persona da tutti stimata, che aveva iniziato la propria attività, in   quanto Direttore Generale degli Scout, apprezzato dal Sindaco Rutelli e   quindi eletto due volte come amministratore del partito”. Rutelli è   stato sentito dalla Procura il 16 gennaio, dopodiché ha informato i   vertici dell’ex partito e chiesto le dimissioni di Lusi da tesoriere,   arrivate mercoledì scorso. Nessuna rinuncia finora per la poltrona a   Palazzo Madama e per il ruolo di tesoriere del Pd europeo di cui Rutelli   è copresidente. L’inchiesta è partita da venti bonifici. Quelli che   Lusi giustificava come “prestazioni di consulenza” e che dalle casse   della Margherita sono finiti in quelle della Ttt srl, una società   riconducibile proprio all’ex tesoriere. È da questi movimenti sospetti   che Bankitalia ha iniziato a indagare, finché ne ha scoperti altri 70.&lt;br /&gt;Quelle “voci opache”&lt;br /&gt; In totale, secondo i pm romani Alberto Caperna e Stefano Pesci, Lusi si   sarebbe appropriato indebitamente di circa 13 milioni di euro,  dirottati  su società italiane e estere di cui 5 milioni destinati al  pagamento di  “tasse”. Si tratta di tutti soldi pubblici, perché  provenienti dagli  ultimi rimborsi elettorali. Che i conti non  tornassero se n’erano già  accorti alcuni dirigenti della Margherita che  avevano denunciato “voci  opache e rissuntive” nel bilancio 2010. Il 21  giugno 2011,  nell’assemblea federale in cui si dovevano decidere le  sorti dei 20  milioni in attivo, ci fu la minaccia del ricorso al  tribunale, che  Rutelli apostrofò come “una cazzata”. E invece Enzo  Carra, Renzo  Lusetti, Rino Piscitello e Gaspare Nuccio una denuncia la  sporsero  davvero perché non coinvolti nelle decisioni in quanto  transitati verso  altri partiti. La giustificazione dell’esclusione è  che non perseguivano  più gli interessi della Margherita che ha scelto  il centrosinistra.  Eppure chi, come Lusetti e Carra, ha aderito  all’Udc, rivendica di  militare nel terzo Polo esattamente come l’Api di  Rutelli che invece ha  ancora diritto di parola sui finanziamenti  dell’ex partito. Certo è che  in molti sembrano sorpresi dagli interessi  personali che Lusi ha fatto  con i soldi pubblici, ma non si spiegano  come abbia potuto agire da  solo: “Il caso Lusi non sarà un altro  Schettino ma poco ci manca. Che  tutto un partito abbia subito inerte le  decisioni solitarie del suo  amministratore ha dell’inverosimile” dice  Carra. E il leader della  Destra, Francesco Storace, commenta  sarcastico: “Si vede che frodava  Rutelli a sua insaputa... ”. Con quel  denaro è stato acquistato un  immobile in pieno centro a Roma, in via  Monserrato, pagato 1 milione e  900 mila euro; poi sono stati fatti due  bonifici in due distinte  occasioni, uno di 1 milione 863 mila e un  altro di 2 milioni 815 mila  euro alla “Paradiso Immobiliare”. E ancora.&lt;br /&gt;Risultati degli accertamenti&lt;br /&gt; La Ttt ha bonificato 272 mila euro alla Luigia Ltd., società di diritto   canadese, anche questa riconducibile all’ex tesoriere. Inoltre secondo   gli accertamenti di Bankitalia una parte del denaro sarebbe confluito   sia sul conto personale di Lusi, circa 49 mila euro, che su quello del   suo studio legale a titolo di “fondo spese”, 60 mila euro. Altri 5   milioni e 100mila euro sarebbero stati utilizzati per pagare le imposte.   E non mancano neanche i soldi per la consorte: 119 mila euro sarebbero   stati destinati ad uno studio di architettura di Toronto,   “Giannone-Petricone”, dove lavora Pina Petricone, moglie di Lusi. Ma a   non convincere i magistrati, oltre l’utilizzo del denaro, è proprio il   comportamento del resto del partito. Come mai in tre anni, dal gennaio   del 2008 all’estate del 2011, nessuno si sia accorto che i soldi   sparivano? Anche perché Rutelli aveva, e ha ancora tutt’oggi, delega ad   operare e il legame con Lusi è talmente solido, dai tempi del Comune di   Roma in cui gli assegnò una consulenza per la quale poi Lusi fu   giudicato non abbastanza qualificato, che appare improbabile che non   abbia mai controllato l’operato del suo uomo. Ma l’ex presidente ai pm   ha dichiarato di non sapere nulla della gestione Lusi.&lt;br /&gt;“Solo il mio dovere”&lt;br /&gt; Da parte sua Lusi ha ammesso l’appropriazione indebita ma ha poi   dichiarato ai giornali “di aver fatto solo il suo dovere”, lasciando   intravedere l’ombra di qualche ipotetico mandante. L’ammanco è sfuggito   anche al comitato di controllo sulla tesoreria, del quale facevano  parte  numerosi esponenti del partito, da Bocci a Vaccaro, da Mantini a   Strizzolo fino a Tanoni. Ma non a Parisi che chiese più volte verifiche   sul bilancio. Con la confessione di Lusi, l’inchiesta potrebbe dirsi   chiusa, ma la procura vuole capire se ci sono altri dirigenti che hanno   fatto buon viso a cattivo gioco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Pacelli e Perniconi -&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-8793501903945577284?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/8793501903945577284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=8793501903945577284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8793501903945577284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8793501903945577284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/ladri-di-margherita-i-partiti-perfino.html' title='Ladri di Margherita. I partiti, perfino quelli defunti, che navigano nell’oro a spese nostre'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-1044978484704310474</id><published>2012-02-02T02:22:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T02:22:00.067+01:00</updated><title type='text'>Sì, occorrono davvero i forconi</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.liberoquotidiano.it/upload/thumbfalse1321201901912_475_280.jpg" alt="http://www.liberoquotidiano.it/upload/thumbfalse1321201901912_475_280.jpg" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La  Casta finge di ridursi lo stipendio. Il tesoriere della defunta  Margherita incassa 13 milioni: tutti per sé? E un senatore Pdl compra un  palazzo e lo stesso giorno lo rivende alla Previdenza: cresta di 18  milioni d i Vittorio Feltri a polemica annosa sui compensi e sui  privilegi della Casta è sempre stata stucchevo- le, ma ora sta  diventando insopportabile. Le ultime notizie sui costi della politica,  poi, sono urticanti: dimostrano che i parlamentari non hanno il coraggio  delle proprie azioni e che, per non perdere quattro soldi, adottano  sotterfugi infantili, perfino ingenui, tali sa suscitare un sentimento  di pena, se non di disprezzo nei loro confronti. In questi giorni  l`indennità mensile doveva aumentare complessivamente di 1.300 euro  circa in ogni onorevole «busta paga». Altro che tagli. I1Parlamento,  però, furbescamente ha deciso che quell`aumento non ci sarà per i  deputati, ma finirà in un fondo a disposizione dei medesimi. Sicché lo  Stato dovrà comunque sborsare quei quattrini. Di fatto i costi della  politica che si volevano ridurre non diminuiranno affatto. Siamo alla  presa in giro. Ed è questo che infastidisce, suppongo, gli italiani. I  quali, tra l`altro, non ce l`hanno con i loro rappresentanti perché  guadagnano troppo (cosa non vera, i parlamentari delle nazioni europee  suppergiù incassano la stessa cifra). Figuriamoci.&lt;br /&gt;Un qualunque professionista medio, ed anche piccolo, ha un reddito più elevato.&lt;br /&gt;I  cittadini semmai detestano i politici perché non valgono niente, sono  inetti, incapaci di risolvere i problemi reali del Paese, impegnati  nella conservazione della poltrona e del potere, insensibili al bene  comune, smaniosi di fare carriera e basta. L`antipoliticanon nasce  daunapropagan da distorta, ma dalla cattiva politica.&lt;br /&gt;Queste non sono  opinioni, bensì dati di fatto. Se quelli delPalazzo hanno conciato male  l`Italia, e se, di fronte alla crisi, si sono arresi per manifesta  inadeguatezza, cedendo il timone ai tecnici, significa che non sanno  fare il loro mestiere. Ovvio che la gente voglia mandarli a casa e  magari inseguirli coi forconi. Non è quanto essi percepiscono a  scandalizzare, ma lo zero che hanno combinato e combinano. Se  aggiungiamo che i partiti incamerano mostruosi rimborsi elettorali  (pagati anche questi (...) segue a pagina 3 (...) dallo Stato) dei quali  siignorala destinazione, be`, allora si comprende perché i contribuenti  abbiano il sangue agli occhi e odino la Casta. Centinaia e centinaia di  milioni di euro riscossi da segreterie che nonrendono conto a nessuno  del loro operato; denaro che spesso piove nelle casse di fondazioni  intestate a notabili, forse investito in immobili, forse utilizzato per  consentire a leader e leaderinidivivere al di sopra delle loro  possibilità. E la base? Ignara, si fida; non sospetta, quantomeno è  rassegnata alle turlupinature dei vertici.Intanto, cresce il disgusto  per chi, invece di dare un buon esempio, ne dà uno pessimo,  quotidianamente.&lt;br /&gt;Il caso della defunta Margherita merita un «cammeo».  L`ex tesoriere del partito confluito nel Partito democratico avrebbe  sottratto al «tesoro» affidatogli la bellezza di 13 milioni di euro.Per  farne che?Arricchire il proprio conto corrente e acquistare appartamenti  di prestigio. Come sia stato possibile per lui mettere a segno un colpo  simile è un mistero. La Margherita è sfiorita da anni, la sua  contabilità dovrebbe esser chiusa da quasi un lustro, ma soltanto adesso  scopre che mancano 13 milioni?Arturo Parisi, ministro del governo  Prodi, appreso del buco, ha dichiarato: «Mi accorsi di alcune voci di  bilancio opache, somme consistenti in uscita. Si decise allora di  istituire una commissione diverifica. Si riunì una sola volta, ma andò  deserta».&lt;br /&gt;Francesco Rutelli, fondatore e becchino della defraudata  Margherita, ha commentato così l`allegra amministrazione: «Sono  sconcertato, noi siamo parte lesa».&lt;br /&gt;Qui l`unica lesione seria è stata fatta all`intelligenza.&lt;br /&gt;Come  si può pretendere che chi non sa gestire il proprio portafogli, sappia  gestire il Paese? Non è tutto. Schifezze anche a destra. C`è una par  condicio che accomuna entrambi i poli. Enrico Mentana ieri sera, in  diretta, ha raccontato la seguente edificante storiella.&lt;br /&gt;Un senatore  delPdl, tale Riccardo Conti, un bel dì si compra un palazzo (a Roma) da  un fondo controllato da Banca Intesa e il giorno stesso lo rivende,  senza cacciare un euro di tasca, facendoci una cresta di 18 milioni di  euro. Chi è l`ultimo acquirente? L`Istituto di Previdenza degli  psicologi. I quali versano i contributi nella convinzione servano per la  propria vecchiaia serena e che, invece, vanno a foraggiare un esponente  minore (mica tanto minore) della Casta. Ma sì, occorrono davvero i  forconi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Vittorio Feltri &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-1044978484704310474?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/1044978484704310474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=1044978484704310474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1044978484704310474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1044978484704310474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/si-occorrono-davvero-i-forconi.html' title='Sì, occorrono davvero i forconi'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-3252749922720934704</id><published>2012-02-01T22:21:00.001+01:00</published><updated>2012-02-01T22:21:53.551+01:00</updated><title type='text'>Finanza speculativa: un conflitto ideologico irrinunciabile</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table style="margin-bottom: 5px" width="630" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt;&lt;a style="font-size: 12px" href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;amp;id=12844#commenti"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;                 &lt;/td&gt;                  &lt;td align="right"&gt;                               &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;     &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;       &lt;div style="color: #990000; margin-bottom: 5px; width: 630px; font-size: 13px" align="left"&gt;      &lt;table width="100%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;          &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;             &lt;td style="line-height: 20px" align="left"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;Il conflitto ideologico a cui mi riferisco è  quello contro la  finanza globale speculativa che sta mettendo in  ginocchio sempre più  rapidamente tutte le economie occidentali, insieme  alla cancellazione di  faticose conquiste sociali messe insieme in un  secolo di lotte e  sacrifici da milioni di cittadini, lavoratori e  imprenditori.&lt;br /&gt;Quando la gente sente i vari commentatori di politica e  di economia dire  che questa è una crisi strutturale, non  congiunturale, probabilmente  non tutti ne capiscono il vero  significato. Molti sicuramente pensano  che è semplicemente una crisi un  po’ più grave delle altre e che  occorrono fare maggiori sacrifici.  Cioè, pensano: se per una crisi  congiunturale occorre una manovra da 50  miliardi di euro, per la crisi  strutturale ne occorrono 100 o 200, ci  vorrà più tempo, ma poi si  riparte. Come nelle carestie.&lt;br /&gt;Capisce  bene che occorrono più sacrifici, ma probabilmente non si rende  conto  invece che la ripartenza non sarà mai più come quella che si ha in   mente e che forse si è già sperimentato. Molta gente non si rende   ancora conto che con la crisi strutturale il cambiamento è molto più   profondo e definitivo. Molte cose cui prima si era abituati non ci   saranno proprio più, nonostante i sacrifici. E sono tutte cose che, tra   l’altro, colpiscono proprio la gente semplice, quelli delle classi  medie  e povere del paese, e molto poco le classi alte e ricche.&lt;br /&gt;A  questo punto, pur essendo questo fenomeno presente sia negli Stati   Uniti che in Europa, dovrei fare una sostanziale differenziazione tra   gli effetti che produce nei due diversi sistemi. Nell’America liberista e   capitalista la situazione è più grave a causa di una già preesistente   maggiore disuguaglianza sociale, ma il peggioramento è inferiore perché   ci sono al governo i democratici, più attenti alle problematiche  sociali  e di equità socio-economica nella distribuzione della  ricchezza.  Nell’Europa “socialista” che parte invece da una situazione   socio-economica più equilibrata, è il sicuro e pesante peggioramento   all’orizzonte, dovuto alle iniziative (sbagliate) che vengono prese, a   rendere l’evidenza della crisi in termini strutturali molto più pesante.&lt;br /&gt; La prima puntualizzazione da fare è sul termine “socialista” usato  dagli  americani. È vero che l’Europa ha una organizzazione sociale più   evoluta grazie al suo recente passato (dal dopoguerra) nel quale   amministrazioni pubbliche ispirate al socialismo hanno steso regole di   migliore equilibrio sociale, ma è purtroppo vero anche che negli ultimi   10-15 anni hanno avuto il sopravvento politiche populiste che hanno   aperto la porta ad amministrazioni politiche di centro-destra (talvolta   persino con pericolosi e gravi sconfinamenti nelle nostalgie   nazi-fasciste) che hanno formato l’attuale “colorazione” politica,   caratterizzata da una forte spinta verso le liberalizzazioni e   l’imitazione della cultura capitalista americana.&lt;br /&gt;Infatti  nell’Europa di oggi ci sono Germania, Francia, Italia (anche nel   governo “tecnico”), Spagna e Gran Bretagna che sono tutte guidate da   governi di centro-destra, cioè governi “conservatori”. I quali hanno   portato anche nel Parlamento europeo quelle politiche liberiste e   conservatrici che sono la principale causa di questa crisi “epocale”,   anche se nessuno dei maggiori organi di informazione lo dice   apertamente, perché sono tutti, poco o tanto, legati a quella ideologia.&lt;br /&gt; Anche se il liberismo non ha una precisa bandiera che lo identifica, il   “liberismo-conservatore”, potentissimo motore del capitalismo, è una   ideologia, ed è una ideologia che guida in questo periodo, praticamente   senza contradditorio, tutta l’economia mondiale. Persino la Cina   comunista, sul piano economico, si è adagiata per convenienza a questa   linea.&lt;br /&gt;Qualche contrasto (di poco conto), in giro per il mondo c’è,  ma nella  maggior parte dei casi è più sul piano della religione che su  quello  dell’economia sociale.&lt;br /&gt;Eppure è veramente strano che, dopo  l’evidente fallimento, nel 2008,  delle politiche economiche liberiste,  non sia ancora partita una netta  inversione di tendenza guidata  dall’ideologia tradizionalmente  avversaria di quella liberista, e cioè  l’ideologia socialista.&lt;br /&gt;Eppure dovrebbe essere nella logica delle cose.&lt;br /&gt; Quando a fine anni ‘80 è stata salutata (sul piano economico) la fine   dell’inconcludente ideologia statalista e ha preso il sopravvento il   liberismo in economia, molti hanno pensato che fosse la più semplice   delle ricette verso la prosperità. Era una illusione, ma per un po’ ha   funzionato.&lt;br /&gt;Eppure quello che è successo nel 2008 avrebbe dovuto  insegnare a tutti  che quella non era medicina ma droga. Invece non è  bastato. Molti  pensano ancora, nonostante il perdurante disastro di tre  anni fa, che le  interessate chiacchiere dei liberisti capitalisti  possano rimettere in  piedi una economia sana. Basta ascoltare i  discorsi dei leaders  repubblicani candidati alla Casa Bianca per  restare allibiti. Beninteso,  ciò che lascia allibiti non è quello che  dicono i candidati nel proprio  interesse elettorale, ma il fatto che la  gente non gli corra dietro per  prenderli a calci nel sedere.&lt;br /&gt; Romney propone di togliere tutti i vincoli alle transazioni finanziarie   (così alla prossima crisi invece di dare alle banche 870 miliardi di   dollari per non farle fallire, più dieci volte tanto negli anni a   seguire in forma di sostegni finanziari, ne daremo il doppio o il   triplo).&lt;br /&gt;Gingrich non può proporre di meno, ma per farsi più bello  propone di  abolire totalmente le tasse sul capital gain, cioè sui  guadagni di  borsa. Così il “povero” Romney, che finora ha dovuto pagare   l’insopportabile 15%, pagherà Zero, e tutti vissero felici e contenti.&lt;br /&gt; Santorum se li tiene buoni tutti e due (forse spera di essere scelto   come candidato vice-presidente da quello dei due che la spunterà   sull’altro) e intanto per riscaldare la sua tifoseria accusa Obama di   aver aumentato nei tre anni della sua presidenza di tre trilioni di   dollari il bilancio statale. Naturalmente si guarda bene dal dire che il   suo collega Bush, negli 8 anni dei suoi due consecutivi mandati ha   regalato agli americani due recessioni e quasi dieci trilioni di debito,   e non ha ricevuto da Clinton un paese economicamente allo sfascio.&lt;br /&gt; Tutti portano l’esempio di Steve Jobs, inventore estremamente creativo   dei diversi iPhone, iPad ecc. Certamente come inventore non si discute,  è  stato un vero genio, ma come creatore di ricchezza anche lui ha   funzionato per la propria impresa ma non per il paese, visto che negli   Stati Uniti la Apple impiega solo 43.000 persone.&lt;br /&gt;Il grosso della  produzione di Apple viene fatto in Cina e negli altri  paesi  dell’estremo oriente, saranno quindi loro (insieme agli azionisti  di  Apple) a trarre il maggior beneficio economico dalle invenzioni di   Jobs.&lt;br /&gt;E gli utili? In confronto al giro di affari, e di lavoro, che  sviluppa  una simile produzione, l’utile è poca cosa, e non è nemmeno  certo che  rientri in patria, quindi l’esempio di Jobs come creatore di  ricchezza è  del tutto falso, se visto sul piano nazionale.&lt;br /&gt; Giustamente questa cosa la mette in evidenza Krugman nel suo recente   articolo sul NYT, e la confronta col sempre criticato (dai liberisti)   aiuto statale di Obama all’industria automobilistica americana.   Quell’industria adesso è in ripresa e si sono salvate decine di migliaia   di posti di lavoro. Considerando l’indotto sono centinaia di migliaia i   posti di lavoro salvati. E sono tutti posti di lavoro dentro agli  Stati  Uniti! Inutile dire che quella è stata, ed è ancora, la cosa  giusta da  fare per rilanciare l’economia del paese. Di ogni paese!&lt;br /&gt; Speriamo che negli Usa non prevalgano nelle prossime elezioni quelle   strampalate idee liberiste che stanno portando il paese alla rovina   totale. E speriamo che l’Europa si svegli da quel canto delle sirene che   l’hanno portata ad inseguire e copiare tutto quello che (di sbagliato)   arrivava e arriva dall’America.&lt;br /&gt;La libertà è bella, è giusta e piace a tutti, ma troppa libertà è caos.&lt;br /&gt;Una economia (e soprattutto, oggi, una finanza) senza regole severe, è una jungla invivibile ai civili.&lt;br /&gt; È necessario a questo punto aprire un forte conflitto ideologico con i   liberisti d’America per rivalutare finalmente gli ideali di società   orientate ad un maggiore equilibrio nella distribuzione della ricchezza,   che sappiano offrire nella competizione vere opportunità per tutti, ma   anche maggiore giustizia sociale per chi non ha voglia, o possibilità,   di competere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Roberto Marchesi &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-3252749922720934704?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/3252749922720934704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=3252749922720934704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3252749922720934704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3252749922720934704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/02/finanza-speculativa-un-conflitto.html' title='Finanza speculativa: un conflitto ideologico irrinunciabile'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-3450519950188633301</id><published>2012-01-29T02:04:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T02:04:00.059+01:00</updated><title type='text'>L’elite globale nasconde 18 trilioni di dollari nelle banche offshore</title><content type='html'>&lt;div class="contentheading"&gt;&lt;br /&gt;    &lt;/div&gt;&lt;span style="line-height: 1.47em; font-size: 19px; font-family: times new roman,times; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Di recente, il fatto che Mitt Romney – in corsa per le presidenziali USA&lt;em&gt; &lt;/em&gt;–  abbia milioni di dollari parcheggiati alle Isole Cayman ha riempito i  titoli di tutto il mondo. Ma se passiamo alle banche offshore, i milioni  di Romney sono spiccioli. La verità è che l’elite globale sta  nascondendo nelle banche offshore una quantità di denaro che è  semplicemente inimmaginabile. Stando ad una indagine sconcertante  condotta dall’IMF (Fondo Monetario Internazionale), l’elite globale  nasconde nelle banche offshore la somma di &lt;a target="_blank" href="http://www.taxjustice.net/cms/upload/pdf/IMF_100315_Trillions.pdf"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;18 trilioni di dollari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.Tale  cifra non tiene in conto i soldi depositati in Svizzera; anche questi  sono una cifra incredibile. Per darvi un’idea, tenete a mente che il PIL  USA del 2010 è stato di soli 14,5 trilioni di dollari. Dunque, perchè  l’elite globale si prende tutta questa fatica di nascondere i soldi  nelle banche offshore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due sono le ragioni essenziali: la prima è la privacy, la seconda la bassa tassazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  privacy è un tema veramente importante per quelli che sono coinvolti in  operazioni illegali, tipo il traffico di droga; ma la ragione  principale per la quale le persone spostano i loro soldi nelle banche  offshore è per evitare le tasse. Alcuni aprono conti in nazioni estere  perchè vogliono &lt;strong&gt;&lt;em&gt;legalmente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ridurre al minimo le proprie tasse, altri invece li aprono perchè vogliono evaderle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;illegalmente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.  Sareste veramente sorpresi dallo scoprire quello che grosse aziende e  singoli privati fanno per evitare di pagare le tasse. Sfortunatamente,  la grande maggioranza di noi non ha le cifre, o le conoscenze,  necessarie per giocare a questo gioco, così siamo tassati fino alla  disperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, perchè le chiamano banche offshore (letteralmente &lt;em&gt;fuori costa&lt;/em&gt;, ndt)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  termine ha origine con riferimento alle banche delle Isole del Canale  (della Manica) che erano fuori dalle coste inglesi; ed infatti la  maggior parte delle banche offshore sono tuttora collocate su isole. Le  Bermuda, le Bahamas, le Isole Cayman e l’Isola di Man ne sono esempi.  Altre località con banche offhsore quali il Principato di Monaco non  sono minimamente fuori dalle coste, ma il termine è ugualmente valido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È  tradizione che queste centri di banche offshore siano molto attraenti  sia per i criminali che per l’elite globale  (dov’è la differenza? Ndt)  perchè non diranno a nessuno – governi inclusi – del denaro lì  parcheggiato chiunque ce l’abbia messo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni, alcuni  governi – in particolare quello USA – stanno cercando di cambiare le  cose, ma di sicuro la fine del sistema delle banche offshore non la  vedremo presto. La quantità di denaro che transita per queste banche è  assolutamente incredibile. È stato calcolato che l&lt;a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/dec/28/protests-tax-havens"&gt;’&lt;/a&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/dec/28/protests-tax-havens"&gt;80%&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;di tutte le transazioni del sistema bancario internazionale abbia luogo per tramite di queste banche offshore. &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tax_haven"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;1,4 trilioni di dollari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; sono parcheggiati nelle banche offshore delle sole Isole Cayman.&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/dec/28/protests-tax-havens"&gt;In un articolo del &lt;em&gt;Guardian&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  si è stimato che un terzo della ricchezza dell’intero pianeta sia  depositata in banche offshore, altri ritengono che un quantitativo &lt;a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Offshore_bank"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;pari alla metà&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di tutto il capitale mondiale passi, in un modo o nell’altro, attraverso le banche offshore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, tutto questo evitare le tassazioni significa che i governi del mondo stanno perdendo una montagna di denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si calcola che il governo USA perda &lt;a target="_blank" href="http://abcnews.go.com/Blotter/romney-parks-millions-offshore-tax-haven/story?id=15378566#.TxnR9_lXk3w"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;100 miliardi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  di dollari l’anno a causa di queste banche offshore. Altri collocano la  cifra molto più in alto. Evitare le tasse è un gioco nel quale l’elite  globale è maestra: loro giocano un tipo di gioco completamente diverso  da quello che giochiamo tu ed io. Loro non se ne stanno lì fermi,  seduti, a farsi spennare dalle tasse. Loro, invece, pagano i migliori  esperti ed usano qualsiasi trucco contabile per potersi tenere quanti  più soldi possono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai giorni nostri, avvantaggiarsi dei paradisi fiscali offshore non è così complicato da farsi. Quello che segue è &lt;a target="_blank" href="http://www.politico.com/news/stories/0112/71700.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;un recente articolo pubblicato su &lt;em&gt;Politico&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt;  Uno scenario plausibile è il seguente: affido un mandato ad un  consulente. Questi, nel fare il suo lavoro, mi chiama e mi dice che se  io firmo una serie di documenti e faccio transitare i miei soldi  attraverso una piccola isola dei Caraibi, posso conservare una fetta più  grossa dei miei guadagni e pagare meno tasse. Potrei aver guadagnato i  miei soldi in America, ma legalmente posso affermare che di fatto sono  stati guadagnati in un paradiso fiscale.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;È legale, e forse parecchi di noi dovrebbero prenderlo in considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo  tutto, se giochini del genere funzionano con Mitt Romney, perchè non  dovrebbero funzionare con noi? Durante una pausa della campagna  elettorale, Romney ha detto quanto segue...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt; «&lt;em&gt;Posso garantire che seguo le leggi fiscali&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Io gli credo fermamente: ma è quello che poi aggiunge che mi fa riflettere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt; «&lt;em&gt;E se c&lt;/em&gt;’&lt;em&gt;è una possibilità di risparmiare sulle tasse&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;io&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;come chiunque altro nel&lt;/em&gt; &lt;em&gt;nostro Paese&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;cerco di approfittarne&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ed io gli credo fermamente anche in questo caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ABC News ha recentemente rivelato che la Bain Capital ha costituito alle Isole Cayman &lt;a target="_blank" href="http://abcnews.go.com/Blotter/romney-parks-millions-offshore-tax-haven/story?id=15378566#.TxnR9_lXk3w"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;138&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;differenti  fondi offshore. È una cosa che deve funzionare piuttosto bene se devi  ripeterla 138 volte. Ma la Bain Capital è impegnata altrettanto  intensamente anche in altri centri con banche offshore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fra le più importanti &lt;em&gt;scatole vuote&lt;/em&gt;  costituita dalla Bain Capital ai Caraibi, si chiamava Sankaty High  Yield Asset Investors Ltd: non aveva nessun ufficio alle Bermuda,  neppure aveva lì del personale; però, ha aiutato i clienti della Bain  Capital a risparmiare una bella montagna di tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto segue è tratto da &lt;a target="_blank" href="http://www.latimes.com/business/la-na-mittoffshore17dec17,0,2757442,full.story"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;un articolo del 2007 pubblicato dal &lt;em&gt;Los Angeles Times&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt;  .... Alle Bermuda, Romney era presidente ed unico azionista – per  quattro anni – della Sankaty High Yield Asset Investors Ltd.,  canalizzava i soldi nella famiglia di fondi di investimento a rischio  Sankati, della Bain Capital, fondi che investono in titoli di Stato ed  obbligazioni societarie, come in mutui bancari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come migliaia di  analoghe istituzioni finanziarie, Sankati non ha nessun ufficio alle  Bermuda. La sua unica presenza consiste in una targhetta presso uno  studio legale del centro di Hamilton, la capitale del territorio  dell’isola britannica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«&lt;em&gt;Fondamentalmente è una casella postale&lt;/em&gt;»,  questo ha detto Marc B. Wolpow, che ha lavorato per nove anni con  Romney alla Bain Capital e che costituì la Sankai Ltd., nell’ottobre del  1997, senza nemmeno aver mai visitato le Bermuda. «&lt;em&gt;Non c&lt;/em&gt;’&lt;em&gt;è nessuno lì che vi lavori&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; a parte degli avvocati&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La quantità di denaro che è attualmente canalizzata dalla Sankaty è semplicemente sconcertante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt;  Stando ad un portavoce, oggi la Bain Capital gestisce portafogli per 60  miliardi di dollari. La cifra comprende 23 miliardi di dollari di fondi  Sankati di credito e debito. Attualmente alle Bermuda sono attive una  dozzina di affiliate Sankati, stando ai registri societari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I  fondi di investimento in debiti della Sankati sono strutturati come  affiliate nel Delaware, dove producono delle entrate tassabili  investendo su titoli obbligazionari a tasso fisso ed altri strumenti di  debito. In base alle leggi fiscali, anche le istituzioni USA esentasse  possono ricadere in un’aliquota del 35% se investono direttamente in  tali fondi; mentre investendo per tramite di una società con sede alle  Bermuda, le tasse sono legalmente evitate, questo a detta degli esperti.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è perfettamente legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno avrà il minimo problema da tali comportamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenendo i soldi in banche offshore, gli stessi gestori di questi fondi evitano la tassazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Victor Fleischer – un docente di fiscalità alla University of Colorado Law School – &lt;a target="_blank" href="http://tpmdc.talkingpointsmemo.com/2012/01/whats-the-real-deal-with-romneys-offshore-investments.php"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;ha spiegato recentemente come la cosa funzioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt; «&lt;em&gt;L&lt;/em&gt;’&lt;em&gt;idea dietro alcune delle strategie delle Isole Cayman era che i guadagni ottenuti dai gestori dei fondi per gestire il denaro&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;erano conseguiti offshore nelle Isole Cayman &lt;/em&gt;–&lt;em&gt; ed il principale beneficio è che tu puoi procrastinare la data di tale tuo guadagno fino a quando non reinvesti &lt;/em&gt;–&lt;em&gt; nelle stesse Isole Cayman &lt;/em&gt;–&lt;em&gt; tali tue entrate&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; ma nemmeno nessuno di tali reinvestimenti sarà tassato&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;almeno finchè non lo ritiri&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;È questo quello che faceva Romney?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lo sapremo, finchè non mostrerà le sue dichiarazioni dei redditi e delle tasse pagate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che invece sappiamo, è che Romney ha milioni di dollari suoi investiti in paradisi fiscali offshore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto segue proviene da &lt;a target="_parent" href="http://abcnews.go.com/Blotter/romney-parks-millions-offshore-tax-haven/story?id=15378566#.TxnR9_lXk3w"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;ABC News&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt;  Romney, oltre a pagare il minimo possibile sui suoi guadagni  finanziari, ha perlomeno 8 milioni di dollari investiti in almeno 12  fondi registrati alle Isole Cayman. Un altro investimento, che Romney  dice sia tra i 5 ed i 25 milioni di dollari, in base al deposito titoli  risulta essere domiciliato alle Cayman.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma Romney non ha solo soldi domiciliati alle Isole Cayman. Apparentemente ha soldi sparsi fra tutti i vari paradisi fiscali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco quanto risulta da un articolo su &lt;a target="_blank" href="http://www.reuters.com/article/2012/01/18/us-usa-campaign-romney-tax-idUSTRE80G1RE20120118"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Reuters&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt; I fondi Bain nei quali Romney ha investito, stando ad un’indagine &lt;em&gt;Reuters&lt;/em&gt; su dati azionari, sono sparpagliati dal Delaware alle Isole Cayman, dalle Bermuda all’Irlanda e fino ad Hong Kong.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa di sbagliato in tutto ciò?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, dipende da come definiamo &lt;em&gt;sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Certo quello che Romney fa è perfettamente legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però &lt;em&gt;puzza&lt;/em&gt;. Jack Blum – avvocato di Washington – riferendosi alle finanze di Romney ha recentemente detto ad &lt;em&gt;ABC News&lt;/em&gt; &lt;a target="_blank" href="http://abcnews.go.com/Blotter/romney-parks-millions-offshore-tax-haven/story?id=15378566#.TxnPMvlXk3y"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;quanto segue&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt; &lt;/span&gt; «&lt;em&gt;Le sue finanze personali sono un esempio paradigmatico di cosa non funzioni nel sistema fiscale americano&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Dunque, adesso abbiamo alcuni spunti sul perchè Romney non voglia  divulgare le sue vecchie dichiarazioni dei redditi. Come detto in  precedenza, però, quello che sta facendo Romney sono pinzillacchere  rispetto a quello che fanno i &lt;em&gt;veri&lt;/em&gt; ricchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Congresso USA sta cercando di mettere le mani sulle banche offshore, ma i &lt;em&gt;veri&lt;/em&gt;  ricchi gli sono sempre due o tre passi avanti. Gli ultra-ricchi si  spingono fino a qualsiasi estremo pur di non pagare le tasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, il &lt;em&gt;Washington Post&lt;/em&gt; ha pubblicato che un numero crescente di benestanti sta di fatto &lt;a target="_blank" href="http://www.washingtonpost.com/blogs/in-the-loop/post/irs-disclose-those-foreign-assets/2012/01/18/gIQArMzGBQ_blog.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;rinunciando alla propria cittadinanza&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; piuttosto che fare i conti con l’ira dell’Agenzia delle Entrate (IRS negli USA, ndt).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli  ultra-ricchi non sono comunque minimamente preoccupati per questo fatto  della cittadinanza. Se vogliono influire su di una elezione, possono  farlo molto pesantemente semplicemente con una donazione milionaria,  piuttosto che mettendo insieme i pochi voti che hanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target="_blank" href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-shadow-banking-system-a-third-of-all-the-wealth-in-the-world-is-held-in-offshore-banks"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;In un precedente articolo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ho descritto come gli ultra-ricchi usino il sistema delle banche offshore come &lt;em&gt;sistema bancario ombra&lt;/em&gt; che segue delle regole che la maggior parte della gente neanche sa esistano...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: 1pt solid windowtext; padding: 14pt 18pt; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt; &lt;div style="border: medium none; margin: 0in 0in 4pt; padding: 0in; background: #f2f2f2 none repeat scroll 0% 0%;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;/span&gt;  È un sistema bancario ombra della quale la maggioranza degli americani  ignora fin la sola esistenza. La maggior parte degli americani non ha le  possibilità di costituire, in una mezza dozzina di Paesi esteri, delle  società che siano delle &lt;em&gt;scatole vuote &lt;/em&gt;in modo da poter &lt;em&gt;filtrare&lt;/em&gt;  i propri profitti. La maggior parte degli americani non sa nulla di  quei complicati piani per evitare le tasse, piani che sono messi a punto  da fiscalisti e che si chiamano &lt;em&gt;Double Irish &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Dutch Sandwich&lt;/em&gt;.  La maggior parte degli americani non ha idea di come potrebbe far  arrivare alle Bermuda il grosso dei propri guadagni, ed evitare di  pagare le tasse.&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte dell’elite globale non si preoccupa minimamente del fatto che &lt;a target="_blank" href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/34-shocking-facts-about-u-s-debt-that-should-set-america-on-fire-with-anger"&gt;il debito USA&lt;/a&gt;  sia proiettato a livelli stratosferici: tutto quello di cui si  preoccupa è di potersi tenere in tasca quanto più denaro possibile dei  propri soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, esistono sempre le eccezioni. Recentemente, Warren Buffett ha staccato un assegno da &lt;a target="_blank" href="http://finance.yahoo.com/news/impressed-delighted-warren-buffett-matches-204656439.html"&gt;49.000 dollari&lt;/a&gt;,  per il Tesoro USA, per aiutare a ripagare il debito nazionale.  Considerando però il fatto che il debito nazionale USA cresce ad un  ritmo di più di 100 milioni di dollari l’ora, il suo gesto non cambia  molto le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro sistema è rotto fin nel profondo, e  l’elite globale si allontana lasciando cadaveri per strada. Nei decenni,  hanno messo a punto con cura le regole in modo che la quantità maggiore  possibile di ricchezza finisse nelle loro tasche, e che lì rimanesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente,  se eliminassimo totalmente gli attuali sistemi di tassazione personale e  societaria, e li sostituissimo con dei sistemi totalmente nuovi, ci  libereremmo in una sola volta di tutti questi &lt;em&gt;trucchi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante probabilità pensate ci siano?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 1.47em; font-size: 19px; font-family: times new roman,times; color: #000000;"&gt;&lt;span style="color: #2d648a;"&gt;&lt;strong&gt;Fonte &amp;gt; &lt;/strong&gt; &lt;a target="_blank" href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/the-global-elite-are-hiding-18-trillion-dollars-in-offshore-banks"&gt;The economic collapse&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-3450519950188633301?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/3450519950188633301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=3450519950188633301' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3450519950188633301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3450519950188633301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/lelite-globale-nasconde-18-trilioni-di.html' title='L’elite globale nasconde 18 trilioni di dollari nelle banche offshore'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-5729851020001791756</id><published>2012-01-27T06:06:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T06:06:00.469+01:00</updated><title type='text'>Il suicidio dell’embargo petrolifero</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;Il marito che si evira per  fare un dispetto alla moglie non è mai stato  un esempio di  intelligenza. Ma se addirittura non lo fa per sua libera  scelta, ma per  accontentare un amico capriccioso e prepotente, allora la  cosa supera i  limiti del demenziale. Purtroppo, però, la metafora  sembra essere  abbastanza calzante per descrivere l’appoggio dell’Italia  all’embargo  sul petrolio iraniano votato lunedì scorso dall’Unione  europea. Secondo  il ministro degli Esteri Giulio Terzi, l’impatto  sull’economia  italiana delle nuove restrizioni sarà “trascurabile” se  non addirittura  “nullo”. Ma ieri la FederPetroli Italia ha smentito le  parole del  ministro, sottolineando che “l’embargo iraniano rappresenterà  un grande  problema per la situazione petrolifera italiana”. Nel 2011 il  nostro  Paese ha importato dall’Iran 185mila barili al giorno, pari al  13% del  fabbisogno. “Abbiamo altre fonti di approvvigionamento”, ha  cercato di  rassicurare Terzi, citando ad esempio la Libia, che “sta  aumentando le  sue forniture”.&lt;br /&gt;Ma l’Iran, sottolineano da FederPetroli, non è solo  un importante  fornitore. È anche “un produttore di greggio di alta  qualità” (ad alto  contenuto di zolfo ndr), utilizzato in grandi  quantità da molte  raffinerie italiane per la produzione di prodotti  derivati dalla  raffinazione. Entro la fine di giugno queste dovranno  abbandonare il  petrolio iraniano. E non tutte sono attrezzate per  lavorare con altri  greggi. “C’è un problema di qualità del greggio,  dovremmo fare qualche  cambiamento – ha confermato Paolo Scaroni,  amministratore delegato  dell’Eni – ma le nostre raffinerie saranno in  grado di far fronte a  queste carenze”.&lt;br /&gt;A questo si aggiunge il  problema dei nuovi fornitori. In prima linea c’è  l’Arabia Saudita, che  da tempo si è detta disposta ad aumentare la  produzione per  approfittare dell’uscita dallo scenario europeo del  nemico iraniano.  Tuttavia sarà difficile che i sauditi – consapevoli di  trattare da una  posizione privilegiata – potranno eguagliare le  condizioni vantaggiose  offerte dagli iraniani. Ne sa qualcosa la Grecia,  a cui Teheran  fornisce un quarto del fabbisogno di petrolio e le  consente il  pagamento a 60 giorni dalla consegna e l’assenza di garanzie   finanziarie. “L’adeguamento degli impianti per altri tipi di greggi   similari, la scelta di nuovi fornitori e le variabili temporali,   comporteranno dei problemi non da poco”, sottolinea il presidente di   FederPetroli Michele Marsiglia.&lt;br /&gt;Nel frattempo chi ci guadagna sono i  Paesi asiatici che non seguono i  diktat statunitensi e continuano a  fare affari vantaggiosi con la  Repubblica Islamica. Primi fra tutti  Cina e India, per le quali l’Iran  rappresenta rispettivamente il terzo e  il secondo fornitore. “L’India  vuole prendere quanto più greggio  iraniano è possibile, perché le  condizioni sono favorevoli”, ha  dichiarato il ministro indiano del  Petrolio S. Jaipal Reddy.&lt;br /&gt;Ma  anche gli alleati asiatici degli Stati Uniti che si riforniscono di   petrolio iraniano stanno temporeggiando sull’adozione dell’embargo. La   Corea del Sud, verso la quale sono destinate il 9% delle esportazioni di   Teheran, non ha ancora deciso alcun taglio. Mentre il Giappone (che   rappresenta il 13% delle esportazioni di greggio iraniano) ha chiesto   agli Usa di essere esentato, anche alla luce del recente disastro di   Fukushima.&lt;br /&gt;Insomma, mentre noi ci “eviriamo” per accontentare  Washington, l’Iran  vende il suo petrolio in Asia, per altro a prezzi  vantaggiosi. Per noi,  invece, il prezzo del carburante è destinato a  crescere ulteriormente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Doppio standard&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Mentre l’Eni viene costretta ad abbandonare ogni nuovo progetto in Iran e   le raffinerie italiane dovranno adattarsi a greggi di qualità più  bassa  di quello iraniano, l’inglese Bp ottiene un’importante esenzione  per un  progetto da 20 miliardi di dollari nel Mar Caspio, che vede  coinvolta  anche l’azienda petrolifera iraniana Naftiran Intertrade. Lo  rivela il  Wall Street Journal, precisando che grazie all’intercessione  di  funzionari di Londra e dell’Unione europea presso il Congresso Usa,  il  progetto al largo dell’Azerbaijan, noto come Shah Deniz II, non sarà   bloccato dalle sanzioni, nonostante la Naftiran ne detenga il 10%.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Ferdinando Calda &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-5729851020001791756?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/5729851020001791756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=5729851020001791756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5729851020001791756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5729851020001791756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/il-suicidio-dellembargo-petrolifero.html' title='Il suicidio dell’embargo petrolifero'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4597744128183949729</id><published>2012-01-26T16:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T16:06:18.186+01:00</updated><title type='text'>Previsioni economiche per il 2012</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;img style="margin-bottom: 2px; float: left; margin-right: 10px" src="http://www.megachip.info/images/previsioni2012_20120124.jpg" alt="previsioni2012 20120124" width="308" height="150" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: #000000"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #999999"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;Un   quadro preciso dell’attuale crisi economica e delle possibili   conseguenze che l’economia globale e le future misure politiche e   finanziarie di Washington potranno avere sul sistema produttivo, sociale   e finanziario degli Stati Uniti. Una visione importante che aiuta a   capire cosa è accaduto e cosa potrebbe ancora accadere nel cuore malato   dell’Impero, quali saranno le conseguenze per i mercati di Eurozona e   per la stabilità dell’intero pianeta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Predire   quale sarà il tracciato che gli Stati Uniti d’America e l’economia   globale andranno a delineare in questi volatili tempi economici non è   facile. Tuttavia, &lt;strong&gt;è questo il momento in cui le previsioni acquistano maggior valore&lt;/strong&gt;.   Escluse rare eccezioni, tradizionalmente gli economisti evitano di   formulare previsioni oltre le due settimane o, tutt'al più, oltre il   mese entrante. La previsione dei principali punti di svolta   dell'economia e degli eventi più importanti che potranno provocare   maggiori crisi va evitata a tutti i costi. È molto più sicuro rifugiarsi   in un diffuso consenso conservatore che fare un passo in là. Tuttavia,   questo pregiudizio conservatore contribuisce non poco a rendere   incomprensibile quale sarà la piega più probabile che condizioni ed   eventi come la crisi economica andranno a prendere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;La   ricerca di un riparo sicuro all’ombra del consenso conservatore spiega   in parte perché praticamente tutti i 10.000 economisti di professione   del mondo non siano riusciti a prevedere l'insorgenza dell’attuale  crisi  nel 2007. O perché gli stessi si trovarono unanimi nel dichiarare   un’imminente ripresa economica dopo il 2009 che non c’è stata. Questa &lt;strong&gt;adesione al consenso&lt;/strong&gt;   è anche la ragione per cui gli economisti non sono riusciti, per la   terza volta, a prevedere la prossima e ben più profonda crisi economica   che quasi certamente si materializzerà entro e non oltre l'inizio del   2013 — e ipoteticamente anche prima, come rivela il sistema finanziario   dell'Eurozona.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;I &lt;a name="torna" title="torna"&gt;&lt;/a&gt;ripetuti   fallimenti degli economisti di fronte a tre grandi eventi economici   degli ultimi quattro anni sono il risultato della loro adesione a un   apparato concettuale che non riesce o non può spiegare quali sono le   forze che si muovono dietro la crisi. È il risultato di teorie elaborate   in condizioni pre-crisi che oggi non servono più. La carenza di   concetti, teorie e modelli è la ragione che ha spinto gli economisti   della Casa Bianca di Obama – il &lt;strong&gt;Consiglio dei Consulenti Economici&lt;/strong&gt;   — ad assicurare al pubblico, all'inizio del gennaio del 2009, che il   pacchetto di stimolo alla ripresa di 787 miliardi di dollari avrebbe   creato 6 milioni di posti di lavoro. Queste lacune hanno portato gli   economisti della Federal Reserve a ritenere che 2,7 miliardi di dollari   in &lt;strong&gt;Quantitativi di Facilitazione&lt;/strong&gt; 1, 2 e 2,5&lt;a name="_ftnref1" href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#_ftn1" title="_ftnref1"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#quantitative_easing"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;   per il biennio 2009-2011 (“operazione sviluppo”) sarebbero bastati per   resuscitare il settore dell'edilizia abitativa e che sono serviti,   invece, solo ad alimentare gli speculatori di &lt;strong&gt;futures stock&lt;/strong&gt;&lt;a name="_ftnref2" href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#_ftn2" title="_ftnref2"&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#future_stock"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;titoli spazzatura &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#junk_bond"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;[3] &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;e di &lt;strong&gt;commodity futures&lt;/strong&gt;&lt;a name="_ftnref4" href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#_ftn4" title="_ftnref4"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#commodity_futures"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; di tutto il mondo. E’ la ragione per cui gli economisti del &lt;strong&gt;Congressional Budget Office&lt;/strong&gt;   hanno ritenuto che gli sgravi fiscali introdotti l’anno precedente da   Obama, per un totale di 802 miliardi di dollari, si sarebbero  certamente  tradotti in un aumento significativo del PIL e  dell'occupazione. Questi  sgravi, invece, hanno prodotto una crescita  del PIL inferiore all'1%  nella prima metà del 2011 e quindi nessuna  creazione di nuovi posti di  lavoro al netto per il resto dell'anno.&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;L'ala rotta liberale: “Basta darci più stimoli!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;L'ala   liberale dell’uccello senz’ali degli economisti tradizionali continua a   sostenere che i programmi di Obama, dal 2009 a oggi, non hanno  prodotto  una tangibile ripresa economica perché lo stimolo economico è  stato  insufficiente. L'avanguardia di questo punto di vista ha  economisti del  calibro di &lt;strong&gt;Paul Krugman&lt;/strong&gt; e altri. Anche &lt;strong&gt;Larry Summers&lt;/strong&gt;,  ex  Segretario del Tesoro sotto il governo Clinton e Consigliere Capo  per la  politica economica sotto Obama nel 2009-10, si è unito al coro  liberale  sostenendo che lo stimolo originale, quello del 2009, avrebbe  dovuto  essere maggiore di 1 miliardo di dollari o più — e non di 787  miliardi  di dollari. &lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Contrariamente a quanto si dice, i &lt;strong&gt;programmi di Obama&lt;/strong&gt;   sono falliti non solo perché hanno messo a disposizione risorse   insufficienti, ma anche e soprattutto perché la loro composizione poggia   su un’eccezionale miseria e, insieme, un incredibile pessimo tempismo.   Riguardo alla composizione dei programmi di Obama di &lt;strong&gt;stimolo all’economia&lt;/strong&gt;,   il 70 per cento interessa sgravi fiscali — di cui, la maggior parte, è   di tipo finanziario. Questi sgravi sono andati a vantaggio delle   corporazioni, dunque, e non degli investimenti negli Stati Uniti per   creare posti di lavoro. Circa un altro mezzo trilione di dollari dei   programmi di spesa di Obama si compone di sovvenzioni agli Stati, ai   distretti scolastici e ai disoccupati. Questi aiuti sono stati   progettati per guadagnare tempo e bloccare temporaneamente il crollo dei   consumi che si è verificato nel 2008-09 fino a quando gli sgravi   fiscali, appunto, avrebbero dovuto mostrare il loro effetto benefico e   tradursi, dunque, in un vero e proprio investimento spostando l'economia   oltre il livello del recupero di emergenza. Ma così non è stato. &lt;strong&gt;Gli sgravi fiscali non sono diventati investimenti&lt;/strong&gt;.   Almeno non negli Stati Uniti. Alcuni sono andati all’estero e hanno   creato posti di lavoro in Asia e altrove. Altri sono andati su titoli   speculativi — stock, derivati, valute estere, ecc. - che non hanno   creato posti di lavoro da nessuna parte. Il resto è andato sul risparmio   che si sta ancora accumulando in attesa di essere reinvestito nel   riacquisto azionario aziendale, nel pagamento dei dividendi o per   eventuali fusioni e acquisizioni che si tradurranno forse in pochi — e   non più — posti di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Nonostante   lo “stimolo” di trilioni di dollari, l'America corporativa continua a   sedersi su 2-2,5 miliardi dollari contanti accumulati a fine anno 2011.   Le corporazioni multinazionali continuano a detenere altri 1,4  miliardi  di dollari nelle filiali off-shore. E per non essere da meno  nel gioco  dell’accaparramento, dopo aver beneficiato di 9 miliardi di  dollari in  prestiti liberi ricevuti “per salvataggio” dalla Federal  Reserve, le  grandi banche continuano a sedersi su altri 1,7 miliardi di  dollari di  riserva in eccesso distribuendo prestiti goccia a goccia  alla piccola  impresa e imponendo quindi una conseguente, e ancora  ulteriore, scarsità  di investimenti che riduce al minimo le possibilità  di occupazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;Nel frattempo, i 370 miliardi di dollari dei sussidi di Obama sono finiti nel giro di 12-18 mesi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Come   per gli sgravi fiscali finanziari, i sussidi non creano posti di   lavoro. Gli aiuti economici possono temporaneamente salvarne alcuni. Ma   non sono una ripresa economica. Ripresa significa creazione di posti di   lavoro in proporzione netta significativa ed in genere si fa  riferimento  a un raggio che va da 300.000 a 500.000 nuovi posti di  lavoro ogni mese  per un anno. Salvare posti di lavoro è in genere la  politica che meglio  permette di affrontare una lunga stagnazione  economica al meglio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;I   restanti 126 miliardi di dollari circa dei programmi di spesa di Obama   per il 2009-10 erano stati destinati per piani infrastrutturali a  lungo  termine — ad esempio, l’aggiornamento della rete elettrica  nazionale,  progetti di energia alternativa e progetti di costruzione  “cotti e  mangiati” che non riuscivano a trovare l’immediato  finanziamento  necessario. Ma anche il programma di spesa per le  infrastrutture non ha  creato, nell’immediato, posti di lavoro e non ha  generato ricchezza nel  breve periodo, allo stesso modo dei tagli  fiscali e dei sussidi.  Composti soprattutto da progetti a  partecipazione, la maggior parte dei  piani infrastrutturali è a lungo  termine, programmato per dare frutti su  un arco di dieci anni. Come per  gli sgravi fiscali, l'effetto a breve  termine di questa spesa  destinata al rimodernamento delle infrastrutture  ha avuto scarso  effetto, se non alcun effetto, in termini di creazione  di qualsiasi  nuovo posto di lavoro o per la ripresa economica tout  court.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;La trovata dell’Ala Destra: “Basta darci più soldi da spendere!”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;I &lt;strong&gt;Repubblicani&lt;/strong&gt;   hanno assunto l’incarico alla Camera dei Rappresentanti degli Stati   Uniti dopo le elezioni di medio termine del Novembre 2010 e con esso   hanno preso anche l'agenda politica economica. L’elezione ha creato un   ambiente ideale per ri-ascesa al potere dell'ala destra degli   economisti. I programmi di Obama, sostengono, sono falliti perché hanno   prodotto una "&lt;strong&gt;mancanza di fiducia&lt;/strong&gt;”. Questa mancanza di  fiducia,  hanno detto, si deve all’incertezza sul futuro degli sgravi  fiscali  finanziari, ad un’eccessiva regolamentazione del mercato, ad  una fase di  stallo degli accordi di libero scambio con la Corea del  Sud, il Panama e  la Columbia, ad un deficit pendente ed eccessivo e al  debito, al costo  troppo alto della Legge per l’Accesso ai Servizi  Sanitari del 2010 e  altri nonsense economici. I conservatori economisti  hanno sostenuto che  cambiare queste politiche metterebbe a  disposizione delle aziende e  delle imprese più capitali da spendere.  Più soldi significherebbe dunque  più investimenti e più posti di  lavoro. L'economia potrebbe dunque  recuperare rapidamente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Quello   che quest’ala, tuttavia, ignora convenientemente è che, prima di  tutto,  un massiccio taglio alla spesa pubblica insieme ad una brusca  riduzione  del reddito dei consumatori produrrebbe un brusco declino del  PIL e  nessuna ripresa. Gli economisti conservatori sostengono che  questo  passaggio sarebbe più che compensato da un aumento degli  investimenti  delle imprese. Ma questo porta al secondo problema: vale a  dire, se le  corporazioni già possiedono 2 miliardi di dollari in  contanti e le  banche un altro 1,7 miliardi di dollari in riserva di  eccesso, perché  dargli altri contanti e finanziamenti produrrebbe  investimenti e  crescita? &lt;strong&gt;Esattamente: quanti altri trilioni di  dollari sono  necessari perché ci siano investimenti, prestiti,  creazione di posti di  lavoro e garanzie di ripresa economica? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Così,   come l'ala liberale dell'economia non sa rispondere esattamente alla   domanda “quanto ulteriore deficit di spesa è necessario per garantire   una ripresa economica sostenuta?”, l’ala della destra conservatrice non   può spiegare o non sa rispondere quanto altro denaro serve alle aziende  e  agli investitori per garantire un ritorno in termini di  investimento,  posti di lavoro e crescita. Tenuto conto di tali errori  fondamentali di  entrambe le parti, non è strano che gli economisti,  liberali o  conservatori che siano, abbiano incontrato grandi difficoltà  negli  ultimi anni e mostrato scarsa capacità di predizione della  nascita e  dell'evoluzione dell'attuale crisi economica. Allora, quali  sono i  probabili scenari che gli Stati Uniti e le economie globali si   troveranno di fronte?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000; font-size: 10pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;Previsioni per il 2012 &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Gli   Stati Uniti vivranno una doppia recessione all’inizio del 2013 o, in   caso si verifichi un'altra crisi bancaria in Europa, forse ancora prima,   nel 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Nonostante il continuo rimbalzo di notizie economiche sui media e sulla stampa specialistica degli ultimi mesi, &lt;strong&gt;non c'è nessuna ripresa in corso per l’occupazione&lt;/strong&gt;,   il settore immobiliare o le finanze pubbliche locali. La crescita   dell’occupazione è stata ferma, per tutto il 2011, sul raggio 80-100.000   al mese, secondo i dati mensili del Dipartimento del Lavoro. La misura   più ampia della disoccupazione, l’indice U-6, è rimasto costante e  fermo  al 16% o a 25-26 milioni per l'ultimo anno. &lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Stato e governi locali continueranno a licenziare i lavoratori&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;   nella media di 20.000 al mese. Si prevedono scarsi effetti sul piano   federale nonostante la tornata elettorale del 2012. Il primo trimestre   del 2012 registrerà ancora una volta un significativo rallentamento   della crescita del PIL. Nel secondo trimestre del 2012, la crisi del   debito dell’Eurozona toccherà la sua punta massima, indebolendo   ulteriormente l'economia statunitense. E’ possibile che questa possa   scivolare in una fase di recessione, se la crisi dell'Euro è grave. Più   probabile, tuttavia, è lo scenario di una doppia recessione che si   configura all’inizio del 2013 quando si intensificheranno i tagli al   deficit dal Congresso e dall'Amministrazione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;La Federal Reserve avvierà la terza versione del suo programma "Quantitativo di Facilitazione" nel 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Questo programma prevede che &lt;strong&gt;la Fed stampa denaro per acquistare direttamente titoli dai privati a prezzi gonfiati&lt;/strong&gt;,   superiori al prezzo di mercato, così da supplire la carenza di valuta e   fornire altra moneta. Come per le precedenti due versioni del   programma, del 2009 e del 2010, il risultato avrà scarso effetto sui   settori edilizi, sul mercato del lavoro e sulla crescita generale ma   ancora una volta il programma darà una spinta al mercato azionario,   obbligazionario e dei derivati e all'inflazione dei prezzi relativi. La   tempistica di QF3 sarà guidata dagli eventi europei. La riduzione reale   del deficit – debito inizierà subito dopo le elezioni generali del   Novembre 2012 o comunque non più tardi del febbraio 2013.&lt;/span&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;ll taglio del deficit futuro sarà inferiore all’ultimo accordo di accordo di agosto 2011 di 2,2 miliardi di dollari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Ciò si tradurrà in un'altra &lt;strong&gt;manovra di tagli alla spesa pubblica di $2-4$ miliardi&lt;/strong&gt;   che per la maggior parte cadrà sulla spesa sociale e i diritti   acquisiti come Medicare, Medicaid e il sistema pensionistico e di   sicurezza sociale, sugli aiuti alimentari, le prestazioni sussidiarie   legate alla disoccupazione, l'istruzione e la Legge per l’Accesso ai   Servizi Sanitari del 2010. Le tasse andranno ad incidere direttamente   sulla classe media, andando a comprendere anche misure considerate   finora come intoccabili come, ad esempio, la deduzione delle rate del   mutuo dal reddito annuale complessivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Lo   sviluppo dell’occupazione continuerà a ristagnare, restando sulla   soglia di 24-25 milioni per tutto il 2012, contando anche le false   partenze per il recupero di posti di lavoro determinato da fattori   statistici stagionali e di altro tipo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Non   ci sono programmi efficaci, oggi, per aumentare il fondamentale netto   dei posti di lavoro negli Stati Uniti. Gli ulteriori sgravi fiscali per   il 2011-12 non stimoleranno gli investimenti o la creazione di nuovi   posti di lavoro. &lt;strong&gt;Le corporazioni continueranno a rifiutare di rischiare il loro massiccio gruzzolo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di contanti&lt;/strong&gt;   di $2 trilioni su investimenti o in posti di lavoro e preferiranno di   certo aspettare l'esito delle estensioni fiscali della tassa Bush   previsto per la fine del 2012 mantenendo così un ampio cuscino di   contante in previsione degli eventi europei e della possibilità di   un'altra crisi globale del credito. I prestiti delle banche alle piccole   e medie imprese non subiranno grossi cambiamenti e di conseguenza  anche  la creazione di nuovi investimenti e di nuovi posti di lavoro  nelle  piccole imprese resteranno ferme anche per il 2012 pure.   Contemporaneamente, i governi – i comuni – le scuole continueranno a   licenziare circa 20.000 persone al mese — portando il totale del   pubblico impiego a quasi 1 milione di occupati in meno rispetto al primo   mandato Obama. Cresceranno i numeri del licenziamento e sui   licenziamenti il governo federale potrà dare dati significativi nel   2013. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Il Congresso e l'Amministrazione approveranno due manovre fiscali importanti nel 2012&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Il primo decreto sarà un &lt;strong&gt;piegarsi al ricatto delle multinazionali&lt;/strong&gt;   (e dei contributi alla campagna elettorale) e vedrà ridurre l'aliquota   di imposta del 35 per cento per il rimpatrio dei contanti oggi   depositati in conti off-shore al riparo dalla tassazione americana. Tale   aliquota fiscale varierà tra 5,25% e il 10%, sulla riduzione del 35%.   Le multinazionali rimpatrieranno circa la metà dei loro attuali 1,4   miliardi di dollari di profitti off-shore per sfruttare la tariffa più   bassa — riavviando gli stessi ricatti che si verificarono nel 2004-05   quando una legge simile ridusse l’aliquota al 5,25% rispetto al 35% al   ritorno di circa la metà dei 700 miliardi di dollari scudati in conti   all’estero al riparo dalla tassazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Il secondo disegno di legge sarà una specie di &lt;strong&gt;estensione degli sgravi fiscali previsti dalla tassa Bush&lt;/strong&gt;   che si voterà prima delle elezioni previste per il mese di novembre   2012; o, subito dopo ma comunque entro la fine dell'anno. L’estensione   della tassa Bush è un affare per le aziende, per i dirigenti di azienda e   il reddito personale dato che l’imposta sul reddito del 35% sarà   definitivamente ridotta a meno del 30% in cambio di condoni fiscali non   verificabili. La classe media dovrà pagare tasse più alte e la busta   paga dei lavoratori oggi meno pagati si ridurrà ulteriormente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;I prezzi delle case continueranno a cadere, saliranno i pignoramenti e il patrimonio netto negativo crescerà&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Gli   attuali più di 11 milioni di euro di pignoramenti saliranno a oltre 13   milioni. I prezzi delle case continueranno a cadere del 5-10% sui   mercati capitali (portando il prezzo del 2006 a meno del 40% in media).   Almeno 17 milioni di proprietari di casa sotto ipoteca (sul totale di  54  milioni) vedranno il patrimonio netto in negativo. L'amministrazione  di  Obama e il Congresso costringeranno gli Stati ad accettare il piano   federale che lascia alle banche e agli istituti di credito il diritto  di  pignorare per “effetto automatico” e illegale per un bene in cambio  del  credito. L’edilizia residenziale e commerciale continuerà a  ristagnare  sui livelli attuali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;Le esportazioni e la produzione americana rallenteranno nel 2012&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Le   esportazioni non supereranno l’attuale soglia di mercato del commercio   mondiale e, di conseguenza ciò avrà effetti negativi sulla produzione   dei beni di consumo. &lt;strong&gt;Le banche dell'Eurozona potrebbero implodere&lt;/strong&gt;,   una o più delle grandi banche statunitensi chiederanno un ulteriore   salvataggio alla Federal Reserve e al Tesoro degli Stati Uniti. In caso   di fallimento di una o più delle economie sovrane della zona euro, le   principali banche di Francia, Austria, Belgio e anche della Germania   diventeranno tecnicamente insolventi. In tal caso, il contagio si   diffonderà rapidamente alle banche statunitensi. I gruppi più esposti e   pronti a chiedere il salvataggio sono &lt;strong&gt;Morgan Stanley&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Citigroup&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Bank of America&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;La crisi del debito sovrano della zona euro si stabilizzerà per poi peggiorare ancora&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;La   crisi del debito della zona Euro si stabilizzerà temporaneamente nei   primi mesi del 2012 dato che la Banca Centrale Europea segue la Federal   Reserve degli Stati Uniti e introduce a sua volta quantitativi di   facilitazione monetaria mentre procedono lentamente i negoziati tra gli   Stati dell’Euro per la creazione di un'Unione fiscale. Tuttavia, &lt;strong&gt;la crisi sovranazionale esploderà di nuovo&lt;/strong&gt;   nella tarda primavera del 2012 dato che Italia e Grecia hanno un grave   problema di debito e di rifinanziamento e la crisi bancaria si acuirà  in  Francia, in Germania e negli altri paesi dell’eurozona. Per  risolvere  la crisi del debito dell’Euro sarà necessario trovare il  triplo o il  quadruplo degli attuali 1,5 miliardi di dollari oggi  disponibili nei  diversi fondi di salvataggio dell’Euro — più di 5  miliardi di dollari. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;Due o più banche andranno in fallimento&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt;Molte banche della zona euro diventeranno tecnicamente insolventi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt;   e saranno nazionalizzate dai loro governi e ritirate dal mercato. I   principali candidati all’eliminazione includono banche francesi, come &lt;strong&gt;Societe Generale&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;BNP Paribas&lt;/strong&gt;; la &lt;strong&gt;Commerzbank&lt;/strong&gt; tedesco; l’&lt;strong&gt;Unicredit&lt;/strong&gt;   italiana; e forse una o più banche austriache e finlandesi. Le  economie  tedesca e francese, che hanno già subito forti rallentamenti  nell’anno  2011, scivoleranno in recessione nel 2012. Il Regno Unito  varerà un  secondo turno dei programmi di austerità, introdotti dal  governo  conservatore di Cameron, che apriranno una fase di recessione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;Il tasso di crescita economica della Cina subirà forti rallentamenti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: black"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Cresciuto   costantemente della media del 9-10% negli ultimi anni, il PIL cinese  si  ridurrà drasticamente nel 2012, potenzialmente alla metà del tasso   degli anni precedenti. Le esportazioni dei prodotti cinesi vedranno uan   forte contrazione. Anche l’India si rallenterà significativamente. La   più grande economia dell'America Latina, il Brasile, entrerà in   recessione nel 2012. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;Il commercio mondiale sarà lento a cominciare dal 2012&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: black"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: black"&gt;Dato   il rallentamento dell’economia cinese, la continua instabilità della   zona euro e il rallentamento della crescita economica degli Stati Uniti   il ritmo del commercio mondiale subirà un rallentamento e il mercato   generale una forte contrazione. Di conseguenza anche la produzione   globale subirà un forte calo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; color: #800000; font-size: 10pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white"&gt;In sintesi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva; background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black;"&gt;Riassumendo, le previsioni elencate si basano su &lt;strong&gt;un'analisi economica non ortodossa&lt;/strong&gt;.   Questo quadro è la conseguenza della ristrutturazione degli Stati  Uniti  e dell’economia globale che negli anni ‘80 fu la risposta alla   precedente crisi economica degli anni ‘70 e oggi crolla con gli eventi   del 2007-08. Talvolta indicata come “neoliberismo”, questa   ristrutturazione fu intesa come capacità delle economie capitalistiche   di ristrutturare l'economia capitalista globale. Il risultato è una   continua volatilità e instabilità economica. L'economia, statunitense e   mondiale, continua a riflettere una certa fragilità strutturale grave.   Ad oggi, ho definito questa condizione di incertezza come &lt;strong&gt;recessione epica&lt;/strong&gt;   di Tipo 1. Ma le recessioni epiche di Tipo 1 hanno la tendenza innata a   tramutarsi in Tipo 2 come preludio di una depressione globale. L'anno   prossimo rivelerà se questo processo è già iniziato o no dato che gli   Stati Uniti e le altre economie deboli e la forte instabilità bancaria   dell’Euro faranno il loro corso. Se ci sarà una forte crisi bancaria   nell'area dell'euro, la probabilità di una vera depressione globale   aumenterà significativamente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Jack Rasmus &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;Jack Rasmus&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% white; color: black"&gt;,   è autore di “Epic Recession: Prelude to Global Depresion, Obama’s   Economiy: Recovery For the Few”, Pluto Press/Palgrave-Macmillan, Marzo   2012 e di un pamphlet edito da Teamsters Union dal titolo "An   Alternative Program FOR Economic Recovery” (disponibile all’indirizzo   internet: www.kyklos productions.com).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt; &lt;a name="quantitative_easing" title="quantitative_easing"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;quantitative easing&lt;/strong&gt;:   “Quantitativi di Facilitazione/Interpolazione” – politica monetaria in   cui la Banca Centrale crea denaro al fine di acquistare azioni dalle   banche private – vedi: &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Quantitative_easing"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Quantitative_easing&lt;/a&gt;. [&lt;span style="color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#torna"&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;torna al testo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;[2]&lt;/strong&gt; Il &lt;a name="future_stock" title="future_stock"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;future stock&lt;/strong&gt;   permette ad acquirente e venditore di contrattare per una data futura   un determinato numero di azioni a un prezzo che viene fissato al  momento  della stipula del contratto. Il future stock è dunque anche   classificato come derivato simmetrico perché entrambe le parti in gioco   si impegnano di effettuare una prestazione a una determinata data di   scadenza. [&lt;span style="color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#torna"&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;torna al testo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;[3]&lt;/strong&gt; &lt;a name="junk_bond" title="junk_bond"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Junk Bond&lt;/strong&gt;   o “titolo spazzatura” offre un alto rendimento con un alto rischio.   Tale tipologia di titoli viene emessa da società disposte a pagare tassi   di interesse molto elevati pur di ottenere denaro. L'elevato   indebitamento della società emittente comporta un’alta probabilità di   fallimento della stessa: il risparmiatore rischia quindi di perdere, in   tutto o in parte, il capitale versato. [&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#torna"&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;torna al testo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;[4]&lt;/strong&gt; Una &lt;a name="commodity_futures" title="commodity_futures"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;commodity futures&lt;/strong&gt;   è un contratto che obbliga a scambiare una prefissata quantità di   merce, in una data prefissata e con un determinato prezzo fissato al   momento della contrattazione. Il prezzo futuro non è solo la previsione   di un prezzo di mercato, ma include anche le commissioni che coprono i   costi di magazzinaggio, l’assicurazione ecc. [&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;&lt;a href="http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/7573-previsioni-economiche-per-il-2012.html#torna"&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;torna al testo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4597744128183949729?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4597744128183949729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4597744128183949729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4597744128183949729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4597744128183949729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/previsioni-economiche-per-il-2012.html' title='Previsioni economiche per il 2012'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-5829851200477600991</id><published>2012-01-24T22:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T22:55:00.050+01:00</updated><title type='text'>La verità sul movimento dei forconi</title><content type='html'>&lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table width="100%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" background="themes/3D-Fantasy/images/middle.gif" height="15"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="15" background="themes/3D-Fantasy/images/left3.gif"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td width="100%" bgcolor="#ffffff"&gt;  &lt;img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/forconi%20sicilia%20protesta.jpg" alt="" width="280" align="left" height="180" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Questo articolo è per spiegare la mia posizione sul movimento dei   forconi.Ho avuto bisogno di una presenza assidua nei punti di blocco e   tre giorni di dialogo continuo con la gente presente ai caselli per   farmi un’idea precisa di quello che sta succedendo e tutt’ora la mia   conclusione può essere esposta esclusivamente a livello personale, per   non creare conflitti in futuro con tutta la strumentalizzazione che   stanno compiendo i media e per quello che rappresenta il lavoro di Lo   Sai (http://it-it.facebook.com/losai.net).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   Quello che ho  visto dall’inizio dell’organizzazione della protesta,  nell’assemblea di  Catania dove ha partecipato anche il presidente del  Palermo Calcio  Maurizio Zamparini col famosissimo intervento contro  Banche, moneta  debito, Monti e media (&lt;em&gt;vedi video più sotto, ndr&lt;/em&gt;  ), ad oggi è  riassumibile in 2 fasi. Nella prima il blocco è stato  organizzato dalla  massiccia presenza degli autotrasportatori in genere  che hanno  orchestrato dei blocchi sicuramente d’effetto e di evidente  impatto  sulla regione. Nella seconda fase, dal secondo giorno in poi,  quello  che è successo ha quasi dell’incredibile. Si è sviluppato una  notevole  presenza di ragazzi e padri di famiglia che hanno accompagnato  la  protesta, come i forconi in maniera pacifica, per tutta la nottata di   Giovedì e Venerdì. Il numero dei presenti estranei al movimento e coesi   alla protesta nella serata di Venerdì è arrivato a pareggiare il numero   di autotrasportatori, tanto che al casello di S.Gregorio di Catania si  è  notata una massa di gente mista, che non portava né bandiere né  colori,  nessuno slogan ma un unica voce… Adesso Basta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Dobbiamo camminare uniti e coesi a sostegno dei nostri diritti e  contro  le manovre bancarie che stanno schiacciando il paese. Si è vista  una  massiccia presenza di gente che era consapevole del problema della   moneta debito e che era cosciente della soluzione che lo statuto   siciliano può portare. In molti si erano informati via facebook tramite   le pagine Lo Sai e Informare per Resistere. Nei giorni precedenti la  mia  presenza insieme a quella dei ragazzi di Lo sai siciliani ha  provato a  capire le motivazioni di questo blocco, aprendo più volte un  dialogo con  gli autotrasportatori. Le loro proteste sono per lo più  legate alla  forte tassazione di benzina e dei diritti degli  autotrasportatori che  per interrompere questo inizio anno davvero  pesante e con una  prospettiva futura ancora più nera, chiedevano e  chiedono l’applicazione  dello statuto Siciliano. Questo per evitare una  tassazione così  massiccia e per dar forza ad un regolamento regionale  che dimezzerebbe  teoricamente tutte le spese che i lavoratori stanno  subendo e che hanno  portato ad una situazione di grave pressione e  fame… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento è stato boicottato da tutti i tg nazionali e  da molti  regionali, nessuno ne parlava. E quando hanno iniziato a  parlarne  strumentalizzavano le notizie in modo da far pensare ad una   manipolazione di Forza Nuova e Mafia. Adesso io non so se all’origine ci   sia stata questa manipolazione, quello che so e che ho visto che le   richieste dei trasportatori sono sacrosante e vanno a richiedere quello   statuto che potrebbe liberare dalla pressione fiscale e dal debito  tutta  la regione. Non ho visto bustarelle, non ho visto pressione ai   commercianti che volevano aprire la propria attività, non ho visto   bandiere o striscioni o ragazzi di forza nuova per tutto il periodo e la   mia presenza nei punti strategici dei blocchi. Ma allora perchè   boicottare in questa maniera la manifestazione? Io posso solo immaginare   il perchè del volere di boicottare questa manifestazione, ma la  censura  mediatica ha più motivo di esistere nella seconda fase e nei  giorni  successivi del blocco…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questo perchè la massiccia  presenza dei non autotrasportatori, e dei  ragazzi che hanno partecipato  ai blocchi era una massa a me anomala in  quanto a consapevolezza. Mi  sono davvero stupito del fatto che la  maggior parte della gente era  consapevole di dover protestare per  l’attuazione dello statuto al fine  di far uscire l’intera regione dalla  morsa del debito pubblico e dalla  pressione schiavista della BCE. E in  che modo? Vi voglio dare alcune  notizie su questo statuto… L’Autonomia  speciale è quella particolare  forma di governo della Regione che fu  concessa il 15 maggio 1946 alla  Sicilia da re Umberto II di Savoia,  disciplinata da uno Statuto  speciale (art. 116 della Costituzione  Italiana), che la ha dotata di  una ampia autonomia politica,  legislativa, amministrativa e  finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione  Siciliana ha competenza  esclusiva (cioè le leggi statali non hanno  vigore nell’isola), su una  serie di materie, tra cui beni culturali,  agricoltura, pesca, enti  locali, territorio, turismo, polizia  forestale[1]. Ogni modifica allo  Statuto, trattandosi di legge  costituzionale, è sottoposta alla  cosiddetta procedura aggravata, cioè a  una doppia approvazione, a  maggioranza qualificata, da parte delle  Camere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per quanto riguarda la materia fiscale, la totalità  delle imposte  riscosse in Sicilia, ai sensi degli articoli 36 e  seguenti del proprio  Statuto (Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio  1948), è dotata di  completa autonomia finanziaria e fiscale.   Ma che  significa questa ultima frase? Per non annoiarvi troppo  suggerisco di  andarvi a leggere in toto lo statuto e per comprendere  bene la sue  funzioni sarebbe utile approfondire tramite le relazioni del  prof.  Massimo Costa docente universitario e costituzionalista  dell’Università  di Palermo. Adesso citerò, a mio parere, il punto  principale che  potrebbe cambiare quell’autonomia finanziaria che tanto  ci preme.  L’Articolo 41 cita testualmente: 41. Il Governo della Regione  ha  facoltà di emettere prestiti interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attuazione di questo  statuto a cosa porterebbe? Vi aiuterò a capire  meglio la questione  sulle riflessioni, appunto del prof.Costa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;em&gt;La Banca  Centrale Regionale sarà totalmente pubblica, con un capitale  diviso a  metà tra la Regione e i Comuni, con diritto di voto  proporzionale al  numero degli abitanti ed al prodotto interno lordo, ed  emetterà la  totalità della moneta spettante alla Sicilia, sia metallica,  sia  cartacea, sia bancaria. Tutti i proventi dell’emissione monetaria,   fissata nei limiti decisi dalle autorità monetarie italiane e, pertanto,   ad oggi europee, sono attribuiti direttamente alla Regione, così come   le eventuali eccedenze di riserve auree e valutarie. Una quota delle   eventuali eccedenze potrà essere riservata ad emissioni monetarie di   pregio con funzioni specifiche di riserva di valore, ad alto valore   numismatico. La moneta bancaria è emessa integralmente dalla Banca   Centrale e poi prestata, anche a interesse puramente simbolico, alle   banche private (la riserva frazionaria è dunque posta pari al 100 %) o   accreditata direttamente alla Regione, tolte le spese della Banca   Centrale ed una congrua quota di accantonamento. Anche la moneta   cartacea non è “prestata” alla Regione ma direttamente accreditata alla   stessa come sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La Banca Centrale Regionale emetterà, sotto  forma di prestito interno  infruttifero, anche una moneta complementare  regionale avente valore  legale solo per le transazioni interne  all’isola, accreditando i  relativi benefici al 50 % alla Regione ed al  50 % alle persone in  condizione non lavorativa quale “reddito di  cittadinanza” (minori,  studenti universitari, casalinghe, disoccupati,  pensionati).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alla luce di queste analisi suggerirei  vivamente a tutta la popolazione  siciliana di unirsi alla protesta ai  fini di pressare per l’attuazione  dello statuto e smetterla di  lamentarsi per la mancanza di benzina o  alimenti..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In quanto,  da qui a poco, questa mancanza potrebbe rivelarsi non indotta  dalla  protesta ma un reale pericolo che rifletterebbe la situazione  Greca che  si è venuta a creare all’interno del palcoscenico europeo.  Piuttosto  che chiedersi chi sta dietro alla protesta sarebbe molto più  utile  chiedersi dove cazzo sono gli altri movimenti e schieramenti  politici  regionali che non stanno accompagnando questa richiesta d’aiuto   popolare con la soluzione in mano. E’ stato più volte detto che la   protesta non vuole ne bandiere ne colori, ma vedere che la gente resta a   casa perché non accompagnata dalla propria bandiera è assai più   sconfortante e evince la totale mancanza di personalità e carattere di   tutta la cittadinanza. Soprattutto alla luce dell’unione a gran voce di   tante città italiane che stanno occupando i caselli di tutto il   territorio nazionale… Siciliani sarebbe ora di svegliarsi o ORA O MAI   PIU’!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Santo YesMan&lt;br /&gt;Fonte: www.informarexresistere.fr/&lt;br /&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Santo Yesman &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-5829851200477600991?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/5829851200477600991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=5829851200477600991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5829851200477600991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5829851200477600991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/la-verita-sul-movimento-dei-forconi.html' title='La verità sul movimento dei forconi'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-3982363866984906476</id><published>2012-01-24T02:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T02:41:00.436+01:00</updated><title type='text'>Libia-Italia: Mario Monti, cameriere della Goldman Sachs, firma la “Dichiarazione di Tripoli”</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="entry-meta"&gt;       &lt;span class="by-author"&gt;&lt;span class="author vcard"&gt;&lt;a rel="author" href="http://terrasantalibera.wordpress.com/author/terrasantalibera/" title="Visualizza tutti i post di terrasantalibera" class="url fn n"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;     &lt;/div&gt;              &lt;p&gt;&lt;a href="http://terrasantalibera.files.wordpress.com/2012/01/monti-arraffone.jpg"&gt;&lt;img class="alignnone size-full wp-image-2181" src="http://terrasantalibera.files.wordpress.com/2012/01/monti-arraffone.jpg?w=640" alt="" title="monti-arraffone" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;Il  Presidente del Consiglio Italiano, Mario Monti, accompagnato dal   ministro della Difesa Italiana, Giampaolo Di Paola e da quello degli   Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, è stato in Libia, dove ha firmato la   “Dichiarazione di Tripoli”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo documento, siglato  ufficialmente per “rafforzare il legame di  amicizia e collaborazione  tra i due Paesi”, non ha alcun valore per il  popolo libico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E non ha alcun valore per due importantissimi motivi:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1)  l’attuale governo fantoccio libico non ha alcuna autorità politica  e  non garantisce nè rappresenta l’unità del popolo libico, ma solo una   fazione di esso, parte della quale è  cerebrolesa &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(4 fanatici del “allahuakbar”, i quali con Gheddafi non riuscivano a trafficare e intrallazzare liberamente come volevano)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, parte della quale è infiltrata di terroristi al-qaedisti &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(ai   quali non interessa nulla della Libia, ma solo le loro elucubrazioni   psicopatico-teologiche, e che prendono orudini dal Qatar, cioè dagli   USA)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e parte della quale (i ratti) si è venduta apertamente   ai forestieri, dai quali hanno ottenuto armi, effimero potere, la   devastazione della propria terra, ed un pugno di soldi, sporchi del   sangue dei fratelli .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) i libici dovrebbero ormai averlo capito,  che i contratti stipulati  con l’Italia, sinchè resterà una “colonia  americana”, non valgono la  carta sulla quale sono stati scritti. Erano  stati già stipulati  contratti d’amicizia e collaborazione, di  rapporti  commerciali e  politici con l’Italia, recentemente, non più di un paio  d’anni fa, con  grande esaltazione mediatica del fatto, ricevimenti in  pompa magna,  baciamano e scambi tra le due nazioni. E cosa è successo  poi? Ha  rispettato l’Italia gli accordi ancora freschi d’inchiostro?  No! Appena  il padrone americano ha dato l’ordine, le marionette  politiche italiane  hanno obbedito, concedendo il suolo italiano come  base militare per gli  attacchi e bombardamenti aerei compiuti ai danni  della Libia, e del  popolo libico, da parte di americani, francesi,  quatariani, e gli  italiani stessi hanno usato i propri aerei per  sganciare sulla Libia  centinaia di bombe, uccidendo migliaia di persone  di una nazione sino a  pochi mesi prima “amica”. Se solo avessero una  coscienza e non una  cloaca al posto del cuore, coloro che erano al  comando della portaerei  Italia si dovrebbero solo vergognare. Quindi,  sinchè l’Italia sarà una  colonia americana, gestita da un porcilaio di  incapaci e corrotti,  qualsiasi contratto con essa stipulato sarà da  considerarsi immondizia  pura.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quanto sopra detto vale per  stabilire la credibilità che si può dare  ai politici italiani eletti  secondo i parametri della loro perversa e  deviata idea di “democrazia”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma  se i politici italiani al governo della nazione, come quelli  odierni,  non sono stati neppure “democraticamente” eletti dal popolo &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(neanche   con elezioni truffa come quelle con cui gli italiani sono stati presi   in giro per anni: basti dire che l’italiano, con l’attuale legge   elettorale, non può neppure scegliere la persona da eleggere, ma solo un   gruppo, e sarà poi la mafia dei partiti a decidere chi sia il più   servizievole da nominare…)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, ma cooptati, senza elezioni   popolari, tra tecnici e uomini di fiducia del gruppo bancario usuraio   mondiale Goldman Sachs, nonchè appartenenti a gruppi di potere   massonici, come il Gruppo Bilderberg e la Trilateral Commission, di cui   Mario Monti fa parte, quale affidabilità potranno mai garantire ai   partner con i quali firmano documenti a destra e manca? Zero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  precedente Premier italiano, Silvio Berlusconi, era certamente un  uomo  d’affari, e sicuramente metteva al primo posto “i suoi affari”, i  quali  però siccome coincidevano anche spesso con quelli italiani &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(per il semplice fatto che i suoi investimenti sono soprattutto in Italia)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;,   parzialmente sarebbero stati positivi, sia per l’Italia che per coloro  i  quali con lui stipulavano contratti: gli affari devono accontentare   entrambe le parti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poi Berlusconi commise l’errore di pensare di  poter fare “di testa  sua”, di fare affari direttamente con le nazioni  produttrici di gas e  petrolio, illudendosi che, siccome era stato  sin’ora un servo fedele,  gli avrebbero lasciato un piccolo margine di  manovra. Errore: un servo è  un servo. Punto. E deve obbedire e fare  solo gli interessi del padrone.  E siccome Berlusconi era stato un po’  (ma molto poco) riluttante a  bombardare la Libia, e un po’ riluttante a  massacrare gli italiani di  tasse e permettere alle multinazionali  anglo-americane &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(tutte giudaico-sioniste, basta guardare i cognomi di chi le amministra e seguirne le vicende)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;   di rubare le ricchezze italiane ancora rimaste sul mercato, ecco che   scattò il ricatto finanziario, e Berlusconi perdette in un sol colpo,   durante l’ultimo G20 cui partecipò, parecchi miliardi delle sue azioni   in borsa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Berlusconi capì che era tempo di dimettersi, prima di  finire sul  lastrico. Ed il comunista a stelle e strisce Giorgio  Napolitano &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(che avvalora il detto popolare “l’erba gramigna non muore mai”)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;   propose al suo posto Mario Monti. Ovviamente tutto lo schieramento   politico italiano presente in Parlamento, eccezion fata per la Lega   Nord, approvò con un’ovazione &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(specie   le nuove sinistre bancarie americaniste e sioniste che scalpitano per   tornare a ricoprire il loro ruolo ufficiale di parassiti di stato e   zerbini del capitale apolide)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si vide così,  chiaramente, chi fosse nel libro paga della lobby  banchiera:  praticamente tutti, esclusa la già citata Lega Nord, e &lt;a href="http://terrasantalibera.wordpress.com/2012/01/22/libia-italia-mario-monti-cameriere-della-goldman-sachs-firma-la-dichiarazione-di-tripoli/www.youtube.com/watch?v=KTBPNp0OHsc" target="_blank"&gt;Domenico   Scilipoti, che addirittura per marcare la sua disapprovazione si   presentò in Parlamento con una fascia nera al braccio in segno di lutto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Mario Monti, ormai lo sanno anche i sassi, è anche un supervisor della Goldman Sachs;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://terrasantalibera.files.wordpress.com/2012/01/goldman_sachs.pdf" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt; quella stessa Goldman Sachs che aveva creato, attraverso un giro di agenzie di rating e borsistiche a lei collegate&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/span&gt; seri problemi agli affari di Berlusconi nonchè la perdita di parecchi miliardi all’Italia &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(di risparmi dei cittadini italiani)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.   E tutt’ora sta mettendo in ginocchio l’Europa attraverso la moderna   catena usuraia di Wall Street e della Borsa mondiale. La stessa Goldman   Sachs ricopre una parte importantissima nella gestione e  amministrazione  dell’americana FED: la stessa Federal Reserve che  stampa la moneta  americana per venderla al governo USA, contro la quale  si era schierato  Kennedy e perciò fu assassinato &lt;em&gt;&lt;span style="color: #888888"&gt;(poco dopo aver fatto stampare oltre 4 miliardi di dollari con la scritta “proprietà del popolo americano” e non della FED)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;; la stessa FED alla quale invece Obama proclamava di voler attribuire maggiori poteri. Che bel Nobel…per l’usura…&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Goldman_Sachs" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;La Goldman Sachs, ricordiamolo, è quella struttura diretta da menti israelite&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; che ha abilmente rubato, potremmo dire “con destrezza” il 98% delle ricchezze finanziarie libiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I riferiementi a tale affermazione sono pubblici e noti alla stampa internazionale, che ne da’ notizia a questi links &lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/business/2011/may/31/goldman-sachs-libya-investment" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://articles.businessinsider.com/2011-05-31/wall_street/29960560_1_goldman-sachs-goldman-stake-banco-santander" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;[2] &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;- &lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304066504576347190532098376.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; – &lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://www.forbes.com/sites/afontevecchia/2011/05/31/goldman-sachs-lost-98-of-libyas-1-3b-sovereign-wealth-fund-investment/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; -&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://europeancourier.org/test/2011/06/01/goldman-sachs-loses-1-3-billion-of-gaddafis-money/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt; [5]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; – e molti altri ancora…ne stiamo facendo una raccolta in PDF.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi,  la Israelo-Americana Goldman Sachs, che ha derubato la Libia,  l’Italia  e nazioni varie, che si cela quindi dietro agli interessi  delle guerre  USA nel mondo, essendo che i suoi interessi sono gli  stessi, avrebbe  messo un suo fedele servitore, Mario Monti &lt;em&gt;&lt;span style="color: #888888"&gt;(mentre l’altro Mario, Draghi, sempre uomo della Goldman Sachs, è stato posto a capo della Banca Europea)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; a mettere ordine sulla ‘scena del crimine’ libico. Il partner libico di Mario Monti è poi quell’&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://libyanfreepress.wordpress.com/2011/11/08/where-has-been-trained-abdurrahim-el-keib-dove-e-stato-addestrato-abdurrahim-el-keib/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;Abdurrahim   el-Keib che ben conosciamo, formatosi negli USA e con lunga esperienza   in campo petrolifero presso il Petroleum Institute degli Emirati Arabi   Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bella squadretta vero?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il trattato, tra la colonia Italia e la nuova colonia Libia, riguarda non solo accordi economici e finanziari &lt;em&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;(quelli ormai erano stati rapinati, svenduti o imposti  da tempo)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;,   ma soprattutto l’apporto italiano nel controllo e repressione della   Resistenza libica Verde, quella che impedisce il controllo terroristico   totale del territorio libico da parte delle forze traditrici della   Jamahiriya, quelle arroccate a Bengasi, e nel disarmo delle sacche   ‘ribelli’, composte da quelle fazioni di Nato-mercenari che come schegge   impazzite si scontrano per la spartizione del bottino e delle aree   petrolifere, come si addice a vere e proprie gangs mafiose, creando ai   pupazzi del NTC problemi di gestione interna del potere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le Forze  armate italiane infatti forniranno sostegno al nuovo governo  fantoccio  libico del CNT (NTC). Ciò vuol dire nuove armi, militari  italiani sul  terreno libico, addestramento di assassini e delinquenti  comuni, che  hanno già fatto tornare la Libia indietro di 60 anni almeno,  qualcuno  dice all’età della pietra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’Italia dovrà fare insomma il lavoro  più sporco e più rischioso, a  terra, mettendo a rischio giovani vite,  come già fatto in altre aree e  con altre “missioni di pace”. Certamente  anche qui poi ci diranno che è  per “la democrazia”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre al  Primo Ministro italiano Mario Monti ed al cameriere delle  banche libico  Abdurrahim el-Keib, erano infatto presenti i rispettivi  titolari della  Difesa, e stretta collaborazione è stata garantita dai  titolari dei  ministeri dello Sviluppo, Corrado Passera e quello  dell’Interno,  Annamaria Cancellieri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Presente era anche l’amministratore  dell’Eni, Paolo Scaroni. Una  presenza simbolica, in quanto, rispetto al  trattato di amicizia  italo-libico,  siglato tra Muammar Gaddafi e  Silvio Berlusconi, il  governo fantoccio libico del NTC ha fatto sapere  che di esso sarà  preservata solo la parte relativa al risarcimento che  l’Italia si è  impegnata a versare per il periodo coloniale. Mentre si  conferma invece  l’accettazione delle scuse italiane. Certo, non poteva  essere  diversamente. Come dicono in Italia: cornuti e mazziati, cioè  traditi e  bastonati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le commesse più ghiotte ed i contratti più  importanti sono nelle mani  franco-anglo-americane, e l’Italia è stata  usata solo come una serva, a  cui lasciare gli avanzi ed a cui affidare  compiti sporchi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I conti tornano, la rapina viene tecnicamente  perfezionata: la Libia,  dopo una parentesi di indipendenza e progresso  in ogni campo,  prosperità nazionale ed esempio di riconquista di  dignità e riscatto per  tutte le nazioni africane, torna ad essere la  colonia di sempre.  L’Italia, la sua parentesi di libertà se l’è giocata  decenni e decenni  fa, ed ora non le resta che servire ed obbedire agli  ordini dei padroni  in kippà, mediterranei e d’oltre oceano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;a href="http://terrasantalibera.wordpress.com/2012/01/19/italia-dalla-sicilia-parte-la-ribellione-ma-i-media-fanno-finta-di-non-vedere-7-articoli-7-video/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;La   dignità del popolo italiano sembra oggi però voler cercare un riscatto   nelle insorgenze in corso, che dalla Sicilia stanno in questi giorni   lanciando un messaggio chiaro a tutti gli italiani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;:   liberiamoci dai parassiti delle banche, dai loro servi inutili, dal   signoraggio bancario che ci sta strangolando. Riprendiamoci l’onore e la   dignità, le ricchezze del nostro paese, che da sole basterebbero a  dare  sicurezza e serenità a tutti gli italiani. Riprendiamoci l’Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sarà  un messaggio che il resto degli italiani saprà cogliere e  sviluppare?  Riusciranno gli italiani a liberarsi dalla morsa imposta  dalla setta  usuraia? Si affrancheranno da tutta la propaganda mediatica e  cultura  viziata, con la quale sono bombardati sin da piccoli? La  speranza è che  ce la possano fare. La certezza è che questa strada, per  la  riconquista nazionale e l’onore perso, è lastricata di dolore e  sangue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I  libici, quelli veri, che sono la maggioranza della popolazione, che   non si sono scordati della Libia che è stata loro distrutta, del   benessere che avevano raggiunto, del rispetto che avevano conquistato   tra le altre nazioni africane, che hanno visto di che pasta sono fatti i   “ribelli” del NTC (un branco di vili traditori, assassini, stupratori e   ladri),  questo problema almeno non ce l’hanno: loro hanno già   sofferto, stanno sofrendo, a migliaia e migliaia imprigionati e   torturati a morte dai “liberatori”, stanno già combattendo la loro   Resistenza, e le loro strade sono già lastricate di sangue. Non c’è   altra strada per liberarsi dalle catene imposte senza scrupolo dai   banksters gangsters stranieri e dai loro tirapiedi locali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli  italiani non credano che liberarsi degli strozzini planetari, che  si  sono impadroniti della loro terra, che si sono arroccati come un  cancro  maligno nei gangli del potere e nelle istituzioni, che sono  radicati  come sanguisughe sulla pelle della gente che lavora  onestamente, sarà  cosa facile e indolore: la Resistenza &lt;strong&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; non è un pranzo di gala.&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;            &lt;span class="artAutore"&gt;di Filippo Fortunato Pilato &lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #3366ff"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;address&gt;&lt;span style="color: #808080"&gt;&lt;span style="color: #800000"&gt;&lt;strong&gt;(1)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;   la Resistenza vera, autentica, da non confondersi col termine   “resistenza” usurpato dai collaborazionisti, col quale si indica invece   l’Italia incaprettata e regalata agli USA del ‘Piano Marshal’…&lt;/span&gt;&lt;/address&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-3982363866984906476?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/3982363866984906476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=3982363866984906476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3982363866984906476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3982363866984906476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/libia-italia-mario-monti-cameriere.html' title='Libia-Italia: Mario Monti, cameriere della Goldman Sachs, firma la “Dichiarazione di Tripoli”'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-5948816934741340835</id><published>2012-01-21T07:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T07:48:00.675+01:00</updated><title type='text'>Ma che cos'è il mercato? (E il complottismo?)</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="journal-entry-text"&gt;&lt;div class="journal-entry-tag journal-entry-tag-post-title"&gt;&lt;span class="posted-on"&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;                        &lt;div class="body"&gt;                                         &lt;p&gt;&lt;span class="full-image-float-left ssNonEditable"&gt;&lt;span&gt;&lt;img style="width: 150px" src="http://www.ilribelle.com/storage/immagini-articoli/economia/borsa_positiva.jpg?__SQUARESPACE_CACHEVERSION=1326972546874" alt="" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Risposta di Federico Zamboni a un commento di un lettore, su un tema interessante per tutti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Gentile Federico,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;apprezzo  il suo scritto. Epurando l'aspetto di costume (eventuali  uomini  incappucciati..) dal concetto, il nodo, per dirimere lo stesso, è  nel  dato oggettivo. Il dato oggettivo è nella prova. Elemento questo  che  sposta l'evento, dall'ipotesi alla certezza.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Nell'ampliamento  sematico del termine.. gli esempi di vita  quotidiana da lei riportati  sono giustamente congrui... E proprio da  tali esempi che è possibile  spostare l'asse del discorso nei seguenti  termini: "I soggetti che si  coalizzano per far carriera guardandosi bene  dal dirlo a colleghi o  superiori" sono soggetti agenti o prodotto del  sistema? In altri  termini: sarebbe possibile far carriera se non ci si  coalizzasse?  Tralascio il giudizio di valore del far carriera che mi è  estraneo...  Ma se la si vuole fare (la carriera) queste sono le  condizioni:  coalizzarsi. E nel coalizzarsi è insito l'occulto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Ora:  l'esempio è di fatto generico ma serve ad evidenziare gli  aspetti del  ragionamento, che per chi scrive, risiedono nel sistema,  che, sempre  per chi scrive è perfetto sinonimo di mercato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;E allora:  le lobby che agiscono nel mercato, sono prodotto dello  stesso  (traendone, si intende, il maggior profitto possibile,  coalizzandosi  spesso con fini speculativi) o viceversa esercitano su di  esso  controllo e direzione? Personalmente, protendo per la prima  ipotesi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Ma  che cos'è il mercato? E' sicuramente l'iperproduzione di merci  delle  multinazionali. E' anche però l'azienda locale che produce beni o   servizi. Sono le oligarchie economiche che raggiungono ampi guadagni in   modo più o meno lecito, ma anche il semplice operatore finanziario che   esercita una professione e consiglia i propri clienti nell'ottenere un   guadagno. (Qui conosco la vostra obiezione che tende ad evidenziare che   il LAVORO deve generare qualcosa di concreto... però i mercati   finanziari, nella loro accezione originaria hanno anchessi un merito che   è quello di finanziare le aziende). E ancora: il mercato è l'insieme   dei consumatori che acquistano, guidati da desideri indotti, oggetti per   sostituire inconsapevolmente desideri primari, ma anche i GAS. Il   mercato è l'azienda agricola che produce prodotti biologici ma anche la   multinazionale che produce grano. Il mercato, per finire, sono milioni   di merci prodotte ed acquistate ma anche il prodotto La Voce del  Ribelle  che, piaccia o meno è anch'esso un prodotto editoriale e quindi  di  mercato. Che qualcuno acquista perchè ne ha bisogno, perchè lo  trova  utile. Perchè per qualcuno, è fonte di identità.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;E che differenza c'è tra me che acquisto La voce del Ribelle e chi acquista un capo di abbigliamento di marca?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Una  delle risposte è sicuramente nella finalità. Un'altra è nella   possibile necessità di consapevolezza. Rimaniamo, però, attenzione,   sempre nel concetto di mercato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;E allora: esiste un  mercato buono ed uno cattivo? E in altri  termini: esiste il giusto e lo  sbagliato? Il bene e il male? O  semplicemente uno è prodotto  dell'altro?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;La via d'uscita sono le regole. Mettere  regole al mercato. Perchè  solo con regole rigide e severe sarà  possibile riportare il concetto al  suo giusto valore che sta  nell'essere uno tra i tanti aspetti  dell'esistenza piuttosto che  l'esistenza.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Andrea Samassa&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro  Andrea, sull’idea che alla base di quello che sta accadendo in  campo  economico e sociale ci sia un “sistema” sono d’accordo. Così come  lo  sono sul fatto che la quasi totalità di quelli che si adeguano ai  suoi  condizionamenti – subendoli per un verso e rafforzandoli per  l’altro,  come i detenuti che si prestano a fare da sorveglianti e  tiranneggiano i  loro stessi compagni di prigionia – non fanno altro che  muoversi  all’interno di regole che non hanno scelto e di meccanismi che  li  sovrastano e sui quali non hanno nessun potere di modifica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma il  punto, e in questo direi che divergiamo, è che secondo me  questo  sistema non è affatto casuale. E men che meno, al contrario di  ciò che  postulano i liberisti, è il riflesso di una tendenza “naturale”,  e  perciò insopprimibile, ad agire in termini utilitaristici, che  inducono  a imperniare la propria condotta – e persino la propria  esistenza – su  criteri analoghi a quelli di un’impresa. Si fa quello che  è più  vantaggioso per sé e non ci si preoccupa delle conseguenze che si   producono sugli altri. La generica idea di vantaggio (che si presta   anche a una declinazione psicologica, ma su questo tornerò più avanti)   si irrigidisce in quella di profitto, ovverosia di beneficio misurabile   sotto forma di denaro, spianando la strada alle sue versioni   estremizzate che sono il massimo profitto, l’interesse usurario e la   speculazione finanziaria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una volta che si sia assorbita in  profondità questa concezione, fino a  non rendersi più conto che non è  affatto una modalità spontanea e  universale degli esseri umani ma una  costruzione teorica quanto mai  opinabile, e parecchio sordida, il danno  è pressoché irreversibile.  I  suoi pseudo valori diventeranno gli  unici, o quelli dominanti, intorno  ai quali organizzare (organizzare!)  la propria vita. Al punto che non ci  si chiederà più se una certa  condotta vada giudicata alla luce di  criteri diversi dal guadagno e,  nella migliore delle ipotesi,  dell’osservanza formale delle leggi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se  questo sistema non è spontaneo, quindi, non è peregrino ipotizzare  che  esso sia stato sviluppato, se non proprio ideato a priori, da chi   riteneva di potersene servire per raggiungere i propri scopi. Ed è già   in questo tratto, o se si vuole in questo vizio d’origine, che affondano   le radici dell’attuale, dilagante tendenza all’arbitrio e alla   manipolazione. I cosiddetti “complotti”, in fin dei conti, non sono   altro che questo: operazioni occulte di particolare gravità, che vengono   mascherate da eventi accidentali, attribuiti a nient’altro che   all’imponderabile azione delle forze in campo. Le quali, sempre secondo   questa rappresentazione auto assolutoria, sono innumerevoli e nella  loro  essenza indipendenti l’una dall’altra, benché legate tra loro   dall’obiettiva e inevitabile condivisione di certe regole del gioco.   Detto in una parola, utilizzata di continuo per sintetizzare questa   pretesa libertà assoluta che in quanto tale sarebbe refrattaria a   qualunque regia complessiva, il celebratissimo “mercato”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A ben  riflettere, invece, la manipolazione per eccellenza è proprio  quella  che va al di là del caso specifico, per quanto rilevante, e si  estende  alla realtà nel suo insieme. Il singolo giocatore truffaldino è  un  semplice baro, e ha una pericolosità limitata. Quello che è davvero   temibile è quello che mette in piedi un casinò. O una catena di casinò.   Apparentemente sottostà a delle regole, che sono all’incirca le stesse   dei suoi clienti-avversari. In realtà le regole sono fatte apposta per   favorire lui. Vedi lo zero nel gioco della roulette. O l’elemento   statistico negli altri giochi d’azzardo, nonché in quell’apoteosi   dell’alea, e perciò dell’ottusità compulsiva di chi ci butta i propri   soldi, che sono le slot-machine. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se poi il nostro biscazziere è  davvero furbo, e di solito lo è,  allora non si accontenta di fare leva  sulle attrattive del gioco in  quanto tale, ma vi affianca una serie di  ulteriori elementi di pressione  psicologica. Che sono tutti, Las Vegas  docet, nel segno dell’ebbrezza e  dello stordimento. Ovverosia, per  abbandonare l’esempio e tornare ai  processi economici veri e propri, di  quella smania di arricchirsi e di  consumare che è l’architrave  dell’istupidimento contemporaneo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come ricorda Jeremy Rifkin nel  suo “La fine del lavoro”, a inizio  Novecento i lavoratori statunitensi  non erano affatto propensi a  lavorare di più solo perché ne avrebbero  ricavato un aumento della  retribuzione. La loro scala valoriale era  un’altra, e anteponeva il  tempo libero da dedicare a ciò che  preferivano, ivi inclusi gli affetti,  al possesso di maggiori quantità  di denaro. Ergo, vennero avviate delle  massicce campagne pubblicitarie  per enfatizzare non solo l’attrattiva  di questa o quella merce, ma per  instillare la convinzione che un più  alto livello di consumo  qualificasse in senso positivo l’acquirente e  comportasse un  riconoscimento sociale. E che, pertanto, fosse più che  mai  desiderabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come la vogliamo definire, un’operazione di questa  natura e di questo  calibro? E perché mai non la dovremmo assimilare a  un “complotto”, nel  senso di una strategia, deliberata, e deteriore, e  occulta, che mira a  corrompere la popolazione e ad asservirla alle mire  di un’oligarchia di  sfruttatori? &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un’ultima considerazione,  infine, riguardo all’idea che in fondo  rientri tutto nel mercato,  inteso come l’ambito in cui si iscrive  qualsiasi attività umana  imperniata sulla cessione di qualcosa che può  essere oggetto di  compravendita. Cito dal post: «&lt;em&gt;Il mercato è  l'insieme dei  consumatori che acquistano, guidati da desideri indotti,  oggetti per  sostituire inconsapevolmente desideri primari, ma anche i  GAS. Il  mercato è l'azienda agricola che produce prodotti biologici ma  anche la  multinazionale che produce grano. Il mercato, per finire, sono  milioni  di merci prodotte ed acquistate ma anche il prodotto La Voce del   Ribelle che, piaccia o meno è anch'esso un prodotto editoriale e quindi   di mercato. Che qualcuno acquista perchè ne ha bisogno, perchè lo trova   utile. Perchè per qualcuno, è fonte di identità.E che differenza c'è   tra me che acquisto La voce del Ribelle e chi acquista un capo di   abbigliamento di marca?&lt;/em&gt;».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non ci siamo. La Voce del Ribelle  non è affatto un prodotto, nel  senso che non nasce per conseguire un  profitto. Come ha spiegato tante e  tante volte Valerio Lo Monaco,  quello che noi definiamo “abbonamento”,  come si usa dire in ambito  editoriale, è in realtà un contributo alla  nostra iniziativa, che non  si prefigge alcuno scopo di lucro. Noi siamo  costretti, nostro  malgrado, a fissare un “prezzo” per poter disporre  delle risorse  necessarie a proseguire l’attività e magari a migliorarla,  ma il nostro  obiettivo non è certo incassare il più possibile. Saremmo  degli idioti  assoluti, se fosse così. Perché ci saremmo scelti un  mercato che  praticamente non esiste, e che d’altronde noi non facciamo  nulla per  creare, o ampliare, accattivandoci i potenziali lettori a  colpi di  proclami massimalisti e di requisitorie che fanno leva  sull’emotività. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E  allora, per rispondere alle domande finali, la risposta è sì.  Secondo  me esistono eccome «un mercato buono e uno cattivo». Quello che  specula  sull’avidità materiale, e sull’insicurezza psicologica, è il  mercato  cattivo. L’altro, che si concentra sul valore intrinseco di ciò  che  crea (“crea”, non “produce”), è quello buono. E lo è, innanzitutto,   perché non nasce come mercato, e dunque per vendere qualcosa a qualcuno e   ritrarne un profitto, ma come occasione di scambio reciproco. Il tempo   di uno ha generato un bene. Il tempo di un altro ne ha generato uno   diverso. Il denaro, finché non si tramuta nel mostro incontrollabile e   autoreferenziale che sappiamo, sostituisce il baratto. Ma non ne   dimentica la funzione. Non ne tradisce lo spirito. E non esclude il   piacere, la gioia, la libertà assoluta e rinfrancante del dono. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Federico Zamboni &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                                               &lt;/div&gt;          &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-5948816934741340835?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/5948816934741340835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=5948816934741340835' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5948816934741340835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5948816934741340835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/ma-che-cose-il-mercato-e-il.html' title='Ma che cos&apos;è il mercato? (E il complottismo?)'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-6166600555340341003</id><published>2012-01-20T17:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T17:48:29.656+01:00</updated><title type='text'>L'inganno delle liberalizzazioni: siamo cittadini o consumatori?</title><content type='html'>&lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="fotosxdid"&gt;&lt;img src="http://www.ilcambiamento.it/foto/250/taxi.jpg" alt="Rivolta tassisti" title="Rivolta tassisti" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La   strategia del governo sembra essere quella del "divide et impera":   attaccare la cittadinanza sotto la forma di categorie di consumo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;“Divide   et impera” dicevano gli antichi romani, che usavano la locuzione per   intendere il loro modo di governare il territorio italiano e di &lt;strong&gt;evitare rivolte&lt;/strong&gt;   da parte delle popolazioni italiche sottomesse.  Due millenni e mezzo   dopo la strategia sembra essere ancora valida, ed è utilizzata   comunemente dal potere. Ne è un esempio il decreto liberalizzazioni che   verrà varato oggi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo la cosiddetta manovra '&lt;a href="http://www.ilcambiamento.it/editoriale/manovra_monti_decreto_salva_italia.html" target="_blank"&gt;salva-Italia&lt;/a&gt;',   che colpiva tutti più o meno indiscriminatamente – senza ombra della   tanto sbandierata equità – dalle parti di palazzo Chigi devono aver   pensato che era cosa assai rischiosa inimicarsi l'intera popolazione,   coesa, tutta assieme. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ed ecco che nel nuovo decreto   liberalizzazioni si adotta la strategia del motto latino. Non si attacca   più un'indistinta cittadinanza, ma tanti suoi piccoli sottogruppi   diversi: le &lt;strong&gt;categorie&lt;/strong&gt;. Ciascuna di loro, vedendo i propri interessi attaccati, sarà così portata a reagire separatamente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prendiamo   l'esempio dei tassisti. Il decreto prevede la liberalizzazione delle   licenze, e l'annullamento della territorialità. Chi è in possesso di una   licenza adesso – l'avrà pagata attorno ai &lt;strong&gt;150mila euro&lt;/strong&gt;,  prezzo  medio in Italia – con ogni probabilità si sarà immaginato, al  momento  dell'acquisto, di rivenderla a fine carriera, facendosi così  una sorta  di pensione, o buonuscita che dir si voglia. E la  territorialità, ovvero  del fatto che ogni licenza fosse limitata ad un  determinato territorio  in cui esercitare, serviva a proteggere il  lavoro dei tassisti  “autoctoni”, nei periodi di maggior richiesta. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dunque   immaginiamoci un tassista giunto più o meno ad età pensionabile, senza   grandi risparmi da parte. Egli immaginava di trascorrere in pace la   vecchiaia grazie ai &lt;strong&gt;soldi della licenza&lt;/strong&gt;, che a suo  tempo pagò una  cifra ragguardevole, ed invece si ritrova con niente in  mano e  costretto a lavorare in condizioni peggiori di quelle a cui è  sempre  stato abituato, gettato nella mischia della competizione  nazionale. Non  ha diritto di protestare?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E il discorso fatto per i   tassisti vale anche per i benzinai, che annunciano scioperi prolungati  –  fino a dieci giorni – per protesta contro la scelta di intervenire   sull'esclusiva di &lt;strong&gt;fornitura nella rete carburanti&lt;/strong&gt;, che rischia di schiacciare gli esercenti fra i pesi dei colossi petroliferi e le richieste dei mercati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma   per gli altri cittadini – per i cittadini non tassisti e non benzinai –   queste proteste non sono che potenziali disagi. Il fatto è che le   categorie sono facili da attaccare. Basta chiamarle caste, convincere i   cittadini che quelli di cui godono sono dei privilegi che ricadono  sulle  loro spalle, che i servizi che offrono potrebbero essere molto  più  economici ed il gioco è fatto. Con l'aiuto dei media mainstream, si  può  così far sorgere nella cittadinanza una certa &lt;strong&gt;insofferenza nei confronti delle categorie&lt;/strong&gt;,   i cui membri ci appariranno come estremamente egoisti: arroccati a   difesa dei propri interessi senza pensare al bene del paese.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma   osservando la situazione più da vicino ci si accorge che non è così.   Pur procedendo separatamente, per compartimenti stagni, la manovra del   governo sta compiendo un furto complessivo dei diritti dei lavoratori (e   dei cittadini), in nome di più generici &lt;strong&gt;diritti dei consumatori&lt;/strong&gt;.   Si sta in pratica compiendo un passo enorme da uno “stato di diritto”,   dove ad essere tutelati sono i cittadini in quanto tali, ad uno “stato   di mercato”, dove i cittadini sono tutelati solo nella loro dimensione   di consumatori. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il problema è che, se da un lato ci  attaccano  separatamente, perché ciascuno di noi apparterrà ad una  soltanto delle  categorie che via via passeranno sotto la &lt;strong&gt;macina delle liberalizzazioni&lt;/strong&gt;,   dall'altro si promettono benefici comuni, in quanto tutti rientriamo   nella odiosa categoria dei consumatori. Dunque, a meno che non sia la   nostra categoria ad essere attaccata in quel preciso momento, con ogni   probabilità ci schiereremo dall'altra parte, dal lato dei consumatori,   pronti ad attaccare i privilegi delle caste.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma siamo  davvero  consumatori prima che cittadini? E siamo sicuri che il libero  mercato  sia lo strumento adatto per regolare al meglio le nostre  necessità?  Torniamo per un attimo ai tassisti. Cosa comporteranno le   liberalizzazioni? Probabilmente &lt;strong&gt;molti più taxi in giro&lt;/strong&gt;,  a prezzi  sicuramente più economici. E chi li utilizzerà? In parte chi  fino ad ora  si spostava con il proprio mezzo; in buona parte – una  parte  probabilmente maggiore – chi utilizzava per convenienza, o per  mancanza  di mezzi propri, i mezzi pubblici. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma ha senso, proprio   adesso, in piena crisi ambientale, con l'aria delle città sempre più   irrespirabile, le riserve di petrolio mondiali giunte agli sgoccioli – e   posizionate in luoghi sempre più difficili da raggiungere –  incentivare  il trasporto privato? Non preferiremmo piuttosto – come  cittadini non  come consumatori – avere un &lt;strong&gt;servizio di trasporto pubblico efficiente&lt;/strong&gt;, di cui usufruire tutti a costi accessibili, e limitare i taxi ed i mezzi privati alle emergenze ed alle eventualità?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma i mercati non ascoltano i cittadini ma solo i consumatori. Non sanno cosa “è meglio”, solo cosa è “più conveniente”. Sono un &lt;strong&gt;meccanismo ottuso&lt;/strong&gt;,   che risponde soltanto a stimoli economici. È contro questo sistema che   dobbiamo ribellarci, tutti assieme, mettendo da parte le categorie.   Essere cittadini, una volta tanto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Andrea Degl'Innocenti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-6166600555340341003?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/6166600555340341003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=6166600555340341003' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6166600555340341003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6166600555340341003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/linganno-delle-liberalizzazioni-siamo.html' title='L&apos;inganno delle liberalizzazioni: siamo cittadini o consumatori?'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-8583778330826424890</id><published>2012-01-19T01:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T01:41:00.695+01:00</updated><title type='text'>Il movimento dei forconi è il riscatto del Sud</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="float: left; margin-right: 10px; margin-bottom: 2px" src="http://www.megachip.info/images/stories/loghi/forconi-movimento-mega.jpg" alt="forconi-movimento-mega" width="308" height="150" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;Li   ho incontrati alla scuola di politica di Filaga sui monti Sicani. Mi   dissero: siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un   leader.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;Ed io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;Non rivogliono il Regno delle due Sicilie ma sono stanchi di essere depredati e di recitare il ruolo di “Bancomat d’Italia”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;  &lt;/span&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;In  Sicilia il  Movimento dei Forconi blocca la regione. I giornali  ignorano il fatto. E  c'è chi ipotizza strani legami politici dietro  queste proteste. Lei  cosa ne pensa?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;   Ogni volta che il Sud protesta, e vi assicuro che ha tonnellate di   ragioni per farlo, si trova sempre qualche motivo per infamare le   ragioni della protesta. Io a questo movimento ho dedicato un capitolo   del mio ultimo libro &lt;strong&gt;"Giù al sud"&lt;/strong&gt;, quando non ne parlava nessuno. Li avevo incontrati alla scuola di politica di &lt;strong&gt;Filaga &lt;/strong&gt;sui monti Sicani, creata da padre &lt;strong&gt;Ennio Pintacuda&lt;/strong&gt;, e avevo scoperto un mondo di cui l'Italia non sa nulla, perché &lt;strong&gt;se il Sud non è mafia, non è camorra, non è notizia&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Mi raccontarono che &lt;strong&gt;in 3 anni, su 200 mila aziende agricole, 50 mila erano state sequestrate, messe all'asta&lt;/strong&gt;;   mi raccontarono di gente che da generazioni coltivava quelle terre,  che  era scomparsa dall'oggi al domani in silenzio per pudore...tragedie   vissute nel silenzio, all'interno delle famiglie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Qualcuno mi si avvicinò e mi disse: &lt;strong&gt;noi siamo alla disperazione, pronti alle armi, ci manca solo un leader&lt;/strong&gt; e io risposi: guardate che non ho fatto neanche il militare! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Questo è emblematico del grado di disperazione di questa gente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; &lt;em&gt;Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie" target="_blank"&gt;Regno delle due Sicilie&lt;/a&gt; era ricchissimo. Poi l'impoverimento, la fuga del Sud. Un'emigrazione che continua anche oggi. Perché?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Ci sono almeno tre argomenti enormi nella sua domanda. &lt;strong&gt;Il primo, è l'impoverimento del Sud&lt;/strong&gt;,   un territorio che è esistito per oltre 700 anni con quei confini, con   quella gente, e che il Regno delle due Sicilie ereditò e poi gestì per &lt;strong&gt;127 anni&lt;/strong&gt;.   Per chi voglia fare dei paragoni, 127 anni è più di quanto è durato il   Regno d'Italia, 85 per i Savoia, è più di quanto è durata la  Repubblica  italiana, è quasi quanto sono durati il Regno d'Italia e la  Repubblica  italiana messi insieme. Quella era una dinastia divenuta  autoctona,  perché &lt;strong&gt;creò le prime aree industriali in Italia&lt;/strong&gt;: basta andarsi a leggere i documenti de &lt;strong&gt;"L' Invenzione del mezzogiorno"&lt;/strong&gt; scritto da Nicola Zitara, e anche tanti altri libri. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; &lt;strong&gt;L'invasione del sud con annessione comportò la distruzione dell'economia del Sud&lt;/strong&gt;,   la chiusura dei più grandi stabilimenti siderurgici d'Italia che erano   in Calabria, l'eccidio, con sparatorie, delle maestranze che volevano   impedirlo, la devastazione delle più grandi e efficienti officine   meccaniche d'Italia che erano nel napoletano, l'asportazione dei   lingotti d'oro, della ricchezza del Regno delle due Sicilie. Tutto   questo comportò una ventina d'anni dopo, oltre alla reazione armata di   quelli che furono chiamati briganti, che agivano per difendere il   proprio paese, &lt;strong&gt;l'abbandono della propria terra da parte dei meridionali&lt;/strong&gt;, un fatto questo che non era mai accaduto in decine di millenni. &lt;strong&gt;L'emigrazione dal sud, secondo varie stime, ha portato via 20/25 milioni di meridionali in 90 anni&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Rispetto al passato oggi è cambiato poco o nulla. Un esempio? &lt;strong&gt;Il   Comitato interministeriale di programmazione economica divide le quote   da sbloccare, che spesso sono soldi destinati al sud, per 200 quote e   destina 199 quote al nord e una al sud&lt;/strong&gt;. Con Monti le quote, anche perché i soldi sono diminuiti, sono state circa 40, di cui 39 al nord e una al sud e &lt;strong&gt;in tutto il programma di Monti non c'è una parola per il sud&lt;/strong&gt;. E poi ci si meraviglia delle proteste? &lt;strong&gt;I cittadini del Sud vogliono solo rispetto, attenzione ed essere considerati alla pari degli altri cittadini di questo paese&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2012/01/il_movimento_de.html" target="_blank"&gt;Del movimento dei forconi&lt;/a&gt; fanno parte anche i pastori sardi, guidati da &lt;strong&gt;Felice Floris&lt;/strong&gt;.   Ricordo che quando ci furono 100 mila forme di parmigiano invendute,   l'allora governo a trazione leghista le fece acquistare con i soldi   destinati al mezzogiorno; quando ci fu il pecorino invenduto per i   sardi, &lt;strong&gt;l'allora governo mandò la polizia a spaccare le teste dei sardi a randellate in Sardegna&lt;/strong&gt;, e quando i sardi presero il traghetto per andare a Roma, li aspettarono sul molo a Civitavecchia &lt;strong&gt;a spaccargli le teste preventivamente&lt;/strong&gt;, prima ancora che arrivassero nella Capitale a manifestare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt;   I soldi che hanno usano per il parmigiano erano stati stanziati per il   sud! Poi ci si meraviglia se la gente si organizza...In Sicilia il   movimento dei forconi ha cominciato a protestare &lt;strong&gt;dopo l'ennesimo suicidio di un signore&lt;/strong&gt; che si è lanciato dalla sua terrazza con una corda legata al collo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; &lt;em&gt;E' ipotizzabile che la crisi economia spazzi via l'Italia e riporti ad assetti pre-unitari?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Queste sono sciocchezze che tendono a nascondere &lt;strong&gt;la serietà e la profondità delle argomentazioni per cui il sud protesta&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Dal Meridione &lt;strong&gt;sono andati via negli ultimi 10 anni 700 mila giovani laureati&lt;/strong&gt;. In qualsiasi paese qualunque governo di destra o di sinistra si sarebbe occupato di questo problema. &lt;strong&gt;La verità è che nessuno lo vuole risolvere, perché questo è un affare per una parte del paese&lt;/strong&gt;. Solo per far studiare i suoi figli e poi regalarli al nord, il sud spende circa &lt;strong&gt;3 miliardi di Euro all'anno&lt;/strong&gt;.   Come dimostrano gli studi fatti sull'argomento, formare un laureato   costa dalle scuole materne alla laurea 300 mila Euro, ma per quelli   fuori sede la cifra aumenta di circa 100 mila. &lt;strong&gt;23 mila studenti meridionali ogni anno si spostano al nord&lt;/strong&gt;, fate voi i conti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva"&gt; Una laurea dura in genere, sono calcoli de "Il Sole 24 ore" circa 7 anni, moltiplicate per 7 e avrete &lt;strong&gt;il salasso del sud a favore del nord per regalargli una classe dirigente a proprie spese&lt;/strong&gt;. Questo solo per l'istruzione. Poi pensiamo ai &lt;strong&gt;trasporti&lt;/strong&gt;:   sono stati cancellati da un improponibile, impresentabile   amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato tutti, ma proprio   tutti, &lt;a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2011/12/15/news/2011_tagli_e_aumenti_per_i_biglietti_e_due_treni_su_dieci_sono_sosopesi-26681542/" target="_blank"&gt;i treni diretti sud - nord&lt;/a&gt;, il paese è stato spezzato in due nell'anno del 150° anniversario della cosiddetta unità. E ancora, &lt;strong&gt;il 90% degli aerei che partono dal sud deve pagare pedaggio a Malpensa&lt;/strong&gt;,   solo per far vivere un aeroporto che non doveva esistere. Per andare  da  Palermo a Tunisi bisogna prendere l'aereo per Malpensa e poi da   Malpensa andare a Tunisi. Dovrà finire questa porcheria! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana,geneva;"&gt; Un ultimo aneddoto, che ho raccontato nel mio libro &lt;strong&gt;"Terroni"&lt;/strong&gt;:   alcuni miei amici di Bari per andare a Milano si vedevano costretti a   pagare all'Alitalia un biglietto più costoso del Bari -New York.  Allora,  per risparmiare, compravano il biglietto per New York,  arrivavano a  Malpensa, scendevano, strappavano il biglietto e andavano a  Milano! &lt;strong&gt;Il sud è il Bancomat d'Italia&lt;/strong&gt;, continuamente insultato con l'epiteto di "ladro". In realtà, &lt;strong&gt;è   l'unico caso al mondo nella storia dell'umanità di un ladro che più   ruba e più si impoverisce, di un derubato che più viene derubato e più   si arricchisce&lt;/strong&gt;. Ci sarà qualcosa di strano?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Pino Aprile &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-8583778330826424890?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/8583778330826424890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=8583778330826424890' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8583778330826424890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8583778330826424890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/il-movimento-dei-forconi-e-il-riscatto.html' title='Il movimento dei forconi è il riscatto del Sud'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2772543081142384254</id><published>2012-01-18T02:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T02:08:00.477+01:00</updated><title type='text'>N€uroschiavi</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table class="contentpaneopen" border="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="contentheading" width="100%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" width="100%" align="right"&gt;     &lt;a href="http://www.giornaledelribelle.com/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=813" target="_blank" title="PDF"&gt;      &lt;/a&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" width="100%" align="right"&gt;      &lt;a href="http://www.giornaledelribelle.com/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=813&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0&amp;amp;Itemid=10" target="_blank" title="Stampa"&gt;       &lt;/a&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;        &lt;td class="buttonheading" width="100%" align="right"&gt;     &lt;a href="http://www.giornaledelribelle.com/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=813&amp;amp;itemid=10" target="_blank" title="E-mail"&gt;      &lt;/a&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;    &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;                    &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;&lt;img src="http://www.giornaledelribelle.com/images/stories/z207.jpg" alt="Image" title="Image" width="239" border="0" height="195" hspace="6" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno   spieghi a Paolo Barnard che siamo in guerra da prima che lui si   svegliasse, buttato giù dal letto dalla Gabanelli, la stessa che   vorrebbe eliminare il contante per combattere le mafie e l’evasione   fiscale (delirio). Quella che dichiara che lei non parla di signoraggio   in TV perché la gente non capirebbe (ridicolo). Nella guerra che vede   schierato anche Barnard, ora che si è svegliato ed informato, da un lato   c’è la piramide usurocratica, con le elite tecno-finanziarie che   dettano le regole e le impongono, grazie alla servitù politica,   giornalistica ed “intellettuale”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Dietro   la maschera dei banchieri, vi è il démone Usur, assetato di sangue,  che  si nutre della cupa mestizia che ci viene trasmessa attraverso il &lt;em&gt;mantra&lt;/em&gt; mefistofelico della crisi. Dall’altra parte &lt;strong&gt;è tutto da costruire il fronte avverso&lt;/strong&gt;,   attualmente costituito da un galassia infinita di piccoli movimenti o   singole persone, poco o per niente collegati tra loro. Nulla che possa   essere definito "esercito", ma nemmeno “movimento”, non avendo né la   consapevolezza né la lucidità del fronte avverso. Di tutti loro così   messi, di tutti noi, il nostro nemico ride, perchè in realtà noi non   esistiamo. Per sconfiggere il nemico, o almeno per battersi con lui,   bisogna risalire al suo principio primo. Capire qual è la sua origine ed   il suo fine. Saper riconoscere i suoi servitori, le sue spie, i suoi   alleati. Ed infine costituire una forza da contrapporgli. Per la nostra   causa e la nostra parte sarà gradito il contributo di chiunque sia in   buona fede, non abbia interessi personali legati al mondo usurocratico, e   sia disposto a correre qualche rischio serio. Perché se la guerra è   tale bisogna mettere in preventivo i pedaggi che essa da sempre   richiede. Ci vorrà un'elite del pensiero e dell’analisi tattica, dei   soldati dell’idea, degli alleati. Per far parte della classe dirigente   rivoluzionaria non sarà inutile, assieme ad altre qualità, avere un buon   curriculum.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Certo qualcuno si sarà svegliato tardi, dopo lunghe dormite, e noi non gliene faremo una colpa. A patto che &lt;strong&gt;non pretenda di spiegarci tutto quello che noi sappiamo e scriviamo da anni&lt;/strong&gt;   e che, per inciso, non costituisce il maggior problema del fronte   opposto alle armate di Usur. A patto che si abbandoni lo stile profetico   e messianico di portatore del verbo. Oggi la difficoltà maggiore   risiede nel coagulare le forze divise, dargli dignità intellettuale e   militante, aumentarne la capacità detonante fino al punto di essere in   grado di dichiarare guerra al nemico, e possibilmente sconfiggerlo. La   pretesa di Barnard di incarnare l’inizio della consapevolezza, di datare   l’anno "uno" dell’era ribelle, è fonte di ulteriore polemica sterile  ed  è utile solo per creare deleterie frammentazioni; segno evidente del   solito vezzo ipertrofico di chi è concentrato su se stesso piuttosto  che  sulla guerra che dice di voler combattere. Amore di sè che forse   costituisce il motivo per il quale ha dormito a lungo, e ciò nonostante   oggi non è disposto, per principio, ad ascoltare nessun’altra opinione.   Si ricordi che di lui nessuno sapeva nulla fino al suo litigio con la   Gabanelli, questione veramente di poco conto, visto che solo Barnard  non  si era ancora reso conto dell'impossibilità di fare informazione  libera  in Rai. Comunque, la storia oggettivamente non riguardava  l’esproprio  della sovranità monetaria e le altre libertà sottratte,  delle quali  Barnard sembrava non sapere nulla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Spremuto   il limone della polemica con Rai 3, e resosi conto che non poteva   portarla troppo per le lunghe, vista l’inconsistenza degli avvenimenti,   un giorno Barnard ci spiegò che stava studiando la questione monetaria   (ben arrivato, la vita inizia a quarant’anni), e che le teorie dei   “signoraggisti” classici non lo convincevano. Tanto che, sottoposte a   dei docenti universitari americani, aveva visto condiviso il proprio   scetticismo, grazie al quale, di lì a breve, attraverso una dura   formazione culturale, sarebbe arrivato alle attuali determinazioni: il   debito è (sarebbe) una ricchezza, il problema è disporre della “moneta   sovrana”, anche se ottenuta da una banca privata. Teorie più complesse   di quanto qui si riassume, che hanno peraltro un certo spessore se non   altro sotto il profilo accademico, ma che, evidentemente, divergono da   quelle di chi sostiene che le questioni essenziali siano il danaro   creato dal debito (o insieme al debito) e la mancata nazionalizzazione   delle banche centrali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Ora,   senza entrare nel merito tecnico, appare evidente la natura psichica e   non certo rivoluzionaria dell’idea di chiamare Auriti, Galloni,   Tarquini, Della Luna, Pascucci, Saba, “signoraggisti”, con tono   sbrigativo e liquidante, e pretendere di congedarli dal centro delle   attenzioni di coloro i quali da decenni -&lt;strong&gt;e non per un licenziamento ingiustificato, ma per scelta ideale&lt;/strong&gt;-   militano sul fronte anti-usurocratico, formandosi ed informandosi con   questi ed altri autori che mi scuso per non aver citato. Naturalmente  lo  spostamento dal centro dei vecchi “teorici” è stato subito  equilibrato  dal suo personale autoposizionamento. Il centro vuole  occuparlo lui.  Oramai si sente l’unico detentore di verità ed incede  con un inquietante  misto di aggressività e messianesimo. Parla di  “salvataggio della  democrazia”: evidentemente sonnecchia ancora, anche  perché non ci spiega  quando è finita (semmai è esistita) la democrazia e  quando è iniziata  la dittatura bancaria. E’ ovvio che nessuno vuol  costringere Barnard ad  aderire alle idee di quelli che “all’ingrosso”  ed in un solo pacco lui  definisce “signoraggisti”. E non è detto che i  suoi studi non abbiano  aggiunto alcune verità a quelle già conosciute.  Quello che appare di  origine dubbia è appunto la volontà di volersi  imporre al centro  dell’agone con l’aura di chi è sceso dal cielo, ed  invece è tristemente  solo caduto dal letto. La postura da oracolo si  accompagna ad un  atteggiamento scomposto ed alterato, che non trasmette  solennità ma  soltanto nervosismo, forse determinato dal fatto che per  Barnard  l’acquisizione delle terribili verità che vengono tenute  nascoste ai più  è particolarmente recente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Certo   che appare forzata, improbabile, non credibile, una lotta così   determinata che non abbia delle radici e delle origini. Una storia   personale, &lt;strong&gt;senza maestri e nemmeno ispiratori&lt;/strong&gt;, tranne   la solita ed un po’ provinciale storiella dei professori americani.   Dimenticando che senza gli studi e gli scritti tanto disprezzati, forse   il problema della sovranità monetaria non se lo sarebbe neanche posto.   Non ho capito ancora quale sarebbe la novità proposta dal MMT  americano,  pur avendo letto tutti i documenti citati da Barnard,  compresi i suoi  voluminosi scritti ed interventi. La teorizzata  utilizzazione del debito  come “opportunità” non mi convince. Resto  dell’opinione che la  creazione della moneta debba essere una  prerogativa degli Stati e delle  entità istituzionali e politiche,  quindi popolari. Non capisco perché  Barnard e il MMT si ostinino a  trascurare questo principio che, se  eluso, vede legittimata la facoltà  di emettere danaro da parte di entità  private, soggette a dinamiche di  interessi che divergono da quelle dei  popoli. Ma al di là delle  diversità teoriche, a chi giova la scomposta  agitazione mostrata da  Barnard, tanto protagonismo, tanto evidente  narcisismo? Al demone Usur o  a chi lo combatte? Risposta ovvia. Eppure,  altrettanto ovviamente,  abbiamo bisogno di tutti, Barnard incluso, per  rovesciare i rapporti di  forza. Per questo gli consiglio di leggere, più  che “Euroschiavi", un  altro libro, forse ancor più interessante e  sottile, di Marco Della  Luna, che si intitola “Neuroschiavi”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Qualcuno   dovrà dare delle piccole spiegazioni anche ad Alfonso Marra, il quale è   intelligente fino alla genialità, come ci narra Pietrangelo  Buttafuoco.  Quindi capirà tutto al volo, e subito dopo ce lo  rispiegherà ancor più  chiaramente. Bisogna dirgli una cosa semplice:  siamo in guerra e la  guerra è una cosa seria. Come tutte le cose serie  prevede che alla  sostanza si accompagnino delle forme adeguate. La  prassi delle battaglie  ideali ha una propria liturgia. Essa impone alle  parti contendenti di  distinguersi per coraggio ed onore, accompagnati  dalla &lt;em&gt;dignitas&lt;/em&gt;  di chi si sacrifica. Non parlo della freddezza  da rettili alla maniera  di Draghi o Monti, ci mancherebbe. Nel mondo  che essi rappresentano  certi valori non esistono. D’altronde il dèmone  Usur, che loro servono e  temono allo stesso tempo, non è certo una  divinità del Cielo sidereo,  dal quale discende ogni bellezza, inclusa  l’attitudine alle forme  composte ed eleganti. Mi riferisco al contegno  ed allo stile che la  nostra parte “in fieri” dovrebbe portare con sé  quale segno di  distinzione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;La   scelta di diffondere, nell’opinione generale, l’abbinamento tra le   nudità di Sara Tommasi e la lotta contro le banche, appare sacrilega, o,   se si vuole, semplicemente penosa, oltre che controproducente. A nulla   varrà evocare la mitica esigenza di visibilità. Le idee viaggiano più   velocemente di quanto si creda, non è necessario affidarle al clamore   legato ai banali richiami del nudo. Al contrario di quanto sperato,   l’effetto che personalmente verifichiamo ogni giorno è quello dello &lt;strong&gt;svilimento del tema&lt;/strong&gt;.   Noi che da anni sveliamo a chiunque l’inganno del signoraggio, negli   ultimi tempi spesso ci siamo sentiti dire: “ma cos’è, la cosa di quella   che ha fatto vedere il culo vicino al bancomat?” ed altre cose simili.   Svilimento, parodia, banalizzazione e volgarizzazione non giustificano   nessun maggior contatto, illusione numerica che poggia le sue basi sul   terreno preferito del nemico: la materia. La speranza che un seno od un   culo possano giovare alla causa rivoluzionaria del fronte   anti-usurocratico appare vana ed illusoria.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=" ;font-family:Verdana;font-size:9pt;"  &gt;Non   ci sono noti gli orizzonti ideali di Marra, al di là della comune   battaglia contro ogni forma di signoraggio e per la sovranità monetaria   popolare. Per quanto ci riguarda, la parte formale, ovvero estetica, lo   stile ed il portamento, che dovranno caratterizzare le forze che   combattono Usur, dovranno essere coerenti con il mondo che sogniamo,   quello che sostituirà la civiltà radioattiva e cancerogena delle   dittature bancarie. Perché noi siamo certi che, così facendo, si potrà   persino perdere; ma &lt;strong&gt;perdere tutto tranne l’onore&lt;/strong&gt; sarà   possibile solo per coloro i quali l’onore l’avranno preservato prima,   durante ed anche dopo l’ultima battaglia. Non si tratta di moralismo, è   ben altro. Il moralismo è uno stato mentale borghese, appartiene alle   proiezioni psichiche del mondo che combattiamo. Si chiama &lt;em&gt;dignitas&lt;/em&gt;, una antica virtù cara ai romani.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Marco Francesco De Marco &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2772543081142384254?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2772543081142384254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2772543081142384254' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2772543081142384254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2772543081142384254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/nuroschiavi.html' title='N€uroschiavi'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4959877186679533133</id><published>2012-01-17T02:28:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T02:28:00.066+01:00</updated><title type='text'>Quell'ultimo centimetro</title><content type='html'>&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sisifo" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Sisifo&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; spingeva &lt;strong&gt;un masso&lt;/strong&gt;  su una ripida montagna. Al culmine del monte il masso precipitava  sempre a valle e Sisifo riprendeva la sua fatica per l'eternità. Molti  italiani si sentono come Sisifo. Sono &lt;strong&gt;i più cocciuti&lt;/strong&gt;, coloro che si ostinano a pensare con la loro testa. Spingono il loro masso, piccolo o grande, ogni giorno. Vivono divisi tra &lt;strong&gt;rabbia&lt;/strong&gt; (quella miscela interna che pretende ad ogni costo il cambiamento e la giustizia) e la &lt;strong&gt;frustrazione&lt;/strong&gt; per ritrovarsi al punto di partenza con la Santanchè in prima serata. Non capiscono e non si adeguano. La risposta "&lt;em&gt;E' sempre stato così!&lt;/em&gt;" gli fa venire il sangue agli occhi e rovinare antiche amicizie. E allora penso a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pertini#Il_rientro_in_Italia.2C_la_cattura_ed_il_carcere" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Pertini&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, ai &lt;strong&gt;lunghi anni di carcere&lt;/strong&gt;  durante il fascismo trionfante. Al rifiuto della richiesta di grazia.  Chi avrebbe allora scommesso sul crollo della monarchia imbelle dei  Savoia e del fascismo? Chi avrebbe creduto che un carcerato sarebbe  diventato Presidente della Repubblica?&lt;br /&gt;Sisifo è un &lt;strong&gt;eroe moderno&lt;/strong&gt;. Rappresenta tutti coloro che lottano per "&lt;em&gt;quell'ultimo centimetro&lt;/em&gt;" citato da Al Pacino nel film "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ogni_maledetta_domenica" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Ogni maledetta domenica&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;" nel discorso alla squadra:&lt;br /&gt;"Non  so cosa dirvi davvero. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come  squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno dopo l'altro, fino alla  disfatta. Siamo all'inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo  rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando  verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro  alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi  guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso "&lt;em&gt;certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare&lt;/em&gt;"...  Sapete con il tempo, con l'età, tante cose ci vengono tolte, ma questo  fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a  perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri... Perché... il  margine di errore è ridottissimo. Mezzo passo fatto in anticipo o in  ritardo e voi non ce la fate... Ma i centimetri che ci servono sono  dappertutto, sono intorno a noi... ad ogni minuto, ad ogni secondo. In  questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci  massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un  centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro,  perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il  totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la  differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro  è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io  so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto  ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è  tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia,  ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che  vi sta accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo  determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che  si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che  quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere  una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come  collettivo, o saremo annientati individualmente... Allora, che cosa  volete fare?".&lt;br /&gt;Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento.&lt;br /&gt;di Beppe Grillo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4959877186679533133?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4959877186679533133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4959877186679533133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4959877186679533133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4959877186679533133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/quellultimo-centimetro.html' title='Quell&apos;ultimo centimetro'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-9171381253853796015</id><published>2012-01-16T02:27:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T02:27:00.544+01:00</updated><title type='text'>Gli speculatori dovrebbero essere giudicati per crimini contro l’umanità</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Gli   speculatori che hanno portato alla rovina le economie occidentali per   lucro e avidità folle, dovrebbero essere trascinati davanti ad un   tribunale di Norimberga per crimini contro l’umanità”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, è la considerazione di J. Ziegler.   &lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;   &lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/-foEi6fkRVdY/TwxVrms16gI/AAAAAAAABMs/Zmzh8b7h8i4/s1600-h/hungry%25255B3%25255D.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; border-style: none; border-color: -moz-use-text-color; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; padding-top: 0px" src="http://lh5.ggpht.com/-MkuSjLQ4t4g/TwxVsUmLmJI/AAAAAAAABM0/0_FpE7HOc9g/hungry_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800" alt="hungry" title="hungry" width="167" align="left" border="0" height="115" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;I   mercati finanziari e gli speculatori hanno una parte importante di   responsabilità nella morte di 36 milioni di persone ogni anno a causa   della malnutrizione, valuta Jean Ziegler, vice-presidente del comitato   consultivo del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ed ex   relatore speciale dell’ONU per il diritto al cibo.&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Ogni   cinque secondi un bambino al di sotto dei 10 anni muore di fame,  mentre  altre decine di milioni soffrono la malnutrizione e le sue  terribili  conseguenze fisiche e psicologiche. Eppure l’agricoltura  mondiale di  oggi sarebbe in grado di nutrire quasi il doppio della  popolazione  mondiale, osserva Jean Ziegler. Tuttavia, &lt;strong&gt;la speculazione e il dominio delle multinazionali sulle materie prime creano una carenza.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;a name="more" title="more"&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A   causa della crisi finanziaria le risorse del Programma Alimentare   Mondiale (PAM) sono state dimezzate, mentre “i finanzieri continuano a   speculare sui mercati alimentari”, osserva Jean Ziegler in un’intervista   con Basta. “I prezzi di tre alimenti di base, mais, frumento e riso –   che coprono il 75% del consumo mondiale – sono letteralmente esplosi”,   ribadisce.  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Gli speculatori borsistici che hanno rovinato   le economie occidentali per lucro e avidità folle, dovrebbero essere   trascinati davanti ad un tribunale di Norimberga per crimini contro   l’umanità”, è la considerazione di J. Ziegler.   &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Nel suo   saggio “Distruzione di massa. Geopolitica della fame” (Seuil, 2011),   Jean Ziegler denuncia questa “distruzione massiva” causata dai mercati   finanziari.   &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Dopo un inventario documentato, spiega le   ragioni dell'insuccesso dei mezzi messi in opera dalla Seconda Guerra   mondiale per eradicare la fame e identifica i nemici del diritto al   cibo. La produzione di biocarburanti e la speculazione sui beni agricoli   sono, secondo lui, le due grandi strategie attraverso cui tale  flagello  progredisce tutt’ora.   &lt;br /&gt;-   &lt;br /&gt;Malgrado il titolo  allarmante, il  libro di Jean Ziegler comprende anche un messaggio di  speranza,  chiamando a sostenere quotidianamente la resistenza di coloro  che, in  regioni devastate, occupano le terre e oppongono il diritto al  cibo al  potere delle multinazionali agroalimentari.&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;“La   Francia è una democrazia grande e potente, come la maggior parte degli   Stati dominanti in Europa e in Occidente. Non esiste impotenza in   democrazia”, ricorda nell’intervista con Basta.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;“Abbiamo   tutte le armi costituzionali in mano – mobilitazione popolare, voto,   sciopero generale – per costringere il Ministro dell’Agricoltura a   votare per l’abolizione della pratica del dumping agricolo a Bruxelles.   Il Ministro delle Finanze può pronunciarsi presso il FMI per la   cancellazione totale e immediata del debito dei paesi più poveri della   terra”.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt; Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di &lt;strong&gt;Ale Baldelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Frederik Verbeke e Jean Ziegler &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-9171381253853796015?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/9171381253853796015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=9171381253853796015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/9171381253853796015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/9171381253853796015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/gli-speculatori-dovrebbero-essere.html' title='Gli speculatori dovrebbero essere giudicati per crimini contro l’umanità'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-MkuSjLQ4t4g/TwxVsUmLmJI/AAAAAAAABM0/0_FpE7HOc9g/s72-c/hungry_thumb%25255B1%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-998244670099899830</id><published>2012-01-14T01:28:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T01:28:01.206+01:00</updated><title type='text'>Economisti francesi chiedono uno "smantellamento concertato dell'Euro"</title><content type='html'>In un appello pubblicato su &lt;i&gt;Le Monde&lt;/i&gt; il 23 dicembre, un gruppo  di autorevoli economisti di diverso orientamento politico ha chiesto il  ritorno alle monete nazionali in Europa, per evitare un'"esplosione  incontrollata". Così facendo, ha infranto pubblicamente un tabù. &lt;p&gt; Echeggiando la campagna di Jacques Cheminade, gli economisti  raccomandano di istituire una "vacanza bancaria" simile a quella  decretata da Roosevelt nel 1933, per il periodo necessario alla  conversione, e non mancano di sottolineare che l'abrogazione di  Glass-Steagall fu una delle cause principali dell'attuale crisi  finanziaria. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Notando le differenze tra le varie economie nazionali dell'Eurozona, il  gruppo di economisti afferma che "la cocciutaggine dei governi nel  gettarsi a testa bassa nel vicolo cieco dell'Euro può solo condurre ad  un peggioramento generale della situazione economica". Per questo,  propone di aprire "consultazioni europee che portino al necessario  smantellamento dell'Euro".&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;by Movisol&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Gli autorevoli economisti propongono sei misure. Per convertire tutti  gli Euro nelle nuove monete nazionali, le vecchie banconote in Euro  potrebbero essere timbrate e usate finché non siano stampate quelle  nuove. Le monete vanno bene come sono, avendo un lato nazionale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Dovrebbero essere stabilite parità monetarie tra le nuove valute,  svalutando o rivalutando rispetto ad una unità di conto europea. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; I prezzi di beni e servizi e il valore degli attivi e dei conti bancari  non dovrebbero essere cambiati. Il debito pubblico va convertito nella  rispettiva moneta nazionale, mentre il debito estero di operatori  privati nell'unità di conto europea. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Tutti i governi dichiareranno una vacanza bancaria, chiudendo  temporaneamente le banche per verificare quali siano solide e quali  invece vadano deferite alla banca centrale. Durante questo periodo viene  sospesa la quotazione azionaria. "Lo stato proteggerà i risparmiatori  rilevando, se necessario, parti del sistema bancario". &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Nello stesso periodo, il tasso nominale di cambio delle valute nazionali  rimarrà stabile. In seguito sarà permessa la fluttuazione entro una  banda del 10%. Gli economisti raccomandano di deprezzare l'Euro prima di  smantellarlo. Essi propongono anche, come fa Cheminade, di abrogare la  legge che nel 1973 vietò alla banca centrale di finanziare il debito  pubblico (in Italia fu la legge del "divorzio" tra Bankitalia e Tesoro  nel 1981), una legge consolidata nel Trattato di Maastricht prima e nel  Trattato di Lisbona poi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Per quanto utile, questo appello ha una grande lacuna: esso non spende  una parola sull'economia fisica, sui grandi progetti o sulla necessità  di investire nella ricerca e nelle tecnologie del domani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; Firmatari: Gabriel Colletis, Alain Cotta, Jean-Pierre Gérard, Jean-Luc  Gréau, Roland Hureaux, Gérard Lafay, Philippe Murer, Laurent Pinsolle,  Claude Rochet, Jacques Sapir, Philippe VIllin, Jean-Claude Werrebrouck. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-998244670099899830?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/998244670099899830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=998244670099899830' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/998244670099899830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/998244670099899830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/economisti-francesi-chiedono-uno.html' title='Economisti francesi chiedono uno &quot;smantellamento concertato dell&apos;Euro&quot;'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-3929760250224593386</id><published>2012-01-13T21:27:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T21:28:18.784+01:00</updated><title type='text'>Mobilitazione internazionale contro il pericolo di guerra</title><content type='html'>Il movimento internazionale di Lyndon LaRouche ha avviato una  mobilitazione su cinque continenti nella settimana pre-natalizia,  informando i cittadini del pericolo di una terza guerra mondiale e  illustrando i passi necessari per evitarla (vedi &lt;i&gt;EIR Strategic Alert&lt;/i&gt; 51-52/11). Sono stati diffusi volantini in tredici lingue e sono state mobilitate numerose istituzioni. &lt;p&gt;Gli attivisti del movimento hanno registrato grande  consapevolezza del pericolo di guerra nella popolazione e non poche  reazioni di gratitudine per il lavoro svolto, talvolta accompagnate da  offerte di aiuto. Il senso di pericolo è maggiormente sentito in Europa,  dove molte nazioni sono già avviate su una china di disintegrazione  economica e sociale con i governi intenti a salvare un sistema  finanziario insalvabile a spese del sistema del &lt;i&gt;welfare&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'alternativa proposta dal movimento di LaRouche comporta lo  smembramento del sistema dell'Euro, una riorganizzazione del sistema  bancario secondo i criteri della legge Glass-Steagall e il lancio di  grandi progetti per sviluppare l'economia fisica reale. Negli Stati  Uniti la priorità è destituire il Presidente Obama. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche se questa mobilitazione è indubbiamente servita a  catalizzare la resistenza, specialmente in ambienti militari USA, i  piani di guerra continuano. Anzi, il collasso economico aumenta la  disperazione dell'Impero. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come abbiamo già scritto, c'è tutta una serie di punti caldi  ognuno dei quali potrebbe scatenare un conflitto che in breve tempo  vedrebbe Russia e Cina schierarsi contro i paesi della NATO. Un  intervento militare in Siria o un attacco su territorio iraniano, forse  di Israele, sembra essere lo sviluppo più probabile ma la detonazione,  ha ammonito LaRouche, potrebbe avvenire anche in una regione  insospettata. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infatti, nelle ultime settimane i cinesi e i russi hanno  intrapreso iniziative forti contro la guerra e lanciato chiari  avvertimenti, anche militari. La maggior concentrazione di armi nucleari  al modo si trova attualmente nel Mediterraneo orientale e nell'Oceano  Indiano, a bordo di vascelli britannici e americani, e dove la marina  militare iraniana ha compiuto un'esercitazione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un'altra mossa sinistra, l'amministrazione Obama ha instaurato  un comitato segreto per esplorare i modi in cui aiutare l'opposizione  siriana. I funzionari dell'amministrazione, diversamente dai capi  militari, hanno reiterato che non viene esclusa alcuna opzione nei  confronti dell'Iran.   In un messaggio di fine anno, LaRouche ha ribadito che l'uscita di scena  di Obama bloccherebbe i piani di guerra, perché "significherebbe che  gli USA sono fuori dai piani di guerra" e i britannici senza gli USA non  potrebbero fare niente. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-3929760250224593386?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/3929760250224593386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=3929760250224593386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3929760250224593386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/3929760250224593386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/mobilitazione-internazionale-contro-il.html' title='Mobilitazione internazionale contro il pericolo di guerra'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-1433676906616043038</id><published>2012-01-12T01:49:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T01:49:00.189+01:00</updated><title type='text'>Schiavo della finanza, lo Stato non può più spendere per noi</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span style="font-size: 1px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="entry clearfloat" style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; margin: 0px"&gt;&lt;div class="announcement_post" style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; padding: 0px; margin: 0px"&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;Può sembrare un’eresia, ma non lo è: dalla &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt; si  può uscire in un solo modo, e cioè aumentando la spesa pubblica. Si  aggraverebbe il debito? Inizialmente, sì. Ma investire in settori  strategici per produrre &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/lavoro/" title="Post taggati con lavoro" class="st_tag internal_tag"&gt;lavoro&lt;/a&gt;risolleverebbe l’&lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/economia/" title="Post taggati con economia" class="st_tag internal_tag"&gt;economia&lt;/a&gt;,  la domanda, le entrate fiscali. Servirebbe una piena sovranità statale e  monetaria, che gli Stati europei hanno perduto: costretti a farsi  prestare denaro dalla &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/finanza/" title="Post taggati con finanza" class="st_tag internal_tag"&gt;finanza&lt;/a&gt; privata,  vengono dissuasi dall’indebitarsi ulteriormente, pena la crescita  esplosiva dei margini speculativi. Lo Stato, unico soggetto nato per  spendere a deficit per il benessere reale dei cittadini, è stato  imbrigliato: il grande capitale pretende che si comporti non come uno  Stato, ma come una famiglia o un’azienda. Neutralizzata la capacità  finanziaria dello Stato, i cittadini sono indifesi di fronte alla &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;Il  premio Nobel Paul Krugman, ostile alla linea di rigore dei governi  europei (che considera suicida e votata all’inevitabile macelleria  sociale, senza &lt;img style="margin-top: 8px; margin-right: 15px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; display: block; border-image: initial; float: left; border-width: 1px; border-color: #999999; border-style: solid; padding: 2px" class="alignleft size-full wp-image-20187" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/euro.jpg" alt="euro" title="euro" width="230" height="146" /&gt;sbocchi  possibili) ha scritto sul “New York Times” un intervento intitolato  “Nessuno capisce cos’è il debito”. Intendeva: nessun economista della  scuola preferita dai conservatori, quelli che dagli anni ’80 hanno  progressivamente marginalizzato la &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/finanza/" title="Post taggati con finanza" class="st_tag internal_tag"&gt;finanza&lt;/a&gt; pubblica  a unico vantaggio di quella privata. Il debito cui si riferiva Krugman,  scrivono Guido Carandini e Paolo Leon in un’analisi su “Repubblica”  ripresa da “&lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #43678a; padding: 0px; margin: 0px" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/nessuno-capisce-che-cose-il-debito/" target="_blank" title="Micromega, Carandini e Leon: nessuno capisce che cos'è il debito"&gt;Micromega&lt;/a&gt;”, è il &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/debito-pubblico/" title="Post taggati con debito pubblico" class="st_tag internal_tag"&gt;debito pubblico&lt;/a&gt;generato  dal disavanzo della spesa statale. Chi aborrisce il disavanzo, dice  Krugman, teme che possa impoverire i cittadini, costretti a rimborsare  il denaro preso a prestito: come se gli &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/usa/" title="Post taggati con Usa" class="st_tag internal_tag"&gt;Usa&lt;/a&gt; fossero una famiglia, alle prese con le rate di un mutuo. Errore: il &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/debito-pubblico/" title="Post taggati con debito pubblico" class="st_tag internal_tag"&gt;debito pubblico&lt;/a&gt; è  istituzionalmente “dovuto” ai cittadini, e in ogni caso la spesa  sociale è un investimento che alla lunga produce maggiori entrate.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;«L’enorme  debito contratto durante la seconda guerra mondiale – scrivono  Carandini e Leon, citando Krugman – non è mai stato rimborsato ma è  diventato progressivamente irrilevante man mano che l’&lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/economia/" title="Post taggati con economia" class="st_tag internal_tag"&gt;economia&lt;/a&gt; &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/usa/" title="Post taggati con Usa" class="st_tag internal_tag"&gt;Usa&lt;/a&gt; cresceva  e con essa i redditi soggetti a tassazione». Inoltre: una famiglia  oberata dai debiti deve senz’altro del denaro a qualcuno, mentre il &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/debito-pubblico/" title="Post taggati con debito pubblico" class="st_tag internal_tag"&gt;debito pubblico&lt;/a&gt; degli &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/usa/" title="Post taggati con Usa" class="st_tag internal_tag"&gt;Usa&lt;/a&gt; è  in larga parte denaro «che è dovuto ai suoi stessi cittadini». È vero  che a causa del debito contratto per vincere la seconda guerra mondiale i  contribuenti sono stati colpiti da un onere eccezionale, ma quel debito  «era anche posseduto dai contribuenti che avevano acquistato i titoli  del Tesoro americano e quindi non rese più poveri gli americani del  dopoguerra». Al contrario: proprio grazie a quel debito, i &lt;img style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 15px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; display: block; border-image: initial; float: right; border-width: 1px; border-color: #999999; border-style: solid; padding: 2px" class="alignright size-full wp-image-20188" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Paul-Krugman.jpg" alt="Paul Krugman" title="Paul Krugman" width="150" height="158" /&gt;cittadini «godettero del più marcato aumento dei redditi e degli standard di vita mai avvenuto nella storia degli Stati Uniti».&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;Secondo  Krugman, quindi, la necessità di stimolare l’occupazione rende  sopportabile un aumento del debito assai superiore a quello che la  “saggezza convenzionale” ritiene accettabile. Oggi scontiamo tutti la  «miope visione degli economisti e dei politici che avversano  l’indebitamento statale». Le argomentazioni di Krugman? Per Carandini e  Leon sono perfettamente convincenti, anche se non forniscono, di quella  “miopia”, una ragione logica. Che invece emerge chiaramente da una  diversa teoria, secondo la quale, per sua natura, il capitalismo tende a  occultare la relazione tra la dimensione privata-individuale e quella  pubblica-statale. Come le due facce di una moneta, l’una nasconde  l’altra: il punto di vista della famiglia che si indebita oscura la  visione dell’intervento statale, cioè il punto di vista delle sue  conseguenze sull’insieme dei cittadini. Come se Stato e cittadini  fossero all’oscuro delle conseguenze delle rispettive azioni.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;Per  superare questa assurda dicotomia, sostengono Carandini e Leon, occorre  collocarsi in una terza dimensione, quella collettiva, la sola che  «rende evidente la duplice interconnessione pubblico-privato, ignorando  la quale si incorre in errori gravi». Le regole ossessive  dell’austerità? «Magari buone per le famiglie, ma non per i governi».  Basta dare un’occhiata alla composizione del “reddito nazionale”, cioè  la somma aritmetica di profitti e salari, ottenuta senza distinguere tra  l’obiettivo familiare (il salario) e quello aziendale (il profitto). E’  il cuore della partita in corso: più profitti, a scapito dei salari.  Risultato: crollo dei consumi e riduzione del Pil. Nonostante la  resistenza delle imprese, se invece si aumentassero i salari a scapito  dei profitti si otterrebbero più consumi e quindi una crescita  automatica del &lt;img style="margin-top: 8px; margin-right: 15px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; display: block; border-image: initial; float: left; border-width: 1px; border-color: #999999; border-style: solid; padding: 2px" class="alignleft size-full wp-image-20189" src="http://libreidee.org/prova/wp-content/uploads/2012/01/Paolo-Leon.jpg" alt="Paolo Leon" title="Paolo Leon" width="200" height="175" /&gt;prodotto interno lordo. Peccato che che i singoli attori – famiglie e aziende – non ne siano pienamente consapevoli. &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;«Ecco  dunque che questo famoso Pil non dipende né dai comportamenti  individuali, come sostiene la scienza economica prevalente, né da  autonome azioni pubbliche, ma da comportamenti politici, sindacali e/o  lobbistici che influiscono in larga misura proprio sulle politiche  economiche e di distribuzione dei redditi da parte degli Stati, e quindi  sul tipo di spesa pubblica che essi attuano». Per Carandini e Leon, se  gli Stati «mettono in atto politiche di austerità quando la &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt; è di domanda, seguendo l’istinto individuale che nella&lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt; spinge per il risparmio, allora la &lt;a style="outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; text-decoration: none; color: #333438; font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px" rel="tag nofollow" href="http://www.libreidee.org/tag/crisi/" title="Post taggati con crisi" class="st_tag internal_tag"&gt;crisi&lt;/a&gt; non  è battuta». Se invece aumentano la spesa pubblica a favore di attività  produttive, si comportano come nel dopoguerra: l’iniziale aggravio  dell’indebitamento non impoverisce affatto la comunità. Al contrario, la  arricchisce: più salari, più profitti, più Pil. Ad una condizione: la  sovranità finanziaria pubblica, che mette lo Stato al  riparo dall’affanno di dover conseguire benefici immediati.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 8px 0px; outline-style: none; line-height: 15px; text-align: justify; color: rgb(29, 29, 29); font-family: Verdana,Arial,sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px;"&gt;Per  investire sulla collettività nazionale spendendo a deficit, e vederne i  risultati concreti in termini economici, lo Stato ha infatti bisogno di  tempo: ieri ce l’aveva, oggi non più. Il problema? I mercati finanziari  e il loro predominio a livello globale. Se anche, anziché ridurla come  fa adesso, lo Stato decidesse di accrescere la spesa pubblica per  stimolare la produzione e l’occupazione, il maggiore indebitamento che  ne deriverebbe «non avrebbe come effetto immediato l’aumento del Pil, ma  dovrebbe misurarsi con la speculazione finanziaria che, incapace di  prevederne gli effetti positivi nel periodo più lungo, ne farebbe salire  il costo (lo spread) tanto da vanificarne gli effetti positivi».  Carandini e Leon non hanno dubbi: «Questa è la trappola in cui si  trovano oggi tutti i Paesi, compreso il nostro, nei quali la sovranità è  stata svuotata da poteri metanazionali e da una cultura economica e  politica incapace di sollevare lo sguardo a livello collettivo e di  dominare il rischio di una prolungata recessione, assai pericolosa per  le nostre democrazie».&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; line-height: 15px; text-align: justify; color: #1d1d1d; font-family: Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 12px; padding: 0px"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Giorgio Cattaneo  &lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span style="font-size: 1px"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-1433676906616043038?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/1433676906616043038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=1433676906616043038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1433676906616043038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/1433676906616043038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/schiavo-della-finanza-lo-stato-non-puo.html' title='Schiavo della finanza, lo Stato non può più spendere per noi'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2693205090538185075</id><published>2012-01-11T01:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T01:47:00.664+01:00</updated><title type='text'>È il crollo di un mondo. Forze immense stanno per scatenarsi</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.effedieffe.com/images/stories/foto2009/crollo_di_un_mondo.jpg" width="550" height="702" /&gt;     &lt;div class="contentheading"&gt;&lt;br /&gt;    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Così parla Frédéric Lordon, famoso economista francese, direttore delle ricerche del CNRS, in una lunga intervista alla &lt;em&gt;Revue des Livres&lt;/em&gt;. A proposito delle forze che stanno per scatenarsi, ecco cosa prevede:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se,  come si poteva prevedere dal 2010 col lancio dei piani di austerità  coordinati, lo scacco annunciato conduce ad un’ondata di default  sovrani, seguirà immediatemente il collasso del sistema bancario (o li  precederà, per semplice effetto d’anticipazione degli investitori); e  questo, contrariamente a quello del 2008, sarà irrecuperabile, perchè  gli Stati (&lt;em&gt;che hanno salvato le banche nel 2008&lt;/em&gt;,&lt;em&gt; ndr&lt;/em&gt;)  sono finanziariamente a terra. Allora non resterà altra alternativa che  l’emissione monetaria massiccia, oppure l’esplosione della zona euro se  la Banca Centrale Europea (e la Germania) rifiutano questa prima  soluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«In un week-end cambierà letteralmente il mondo e  vedremo cose inaudite: re-instaurazione del controllo sui capitali,  nazionalizzazioni-lampo o addirittura requisizioni di banche, riarmo  delle Banche Centrali nazionali – misura che segnerà da sè la fine della  moneta unica – la dipartita della Germania seguita da qualche  satellite, la costituzione di un blocco euro-sud oppure il ritorno alle  monete nazionali. Quando avverrà? Nessuno può dirlo con certezza (...)  ma tra sei o dodici mesi, quando s’imporrà la constatazione della  recessione generale, risultante dalla austerità generalizzata, e gli  investitori vedranno salire irresistibilmente le ondate dei debiti  pubblici che si supponeva di arrestare con le politiche restrittive, la  consapevolezza dell’impasse totale che albeggerà in quel momento porterà  gli operatori stessi a dichiarare una ‘capitolazione’, ossia  alla loro  fuga massiccia dai mercati-titoli, e per il gioco dei meccanismi di  propagazione creati dalla finanza liberalizzata, una dislocazione totale  dei mercati dei capitali, in tutti i settori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«E nel frattempo  si accumulano le tensioni politiche – fino al punto di rottura? Come  ogni soglia critica a livello storico-sociale, non si sa in anticipo  dove essa si trova nè cosa ne determina il superamento. La sola cosa  certa è che la spossessione generalizzata della sovranità (per opera  della finanza come dell’Europa neo-liberale) taglia in profondità i  corpi sociali... i corpi sociali aggrediti dal liberalismo finiscono  sempre per reagire, e a voltre brutalmente, in proporzione a quello che  in precedenza hanno sopportato e accumulato (...). Non si possono  lasciare i popoli durevolmente senza soluzione di sovranità – sia  nazionale o d’altro tipo – senza che la recuperino a tutta forza e in  forme che non saranno belle da vedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«... Quella che vien  chiamata ‘crisi dell’euro’ non è in prima istanza una crisi monetaria.  Una delle stranezze degli eventi attuali è che la moneta europea non  viene rifiutata affatto, nè dai residenti della zona nè dagli  investitori internazionali, e lo dimostra la paritò euro-dollaro, che a  parte qualche fluttuazione, si mantiene. È un fatto: non c’è (per ora)  fuga dall’euro. Se ci sarà, sarà come sviluppo terminale di una crisi la  cui natura è altra. Quale? La risposta è che si tratta di una crisi  istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È il quadro istituzionale della moneta unica,  come comunità di politiche economiche, che minaccia di volare a pezzi in  seguito a crisi finanziarie aventi come epicentro i debiti pubblici e  le banche. Se l’euro esplode, sarà per default sovrani che trascineranno  crolli bancari – a meno che questi non vengano prima, per anticipazione  dei default sovrani. In ogni caso il cuore della cosa sarà ancora una  volta il sistema bancario, e l’impossibilità di lasciarlo andare in  rovina, perchè la rovina totale del sistema bancario ci porterebbe in  cinque giorni all’equivalente ineconomia dello stato di natura.  Ma ciò  non deve significare ‘rimetterlo sui binari per un altro giro’, senza  cambiarne le regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Anzi, approfitto per dire che, dopo avermi  fatto per lungo tempo paura, la prospettiva di questo collasso quasi  quasi mi piace, perchè creerà infine l’occasione di nazionalizzare  integralmente il sistema bancario per pura e semplice requisizione  (senza indennizzo) (...). Nell’ipotesi del collasso bancario, si tratta  di sapere quale sarà – in assenza degli Stati, essi stessi rovinati –  l’istituzione capace di organizzare la riattivazione delle banche per  far loro riprendere l’attività di fornitura del credito. In questa  ipotesi, non ne resta che una: la Banca Centrale Europea. Non dovrà solo  assicurare alle banche un sostegno di liquidità (lo sta già facendo) ma  liberarle degli attivi svalorizzati e ricapitalizzarle. Inutile dire  che, data la scala del settore bancario intero, si tratta di  un’operazione di creazione monetaria massiccia a cui bisognerà  consentire. La BCE è pronta a questo? Sotto l’egemonia tedesca, direi di  no. Ma l’urgenza estrema di restaurare nella loro integrità gli incassi  monetari e di ristabilire il funzionamento del sistema di pagamenti  richiederà un’azione ‘in giornata’! Significa che le lunghe  tergiversazioni per ‘parlare ai nostri amici tedeschi’ o rinegoziare un  trattato, saranno sparite dalla lista delle soluzioni pertinenti. Di  fronte a quelli che si devono identificare come interessi vitali del  corpo sociale, uno Stato, di fronte al non-volere della BCE, prenderebbe  immediatamente la decisione di riarmare la propria Banca Centrale per  farle emettere moneta in quantità sufficiente e ricostituire al più  presto un troncone di sistema bancario capace di operare. La Germania,  osservando nella zona una o due fonti di creazione monetaria fuori  controllo, ossia di euro impuri suscittibili di corrompere gli euro puri  di cui la BCE ha sola il privilegio di emissione, decreterebbe  immediatamente l’impossibilità di restare in una tale ‘unione’ monetaria  divenuta anarchica e l’abbandonerebbe subito, per rifare un blocco con  qualche seguace selezionato sul momento (Austria, Olanda, Finlandia,  Lussemburgo). Quanto alle altre nazioni, dovranno allora scegliere fra  ricostituire un blocco alternativo oppure tornare ciascuna al proprio  destino monetario; la Francia cercherà in tutti i modi di imbarcarsi con  la Germania, senza la minima sicurezza di essere accettata a bordo  (...)».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete leggere il resto, qui: &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.revuedeslivres.fr/%C2%AB-nous-assistons-a-l%E2%80%99ecroulement-d%E2%80%99un-monde-des-forces-immenses-sont-sur-le-point-d%E2%80%99etre-dechainees-%C2%BB-entretien-avec-frederic-lordon/"&gt;«Nous  assistons à l’écroulement d’un monde, des forces immenses sont sur le  point d’être déchaînées», entretien avec Frédéric Lordon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2693205090538185075?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2693205090538185075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2693205090538185075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2693205090538185075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2693205090538185075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/e-il-crollo-di-un-mondo-forze-immense.html' title='È il crollo di un mondo. Forze immense stanno per scatenarsi'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-8857368184591910838</id><published>2012-01-10T01:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-10T01:54:00.054+01:00</updated><title type='text'>Viktor Orbán, l'ungherese che turba i sogni dell'usura internazionale...</title><content type='html'>Viktor Orbán, è l'ungherese che da tempo turba i sogni dell'usurocrazia internazionale...e dei suoi portaborse ormai accertati, parassiti politici, giornalisti e media, in testa a tutti il partito della sinistra sionistra, americanista e banchiera: basta leggere cosa scrivono di lui, agitando i soliti spauracchi della partigianeria (...oggi però di moda a stelle e strisce), Liberation o Il Fatto Quotidiano. Maggiori informazioni tecniche sulla sua politica economica e finanziaria sono consultabili a questa pagina di BloombergTV (in lingua inglese).&lt;br /&gt;E' tutto un coro che punta a demonizzare un capo di stato il quale, legittimamente, difende gli interessi della propria nazione sotto attacco da parte della setta in veste finanziaria.&lt;br /&gt;Tra l'altro lo si accusa di introdurre schemi dittatoriali a causa di leggi elettorali appena varate, le quali mentre garantiscono a tutte le etnie e minoranze ad avere i loro rappresentanti eletti in Parlamneto con potere propositivo e legiferatore, limitano invece il diritto di voto, rendendolo semplicemente simbolico,  ai rappresentanti Rom eletti in Palamento: e se non sanno da quelle parti come trattare i Rom, vista l'esperienza e conoscenza secolare che ne hanno, non saremo certo noi, dispensatori di baraccopoli (visto che di integrarsi tra noi "gaggi", lavorare ed accettare le regole del comune convivere non ne vogliono sapere), centri di spaccio e microcriminalità a spese dei lavoratori italiani contribuenti, a volerglielo insegnare...vero?&lt;br /&gt;La così detta stampa, i persuasori occulti e agit-prop sul libro paga...di chi li paga e accredita, è invece infuriata perchè si ritiene limitata nel poter dispensare tutte le menzogne e perfidie che è solita diffondere per condizionare ed istigare le masse in nome della "libertà d'espressione". Il governo Orbán ha inteso moralizzare e stabilire comportamenti eticamente corretti e rispettosi per il buon costume, imponendo regole precise a stampa e mondo della cultura, le quali usano i mezzi di comunicazione di massa ed i palcoscenici non per informare ed illustrare verità, ma per disinformare, diffamare, distorcere la realtà dei fatti, screditare chi lavora per il bene del paese e non per gli interessi delle grandi lobby e multinazionali straniere.&lt;br /&gt;Orbán ha, tra le altre cose, vietato che organismi OGM di qualsiasi genere fossero introdotti e commercializzati in Ungheria, e siamo sicuri che la Monsanto e le altre sorelle mafie transgenetiche (nonci riferiamo a Vladimiro Guadagno, in arte 'Lussuria', anche se forse anche lui è una vittima inconsapevole di queste gangs agroalimentari...) non avranno certo accolto con entusiasmo tale decisione...&lt;br /&gt;Il suo 'peccato mortale' è però quello di non voler accettare i dictat della BCE e del FMI, imponendo al sistema bancario magiaro una politica protezionista nazionale, per difendere la sua terra dai mortali attacchi del "grande capitale internazionale": azione più che legittima e saggia in tempi di normalità, ma che nell'era delle "crisi finanziarie indotte" e di "guerre umanitarie" per terrorizzare popoli e governi, per spingerli ad invocare un Nuovo Ordine Mondiale (NWO) sotto l'autorità di un Unico Governo,  suonano come eresie e bestemmie. Ed infatti ecco che i portavoce di tali poteri forti, chiamati a raccolta, scatenano la loro campagna di criminalizzazione su giornali e reti televisive: anzi, fanno a gare a chi le spara più forti. Il quotidiano "la Repubblica" ha addirittura evocato e riesumato la salma di Goebbels per spaventare maggiormente i suoi alienati lettori.&lt;br /&gt;Le banche e le assicurazioni magiare sono state tassate per dare ossigeno e aiuto in un momento di grande difficoltà e transizione: più che giusto diranno in molti. Ed invece questa mossa non è affatto piaciuta agli usurai di Bruxelles e Wall Street, che subito hanno lanciato una campagna di guerra ai bonds ungheresi, generando le solite ripercussioni di terrorismo e rapina ai danni dell'economia nazionale ungherese e del suo popolo.&lt;br /&gt;I portaborse della Goldman Sachs, posti autoritariamente ai vertici dei governi e delle istituzioni bacarie europee, Monti Mario, Draghi Mario, Papademos Lucas, senza che nessun democratico plebiscito popolare li abbia eletti, senza che nessuno dei circa 731milioni di cittadini europei li abbia voluti, non solo non si sognano neppure lontanamente di sfiorare i grandi capitali finanziari e le lobby dell'usura legalizzata, ma anzi varano leggi per favorirle, arricchirle (vedi anche solo il caso dell'obbligo alla transazione bancaria, che impone a circa mezzo milione di pensionati l'apertura di conto/corrente per cifre oltre poche centinaia d'euro), proteggerle, mettendo invece senza pudore le mani nelle tasche (...e non solo...) dei cittadini, dei poveracci, di chi lavora per stipendi da fame, dei pensionati, dei malati che necessitano cure e ricoveri, dei sudditi senza difesa (perchè chiamarli cittadini è un eccesso, in tali condizioni di falsa democrazia, vera dittatura dei prestasoldi del tempio).&lt;br /&gt;Questo il paradosso:&lt;br /&gt;Viktor Orbán, eletto democraticamente, con una maggioranza assoluta di due/terzi, chiede che ad aprire le borse e pagare l'obolo siano le banche, vara leggi a protezione della propria nazione da interferenze e attacchi da parte di gruppi di potere esterni finanziari-politici-culturali, limitando anche la libertà d'azione delle suddette banche quando le loro scelte e decisioni vanno contro gli interessi della nazione, e per questo viene crocifisso dai media e minacciato dai massoni/papponi di Bruxelles ed oltre-Atlantico, presentato al popolo come la bestia nera, il pericolo di deriva "nazista" (sempre "la Repubblica" già citata) da emarginare e criminalizzare.&lt;br /&gt;Monti Mario, Draghi Mario, Papademos Lucas, invece, non eletti da nessuno, ma imposti e cooptati con il ricatto ed il terrore di scenari peggiori ed apocalittici, varano leggi che disarmano il popolo, lo impoveriscono, lo mettono alla mercè dell'elite finanziaria, gli tolgono la speranza per i propri  figli, lo demotivano e spingono verso la disperazione, perchè malgrado per decenni esso abbia pagato i contributi pensionistici rischia di non poter un giorno neppure godere di qualche anno di meritato riposo, con l'età pensionabile sempre più allungata verso la morte e sempre più miserabile, dato l'aumento del costo dei prodotti, bollette, IVA, benzina, quindi cibo e beni di prima necessità. Ma questi dittatori per le banche, Monti Mario, Draghi Mario, Papademos Lucas, ci vengono invece presentati dagli stessi mezzi di informazione mediatica, stampa e TV, come eroi e salvatori, unica possibile speranza di uscire da una tremenda crisi (falsa come i loro datori di lavoro, passati o presenti che siano poco cambia, che l'hanno inventata e generata), mentre invece stanno pianificando la resa incondizionata ed il travaso di ricchezze e poteri locali nelle mani di quella setta di cui tutti loro fanno parte e che assume diverse identità e denominazioni a seconda delle mansioni particolari da svolgere (Bilderberg, Trilateral, CFR, Club di Roma, ed altri di cui la lista a questo link non è esaustiva).&lt;br /&gt;L'obiettivo finale di questa guerra all'umanità è il suo controllo e dominio totale, in sintesi il NWO. Vi sembra una tesi cospirazionista, esagerata, immotivata?&lt;br /&gt;I fatti mi sembra che piuttosto avvalorino, giorno dopo giorno, questa drammatica prospettiva, ed il fatto che anche in Vaticano si inneggi ad una "autorità finanziaria globale" (il Sole 24 ore) si tratti e consideri come meglio gestire l'usura, argomento e mezzo un tempo vietato dottrinalmente, e ci sia una sponda di matrice "spirituale" che accolga e rimbalzi verso il popolo tali disgraziate idee, da' la misura di quanto in profondità sia contagiata e malata la società, infettata da questo morbo talmudico annidato e covato per millenni nel putridume d'un escatologia già riprovata e maledetta.&lt;br /&gt;L'invertebrata natura di questa bestia immonda aspettava ad ergersi il momento in cui la debolezza spirituale e la sana etica  fossero indebolite e stravolte nella loro essenza; che il diritto naturale fosse calpestato e vilipeso; che la vita fosse disprezzata, considerata un'incidente, e la morte divinizzata come un diritto inalienabile: per legge.&lt;br /&gt;I profeti dell'avvento di questo mostro, pare siano a buon punto col lavoro.&lt;br /&gt;Viktor Orbán, o si adeguerà agli ordini superiori, provenienti dai palazzi dove si decidono le sorti dell'Europa e del mondo, accetterà di far derubare ed incatenare il suo popolo e la sua nazione, oppure, come altri capi di stato scomodi e disobbedienti prima di lui, cercheranno di spazzarlo via, di sacrificarlo sull'ara del vitello d'oro, di annientarlo politicamente, fisicamente, se necessita militarmente.&lt;br /&gt;Ma noi vogliamo sempre credere che "l'uomo propone e Dio dispone".&lt;br /&gt;Facciamo i migliori auguri a Viktor Orbán, affinchè non si faccia contagiare dal morbo di cui sopra, che altri capi di stato emergano tra le macerie di questa euromassoneria, con il coraggio e la determinazione  necessarie ad imitare Orbán, per rompere l'assedio e dare l'esempio che un'alternativa al ricatto dei prestasoldi planetari esiste. Basta una scintilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Filippo Fortunato Pilato &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-8857368184591910838?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/8857368184591910838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=8857368184591910838' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8857368184591910838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8857368184591910838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/viktor-orban-lungherese-che-turba-i.html' title='Viktor Orbán, l&apos;ungherese che turba i sogni dell&apos;usura internazionale...'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-7377458771033570953</id><published>2012-01-09T02:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T02:22:00.822+01:00</updated><title type='text'>Lo Schema Ponzi Europeo</title><content type='html'>&lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://images.businessweek.com/ss/09/03/0311_madoff/image/002_ponzi.jpg"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; padding-top: 0px" src="http://lh5.ggpht.com/-fLeUkH9edig/TwRzWKwgLkI/AAAAAAAABLM/BjYrCR8qg3w/002_ponzi%25255B5%25255D.jpg?imgmax=800" alt="002_ponzi" title="002_ponzi" width="500" border="0" height="297" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;parapà   PONZI PONZI* pà! Allacciate le cinture di sicurezza cari amici di   Rischio Calcolato, e abbiate la pazienza di seguire il filo logico di   quanto segue, questa volta non sarò breve ma ne varrà la pena.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questa   è una di quelle faccende che quando le capisci, pensi tra te e te: Non  è  possibile che sia così, non può essere vero. E invece si è proprio   vero!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Oggi andiamo in profondità &lt;strong&gt;nel mega schema Ponzi&lt;/strong&gt;   inventato da Mario Draghi (qualcuno direbbe eseguito da Mario  Draghi..)  per far tirare a campare ancora qualche mese la scassata  baracca  bancaria europea. (indovinate chi paga? scommetto che il  sospetto vi  viene ancora prima di leggere le conclusioni di questo  articolo.).     &lt;/p&gt;  &lt;a name="more" title="more"&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Cominciamo dall’inizio:&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;A   metà Dicembre, Mario Draghi annunciava che la BCE avrebbe effetuato un   operazione di finanziamento straordinario in favore delle banche  europee  (leggete  &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.rischiocalcolato.it/2011/12/mario-draghi-ha-trasformato-la-bce-in-goldma-sachs-azzardo-morale-forever-e-non-parlatemi-di-mercato.html"&gt;questo post&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;per   una trattazione dettagliata), in pratica la BCE, attraverso diverse   aste si è messa a  finanziare qualsiasi banca europea che si presenti ai   suoi sportelli depositando a garanzia un “collaterale” ovvero crediti &lt;strong&gt;di bassa qualità&lt;/strong&gt; allì1% di tasso per un periodo di 36 mesi&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fino qui tutto bene?&lt;/strong&gt; Andiamo avanti.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Come   noto la prima asta si è svolta lo scorso 21 Dicembre 2011 e sono stati   assegnati la bellezza di 486 miliardi di euro in nuovi finanziamenti,  va  detto che in realtà il nuovo debito creato ammonta a “solo” 211   miliardi in quanto contemporaneamente le banche hanno chiuso altri tipi   di finanziamenti meno convenienti che intrattenevano con la BCE.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Facciamo ancora un passettino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il finanziamento straordinario della BCE, non si caratterizza solo per un tasso irrisorio, c’è anche la questione dei&lt;strong&gt; crediti di bassa qualità accettati come collaterale. &lt;/strong&gt;Vedete,   certi termini non vengono mai usati a caso, quando Draghi 20 giorni  fa,  parlava di abbassare il livello della qualità del credito accettato   dalla BCE per concedere finanziamenti alle banche si &lt;strong&gt;riferiva ad una cosa ben precisa e specifica&lt;/strong&gt;. E qui viene il bello (si fa per dire).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Prima di svelare l’arcano occorre fare un passo indietro.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vi ricordate questo codicillo pro banche iscritto nella finanziaria del prof. Mario Monti:&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Dal &lt;strong&gt;Decreto Legge del 6 Dicembre 2011 n. 201&lt;/strong&gt; prevede infatti all’&lt;strong&gt;articolo 8 comma primo&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Art. 8 – Misure per la stabilità del sistema creditizio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;1.   Ai sensi della Comunicazione della Commissione europea C(2011)8744   concernente l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato alle   misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria,  il  Ministro dell’economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, è   autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle   banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a   partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie   garantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di   emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente   decreto. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su   proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, si procede   all’eventuale proroga del predetto termine in conformità alla normativa   europea in materia. (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.ibtimes.com/articles/26169/20111221/ecb-collateral-monti.htm"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Attenzione alle date,&lt;strong&gt; la norma entra in vigore dal 6 Dicembre 2011&lt;/strong&gt;, una settimana prima che la BCE a “&lt;strong&gt;sorpresa&lt;/strong&gt;” annunci l’&lt;strong&gt;LTRO&lt;/strong&gt; (il finanziamento al’1% per 36 mesi).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ok ci siamo? Andiamo avanti!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Da qui in poi ci aiuta un &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-20/corsa-banche-italiane-asta-230022.shtml?uuid=Aa2umAWE"&gt;ottimo articolo apparso sul sito del sole 24&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ore di &lt;strong&gt;Morya Longo&lt;/strong&gt; datato 21 Dicembre: &lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;Quando   oggi la Banca centrale europea aprirà i rubinetti della liquidità, gli   istituti di credito italiani potranno giocare jolly nuovi di zecca per   «prelevare» denaro a Francoforte: l&lt;strong&gt;e obbligazioni bancarie garantite dallo Stato previste dalla manovra del Governo Monti&lt;/strong&gt;.   Tutte le banche italiane sono già pronte a calare questo jolly, nella   speranza di superare la pesante crisi di liquidità che le sta  soffocando  da mesi: già oggi, secondo le indiscrezioni raccolte dal  «Sole 24 Ore»,  &lt;strong&gt;gli istituti italiani hanno a disposizione qualcosa come 50 miliardi di euro di questi nuovi titoli.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Li hanno già creati&lt;/strong&gt;.   Li hanno pronti all’uso. E li utilizzeranno già oggi per andare dalla   Bce: questo significa che gli istituti italiani (dai big come Intesa e   UniCredit, ai medi come Veneto Banca, Credito Valtellinese, Iccrea,   Popolare di Vicenza e Popolare dell’Emilia) hanno la possibilità di   prelevare da Francoforte 50 miliardi in più. E, in futuro, potranno   arrivare a 228 miliardi di euro. Ecco la nuova ‘medicina’, artificiale,   contro il credit crunch. ….&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;(……)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Effetti collaterali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Ma   gli istituti potrebbero usare i soldi, prelevati dalla Bce anche  grazie  ai nuovi titoli, per farne altri usi. Non solo per rimborsare i  propri  titoli in scadenza, ma anche ‐ testimonia un banchiere ‐ «per  ricomprare  parte del proprio debito sul mercato a prezzi bassi». Ma le  banche  potrebbero anche fare altro (caldeggiate dalle stesse Autorità):   utilizzare i finanziamenti della Bce (all’1%) per comprare BTp (che   rendono il 6,5%). Questo avrebbe il merito di abbassare anche i   rendimenti dei BTp e di dare un sollievo allo Stato. &lt;strong&gt;Ma avrebbe anche l’effetto collaterale di creare un corto circuito spaventoso&lt;/strong&gt;:   lo Stato mette la garanzia sui bond bancari, le banche li usano per   finanziarsi in Bce e con i soldi comprano titoli dello stesso Stato. Non   serve un genio per vedere, dietro questa «manna», una potenziale  bomba.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per una volta devo dare merito ad un media mainstream, dunque applausi a &lt;strong&gt;Morya Longo, &lt;/strong&gt;ha centrato il punto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ma com’è andata in realtà?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;da ASCA via &lt;a href="http://it.finance.yahoo.com/notizie/Banche-14-istituti-emettono-asca-2003384083.html"&gt;Yahoo Finance&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;(ASCA) – Roma, 21 dic – &lt;strong&gt;Sono 14 le banche italiane che hanno emesso bond con la garanzia dello Stato&lt;/strong&gt; per &lt;strong&gt;un totale di 40,44 miliardi di euro&lt;/strong&gt;   e che da oggi sono in negoziazione. Nel dettaglio Intesa Sanpaolo   (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) ha emeso bond per 12 miliardi, Mps   (BSE: MPSLTD.BO - notizie) 10 miliardi di euro, Unicredit (MDD: UCG.MDD -   notizie) 7,5 miliardi, Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) 3   miliardi, Popolare Vicenza 1,5 miliardi, Carige per 1,3 miliardi,  Dexia  Crediop 1,05 miliardi, Popolare Sondrio 1 miliardo, Credem 800  milioni,  Popolare Emilia Romagna 750 milioni, Iccrea banca Impresa 650,  Credito  Valtellinese 500 milioni, Iccrea Banca 290 milioni, Banca  (Santiago:  BANCA.SN - notizie) Etruria (Milano: PEL.MI - notizie) 100  milioni.&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E ora l’ultimo tassello dello schema Ponzi (quello che non appare sul S24O): Siete pronti?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sapete   che cosa sono questi fantomatici bond emessi (anzi creati come dice la   Longo) con garanzia dello stato? Bene, signore e signori sono dei   giroconti! Vi siete chiesti come le banche siano riuscite a piazzare nel   volgere di pochi giorni 40,44 miliardi di euro di cartaccia che non   vuole più nessuno?&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Semplice, questi benedetti bond garantiti dallo stato, se li sono sottoscritti sa soli!!!!!!!!!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tanto   per capirci le banche, hanno emesso bond a varie scadenze, e poi se li   sono interamente sottoscritti da soli, dopodiche ci hanno fatto  mettere  il bollino blu della garanzia statale (costa circa un 1%)  infine hanno  presentato il tutto alla BCE come collaterale per ottenere  nuovi  finanziamenti.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ole, Mr Ponzi!&lt;/strong&gt; sei un bambino di fronte a questi geni!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Meritoriamente Zerohedge (&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/news/would-ponzi-any-other-name-smell-bad?utm_source=feedburner&amp;amp;utm_medium=feed&amp;amp;utm_campaign=Feed%3A+zerohedge%2Ffeed+%28zero+hedge+-+on+a+long+enough+timeline%2C+the+survival+rate+for+everyone+drops+to+zero%29"&gt;link&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;)    ieri ha coperto questa storia (i russi non russano) e ci ha regalato  la  schermata di bloomberg che descrive un paio di questi &lt;strong&gt;Ponzi-Bond&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Intesa SanPaolo 3 month Bill&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2011/12/20120103_PT1.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; padding-top: 0px" src="http://lh5.ggpht.com/-2VEsBrSiLA4/TwRzXBrsc4I/AAAAAAAABLU/TFB-JEjppRU/20120103_PT1_0%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" alt="20120103_PT1_0" title="20120103_PT1_0" width="504" border="0" height="282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;UniCredit 3 month Bill&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2011/12/20120103_PT2.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; padding-top: 0px" src="http://lh3.ggpht.com/-xPjAxZaDyq0/TwRzYKF-FoI/AAAAAAAABLc/zjqclnL6Sqw/20120103_PT2_0%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" alt="20120103_PT2_0" title="20120103_PT2_0" width="504" border="0" height="281" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user3303/imageroot/2011/12/20120103_PT4_0.png"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; padding-top: 0px" src="http://lh4.ggpht.com/-A1VKMXNjVK0/TwRzZRUiVdI/AAAAAAAABLk/DkC2orVwlS4/20120103_PT4_0%25255B3%25255D.jpg?imgmax=800" alt="20120103_PT4_0" title="20120103_PT4_0" width="504" border="0" height="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Fantastico   vero! E ora prepariamoci, perchè non finisce qui, a metà Gennaio 2012   la BCE farà una nuova asta per assegnare ancora un pochino di   droga…oooops volevo dire, di debito all’1% alle banche &lt;strong&gt;che si presenteranno con nuovi Ponzi Bond da scontare alla cassa&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Siamo seduti su una Santa Barbara di debito e di moneta sempre più inflazionata.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;parapà Ponzi Ponzi* pà!!&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;* (da Wikipedia) &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Ponzi"&gt;Charles Ponzi&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt; (Lugo, 3 marzo 1882 – Rio de Janeiro, 18 gennaio 1949)&lt;strong&gt; è stato un truffatore italiano&lt;/strong&gt;. Immigrò negli Stati Uniti, dove divenne uno dei più grandi truffatori della storia americana.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Tra   i molti nomi che adottò per mettere in atto le sue operazioni ci sono   Charles Ponei, Charles P. Bianchi, Carl e Carlo. Il suo nome è legato   all’espressione “schema di Ponzi” per indicare il meccanismo di truffa   che adottò e che ancora oggi è in uso in numerose versioni moderne che   fanno uso della posta elettronica…. (la catena di Sant’Antonio)&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;  &lt;p align="justify"&gt;p.s. e se fallisce una di queste banche, indovinate a chi verranno a chiedere il conto della garanzia?&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Funny King &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-7377458771033570953?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/7377458771033570953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=7377458771033570953' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7377458771033570953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/7377458771033570953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/lo-schema-ponzi-europeo.html' title='Lo Schema Ponzi Europeo'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/-fLeUkH9edig/TwRzWKwgLkI/AAAAAAAABLM/BjYrCR8qg3w/s72-c/002_ponzi%25255B5%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-6543066765569700749</id><published>2012-01-08T02:14:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T02:14:02.937+01:00</updated><title type='text'>Viaggio in Argentina: la ripresa è possibile invertendo rotta</title><content type='html'>&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="fotosxdid"&gt;&lt;img src="http://www.ilcambiamento.it/foto/250/argentina.jpg" alt="Argentina" title="Argentina" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Argentina: la ripresa economica è passata per la riappropriazione dello stato sociale e della sovranità monetaria&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Riuscirà la cura Monti a risollevare la malridotta economia italiana? Ci salveremo dalla &lt;strong&gt;peggior crisi economica&lt;/strong&gt;   mai piombataci addosso oppure siamo solo agli inizi? E l'Europa ne   uscirà più unita o più frammentata? L'euro reggerà il colpo? E le   banche? E i cittadini? Migliaia di domande come queste affollano le   menti degli italiani, le loro conversazioni a tavola e nei bar, i blog, i   forum. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una convinzione piuttosto diffusa è che la crisi   economica sia qualcosa di incontrollabile, un processo che una volta   iniziato, alla stregua di una fusione nucleare, è impossibile da   fermare. Altra convinzione che si sente più volte ripetere, come un   mantra, è che le misure della exit-strategy proposta da Monti sono “le   uniche possibili”, che &lt;strong&gt;il rigore e l'austerità&lt;/strong&gt; sono  inevitabili.  Queste convinzioni finiscono per legittimare le posizioni  dei poteri  dominanti e per farci abbandonare ogni battaglia in virtù di  un bene e  di una coesione nazionale superiori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Idee del genere  sono  del tutto infondate. La crisi e le sue evoluzioni sono il  risultato di  precise politiche economiche decise a livello mondiale ed  europeo. Basta  dare uno sguardo ad altri paesi, seguire altri esempi,  per accorgersi  che politiche diverse conducono a &lt;strong&gt;risultati opposti&lt;/strong&gt;; che è possibile uscire dalla crisi senza passare per misure economiche restrittive. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diamo   uno sguardo a quanto accaduto in Argentina. Dieci anni fa il paese era   travolto e portato al fallimento da uno tsunami economico. Le cause   della crisi affondavano le radici negli anni Novanta, quando per   combattere un'&lt;strong&gt;inflazione galoppante&lt;/strong&gt;, che aveva  raggiunto la  percentuale record del 5mila per cento nel 1989 (con tassi  mensili del  200 per cento), il nuovo governo guidato da Carlos Menem  decise di  ancorare la valuta nazionale al dollaro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il cambio  venne  fissato dall'allora ministro dell'economia Domingo Cavallo nel  rapporto  di 1 ad 1: ogni dollaro Usa veniva scambiato per peso  argentino; la  banca centrale argentina era costretta a tenere nelle  proprie casse  riserve in dollari pari al valore della quantità di  moneta in  circolazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sistema riuscì in effetti nell'intento  che  si era preposto: l'inflazione della moneta si arrestò in fretta.  Ma al  tempo stesso il nuovo cambio fisso rendeva improvvisamente &lt;strong&gt;convenienti le importazioni&lt;/strong&gt;, al punto che la produzione subì una brusca frenata; il paese andò incontro ad una vera e propria deindustrializzazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel   frattempo il debito pubblico continuava ad aumentare. Un debito che, a   detta del giornalista Denis Robert, autore del saggio &lt;em&gt;Revelation$&lt;/em&gt; (2001), era finanziato in modo illegale da alcuni grossi gruppi – fra cui &lt;strong&gt;Citibank&lt;/strong&gt;   – attraverso dei fondi nascosti. Questo sistema aveva fatto crescere  il  volume dell'economia sommersa argentina e alimentava la pratica   dell'evasione fiscale e della fuga dei capitali all'estero. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per pagare il debito il &lt;strong&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/strong&gt;   – da sempre complice, per molti persino mandante nascosto, dei governi   argentini fin dagli anni cinquanta – concedeva volentieri nuovi  prestiti  e dilazioni nei pagamenti dei vecchi, ma gli interessi erano  sempre più  elevati. E cosa faceva il governo per farvi fronte? Faceva  quello che i  dettami liberisti prevedono in questi casi: privatizzava.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Privatizzava, vendeva, svendeva, e con il flusso di denaro dall'estero ripagava prestiti e debito. Finché &lt;strong&gt;non ci fu più niente da vendere&lt;/strong&gt;. E fu allora che, con la produzione e la crescita ferme, scoppiò la crisi più nera.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel   1999 il Pil diminuì del 4 per cento e il paese entrò in recessione.  Gli  investitori persero in fretta la propria fiducia e la fuga di  capitali  all'estero aumentò. Nel 2001, con la disoccupazione alle  stelle, un  debito enorme e l'economia in recessione iniziò una folle &lt;strong&gt;corsa agli sportelli&lt;/strong&gt;: i cittadini presi dal panico iniziarono uno dopo l'altro a ritirare i propri risparmi per convertirli in altre valute.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per arginare il fenomeno il governo decise di applicare una serie di misure, note come &lt;em&gt;corralito&lt;/em&gt; che &lt;strong&gt;congelavano i conti bancari&lt;/strong&gt;   degli argentini e rendevano possibili solo piccoli prelievi. Questo   ebbe come effetto principale di esasperare ancora di più i cittadini,   che scesero in piazza per protesta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le manifestazioni che nascevano spontanee presero il nome di &lt;em&gt;cacerolazos&lt;/em&gt;,   dal rumore che i manifestanti ottenevano percuotendo pentole, tegami,   padelle e casseruole con mestoli e cucchiai. Si trattava, almeno   inizialmente, di proteste pacifiche, che però in molti casi sfociavano   in atti dimostrativi anche violenti contro banche e multinazionali. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La   polizia reagiva spesso con violenza. L'escalation culminò sul finire   del 2001, quando il presidente Fernando de la Rúa dichiarò lo &lt;strong&gt;stato d'emergenza&lt;/strong&gt;.   Il 20 ed il 21 dicembre in Palza de Mayo – la piazza principale di   Buenos Aires – gli scontri furono violentissimi. La polizia sparò sulla   folla uccidendo circa quaranta persone. De la Rúa fu costretto a  fuggire  in elicottero per evitare il linciaggio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu proprio   allora, col paese scosso ed il presidente in fuga, che si iniziarono a   porre le basi per una nuova Argentina. Partendo dalla prima decisione   inevitabile: il &lt;strong&gt;default&lt;/strong&gt;. Il nuovo governo ad interim  dichiarò  l'insolvenza su circa l'80 per cento del debito sovrano  argentino, per  un totale di 132 miliardi di dollari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Subito dopo  fu  abolita anche la convertibilità a cambio fisso con il dollaro: il  peso  andò in contro ad una forte svalutazione. Inizialmente gli effetti   furono devastanti: la percentuale dei cittadini al di sotto della &lt;strong&gt;soglia di povertà&lt;/strong&gt;   salì fino a sfiorare, nell'ottobre 2002, la quota del 60 per cento;   circa il 30 per cento della popolazione era classificata in stato di   povertà estrema, ovvero incapace di procurarsi il cibo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I senzatetto divennero migliaia; in molti si dettero all'attività di &lt;em&gt;cartoneros&lt;/em&gt;, ovvero raccoglitori di cartone, che cercavano frugando per strade e vicoli e poi rivendevano agli &lt;strong&gt;impianti di riciclaggio&lt;/strong&gt;. Fu un passaggio doloroso ma inevitabile, ma è da lì che l'Argentina trovò la forza e prese la spinta per ripartire. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla guida del paese fu eletto &lt;strong&gt;Néstor Kirchner&lt;/strong&gt;,   un ex membro della gioventù peonista repressa nel sangue dalla   dittatura militare del '76. Durante il suo governo, e quello successivo   della moglie Cristina Fernández, l'Argentina mise in atto politiche   economiche di stampo nettamente diverse da quelle degli ultimi   cinquant'anni che, sotto l'egira dei poteri forti della finanza globale –   l'Fmi su tutti -, avevano contribuito a smantellare lo stato sociale e   generato la crisi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il peso debole favoriva una ripresa  delle  esportazioni e il governo non esitava a stampare moneta per  finanziare  la ripresa economica e riattivare i &lt;strong&gt;circuiti di previdenza sociale&lt;/strong&gt;   e distrutti da anni di neoliberismo. Molte funzioni e servizi furono   ripubblicizzati, dall'acqua, all'elettricità, all'istruzione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Inoltre   l'alleanza con il Brasile di Lula assumeva un'importanza strategica   fondamentale nell'opposizione agli Stati Uniti che guardavano   all'America Latina come ad un terreno fertile per gli investimenti delle   proprie multinazionali. Ftaa, acronimo di &lt;strong&gt;Free trade areas of America&lt;/strong&gt;,   si chiamava il progetto. Alca in spagnolo. Era finanziato dal governo   Bush e mirava ad abbattere ogni barriera fra stati delle americhe, con   l'evidente scopo di favorire i commerci Usa e fare dell'America latina   una fabbrica a basso costo. Nel 2005, a Mar del Plata, l'alleanza    Kirchner-Lula risultò fondamentale nel contrastare i progetti   imperialisti statunitensi ed opporsi fermamente al progetto, facendolo   di fatto morire sul nascere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 2006, un anno più tardi, con il paese che dal 2004 era tornato a crescere a tassi record del &lt;strong&gt;7-10 per cento annui&lt;/strong&gt;, l'Argentina finì di onorare il proprio prestito con l'Fmi e decise di non contrarne di nuovi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi   l'Argentina è un paese sovrano, che cresce con tassi fra i più elevati   al mondo e lo fa aumentando le garanzie sociali, i servizi statali, i   diritti dei propri cittadini. Sono riconosciuti i matrimoni  omosessuali,  la libertà d'informazione è garantita attraverso apposite  leggi che  impediscono i monopoli, il rispetto dei diritti umani è  ritenuto uno dei  principi fondamentali della repubblica. Nell'ottobre  2011 Cristina  Fernández è stata rieletta alla guida del paese con il 54  per cento dei  voti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Esiste il modo di uscire dalla crisi senza  passare  per l'austerità, per la stabilità, ma piuttosto attraverso uno  stato  forte, che stampa moneta per finanziare servizi e ripresa  economica.  Certo, non in questa Europa, in cui l'emissione di denaro è  affidata ad  un &lt;strong&gt;manipolo di banchieri&lt;/strong&gt;, a cui  interessano i tassi di cambio  dell'euro con il dollaro, l'inflazione,  non certo il benessere degli  euro-cittadini. Non in un'Europa, insomma,  basata su un'unione  esclusivamente finanziaria, senza uno straccio di  politiche sociali  condivise.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Andrea Degl'Innocenti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-6543066765569700749?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/6543066765569700749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=6543066765569700749' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6543066765569700749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6543066765569700749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/viaggio-in-argentina-la-ripresa-e.html' title='Viaggio in Argentina: la ripresa è possibile invertendo rotta'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2846177537102337080</id><published>2012-01-07T02:13:00.000+01:00</published><updated>2012-01-07T02:13:00.102+01:00</updated><title type='text'>I segnali di implosione della bolla immobiliare cinese</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table width="100%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="15" align="center" background="themes/3D-Fantasy/images/middle.gif"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td width="15" background="themes/3D-Fantasy/images/left3.gif"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td width="100%" bgcolor="#ffffff"&gt;  &lt;img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/the-piano-house-in-China.jpg" alt="" height="180" width="280" align="left" /&gt; &lt;br /&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;È  sempre più evidente che in Cina   la bolla dovuta alla speculazione  immobiliare sta per esplodere. L’esito   destabilizzerà il sistema  bancario del paese, rallenterà la crescita   economica e avrà un forte  impatto sull'economia di tutto il mondo che   ha contato sulla Cina come  volano della crescita dall’inizio della   crisi finanziaria globale nel  2008.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Un articolo del mese scorso nella rivista &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;color:#333333;"&gt;&lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt; Stati Uniti ha evidenziato che "&lt;em&gt;le   riduzioni dei prezzi forti e improvvise &lt;/em&gt;  "&lt;em&gt;stavano “sconvolgendo il mercato degli immobili in tutta   la Cina&lt;/em&gt;".  Ha citato I dati del settore che mostrano un calo   del 35 per cento  nel valore delle case nuove costruite a Pechino nel   solo novembre, e  che I costruttori hanno ormai in inventario invenduto   per 22 mesi a  Pechino e per 21 a Shangai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Scritto da un accademico della prestigiosa università Tsinghua di Pechino, l'articolo riporta: "&lt;em&gt;Tutti,    dai proprietari locali posto agli speculatori cinesi e agli  investitori  internazionali, sono preoccupati per queste diminuzioni,  che oramai  indicano che la ‘più grande bolla del secolo’, come viene  chiamata  dall’inizio di quest’anno, è appena scoppiata, con serie  conseguenze non  solo per una delle economie più promettenti al mondo,  ma anche per  l’ambito internazionale&lt;/em&gt;."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Spinto  dal settore edilizio, nel 2010  il paese ha prodotto 627 milioni di  tonnellate di acciaio, il 44,3 per  cento della produzione mondiale;  1,87 miliardi di tonnellate di cemento,  il 60% del totale globale; il  43% dei macchinari per le costruzioni,  gli escavatori e i &lt;em&gt;bulldozer&lt;/em&gt;.  La rapida espansione dell’edilizia  speculativa ha fatto esplodere  anche la spesa della classe media, con un  forte aumento della richiesta  di autovetture: nel 2010 la produzione  cinese di auto è  stata pari a  18,2 milioni di veicoli, un quarto della produzione  mondiale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Importanti  aziende multinazionali,  come quelle minerarie in Australia e in  Brasile, e i produttori di  attrezzature in Germania e Giappone, saranno  le prime a subire colpi  pesanti da un calo pronunciato del valore  degli immobili in Cina. Anche  la Cina potrebbe causare un altro shock,  oltre recessioni già previste  in Europa e in altre zone del pianeta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;L’attuale  bolla immobiliare ha le sue  radici nella crisi finanziaria mondiale  del 2008-09. Il regime  stalinista cinese ha dato in prestito trilioni  di dollari nel disperato  tentativo di arginare le rivolte sociali dopo  che 23 milioni di  migranti, soprattutto nelle industrie esportatrici,  avevano perso il  lavoro. Ma l’esito più importante è stato il  moltiplicarsi dei prestiti  concessi agli enti locali, ai costruttori e  alle aziende industriali per  speculare sul mercato immobiliare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Guidato  dalla rapida espansione del  settore edilizio, gli investimenti di  capitale attualmente formano quasi  il 50% per PIL nazionale, Nei primi  dieci mesi dell'anno scorso, sono  stati edificati 3,6 miliardi di metri  quadrati di superficie, con  vendite pari solamente a 709 milioni di  metri quadrati, indicando  un’enorme superiorità dell’offerta sulla  domanda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Allo stessa tempo  l’inaccessibilità  della casa è diventata una questione di grande  importanza politica in  Cina. Prendendo in considerazione i prezzi  all’inizio di quest’anno, a  Pechino ci vogliono 36 anni di uno  stipendio medio per comprarsi una  casa normale, contro i 18 a  Singapore, 12 a New York e 5 a Francoforte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Inoltre,  si stima che circa 65 milioni  di case sono al momento “vacanti”,  tenute vuote per cercare di spuntare  un prezzo di vendita più alto in  futuro. Questa irrazionalità sociale è  espressa ancora più visivamente  nelle città più piccole, come Ordos  della Mongolia Interna dove gli  investimenti immobiliari hanno  registrato una crescita media del 69%  negli ultimi quattro anni, quando  la media nazionale è invece del 27,6  per cento. Grandi parti di Ordos  sono diventate città fantasma, con gli  speculatori che lasciano  incompiuti o vuoti interi isolati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Alla  fine del 2010, Pechino ha cercato  di sopire il pubblico scontento per  l’incremento dei prezzi, imponendo   restrizioni alla concessione di  prestiti dal parte delle banche e ai   proprietari di case. Queste  misure hanno solo aggravato l'instabilità   finanziaria, dato che molti  operatori si sono rivolti ad altri per ottenere   prestiti estremamente  alti. La montante crisi economica si è sommata   alla mancanza della  ripresa nei maggiori mercati di esportazioni, gli   Stati Uniti, il  Giappone e l'Unione Europea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Le  aziende nel centro di smistamento   dell’export di Wenzhou hanno  contratto molti prestiti con caratteristiche   infide che portano i  tassi di interesse fino al 150 per cento. Le svendite   nel settore  immobiliare minacciarono di scatenare un effetto domino,   facendo fuori  un gran numero di piccole e media imprese. Più di 80   imprenditori  cariche di debito hanno abbandonato la città, e lo scorso   anno un  produttore di scarpe si è suicidato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Il  crollo del mercato immobiliare è   divenuto una nuova fonte di  malcontento. La scorsa fine settimana, migliaia   di piccoli investitori  hanno manifestato nella stazione ferroviaria   della città di Anyang,  nel tentativo di far arrivare le proprie lamentele   alla dirigenza di  Pechino. Hanno perso i propri risparmi in strutture   di investimento  stile Ponzi, basate anche sull’immobiliare, che poi   sono fallite. Fin  da ottobre, gli operatori di molti di questi schemi   sono fuggiti dopo  che le loro strutture -  fondate sull'imbroglio   degli investitori,  invogliati dagli altri ritorni – sono andate perdute.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;I dati pubblicati la settimana scorsa   dalla &lt;em&gt;Bank of China&lt;/em&gt;  sul primo trimestre segnala l’enorme mole   dei debiti contratti dagli  enti locali per finanziare progetti immobiliari   e infrastrutturali in  un pacchetto di stimoli che risale al 2008: "&lt;em&gt;Le   dimensioni reali  del debito sono probabilmente maggiori [rispetto alla   stima ufficiale  di 1,69 trilioni di dollari] e gran parte di questo   debito è a breve  scadenza.&lt;/em&gt;” La crisi nella vendita dei terreni,   che formavano più  del 40%  delle entrate degli enti locali, ha   fatto grandi danni. Da  gennaio a novembre dell'anno scorso, sono stati   venduti 24.000 lotti  di terreno per un totale di 1,18 trilioni di yuan,   con un calo di  valore pari al 30,5 per cento rispetto allo stesso periodo   del 2010.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Per  compensare la flessione del mercato   immobiliare, Pechino sta  poggiando le proprie speranze sulla costruzione   di 36 milioni di  appartamenti sovvenzionati per il 2015. Questa strategia   da "&lt;em&gt;due piccioni con una fava&lt;/em&gt;"  cerca di offrire edilizia   economica per i lavoratori a basso reddito,  cercando di mantenere la   crescita guidata dagli investimenti. Ma i  sondaggi dimostrano che la   maggior parte dei costruttori non ha alcun  incentivo a costruire immobili   che caleranno di prezzo. Si sospetta  che i governi municipali abbiano   gonfiati i dati di questi progetti,  considerando i buchi di prospezione   con l’"inizio" della costruzione. I  prestiti bancari per   questi progetti, specialmente se destinati agli  affitti, potrebbero   diventare un’altra fonte di cattivo debito nei  prossimi anni, a causa   dei bassi rendimenti degli affitti stessi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;La  Bank of China ha previsto per quest’anno   una crescita economica  dell’8,8%, dopo il 9,3% del 2011. Comunque,   Andy Xie, un importante  economista cinese, ha affermato la settimana   scorsa che, viste le  enormi distorsioni enormi create dalla bolla immobiliare,   ci potrebbe  essere una "&lt;em&gt;correzione&lt;/em&gt;" che durerebbe fino   al 2014 e che potrebbe dimezzare la percentuale di crescita, portandola   a solo il 4-5 per cento. "&lt;em&gt;Se pensate che il 2008 sia stato pessimo&lt;/em&gt;,”,   ha scritto Xie, "&lt;em&gt;allora allacciatevi le cinture di sicurezza   per il 2012&lt;/em&gt;."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Una  crescita drammaticamente lenta,   per non menzionare l’irrisolta crisi  finanziaria, porterà inevitabilmente   a un aumento della  disoccupazione, causando fermenti sociali in Cina   che avranno immense  implicazioni sul capitalismo globale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Juan Chan &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;**********************************************&lt;/span&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.wsws.org/articles/2012/jan2012/chin-j04.shtml"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;color:#333399;"&gt;Signs that China’s property bubble is imploding&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2846177537102337080?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2846177537102337080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2846177537102337080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2846177537102337080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2846177537102337080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/i-segnali-di-implosione-della-bolla.html' title='I segnali di implosione della bolla immobiliare cinese'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-4141743928374587730</id><published>2012-01-05T02:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T02:20:00.209+01:00</updated><title type='text'>Perché agli USA serve una grande guerra?</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div style="float: right; padding: 2px; margin-left: 12px; margin-bottom: 7px; border: 1px solid #000000"&gt; &lt;img src="http://www.geopolitica-rivista.org/cms/wp-content/uploads/yapb_cache/shamsara20101013101049467.6ldbpz1m13goc4ggsgkgk48co.1n4kr7rgh18gs08gcg0csw4kg.th.jpeg" alt="Perché agli USA serve una grande guerra" title="Perché agli USA serve una grande guerra" width="250" /&gt;  &lt;/div&gt;            &lt;p&gt;Attualmente  ci troviamo nel mezzo d’una fase di turbolenza del  ciclo evolutivo  mondiale, cominciata negli anni ’80 e destinata a  terminare per la metà  del XXI secolo. Nel corso di tale processo, gli  USA stanno  evidentemente perdendo il loro status di superpotenza…&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stime  fornite dagli esperti dell’Accademia Russa delle Scienze  mostrano che  l’attuale periodo di forte instabilità dovrebbe terminare  attorno al  2017-2019, con una crisi. La crisi non sarà profonda quanto  quelle del  2008-2009 e del 2011-2012, e segnerà la transizione verso  un’economia  edificata su una nuova base tecnologica. Il rinnovamento  economico  probabilmente comporterà, nel 2016-2020, grossi mutamenti   nell’equilibrio mondiale di potenza e grandi conflitti politico-militari   che coinvolgeranno sia i pesi massimi dell’agone globale, sia i paesi   in via di sviluppo. Presumibilmente, gli epicentri dei conflitti  saranno  nel Medio Oriente e nell’Asia Centrale post-sovietica.&lt;br /&gt;Il  secolo del dominio politico-militare e della supremazia economica   globale degli USA è prossimo alla fine. Gli USA hanno fallito la prova   dell’unipolarità e, feriti dai permanenti conflitti mediorientali,   mancano oggi delle risorse necessarie a mantenere la guida mondiale.&lt;br /&gt; La multipolarità implica una distribuzione più equa delle risorse   mondiali ed una profonda trasformazione d’istituzioni internazionali   come l’ONU, il FMI, la Banca Mondiale ecc. Al momento il &lt;em&gt;Washington Consensus&lt;/em&gt;   pare morto e sepolto, e l’agenda globale dovrebbe avere al primo posto   la costruzione di un’economia con molti meno livelli d’incertezza, più   rigidi regolamenti finanziari, ed una maggiore equità nell’allocazione   dei ritorni e profitti economici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I centri dello sviluppo  economico stanno slittando dall’Occidente,  che vanta la rivoluzione  industriale tra i suoi grandi meriti, all’Asia.  Cina e India dovrebbero  prepararsi ad una corsa economica senza  precedenti, con sullo sfondo  una più ampia competizione tra le economie,  che sfruttano i modelli del  capitalismo di Stato e della democrazia  tradizionale. Cina e India, i  due paesi più popolosi al mondo,  definiranno le direzioni ed il ritmo  dello sviluppo futuro, ma la grande  battaglia per la supremazia  mondiale sarà combattuta tra USA e Cina: in  palio c’è anche la scelta  del sistema politico e del modello  socie-economico post-industriale per  il XXI secolo.&lt;br /&gt;La domanda che sorge è: come reagiranno a questa transizione gli USA?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;***&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Va  tenuto conto che qualsiasi strategia statunitense parte  dall’assunto  che sia inaccettabile perdere la supremazia mondiale. Il  collegamento  tra &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; mondiale e prosperità nel XXI secolo è un assioma per le &lt;em&gt;élites&lt;/em&gt; statunitensi, indipendente da tutti i dettagli politici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Modelli  matematici delle dinamiche geopolitiche globali portano a  concludere  che l’unica opzione a disposizione degli USA per arrestare il  rapido  disfacersi del suo status geopolitico impareggiato, sia quella  di  vincere un conflitto convenzionale su larga scala.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è un  segreto che occasionalmente hanno funzionato (si pensi al  collasso  dell’URSS) anche metodi non militari di sbarazzarsi dei rivali,  e le  corrispondenti tecnologie sono costantemente affinate negli USA.   D’altro canto, ad oggi paesi come la Cina o l’Iran sono apparsi   evidentemente immuni alla manipolazione esterna. Se le attuali dinamiche   geopolitiche dovessero persistere, ci si può attendere il cambiamento   di &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; mondiale per il 2025, ed il solo modo per gli USA di arrestare questo processo è scatenare una grande guerra…&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  paese che stia per perdere la supremazia non ha altra opzione che   colpire per primo, ed è ciò che Washington sta facendo da circa 15 anni.   La peculiare tattica degli USA è di scegliere come bersagli non i   candidati alternativi alla supremazia geopolitica, ma paesi che appaiono   più facili da affrontare al momento. Attaccando Jugoslavia,  Afghanistan  o Iraq, gli USA hanno cercato di gestire problemi puramente  economici, o  regionali; ma una questione più grande richiederà  senz’altro un  bersaglio assai più significativo. Gli analisti militari  ritengono che i  candidati più a rischio d’essere presi a bersaglio nel  nome d’una nuova  redistribuzione globale siano l’Iran più la Siria ed i  gruppi sciiti  quali il libanese Hezbollah.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La redistribuzione  è, di fatto, in corso. La Primavera Araba, tramata  e gestita da  Washington, ha creato le condizioni appropriate ad una  fusione del  mondo musulmano in un singolo califfato. Gli USA ritengono  che questa  nuova formazione aiuterà la vacillante superpotenza a  mantenere la  propria presa sulle risorse energetiche chiave a livello  mondiale, e a  salvaguardare i suoi interessi rispetto all’Asia e  all’Africa. Senza  dubbio, la sfida che ha indotto gli USA ad  architettare questo nuovo  tipo di sistemazione è il crescente potere  della Cina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Liberarsi  di Iran e Siria, che si frappongono sulla strada del  dominio globale  statunitense, sarebbe il prossimo passo naturale per  Washington. I  tentativi di rovesciare il regime iraniano fomentando  disordini tra la  popolazione sono falliti clamorosamente, ed analisti  militari  sospettano che all’Iran spetti uno scenario analogo a quelli  visti in  Iraq e Afghanistan. Il piano ha serie possibilità di  realizzarsi, anche  se oggi persino il ritiro da Iraq e Afghanistan pone  considerevoli  problemi agli USA.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La realizzazione del progetto del Grande Medio  Oriente – assieme a  notevoli danni alla posizione di Russia e Cina –  sarebbe l’obiettivo  centrale che gli USA sperano di conseguire  combattendo una grande  guerra… Il disegno è divenuto ampiamente noto  negli USA dopo la  pubblicazione sul &lt;em&gt;Armed Forces Journal&lt;/em&gt; della  celebre mappa di  Peters. La motivazione di fondo sta nell’espellere  Russia e Cina dal  Mediterraneo e dal Medio Oriente, nel tagliar fuori  la Russia dal  Caucaso Meridionale e dall’Asia Centrale, e nel  disconnettere la Cina  dai suoi fornitori d’energia più importanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  materializzarsi del Grande Medio Oriente rovinerebbe le  prospettive  russe di costante e pacifico sviluppo; infatti l’instabile  Caucaso del  Sud, controllato dagli USA, trasmetterebbe ondate  destabilizzanti nel  Caucaso del Nord. Dal momento che la  destabilizzazione sarebbe condotta  da forze fondamentaliste islamiche,  tutte le regioni russe a  prevalenza musulmana sarebbero coinvolte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli USA non sono più in grado di sostenere il &lt;em&gt;Washington Consensus&lt;/em&gt;   facendo affidamento su strumenti politici ed economici. Il cinese  Jemin  Jibao ha dipinto un quadro di strabiliante chiarezza, quando ha  scritto  che gli USA sono diventati un parassita mondiale che stampa  illimitate  quantità di dollari e le esporta per pagare le sue  importazioni, e  dunque sostiene gli eccessivi livelli di vita  nordamericani derubando il  resto del mondo. Il primo ministro russo ha  espresso una visione simile  durante il suo viaggio in Cina, il 17  novembre 2011.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attualmente la Cina sta lavorando alacremente per  limitare la sfera  di circolazione del dollaro. La quota di valuta  statunitense nelle  riserve cinesi sta precipitando, e nell’aprile 2011  la Banca Centrale  cinese ha annunciato il progetto di escludere  totalmente il dollaro  nelle compensazioni internazionali. Il colpo  inferto al dominio  valutario statunitense non è ovviamente destinato a  rimanere senza  risposta. Anche l’Iran sta cercando di ridurre la quota  del dollaro  nelle sue transazioni: nel luglio 2011 ha aperto una borsa  petrolifera  iraniana, dove sono accettati solo l’euro e la moneta  persiana. Iran e  Cina stanno negoziando di barattare prodotti cinesi  col petrolio  iraniano, rendendo così possibile, tra le altre cose,  scavalcare le  sanzioni imposte all’Iran. Il dirigente iraniano ha  affermato che il  volume degli scambi con la Cina dovrà raggiungere i  100 miliardi di  dollari, e ciò renderebbe inefficaci i piani  statunitensi per isolare  l’Iran.&lt;br /&gt;Gli sforzi statunitensi per  destabilizzare il Medio Oriente potrebbero  attribuirsi in parte al  calcolo che la ricostruzione della regione, se  devastata, richiederebbe  massicce iniezioni di dollari, favorendo così  la rivitalizzazione  dell’economia statunitense. Nel 2011 la strategia  statunitense mirante a  preservare il dominio globale ha cominciato a  tradursi in politiche  basate sulla forza, dal momento che Washington  vede nel deprezzamento  dei possedimenti in dollari una possibile  soluzione alla crisi. Una  grande guerra potrebbe servire allo scopo. Il  vincitore sarebbe in  grado d’imporre al mondo le sue condizioni, come  avvenne nel 1944 con  la creazione del sistema di Bretton-Woods. Per  Washington, guidare il  mondo può valere una grande guerra.&lt;br /&gt;Può l’Iran, fornitagli la  necessaria assistenza, mettere fine  all’espansione universale  statunitense? La questione sarà trattata nel  prossimo articolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Viktor Burbaki &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: right"&gt;(Traduzione di Daniele Scalea)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.strategic-culture.org/news/2012/01/04/why-the-us-needs-a-major-war.html" target="_blank"&gt;Strategic Culture Foundation&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-4141743928374587730?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/4141743928374587730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=4141743928374587730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4141743928374587730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/4141743928374587730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/perche-agli-usa-serve-una-grande-guerra.html' title='Perché agli USA serve una grande guerra?'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-5505465532564728556</id><published>2012-01-04T02:51:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T02:51:00.542+01:00</updated><title type='text'>Argentina, la rinascita in dieci anni</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;div class="entry" style="font: normal normal normal 14px/24px Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; color: #090909; text-align: justify"&gt;&lt;p style="margin: 0px 0px 16px; font-family: Georgia,sans-serif; color: rgb(71, 71, 71);"&gt;&lt;a style="color: #045f9f; text-decoration: none" href="http://www.statopotenza.eu/cms/wp-content/uploads/2012/01/argentina-world-cup.jpg"&gt;&lt;img style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; float: left; margin-top: 5px; margin-right: 10px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; border-width: 0px; padding: 0px" class="alignleft size-medium wp-image-1513" src="http://www.statopotenza.eu/cms/wp-content/uploads/2012/01/argentina-world-cup-222x300.jpg" alt="" title="argentina-world-cup" height="300" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;Il  tempo vola. Sono passati ormai più di dieci anni da quando l’Argentina,  per usare le grate parole di Fidel Castro, precipitò il modello  economico neoliberista nelle più remote profondità del prospicente  Oceano Atlantico. In due giorni, fra il 19 ed il 20 dicembre 2001,  l’allora presidente Fernando De La Rua, “liberalsocialista” eletto due  anni prima nelle fila dello storico Partito Radicale, se la dovette  svignare dal tetto della Casa Rosada a bordo di un elicottero, dopo aver  ordinato un’inutile repressione a suon di mitragliate contro la folla  in piazza, con un bilancio di oltre quaranta vittime ed i cui effetti  furono soprattutto quelli di gettare ulteriore benzina sul fuoco.  Proprio come le sollevazioni di Caracas del 1992 contro le austerità  indette dal presidente Carlos Andrés Pérez (Caracazo), di Piazza delle  Tre Culture a Tlatelolco in Messico nel ’68 o di Bogotà alla fine degli  Anni Quaranta (Bogotazo): tutti episodi che insanguinarono la storia  latinoamericana della seconda metà del Novecento con migliaia di  vittime.&lt;br /&gt;A causare l’insurrezione di Buenos Aires erano stati i  “consigli” del FMI, culminati in una vera e propria serrata  (“corralito”) dei conti correnti e dei bancomat: cosa che impedì non  solo al proletariato ed al sottoproletariato ma anche al fino ad allora  benestante ceto medio urbano di mantenersi da vivere, provvedendo al  pagamento delle più elementari spese quotidiane. Era l’epilogo di una  storia cominciata quasi cinquant’anni prima, col golpe del 1955 che  aveva destituito Peròn consegnando il paese all’arbitrio ed al  saccheggio da parte del FMI e del grande capitale nordamericano, in  combutta con una classe politica locale neoliberale e pronamente  filostatunitense. In una drammatica, caotica e “mimetica” alternanza fra  tre dittature militari (di cui l’ultima, la più fatale, quella del  cosiddetto “Processo di Riorganizzazione Nazionale”, dal 1976 al 1983),  che provocarono oltre 30.000 desaparecidos, e governi “democratici” (ma  oltremodo complici, disponibili e tolleranti sia verso le altre  dittature militari e reazionarie del Continente sia verso i gruppi  fascisti, terroristi e paramilitari attivi nel paese, per non parlare  poi dell’impunità concessa ai militari dalle mani lordate di sangue),  l’Argentina cambiò completamente volto. Se sotto Peròn era una delle  prime dieci economie al mondo, con una crescita robusta, piena  occupazione ed enormi riserve valutarie, 46 anni più tardi l’Argentina  era invece il paese dei record negativi con il 71% di bambini  sottonutriti nelle province più povere, il tasso di disoccupazione al  42% ed il debito pubblico procapite più alto al mondo. A causa della  parità fra peso e dollaro le attività manifatturiere erano state  spazzate via dalla concorrenza dei prodotti nordamericani, mentre le  massicce privatizzazioni avevano liquidato un immenso patrimonio  pubblico (scandaloso, per esempio, fu il caso dell’industria petrolifera  di Stato, letteralmente regalata e frammentata fra sciacalli stranieri:  si veda il bellissimo documentario “Diario del saccheggio” di Fernando  Solanas, del 2003). Sempre sotto il camaleontico Menem la televisione  commerciale e spazzatura aveva assunto il monopolio nella vita  culturale, ergendosi a formidabile arma di distrazione di massa con cui  distrarre e disinteressare la popolazione dal costante peculato e dalla  crescente corruzione portati avanti dall’intera classe politica. Alle  classi più povere si vendevano i sogni ed i miraggi di  un’irraggiungibile società dei consumi e della ricchezza, un vero e  proprio stordimento culturale, mentre nelle classi medie si fomentavano  le solite paure del “socialismo” così funzionali ad avvincerle e  convincerle a votare perennemente le destre e le sinistre liberali e  liberiste serve del FMI e del consenso di Washington. In questo modo uno  dei paesi più progrediti dell’America Latina e del mondo, non solo  tecnicamente ed economicamente ma anche culturalmente, era stato  completamente razziato, deturpato e dilapidato.&lt;br /&gt;La caduta di De La  Rua e del suo superministro dell’economia Domingo Cavallo (presidente  del Banco Centrale sotto la dittatura dal 1976 al 1983) consegnò dunque  il paese ad una fase rivoluzionaria, che non tardò ad essere guidata da  quei giovani della sinistra peronista verso cui le squadriglie  neofasciste della AAA (Alianza Anticomunista Argentina) ed il Processo  di Riorganizzazione Nazionale negli anni Settanta avevano dedicato molto  del loro zelo omicida. Tra questi emersero rapidamente Nestor Kirchner e  successivamente sua moglie Christina Fernandez, che attraverso una  cauta ma ferma politica redistributiva ridussero i livelli di povertà  sociale di tre quarti rispetto agli anni Novanta. Il 2 gennaio 2002  l’Argentina aveva dichiarato il default sulle sue obbligazioni  internazionali, ammettendo ovvero la propria impossibilità nel far  fronte a tutti gli impegni economici contratti presso gli altri Stati.  Per mesi il paese si ritrovò economicamente bloccato, ma a partire dal  2003 riprese a crescere con ritmi pari al 7%, presto elevati al 10% (la  più forte crescita economica al mondo dopo quella cinese).&lt;br /&gt;La  riscossa e la rinascita dell’Argentina (parlare solo di “ripresa”  sarebbe oggettivamente riduttivo) sono indubbiamente frutto di una serie  di circostanze difficilmente ripetibili, almeno in termini geopolitici e  congiunturali. Pensiamo ad esempio al fortissimo aumento del costo  delle materie prime, che ha permesso al paese di rilanciare il settore  agricolo in tempi molto rapidi, facendone una delle principali  locomotive della propria economia. Ma vi sono anche altri fattori, come  l’affacciarsi della Cina quale nuovo partner di riferimento strategico  in sostituzione degli Stati Uniti e la partecipazione insieme al Brasile  di Lula e al Venezuela di Chavez al processo d’integrazione  latinoamericana. La chiave di volta, da questo punto di vista, è stata  sicuramente l’incontro di Mar del Plata del 2005, che ha visto l’asse  Argentina-Brasile rifiutare sdegnosamente il Trattato di Libero  Commercio fra Stati Uniti e paesi latinoamericani (ALCA). Con questo  progetto, caldamente sostenuto dall’amministrazione Bush, gli Stati  Uniti puntavano a trasformare l’intera America Latina nella loro  manifattura a basso costo (esattamente come già avviene col Messico  attraverso il NAFTA), l’ideale per arginare la competitività cinese con  un secolo di nuove ingiustizie per tutti i cittadini sud e centro  americani. L’anno dopo, col sostegno politico ed economico venezuelano,  insieme al Brasile l’Argentina chiuse definitivamente i propri conti col  FMI con la storica frase “non abbiamo più bisogno dei vostri consigli  interessati”. La crescente cooperazione con i nuovi governi progressisti  latinoamericani (Bolivia, Nicaragua, Paraguay, Ecuador e via dicendo) e  la reazione ferma contro i golpe in Honduras ed Ecuador (quest’ultimo  fortunatamente fallito) hanno infine ulteriormente cementato il processo  d’integrazione del Continente, restituendo all’Argentina quella statura  internazionale persa ormai da decenni.&lt;br /&gt;Lo Stato, smembrato,  spogliato e privatizzato negli anni delle dittature e di Menem, ha  recuperato il proprio ruolo nella società e soprattutto le sue  responsabilità dinanzi ai cittadini. L’acqua, le poste, le linee aeree e  i servizi scolastici e sociosanitari sono stati rinazionalizzati,  mentre hanno visto la luce nuovi progetti in campo sociale e culturale  finalzzati ad elevare il livello di vita della popolazione, anche in  sinergia con gli altri paesi latinoamericani. Importanti, inoltre, i  provvedimenti assunti a tutela dell’ambiente, della parità di genere e  delle diversità, cosa quanto mai importante in uno dei paesi  probabilmente più eterogenei e sfaccettati (culturalmente,  religiosamente e socialmente) del mondo.&lt;br /&gt;Il “rinascimento” argentino è  passato anche attraverso una rivalorizzazione della cultura, tanto  necessaria quanto irrinunciabile visto il degrado a cui i media erano  giunti sotto Menem: le trasmissioni commerciali, un tempo il 100%  dell’offerta “culturale” televisiva di tutto il paese, sono state  ridotte ad un terzo. Per due terzi i media debbono occuparsi, com’è  giusto che sia, d’argomenti sociali e culturali. Anche l’istruzione  pubblica ha ricevuto un forte impulso, con gli stanziamenti più che  triplicati (dal 2% al 6,5% del PIL: altro che Maria Stella Gelmini o  Francesco Profumo!). Tutto ciò ha determinato un forte miglioramento del  grado di senso civico, d’alfabetizzazione e di responsabilità politica e  culturale di tutta la popolazione.&lt;br /&gt;Questa è dunque l’Argentina di  oggi: un paese che, ad onta delle tante perplessità dei media e degli  intellettuali nostrani (disinformati ed in malafede, marci e malati fin  nel midollo di quella cultura razzista che è l’eurocentrismo), ha saputo  rialzare la testa. Un anno fa, dopo l’improvvisa morte di Nestor  Kircher a seguito di un infarto, in tanti in Europa e Nord America  predissero, probabilmente augurandoselo, un precoce ed incontrollabile  crollo del “sogno neoperonista”. Sognavano il cedimento del mattone  argentino augurandosi il crollo di tutto l’edificio latinoamericano,  quindi brasiliano, boliviano, venezuelano, ecuadoriano e cubano; ed  intanto, paghi della loro ignoranza che non li stimolava ad aggiornarsi e  a guardare al di là delle loro strette barricate eurocentriche,  continuavano a sguzzare nel cliché dell’Argentina da sfottersi in quanto  stracciona. Sono rimasti, questi media, politici ed intellettuali “de  noantri”, con un palmo di naso. L’Argentina ha continuato a crescere, in  barba alle recrudescenze della crisi finanziaria globale che ha invece  continuato a tormentare soprattutto quell’Occidente settentrionale da  cui aveva avuto origine, e la “presidenta” Christina Fernandez da  Kirchner è riuscita non soltanto a completare il suo mandato ma lo  scorso 23 ottobre 2011 è stata persino rieletta dai suoi concittadini  col 54% dei voti. Chissà se Obama, Cameron o Sarkozy potranno mai  vantare una tale popolarità al prossimo giro…&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 16px; margin-left: 0px; font-family: Georgia, sans-serif; color: #474747"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Filippo Bovo &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-5505465532564728556?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/5505465532564728556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=5505465532564728556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5505465532564728556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/5505465532564728556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/argentina-la-rinascita-in-dieci-anni.html' title='Argentina, la rinascita in dieci anni'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-6351176300543614099</id><published>2012-01-03T21:46:00.001+01:00</published><updated>2012-01-03T21:46:50.766+01:00</updated><title type='text'>Perchè gli stati devono pagare 600 volte più delle banche?</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="center" background="themes/3D-Fantasy/images/middle.gif" height="15"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td background="themes/3D-Fantasy/images/left3.gif" width="15"&gt; &lt;/td&gt; &lt;td bgcolor="#ffffff" width="100%"&gt;  &lt;img src="http://www.comedonchisciotte.org/images/1589657_3_ed4f_la-reserve-federale-a-secretement-prete-aux.jpg" alt="" align="left" height="180" width="280" /&gt; &lt;br /&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Sono  cifre incredibili. Si sapeva già   che, alla fine del 2008, George Bush  e Henry Paulson avevano messo sul   tavolo 700 miliardi di dollari (540  miliardi di Euro) per salvare le   banche americane. Una somma  colossale. Ma un giudice americano ha recentemente   dato ragione ai  giornalisti di Bloomberg che domandavano alla loro banca   centrale di  essere trasparente sull'aiuto che essa stessa aveva dato   al sistema  bancario. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Dopo aver spulciato 20.000 pagine di   documenti diversi, Bloomberg mostra che la &lt;em&gt;Federal Reserve&lt;/em&gt;  (FED)   ha segretamente prestato alle banche in difficoltà la somma di  1.200   miliardi al tasso incredibilmente basso dello 0,01 %. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Nello  stesso momento, in molti paesi   i popoli subiscono piani di austerità  imposti da governi a cui i mercati   finanziari non accettano di  prestare miliardi a tassi di interesse inferiori   al 6,7 o al 9%!  Asfissiati da tali tassi di interesse, i governi sono   “obbligati” a  bloccare pensioni, sussidi familiari o salari dei   dipendenti pubblici e  di tagliare gli investimenti, e ciò fa aumentare   la disoccupazione e  presto ci farà sprofondare in una recessione molto   grave.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;É  normale che in caso di crisi, le   banche private, che si finanziano  abitualmente all'1 % presso le banche   centrali, possano beneficiare di  tassi allo 0,01 % mentre certi Stati   sono al contrario obbligati a  pagare tassi 600 o 800 volte più elevati?   “&lt;em&gt;Essere governati dal denaro organizzato   è tanto pericoloso quanto esserlo dal crimine organizzato&lt;/em&gt;”,  affermava   Roosevelt. Aveva ragione. Noi stiamo vivendo una crisi del  capitalismo   non regolamentato che può rivelarsi un suicidio per la  nostra civilizzazione.   Come affermano lo scrittore Edgar Morin e  Stéphane Hessel in &lt;em&gt;Le   Chemin de l'ésperance&lt;/em&gt; (Fayard, 2011) [“I sentieri della speranza”,   N.d.t.], le nostre società devono scegliere : la metamorfosi o la morte?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Aspetteremo  che sia troppo tardi per   aprire gli occhi? Aspetteremo che sia troppo  tardi per capire la gravità   della crisi e scegliere insieme la  metamorfosi prima dello sfascio delle   nostre società? Non abbiamo la  possibilità qui di sviluppare le dieci   o quindici riforme concrete che  renderanno possibile questa metamorfosi.   Vogliamo solamente  dimostrare che è possibile dar torto a Paul Krugman   quando spiega che  l'Europa sta entrando in una “spirale negativa”.   Come dare ossigeno  alle nostre finanze pubbliche? Come agire senza modificare   i trattati,  il che richiederà mesi di lavoro e diverrà impossibile,   se l'Europa è  sempre più detestata dai suoi cittadini?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Angela  Merkel ha ragione nel dire che   niente deve incoraggiare i governi a  continuare la fuga in avanti. Ma   l'essenziale delle somme che i nostri  Stati prendono in prestito sui   mercati finanziari riguarda vecchi  debiti. Nel 2012 la Francia deve   prender in prestito 400 miliardi: 100  miliardi che corrispondono al   deficit del bilancio (che sarebbe quasi  nullo se si annullerebbero i   ribassi d'imposta concessi negli ultimi  dieci anni) e 300 miliardi che   corrispondono a vecchi debiti, che  arrivano a scadenza e che siamo incapaci   di rimborsare se non ci  reindebitiamo per le stesse cifre qualche ora   prima di rimborsarli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Far  pagare tassi d'interesse colossali   per debiti accumulati cinque o  dieci anni fa non aiuta a responsabilizzare   i governi ma ad asfissiare  le nostre economie facendo guadagnare le   banche private; con il  pretesto che ci sia un rischio, prestano a tassi   molto elevati sapendo  che non c'è alcun rischio reale, perché il Fondo   Europeo di Stabilità  Finanziaria (&lt;em&gt;ESFS&lt;/em&gt;) [“Fondo salva stati”,   N.d.t.] garantirà la solvibilità degli Stati debitori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Bisogna  finirla con questa concezione   del due pesi due misure: ispirandoci a  quello che ha fatto la banca   centrale americana per salvare il sistema  finanziario, proponiamo che   “il vecchio debito” dei nostri Stati  possa essere rifinanziato a   tassi vicini allo 0%.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Non  c'è bisogno di modificare   i trattati europei per metter in atto  questa idea: certo, la Banca centrale   europea (BCE) non è autorizzata a  prestare agli Stati membri,   ma può prestare senza limite agli  organismi pubblici di credito (articolo   21.3 dello statuto del sistema  europeo delle banche centrali) e alle   organizzazioni internazionali  (articolo 23 dello stesso statuto). Essa   può dunque prestare allo 0,01  % alla Banca Europea degli Investimenti   (BEI) o alla Cassa dei  depositi ed esse, a loro volta, possono prestare   allo 0,02 % agli  Stati che si indebitano per rimborsare i loro vecchi   debiti. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Niente  impedisce di attuare tali finanziamenti   fin da gennaio! Non lo si  dice abbastanza: il bilancio dell'Italia presenta   un'eccedenza  primaria. Esso sarebbe dunque in equilibrio se l'Italia   non dovesse  pagare dei costi finanziari sempre più elevati. Bisogna   lasciare che  l'Italia affondi nella recessione e nella crisi politica   o bisogna  accettare di porre fine alle rendite bancarie private? La   risposta  dovrebbe essere evidente per chi agisce in favore del bene   comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Il  ruolo che i trattati attribuiscono   alla BCE è di quello di vegliare  sulla stabilità dei prezzi.   Come può non reagire quando alcuni paesi  vedono i rendimenti dei   loro buoni del Tesoro raddoppiare o triplicare  in qualche mese? La BCE   deve anche controllare la stabilità delle  nostre economie. Come può   non agire quando il prezzo del debito  minaccia di farci cadere in un   recessione che, secondo il governatore  della Banca d'Inghilterra, sarebbe   “&lt;em&gt;più grave di quella del 1930&lt;/em&gt;”?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Se  ci si attiene ai trattati, niente   impedisce alla BCE d'agire con  forza per far abbassare il costo del   debito. Non solo non ci sono  ostacoli che le impediscano di agire, ma   anzi, ogni elemento la spinge  in questa direzione. Se la BCE fosse fedele   ai trattati dovrebbe far  di tutto per diminuire il costo del debito   pubblico. É parere comune  che l'inflazione sia la cosa più inquietante. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Nel  1989, dopo la caduta del Muro di   Berlino, è bastato un mese a Helmut  Kohl, a François Mitterand e agli   altri capi di Stato Europei per  decidere di creare la moneta unica.   Dopo quattro anni di crisi, cosa  aspettano ancora i nostri dirigenti   per dare ossigeno alle nostre  finanze pubbliche? Il meccanismo che proponiamo   potrebbe applicarsi  immediatamente, sia per diminuire il costo del vecchio   debito che per  finanziare gli investimenti fondamentali per il nostro   avvenire, come  ad esempio un piano europeo di risparmio energetico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Quelli  che richiedono la negoziazione   di un nuovo trattato europeo hanno  ragione: con i paesi che la vogliono   bisogna costruire una Europa  politica capace d'agire sulla globalizzazione:   un'Europa veramente  democratica come già la proponeva Wolfgang   Schäuble e Karl Lamers nel  1994 o Joschka Fischer nel 2000. Occorre   un trattato di convergenza  sociale e una vera &lt;em&gt;governance&lt;/em&gt; economica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;Tutto  ciò è indispensabile.   Ma nessun nuovo trattato potrà esser adottato  se il nostro continente   sprofonda in una “spirale negativa” e i  cittadini iniziano a detestare   tutto quello che viene deciso a  Bruxelles. È urgente inviare ai cittadini   un segnale molto chiaro :  l'Europa non è nelle mani delle &lt;em&gt;lobby&lt;/em&gt;   finanziarie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:100%;"&gt;È al servizio dei suoi cittadini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Michel Rocard e Pierre Larrouturou &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-6351176300543614099?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/6351176300543614099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=6351176300543614099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6351176300543614099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/6351176300543614099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/perche-gli-stati-devono-pagare-600.html' title='Perchè gli stati devono pagare 600 volte più delle banche?'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-8347826594512176050</id><published>2012-01-03T09:51:00.000+01:00</published><updated>2012-01-03T09:51:00.720+01:00</updated><title type='text'>E venga il caos</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;img src="http://www.griseldaonline.it/foto/repubblica_metropoli/Stabile,%20Metropoli%20nel%20caos.jpg" alt="http://www.griseldaonline.it/foto/repubblica_metropoli/Stabile,%20Metropoli%20nel%20caos.jpg" /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ha   detto Monti che i conti torneranno. Invece, tutta l’aristocrazia del   denaro e i baroni della crapula a spese dello Stato non sono mai andati   via, non si sono mai staccati dai propri privilegi mentre l’Italia   veniva infilzata dallo spread e dai mercati. I nobili ed i notabili   decadenti ed improduttivi, per non decadere del tutto, si sono messi a   disposizione dei principi stranieri offrendo l’appoggio di  un governo   collaborazionista che toglie a chi lavora per dare al parassita ed al   liquidatore di beni strategici. Gli sciamani della salvezza nazionale   per rimediare ai nostri malanni economici sono arrivati ad invocare ed   ottenere l’ascesa al potere degli déi minori della finanza ristretta e   della piccola accademia locale nella convinzione di poter placare, per   affinità parentale, l’ira delle divinità mondiali onnipossenti che già   ci colpivano con le loro saette geopolitiche. Il risultato è che ora   arrivano fulmini da tutte le parti. I dioscuri Napolitano e Monti sono i   principali responsabili di questa punizione apocalittica. Stanno   realizzando un sacco contro la patria, con scasso della sovranità   nazionale, celando la loro manovra con i rituali della responsabilità e   con le astruse formule tecniche che anziché segnalare la loro  competenza  indicano soltanto la loro arroganza. Il Paese non è più in  grado di  decidere per se stesso, riceve ordini dall’estero via telefono  (ma  soprattutto telepaticamente) e rinuncia alla sua indipendenza per   potersi affiancare al tavolo dei prepotenti in posizione defilata e   riversa. Prega in ginocchio per non essere ulteriormente percosso ma la   posizione assunta non ispira nessuna pietà negli aguzzini. Questa   condizione di minorità internazionale non ci porterà da nessuna parte   perché dell’Europa, senza coraggio e coscienza, concepita dagli Usa come   un cuscinetto, noi siamo diventati il misero lettino. A brandelli  sulla  branda in cui siamo stati legati ogni giorno gli avvoltoi vengono  a  mangiarci il fegato e la speranza. E’ vero quanto dicono molti  analisti e  cioè che questa crisi non può essere risolta esclusivamente   dall’interno in quanto la sua natura è sovranazionale. Anzi, più ci   diamo dentro con sacrifici ed immolazioni sull’altare della borsa più   bruciamo le nostre possibilità di ripresa. Tuttavia, il fulcro del   problema non è monetario, non dipende dalla debolezza dell’euro,   dall’assenza di una linea fiscale unitaria, dal ruolo della BCE ecc.   ecc. Semmai questi sono gli effetti infausti di una inesistente   integrazione comunitaria che copre il vuoto politico intorno a cui il   Continente ha costruito il suo tempio comune. Le catene che ci tengono   stretti a Bruxelles sono dunque immaginarie, non esistono anche se   tintinnano, eppure non riusciamo a muoverci ed a spezzare l’incantesimo.   Più dei catenacci europei sono le nostre gambe inferme e pesanti ad   impedirci di scattare fuori da questo incubo chiamato Ue, mentre i   nostri “partners” cercano di coprirsi dalle raffiche sistemiche   conciando la nostra pelle. L’unica forza politica che non si è accodata   alla processione dei partiti col capo cosparso di cenere, al corteo dei   finti cordoglianti che funeralizzano il futuro del popolo italiano è  la  Lega. Forse più per calcoli elettorali che per sincero sentimento   sociale. Ad ogni modo le sole “bestemmie” contro i semidei del semistato   che hanno semi-distrutto la Costituzione innalzandola più in alto per   affossarla meglio sono uscite dalle bocche dei torvi federalisti.   Calderoli ha praticamente chiesto l’impeachment di Napolitano anche se   per la strada arzigogolata di una Commissione d’inchiesta parlamentare. E   sono stati altri colleghi dell’ex ministro, verdi non più come  leghisti  ma ormai solo come marziani rispetto ai mutanti istituzionali   lobotomizzati dalla tecnica, a sollevare più volte il conflitto   d’interessi e ad attirare l’attenzione sugli addentellati di Monti con   massonerie e poteri marci mondiali. Se il movimento di Bossi non si   fosse fatto corrompere così a lungo dall’aria pestilenziale romana ci   sarebbe da augurarsi che le minacce separatiste riuscissero finalmente   ad incanalarsi in un seguito di piazza e di tumulto. Chissà che non sia   proprio lo spauracchio più temuto degli ultimi decenni, quello della   secessione, a diventare la scintilla di un sommovimento col quale   innescare tendenze di malcontento e di rivolta in tutta la Penisola, da   nord a sud. Fino al disordine generale. Dopo il casino berlusconiano e   il casinò montiano col banco che perde sempre chiediamo il caos   ingovernabile anche per il protettorato che ora sta giocando di sponda   con le potenze estere per assicurarci una lenta e dolorosa agonia. Il   crollo totale sta diventando un auspicio, proprio come nei primi anni   del secolo scorso allorché, da Salvemini a Bordiga, si sperava che   qualcuno o qualcosa spazzasse via lo Stato liberale ormai marcio nella   fondamenta.  Abbiamo superato il punto di non ritorno e gli iettatori di   gabinetto tentano ancora di raggirarci con i conti da far tornare.   Meglio che venga giù tutto per provare a ricostruire il tempo e lo   spazio di un’ Italia libera e padrona del suo destino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Gianni Petrosillo &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-8347826594512176050?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/8347826594512176050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=8347826594512176050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8347826594512176050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8347826594512176050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/e-venga-il-caos.html' title='E venga il caos'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-8805620999547163992</id><published>2012-01-02T19:50:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T19:51:14.694+01:00</updated><title type='text'>Big bank: indebitatevi di più e il mondo vi sorriderà</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;img src="http://prestitiblog.com/files/2011/11/usura.jpg" alt="http://prestitiblog.com/files/2011/11/usura.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa  ci riserva il 2012 in tema di crisi? La Germania lascerà l’euro oppure  la Bce si deciderà ad emettere gli eurobond?  Va quasi da sé che una  cosa esclude l’altra. Se l’euro  e l’Europa perdono la locomotiva  tedesca, pensare a una mutualizzazione del debito sovrano degli altri  paesi membri è pura follia. In realtà, non dovrebbero accadere nessuna  delle due cose: perché alla Germania conviene tenersi una moneta  sicuramente più debole dell’eventuale nuovo marco, ai fini di cambio sul  mercato extra-continentale, e perché secondo Mario Draghi, in una  recentissima intervista al Financial Time «non ci possono essere  emissioni comuni» (di eurobond, s’intende) essendo impensabile «una  garanzia reciproca ed una possibilità di spesa separata». E siccome, il  percorso per arrivare a un bilancio unico per tutti i 26 paesi della Ue è  quanto meno impervio, l’ipotesi delle euro-obbligazioni non sembra  essere esattamente dietro l’angolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, qualcosa deve essere  fatto. Anzi, è già stato fatto. Anche se non è esattamente quanto  sarebbe auspicabile. Infatti,  qualche settimana fa, la Bce ha  gentilmente elargito a 500 banche sparse sul continente qualcosa come  489,2 miliardi di euro al fine di garantire la liquidità per finanziare  l’economia reale delle piccole imprese e delle famiglie che, così ci  fanno sapere, per l’80% ricorrono ai prestiti degli istituti di credito.  Alle banche italiane, sono andati 40,2 miliardi di euro, ovvero più del  doppio di quanto la manovra da lacrime e sangue messa in atto dal  Governo Monti, fra Imu, accise e Iva, ci farà pagare. Insomma, la Banca  centrale europea versa alle banche italiane, al tasso irrisorio dell’1%,  una montagna di soldi per finanziare famiglie e imprese  che sono  costrette ad indebitarsi, ad un tasso ben superiore all’1%,   per pagare  i debiti dello stato.  Bisogna ammetterlo: il meccanismo infernale del  debito permanente di tutti, uomini e stati, verso chi stampa i nostri  soldi per poi prestarceli ad interesse è geniale. E non consente vie di  uscita: più paghi, più sarai costretto a pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, la  Crédit Suisse, fine analista delle cose finanziarie europee, prevede che  nel 2012 i titoli di stato decennali italiani toccheranno il tasso  record del 9% e quelli francesi il 5%. L’intero sistema monetario  europeo, a quel punto, potrebbe collassare. A meno che… A meno che non  siano gli stessi speculatori a fare un passo indietro nel timore che il  crollo faccia diventare carta straccia i titoli in loro possesso. Il che  varrebbe quanto il bel gesto del torturatore che protraesse l’agonia  del condannato per paura di perdere il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo scenario  che chiamare buio è un eufemismo, c’è pure chi ha trovato la radice del  male: consumiamo poco. Consumando poco, non incentiviamo la produzione.  E se non incentiviamo la produzione, è recessione. Infatti, per il 2012  le più rinomate agenzie di rating prevedono un andazzo di questo tipo  per il Pil: Francia +0,5% (dal previsto +0,8%), della Germania +0,8% (da  +1%) e dell’Italia +0,1% (da +0,2%). «La recessione che si sta  avvicinando all’Europa ha colpito prima Spagna, Portogallo e Grecia e  adesso si sta allargando verso i Paesi “core” della zona euro, Francia e  Germania» commenta Jean Michel Six, capo-economista di Standard &amp;amp;  Poor’s. La domanda, allora, è: come si fa a sostenere la produzione se i  soldi destinati al consumo se ne vanno per pagare il fisco e, al  contempo, salari e pensioni vengono congelati? Semplice: che glieli ha  dati a fare quasi 500 miliardi di euro la Bce alle banche territoriali?  Accendete un altro mutuo e il mondo vi sorriderà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una parola  chiave che il vertice di Bce, il privatizzatore di tutto il privatizzato  in Italia fra il 1993 e il 2001, Mario Draghi, usa con costanza:  “credibilità”. A parer suo è tutto un problema di credibilità. Più sei  credibile, più inneschi il meccanismo virtuoso degli investimenti. E  come si fa ad essere credibili? Pagando i debiti. Ma se pago i debiti,  contraendo nuovi debiti, sono più o meno credibile per gli investitori?  Secondo Mario Draghi, lo sei. E con la recessione come la mettiamo?  Finanziamo le banche che finanziano te: così puoi consumare di nuovo e  di più. Insomma, più ti impoverisci, più ti indebiti e più sei  credibile. Più sei credibile e più puoi indebitarti. Sembra quasi la  perifrasi del celebre ed esilarante siparietto di Gianni e Pinotto dove,  alla domanda: «Who’s on first?» la risposta del nome del giocatore di  prima base, «Who» innescava la ripetizione della domanda e della  risposta in un equivoco infinito. Solo che, nel nostro caso, non c’è  proprio niente da ridere.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Miro Renzaglia &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-8805620999547163992?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/8805620999547163992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=8805620999547163992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8805620999547163992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/8805620999547163992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2012/01/big-bank-indebitatevi-di-piu-e-il-mondo.html' title='Big bank: indebitatevi di più e il mondo vi sorriderà'/><author><name>Leon</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_RFyk-gHPznc/R_4CfaLt6aI/AAAAAAAABBU/Ss1t0NVLGXk/S220/tigre.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-32120380.post-2452761294921176669</id><published>2011-12-31T23:00:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T23:00:02.590+01:00</updated><title type='text'>L'anno che non verrà</title><content type='html'>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;           &lt;span class="artAutore"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;              &lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;h3 style="margin: 0px; position: relative; font: bold 22px Georgia,Utopia,'Palatino Linotype',Palatino,serif; color: #442906; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; background-color: #f6e6d7" class="post-title entry-title"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div id="post-body-7394719204243300744" class="post-body entry-content" style="width: 606px; position: relative; line-height: 18px; color: #22170a; font-family: Arial,Tahoma,Helvetica,FreeSans,sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; background-color: #f6e6d7"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center"&gt;&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e; clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em" href="http://1.bp.blogspot.com/-0hLo4821OGY/Tvx7v6ihHgI/AAAAAAAACU0/MDpwXTjnk80/s1600/brindisi.jpg"&gt;&lt;img style="border: 1px solid #ededed; position: relative; padding: 8px; background-color: #ededed" src="http://1.bp.blogspot.com/-0hLo4821OGY/Tvx7v6ihHgI/AAAAAAAACU0/MDpwXTjnk80/s200/brindisi.jpg" alt="" border="0" height="149" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;Da  sempre Capodanno rappresenta Il simbolico spartiacque fra un anno che  sta morendo, con tutto il suo carico di accadimenti (buoni e cattivi) ed  uno che sta nascendo, vestito per l’occasione di carezzevoli illusioni e  condito di languide speranze. Una sorta di limbo dove rimanere per un  istante sospesi fra il prima e il poi, a tracciare bilanci di vita e  sognare vite che non ci apparteranno mai, prima che la giostra del  divenire stemperi l’attimo ed il futuro si faccia presente, riportandoci  alla realtà.&lt;br /&gt;Guardare al 2012 che arriva, ostentando speranza ed  ottimismo rappresenta però, più che in altre occasioni, un’esperienza  dedicata a pochi intimi, dal momento che la ratio e la matematica ci  riporterebbero immediatamente sulla terra, rendendoci consapevoli del  fatto che il nuovo anno sarà molto peggiore del precedente, essendo  state poste tutte le basi (ma proprio tutte) perché ci si ritrovi a  rimpiangere gli ultimi dodici mesi, nonostante abbiano rappresentato il  gradino più basso della storia recente nazionale ed internazionale.&lt;br /&gt;In Italia nel lasso di tempo di un paio di settimane è stata alienata ogni residua e fittizia&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/11/e-nato-il-governo-vichy.html"&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;illusione di democrazia&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;e  le banche, nella persona dell’usuraio Monti, hanno di fatto esautorato i  camerieri politici dal loro ruolo di mestieranti della commedia,  ridimensionandoli ad arredamento del palazzo, oltretutto molto costoso e  kitsch......&lt;/div&gt;&lt;a name="more" title="more"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;Il  problema in sé potrebbe apparire di secondaria importanza, dal momento  che il bestiario politico da tempo immemorabile prendeva ordini dal  padrone, ma purtroppo così non è, perché dovendo il servo politico  confrontarsi ogni 5 anni con il teatrino elettorale, si trovava  giocoforza costretto a svolgere una minima opera di mediazione. E’ pur  vero che il sistema monopartitico creato in occidente scimmiottando il  modello americano garantiva ampi margini di sicurezza, privando il  cittadino di qualsiasi possibilità di scegliere realmente, così come è  vero che la classe politica aveva ormai assunto un carattere puramente  autoreferenziale. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;Ma è altrettanto  lapalissiano il fatto che qualsiasi governo politico avesse inteso  mandare i cittadini a vivere sotto i ponti, togliendo loro il proprio  patrimonio e la possibilità di sostentarsi economicamente, avrebbe  trovato comunque qualche difficoltà nel perpetrarsi nel tempo.&lt;br /&gt;Monti e  la congrega di banchieri da lui rappresentati non sono espressione  delle urne e con le urne non dovranno confrontarsi mai. Incarnano  esclusivamente i grandi interessi finanziari, sono servi alle dipendenze  del denaro e il denaro non è dotato di sensibilità sociale, non è  incline alle mediazioni, non deve moderarsi temendo di perdere voti, non  possiede sentimenti e neppure pietà. Persegue un solo scopo,  moltiplicarsi all’infinito nella maniera più rapida possibile, poco  importa quali siano i costi in termini di macelleria sociale, dal  momento che conosce un solo costo, quello monetario.&lt;br /&gt;La dittatura del  denaro è in assoluto la peggior forma di governo possibile, nel 2011 ne  abbiamo avuto un primo assaggio con la soppressione delle pensioni per  tutte le nuove generazioni (e buona parte delle vecchie), l’aumento  indiscriminato di tasse e costi a carico di una popolazione già  fortemente impoverita, la riduzione delle opportunità di lavoro. Ma solo  nel 2012 saremo in grado di apprezzare la reale dimensione del disastro  che sta precipitando sulle nostre teste e il contatto con la realtà  risulterà con tutta probabilità drammatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 2011 è stato anche  l’anno in cui si è dovuto prendere coscienza della disarmante  vulnerabilità dei cittadini qualora intendano difendere il territorio in  cui vivono da grandi e piccole opere di devastazione ambientale.  L’illusione (da me più volte condivisa) che una popolazione fortemente  determinata e con la forza dei numeri&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/07/assedio-no-tav-ma-i-teppisti-sono-in.html"&gt;potesse opporsi&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;alle  ruspe ed ai cantieri si è palesata di fatto priva di fondamento. Non  esistono più remore nel bastonare cittadini inermi e quando monta la  protesta le forze dell’ordine sono&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/07/questi-sono-i-black-block.html"&gt;disposte ad uccidere&lt;/a&gt;, senza che la stampa e l’opinione pubblica considerino la cosa disdicevole.&lt;br /&gt;In  una situazione di questo genere ogni forma di resistenza fisica, più o  meno pacifica, non può che risultare perdente, dal momento che si tratta  di un confronto impari, dove chi mena ti può anche ammazzare restando  dalla parte della ragione.&lt;br /&gt;Non è un caso che tutte le opere più  controverse siano state costruite o cantierizzate con l’uso della  violenza, dalla base militare americana Dal Molin al TAV in Val di Susa,  passando attraverso inceneritori, autostrade, centrali a carbone,  turbogas e chi più ne ha ne metta.&lt;br /&gt;Ai cittadini non resta altra via  che protestare con le bandierine attraverso cortei pacifici (che magari  contribuiscono a creare la carriera di qualche politico o sindacalista  d’accatto) nell’attesa che l’opera sia completata, o confrontarsi  militarmente&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/07/val-di-susistan.html"&gt;con "soldati"&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;che  arrivano dall’Afghanistan, con la consapevolezza che quando ti  ritroverai in ospedale verrai tacciato come una “bestia violenta” che ha  ricevuto ciò che si meritava.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;Ma  il 2011 è stato anche l’anno dello sdoganamento definitivo delle guerre  di conquista coloniale attraverso il metodo della rivoluzione colorata,  costruita, finanziata e pilotata dal colonizzatore.&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/03/celebriamo-la-nuova-guerra-santa.html"&gt;Libia ha dimostrato&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;chiaramente  come la pratica garantisca ampie prospettive di successo a fronte di  costi economici tutto sommato esigui. In pochi mesi un prospero paese&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/05/massacro-di-libia.html"&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;è stato distrutto&lt;/a&gt;, chi lo governava da decine di anni&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/10/assassini.html"&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;ammazzato come un cane&lt;/a&gt;,  i civili che lo sostenevano sterminati in massa. Il tutto senza che  nessuno avesse nulla da obiettare e con la compiacenza di tutte le  istituzioni internazionali, ormai palesemente braccio burocratico della  colonizzazione occidentale.&lt;br /&gt;Dopo l’inferno libico la strada è  tracciata e c’è da scommettere che i prossimi inferni saranno ancora  peggiori e, se possibile, perfino più raccapriccianti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;E’  stato anche l’anno dei droni, usati in maniera sempre più massiccia per  sterminare le popolazioni, mentre all’altro capo del mondo un  ragazzotto si cimenta con il joystik come si trattasse di un videogame.  Delle telecamere ormai più numerose delle vetrine che filmano ogni  attimo della tua vita. Della guerra al contante, con l'imposizione agli  anziani pensionati di aprire un conto corrente. Dei movimenti che  s’indignano a comando. Dei benpensanti che difendono la costituzione  quando hanno interessi per farlo, ma ne dimenticano l’esistenza subito  dopo. Della&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/06/il-pasticcio-dei-referendum.html"&gt;&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;farsa dei referendum&lt;/a&gt;, studiati ad arte per raggirare chi votava. Del disastro&lt;span class="Apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/05/fukushima-e-il-grande-silenzio.html"&gt;di Fukushima&lt;/a&gt;, troppo presto caduto nell'oblio. Dell'assassinio&lt;a style="text-decoration: none; color: #504a4e" href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/05/in-morte-di-un-ologramma.html"&gt;dell'ologramma di Bin Ladin&lt;/a&gt;.  Dei troppi “movimenti” che avevano fatto delle piazze le loro case  quando governava Berlusconi, ma sono evaporati con l’arrivo di Monti.  Dei sindacati che dopo avere svenduto tutto non sanno più cosa mettere  in saldo e dei saldi ormai anticipati a Capodanno, perché iniziarli a  Natale potrebbe risultare disdicevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm"&gt;In  alto i calici e brindiamo, a cosa? Ad una morte inconsapevole con il  sorriso sulle labbra, che in fondo è meglio di quando te l’aspetti.&lt;br /&gt;&lt;span class="artAutore"&gt;di Marco Cedolin &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/32120380-2452761294921176669?l=fantpolitik.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fantpolitik.blogspot.com/feeds/2452761294921176669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=32120380&amp;postID=2452761294921176669' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2452761294921176669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/32120380/posts/default/2452761294921176669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fantpolitik.blogspot.com/2011/12/lanno-che-non-verra.html' title='L&apos;anno che non verrà'/><author><name>Leon</name><em
