24 agosto 2010

Democrazia...



http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRGEoSDX9rv8RAH7chh2h0IrVTH6Lb8AGqt_z6hZ6gEauw-kfo&t=1&usg=__hIDfvr5ibkCK80NPaLrk5xe_CS8=



Secondo Winston Churchill la democrazia è la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte le altre che si sono rivelate inapplicabili. Per Lenin, invece, la democrazia è il migliore involucro della dittatura del capitale. Personalmente propendo per la versione di Lenin e, del resto, lo stesso ufficiale inglese in altra occasione dirà, dando sostanzialmente ragione al leader bolscevico, che la democrazia funziona quando le idee di pochi riescono a soddisfare i pochi che contano. Ne consegue che in democrazia c'è “poca democrazia”, mentre quello che noi identifichiamo come governo del popolo è solo la proiezione ideologica di un'oligarchia di fatto, mascherata dalla delega del voto popolare ogni tot di anni. Non per niente, la tanto osannata Costituzione italiana non fa altro che avvalorare questo passaggio laddove stabilisce che ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita tutte le sue funzioni senza vincolo di mandato. Ovverosia, il parlamentare appena eletto può definitivamente farsi i fatti suoi e quelli della cricca alla quale appartiene, in nome della Nazione (entità astratta) e delle sacre istituzioni della Repubblica.
C’è poi chi per convincerci che la democrazia può essere ancora salvata si cimenta nelle “esercitazioni di scuola” ed impugna a mo’ di vanga e rastrello la matita blu e quella rossa per sanzionare gli errori altrui e illuminarci sul vero bene (Viandante! Sai chi sono i più abili cospiratori e i più eccellenti despoti? Sono coloro che dicono questo è giusto e questo è sbagliato, e che salgono al trono di ciò che chiamano giusto, e poi il giusto incatenano con una legge). Ma la logica qui va a farsi benedire del tutto mentre il paralogismo diventa sovrano assoluto del discorso. Alberto Asor Rosa, uno di questi maestrini della “democratura”, si è lanciato su Il Manifesto in una alta lezione per spiegare a noi poveri mortali il senso di questo concetto, non prima di averlo svuotato di contenuto e riempito di partigianeria subdola e vigliacca. La premessa del letterato è (mi scuso per la lunga citazione ma è inevitabile per comprendere appieno il grado di perversione di questi intellettuali sbandati e giurassici) che nel nostro paese esiste un “bubbone maligno, che distrugge l'Italia, diffonde la corruzione, spazza via il gioco democratico, fa vacillare le istituzioni e le regole, distrugge l'informazione, sottomette tutti i rapporti di classe al gioco dei potenti, è Berlusconi, è il governo in mano a Berlusconi, è il berlusconismo. Se è vero questo - se cioè la premessa regge -, allora il compito politico e civile primario è trovare il modo di sbarazzarsene, altrimenti ogni altro discorso più corretto, più profondo, più giusto - persino quello riguardante un corretto conflitto politico -, non sarà più (mai più?) possibile. Per sbarazzarcene, in Parlamento e nel paese, non ci vuole meno di un amplissimo schieramento di forze, che si riconoscano in un programma di «ricostruzione democratica» e si aggreghino per questo; e siano per ciò stesso in grado di mettere in moto un ancor più vasto schieramento di forze sociali e civili, che pure ci sono e aspettano solo che qualcuno dia loro la possibilità di mettersi direttamente alla prova. Siccome è sempre più evidente che il berlusconismo è in realtà un berlusconi-leghismo, bisognerà, per reggere il contrasto, che sarà formidabile, che ne facciano parte senza esclusioni tutte le altre forze che in questi anni non hanno avuto a che fare con l'orrida tabe o recentemente se ne siano liberate, dall'estrema sinistra all'Udc, a Rutelli, a Fini e ai finiani… Se [Berlusconi]va alle urne con l'attuale legge elettorale, vince comunque, quale che sia la forma in cui l'opposizione si presenterà, compresa quella bipartita (centrosinistra + centro moderato), da taluni non si sa perché auspicata. E andrà alle urne legittimamente, nonostante le giuste proteste di Napolitano, se si dimostrerà che in Parlamento non c'è una maggioranza alternativa. Ma non ci sarà una maggioranza alternativa se Berlusconi riassorbirà, come sta tentando di fare, la dissidenza. Quest'ultima è la prospettiva peggiore, e attualmente non è del tutto esclusa se non si lavora tenacemente in direzione contraria. Dunque, nelle prossime settimane, si decide il nostro destino dei prossimi quindici-vent'anni: perché se Berlusconi finisce indenne la legislatura, rivince di sicuro le elezioni…
Quindi, dice Asor Rosa, è meglio affidarsi ad un governo di larghe intese (guidato da banchieri o giureconsulti), non eletto da nessuno e frutto dei complotti parlamentari piuttosto che tenerci l’attuale esecutivo. Ma, soprattutto, com’è giusto che avvenga in un regime democratico, è imperativo categorico e morale quello di evitare le urne finché non si sarà neutralizzato il Cavaliere che altrimenti rischia di vincere di nuovo. Capito l’antifona? Bel modo di affrontare le regole democratiche; perché sia chiaro a tutti che il popolo non conta un cazzo e prima di farlo esprimere su qualsiasi cosa è necessario ridurre le opzioni sulle quali esso dovrà mettere la propria crocetta. Guidare il popolo come un bambino verso ciò che va bene ad Asor Rosa e ai suoi compari di partito, questo inseguono i piagnoni di sinistra preoccupati per le sorti del Paese.
Asor Rosa è sola la versione aulica e intellettualoide della merda democratica che ci propina l’accolita brigantesca piddina; poi vi sono i veri sognatori del “mondo migliore” e dell’esotismo democratico come Veltroni, il quale deve allungare il suo sguardo oltreoceano per imbambolare sé stesso e chi gli sta accanto. Ma in America le cose non vanno tanto meglio. I vari Clinton, Obama, e il resto della genia dei leaders democratici sono altrettanti cialtroni con i denti aguzzi che fanno strame della libertà e dei principi della rappresentatività popolare. Per H.S. Thompson giornalista e scrittore statunitense il politico è una razza a parte che compra e vende voti sul mercato elettorale ricorrendo a qualsiasi nefandezza. Questo mercato si chiama appunto democrazia, luogo dove le pratiche scorrette e i conflitti all’ultimo sangue sono all’ordine del giorno e dove vige la legge ferrea del mors tua vita mea. Secondo Thompson negli ultimi trecento anni nulla è cambiato negli Usa come si evince da una lettera di un deputataamericano riportata nel suo testo “Meglio del sesso. Confessioni di un drogato della politica”:
Anthony Henry, deputato per South Hampton dal 1727 al 1734, ha detto la parola definitiva sulla politica quando ha scritto questa terribile lettera ai suoi squallidi elettori avvertendoli di non cercare di metterlo in culo all'esattore delle tasse...
“Egregi signori,
ho ricevuto la vostra lettera relativa all'imposta indiretta e sono ancora sorpreso della vostra insolenza per avermi scritto. Voi sapete, come lo so io, che ho comprato questo collegio elettorale. E conoscete anche, come la conosco io, la mia attuale intenzione di rivenderlo, e sapete anche, nonostante pensiate che io non lo sappia, che vi state guardando in giro in cerca di un altro acquirente, ma io so ciò che voi certamente non sapete, cioè che ho trovato un altro collegio elettorale da comprare. Riguardo a quanto avete detto sull'imposta indiretta: che la maledizione di Dio ricada su tutti quanti voi, e possa rendere le vostre case aperte e disponibili agli esattori delle imposte così come aperte e disponibili sono sempre state le vostre mogli e le vostre figlie nei miei confronti mentre avevo l'onere di rappresentare questo vostro collegio elettorale fatto di canaglie...”
Tutto chiaro? Altro che yes we can e we have a dream. Che gli imbonitori di sinistra vadano a raccontare le loro storie in un altro paese. Peraltro, non erano loro che si vergognavano di vivere in Italia? Fuori dalle palle allora!

di Gianni Petrosillo

23 agosto 2010

L'Italia è diventato un Paese in cui non si può più né vivere né morire




http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRiGFUpIboj1W5N5h1WbBnRK3W37fb8m9wrTAiqvz_H_zGrMKU&t=1&usg=__-6895H3lDOA_JFNRX3YsRVcJTB0=


Il sindaco di Verona , Tosi, ha elevato da 36 a 500 euro le multe per chi avvicina le prostitute in strada. Poiché in Italia la prostituzione non è ancora un reato, e probabil mente non lo sarà mai in modo ufficiale (altrimenti oltre a colpire il mercimonio da strada, come si cerca di fare ora, si dovrebbe andare ad indagare su certi traffici, più sofisticati, come quello di dare una ragazza una particina in qualche fiction in cambio di una prestazione sessuale, che a onor del vero sono molto più squallidi e gravi della prostituzione classica perché si basano sul ricatto), l'escamotage per punire i clienti delle lucciole sta nel fatto che, con le loro macchine ferme, ingombrano il traffico. Dopo il decreto Maroni che dà amplissimi poteri ai sindaci per colpire, fra gli altri, "i comportamenti che offendono la pubblica decenza", molti amministratori comunali hanno seguito l'esempio di Tosi e sicuramente molti altri lo faranno. A Trento, invece è stato fermato un padre che stava fil mando suo figlio in una piscina comunale. Motivo? Insieme al figlioletto che dava le prime bracciate aveva inquadrato anche altri bambini seminudi , cioè in costumino da bagno, ed era quindi sospetto di pedofil ia.Stiamo vivendo un'epoca vittoriana, e non solo in campo sessuale. Sempre a Verona è vietato consumare alcol fuori dai bar (alla prima bottiglia fan 100 euro alla terza 500), dormire all'aperto, sbocconcellare panini per strada; girare a torso nudo, bagnarsi nelle vasche pubbliche. Il mullah Omar era più permissivo. Il sindaco di Vicenza dal canto suo, ha imposto la solita multa di 500 euro (che, se non sbaglio, fan quasi un mil ione delle vecchie lire) "per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco", mentre quello di Novara ha vietato le passeggiate notturne nei parchi se si è in più di due (il che equivale, più o meno, a quella di sposizione del regime fascista che considerava "adunata sedi ziosa" un capannello di più di cinque persone). Sono noti poi i limiti sempre più feroci e generalizzati imposti al consumo di alcol e al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, perché chi fuma in un parco (come è capitato a un rumeno di 54 anni che si è visto appioppare, a Verona , una multa di 50 euro) non danneggia, se danneggia, altri che sè stesso cosa che se non vogliamo tornare allo "Stato etico" che decide per i cittadi ni, di hegeliana e fascista memoria, contro il quale hanno tuonato, in questi anni, proprio gli intellettuali del centrodestra, dovrebbe stare nella sua piena libertà. Altri limiti simil -Tosi dobbiamo aspettarci dal recentissimo decreto Maroni che dà ai sindaci poteri più forti di quelli del prefetto. E a Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l'elemosina, cosa che non si era mai vista prima, neppure, anzi, nei "secoli bui" del Medioevo, in nessuna società del mondo (ad eccezione della Russia sovietica).
Non ci sono mai stati tantiverboten e limiti alle libertà indi viduali come nell'epoca presente e in questo regime, non importa se governato dalla destra o dalla sinistra, dove tutti si di chiarano liberali. Ma il culmine si è raggiunto con la vicenda di Eluana Englaro dove il Parlamento (il Parlamento!), in versione quasi bipartisan, vuole impedi re, nonostante una decisione in contrario del Tribunale, ad una povera donna in coma da sedi ci anni di andare incontro alla sua morte naturale.Di questo passo si finirà a decidere della vita e della morte di una persona per referendum.
E l'Italia è di ventata un Paese dove non si può più né vivere né morire.

di Massimo Fini

22 agosto 2010

Wall Street non sta morendo, è già morta!



Questa è la settimana in cui Wall Street è morta di fatto. Il sistema della Federal Reserve che stava già tentando altri salvataggi dopo una serie di salvataggi monetari iperinflazionistici praticamente a tassi zero, ha ora dichiarato la propria intenzione di varare la più drastica replica della stessa politica monetaria iperinflazionistica che condusse al crollo dell’economia della Germania di Weimar durante l’estate e l’autunno del 1923.

E’ indicativo il fatto che coloro che esortano l’EIR a pubblicare un’analisi monetarista delle chance di ripresa di Wall Street abbiano avuto sempre torto in tutti i pronostici e suggerimenti da loro presentati, a quanto ne so, negli ultimi due decenni. Neanche uno di questi benintenzionati ciarlatani ha mai affrontato gli effetti post-1987 delle frodi monetarie intrinsecamente inflazionistiche di Alan Greenspan dal punto di vista dell’unico metodo di previsione che abbia avuto successo negli ultimi decenni, il metodo dei pronostici basati sull’economia reale che fornisco da decenni.

Per quelle persone ragionevoli che desiderano onestamente sapere i fatti essenziali, bastino i seguenti per il momento.

Subito dopo lo sbarco in Normandia guidato con successo dagli Stati Uniti, sia i vertici militari americani che quelli tedeschi sapevano che il regime di Hitler era praticamente finito. Tale consapevolezza condusse alla rivolta contro il Presidente Franklin Delano Roosevelt sostenuta da Wall Street e attuata dalla stessa banda di interessi finanziari di Wall Street e Londra che non solo odiavano Roosevelt, ma si era unita alla Banca d’Inghilterra nel mettere al potere Adolf Hitler, fino a quando Winston Churchill non cominciò a strillare per ottenere l’aiuto militare ed economico degli Stati Uniti di Franklin Roosevelt contro Hitler (“Non contraddirmi amico. Sono stato in quella guerra e conosco molto bene tutti i fatti essenziali di questa faccenda”).

In Francia, la stessa feccia di Wall Street e Londra che aveva portato al potere Hitler in Germania negli anni Venti e Trenta, tornò molto rapidamente alla stessa politica economica e sociale filo-fascista.

Non mi sorprese il sostegno dato da Wall Street alla candidatura di Harry S. Truman alla vicepresidenza. La notte in cui giunse la notizia della morte di Roosevelt [mi trovavo] nel teatro bellico di Cina-Birmania-India e risposi alle domande di un gruppo di commilitoni: “Finora abbiamo vissuto questa guerra sotto un grande presidente. Ora, egli è stato sostituito da un piccolo uomo, ed ho paura di quello che ci accadrà”. Nel 1947, inviai una lettera al Generale Dwight Eisenhower, allora presidente della Columbia University, indicando i motivi per cui lo esortavo a candidarsi alle elezioni presidenziali del 1948. Rispose dicendo in sostanza “non in questo momento” e in seguito compresi il suo ragionamento.

Nel lasciare il teatro di guerra Cina-Birmania-India circa un anno dopo la fine della guerra in Europa, sapevo che la feccia di Wall Street legata a Londra era il nemico mortale a lungo termine della nostra nazione. Ciononostante, gli Stati Uniti erano troppo potenti, e la memoria storica dei cittadini statunitensi troppo forte, perché i britannici potessero riassumere il ruolo imperiale che avevano svolto nel mondo dal trionfo della Compagnia Britannica delle Indie Orientali nel febbraio 1763. Gli Stati Uniti rimasero potenti fino a quando l’assassinio del Presidente Kennedy non spianò la strada all’inizi della lunga guerra che Kennedy aveva impedito finchè era in vita. I successivi dieci anni di guerra in Indocina fecero crollare gli Stati Uniti nel modo desiderato dalla Londra imperiale.

Nell’estate del 1971, durante l’amministrazione del Presidente Richard Nixon, ci furono due sviluppi cruciali. Prima di tutto il ruolo di Arthur Burns nell’annullare l’accordo di Bretton Woods del 1944. In secondo luogo l’azione del britannico Lord Jacob Rothschild nell’utilizzare il crollo del sistema di Bretton Woods per lanciare quello che divenne il Gruppo imperiale Inter-Alpha, un gruppo il cui influsso controlla attualmente quasi il 70% delle operazioni bancarie e finanziarie del mondo. Tale gruppo, che di fatto attualmente possiede Wall Street, ed anche il Presidente Barack Obama e la sua amministrazione, ha messo in piedi la bolla speculativa di quadrilioni di dollari di denaro puramente fittizio, da Monopoli, nella forma di derivati finanziari ed altre truffe simili.

Nello sforzo di tenere in piedi questa gigantesca massa di quadrilioni di dollari nominali controllati dagli anglo-americani - il “denaro da Monopoli e da casinò chiamato derivati e simili” - fornendo il necessario margine di sostegno a tale massa di valuta da gioco, i truffatori di Londra e altrove della stazza di Alan Greenspan hanno prosciugato quello che restava degli Stati Uniti e dei suoi cittadini, superando le follie di Maria Antonietta e suo marito che distrussero gran parte dell’Europa continentale fino e oltre il periodo delle guerre napoleoniche.

Il risultato è che questa settimana la Federal Reserve ha indicato che è stato raggiunto uno stato di disperazione monetarista tale per cui la Fed è ora disposta a scatenare al di là dei confini degli Stati Uniti stessi quello che i predatori britannici e francesi negli anni Venti vararono come la crisi da crollo iperinflazionistico della Germania di Weimar.

Senti bello. Che cosa induce persone sciocche come te a discutere le difficoltà che incontra la Federal Reserve? Che diavolo proponi di fare? Mandare una corona di fiori al funerale di Wall Stree.
di Lyndon H. LaRouche, Jr.

24 agosto 2010

Democrazia...



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Secondo Winston Churchill la democrazia è la peggior forma di governo eccezion fatta per tutte le altre che si sono rivelate inapplicabili. Per Lenin, invece, la democrazia è il migliore involucro della dittatura del capitale. Personalmente propendo per la versione di Lenin e, del resto, lo stesso ufficiale inglese in altra occasione dirà, dando sostanzialmente ragione al leader bolscevico, che la democrazia funziona quando le idee di pochi riescono a soddisfare i pochi che contano. Ne consegue che in democrazia c'è “poca democrazia”, mentre quello che noi identifichiamo come governo del popolo è solo la proiezione ideologica di un'oligarchia di fatto, mascherata dalla delega del voto popolare ogni tot di anni. Non per niente, la tanto osannata Costituzione italiana non fa altro che avvalorare questo passaggio laddove stabilisce che ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita tutte le sue funzioni senza vincolo di mandato. Ovverosia, il parlamentare appena eletto può definitivamente farsi i fatti suoi e quelli della cricca alla quale appartiene, in nome della Nazione (entità astratta) e delle sacre istituzioni della Repubblica.
C’è poi chi per convincerci che la democrazia può essere ancora salvata si cimenta nelle “esercitazioni di scuola” ed impugna a mo’ di vanga e rastrello la matita blu e quella rossa per sanzionare gli errori altrui e illuminarci sul vero bene (Viandante! Sai chi sono i più abili cospiratori e i più eccellenti despoti? Sono coloro che dicono questo è giusto e questo è sbagliato, e che salgono al trono di ciò che chiamano giusto, e poi il giusto incatenano con una legge). Ma la logica qui va a farsi benedire del tutto mentre il paralogismo diventa sovrano assoluto del discorso. Alberto Asor Rosa, uno di questi maestrini della “democratura”, si è lanciato su Il Manifesto in una alta lezione per spiegare a noi poveri mortali il senso di questo concetto, non prima di averlo svuotato di contenuto e riempito di partigianeria subdola e vigliacca. La premessa del letterato è (mi scuso per la lunga citazione ma è inevitabile per comprendere appieno il grado di perversione di questi intellettuali sbandati e giurassici) che nel nostro paese esiste un “bubbone maligno, che distrugge l'Italia, diffonde la corruzione, spazza via il gioco democratico, fa vacillare le istituzioni e le regole, distrugge l'informazione, sottomette tutti i rapporti di classe al gioco dei potenti, è Berlusconi, è il governo in mano a Berlusconi, è il berlusconismo. Se è vero questo - se cioè la premessa regge -, allora il compito politico e civile primario è trovare il modo di sbarazzarsene, altrimenti ogni altro discorso più corretto, più profondo, più giusto - persino quello riguardante un corretto conflitto politico -, non sarà più (mai più?) possibile. Per sbarazzarcene, in Parlamento e nel paese, non ci vuole meno di un amplissimo schieramento di forze, che si riconoscano in un programma di «ricostruzione democratica» e si aggreghino per questo; e siano per ciò stesso in grado di mettere in moto un ancor più vasto schieramento di forze sociali e civili, che pure ci sono e aspettano solo che qualcuno dia loro la possibilità di mettersi direttamente alla prova. Siccome è sempre più evidente che il berlusconismo è in realtà un berlusconi-leghismo, bisognerà, per reggere il contrasto, che sarà formidabile, che ne facciano parte senza esclusioni tutte le altre forze che in questi anni non hanno avuto a che fare con l'orrida tabe o recentemente se ne siano liberate, dall'estrema sinistra all'Udc, a Rutelli, a Fini e ai finiani… Se [Berlusconi]va alle urne con l'attuale legge elettorale, vince comunque, quale che sia la forma in cui l'opposizione si presenterà, compresa quella bipartita (centrosinistra + centro moderato), da taluni non si sa perché auspicata. E andrà alle urne legittimamente, nonostante le giuste proteste di Napolitano, se si dimostrerà che in Parlamento non c'è una maggioranza alternativa. Ma non ci sarà una maggioranza alternativa se Berlusconi riassorbirà, come sta tentando di fare, la dissidenza. Quest'ultima è la prospettiva peggiore, e attualmente non è del tutto esclusa se non si lavora tenacemente in direzione contraria. Dunque, nelle prossime settimane, si decide il nostro destino dei prossimi quindici-vent'anni: perché se Berlusconi finisce indenne la legislatura, rivince di sicuro le elezioni…
Quindi, dice Asor Rosa, è meglio affidarsi ad un governo di larghe intese (guidato da banchieri o giureconsulti), non eletto da nessuno e frutto dei complotti parlamentari piuttosto che tenerci l’attuale esecutivo. Ma, soprattutto, com’è giusto che avvenga in un regime democratico, è imperativo categorico e morale quello di evitare le urne finché non si sarà neutralizzato il Cavaliere che altrimenti rischia di vincere di nuovo. Capito l’antifona? Bel modo di affrontare le regole democratiche; perché sia chiaro a tutti che il popolo non conta un cazzo e prima di farlo esprimere su qualsiasi cosa è necessario ridurre le opzioni sulle quali esso dovrà mettere la propria crocetta. Guidare il popolo come un bambino verso ciò che va bene ad Asor Rosa e ai suoi compari di partito, questo inseguono i piagnoni di sinistra preoccupati per le sorti del Paese.
Asor Rosa è sola la versione aulica e intellettualoide della merda democratica che ci propina l’accolita brigantesca piddina; poi vi sono i veri sognatori del “mondo migliore” e dell’esotismo democratico come Veltroni, il quale deve allungare il suo sguardo oltreoceano per imbambolare sé stesso e chi gli sta accanto. Ma in America le cose non vanno tanto meglio. I vari Clinton, Obama, e il resto della genia dei leaders democratici sono altrettanti cialtroni con i denti aguzzi che fanno strame della libertà e dei principi della rappresentatività popolare. Per H.S. Thompson giornalista e scrittore statunitense il politico è una razza a parte che compra e vende voti sul mercato elettorale ricorrendo a qualsiasi nefandezza. Questo mercato si chiama appunto democrazia, luogo dove le pratiche scorrette e i conflitti all’ultimo sangue sono all’ordine del giorno e dove vige la legge ferrea del mors tua vita mea. Secondo Thompson negli ultimi trecento anni nulla è cambiato negli Usa come si evince da una lettera di un deputataamericano riportata nel suo testo “Meglio del sesso. Confessioni di un drogato della politica”:
Anthony Henry, deputato per South Hampton dal 1727 al 1734, ha detto la parola definitiva sulla politica quando ha scritto questa terribile lettera ai suoi squallidi elettori avvertendoli di non cercare di metterlo in culo all'esattore delle tasse...
“Egregi signori,
ho ricevuto la vostra lettera relativa all'imposta indiretta e sono ancora sorpreso della vostra insolenza per avermi scritto. Voi sapete, come lo so io, che ho comprato questo collegio elettorale. E conoscete anche, come la conosco io, la mia attuale intenzione di rivenderlo, e sapete anche, nonostante pensiate che io non lo sappia, che vi state guardando in giro in cerca di un altro acquirente, ma io so ciò che voi certamente non sapete, cioè che ho trovato un altro collegio elettorale da comprare. Riguardo a quanto avete detto sull'imposta indiretta: che la maledizione di Dio ricada su tutti quanti voi, e possa rendere le vostre case aperte e disponibili agli esattori delle imposte così come aperte e disponibili sono sempre state le vostre mogli e le vostre figlie nei miei confronti mentre avevo l'onere di rappresentare questo vostro collegio elettorale fatto di canaglie...”
Tutto chiaro? Altro che yes we can e we have a dream. Che gli imbonitori di sinistra vadano a raccontare le loro storie in un altro paese. Peraltro, non erano loro che si vergognavano di vivere in Italia? Fuori dalle palle allora!

di Gianni Petrosillo

23 agosto 2010

L'Italia è diventato un Paese in cui non si può più né vivere né morire




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Il sindaco di Verona , Tosi, ha elevato da 36 a 500 euro le multe per chi avvicina le prostitute in strada. Poiché in Italia la prostituzione non è ancora un reato, e probabil mente non lo sarà mai in modo ufficiale (altrimenti oltre a colpire il mercimonio da strada, come si cerca di fare ora, si dovrebbe andare ad indagare su certi traffici, più sofisticati, come quello di dare una ragazza una particina in qualche fiction in cambio di una prestazione sessuale, che a onor del vero sono molto più squallidi e gravi della prostituzione classica perché si basano sul ricatto), l'escamotage per punire i clienti delle lucciole sta nel fatto che, con le loro macchine ferme, ingombrano il traffico. Dopo il decreto Maroni che dà amplissimi poteri ai sindaci per colpire, fra gli altri, "i comportamenti che offendono la pubblica decenza", molti amministratori comunali hanno seguito l'esempio di Tosi e sicuramente molti altri lo faranno. A Trento, invece è stato fermato un padre che stava fil mando suo figlio in una piscina comunale. Motivo? Insieme al figlioletto che dava le prime bracciate aveva inquadrato anche altri bambini seminudi , cioè in costumino da bagno, ed era quindi sospetto di pedofil ia.Stiamo vivendo un'epoca vittoriana, e non solo in campo sessuale. Sempre a Verona è vietato consumare alcol fuori dai bar (alla prima bottiglia fan 100 euro alla terza 500), dormire all'aperto, sbocconcellare panini per strada; girare a torso nudo, bagnarsi nelle vasche pubbliche. Il mullah Omar era più permissivo. Il sindaco di Vicenza dal canto suo, ha imposto la solita multa di 500 euro (che, se non sbaglio, fan quasi un mil ione delle vecchie lire) "per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco", mentre quello di Novara ha vietato le passeggiate notturne nei parchi se si è in più di due (il che equivale, più o meno, a quella di sposizione del regime fascista che considerava "adunata sedi ziosa" un capannello di più di cinque persone). Sono noti poi i limiti sempre più feroci e generalizzati imposti al consumo di alcol e al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, perché chi fuma in un parco (come è capitato a un rumeno di 54 anni che si è visto appioppare, a Verona , una multa di 50 euro) non danneggia, se danneggia, altri che sè stesso cosa che se non vogliamo tornare allo "Stato etico" che decide per i cittadi ni, di hegeliana e fascista memoria, contro il quale hanno tuonato, in questi anni, proprio gli intellettuali del centrodestra, dovrebbe stare nella sua piena libertà. Altri limiti simil -Tosi dobbiamo aspettarci dal recentissimo decreto Maroni che dà ai sindaci poteri più forti di quelli del prefetto. E a Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l'elemosina, cosa che non si era mai vista prima, neppure, anzi, nei "secoli bui" del Medioevo, in nessuna società del mondo (ad eccezione della Russia sovietica).
Non ci sono mai stati tantiverboten e limiti alle libertà indi viduali come nell'epoca presente e in questo regime, non importa se governato dalla destra o dalla sinistra, dove tutti si di chiarano liberali. Ma il culmine si è raggiunto con la vicenda di Eluana Englaro dove il Parlamento (il Parlamento!), in versione quasi bipartisan, vuole impedi re, nonostante una decisione in contrario del Tribunale, ad una povera donna in coma da sedi ci anni di andare incontro alla sua morte naturale.Di questo passo si finirà a decidere della vita e della morte di una persona per referendum.
E l'Italia è di ventata un Paese dove non si può più né vivere né morire.

di Massimo Fini

22 agosto 2010

Wall Street non sta morendo, è già morta!



Questa è la settimana in cui Wall Street è morta di fatto. Il sistema della Federal Reserve che stava già tentando altri salvataggi dopo una serie di salvataggi monetari iperinflazionistici praticamente a tassi zero, ha ora dichiarato la propria intenzione di varare la più drastica replica della stessa politica monetaria iperinflazionistica che condusse al crollo dell’economia della Germania di Weimar durante l’estate e l’autunno del 1923.

E’ indicativo il fatto che coloro che esortano l’EIR a pubblicare un’analisi monetarista delle chance di ripresa di Wall Street abbiano avuto sempre torto in tutti i pronostici e suggerimenti da loro presentati, a quanto ne so, negli ultimi due decenni. Neanche uno di questi benintenzionati ciarlatani ha mai affrontato gli effetti post-1987 delle frodi monetarie intrinsecamente inflazionistiche di Alan Greenspan dal punto di vista dell’unico metodo di previsione che abbia avuto successo negli ultimi decenni, il metodo dei pronostici basati sull’economia reale che fornisco da decenni.

Per quelle persone ragionevoli che desiderano onestamente sapere i fatti essenziali, bastino i seguenti per il momento.

Subito dopo lo sbarco in Normandia guidato con successo dagli Stati Uniti, sia i vertici militari americani che quelli tedeschi sapevano che il regime di Hitler era praticamente finito. Tale consapevolezza condusse alla rivolta contro il Presidente Franklin Delano Roosevelt sostenuta da Wall Street e attuata dalla stessa banda di interessi finanziari di Wall Street e Londra che non solo odiavano Roosevelt, ma si era unita alla Banca d’Inghilterra nel mettere al potere Adolf Hitler, fino a quando Winston Churchill non cominciò a strillare per ottenere l’aiuto militare ed economico degli Stati Uniti di Franklin Roosevelt contro Hitler (“Non contraddirmi amico. Sono stato in quella guerra e conosco molto bene tutti i fatti essenziali di questa faccenda”).

In Francia, la stessa feccia di Wall Street e Londra che aveva portato al potere Hitler in Germania negli anni Venti e Trenta, tornò molto rapidamente alla stessa politica economica e sociale filo-fascista.

Non mi sorprese il sostegno dato da Wall Street alla candidatura di Harry S. Truman alla vicepresidenza. La notte in cui giunse la notizia della morte di Roosevelt [mi trovavo] nel teatro bellico di Cina-Birmania-India e risposi alle domande di un gruppo di commilitoni: “Finora abbiamo vissuto questa guerra sotto un grande presidente. Ora, egli è stato sostituito da un piccolo uomo, ed ho paura di quello che ci accadrà”. Nel 1947, inviai una lettera al Generale Dwight Eisenhower, allora presidente della Columbia University, indicando i motivi per cui lo esortavo a candidarsi alle elezioni presidenziali del 1948. Rispose dicendo in sostanza “non in questo momento” e in seguito compresi il suo ragionamento.

Nel lasciare il teatro di guerra Cina-Birmania-India circa un anno dopo la fine della guerra in Europa, sapevo che la feccia di Wall Street legata a Londra era il nemico mortale a lungo termine della nostra nazione. Ciononostante, gli Stati Uniti erano troppo potenti, e la memoria storica dei cittadini statunitensi troppo forte, perché i britannici potessero riassumere il ruolo imperiale che avevano svolto nel mondo dal trionfo della Compagnia Britannica delle Indie Orientali nel febbraio 1763. Gli Stati Uniti rimasero potenti fino a quando l’assassinio del Presidente Kennedy non spianò la strada all’inizi della lunga guerra che Kennedy aveva impedito finchè era in vita. I successivi dieci anni di guerra in Indocina fecero crollare gli Stati Uniti nel modo desiderato dalla Londra imperiale.

Nell’estate del 1971, durante l’amministrazione del Presidente Richard Nixon, ci furono due sviluppi cruciali. Prima di tutto il ruolo di Arthur Burns nell’annullare l’accordo di Bretton Woods del 1944. In secondo luogo l’azione del britannico Lord Jacob Rothschild nell’utilizzare il crollo del sistema di Bretton Woods per lanciare quello che divenne il Gruppo imperiale Inter-Alpha, un gruppo il cui influsso controlla attualmente quasi il 70% delle operazioni bancarie e finanziarie del mondo. Tale gruppo, che di fatto attualmente possiede Wall Street, ed anche il Presidente Barack Obama e la sua amministrazione, ha messo in piedi la bolla speculativa di quadrilioni di dollari di denaro puramente fittizio, da Monopoli, nella forma di derivati finanziari ed altre truffe simili.

Nello sforzo di tenere in piedi questa gigantesca massa di quadrilioni di dollari nominali controllati dagli anglo-americani - il “denaro da Monopoli e da casinò chiamato derivati e simili” - fornendo il necessario margine di sostegno a tale massa di valuta da gioco, i truffatori di Londra e altrove della stazza di Alan Greenspan hanno prosciugato quello che restava degli Stati Uniti e dei suoi cittadini, superando le follie di Maria Antonietta e suo marito che distrussero gran parte dell’Europa continentale fino e oltre il periodo delle guerre napoleoniche.

Il risultato è che questa settimana la Federal Reserve ha indicato che è stato raggiunto uno stato di disperazione monetarista tale per cui la Fed è ora disposta a scatenare al di là dei confini degli Stati Uniti stessi quello che i predatori britannici e francesi negli anni Venti vararono come la crisi da crollo iperinflazionistico della Germania di Weimar.

Senti bello. Che cosa induce persone sciocche come te a discutere le difficoltà che incontra la Federal Reserve? Che diavolo proponi di fare? Mandare una corona di fiori al funerale di Wall Stree.
di Lyndon H. LaRouche, Jr.