05 giugno 2010

La Fame e la Sete... dei mercanti

Una marea di fesserie vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici,

che desertificano le terre insieme alla chimica dei Pesticidi e dei Disseccanti che distruggono l'Humus, e la salute degli Agricoltori e dei Consumatori

Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete...

quella dei Mercanti che monopolizzano i mercati agricoli,

mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto oggi il minimo storico

con la paglia (12 €/q.le) che vale più del grano (11,5 €/q.le)... mai successo nella storia umana !!!

come è possibile tutto ciò?

oggi alleviamo 10 miliardi di bovini equivalenti che mangiano almeno come 30 miliardi di persone in fabbriche di animali piene di medicinali ed ormoni

li nutriamo con Mais, Soia e altri prodotti e sottoprodotti agricoli e industriali che consumano più petrolio dell'energia solare fissata attraverso la fotosintesi dalle coltivazioni

In tal modo accumuliamo nelle carni moltissimi residui chimici, soprattutto Pesticidi

...mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera

basterebbe puntare alla sovranità alimentare autosufficiente dei singoli popoli

attraverso l'Agroecologia e le Produzioni Biologiche Tardizionali locali,

organizzate con filiere corte o dirette, dai produttori ai consumatori

"Mangiacomeparli"... è proprio il caso di dire.

E ne abbiamo fatto anche un marchio a garanzia dei consumatori, 100% Italiano, 100% OGM Free, secondo le norme di legge, 100% Biologico

Dobbiamo ridurre di almeno il 70% gli animali allevati al mondo

In Italia, invece di allevare 10 milioni di Unita Bovine Adulte equivalenti (UBA), ne basterebbero 3 milioni

Rimarrebbero a disposizione degli italiani ancora ben 500 grammi di carne procapite alla settimana (o qualcosa in pù in equivalenza nutrizionale, sotto forma di latte o formaggi)

Più un pò di pesce fresco pescato dai mari che ci circondano per migliaia di km (con un pò di bioaccumulo di residui chimici di tutti i tipi, che purtroppo attraverso i fiumi finiscono tutti a mare).

Se proprio non vogliamo diventare vegetariani.

Liberiamo l'agricoltura dall'Industria chimica dei Pesticidi e della trasformazione agro-alimentare... e, soprattutto, dal Commercio speculativo.

Questo prevedono le normative Europee da almeno 15 anni

L'Europa ha stanziato 200 miliardi di € per lo Sviluppo Rurale Agroecologico, dal 2007 al 2013

In Italia oggi abbiamo ancora oltre 17 miliardi di € da spendere per le finanziarie agricole, i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSR).

Soldi che rischiano di tornare a Bruxelles, per mancanza di volontà di riconversione biologica dell'Agricoltura da parte delle regioni

tanto che il governo pensa a un Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, scavalcando le Regioni stesse

Esiste l'obbligo di destinazione di almeno il 40% dei bilanci regionali dei PSR per i cosiddetti Pagamenti Agroambientali (con priorità fino al 70% in caso di domande degli agricoltori ed allevatori biologici)

Ciò a compensare tutti i mancati redditi, i maggiori costi + il 20% per la transazione all'Agricoltura Biologica o per la Sostituzione reale dei Pesticidi.

E non per fittizie presunte riduzioni degli inputs chimici denominate Agricoltura Integrata, censurate come non controllabili ne verificabili dalla Corte dei Conti UE (nota 3/2005)

attraverso la quale si stanno sperperando enormi risorse per sostenere i redditi degli agricoltori che acquistano Pesticidi

seguendo disciplinari che prevedono un numero di trattamenti chimici molto superiore alla normale pratica dei coltivatori.

In tal modo il mercato dei Pesticidi è continuamente cresciuto in Italia, superando il 30% di tutte le vendite europee

e le nostre acque sono per lo più inquinate da residui chimici oltre i limiti di legge (Agrisole 21-27 maggio 2010),

Residui che continuano ad accumularsi da decenni, finche non saremo più in grado di sopportarli fisicamente.

I tumori e il cancro aumentano in maniera impressionante, cosi come la spesa per la malattia, che oggi ha superato l'80% dei bilanci regionali (e la chiamano sanità

I nostri bambini e le nostre cellule riproduttive sono i più soggetti ai danni da Pesticidi e disseccanti arancione, che distruggono il paesaggio italiano e la salute,

creando dissesti idrogeologici per mancanza di copertura invernale e primaverile dei suoli,

quando piove e l'acqua si porta giù la terra nei fiumi, sulla case della gente, sui treni e nelle strade

Attraverso i progetto "Polline sicuro", guidato dalle Multinazionali del Glifosate, si sono irrorate di disseccante tutte le strade del Bel Paese, mettendo a rischio la salute dei cittadini che passeggiano o viaggiano in macchina

I residui di tale prodotto sono rilevabili in tutte le acque sensibili analizzate, alla faccia della presunta biodegradabilità ed innocuità.

Roba da inchiesta per le Procure della Repubblica. In Francia sono partite multe salate ed in Argentina il prodotto è stato vietato dai tribunali

Non entrate nei Supermercati, signori miei... e state bene attenti a ciò che acquistate

Migliorerà la salute... del pianeta, vostra e degli agricoltori... soprattutto quella dei vostri figli

Torniamo alla Tradizione Agroecologica e all'Artigianato dei nostri Maestri dei campi e del Vino,

Del Grano e del Pane a un giusto prezzo.

La Madre Terra ha risorse abbondanti per tutti i propri figli...

ma non potrà mai sfamare l'avidità dei pochi che non la rispettano,

in nome del DIO denaro e del potere... di far del male agli altri

- Seminativi avvicendati, Cereali e leguminose da granella: 3.000.000 Ha x 400 €/ha in media di pagamento agroambientale = 1,2 Miliadi di € (il pagamento, insufficiente, oggi previsto dalle Regioni è di circa 200 €/ha)

- Mais 800.000 ha x 600 €/ha = 0,48 miliardi di €

- Olivi: 1.000.000 ha x 500 €/ha = 0,5 Miliardi di €

- Vigneti: 700.000 € x 700 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Frutteti: 400.000 ha x 1.500 € /ha = 0,6 miliardi di €

- Orticoltura: 200.000 ha x 2.500 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Prati avvicendati, Pascoli e Prati Pascoli 3.500.000 di ha x 100 € ha = 0,35 miliardi di €

Totale di spesa prevista: 4 miliardi di € all'anno

Ci potremmo aggiungere 400 € per unita bovina adulta allevata in biologico (corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 galline, ecc) x 3.000.000 di UBA = 1,2 miliardi di €

per liberare la zootecnia italiana dalla necessità di importare mangimi contaminati da OGM

avanzano anche fondi per il Tabacco Biologico: 40.000 ha x 5.000 €/ha

Abbiamo ancora a disposizione oltre 17 miliradi di € da spendere, con priorità fino al 70% per i Pagamenti Agroambientali all'Agricoltura Biologica (circa 12 miliardi di € disponibili) nel periodo 2010-2013

Possiamo quasi riconvertire tutta l'Italia al Biologico, oggi, non domani.

di Giuseppe Altieri

La globalizzazione della menzogna


Due notizie, trasmesse quasi in contemporanea, hanno occupato le pagine dei giornali nei giorni scorsi. La prima, ampiamente pubblicizzata, concerneva l’assalto israeliano al convoglio umanitario diretto a Gaza; la seconda, soffocata dalla prima, riportava le dichiarazioni di Horst Köhler, presidente della Repubblica federale tedesca e già direttore del Fondo Monetario Internazionale, circa gli interessi economici che starebbero alla base delle cosiddette operazioni di “peacekeeping”.
Un filo comune lega in qualche modo le due notizie. E’ assodato che se Israele, con la sua collocazione geografica in un’area altamente strategica, non rappresentasse un interesse per gli Stati Uniti e i loro alleati, lo Stato ebraico avrebbe smesso da tempo di fare impunemente i propri comodi. Meno assodato – e comunque insolito nella prassi diplomatica – è che una personalità come il Presidente della Repubblica Federale tedesca ci venga a dire senza mezzi termini che le guerre condotte in nome della libertà e per esportare democrazia in realtà nascondono fini tutt’altro che ideali e leciti.
Ma andiamo per gradi. Quello che è successo nel corso dell’assalto dei militari israeliani, in acque internazionali, al convoglio umanitario che trasportava viveri, medicinali, vestiario e prefabbricati alla popolazione di Gaza è ormai noto a tutti, nonostante i fragili tentativi di smentita dei responsabili della carneficina che avevano da tempo programmato l’azione dandole anche un nome: “Skywind”, Vento dal cielo. Così come è noto a tutti quello che i mandanti del terrorismo israeliano (cosa diversa dalla maggioranza della popolazione ebraica che non condivide le iniziative criminali dei Netanyahu, delle Tzipi Livni e della banda sionista) stanno facendo da anni infischiandosene delle continue risoluzioni delle Nazione Unite 1.
Nota a tutti è anche la posizione italiana in seno al Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ ONU, dove – con 32 voti favorevoli su 47 (contrari USA e Italia) - è stata adottata una risoluzione che chiede un’”inchiesta internazionale” sull’ultimo blitz israeliano. “Israele – ha spiegato il sottosegretario Vincenzo Scotti motivando il voto italiano – è un paese democratico in grado di condurre un’inchiesta indipendente”. Come dire che l’ assassino è in grado di emettere un giudizio obiettivo sul suo operato. In precedenza il sottosegretario Alfredo Mantica aveva affermato che quella della “Freedom Flottiglia” era stata “una provocazione voluta…per vedere fino a che punto Israele reagisce… Sperare che Israele non reagisse era un’illusione. Il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo” (sarebbe interessante sapere come Mantica giudica oggi le rappresaglie tedesche del 1945, quelle contemplate dalla Convenzione di Ginevra del 1929).
Non risulta che i punti di vista dei suddetti politici, il primo ex vecchia volpe democristiana, l’altro già esponente di punta del MSI “né USA né URSS”, siano gli stessi espressi fino a ieri. Del resto, neanche il buon Ministro Frattini assomiglia più tanto al Franco Frattini che scriveva sul “Manifesto”e militava in aree politiche ben diverse dall’attuale. Vien da chiedersi se tanta puntuale sintonia tra persone provenienti da aree ideologiche così lontane tra loro, sia da considerarsi sentita e spontanea.
Anche quanto accade oggi in Afghanistan o in Iraq è noto ai più, ma la maggior distanza da quel teatro di operazioni e le differenze culturali con quel mondo rendono la comprensione di quei fenomeni più ardua. Certamente Sabra e Shatila, l’operazione “Piombo fuso” o l’assalto alla “Freedom Flotilla” sono episodi circoscritti, più facilmente individuabili e leggibili e quindi meno malleabili.
Ecco perché le dichiarazioni del Presidente della Repubblica di Germania sono state minimizzate dai media e accantonate in fretta: perché, pur lapalissiane, risultano alla cricca dominante di un’enormità e di una gravità inaudite. Perché aprono scenari incomprensibili in chi è stato addomesticato dai media asserviti alle lobbies a non considerare minimamente le ragioni di un popolo invaso, a credere alle menzogne delle “armi di distruzione di massa” e alla necessità di vietare la costruzione della bomba atomica all’Iran da parte dell’unico Paese, gli USA, che ne ha fatto uso fino ad oggi; a pretendere l’ impiccagione di un uomo, Saddam Hussein, che fu accettato come alleato dai suoi giustizieri, anche dopo aver compiuto i suoi genocidi.
Orbene, come si permette questo insigne signore di dire al mondo che dietro alle operazioni di “peacekeeping” vi sono solo interessi economici? Perché non si allinea alle posizioni comuni dei piccoli e grandi cialtroni di questo mondo globalizzato? Ha sbagliato. Il presidente della Repubblica Federale di Germania, rappresentante anche di quel 65% di tedeschi contrari all’intervento in Afghanistan, doveva ripetere quello che Angela Merkel non si stanca mai di ribadire: che la missione in quel Paese è necessaria per difendersi dal terrorismo internazionale.
Doveva fare quello che fanno il nostro Presidente della Repubblica e i nostri ministri economici: tacere e mettersi in riga. Fingendo di non sapere che, se la nostra economia non collassa, lo deve in gran parte all’ottima salute che gode il settore dell’esportazioni di armamenti che nel 2009 ha segnato un incremento del 64%; ignorando che nel 2008 le aziende italiane (per la maggior parte Finmeccanica) hanno firmato contratti per quasi 4 miliardi di dollari, superate solo dagli Stati Uniti che con i loro 37 miliardi controllano più dei due terzi del mercato mondiale.
Pensate a come sarebbe ridotta la nostra bilancia dei pagamenti se non ci fossero le guerre in Iraq ed in Afghanistan, il terrorismo, i movimenti di guerriglia sparsi in tutto il mondo. Pensate ai nostri istituti di credito, alle banche, che solo nel 2009 hanno movimentato qualcosa come 3.79 miliardi, il 61% in più rispetto al 2008. E pensate magari anche alla buonafede di quei clienti che, sottoscrivendo un fondo, non pensano minimamente che stanno finanziando il commercio di armi o di mine antiuomo2.
Ma questo non si deve dire: in nome del mercato l’umanità può anche perdere il suo volto. ”Geld macht frei”.

1) Assemblea Generale (AG): Risoluzione 194 (III) (11/12/1948): I profughi palestinesi hanno il diritto di tornare alle loro case in Israele

di Antonio Serena

04 giugno 2010

Bilderberg: la cospirazione pubblica



Adesso l’agenda per un governo globale e’ pubblica. L'importanza del Gruppo Bilderberger si basa sui politici controllati.

Adesso che l’agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato e’ riconosciuta pubblicamente ed apertamente, quello che rende importante la riunione annuale del Gruppo Bilderger è quali siano le personalita’ politiche che si stanno coltivando per appoggiare tali sviluppi. La maggioranza degli argomenti della riunione annuale sono stati resi pubblici nelle scorse settimane: la possibilita di un attacco militare contro l'Iran e il futuro crollo dell’euro.

I membri della Commisione Trilaterale, abituali partecipanti a tali riumioni, hanno fatto sapere che si parlera’ seriamente di una Guerra contro l'Iran da tenersi mentre l’elite approfitta delle conseguenze della crisi economica per centralizzare e rendere piu stretti i regolamenti riguardanti le operazioni finanziarie.

Nella foto: Ben Bernanke si reca a una riunione del gruppo Bilderberg

Le conseguenze di una eventuale guerra contro l'Iran provocheranno una spaccatura tra i membri del Gruppo Bilderberger come e’ gia successo nel caso della guerra all'Iraq.

Durante il recente incontro avvenuto a Dublino, i membri della Commissione Trilaterale, in cui solitamente si discutono gli stessi argomenti che verrano poi trattati negli incontri Bilderberger, Mikhail Slobodovsici (principale consigliere del gruppo Russo) parlando con un membro di We Are Change, che aveva scambiato per un collega, si e' lasciato sfuggire: “Stiamo cambiando il mondo…Abbiamo bisogno di un governo mondiale” e, parlando poi di Iran “dobbiamo liberarci di loro”.

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, e membro del Gruppo Bilderberger, Dominique Strauss Kahn in un recente discorso fatto ad una riunione elitista a Zurigo ha riconfermato la tendenza a presentare l'opzione del governo mondiale come unica soluzione per risolvere la crisi economica quando ha detto che i globalisti devono vedere la crisi ‘come una opportunita’ per arrivare ad ‘una nuova moneta emessa da un banca centrale mondiale’.

Le nostri fonti presso il Bilderberger indicano che esiste una grande frattura nei gruppi globalisti elitisti.

Gli elitisti piu giovani ed i nouveaux riche sono preoccupati perche l'economia globale sta affondando troppo presto e troppo velocemente, cosa che potrebbe provocare sul lungo termine conseguenze drastiche anche sulla propria influenza e ricchezza.

Zbigniew Brzezinski, cofondatore e importante membro della Commissione Trilaterale, ha recentemente parlato di tali fratture all’interno del movimento globalista elitista in un contesto geopolitico aggiungendo che ‘un risveglio politico globale’ congiuntamente agli scontri intestini tra la elite sta minacciando di bloccare la spinta verso un governo mondiale.

Nelle scorse settimane i globalisti hanno anche pubblicamente discusso i tempi tecnici a proposito se e quando l'euro come moneta unica collassera' e se tale collasso dell’euro sara’ seguito dal collasso del dollaro americano

David Blanchflower, ex stratega della Banca di Inghilterra, ha indicato a Bloomberg News che la regione monetaria che utilizza l’euro come moneta comune potrebbe disitntegrarsi como risultato della crisi causata dal debito Greco che minaccia di coinvolgere altri Paesi in Europa.

Jim Tucker, veterano conoscitore dei Bilderberger, fa notare nel suo ultimo articolo che, gia' da varie settimane, i mezzi di comunicazione di massa stanno preparando la gente ad accettare l’agenda dei globalisti elitisti del Gruppo Bilderberger.

“I mezzi di informazione in Europa e nell’Emisfero Occidentale controllati dai Bilderbeger stanno condizionando il pubblico ad accettare due degli obiettivi piu importanti della elite super segreta ancora prima del meeting che si terra' a Sitges, Spagna, dal 4 al 7 giugno: un attacco militare americano contro l'Iran ed il salvataggio finanziario della Grecia e altri Paesi della Unione Europea”, scrive Tucker.

Adesso che l'agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato e’ riconosciuta pubblicamente ed apertamente, la funzione principale del Gruppo Bilderger e' di sviluppare i contatti con le personalita’ politiche che terranno in un prossimo futuro importanti posizioni nella gerarchia politica del nuovo mondo.

Una delle cose piu interessanti da sapere a proposito della riunione del Bilderberger che si terra' a Sitges, Spagna, e' chi saranno i partecipanti. In Inghilterra il nuovo governo di coalizione Inglese di David Cameron si e' opposto a parole al progetto dei Bilderberger per l’Europa, pero' si e' dato da fare per nominare politici pro-Europeisti per posti importanti. E' interessante osservare la presenza eventuale di Cameron e del suo compare Clegg, cos^ come sara interessante vedere se verranno invitati alla riunione membri del Partito Laburista adesso all'opposizione.

Dopo le dimissioni del servo dei Bilderberger Gordon Brown e' certo che i Bilderberger pongano il veto a potenziali candidati a Primo Ministro come David Milliband.

di Paul Joseph Watson


Titolo originale: "Bilderberg: The Open Conspiracy "

03 giugno 2010

Mandrake, il Mago: l’alternativa c’è, ma non si vede


Preparando le bozze di un libello che fosse sia divertente quanto chiaro nello spiegare i trucchi della prestidigitazione bancaria [1], mi è venuto in mente questo titolo allusivo. Lo spunto è stata l’ultima frase del recente discorso di Bini Smaghi della BCE [2], quando conclude dicendo che “Non ci sono alternative”. Un mantra già utilizzato a suo tempo dalla malata di Alzheimer Margaret Thatcher.

Tra i trucchi degli autocrati non-eletti governatori delle banche centrali (e quindi governatori dei paesi che vi si sono sottomessi), c’è quello di ricorrere a “TINA”, acronimo inglese che sta per: “There Is No Alternative”, non c’è alternativa. Lo scopo ipnotico della frase, usato da chi ha poca fantasia, scarsa istruzione o è in piena malafede, è quello di sfuggire alla spiegazione del perché non vi sarebbero alternative. Questo trucco in realtà viene usato anche più in basso nella scala sociale. Ricordo ad esempio un curioso episodio di un conoscente che propose di passare una settimana in compagnia ad una simpatica fanciulla e di come questa insistesse piuttosto che lui si ricoverasse in una clinica psichiatrica, sostenendo, per l’appunto, TINA !

Tornando alle cose serie che interessano il lettore, non ci sarebbe alternativa ad un programma di lacrime e sangue per ripianare i deficit dei paesi indebitati. Ma proprio ieri sera alle 23 in televisione, su ITALIA1, Raz Degan intervistava David Icke che spiegava una possibile alternativa: licenziare il governatore della Banca Centrale, ridurla a mera tipografia di banconote da cedere allo stato al prezzo di costo. Stiamo parlando che il biglietto da 500 euro costerebbe così allo stato pochi centesimi, invece che di dover fare la figura del pagliaccio parlando di evasione fiscale (come faceva alla stessa ora Tremonti su RaiTre nella trasmissione BALLARO’) come dell’urgenza per ripianare il bilancio…

In sostanza, se lo stato comprasse i soldi al costo, i 700 miliardi che spende ogni anno gli costerebbero pochi milioni di tipografia. Potrebbe così rinunciare alle tasse anche totalmente, facendo riprendere fiato al paese e recuperando un po’ di credibilità prima che sia troppo tardi. Prima che le forze dell’ordine e la magistratura scoprano che, ritornando alla legalità monetaria, il loro stesso stipendio raddoppierebbe (non ci sarebbe più alcun bisogno di alcuna trattenuta). Questa è la proposta pacifica di Icke.

Il compianto professor Giacinto Auriti andava oltre, proponendo di istituire un reddito di cittadinanza addirittura, in modo da eliminare la microcriminalità e consentire la piena attuazione della Carta fondamentale dei diritti dell’uomo. Tanto, cosa costa ad uno stato onesto che paga il denaro al costo? Potrebbe addirittura permettersi delle colonie per vacanze estive per bambini di famiglie meno abbienti…

L’ostacolo è evidente: dietro alla proprietà delle banche centrali ed al loro falso in bilancio, si nasconde una truppa di “rentiers” che di fronte a questa minaccia non esitarono a scatenare la seconda guerra mondiale. Ma oggi i tempi sono cambiati. Dopo 70 anni di occupazione monetaria il nostro paese è pronto, almeno in occasione della celebrazione del 150 anno dell’Italia, ad aprire gli occhi. Anche perché, caro presidente Napolitano, i suoi discorsi – a chi ha già capito il trucco – paiono ormai davvero i vaneggiamenti di un vecchio un po’ rimbambito…

Come vorrebbe passare alla storia, Presidente? Come l’ultimo italiano che ha capito la truffa del signoraggio privato? Come un complice di Mandraghi? [3] Suvvìa, un po’ di serietà. Cominci con lo svelare che dietro alle stragi c’era Bankenstein e che gli obiettivi raggiunti a suon di bombe sono stati: la privatizzazione anarchica di Bankitalia, l’evirazione della sovranità monetaria al paese, l’orgasmo dell’alto tradimento consumato col Trattato di Maastricht (firmato da De Michelis…). Ci vuole davvero tanto ad aprire gli occhi? Salviamo almeno la faccia, per una volta.

Marco Saba

1] Titolo: “Le avventure di Mandraghi, il Mago”
Alcuni capitoletti già pubblicati:
I trucchi di Mandraghi: la Smaterializzazione
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-la.html
I trucchi di Mandraghi: la Misdirection
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-capitolo-2-la.html
i trucchi di Mandraghi: la Naturalezza
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/tutti-i-trucchi-di-mandraghi-la.html

2] “Challenges for the Euro Area, and the World Economy”, Rabat, 28 May 2010
http://www.ecb.int/press/key/date/2010/html/sp100528.en.html

“What we are currently experiencing is a crisis of public finances in advanced economies. It started with Greece, and the euro, because of the specific institutional framework which prevents Greece and the other euro area countries from using the inflation tax to overcome their budgetary problems. This will force euro area countries to address their fiscal positions earlier. It’s not easy. But it will be done, because it can be done and it has to be done in any case. And, last but not least, because there are no alternatives. ”

3] Nel solito penoso discorso annuale davanti alla Banca d’Italia, anche il governatore Mario Draghi ormai s’è accorto dell’ipocrisia del fatto che sia la Banca Centrale a comprare titoli d’indebitamento dello stato, redarguendo Trichet, quando lo stato potrebbe benissimo tagliare le enormi spese superflue (stampandosi i soldi da solo, come già fa però con le sole monete metalliche).

Vedi: Considerazioni finali del Governatore (E MI SA’ STAVOLTA SONO FINALI DAVVERO)
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/cf_09/cf09/cf09_considerazioni_finali.pdf

02 giugno 2010

Una bomba atomica vagante da disinnescare

1. Il criminale attacco in acque internazionali delle Forze Armate israeliane alla Freedom Flotilla in sé non ha molti elementi di novità rispetto all’usuale comportamento dello Stato non-ebraico (come lo definisce lo storico israeliano Ilan Pappé): indifferenza ad ogni norma internazionale accompagnata dalla consapevolezza della totale impunità, strage di civili inermi e, se del caso, assassinio di pacifisti. Basti pensare alla spietata uccisione della pacifista statunitense Rachel Corrie dell'International Solidarity Movement (ISM), a Rafah nel 2003, mentre si opponeva totalmente disarmata all’abbattimento di case palestinesi (non a caso una delle navi era stata battezzata col suo nome).

Ciò che desta realmente preoccupazione, al di là dell’orrore per questo massacro, è lo schema politico in cui può essere stato compiuto.

Il dato evidente su cui riflettere è la scelta di sparare proprio sulla nave turca, ovvero su un naviglio dell’unico vero alleato (finora) di Israele in Medio Oriente, con la conseguenza che la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore e annullato le previste esercitazione congiunte tra le due forze armate.

2. Il pensiero corre subito all’accordo di mediazione negoziato con successo dalla Turchia e dal Brasile con l’Iran. Questo accordo prevede, come conseguenza del suo impianto, l’automatico consenso da parte iraniana alla contabilità dei suoi stock nucleari da parte dell’AIEA.

Con ciò mettendo definitivamente la parola “fine” alla “minaccia nucleare iraniana” (seppure c’è mai stata).

Salutato con un plauso da Mosca, Washington si è invece precipitata a bocciare l’accordo, anche se con un evidente imbarazzo, perché esso non si discosta di molto da quello proposto dagli Stati Uniti stessi.

Ciò che ha irritato gli USA è vedere un ulteriore sintomo della diminuzione della propria leadership mondiale e l’emergere sempre più evidente di linee di forza geopolitiche che sfuggono al suo controllo, sotto lo sguardo compiaciuto di Mosca e di quello sornione di Pechino.

3. Ma cosa mette invece in “imbarazzo” Israele?

Da molto tempo sostengo che questo Stato sta iniziando ad essere preso dalla disperazione di veder chiudere progressivamente le finestre geopolitiche che gli permettevano di accarezzare l’idea di poter conquistare l’intera Palestina (progetto dei sionisti sia di destra sia di sinistra - ci pensi chi crede ancora alla favola dei “due popoli-due

stati”) e parallelamente di diventare la potenza militare ed economica egemonica del Medio Oriente; cosa che qualora attuabile, lo era forse quando i suoi protettori a Washington erano anche la potenza egemonica mondiale. Ma è proprio questa condizione che è messa vieppiù in discussione, sia sul lato economico sia sul lato più propriamente geopolitico.

In questa situazione Israele potrebbe essere tentata da uno di quegli “atti di follia” e da quella “furia cieca” che già nel 1954 costantemente minacciava, a difesa degli interessi di Israele, il ministro della difesa Pinhas Lavon (appartenente al Mapai, cioè al “Partito dei lavoratori della Grande Israele”, simbolo un martello e due piccole falci a formare la lettera “aleph” e due spighe di grano, non ad un partito di destra).

In questa stessa ottica possiamo oggi interpretare le minacce che Israele ha fatto deliberatamente pronunciare, in varie interviste nel febbraio 2003, a Martin Van Creveld, docente di storia militare all'Università Ebraica di Gerusalemme. Eccone una sintesi con le sue stesse parole:

«Le nostre forze armate non sono la trentesima forza mondiale, sono la seconda o la terza. Abbiamo la capacità di trascinare giù il mondo con noi. E posso assicurarvi che questo accadrà, nel caso si crolli nell'abisso».

In altri passi il professore rivelava simpatici piani di bombardamento atomico israeliano su Roma.

4. E’ chiaro che Israele non può sopportare che attorno alla Striscia di Gaza governata da Hamas si crei un clima di solidarietà internazionale.

Hamas è una spina nel fianco della corrotta e collaborazionista Autorità Palestinese, e quindi di Israele stesso e dei suoi piani; una spina nel fianco che ormai è sostenuta anche dai laici (come succede con Hezbollah in Libano). In una conferenza dell’anno scorso a Roma, un importante intellettuale palestinese che conosco da anni, da sempre ultralaico, faceva finta di impappinarsi sul nome di Abu Mazen: “Il presidente dell’Autorità, quello della Cisgiordania ... Abu ... Abu ... come si chiama?”.

Questo è un fatto. Ma oltre questo fatto, cosa significa questo criminale “avvertimento” alla Turchia che rischia la rottura diplomatica tra i due Paesi? Perché mentre la Marina israeliana attaccava la Mavi Marmara, saltava fuori che Israele sta per inviare tre sottomarini nucleari nel Golfo Persico, davanti all’Iran?

Israele agisce secondo schemi concordati con gli USA o ha intenzione di cantare fuori dal coro? Perché il fine geostratega statunitense Zbigniew Brzezinski, lo scorso settembre sul “Daily Beast” ha suggerito al presidente Obama di avvertire chiaramente Israele che se tentassero di attaccare i siti delle armi nucleari (sic) iraniane la U.S. Air Force dovrebbe fermarli?

A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina, diceva Andreotti.

Stiamo allora molto attenti e, soprattutto, cerchiamo di disinnescare la bomba atomica vagante.

di Piotr

Israele ammazza civili per politica



E’ politica di Stato in Israele dal 1948 (e prima col Sionismo) ammazzare i civili. Non sono “tragici errori”, non “danni collaterali”, non c’è alcun “rammarico per l’accaduto”. Ammazzare civili è ciò su cui Israele è nata con la pulizia etnica della Palestina, ed è ciò su cui sopravvive.

A questo si aggiunge l’impunità totale di cui Israele gode grazie al fatto di essere la base militare americana più grande del pianeta, e solo marginalmente al fatto di essere Stato ebraico discendente dall’Olocausto.

Unendo la politica congenita di Israele di ammazzare i civili con la sua assoluta impunità si ottiene precisamente ciò che è accaduto sulla Gaza Freedom Flotilla.



Nel gennaio del 1948, i padri fondatori d’Israele Yigal Allon e Ben Gurion dichiaravano che “C’è bisogno di una reazione brutale. Dobbiamo essere precisi su chi colpiamo, se accusiamo una famiglia palestinese dobbiamo colpirli senza pietà, donne e bambini inclusi… non dobbiamo distinguere fra colpevoli e innocenti”. Nel 1978, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito d’Israele, Mordechai Gur, dichiarò all’analista militare israeliano Ze’ev Schiff che “Per 30 anni abbiamo combattuto una guerra contro civili che vivono in villaggi… abbiamo colpito civili consciamente perché se lo meritano… il nostro esercito non ha mai fatto distinzione fra target militari e civili, ma ha attaccato di proposito target civili”. Nel 2000, Dan Halutz, che sarà Capo di Stato Maggiore dell’esercito di Tel Aviv, dopo un attacco aereo da lui stesso condotto su Gaza e dove furono massacrati dei civili dichiarò “Cosa ho provato? Solo una piccola scossa al mio aereo per lo sgancio della bomba, ma dopo un secondo passa tutto”.

Le invasioni del Libano da parte d’Israele, la sue condotte nei Territori Occupati, sono un litania continua e reiterata di massacri intenzionali di civili. Le condanne che ha ricevuto da ogni singolo organo di legalità internazionale e organizzazione per i diritti umani sono esplicite e consultabili da chiunque. Nulla sarebbe cambiato se i morti della Gaza Freedom Flotilla fossero tutti stati pacifisti americani. Rachel Corrie lo era, e l’hanno massacrata, Tristan Anderson era americano e gli hanno sparato nella testa a sangue freddo, e così Tom Hurndall, James Miller e Brian Avery erano nomi occidentali, anglosassoni.

La lezione che se ne deve trarre è che questi giovani eroi che diedero la vita e che l’hanno data per fermare il crimine contro l’umanità della Pulizia Etinica della Palestina – perché è esattamente ciò che Israele sta facendo da 60 anni e che oggi fa affamando e strangolando vivi i civili palestinesi sotto gli occhi di noi Paesi vigliacchi e complici, con il benestare dei nostri presidenti complici di crimini contro l’umanità come Giorgio Napolitano - non hanno destinato bene il loro supremo sacrificio. Perché fino a che le opinioni pubbliche occidentali continueranno a credere che “SI Israele uccide e sbaglia, MA Israele è l’unica democrazia, MA Israele deve difendersi, MA Israele è vittima del terrorismo arabo, MA Israele è comunque il meno peggio ecc.”, non vi sarà massacro, non vi sarà giovane vita sacrificata, non vi sarà eroismo che farà una qualsivoglia differenza per la giustizia in Palestina.

Basta mettere la propria vita a repentaglio laggiù, non serve a nulla. Usiamo le nostre vite per creare nelle opinioni pubbliche occidentali la consapevolezza di cosa veramente è Israele – che non è una democrazia, che non deve difendersi, che è il vero terrorista, che è il peggior pericolo in Medioriente - e di quanto abominevole sia la sua totale impunità, perché come disse Noam Chomsky “la Storia ci insegna che quando la gente scopre la barbarie, si mobilita per fermarla”. E’ l’unica strada.

di Paolo Barnard

01 giugno 2010

Il segreto più sporco dell'economia



Alla fine degli anni '80, le maggiori banche del mondo (Citibank, Chase Manhattan, HSBC, Midland Bank e molte altre) sono state sull'orlo della bancarotta. Da qualche parte, qualcuno, -nessuno sa chi, oppure non lo dice- "ha preso la decisione di venire in soccorso di enti la cui spericolata politica di prestiti durante la fine degli anni '70 e '80 li aveva portati all' insolvenza, e salvare in questo modo il sistema bancario".
In questo modo si creò un sistema in cui quantità inimmaginabili di denaro sono apparse come per magia. Da allora stanno usando questo sistema segreto al momento di affrontare le crisi finanziarie.

Lo scorso 6 maggio, abbiamo visto con stupore come un calo del 9% a Wall Street è stato trasformato, alla fine della giornata in un calo molto più moderato. Che cosa è successo in realtà?

Nella foto: Alan Greenspan

Per quanto gli analisti finanziari e le autorità statunitensi si affannino per offrire una spiegazione credibile, sono poche le persone che sanno cosa è successo. La verità è alla portata di mano della sola élite.

Il Progetto Hammer, avviato nel 1988 e che durò approssimativamente fino al 1992, fu il primo di una serie di pratiche bancarie altamente segrete (note come Programmi di Negoziazione e Garanzia), che sono stati utilizzati per creare, come per magia, enormi quantità denaro per l'utilizzo in progetti specifici. Dietro Hammer ci sono la CIA, l' FBI, agenzie di sicurezza nazionale di tutti i generi, il Pentagono, il Tesoro statunitense e la Federal Reserve.

Hammer tratta di denaro. E' una forma di creazione di denaro che sfugge a qualsiasi forma di controllo o di responsabilità pubblica. Tanto denaro, infatti, che metterebbe in dubbio qualsiasi certezza che si pensa di avere sul mondo delle banche, la finanza e l'economia.
E' anche il mondo sotterraneo della banca e della finanza, di cui si nega la loro esistenza. Però esiste.

Il mondo finanziario, bancario ed economico nell'ombra in cui il Progetto Hammer è vissuto, ha respirato e fabbricato soldi dall' aria ed è il segreto più sporco dell'economia occidentale. Spesso questa terra di nessuno del sistema bancario internazionale si nasconde dal controllo pubblico mediante l'uso intelligente di due tipi di libri: uno che viene reso disponibile al controllo pubblico e l'altro solo per uso privato.

Queste enormi quantità di fondi neri, occultate sotto la categoria dei Programmi di Investimento, ad Alto Rendimento, sono utilizzati per finanziare una serie di attività clandestine, che includono progetti militari segreti o necessità geopolitiche, senza dimenticare la salvaguardia della stabilità finanziaria globale. Successivamente si istituì una versione più sofisticata di Hammer, che è stato battezzato come EFG Jacobe.

Per avviare i programmi di trading vengono usati come garanzia grandi quantità di oro nero, contanti o altri strumenti convertibili. Rientrano tra queste anche alcune classi di cambiali ed obbligazioni emesse dal Tesoro USA che si collocano in via confidenziale tra le grandi banche occidentali.

Questi attivi non verranno mai alla luce e le grandi banche li usano per sostenere l'emissione delle proprie obbligazioni parallele, che possono ammontare a centinaia di miliardi. Si negoziano operazioni di compra/vendita concordate in anticipo con sconti sul valore nominale delle emissioni di attivi della banca.

Perché, al momento di negoziazione sui mercati finanziari è elettronica e si realizza in microsecondi, è impossibile individuare tali operazioni eccetto si si sta osservando lo schermo del computer nel momento stesso in cui si verificano. L'importo dei fondi illeciti generato in questo modo ammonta a centinaia di miliardi, secondo fonti interne, totalmente affidabili.

Una stima prudente indica che ci sono abbastanza soldi per pagare il debito nazionale degli Stati Uniti e quello di tutto il mondo, ma la stima è più alta.

Questi programmi costituiscono il fondamento stesso della copertura finanziaria per operazioni la cui esistenza i governi negheranno sempre. Ciò è confermato nella dichiarazione del generale di brigata Erle Cocke, che ha contribuito a creare l' Hammer originale.

Cocke, Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, ordine segreto del Vaticano che vanta molti membri da parte dei militari e servizi segreti d'Occidente, morì di cancro al pancreas 10 giorni dopo la sua dichiarazione. Assicurò che il programma Hammer è stato valutato in un trilione di dollari nel 1989. Ciò è confermato da un documento rilasciato da un avvocato svizzero dell' ultimo barone Krupp, rivelando prestazioni "12.000 miliardi".

Secondo diversi partecipanti al sistema con i quali l'autore ha parlato, Hammer ha iniziato ad operare nel novembre 1989. Pochi di coloro che sono coinvolti nelle operazioni sanno esattamente che attivi sono utilizzati per garantire le operazioni, anche se tutti sono d'accordo sull'oro nero - l' oro che giapponesi e tedeschi hanno rubato e nascosto nelle Filippine e in Indonesia durante la II Guerra Mondiale è uno di questi attivi.

La quantità di questo oro nero sminuisce le cifre ufficiali sugli stocks e trasforma in uno scherzo la convinzione che l'oro è un metallo prezioso.

Una cabala segreta

Insieme ad Hammer e EFH Jacobe, ci sono altri programmi meno noti come Kadillak e Grandmother. Tuttavia, il Progetto Hammer sottolinea perchè i fondi sono stati sottratti illegalmente e fu utilizzata una cabala segreta chiamata Plunge Protection Team, che opera sotto la protezione del governo statunitense per salvare diverse grandi banche che, alla fine degli anni '80, erano vicine fallimento. Si stima che PPT può agire in qualsiasi momento in cui il Dow Jones scende per un lungo periodo di tempo.

Il Washington Post nella sua edizione del 23 Febbraio 1997, ha pubblicato un articolo intitolato Plunge Protection Team, in cui ha riconosciuto l'esistenza di un gruppo di quattro persone che potrebbero intervenire nei mercati per evitare enormi fuoriuscite di capitali e una debacle nelle azioni, che potrebbero causare un collasso economico se non ci fosse sufficiente liquidità nel corso di una massiccia vendita.

Il giornale identificò Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, Arthur Levitt, presidente della Securities and Exchange Commission (SEC, la CNMV statunitense), Brooksley Born, presidente della Commodities Futures Trading Commission (Commissione Futures Market materie prime) e Robert E. Rubin, segretario al Tesoro, come il team di giocatori chiave. Dalla creazione di Jacobe, entità private, come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Merrill Lynch e altre grandi banche sono state coinvolte.

In relazione con il crak del mercato azionario del 1987, la più grande caduta nella storia in una sola volta, il Washington Post ha osservato che "la Fed mantiene i mercati in funzione inondando il sistema bancario con riserve e dichiarando pubblicamente che è pronta a fornire crediti se necessario, alle più grandi istituzioni finanziarie".

Successivamente, il 5 Aprile, 2000, il New York Post ha riferito che la borsa era fuori dal baratro. Dopo una caduta di 500 punti che sembrava volesse provocare una vera crisi", qualcuno iniziò ad acquistare grandi quantità di contratti futures su indici azionari attraverso due società di intermediazione: Goldman Sachs e Merrill Lynch" pubblicò il giornale.

Siccome i dollari USA sono la pietra angolare di ogni attività del programma, il governo degli Stati Uniti, ovviamente, prende una parte. Una percentuale di entrate si riscuote attraverso accordi fiscali negoziati con entità off shore, ubicati in paradisi fiscali.

Parte della partecipazione del Governo agli utili delle operazioni erano destinati al Exchange Stabilisation Fund (Fondo di stabilizzazione dei mercati). Qui ci sono collegamenti con altri fondi e si utilizzano per sostenere l'economia americana, tra le altre manovre, manipolando il prezzo dell'oro per mantenerlo sotto un livello predeterminato.

Nella sua forma più semplice, è preso in prestito, ad un tasso d'interesse ridicolo, l'oro di un terzo- se è quello di America, Germania, Regno Unito o Goldman Sachs- e viene venduto sul mercato. Ciò fornisce un enorme profitto in dollari quasi esenti da interessi. Quando il mercato sembra agitato, o le azioni chiave sono sotto pressione, si lanciano a comprare, comprare, comprare.

I programmi di negoziazione come Hammer e Jacobe sono di proprietà di molti governi, i loro ministeri delle Finanze e delle più importanti banche a livello internazionale, in particolare delle nazioni del G-7.

Nel rivedere le tecniche utilizzate nella costituzione di Hammer, si rimane colpiti non solo dalla complessità di tutta la rete, ma anche per il modo in cui le banche e servizi segreti coinvolti, come la CIA, strutturano le cose per proteggere se stessi da ogni responsabilità.


Fonte: www.danielestulin.com

31 maggio 2010

La freedom flotilla va avanti!


Larnaka/Nicosia,Cipro

Mentre ci apprestiamo a "festeggiare" l' anniversario del primo
ingresso di PBC a Gaza,alla guida della Carovana della Speranza,
avvenuto proprio un anno fa, cominciamo ad avere maggiori informazioni
sulla nostra missione.
Abbiamo cambiato albergo poiche' hanno sistemato tutti partecipanti,
prima sparsi in vari alloggi, in un unico hotel in modo da essere
pronti al momento della partenza e per poter fornire eventuali
aggiornamenti in tempo reale. In mattinata siamo andati a Nicosia, la
capitale, dove abbiamo conosciuto altri nostri compagni di viaggio,
provenienti dall' Irlanda, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla
Bulgaria, dall' Inghilterra, dagli USA e dalla Russia (oltre a due
cittadini israeliani che condividono la necessita' di fermare l'
atroce assedio contro la Striscia).
Gli organizzatori ci hanno spiegato come averra' la partenza (preparo
il pezzo dedicato, che per ragioni di sicurezza sara' pubblicato solo
dopo l' avvenuto imbarco) e sara' un'operazione...davvero
rocambolesca! Non potremo portare le nostre valigie, ma dobbiamo
attrezzarci con il minimo necessario per qualche giorno (la sosta a
Gaza e' prevista per due soli giorni) e con eventuali medicinali.
Fortunatamente c'e' una bella notizia: ci ricongiungeremo con Anglea
Lano (Infopal) sulla stessa imbarcazione della European Campaign to
end the siege on Gaza, unificando di fatto la delegazione italiana.
Ci aspettano quattro tipi di scenari, uno solo del quale e'
entusiasmante: l'arrivo a Gaza per sabato dopo una traversata in mare
di poco piu di un giorno. Ma tenuto conto di quanto fermamente Israele
abbia ribadito il proprio impegno a contrastare duramente la missione
umanitaria, c' e' poco da sperare in una simile situazione. Gli
organizzatori ci hanno fatto sottoscrivere un foglio con il quale ci
assumiamo l'intera responsabilita' per cio' che ci accadra',
osservando l'impegno a mantenere un atteggiamento non violento di
fornte a qualunque tipo di provocazione israeliana. Le prospettive
vanno dal 'fermo in mare' (ovvero potrebbero bloccare le imbarcazioni
per vari giorni in mare), al sequestro dei cargo, all'assalto delle
navi (con cannoni ad acqua o con altro tipo di minacce), sino
all'arresto e alla detenzione, per non dimenticare che altri mezzi di
Free Gaza sono stati pesantemente attaccati con armi da fuoco e
danneggiati irreparabilmente. I giornali israeliani in questi giorni
riportano addirittura la notizia che Israele avrebbe provveduto alla
preparazione di un campo di detenzione per gli attivisti della
Freedom Flotilla ad Ashkelon. Ci sono state date indicazioni in merito
ai nostri diritti e all'atteggiamento che dovremo seguire in caso di
arresto e/o interrogatorio e ci hanno fornito i numeri di emergenza e
informazioni sull'avvocato che nell'eventualita' gli organizzatori
metterebbero immediatamente a nostra disposizione.
In ogni caso siamo sereni: sappiamo che Israele fara' di tutto per
minacciarci e spaventarci, ma sappiamo che stiamo compiendo una
missione importantissima di aiuto e solidarieta' con un intero popolo:
la Turchia accompagnera' la carovana via mare e avremo un telefono
satellitare in nave in caso di emergenza. Vogliamo fare la nostra
parte: gli aiuti (materiali da costruzione, generatori di corrente,
generi alimentari per bambini, sedie a rotelle elettriche, medicinali,
materiali per le scuole) ora ammontano a quasi 10.000 tonnellate!!! La
mia speranza e' quella di poter testimoniare questa avventura,
dimostrando la crudelta' (che polverizza ogni parola di propaganda che
in questi giorni si sta spendendo allegramente su blog, siti, commenti
ad articoli di stampo indiscutibilmente filosionista) del governo e
dell'esercito israeliano verso Gaza, ma soprattutto consegnando aiuti
fondamentali per i cittadini palestinesi. Se non fosse drammatico, ci
sarebbere da ridere dei Governi italiani che si sono avvicendati,
sottoscrivendo ed approvando accordi militari di cooperazione con
Israele...saranno proprio i soldi dei cittadini italiani, il denaro
pubblico del nostro paese, che sara' utilizzato per tentare di
fermarci ed eventualmente detenerci in campi israeliani! L'Italia che
butta nel cesso i quattrini dei propri cittadini, per ubbidire all'
odio feroce dei sionisti: chissa' cosa ne penserebbero i disoccupati,
i ricercatori universitari, le aziende in crisi, le forze di polizia
senza benzina per la lotta contro la criminalita'...Ma ovviamente il
regime politico e mediatico italiano non fara' passare una sola riga
su questa missione umanitaria e sui rischi che sta correndo: meglio
non parlarne...e' il modo migliore per dimostrare che non esiste.
Noi di Per il bene comune, invece, ci siamo e faremo del nostro
meglio, insieme a tanti rappresentanti di paesi europei, dell' Asia,
dell' America (Latina, ma anche USA): e' una spedizione di portata
mondiale e credo che, mentre non basteranno i colpi di arma da fuoco
degli Israeliani a svegliare chi finge di dormire, la nostra missione
potra' svegliare le coscienze assopite che riusciranno ad averne
informazione. Per la giustizia, per l'interesse, per il bene
comune...noi andiamo avanti!

di Monia Benini

Purtroppo nessuna poteva immaginare il bagno di sangue versato dagli israeliani. Qualsiasi commento al momento è superfluo.

30 maggio 2010

La crisi monarchica e, battere la moneta

Se vogliamo cercare di capire la crisi, dovremmo capire dove siamo e come ci siamo arrivati. Per fare questo, occorrerebbe guardare con disincanto al secolo scorso. Alcuni commentatori fanno risalire le origini del secolo orrendo, quello delle guerre più spietate, alla fondazione della famigerata Federal Reserve. E’ così che saremmo arrivati all’ipocrisia delle “missioni di pace” dove si vorrebbe esportare il nostro modello corrotto, perché qua sta saltando, con contorno di scorie radioattive, in posti sperduti del pianeta. Se la teoria della eversiva Federal Reserve, quella che fa bonifici in altri Paesi, in periodo elettorale, fosse giusta, allora occorrerebbe rileggere le motivazioni che stanno dietro il secondo conflitto mondiale.

Non è nemmeno troppo arduo: l’accordo di Bretton Woods risale al 1944, un anno prima che finisse la guerra... Il nemico da abbattere, allora, era l’asse RO-BER-TO: Roma, Berlino e Tokyo. Cosa avevano in comune questi tre Paesi alla vigilia del conflitto? Avevano ritrovato la sovranità monetaria nazionale. Germania ed Italia emettevano la loro moneta, sotto forma di Biglietti di Stato a corso legale. Se lo facessimo ancora oggi, risparmieremmo circa 350 miliardi di euro all’anno. Soldi che oggi spendiamo per “servire” il debito pubblico. Bastava una tipografia, ed eravamo ricchi.

Bastava lasciare il compito di emettere le banconote al poligrafico di Stato ed impedire alle banche di mettere al passivo la massa monetaria che creano, tramite false scritture contabili, in modo da poter così prelevare una somma come rimborso della rendita monetaria allo Stato.

Non voglio passare per revisionista né per visionista (o sionista, tout court). Ma esiste un dovere che gli storici hanno dimenticato: raccontare i fatti. Non solo gli storici per la verità. Un po’ tutti - non avendo capito internet - si ostinano a divulgare una versione malata della realtà. Ed è ovvio che se si insiste a vivere in un mondo di fantasia, il paese delle meraviglie di Alice, allora tutto è possibile. Anche che falliscano le banche - uniche aziende che hanno il potere di creare denaro con la tastiera del computer… in cambio delle lacrime e sangue dei cittadini. Ovvio che su internet la verità dilaga.

Tra un po’ la insegneranno anche all’università, appena quei poveri malati che si ostinano ancora con la propaganda, non si renderanno conto che la loro guerra a bassa intensità - contro la realtà - è già persa in partenza.

Quindi, rileggiamo gli anni di piombo alla luce degli obiettivi raggiunti dai terroristi:

1982 - Divorzio tra ministero del Tesoro e Banca d’Italia.
1991 - Trattato di Maastricht. Piano piano tutto torna, tutto acquista un senso, alla luce della sovranità perduta. Ed è facile perderla la sovranità

- se si passa da monarchia a repubblica senza spiegare quali sono le prerogative del sovrano, tra cui c’è il batter moneta. Una volta capito che l’unità d’Italia è stata voluta per consolidare i debiti degli Stati-regioni che sono andati a formarla, e che la prima legge unitaria fu la creazione del Gran Libro del debito pubblico... non ci vuole mica John Nash per fare due più due. E’ evidente: si è lasciato quasi sempre - a parte il ventennio della rivoluzione fascista - il potere di batter moneta in mano a banchieri anarchici privati. Così si spiega come funziona il bidone vuoto delle famiglie italiane dell’élite: volgari falsari. Piegato lo Stato alla truffa del debito pubblico, le rendite dei nati stanchi sono assicurate.

Tutto il resto del Paese, sottomesso da uno Stato che appena si rivela nel suo pieno squallore - una specie di mafioso che estorce il pizzo del signoraggio privato ai suoi ignari cittadini - crolla da sè. Perché l'idea dello Stato si basa sulla fede. Una volta che la Guardia di Finanza - appoggiata da una magistratura oggi sonnacchiosa - si sveglia e capisce, altro che yacht di Flavio Briatore!

Dove hanno sbagliato i banchieri che pure avevano comprato tutta l’omertà possibile? Hanno sbagliato perché anche loro sono digiuni del concetto di sovranità moderna. Abituati da sempre a trattare con le corrotte famiglie monarchiche - dividendosi la torta alla faccia dei cittadini - non si sono resi conto che oggi è proprio con i cittadini che dovranno fare i conti.

Sarebbe stato facile - e forse lo è ancora - decidere di rimborsare alla cittadinanza almeno una quota del signoraggio depredato, magari sotto forma di reddito di cittadinanza. Oppure, chessò, la Banca Centrale Europea poteva tramite le sue occulte Operazione di Mercato Aperto, iniettare denaro direttamente ai correntisti - purché questi ultimi avessero rinunciato - in una nanoclausola del contratto d'apertura di conto corrente - alla gestione diretta della rendita monetaria.

Ma no. Per la Banca Centrale Europea siamo tutti fessi, persi come siamo dietro al campionato di calcio ed alle querelle infinite - quanto inutili - di destra contro sinistra e viceversa.

La BCE crede ancora che la gente creda che la gestione dell'emissione di denaro sia in mani rispettabili. In una élite di illuminati che - rigorosamente per il nostro bene - decide di allocare gran parte del credito nelle mani degli amici degli amici.

Secondo la BCE, le forze speciali non si accorgeranno mai che vengono mandate a morire in inutili guerre radioattive... vere e proprie missioni di usury-keeping. Per i marziani della Eurotower, il business può continuare come prima. Tanto, la truffa dura dal 1694, dalla fondazione della Banca d’Inghilterra, a parte qualche breve parentesi punita con assassinii mirati, tipo Kennedy, Allende e Che Guevara. O Mattei, Pasolini ed Aldo Moro, per rimanere da noi...
Quindi, alla Eurotower, la sede maestosa della BCE, il vero potere occulto, la spectre che ci sta affamando, il vertice della pirlamide bancaria, dormono sonni tranquilli.

Auguri e buona continuazione. Per il buon senso, c’è sempre tempo.

E poi, male che vada, che ci vuole a circondare la torre ed arrestare tutti?

Marco Saba

05 giugno 2010

La Fame e la Sete... dei mercanti

Una marea di fesserie vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici,

che desertificano le terre insieme alla chimica dei Pesticidi e dei Disseccanti che distruggono l'Humus, e la salute degli Agricoltori e dei Consumatori

Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete...

quella dei Mercanti che monopolizzano i mercati agricoli,

mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto oggi il minimo storico

con la paglia (12 €/q.le) che vale più del grano (11,5 €/q.le)... mai successo nella storia umana !!!

come è possibile tutto ciò?

oggi alleviamo 10 miliardi di bovini equivalenti che mangiano almeno come 30 miliardi di persone in fabbriche di animali piene di medicinali ed ormoni

li nutriamo con Mais, Soia e altri prodotti e sottoprodotti agricoli e industriali che consumano più petrolio dell'energia solare fissata attraverso la fotosintesi dalle coltivazioni

In tal modo accumuliamo nelle carni moltissimi residui chimici, soprattutto Pesticidi

...mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera

basterebbe puntare alla sovranità alimentare autosufficiente dei singoli popoli

attraverso l'Agroecologia e le Produzioni Biologiche Tardizionali locali,

organizzate con filiere corte o dirette, dai produttori ai consumatori

"Mangiacomeparli"... è proprio il caso di dire.

E ne abbiamo fatto anche un marchio a garanzia dei consumatori, 100% Italiano, 100% OGM Free, secondo le norme di legge, 100% Biologico

Dobbiamo ridurre di almeno il 70% gli animali allevati al mondo

In Italia, invece di allevare 10 milioni di Unita Bovine Adulte equivalenti (UBA), ne basterebbero 3 milioni

Rimarrebbero a disposizione degli italiani ancora ben 500 grammi di carne procapite alla settimana (o qualcosa in pù in equivalenza nutrizionale, sotto forma di latte o formaggi)

Più un pò di pesce fresco pescato dai mari che ci circondano per migliaia di km (con un pò di bioaccumulo di residui chimici di tutti i tipi, che purtroppo attraverso i fiumi finiscono tutti a mare).

Se proprio non vogliamo diventare vegetariani.

Liberiamo l'agricoltura dall'Industria chimica dei Pesticidi e della trasformazione agro-alimentare... e, soprattutto, dal Commercio speculativo.

Questo prevedono le normative Europee da almeno 15 anni

L'Europa ha stanziato 200 miliardi di € per lo Sviluppo Rurale Agroecologico, dal 2007 al 2013

In Italia oggi abbiamo ancora oltre 17 miliardi di € da spendere per le finanziarie agricole, i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSR).

Soldi che rischiano di tornare a Bruxelles, per mancanza di volontà di riconversione biologica dell'Agricoltura da parte delle regioni

tanto che il governo pensa a un Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, scavalcando le Regioni stesse

Esiste l'obbligo di destinazione di almeno il 40% dei bilanci regionali dei PSR per i cosiddetti Pagamenti Agroambientali (con priorità fino al 70% in caso di domande degli agricoltori ed allevatori biologici)

Ciò a compensare tutti i mancati redditi, i maggiori costi + il 20% per la transazione all'Agricoltura Biologica o per la Sostituzione reale dei Pesticidi.

E non per fittizie presunte riduzioni degli inputs chimici denominate Agricoltura Integrata, censurate come non controllabili ne verificabili dalla Corte dei Conti UE (nota 3/2005)

attraverso la quale si stanno sperperando enormi risorse per sostenere i redditi degli agricoltori che acquistano Pesticidi

seguendo disciplinari che prevedono un numero di trattamenti chimici molto superiore alla normale pratica dei coltivatori.

In tal modo il mercato dei Pesticidi è continuamente cresciuto in Italia, superando il 30% di tutte le vendite europee

e le nostre acque sono per lo più inquinate da residui chimici oltre i limiti di legge (Agrisole 21-27 maggio 2010),

Residui che continuano ad accumularsi da decenni, finche non saremo più in grado di sopportarli fisicamente.

I tumori e il cancro aumentano in maniera impressionante, cosi come la spesa per la malattia, che oggi ha superato l'80% dei bilanci regionali (e la chiamano sanità

I nostri bambini e le nostre cellule riproduttive sono i più soggetti ai danni da Pesticidi e disseccanti arancione, che distruggono il paesaggio italiano e la salute,

creando dissesti idrogeologici per mancanza di copertura invernale e primaverile dei suoli,

quando piove e l'acqua si porta giù la terra nei fiumi, sulla case della gente, sui treni e nelle strade

Attraverso i progetto "Polline sicuro", guidato dalle Multinazionali del Glifosate, si sono irrorate di disseccante tutte le strade del Bel Paese, mettendo a rischio la salute dei cittadini che passeggiano o viaggiano in macchina

I residui di tale prodotto sono rilevabili in tutte le acque sensibili analizzate, alla faccia della presunta biodegradabilità ed innocuità.

Roba da inchiesta per le Procure della Repubblica. In Francia sono partite multe salate ed in Argentina il prodotto è stato vietato dai tribunali

Non entrate nei Supermercati, signori miei... e state bene attenti a ciò che acquistate

Migliorerà la salute... del pianeta, vostra e degli agricoltori... soprattutto quella dei vostri figli

Torniamo alla Tradizione Agroecologica e all'Artigianato dei nostri Maestri dei campi e del Vino,

Del Grano e del Pane a un giusto prezzo.

La Madre Terra ha risorse abbondanti per tutti i propri figli...

ma non potrà mai sfamare l'avidità dei pochi che non la rispettano,

in nome del DIO denaro e del potere... di far del male agli altri

- Seminativi avvicendati, Cereali e leguminose da granella: 3.000.000 Ha x 400 €/ha in media di pagamento agroambientale = 1,2 Miliadi di € (il pagamento, insufficiente, oggi previsto dalle Regioni è di circa 200 €/ha)

- Mais 800.000 ha x 600 €/ha = 0,48 miliardi di €

- Olivi: 1.000.000 ha x 500 €/ha = 0,5 Miliardi di €

- Vigneti: 700.000 € x 700 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Frutteti: 400.000 ha x 1.500 € /ha = 0,6 miliardi di €

- Orticoltura: 200.000 ha x 2.500 €/ha = 0,5 miliardi di €

- Prati avvicendati, Pascoli e Prati Pascoli 3.500.000 di ha x 100 € ha = 0,35 miliardi di €

Totale di spesa prevista: 4 miliardi di € all'anno

Ci potremmo aggiungere 400 € per unita bovina adulta allevata in biologico (corrispondente a 3 maiali, 7 pecore, 100 galline, ecc) x 3.000.000 di UBA = 1,2 miliardi di €

per liberare la zootecnia italiana dalla necessità di importare mangimi contaminati da OGM

avanzano anche fondi per il Tabacco Biologico: 40.000 ha x 5.000 €/ha

Abbiamo ancora a disposizione oltre 17 miliradi di € da spendere, con priorità fino al 70% per i Pagamenti Agroambientali all'Agricoltura Biologica (circa 12 miliardi di € disponibili) nel periodo 2010-2013

Possiamo quasi riconvertire tutta l'Italia al Biologico, oggi, non domani.

di Giuseppe Altieri

La globalizzazione della menzogna


Due notizie, trasmesse quasi in contemporanea, hanno occupato le pagine dei giornali nei giorni scorsi. La prima, ampiamente pubblicizzata, concerneva l’assalto israeliano al convoglio umanitario diretto a Gaza; la seconda, soffocata dalla prima, riportava le dichiarazioni di Horst Köhler, presidente della Repubblica federale tedesca e già direttore del Fondo Monetario Internazionale, circa gli interessi economici che starebbero alla base delle cosiddette operazioni di “peacekeeping”.
Un filo comune lega in qualche modo le due notizie. E’ assodato che se Israele, con la sua collocazione geografica in un’area altamente strategica, non rappresentasse un interesse per gli Stati Uniti e i loro alleati, lo Stato ebraico avrebbe smesso da tempo di fare impunemente i propri comodi. Meno assodato – e comunque insolito nella prassi diplomatica – è che una personalità come il Presidente della Repubblica Federale tedesca ci venga a dire senza mezzi termini che le guerre condotte in nome della libertà e per esportare democrazia in realtà nascondono fini tutt’altro che ideali e leciti.
Ma andiamo per gradi. Quello che è successo nel corso dell’assalto dei militari israeliani, in acque internazionali, al convoglio umanitario che trasportava viveri, medicinali, vestiario e prefabbricati alla popolazione di Gaza è ormai noto a tutti, nonostante i fragili tentativi di smentita dei responsabili della carneficina che avevano da tempo programmato l’azione dandole anche un nome: “Skywind”, Vento dal cielo. Così come è noto a tutti quello che i mandanti del terrorismo israeliano (cosa diversa dalla maggioranza della popolazione ebraica che non condivide le iniziative criminali dei Netanyahu, delle Tzipi Livni e della banda sionista) stanno facendo da anni infischiandosene delle continue risoluzioni delle Nazione Unite 1.
Nota a tutti è anche la posizione italiana in seno al Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ ONU, dove – con 32 voti favorevoli su 47 (contrari USA e Italia) - è stata adottata una risoluzione che chiede un’”inchiesta internazionale” sull’ultimo blitz israeliano. “Israele – ha spiegato il sottosegretario Vincenzo Scotti motivando il voto italiano – è un paese democratico in grado di condurre un’inchiesta indipendente”. Come dire che l’ assassino è in grado di emettere un giudizio obiettivo sul suo operato. In precedenza il sottosegretario Alfredo Mantica aveva affermato che quella della “Freedom Flottiglia” era stata “una provocazione voluta…per vedere fino a che punto Israele reagisce… Sperare che Israele non reagisse era un’illusione. Il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo” (sarebbe interessante sapere come Mantica giudica oggi le rappresaglie tedesche del 1945, quelle contemplate dalla Convenzione di Ginevra del 1929).
Non risulta che i punti di vista dei suddetti politici, il primo ex vecchia volpe democristiana, l’altro già esponente di punta del MSI “né USA né URSS”, siano gli stessi espressi fino a ieri. Del resto, neanche il buon Ministro Frattini assomiglia più tanto al Franco Frattini che scriveva sul “Manifesto”e militava in aree politiche ben diverse dall’attuale. Vien da chiedersi se tanta puntuale sintonia tra persone provenienti da aree ideologiche così lontane tra loro, sia da considerarsi sentita e spontanea.
Anche quanto accade oggi in Afghanistan o in Iraq è noto ai più, ma la maggior distanza da quel teatro di operazioni e le differenze culturali con quel mondo rendono la comprensione di quei fenomeni più ardua. Certamente Sabra e Shatila, l’operazione “Piombo fuso” o l’assalto alla “Freedom Flotilla” sono episodi circoscritti, più facilmente individuabili e leggibili e quindi meno malleabili.
Ecco perché le dichiarazioni del Presidente della Repubblica di Germania sono state minimizzate dai media e accantonate in fretta: perché, pur lapalissiane, risultano alla cricca dominante di un’enormità e di una gravità inaudite. Perché aprono scenari incomprensibili in chi è stato addomesticato dai media asserviti alle lobbies a non considerare minimamente le ragioni di un popolo invaso, a credere alle menzogne delle “armi di distruzione di massa” e alla necessità di vietare la costruzione della bomba atomica all’Iran da parte dell’unico Paese, gli USA, che ne ha fatto uso fino ad oggi; a pretendere l’ impiccagione di un uomo, Saddam Hussein, che fu accettato come alleato dai suoi giustizieri, anche dopo aver compiuto i suoi genocidi.
Orbene, come si permette questo insigne signore di dire al mondo che dietro alle operazioni di “peacekeeping” vi sono solo interessi economici? Perché non si allinea alle posizioni comuni dei piccoli e grandi cialtroni di questo mondo globalizzato? Ha sbagliato. Il presidente della Repubblica Federale di Germania, rappresentante anche di quel 65% di tedeschi contrari all’intervento in Afghanistan, doveva ripetere quello che Angela Merkel non si stanca mai di ribadire: che la missione in quel Paese è necessaria per difendersi dal terrorismo internazionale.
Doveva fare quello che fanno il nostro Presidente della Repubblica e i nostri ministri economici: tacere e mettersi in riga. Fingendo di non sapere che, se la nostra economia non collassa, lo deve in gran parte all’ottima salute che gode il settore dell’esportazioni di armamenti che nel 2009 ha segnato un incremento del 64%; ignorando che nel 2008 le aziende italiane (per la maggior parte Finmeccanica) hanno firmato contratti per quasi 4 miliardi di dollari, superate solo dagli Stati Uniti che con i loro 37 miliardi controllano più dei due terzi del mercato mondiale.
Pensate a come sarebbe ridotta la nostra bilancia dei pagamenti se non ci fossero le guerre in Iraq ed in Afghanistan, il terrorismo, i movimenti di guerriglia sparsi in tutto il mondo. Pensate ai nostri istituti di credito, alle banche, che solo nel 2009 hanno movimentato qualcosa come 3.79 miliardi, il 61% in più rispetto al 2008. E pensate magari anche alla buonafede di quei clienti che, sottoscrivendo un fondo, non pensano minimamente che stanno finanziando il commercio di armi o di mine antiuomo2.
Ma questo non si deve dire: in nome del mercato l’umanità può anche perdere il suo volto. ”Geld macht frei”.

1) Assemblea Generale (AG): Risoluzione 194 (III) (11/12/1948): I profughi palestinesi hanno il diritto di tornare alle loro case in Israele

di Antonio Serena

04 giugno 2010

Bilderberg: la cospirazione pubblica



Adesso l’agenda per un governo globale e’ pubblica. L'importanza del Gruppo Bilderberger si basa sui politici controllati.

Adesso che l’agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato e’ riconosciuta pubblicamente ed apertamente, quello che rende importante la riunione annuale del Gruppo Bilderger è quali siano le personalita’ politiche che si stanno coltivando per appoggiare tali sviluppi. La maggioranza degli argomenti della riunione annuale sono stati resi pubblici nelle scorse settimane: la possibilita di un attacco militare contro l'Iran e il futuro crollo dell’euro.

I membri della Commisione Trilaterale, abituali partecipanti a tali riumioni, hanno fatto sapere che si parlera’ seriamente di una Guerra contro l'Iran da tenersi mentre l’elite approfitta delle conseguenze della crisi economica per centralizzare e rendere piu stretti i regolamenti riguardanti le operazioni finanziarie.

Nella foto: Ben Bernanke si reca a una riunione del gruppo Bilderberg

Le conseguenze di una eventuale guerra contro l'Iran provocheranno una spaccatura tra i membri del Gruppo Bilderberger come e’ gia successo nel caso della guerra all'Iraq.

Durante il recente incontro avvenuto a Dublino, i membri della Commissione Trilaterale, in cui solitamente si discutono gli stessi argomenti che verrano poi trattati negli incontri Bilderberger, Mikhail Slobodovsici (principale consigliere del gruppo Russo) parlando con un membro di We Are Change, che aveva scambiato per un collega, si e' lasciato sfuggire: “Stiamo cambiando il mondo…Abbiamo bisogno di un governo mondiale” e, parlando poi di Iran “dobbiamo liberarci di loro”.

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, e membro del Gruppo Bilderberger, Dominique Strauss Kahn in un recente discorso fatto ad una riunione elitista a Zurigo ha riconfermato la tendenza a presentare l'opzione del governo mondiale come unica soluzione per risolvere la crisi economica quando ha detto che i globalisti devono vedere la crisi ‘come una opportunita’ per arrivare ad ‘una nuova moneta emessa da un banca centrale mondiale’.

Le nostri fonti presso il Bilderberger indicano che esiste una grande frattura nei gruppi globalisti elitisti.

Gli elitisti piu giovani ed i nouveaux riche sono preoccupati perche l'economia globale sta affondando troppo presto e troppo velocemente, cosa che potrebbe provocare sul lungo termine conseguenze drastiche anche sulla propria influenza e ricchezza.

Zbigniew Brzezinski, cofondatore e importante membro della Commissione Trilaterale, ha recentemente parlato di tali fratture all’interno del movimento globalista elitista in un contesto geopolitico aggiungendo che ‘un risveglio politico globale’ congiuntamente agli scontri intestini tra la elite sta minacciando di bloccare la spinta verso un governo mondiale.

Nelle scorse settimane i globalisti hanno anche pubblicamente discusso i tempi tecnici a proposito se e quando l'euro come moneta unica collassera' e se tale collasso dell’euro sara’ seguito dal collasso del dollaro americano

David Blanchflower, ex stratega della Banca di Inghilterra, ha indicato a Bloomberg News che la regione monetaria che utilizza l’euro come moneta comune potrebbe disitntegrarsi como risultato della crisi causata dal debito Greco che minaccia di coinvolgere altri Paesi in Europa.

Jim Tucker, veterano conoscitore dei Bilderberger, fa notare nel suo ultimo articolo che, gia' da varie settimane, i mezzi di comunicazione di massa stanno preparando la gente ad accettare l’agenda dei globalisti elitisti del Gruppo Bilderberger.

“I mezzi di informazione in Europa e nell’Emisfero Occidentale controllati dai Bilderbeger stanno condizionando il pubblico ad accettare due degli obiettivi piu importanti della elite super segreta ancora prima del meeting che si terra' a Sitges, Spagna, dal 4 al 7 giugno: un attacco militare americano contro l'Iran ed il salvataggio finanziario della Grecia e altri Paesi della Unione Europea”, scrive Tucker.

Adesso che l'agenda di un governo globale e di un sistema economico centralizzato e’ riconosciuta pubblicamente ed apertamente, la funzione principale del Gruppo Bilderger e' di sviluppare i contatti con le personalita’ politiche che terranno in un prossimo futuro importanti posizioni nella gerarchia politica del nuovo mondo.

Una delle cose piu interessanti da sapere a proposito della riunione del Bilderberger che si terra' a Sitges, Spagna, e' chi saranno i partecipanti. In Inghilterra il nuovo governo di coalizione Inglese di David Cameron si e' opposto a parole al progetto dei Bilderberger per l’Europa, pero' si e' dato da fare per nominare politici pro-Europeisti per posti importanti. E' interessante osservare la presenza eventuale di Cameron e del suo compare Clegg, cos^ come sara interessante vedere se verranno invitati alla riunione membri del Partito Laburista adesso all'opposizione.

Dopo le dimissioni del servo dei Bilderberger Gordon Brown e' certo che i Bilderberger pongano il veto a potenziali candidati a Primo Ministro come David Milliband.

di Paul Joseph Watson


Titolo originale: "Bilderberg: The Open Conspiracy "

03 giugno 2010

Mandrake, il Mago: l’alternativa c’è, ma non si vede


Preparando le bozze di un libello che fosse sia divertente quanto chiaro nello spiegare i trucchi della prestidigitazione bancaria [1], mi è venuto in mente questo titolo allusivo. Lo spunto è stata l’ultima frase del recente discorso di Bini Smaghi della BCE [2], quando conclude dicendo che “Non ci sono alternative”. Un mantra già utilizzato a suo tempo dalla malata di Alzheimer Margaret Thatcher.

Tra i trucchi degli autocrati non-eletti governatori delle banche centrali (e quindi governatori dei paesi che vi si sono sottomessi), c’è quello di ricorrere a “TINA”, acronimo inglese che sta per: “There Is No Alternative”, non c’è alternativa. Lo scopo ipnotico della frase, usato da chi ha poca fantasia, scarsa istruzione o è in piena malafede, è quello di sfuggire alla spiegazione del perché non vi sarebbero alternative. Questo trucco in realtà viene usato anche più in basso nella scala sociale. Ricordo ad esempio un curioso episodio di un conoscente che propose di passare una settimana in compagnia ad una simpatica fanciulla e di come questa insistesse piuttosto che lui si ricoverasse in una clinica psichiatrica, sostenendo, per l’appunto, TINA !

Tornando alle cose serie che interessano il lettore, non ci sarebbe alternativa ad un programma di lacrime e sangue per ripianare i deficit dei paesi indebitati. Ma proprio ieri sera alle 23 in televisione, su ITALIA1, Raz Degan intervistava David Icke che spiegava una possibile alternativa: licenziare il governatore della Banca Centrale, ridurla a mera tipografia di banconote da cedere allo stato al prezzo di costo. Stiamo parlando che il biglietto da 500 euro costerebbe così allo stato pochi centesimi, invece che di dover fare la figura del pagliaccio parlando di evasione fiscale (come faceva alla stessa ora Tremonti su RaiTre nella trasmissione BALLARO’) come dell’urgenza per ripianare il bilancio…

In sostanza, se lo stato comprasse i soldi al costo, i 700 miliardi che spende ogni anno gli costerebbero pochi milioni di tipografia. Potrebbe così rinunciare alle tasse anche totalmente, facendo riprendere fiato al paese e recuperando un po’ di credibilità prima che sia troppo tardi. Prima che le forze dell’ordine e la magistratura scoprano che, ritornando alla legalità monetaria, il loro stesso stipendio raddoppierebbe (non ci sarebbe più alcun bisogno di alcuna trattenuta). Questa è la proposta pacifica di Icke.

Il compianto professor Giacinto Auriti andava oltre, proponendo di istituire un reddito di cittadinanza addirittura, in modo da eliminare la microcriminalità e consentire la piena attuazione della Carta fondamentale dei diritti dell’uomo. Tanto, cosa costa ad uno stato onesto che paga il denaro al costo? Potrebbe addirittura permettersi delle colonie per vacanze estive per bambini di famiglie meno abbienti…

L’ostacolo è evidente: dietro alla proprietà delle banche centrali ed al loro falso in bilancio, si nasconde una truppa di “rentiers” che di fronte a questa minaccia non esitarono a scatenare la seconda guerra mondiale. Ma oggi i tempi sono cambiati. Dopo 70 anni di occupazione monetaria il nostro paese è pronto, almeno in occasione della celebrazione del 150 anno dell’Italia, ad aprire gli occhi. Anche perché, caro presidente Napolitano, i suoi discorsi – a chi ha già capito il trucco – paiono ormai davvero i vaneggiamenti di un vecchio un po’ rimbambito…

Come vorrebbe passare alla storia, Presidente? Come l’ultimo italiano che ha capito la truffa del signoraggio privato? Come un complice di Mandraghi? [3] Suvvìa, un po’ di serietà. Cominci con lo svelare che dietro alle stragi c’era Bankenstein e che gli obiettivi raggiunti a suon di bombe sono stati: la privatizzazione anarchica di Bankitalia, l’evirazione della sovranità monetaria al paese, l’orgasmo dell’alto tradimento consumato col Trattato di Maastricht (firmato da De Michelis…). Ci vuole davvero tanto ad aprire gli occhi? Salviamo almeno la faccia, per una volta.

Marco Saba

1] Titolo: “Le avventure di Mandraghi, il Mago”
Alcuni capitoletti già pubblicati:
I trucchi di Mandraghi: la Smaterializzazione
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-la.html
I trucchi di Mandraghi: la Misdirection
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-capitolo-2-la.html
i trucchi di Mandraghi: la Naturalezza
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/tutti-i-trucchi-di-mandraghi-la.html

2] “Challenges for the Euro Area, and the World Economy”, Rabat, 28 May 2010
http://www.ecb.int/press/key/date/2010/html/sp100528.en.html

“What we are currently experiencing is a crisis of public finances in advanced economies. It started with Greece, and the euro, because of the specific institutional framework which prevents Greece and the other euro area countries from using the inflation tax to overcome their budgetary problems. This will force euro area countries to address their fiscal positions earlier. It’s not easy. But it will be done, because it can be done and it has to be done in any case. And, last but not least, because there are no alternatives. ”

3] Nel solito penoso discorso annuale davanti alla Banca d’Italia, anche il governatore Mario Draghi ormai s’è accorto dell’ipocrisia del fatto che sia la Banca Centrale a comprare titoli d’indebitamento dello stato, redarguendo Trichet, quando lo stato potrebbe benissimo tagliare le enormi spese superflue (stampandosi i soldi da solo, come già fa però con le sole monete metalliche).

Vedi: Considerazioni finali del Governatore (E MI SA’ STAVOLTA SONO FINALI DAVVERO)
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2010/cf_09/cf09/cf09_considerazioni_finali.pdf

02 giugno 2010

Una bomba atomica vagante da disinnescare

1. Il criminale attacco in acque internazionali delle Forze Armate israeliane alla Freedom Flotilla in sé non ha molti elementi di novità rispetto all’usuale comportamento dello Stato non-ebraico (come lo definisce lo storico israeliano Ilan Pappé): indifferenza ad ogni norma internazionale accompagnata dalla consapevolezza della totale impunità, strage di civili inermi e, se del caso, assassinio di pacifisti. Basti pensare alla spietata uccisione della pacifista statunitense Rachel Corrie dell'International Solidarity Movement (ISM), a Rafah nel 2003, mentre si opponeva totalmente disarmata all’abbattimento di case palestinesi (non a caso una delle navi era stata battezzata col suo nome).

Ciò che desta realmente preoccupazione, al di là dell’orrore per questo massacro, è lo schema politico in cui può essere stato compiuto.

Il dato evidente su cui riflettere è la scelta di sparare proprio sulla nave turca, ovvero su un naviglio dell’unico vero alleato (finora) di Israele in Medio Oriente, con la conseguenza che la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore e annullato le previste esercitazione congiunte tra le due forze armate.

2. Il pensiero corre subito all’accordo di mediazione negoziato con successo dalla Turchia e dal Brasile con l’Iran. Questo accordo prevede, come conseguenza del suo impianto, l’automatico consenso da parte iraniana alla contabilità dei suoi stock nucleari da parte dell’AIEA.

Con ciò mettendo definitivamente la parola “fine” alla “minaccia nucleare iraniana” (seppure c’è mai stata).

Salutato con un plauso da Mosca, Washington si è invece precipitata a bocciare l’accordo, anche se con un evidente imbarazzo, perché esso non si discosta di molto da quello proposto dagli Stati Uniti stessi.

Ciò che ha irritato gli USA è vedere un ulteriore sintomo della diminuzione della propria leadership mondiale e l’emergere sempre più evidente di linee di forza geopolitiche che sfuggono al suo controllo, sotto lo sguardo compiaciuto di Mosca e di quello sornione di Pechino.

3. Ma cosa mette invece in “imbarazzo” Israele?

Da molto tempo sostengo che questo Stato sta iniziando ad essere preso dalla disperazione di veder chiudere progressivamente le finestre geopolitiche che gli permettevano di accarezzare l’idea di poter conquistare l’intera Palestina (progetto dei sionisti sia di destra sia di sinistra - ci pensi chi crede ancora alla favola dei “due popoli-due

stati”) e parallelamente di diventare la potenza militare ed economica egemonica del Medio Oriente; cosa che qualora attuabile, lo era forse quando i suoi protettori a Washington erano anche la potenza egemonica mondiale. Ma è proprio questa condizione che è messa vieppiù in discussione, sia sul lato economico sia sul lato più propriamente geopolitico.

In questa situazione Israele potrebbe essere tentata da uno di quegli “atti di follia” e da quella “furia cieca” che già nel 1954 costantemente minacciava, a difesa degli interessi di Israele, il ministro della difesa Pinhas Lavon (appartenente al Mapai, cioè al “Partito dei lavoratori della Grande Israele”, simbolo un martello e due piccole falci a formare la lettera “aleph” e due spighe di grano, non ad un partito di destra).

In questa stessa ottica possiamo oggi interpretare le minacce che Israele ha fatto deliberatamente pronunciare, in varie interviste nel febbraio 2003, a Martin Van Creveld, docente di storia militare all'Università Ebraica di Gerusalemme. Eccone una sintesi con le sue stesse parole:

«Le nostre forze armate non sono la trentesima forza mondiale, sono la seconda o la terza. Abbiamo la capacità di trascinare giù il mondo con noi. E posso assicurarvi che questo accadrà, nel caso si crolli nell'abisso».

In altri passi il professore rivelava simpatici piani di bombardamento atomico israeliano su Roma.

4. E’ chiaro che Israele non può sopportare che attorno alla Striscia di Gaza governata da Hamas si crei un clima di solidarietà internazionale.

Hamas è una spina nel fianco della corrotta e collaborazionista Autorità Palestinese, e quindi di Israele stesso e dei suoi piani; una spina nel fianco che ormai è sostenuta anche dai laici (come succede con Hezbollah in Libano). In una conferenza dell’anno scorso a Roma, un importante intellettuale palestinese che conosco da anni, da sempre ultralaico, faceva finta di impappinarsi sul nome di Abu Mazen: “Il presidente dell’Autorità, quello della Cisgiordania ... Abu ... Abu ... come si chiama?”.

Questo è un fatto. Ma oltre questo fatto, cosa significa questo criminale “avvertimento” alla Turchia che rischia la rottura diplomatica tra i due Paesi? Perché mentre la Marina israeliana attaccava la Mavi Marmara, saltava fuori che Israele sta per inviare tre sottomarini nucleari nel Golfo Persico, davanti all’Iran?

Israele agisce secondo schemi concordati con gli USA o ha intenzione di cantare fuori dal coro? Perché il fine geostratega statunitense Zbigniew Brzezinski, lo scorso settembre sul “Daily Beast” ha suggerito al presidente Obama di avvertire chiaramente Israele che se tentassero di attaccare i siti delle armi nucleari (sic) iraniane la U.S. Air Force dovrebbe fermarli?

A pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina, diceva Andreotti.

Stiamo allora molto attenti e, soprattutto, cerchiamo di disinnescare la bomba atomica vagante.

di Piotr

Israele ammazza civili per politica



E’ politica di Stato in Israele dal 1948 (e prima col Sionismo) ammazzare i civili. Non sono “tragici errori”, non “danni collaterali”, non c’è alcun “rammarico per l’accaduto”. Ammazzare civili è ciò su cui Israele è nata con la pulizia etnica della Palestina, ed è ciò su cui sopravvive.

A questo si aggiunge l’impunità totale di cui Israele gode grazie al fatto di essere la base militare americana più grande del pianeta, e solo marginalmente al fatto di essere Stato ebraico discendente dall’Olocausto.

Unendo la politica congenita di Israele di ammazzare i civili con la sua assoluta impunità si ottiene precisamente ciò che è accaduto sulla Gaza Freedom Flotilla.



Nel gennaio del 1948, i padri fondatori d’Israele Yigal Allon e Ben Gurion dichiaravano che “C’è bisogno di una reazione brutale. Dobbiamo essere precisi su chi colpiamo, se accusiamo una famiglia palestinese dobbiamo colpirli senza pietà, donne e bambini inclusi… non dobbiamo distinguere fra colpevoli e innocenti”. Nel 1978, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito d’Israele, Mordechai Gur, dichiarò all’analista militare israeliano Ze’ev Schiff che “Per 30 anni abbiamo combattuto una guerra contro civili che vivono in villaggi… abbiamo colpito civili consciamente perché se lo meritano… il nostro esercito non ha mai fatto distinzione fra target militari e civili, ma ha attaccato di proposito target civili”. Nel 2000, Dan Halutz, che sarà Capo di Stato Maggiore dell’esercito di Tel Aviv, dopo un attacco aereo da lui stesso condotto su Gaza e dove furono massacrati dei civili dichiarò “Cosa ho provato? Solo una piccola scossa al mio aereo per lo sgancio della bomba, ma dopo un secondo passa tutto”.

Le invasioni del Libano da parte d’Israele, la sue condotte nei Territori Occupati, sono un litania continua e reiterata di massacri intenzionali di civili. Le condanne che ha ricevuto da ogni singolo organo di legalità internazionale e organizzazione per i diritti umani sono esplicite e consultabili da chiunque. Nulla sarebbe cambiato se i morti della Gaza Freedom Flotilla fossero tutti stati pacifisti americani. Rachel Corrie lo era, e l’hanno massacrata, Tristan Anderson era americano e gli hanno sparato nella testa a sangue freddo, e così Tom Hurndall, James Miller e Brian Avery erano nomi occidentali, anglosassoni.

La lezione che se ne deve trarre è che questi giovani eroi che diedero la vita e che l’hanno data per fermare il crimine contro l’umanità della Pulizia Etinica della Palestina – perché è esattamente ciò che Israele sta facendo da 60 anni e che oggi fa affamando e strangolando vivi i civili palestinesi sotto gli occhi di noi Paesi vigliacchi e complici, con il benestare dei nostri presidenti complici di crimini contro l’umanità come Giorgio Napolitano - non hanno destinato bene il loro supremo sacrificio. Perché fino a che le opinioni pubbliche occidentali continueranno a credere che “SI Israele uccide e sbaglia, MA Israele è l’unica democrazia, MA Israele deve difendersi, MA Israele è vittima del terrorismo arabo, MA Israele è comunque il meno peggio ecc.”, non vi sarà massacro, non vi sarà giovane vita sacrificata, non vi sarà eroismo che farà una qualsivoglia differenza per la giustizia in Palestina.

Basta mettere la propria vita a repentaglio laggiù, non serve a nulla. Usiamo le nostre vite per creare nelle opinioni pubbliche occidentali la consapevolezza di cosa veramente è Israele – che non è una democrazia, che non deve difendersi, che è il vero terrorista, che è il peggior pericolo in Medioriente - e di quanto abominevole sia la sua totale impunità, perché come disse Noam Chomsky “la Storia ci insegna che quando la gente scopre la barbarie, si mobilita per fermarla”. E’ l’unica strada.

di Paolo Barnard

01 giugno 2010

Il segreto più sporco dell'economia



Alla fine degli anni '80, le maggiori banche del mondo (Citibank, Chase Manhattan, HSBC, Midland Bank e molte altre) sono state sull'orlo della bancarotta. Da qualche parte, qualcuno, -nessuno sa chi, oppure non lo dice- "ha preso la decisione di venire in soccorso di enti la cui spericolata politica di prestiti durante la fine degli anni '70 e '80 li aveva portati all' insolvenza, e salvare in questo modo il sistema bancario".
In questo modo si creò un sistema in cui quantità inimmaginabili di denaro sono apparse come per magia. Da allora stanno usando questo sistema segreto al momento di affrontare le crisi finanziarie.

Lo scorso 6 maggio, abbiamo visto con stupore come un calo del 9% a Wall Street è stato trasformato, alla fine della giornata in un calo molto più moderato. Che cosa è successo in realtà?

Nella foto: Alan Greenspan

Per quanto gli analisti finanziari e le autorità statunitensi si affannino per offrire una spiegazione credibile, sono poche le persone che sanno cosa è successo. La verità è alla portata di mano della sola élite.

Il Progetto Hammer, avviato nel 1988 e che durò approssimativamente fino al 1992, fu il primo di una serie di pratiche bancarie altamente segrete (note come Programmi di Negoziazione e Garanzia), che sono stati utilizzati per creare, come per magia, enormi quantità denaro per l'utilizzo in progetti specifici. Dietro Hammer ci sono la CIA, l' FBI, agenzie di sicurezza nazionale di tutti i generi, il Pentagono, il Tesoro statunitense e la Federal Reserve.

Hammer tratta di denaro. E' una forma di creazione di denaro che sfugge a qualsiasi forma di controllo o di responsabilità pubblica. Tanto denaro, infatti, che metterebbe in dubbio qualsiasi certezza che si pensa di avere sul mondo delle banche, la finanza e l'economia.
E' anche il mondo sotterraneo della banca e della finanza, di cui si nega la loro esistenza. Però esiste.

Il mondo finanziario, bancario ed economico nell'ombra in cui il Progetto Hammer è vissuto, ha respirato e fabbricato soldi dall' aria ed è il segreto più sporco dell'economia occidentale. Spesso questa terra di nessuno del sistema bancario internazionale si nasconde dal controllo pubblico mediante l'uso intelligente di due tipi di libri: uno che viene reso disponibile al controllo pubblico e l'altro solo per uso privato.

Queste enormi quantità di fondi neri, occultate sotto la categoria dei Programmi di Investimento, ad Alto Rendimento, sono utilizzati per finanziare una serie di attività clandestine, che includono progetti militari segreti o necessità geopolitiche, senza dimenticare la salvaguardia della stabilità finanziaria globale. Successivamente si istituì una versione più sofisticata di Hammer, che è stato battezzato come EFG Jacobe.

Per avviare i programmi di trading vengono usati come garanzia grandi quantità di oro nero, contanti o altri strumenti convertibili. Rientrano tra queste anche alcune classi di cambiali ed obbligazioni emesse dal Tesoro USA che si collocano in via confidenziale tra le grandi banche occidentali.

Questi attivi non verranno mai alla luce e le grandi banche li usano per sostenere l'emissione delle proprie obbligazioni parallele, che possono ammontare a centinaia di miliardi. Si negoziano operazioni di compra/vendita concordate in anticipo con sconti sul valore nominale delle emissioni di attivi della banca.

Perché, al momento di negoziazione sui mercati finanziari è elettronica e si realizza in microsecondi, è impossibile individuare tali operazioni eccetto si si sta osservando lo schermo del computer nel momento stesso in cui si verificano. L'importo dei fondi illeciti generato in questo modo ammonta a centinaia di miliardi, secondo fonti interne, totalmente affidabili.

Una stima prudente indica che ci sono abbastanza soldi per pagare il debito nazionale degli Stati Uniti e quello di tutto il mondo, ma la stima è più alta.

Questi programmi costituiscono il fondamento stesso della copertura finanziaria per operazioni la cui esistenza i governi negheranno sempre. Ciò è confermato nella dichiarazione del generale di brigata Erle Cocke, che ha contribuito a creare l' Hammer originale.

Cocke, Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, ordine segreto del Vaticano che vanta molti membri da parte dei militari e servizi segreti d'Occidente, morì di cancro al pancreas 10 giorni dopo la sua dichiarazione. Assicurò che il programma Hammer è stato valutato in un trilione di dollari nel 1989. Ciò è confermato da un documento rilasciato da un avvocato svizzero dell' ultimo barone Krupp, rivelando prestazioni "12.000 miliardi".

Secondo diversi partecipanti al sistema con i quali l'autore ha parlato, Hammer ha iniziato ad operare nel novembre 1989. Pochi di coloro che sono coinvolti nelle operazioni sanno esattamente che attivi sono utilizzati per garantire le operazioni, anche se tutti sono d'accordo sull'oro nero - l' oro che giapponesi e tedeschi hanno rubato e nascosto nelle Filippine e in Indonesia durante la II Guerra Mondiale è uno di questi attivi.

La quantità di questo oro nero sminuisce le cifre ufficiali sugli stocks e trasforma in uno scherzo la convinzione che l'oro è un metallo prezioso.

Una cabala segreta

Insieme ad Hammer e EFH Jacobe, ci sono altri programmi meno noti come Kadillak e Grandmother. Tuttavia, il Progetto Hammer sottolinea perchè i fondi sono stati sottratti illegalmente e fu utilizzata una cabala segreta chiamata Plunge Protection Team, che opera sotto la protezione del governo statunitense per salvare diverse grandi banche che, alla fine degli anni '80, erano vicine fallimento. Si stima che PPT può agire in qualsiasi momento in cui il Dow Jones scende per un lungo periodo di tempo.

Il Washington Post nella sua edizione del 23 Febbraio 1997, ha pubblicato un articolo intitolato Plunge Protection Team, in cui ha riconosciuto l'esistenza di un gruppo di quattro persone che potrebbero intervenire nei mercati per evitare enormi fuoriuscite di capitali e una debacle nelle azioni, che potrebbero causare un collasso economico se non ci fosse sufficiente liquidità nel corso di una massiccia vendita.

Il giornale identificò Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, Arthur Levitt, presidente della Securities and Exchange Commission (SEC, la CNMV statunitense), Brooksley Born, presidente della Commodities Futures Trading Commission (Commissione Futures Market materie prime) e Robert E. Rubin, segretario al Tesoro, come il team di giocatori chiave. Dalla creazione di Jacobe, entità private, come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Merrill Lynch e altre grandi banche sono state coinvolte.

In relazione con il crak del mercato azionario del 1987, la più grande caduta nella storia in una sola volta, il Washington Post ha osservato che "la Fed mantiene i mercati in funzione inondando il sistema bancario con riserve e dichiarando pubblicamente che è pronta a fornire crediti se necessario, alle più grandi istituzioni finanziarie".

Successivamente, il 5 Aprile, 2000, il New York Post ha riferito che la borsa era fuori dal baratro. Dopo una caduta di 500 punti che sembrava volesse provocare una vera crisi", qualcuno iniziò ad acquistare grandi quantità di contratti futures su indici azionari attraverso due società di intermediazione: Goldman Sachs e Merrill Lynch" pubblicò il giornale.

Siccome i dollari USA sono la pietra angolare di ogni attività del programma, il governo degli Stati Uniti, ovviamente, prende una parte. Una percentuale di entrate si riscuote attraverso accordi fiscali negoziati con entità off shore, ubicati in paradisi fiscali.

Parte della partecipazione del Governo agli utili delle operazioni erano destinati al Exchange Stabilisation Fund (Fondo di stabilizzazione dei mercati). Qui ci sono collegamenti con altri fondi e si utilizzano per sostenere l'economia americana, tra le altre manovre, manipolando il prezzo dell'oro per mantenerlo sotto un livello predeterminato.

Nella sua forma più semplice, è preso in prestito, ad un tasso d'interesse ridicolo, l'oro di un terzo- se è quello di America, Germania, Regno Unito o Goldman Sachs- e viene venduto sul mercato. Ciò fornisce un enorme profitto in dollari quasi esenti da interessi. Quando il mercato sembra agitato, o le azioni chiave sono sotto pressione, si lanciano a comprare, comprare, comprare.

I programmi di negoziazione come Hammer e Jacobe sono di proprietà di molti governi, i loro ministeri delle Finanze e delle più importanti banche a livello internazionale, in particolare delle nazioni del G-7.

Nel rivedere le tecniche utilizzate nella costituzione di Hammer, si rimane colpiti non solo dalla complessità di tutta la rete, ma anche per il modo in cui le banche e servizi segreti coinvolti, come la CIA, strutturano le cose per proteggere se stessi da ogni responsabilità.


Fonte: www.danielestulin.com

31 maggio 2010

La freedom flotilla va avanti!


Larnaka/Nicosia,Cipro

Mentre ci apprestiamo a "festeggiare" l' anniversario del primo
ingresso di PBC a Gaza,alla guida della Carovana della Speranza,
avvenuto proprio un anno fa, cominciamo ad avere maggiori informazioni
sulla nostra missione.
Abbiamo cambiato albergo poiche' hanno sistemato tutti partecipanti,
prima sparsi in vari alloggi, in un unico hotel in modo da essere
pronti al momento della partenza e per poter fornire eventuali
aggiornamenti in tempo reale. In mattinata siamo andati a Nicosia, la
capitale, dove abbiamo conosciuto altri nostri compagni di viaggio,
provenienti dall' Irlanda, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla
Bulgaria, dall' Inghilterra, dagli USA e dalla Russia (oltre a due
cittadini israeliani che condividono la necessita' di fermare l'
atroce assedio contro la Striscia).
Gli organizzatori ci hanno spiegato come averra' la partenza (preparo
il pezzo dedicato, che per ragioni di sicurezza sara' pubblicato solo
dopo l' avvenuto imbarco) e sara' un'operazione...davvero
rocambolesca! Non potremo portare le nostre valigie, ma dobbiamo
attrezzarci con il minimo necessario per qualche giorno (la sosta a
Gaza e' prevista per due soli giorni) e con eventuali medicinali.
Fortunatamente c'e' una bella notizia: ci ricongiungeremo con Anglea
Lano (Infopal) sulla stessa imbarcazione della European Campaign to
end the siege on Gaza, unificando di fatto la delegazione italiana.
Ci aspettano quattro tipi di scenari, uno solo del quale e'
entusiasmante: l'arrivo a Gaza per sabato dopo una traversata in mare
di poco piu di un giorno. Ma tenuto conto di quanto fermamente Israele
abbia ribadito il proprio impegno a contrastare duramente la missione
umanitaria, c' e' poco da sperare in una simile situazione. Gli
organizzatori ci hanno fatto sottoscrivere un foglio con il quale ci
assumiamo l'intera responsabilita' per cio' che ci accadra',
osservando l'impegno a mantenere un atteggiamento non violento di
fornte a qualunque tipo di provocazione israeliana. Le prospettive
vanno dal 'fermo in mare' (ovvero potrebbero bloccare le imbarcazioni
per vari giorni in mare), al sequestro dei cargo, all'assalto delle
navi (con cannoni ad acqua o con altro tipo di minacce), sino
all'arresto e alla detenzione, per non dimenticare che altri mezzi di
Free Gaza sono stati pesantemente attaccati con armi da fuoco e
danneggiati irreparabilmente. I giornali israeliani in questi giorni
riportano addirittura la notizia che Israele avrebbe provveduto alla
preparazione di un campo di detenzione per gli attivisti della
Freedom Flotilla ad Ashkelon. Ci sono state date indicazioni in merito
ai nostri diritti e all'atteggiamento che dovremo seguire in caso di
arresto e/o interrogatorio e ci hanno fornito i numeri di emergenza e
informazioni sull'avvocato che nell'eventualita' gli organizzatori
metterebbero immediatamente a nostra disposizione.
In ogni caso siamo sereni: sappiamo che Israele fara' di tutto per
minacciarci e spaventarci, ma sappiamo che stiamo compiendo una
missione importantissima di aiuto e solidarieta' con un intero popolo:
la Turchia accompagnera' la carovana via mare e avremo un telefono
satellitare in nave in caso di emergenza. Vogliamo fare la nostra
parte: gli aiuti (materiali da costruzione, generatori di corrente,
generi alimentari per bambini, sedie a rotelle elettriche, medicinali,
materiali per le scuole) ora ammontano a quasi 10.000 tonnellate!!! La
mia speranza e' quella di poter testimoniare questa avventura,
dimostrando la crudelta' (che polverizza ogni parola di propaganda che
in questi giorni si sta spendendo allegramente su blog, siti, commenti
ad articoli di stampo indiscutibilmente filosionista) del governo e
dell'esercito israeliano verso Gaza, ma soprattutto consegnando aiuti
fondamentali per i cittadini palestinesi. Se non fosse drammatico, ci
sarebbere da ridere dei Governi italiani che si sono avvicendati,
sottoscrivendo ed approvando accordi militari di cooperazione con
Israele...saranno proprio i soldi dei cittadini italiani, il denaro
pubblico del nostro paese, che sara' utilizzato per tentare di
fermarci ed eventualmente detenerci in campi israeliani! L'Italia che
butta nel cesso i quattrini dei propri cittadini, per ubbidire all'
odio feroce dei sionisti: chissa' cosa ne penserebbero i disoccupati,
i ricercatori universitari, le aziende in crisi, le forze di polizia
senza benzina per la lotta contro la criminalita'...Ma ovviamente il
regime politico e mediatico italiano non fara' passare una sola riga
su questa missione umanitaria e sui rischi che sta correndo: meglio
non parlarne...e' il modo migliore per dimostrare che non esiste.
Noi di Per il bene comune, invece, ci siamo e faremo del nostro
meglio, insieme a tanti rappresentanti di paesi europei, dell' Asia,
dell' America (Latina, ma anche USA): e' una spedizione di portata
mondiale e credo che, mentre non basteranno i colpi di arma da fuoco
degli Israeliani a svegliare chi finge di dormire, la nostra missione
potra' svegliare le coscienze assopite che riusciranno ad averne
informazione. Per la giustizia, per l'interesse, per il bene
comune...noi andiamo avanti!

di Monia Benini

Purtroppo nessuna poteva immaginare il bagno di sangue versato dagli israeliani. Qualsiasi commento al momento è superfluo.

30 maggio 2010

La crisi monarchica e, battere la moneta

Se vogliamo cercare di capire la crisi, dovremmo capire dove siamo e come ci siamo arrivati. Per fare questo, occorrerebbe guardare con disincanto al secolo scorso. Alcuni commentatori fanno risalire le origini del secolo orrendo, quello delle guerre più spietate, alla fondazione della famigerata Federal Reserve. E’ così che saremmo arrivati all’ipocrisia delle “missioni di pace” dove si vorrebbe esportare il nostro modello corrotto, perché qua sta saltando, con contorno di scorie radioattive, in posti sperduti del pianeta. Se la teoria della eversiva Federal Reserve, quella che fa bonifici in altri Paesi, in periodo elettorale, fosse giusta, allora occorrerebbe rileggere le motivazioni che stanno dietro il secondo conflitto mondiale.

Non è nemmeno troppo arduo: l’accordo di Bretton Woods risale al 1944, un anno prima che finisse la guerra... Il nemico da abbattere, allora, era l’asse RO-BER-TO: Roma, Berlino e Tokyo. Cosa avevano in comune questi tre Paesi alla vigilia del conflitto? Avevano ritrovato la sovranità monetaria nazionale. Germania ed Italia emettevano la loro moneta, sotto forma di Biglietti di Stato a corso legale. Se lo facessimo ancora oggi, risparmieremmo circa 350 miliardi di euro all’anno. Soldi che oggi spendiamo per “servire” il debito pubblico. Bastava una tipografia, ed eravamo ricchi.

Bastava lasciare il compito di emettere le banconote al poligrafico di Stato ed impedire alle banche di mettere al passivo la massa monetaria che creano, tramite false scritture contabili, in modo da poter così prelevare una somma come rimborso della rendita monetaria allo Stato.

Non voglio passare per revisionista né per visionista (o sionista, tout court). Ma esiste un dovere che gli storici hanno dimenticato: raccontare i fatti. Non solo gli storici per la verità. Un po’ tutti - non avendo capito internet - si ostinano a divulgare una versione malata della realtà. Ed è ovvio che se si insiste a vivere in un mondo di fantasia, il paese delle meraviglie di Alice, allora tutto è possibile. Anche che falliscano le banche - uniche aziende che hanno il potere di creare denaro con la tastiera del computer… in cambio delle lacrime e sangue dei cittadini. Ovvio che su internet la verità dilaga.

Tra un po’ la insegneranno anche all’università, appena quei poveri malati che si ostinano ancora con la propaganda, non si renderanno conto che la loro guerra a bassa intensità - contro la realtà - è già persa in partenza.

Quindi, rileggiamo gli anni di piombo alla luce degli obiettivi raggiunti dai terroristi:

1982 - Divorzio tra ministero del Tesoro e Banca d’Italia.
1991 - Trattato di Maastricht. Piano piano tutto torna, tutto acquista un senso, alla luce della sovranità perduta. Ed è facile perderla la sovranità

- se si passa da monarchia a repubblica senza spiegare quali sono le prerogative del sovrano, tra cui c’è il batter moneta. Una volta capito che l’unità d’Italia è stata voluta per consolidare i debiti degli Stati-regioni che sono andati a formarla, e che la prima legge unitaria fu la creazione del Gran Libro del debito pubblico... non ci vuole mica John Nash per fare due più due. E’ evidente: si è lasciato quasi sempre - a parte il ventennio della rivoluzione fascista - il potere di batter moneta in mano a banchieri anarchici privati. Così si spiega come funziona il bidone vuoto delle famiglie italiane dell’élite: volgari falsari. Piegato lo Stato alla truffa del debito pubblico, le rendite dei nati stanchi sono assicurate.

Tutto il resto del Paese, sottomesso da uno Stato che appena si rivela nel suo pieno squallore - una specie di mafioso che estorce il pizzo del signoraggio privato ai suoi ignari cittadini - crolla da sè. Perché l'idea dello Stato si basa sulla fede. Una volta che la Guardia di Finanza - appoggiata da una magistratura oggi sonnacchiosa - si sveglia e capisce, altro che yacht di Flavio Briatore!

Dove hanno sbagliato i banchieri che pure avevano comprato tutta l’omertà possibile? Hanno sbagliato perché anche loro sono digiuni del concetto di sovranità moderna. Abituati da sempre a trattare con le corrotte famiglie monarchiche - dividendosi la torta alla faccia dei cittadini - non si sono resi conto che oggi è proprio con i cittadini che dovranno fare i conti.

Sarebbe stato facile - e forse lo è ancora - decidere di rimborsare alla cittadinanza almeno una quota del signoraggio depredato, magari sotto forma di reddito di cittadinanza. Oppure, chessò, la Banca Centrale Europea poteva tramite le sue occulte Operazione di Mercato Aperto, iniettare denaro direttamente ai correntisti - purché questi ultimi avessero rinunciato - in una nanoclausola del contratto d'apertura di conto corrente - alla gestione diretta della rendita monetaria.

Ma no. Per la Banca Centrale Europea siamo tutti fessi, persi come siamo dietro al campionato di calcio ed alle querelle infinite - quanto inutili - di destra contro sinistra e viceversa.

La BCE crede ancora che la gente creda che la gestione dell'emissione di denaro sia in mani rispettabili. In una élite di illuminati che - rigorosamente per il nostro bene - decide di allocare gran parte del credito nelle mani degli amici degli amici.

Secondo la BCE, le forze speciali non si accorgeranno mai che vengono mandate a morire in inutili guerre radioattive... vere e proprie missioni di usury-keeping. Per i marziani della Eurotower, il business può continuare come prima. Tanto, la truffa dura dal 1694, dalla fondazione della Banca d’Inghilterra, a parte qualche breve parentesi punita con assassinii mirati, tipo Kennedy, Allende e Che Guevara. O Mattei, Pasolini ed Aldo Moro, per rimanere da noi...
Quindi, alla Eurotower, la sede maestosa della BCE, il vero potere occulto, la spectre che ci sta affamando, il vertice della pirlamide bancaria, dormono sonni tranquilli.

Auguri e buona continuazione. Per il buon senso, c’è sempre tempo.

E poi, male che vada, che ci vuole a circondare la torre ed arrestare tutti?

Marco Saba