30 agosto 2006

Stati Uniti come L'impero Romano, ma in che fase?



Tra il 25 e il 27 agosto la Federal Reserve ha sponsorizzato un incontro della finanza internazionale a Jackson Hole nel Wyoming.
Commentando l'avvenimento Lyndon LaRouche ha posto in risalto come il presidente della Fed Ben Bernanke abbia lanciato un appello alla “globalizzazione” sul modello dell'Impero Romano proprio nel momento in cui sta esplodendo la bolla speculativa immobiliare che minaccia l'intero sistema . La politica promossa da Bernanke condurrà ad un caos come quello dei secoli bui del XIV secolo, ha spiegato lo statista americano che propone di mettere in cantiere al più presto un'alternativa allo sfascio economico. Questo sarà l'argomento della sua prossima trasmissione su internet il 6 settembre.
Aprendo i lavori il 25 agosto, Bernanke ha sottolineato che il governo americano deve respingere l'impostazione politica del Sistema Americano di Economia Politica - cioè il protezionismo e gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche - per abbracciare fino in fondo la politica che fu dell'Impero Romano e delle Compagnie delle Indie. Bernanke ha elogiato “l'impero di lunga durata” di Roma perché la sua “unificazione promosse il commercio e lo sviluppo economico”. E' passato poi ad elogiare “le imprese commerciali create dagli Inglesi e dagli Olandesi” che esercitavano un monopolio sui traffici mondiali nel XVII secolo. La globalizzazione compì successivamente un altro grosso passo in avanti nel periodo post-napoleonico (1815-1913), quando “l'Inghilterra abbracciò il libero scambio e il libero movimento dei capitali”. Ma “un'eccezione importante” a questa avanzata della globalizzazione fu rappresentata dagli “Stati Uniti, che, nel corso del XIX secolo, compirono la transizione dalla periferia al centro del mondo”, e al contempo imposero “tariffe sulle manifatture ... a livelli relativamente alti, nel decennio successivo al 1860, che restarono per buona parte del XX secolo”. Bernanke è quindi passato a criticare gli investimenti nelle infrastrutture: “Nel XIX secolo gli investimenti internazionali si concentravano nel finanziamento dei progetti infrastrutturali - come le ferrovie americane - e nell'acquisto di debito governativo. Oggi gli investitori internazionali detengono tutta una serie di strumenti di debito, azioni e derivati, compresi titoli in una vasta gamma di settori”. Bernanke ha fatto appello ai politici affinché respingano gli appelli di coloro che “ricercano l'approvazione di misure protezionistiche”.
Chi conosce un po' il mondo politico, in particolare quello americano, dovrà ammettere che LaRouche è l'unico politico che propone a spada tratta un ritorno alla politica rooseveltiana deprecata da Bernanke come fastidiosa "eccezione". LaRouche è anche colui che fin dall'inizio ha più chiaramente denunciato nella globalizzazione proprio la politica imperiale romana del saccheggio istituzionalizzato, ripresa in epoca medievale con le crociate e di nuovo successivamente dai grandi monopoli delle compagnie delle indie, alle quali gli USA sfuggirono dal controllo con la Rivoluzione, mandando in fumo l'utopia di un mondo controllato dalle compagnie anglo-olandesi.
Che i pruriti imperiali, come quelli esternati da Bernanke a Jackson Hole, siano il nodo centrale da affrontare, è stato ribadito sulle pagine del quotidiano The Guardian da Andrew Murray, presidente della "Stop the War Coalition" in Inghilterra. Il suo commento del 26 agosto è intitolato: “L'impero, e la resistenza contro di esso, è la questione centrale di questa epoca”.
Scrive Murray: “Come sta l'Impero? Forse Tony Blair è tentato di ripetere le parole di re Giorgio V in punto di morte ... La risposta è che va proprio male. Il nuovo imperialismo che sarà per sempre legato ai nomi di Bush e Blair ha impiegato appena cinque anni per cozzare contro i respingenti dell'opposizione popolare e dell'ignominia morale. L'imperialismo è uscito dal regno del politichese diventando l'argomento centrale di questa epoca, ed è considerato ovunque come tale, al di fuori degli ambienti rampanti dell'alleanza tra neo-conservatori e New Labour”. Murray passa quindi a dare un quadro della situazione disastrosa in Iraq, in Afganistan, e in Libano dopo l'attacco di Israele.
“Gli anni di Blair vanno studiati per i fallimenti delle potenze anglosassoni nel rifare il mondo secondo i propri interessi con la forza”. Ci sono alcuni propagandisti del nuovo imperialismo, come lo storico Niall Ferguson, o l'ideologo del New Labour Christopher Hichtchens che ripropongono la linea del “Colonial Bureau Fabiano”. Ma “gli oppositori dell'imperialismo sono di gran lunga più numerosi. Quasi due terzi del pubblico ritiene che la politica estera britannica sia troppo soggetta a quella degli USA e che le occupazioni militari siano un insuccesso. La forza del movimento contro la guerra negli ultimi cinque anni, che ha raccolto nuovi sostegni durante la guerra del Libano, testimonia come questo sentimento sia ben più profondo di quanto dicano i sondaggi d'opinione ... L'alleanza tra ineguali costituita tra gli USA e l'Inghilerra dopo Suez [1956] si sta di nuovo sgretolando nel Medio Oriente”.

Terrorismo o complotti a Londra?


DI GIULIETTO CHIESA
Sono in molti a chiedersi che cosa ci fosse, davvero, sotto l'ormai famoso “complotto del terrore” aereo, “scoperto” con grande clamore mediatico, grande paura planetaria, grandi contromisure mondiali, il 10 di agosto 2006. Per inciso: mentre Israele bombardava senza tregua il Libano e la striscia di Gaza, attirandosi addosso l'esecrazione di una larga maggioranza di cittadini di ogni latitudine.
Comincerei da lontano: dal programma del Pentagono denominato P2OG. La sigla sta per Proactive Preemptive Operations Group.

L'esistenza di questo programma, la cui data di nascita è sconosciuta, emerse dai fondali nell'agosto 2002, perché notizie che lo riguardavano vennero pubblicate dal Comitato Scientifico di Difesa del Pentagono. Non è escluso, ma non è sicuro, che un tale programma fosse esistente da più tempo. Per esempio da prima dell'11 settembre. Ma, in sostanza cosa c'è nella scatola? Operazioni clandestine di elevata sofisticatezza realizzate dai servizi segreti per “stimolare reazioni” nei gruppi terroristici. Cioè: penetrazione nei gruppi con agenti provocatori, per spingerli ad azioni errate che permettono, dopo essere state “scoperte”, di sgominarli o di ricattarli.

Non è un'idea originale? Il fatto è che Seymour Hersh, ci ha informato, nel gennaio del 2005, con un articolo sul New Yorker, che il P2OG è stato rimesso in funzione. “Mi è stato riferito (da fonti del servizi americani, ndr) che agenti militari sarebbero stati preparati per fingersi uomini d'affari corrotti, che cercano di comprare pezzi che possano essere usati per costruire bombe atomiche. In certi casi cittadini locali (cioè non americani) potrebbero essere reclutati per entrare a far parte di gruppi guerriglieri o terroristici. Con il compito potenziale di organizzare ed eseguire operazioni di combattimento, o perfino attività terroristiche ” .

Adesso torniamo al complotto “globale” del 10 agosto. Da dove sono venute le informazioni? Dai servizi segreti militari del Pakistan, l'ISI. Cioè i signori che crearono dal nulla, tra il 1994 e il 1996, il regime dei taliban in Afghanistan. I quali avrebbero catturato Rashid Rauf, la cosiddetta “mente” dell'intera operazione che avrebbe dovuto far saltare per aria una decina di aerei diretti da Londra verso gli Stati Uniti. E insieme a Rashid, un discreto gruppetto di complici.

Ma quando gli attentati? Non certo in prossimità del 10 agosto, perché a quella data i sospetti, cioè i 24 arrestati, non avevano ancora nemmeno comprato i biglietti aerei. E molti di loro non avevano nemmeno i passaporti per andare negli Stati Uniti. Questa notizia è stata data alla NBC News da una fonte ufficiale britannica. Un'altra fonte dei servizi britannici ha riferito inoltre che molti dei sospetti erano sotto stretta sorveglianza da più d'un anno, cioè da prima degli attentati del luglio 2005. Ma, se erano sotto vigilanza, da dove viene la sorpresa e il clamore? E perché spiattellare tutto proprio alla vigilia del 10 agosto? Sempre NBC News rivela che la decisione di arrestarli subito, sebbene non ci fosse nessuna evidenza di pericolo immediato, “fu imposta dai funzionari di Washington”.

Ma cosa era accaduto, nel frattempo? Che, a Islamabad, Rashid Rauf aveva confessato. Perfino i giornali pakistani riferiscono che il giovanotto “è crollato” sotto gl'interrogatori. E tutti noi capiamo come vengano condotti gl'interrogatori della polizia politica pakistana. In altri termini: tortura. Il fatto che gli agenti americani e britannici non abbiano mosso ciglio di fronte a una confessione sotto tortura non deve destare stupore: è quello che loro stessi hanno fatto – o hanno permesso che si facesse a Guantanamo Bay, in Uzbekistan (rivelazioni molto dettagliate dell'ex ambasciatore britannico a Tashkent, Craig Murray), ad Abu Ghraib, a Damasco, al Cairo, a Kabul, etc.

In quelle condizioni si confessa qualsiasi cosa, ovviamente. E Rashid Rauf non poteva fare eccezione. Confessa anche, ad esempio, che gli aerei li avrebbero fatti saltare in aria fabbricando, sempre in aria, un esplosivo denominato TATP. Cioè perossido di idrogeno, acetone e acido solforico. Secondo la versione fornita dagl'inquirenti, i terroristi sarebbero saliti a bordo con questi tre elementi separati, tutti e tre liquidi, per sfuggire ai controlli dell'aeroporto. I componenti sarebbero poi stati mescolati insieme in una toilette dell'aereo, per produrre il micidiale esplosivo.

Sfortunatamente questa storia è totalmente impossibile, come hanno clamorosamente dimostrato gli esperti di esplosivi e come ha, con grande spirito umoristico, raccontato il giornalista americano Thomas C. Greene. Perché mettere insieme perossido di idrogeno (nella dovuta concentrazione, altamente infiammabile), con acetone, si può fare, ma richiede obbligatoriamente una temperatura inferiore ai 10 gradi centigradi , altrimenti il liquido risultante s'incendia subito. E l'incendio può ustionare il portatore, o i suoi vicini di sedile, ma non è un'esplosione e non può far cadere l'aereo. D'altro canto tenere sotto controllo una tale soluzione per diverse ore, in aereo, implica un sistema di refrigerazione molto preciso e anche molto ingombrante. Da portare, per giunta, nella toilette insieme ad alambicchi vari. Perché adesso viene in bello. Cioè il versamento dell'acido solforico nella data soluzione.

La qual cosa richiede, come minimo e preliminarmente, una maschera antigas e un paio di occhiali da subacqueo, perché il gas che ne fuoriesce è altamente corrosivo per gli occhi e letale se inspirato. Non solo, ma l'intera operazione, per raggiungere la quantità di esplosivo necessaria, richiede parecchie ore. E poi comporta altre due ore e mezzo circa di attesa affinché il composto chimico riesca a seccare, trasformandosi in piccolissimi cristalli simili a neve, prima di poter essere fatto detonare con un impulso elettrico.

Tutto questo, com'è evidente, richiede che, nel corso dell'intero volo, nessun passeggero venga a bussare alla porta della toilette; che nessun membro dell'equipaggio si insospettisca vedendo un passeggero entrare nella toilette con ingombranti apparecchiature, e poi assistendo, dall'esterno a una tale prolungata diarrea; che i fumi del gas letale, dall'odore caratteristico di acido solforico, non escano dalla toilette, soffocando i passeggeri dei sedili situati in prossimità della detta toilette.

Il mondo intero – come ha scritto Green – “è stato raggirato con un mito hollywoodiano di liquidi esplosivi binari, che ha guidato interi governi e determinato politiche. Cioè noi abbiamo reagito a un complotto cinematografico”. Pura fiction, evidentemente di grande successo.

Chi l'ha prodotta? Ecco, non sarebbe male ora tornare a bomba, come si usa dire, al progetto P2OG. Ce ne sono i motivi. Secondo la dettagliata analisi di Nafeez Mossadeq Ahmed (1), che cita a sua volta il capo del bureau pakistano di Asia Times, Syed Shahzad, i cittadini britannici di origine pakistana arrestati a Lahore e Karachi in connessione con il complotto, erano tutti membri attivi del gruppo islamico britannico clandestino Al Muhajiroun, il cui capo è Omar Bakri Mohammed. Costui è ora in Libano, dove è stato “esiliato” dalle autorità britanniche sebbene figuri tra i sospettati per le esplosioni del 7 luglio 2005 a Londra. Non vi sembra strano che, avendolo in mano, gl'inglesi se lo siano fatto scappare? Risulterà meno strano quando si sappia che Omar Bakri Mohammed era un agente dell'MI6 britannico, reclutato alla metà degli anni '90 per reclutare, a sua volta, combattenti islamici per il Kosovo. Sempre secondo la stessa fonte sia la CIA che l'MI6 avrebbero da tempo loro agenti infiltrati all'interno del gruppo Al Muhajiroun.

Il tutto appare straordinariamente simile alla mission del gruppo P2OG: organizzare finti o veri attentati terroristici, penetrare all'interno dei gruppi terroristici per usarli a proprio piacimento. Ecco da dove viene la fiction nella quale tutti i media principali hanno immediatamente creduto, rivendendocela come realtà effettuale, contribuendo a organizzare la diversione.

Poi che succede? Che le prove non ci sono, che la “mente” del complotto, torturato a dovere, non viene neppure estradato in Inghilterra, forse perché non lo si può far vedere in pubblico. E succede anche che dei 23 arrestati solo 11 vengono formalmente incriminati, con accuse molto generiche di possesso di elementi atti a costruire bombe e possesso di video estremisti inneggianti al martirio. Due sono rimessi addirittura in libertà, gli altri 11 sono trattenuti in base alla legge antiterrorismo che prevede 28 giorni di detenzione anche senza un'accusa formale. Il ministro dell'interno britannico, John Reid, sta cercando di far passare un piccolo Patriot Act d'oltre Manica, per prolungare il fermo fino a 90 giorni, ma non risulta abbia chiesto l'estradizione di Rashid Rauf.

Ma ciascuno di noi dovrebbe sapere che è possibile, teoricamente, la sua incriminazione per terrorismo. Infatti potrebbe avere dell'acetone in bagno, per sciogliere lo smalto sulle unghie, e dell'acido solforico per sturare i lavandini, e del decolorante per capelli, che contiene, insieme al 97% di acqua, anche del perossido d'idrogeno. Infine tutti abbiamo un telefonino, potenzialmente adatto a innescare l'esplosivo risultante.

Resta una domanda, che spesso mi viene fatta quando cerco di spiegare che anche l'11 settembre è una colossale menzogna: “ma possibile che chi organizza questi spettacoli sia così stupido da lasciarsi dietro tante incongruenze?” La domanda è legittima, ma ingenua. Le incongruenze sono evidenti, ma le conosceranno in pochi. Quello che passa è la versione ufficiale, che crea l'ondata di panico opportuna per l'uso da parte dei poteri. Chi organizza queste cose non è affatto stupido: conosce il funzionamento dei media meglio di noi e anche meglio di molti direttori di giornali e di telegiornali.

28 agosto 2006

Terroristi che ricostruiscono il Libano?


In the 20 kmq of Beirut's southern suburbs which have been destroyed or badly damaged in 35 days of Israeli bombing, 500,000 residents - most of them Shia - lost their homes. Across the devastation of southern Lebanon, Hizbollah has now visited hundreds of thousands of Shia families for details of their losses. Sayed Hassan Nasrallah, the Hizbollah leader, has promised to indemnify all survivors.Bodies of civilians and Hizbollah fighters were still being unearthed from the wreckage of southern Lebanon this week; four brothers, all members of Hizbollah it turned out, died together under Israeli fire in the eastern town of Khiam. It is Hizbollah's army of workers which has been told to rebuild these villages.

Hezbollah ha battuto sul tempo l'Onu e il governo libanese versando centinaia di milioni di dollari, con ogni probabilità provenienti soprattutto dall'Iran, a favore delle zone bombardate del sud del Libano e della periferia meridionale di Beirut. Il suo imponente impegno per la ricostruzione, offerto gratuitamente ai migliaia di libanesi le cui case sono state distrutte o danneggiate durante le cinque settimane di feroci attacchi israeliani, gli è valsa la lealtà anche dei membri più ostili della comunità sciita in Libano.
Hezbollah ha chiarito che non ha intenzione di procedere al disarmo sulla base della risoluzione 1701 del consiglio di sicurezza dell'Onu.
Ieri il generale Alain Pellegrini, comandante della forza Onu nel sud del Libano (su cui americani e inglesi fanno affidamento per entrare in possesso delle armi della guerriglia) mi ha confermato al quartier generale di Naqoura che gli israeliani non possono chiedere alle forze Unifil di disarmare Hezbollah. Ha definito il cessate il fuoco «molto fragile» e «molto pericoloso», e ha aggiunto: «il disarmo di Hezbollah non rientra nel nostro mandato».
Ma per adesso Hezbollah, vista anche la completa assenza della forza di ottomila uomini che dovrebbe affiancare l'Unifil con un mandato teoricamente più «forte», ha già vinto la guerra per la conquista dei cuori e delle menti.

La maggior parte dei proprietari di immobili nel sud del paese ha ricevuto (o sta ricevendo) un risarcimento iniziale minimo di 12mila dollari per comprare nuovi mobili o pagare l'affitto per la famiglia mentre le squadre edili di Hezbollah ricostruiscono le case. I soldi sono offerti in contanti - quasi tutte fruscianti banconote nuove di zecca da cento dollari - a circa 15mila famiglie in tutto il Libano le cui case hanno subito attacchi israeliani, per un totale di 180 milioni di dollari destinati ad aumentare con nuove ricostruzioni e risarcimenti.
Nei venti chilometri quadrati della periferia sud di Beirut che sono stati distrutti o hanno subito forti danni nei 35 giorni di bombardamenti israeliani, 500mila abitanti del luogo, soprattutto sciiti, hanno perso la loro casa. Ma i soldi continuano ad arrivare. Per esempio, uno sciita che aveva una casa a quattro piani, Hussein Selim, ha già ricevuto 42mila dollari in contanti in risarcimento per le perdite di beni personali e mobilio. Hezbollah si è impegnato a ricostruire tutta la zona con le sue risorse (o forse con quelle iraniane).
L'aspetto più spaventoso di questa promessa a lungo termine per chi crede nel cessate il fuoco dell'Onu è che Hezbollah ha spinto la popolazione sciita ad affittare delle case a Khalde, a sud di Beirut, con l'idea di rimandare il progetto di ricostruzione dell'intera città di un anno, nella convinzione che il cessate il fuoco sarà presto interrotto e che un'altra guerra con Israele finirà per distruggere le case appena ricostruite.
Nel sud del Libano in preda alla devastazione Hezbollah ha ormai visitato centinaia di migliaia di famiglie sciite per informarsi in dettaglio sulle loro perdite. In alcuni casi anche i funzionari del governo libanese, oggetto di una profonda diffidenza da parte della popolazione locale, hanno preso nota dei risarcimenti da versare, ma per ora le autorità nella regione si sono limitate a cominciare a riparare il sistema idrico ed elettrico. Ho visto bulldozer e camion della compagnia Jihad al-Bena, di Hezbollah, togliere calcinacci dalle strade dei villaggi e finire di abbattere case ormai pericolanti. «Per adesso lo facciamo gratuitamente, ma sappiamo che saremo pagati perché abbiamo fiducia nello sceicco Hassan», mi ha spiegato uno dei capicantiere. Sayyed Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, ha promesso di risarcire tutti i sopravvissuti agli attacchi. Ho percorso più di 160 chilometri nel sud del paese, e ovunque salta agli occhi l'assoluta enormità del compito di Hezbollah (e il fallimento del governo libanese). A guardarli dalle colline pietrose e dalla campagna lussureggiante del sud del Libano, sotto il caldo sole di agosto, i villaggi sembrano intatti.
Ma avvicinandosi si notano grandi chiazze di cenere lungo i pendii delle colline ed enormi campi grigi di macerie che un tempo erano case. Alcuni villaggi - Bint Jbeil, per esempio, o Zibqin - sono stati in buona parte distrutti. Nella stessa Zibqin ho trovato delle rovine che hanno una storia molto toccante: sono ciò che resta in seguito ai bombardamenti di una piccola moschea ultramillenaria che secondo i libanesi conserva il corpo di Zein Ali Yaqin, figlio del profeta Yacoub (Giacobbe, secondo gli ebrei) e nipote del profeta Ibrahim, o Abramo. Sono due figli di Abramo (Giacobbe e Ismaele) a segnare la divisione tra Islam e giudaismo.

Secondo l'Islam, Dio chiese ad Abramo di offrirgli in sacrificio Ismaele; secondo gli ebrei, a essere sacrificato doveva essere Giacobbe. Zein Ali Yaqin, un santo più che un profeta, appartiene quindi a pieno titolo alla stirpe ebrea, ma l'urna contenente le sue ceneri mortali è caduta sul pavimento di pietra della moschea quando le bombe israeliane sono cadute. L'esplosivo ha fatto crollare l'antica facciata e poi ha fatto scivolare dal muro esterno della moschea, sormontata da una cupola verde, centinaia di pietre che sono finite più in basso, contro le mura interne, facendo cadere altre macerie sul pavimento, accanto alla tomba coperta solo da un panno. «Gli israeliani hanno fatto tutto questo a uno di loro», dice Hussein Barakat mentre avanza a fatica per la strada più in basso, aiutandosi con un bastone. «Tutti qui conoscono l'origine del nostro piccolo santuario, e guardate com'è ridotto adesso». Barakat ha 69 anni, ed è stato l'unico abitante del villaggio a rimanere a Zibqin quando tutti gli altri sono scappati per i bombardamenti israeliani. Si è ferito a un dito ed è rimasto mezzo sordo in seguito al rumore delle bombe. Nel sud del Libano anche questa settimana continuano a emergere dalle macerie i cadaveri dei civili e dei combattenti di Hezbollah: quattro fratelli, a quanto pare tutti membri di Hezbollah, sono morti insieme sotto il fuoco israeliano nella città di Khiam, a est.

Alcune famiglie di civili cercano invano tra le macerie in cerca di parenti. A Siddiqin, poco a est di Cana, ho visto un negoziante rovistare per ore tra le macerie in cerca dei resti dei due sue negozi, trasformati in cenere dalle bombe. Ma anche lui era convinto che lo "sceicco Hassan" avrebbe ricostruito la sua casa. A pochi chilometri di distanza ho visto una donna di 65 anni arrampicarsi come un gatto sul tetto ormai crollato della sua casa, in cerca dell'oro di famiglia finito tra le crepe del cemento.
L'esercito di collaboratori di Hezbollah ha ricevuto il compito di ricostruire questi villaggi e, tra un anno, il centro di Beirut. L'organizzazione politica ed economica della guerriglia, potente e disciplinata come la sua milizia, recluterà decine di migliaia di uomini per ricostruire una città virtuale all'interno di Beirut e per far risorgere dalle macerie del sud del Libano i villaggi pieni di fattorie e di piantagioni di tabacco che esistevano fino a due mesi fa.

Fonte: http://news.independent.co.uk

26 agosto 2006

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Fonte Governo.it


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LA VOCE S.R.L. EDITRICE VOCE DI ROMAGNA € 2.065.827,60

LA VOCE D'ITALIA VOCE D'ITALIA € 217.149,46

Totale euro € 148.586.304,92

Ma questa categoria era così in crisi da giustificare una contribuzione a pioggia in base al manuale Cencelli?
La spiegazione la constatatiamo giorno per giorno ascoltando o leggendo le "informazioni" già pagate con i soldi dello Stato.

23 agosto 2006

Giornalisti: servi dei poteri forti


Il presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha presentato una proposta di legge per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti.

Gliene siamo grati, perche' e' il primo concreto passo verso lo sblocco di un mercato, quello dell'informazione, completamente ingabbiato dalla corporazione.

Oggi la liberta' di stampa non e' completa proprio per la presenza di questo ordine professionale, che impedisce l'apertura della professione alle migliaia di aspiranti che vorrebbero entrarvi e per le norme che condizionano l'uscita di un qualunque giornale (cartaceo, radiofonico e televisivo) all'appartenenza a questo ordine. Una situazione che di fatto incrementa il lavoro nero e mal pagato, in un settore, quello dell'informazione, che e' tra quelli piu' emergenti per l'economia e per le carriere dei singoli.
Ci auguriamo che questo sia solo il primo passo. Il settore informazione, a partire dai contributi agli organi di partito, e' tra i piu' odiosi e clientelari del nostro sistema politico ed economico.
C'e' un problema enorme, pero'. Coma far si' che questa proposta di legge non sia solo una bella proposta estiva e, alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre non resti nei cassetti fino alla fine della legislatura. Sicuramente questa non e' l'intenzione dei proponenti, ma che cio' possa accadere e' altamente probabile. Per cui la creazione di un movimento di sostegno e incoraggiamento, con anche una petizione popolare che raccolga milioni di firme, e' un passo necessario. I poteri contro cui questa proposta dovra' lottare sono giganteschi, e sono poteri economici alimentati dallo Stato, con numerosi sostenitori nel Governo e nel Parlamento: un partito trasversale al pari di quello del finanziamento pubblico ai partiti e del canone/tassa della Rai.
Fonte aduc.it
150 milioni di euro hanno incassato come finanziamento alla carta stampata. Ma, se venivano investiti su nuove tecnologie e internet non era meglio per tutti?
Prima o poi verrano spazzati via da una informazione veloce e tempestiva che solo Internet può indirizzare. Il resto a raccontare favole o chiacchiere al bar.

22 agosto 2006

Il calcio degli struzzi


Mentre il gioco del calcio si avvicina sempre di più al Wrestling la federazione sportiva cerca di dare e applicare le regole che esistono ma vengono sempre interpretate. In questa situazione del tutti contro tutti è bene uscire dal quotidiano per analizzare bene la situazione.
Che il gioco del calcio stia diventando appannaggio di alcuni club e sempre gli stessi è cosa che il dio denaro ha provveduto ad alimentare e adesso, è diventato un mostro abnorme. Che i migliori protagonisti vogliono un ingaggio inconcepibile e, solo una di queste può garantire loro stipendi sempre più elevati. Se sono i migliori è giusto che vengono pagati ma, non in base a parametri fittizi ma come un dipendente specializzato di una società sportiva o società per azioni con un fatturato stimato.
Nessuno può valutare il valore di un giocatore nell'ambito del valore aggiunto alla società. Mi spiego. Se il gioco del calcio è truccato (ipotesi) come posso stabilire l'aumentare del patrimonio societario con il valore dei giocatori se essi sono solo attori e, non più protagonisti?
Il calcio viene deciso da quei poteri forti che vogliono mantenere sempre e all'infinito (finchè morte non avvenga). Un potere, una lobby trasversale al governo cioè di destra e sinistra che cerca di mantenere lo status quo di società vincenti e società perdenti.

Ma, da condannare maggiormente sono i giullari della Corte stampata che costruiscono con falsità e inganni storie e intrighi mai avvenuti o troppo stupidi da essere meritevoli di attenzione. Questi giullari hanno creato una casta che si sollazza, si autoalimenta con ex giocatori, ex allenatori ex di tutto fuorchè della libertà di pensiero. Ognuno deve portare avanti (viene allenato per fare questo) un amico, un figlio, un nipote uno della casta. Questi giullari che ripetono in continuazione con un martello pneumatico che "l'importante è vincere", il resto non conta. Al rogo.
Questi giullari che soffiano sul fuoco sacro olimpico dimenticano che sono pagati per idolatrare e far idolatrare personaggi di basso livello (senza offesa).
Questi sono gli struzzi che per nascondere la verità ai lettori (ancora molti) si inventano situazioni, compromessi accordi tutto per mantenere la situazione gattopardesca. Non sono bastate 99960 intercettazioni telefoniche per chiarire e esporre bene gli intrecci club, giornalisti, procuratori, lega, arbitri? Allora che il calcio sia come il Wrestling.

Scie chimiche: Ipotesi


OPERAZIONI MILITARI
Le ipotesi più documentate riguardo all'utilizzo delle scie, vedono operazioni militari riservate come imputato N°1, tant’è che il bario, cospicuamente e frequentemente emerso dalle analisi dei campioni, è un eccellente conduttore elettromagnetico e crea in sospensione una sorta di ponte che prolunga i segnali radio e radar oltre l’orizzonte, una sorta di antenna di bario “usa e getta”, peccato che la pattumiera in questione siamo noi.

PROGETTO SCHERMATURA SOLARE
Si riallaccia all’impiego delle scie, anche un progetto volto a rallentare il preoccupante aumento della temperatura terrestre e sarà questa l'ipotesi che i governi cercheranno maggiormente di portare avanti. Tra i due mali si sceglie il male minore "per il nostro bene e per quello del pianeta".
N el ’98 in occasione di un congresso internazionale riguardo alle emergenze planetarie, in cui questo era tema di spicco, il fisico Edward Teller (padre della bomba atomica e della bomba all’idrogeno) suggeriva ai paesi occidentali di adottare uno specchio solare a livello della stratosfera così da respingere in parte i raggi solari. Indicava a tale scopo l’ossido di alluminio, (costantemente rintracciato nelle aree oggetto di analisi) poiché oltre a riflettere i raggi solari dell’1%, avrebbe assorbito una modesta quantità di calore fra terra e stratosfera.
Riguardo all'attuazione di tale teoria, Teller si è dichiarato ignaro.
Sappiamo che le scie secondo le zone irrorate, presentano una diversa composizione chimica, dunque non sono sempre riconducibili all’esperimento di schermatura solare.

IPOTESI MONSANTO
In questo contesto si inserisce l’ipotesi sul coinvolgimento in queste operazioni, di una multinazionale tristemente nota: la Monsanto. Quest’ultima si è messa in luce alla fine degli anni ’60 per la formulazione di agenti chimici usati nelle incursioni aeree sulle foreste del Vietnam, che hanno dato per risultato vegetazione distrutta, popolazione decimata e condannata negli anni a venire al concepimento di bambini con gravi deformità.
Negli ultimi anni questa multinazionale oltre a produrre alcuni fra i diserbanti più potenti e nocivi per l’uomo e l’ambiente, si è prodigata per la diffusione di alimenti e semenza geneticamente modificati, proponendoli come valida soluzione per la coltivazione in zone del pianeta altrimenti infruttifere. Valutando il macabro curriculum della Monsanto resta difficile credere che possa essere coinvolta in progetti per il benessere collettivo!
Vaste aree agricole dopo la comparsa delle scie, sono state letteralmente bruciate e il terreno reso pressoché sterile…ai normali semi ovviamente, non a quelli standardizzati per quel tipo di condizioni.
I semi transgenici oltre alla caratteristica dell’adattabilità e della resistenza hanno anche quella di non essere rinnovabili, l’anno successivo si dovranno acquistare nuovi semi per avere i frutti.
E’ stato reso noto il 23 Maggio 2005 un documento riservato della multinazionale che riporta lo stato di salute di cavie da laboratorio nutrite con alimenti OGM, tutte presentano gravi disfunzioni renali cardiache e gravi malformazioni fisiche.

INOCULAZIONE DI MASSA
Alcuni sospettano che il governo statunitense, d'accordo con altri governi coinvolti nel programma, stia autorizzando il rilascio graduale di bio agenti, allo scopo di vaccinare le popolazioni dall'alto. Questo, potrebbe talvolta essere la causa di malattie (SARS, AVIARIA, ...) arrecate a qualche persona ammalata dal vaccino stesso (si pensi alla strana epidemia di patologie respiratorie che ha colpito da qualche mese, circa il 40% della popolazione italiana! N.d.A.).


CONTROLLO DEMOGRAFICO
L'uso di agenti chimici e biologici da parte di uno Stato contro se stesso e la propria popolazione è sfortunatamente, un fatto storico. Possono verificarsi anche incidenti non intenzionali. Alcune persone suggeriscono che le Chemitrails possano davvero fare parte di un programma atto a ridurre il numero della popolazione.

Se le Chemitrails contengono, poi, agenti biologici che possono dare il “colpo di grazia” a persone già indebolite da altre patologie, potrebbe essere per assurdo, si potrebbe trattare anche in questo caso di un controllo della crescita della popolazione. Ma questo “ignobile” fine potrebbe essere l'unico vero scopo? La storia ha insegnato che quello che sembra più assurdo ad un'ottica razionale, in un'ottica di odio ed irrazionale, non è più tanto assurdo, e con tali armi nelle mani di un qualsiasi governo, occorre essere vigili fino a che non sarà disponibile una risposta esaustiva e definitiva.

IPOTESI HAARP E NORAD
In questa fitta trama di implicazioni, è emersa anche l’ombra inquietante di HAARP, un progetto USA volto a modificare il clima terrestre, andando a manipolare addirittura lo spettro elettromagnetico con l’uso di onde ELF (Estreme Low Frequencies).
HAARP è la più grande antenna del mondo, si trova in Alaska e immette costantemente onde elettromagnetiche nella ionosfera; visitando il sito www.radarmatrix.com potrete documentarvi ampiamente.
Intanto possiamo osservare gli squilibri che queste pericolose manipolazioni provocano in natura, come migrazioni di uccelli fuori rotta, arenamento dei cetacei, che come sappiamo si orientano con il magnetismo terrestre.
Attraverso ricerche incrociate per risalire ai finanziamenti che sostengono i diversi esperimenti di cui qui si accenna, si è potuto chiaramente osservare che vanno a convergere verso i nomi delle stesse multinazionali, e verso la NORAD (agenzia per la difesa aerospaziale Americana) la quale ha disseminato l’intero suolo statunitense con radar che sfruttano le frequenze ELF.
Questo ci da una chiave di lettura più ampia, ci mostra come in realtà queste situazioni non sono scollegate tra loro ma anzi, come fili vanno a tessere un disegno di ordine globale ben tracciato.
L’ Unione Europea ha avviato da più di due anni un’interpellanza parlamentare, in cui chiede agli Stati Uniti di far luce sulla vera natura e finalità delle CHEMTRAILS, la risposta si fa ancora attendere!
La domanda che viene naturale porsi è perché a questi aerei sia consentito il volo nei paesi NATO e libero accesso agli aeroporti, compresi quelli di Fiumicino (RM), Di Capodichino (NA) e di Gioia del Colle (BA).

IN EUROPA
Germania, Spagna, Olanda, Grecia, hanno già manifestato ai rispettivi governi la loro preoccupazione e fanno pressione affinché siano avviate indagini.
A Creta (Grecia), nella città di Xania, da quando hanno installato la base a Souda Bay, si è riscontrato un notevole aumento delle percentuali di cancro (35% in più!).
Avendo parlato con persone del luogo e avendo osservato il fenomeno in maniera massiccia, ho tirato le somme. La gente non ama parlarne, ma sa che la base c'entra. I cittadini non protestano perché la base, molto intelligentemente, ha assunto molte persone del luogo per farle lavorare. Essendo un paese non ricchissimo, hanno fatto si che una parte dell'economia si basasse anche sulla base di Souda.

In Italia c’è molta disinformazione ma di scie ce ne sono in gran quantità, ogni giorno sopra l’Umbria, l'Abruzzo, la Campania, la Toscana, il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Lazio, la Puglia, (quante ne sono rimaste?) c'è un'attività intessissima. (Basta pensare alle più di 120 basi Nato/Usa installate in Italia dopo la guerra persa.
Tra le poche voci che si sono alzate in Italia c’è quella degli abitanti della vallata Feltrina colpiti da un grave aumento dei casi di cancro dopo la comparsa delle scie. Si è arrivati ad un interrogazione parlamentare anche grazie all’abbondante documentazione filmata, realizzata dagli abitanti in un esteso lasso di tempo.
Purtroppo anche in questo caso il silenzio ci lascia perplessi. Il ministro Martino ha poi risposto dichiarando che le scie visibili sono frutto di "normali" attività di aerei.

PRIGIONIERI DEL MONDO


di Luciano Gianazza

La trilogia di Matrix ha affascinato molti che hanno visto e rivisto i film, lasciato indifferenti altri e suscitato emozioni di rigetto in altri ancora. Indipendentemente dalle reazioni provocate, questi film hanno fornito un'idea della verità, non importa quanto modificata per fini pratici necessari per la creazione di un film. La chiesa cattolica accusava, processava e scomunicava e perfino arrostiva chi sosteneva che la terra non fosse piatta. In quegli anni pieni di ignoranza c'era chi era totalmente indifferente al fatto che la terra fosse piatta o sferica, chi dava in escandescenze solo a sentir parlare della possibilità che il mondo fosse diverso da quanto allora sostenuto e pochi invece erano entusiasti e sentivano sollievo e quel senso di libertà che deriva dalla chiarezza che si forma nella nostra mente quando veniamo a conoscenza di un frammento della verità. Ma quello era il Medio Evo! Oggi nessuno sosterrebbe l'idea che la terra è piatta, vista l'evidenza del fatto che ci possiamo girare attorno e di fatto ci giriamo attorno anche solo per fare le vacanze.



Oggi, in questa società tecnologicamente avanzata, dove possiamo vederci al telefono da una parte all'altra del mondo, dove possiamo ....beh, basta che guardi la TV per l'elenco di quello che possiamo fare.... Oggi, dicevo, siamo di nuovo nel Medio Evo, anche se reso affascinante dalla marea di immagini splendide che ci bombardano da ogni parte.

L'essere spirituale

Per spiegare meglio questa ultima asserzione devo fare una parentesi e parlare della questione spirituale, una questione che è una patata bollente che mollerei volentieri per evitare l'insofferenza che questo argomento suscita in molti. Questa insofferenza nasce dal fatto che siamo nati e siamo stati educati nel seno della cristianità e del cattolicesimo. Non è questo un attacco alla chiesa cattolica ma solo una spiegazione di come credenze basate su dogma abbiano fatto si che molti ripudiassero la loro natura spirituale. Un dogma non necessita spiegazione ma esige fede al di là della sua comprensione e questo a molti giustamente non piace. Un mistero assilla e rode un individuo, un pò come quando si hanno dei dubbi e degli indizi molto forti che il proprio partner stia facendo le corna ma non si ha mai la certezza, tanto per dare un'idea. E' una situazione estenuante e a quel punto o si decide di continuare un rapporto, ormai logoro e segnato dall'odio represso e non più sostenuto dall'amore, nella speranza di cogliere l'altro con le mani nel sacco, o si molla il partner.

Quello che si intende quì come essere spirituale non è qualcosa che è associato con la preghiera, ascoltare prediche, l'esser buoni nella speranza che una volta che si muore questo spirito andrà in paradiso, un luogo o non luogo di cui non sappiamo se esiste o cosa in realtà sia. Non siamo un corpo che ha uno spirito, come non siamo un'automobile che ha un conducente, ma siamo uno spirito che ha un corpo. Siamo un qualcosa di immateriale e al di là del tempo che esiste e creiamo degli effetti sulla materia. Questo non ha nulla a che fare con le chiese, con l'attesa che la messa giunga finalmente all"andate in pace" per andare a prendere l'aperitivo con gli amici al bar della piazza, con l'essere buoni, con la preghiera, con incensi, candele e processioni, rosari, riti e culti, paradiso e inferno. Anche un criminale è un essere spirituale che si differenzia da chi si comporta nel rispetto dei propri simili solo per le azioni e gli effetti distruttivi che crea. Il fatto di credere di essere un corpo dipende dall'identificazione con esso, un pò come quando parteggiamo per il protagonista di un film, in una certa misura ci identifichiamo con esso. Solo che quando usciamo dal cinema ritorniamo, si fa per dire, "noi stessi", e solo qualche mente labile continua ad essere il personaggio del film appena visto. Quanti Rambo ci sono in giro ancora?

L'essere spirituale sei tu. Una "cosa" è quello che è: una mela è una mela, che ci creda o no. L'essere spirituale è, per fare un paragone, il conducente. Il corpo è la macchina e la mente è la centralina elettronica. La centralina può essere programmata per far funzionare la macchina con certe prestazioni o con altre.

L'essere spirituale usa il mondo per interagire con altri esseri spirituali. E come una lavagna su cui scrive messaggi che possono essere letti da altri.

Possiamo chiudere qui la parentesi sullo spirito, necessaria solo perchè senza di essa alcuni riferimenti non potrebbero rendere comprensibile il resto dell'articolo.

Realtà o illusione?

Consideriamo ora una immagine di un oggetto riflesso in uno specchio. Tutti sappiamo che se un oggetto viene posto di fronte a uno specchio piano, nello specchio medesimo se ne vede un'immagine esatta, ( non consideriamo che la destra appare essere la sinistra ecc. per ragioni di semplicità). L'immagine riflessa appare essere all'altro lato dello specchio nella posizione opposta dove si trova l'oggetto reale. Ma quel che conta osservare a proposito di questo fenomeno è che un oggetto può vedersi in un luogo in cui non esiste nulla che gli corrisponda. Allo stesso modo il mondo familiare delle forme, dei colori, dei suoni ecc. che vediamo al di fuori di noi e nel quale conduciamo la nostra vita, è formato da un processo misterioso di proiezione mentale. Le vibrazioni, trasmesse attraverso gli organi di senso al cervello, arrivano alla nostra mente. La nostra mente a sua volta, da quelle vibrazioni, forma un immagine che noi percepiamo e che riproiettiamo inconsapevolmente fuori di noi, ed appunto tale proiezione produce l'impressione di un mondo "reale". In realtà questa impressione del mondo solido e tangibile, familiare, all'esterno, è pura illusione. L'immagine del mondo che vediamo è un'immagine virtuale, nel senso che gli oggetti che vediamo fuori di noi non vi si trovano affatto. Che essi appaiano là si fonda sul mondo esterno di atomi e di molecole e sulle loro vibrazioni che stimolano gli organi di senso, e successivamente, attraverso la mente, l'essere spirituale, che è la base ultima dell'immagine. La mente produce l'interazione tra spirito e materia e inoltre proietta i risultati di tale interazione fuori di sè, quali immagini virtuali. Questa proiezione all'esterno da parte della mente crea l'illusione che il mondo che consideriamo reale esista.

Il fatto che l'immagine del mondo che vediamo sia un'illusione non comporta la negazione del mondo fisico. Il mondo fisico è costituito solamente da vibrazioni, impulsi che stimolano l'essere spirituale, attraverso gli organi di senso, a produrre l'immagine del mondo così come lo vediamo.

Quando attraversiamo il soggiorno dalla porta d'ingresso alla finestra, stiamo osservando un corpo, il nostro corpo che compie una serie di movimenti. Sentiamo il peso del corpo, percepiamo la durezza delle piastrelle o il tappeto morbido, ma queste sono solo senzazioni percepite dal senso del tatto, vediamo gli oggetti presenti della stanza che si ingrandiscono mentre il corpo si avvicina ad essi, ma di nuovo sono serie di immagini percepite tramite la vista che ci danno l'idea di movimento, e questo vale per i suoni, i sapori, i colori ecc. In realtà noi, intesi come esseri spirituali immateriali non abbiamo una posizione nello spazio o movimento ma ne creiamo l'apparenza tramite la proiezione di immagini, senza esserne consapevoli, credendo di essere quel corpo (un'immagine, se pur molto complessa,) che apparentemente si muove in uno spazio (altre immagini). Questa indentificazione nel corpo, al punto di credere di essere il corpo stesso, è così profonda che, unita alla credenza dell'esistenza illusoria del mondo, rende quasi impossibile accettare la verità e di fatto costituisce la nostra prigione senza sbarre.

Prendiamo in considerazione i colori. Tutto quello che la scienza sa è che le vibrazioni di luce di una certa frequenza danno l'impressione di un determinato colore. Essa conosce solo l'aspetto oggettivo del fenomeno ma la ragione per cui una certa frequenza di vibrazione comporti l'impressione di un determinato colore, la scienza non può dirlo. Il mondo fisico della scienza e un mondo di atomi e molecole turbinanti mosse dal gioco di diversi tipi di energie. Il mondo mentale che scaturisce dalla nostra coscienza assumendo come strumento il mondo fisico è qualcosa di assolutamente diverso dal mondo fisico, sebbene ne dipenda. Vi è un abisso tra l'uno e l'altro, abisso che la scienza non è stata capace di colmare, ne potrà colmare finchè non terrà conto della Realtà che si esprime attraverso i fenomeni della coscienza.

Un essere spirituale ha poteri immensi, limitati soltando dal veicolo in cui si identifica. In realtà è più grande delle cose che è in grado di concepire. Il far credere che sia un corpo che si muove in uno spazio limitato per quanto grande possa essere è il modo in cui lo si imprigiona. Ma questo avviene solo quando si dimentica della sua vera natura. Chi o che cosa fa si che questo avvenga fa parte della ricerca del perchè dell'esistenza dell'essere umano.

Alcune religioni si sono occupate di questa ricerca, hanno raccolto frammenti di questa verità, ma anzichè usarli per aiutare l'uomo a diventare libero li hanno usati per controllarlo ulteriormente a beneficio delle gerarchie ecclesiastiche. Questo ha fatto si che molti si allontanassero da esse ma il vero danno è che molti hanno rinnegato la propria natura spirituale (il che significa la totale negazione della propria esistenza a favore di una fittizia) avendo associato tutto ciò che è spirituale con il controllo di tali poteri, che sono una cosa ben distinta. L'essere spirituale è sempre esistito, le religioni sono venute dopo. Quelle valide sono solo quelle che agiscono in direzione del recupero della consapevolezza e della verità, non del loro affossamento.

L'immensa prigione

Immaginiamo che ci sia una enorme isola che ha la funzione di prigione senza sbarre e senza guardie per un gruppo di ergastolani. La distanza dalla terraferma è tale che è impossibile con le risorse dell'isola ipotizzare una fuga e che quindi ormai tutti sono rassegnati all'idea che saranno costretti a condurre la propria esistenza fino al momento della morte su quell'isola. Quello che avverrà in seguito è che in qualche modo si organizzeranno per vivere al meglio possibile in comunità, con una sorta di codice di condotta o leggi, fossero pure a livello della legge del più forte. Si formerebbero delle gerarchie, diritti, doveri e privilegi. Una forma di società. Se poi in qualche modo si rendesse possibile, con qualche forma di ipnostismo, far loro credere che esiste solo quell'isola e che quello è tutto il mondo che c'è e che non sono in una prigione, otterremmo degli esseri inconsapevoli e qualcuno magari sarà pure felice, se ha un buon tenore di vita, anche se relativo. Ma la cosa più importante, per il responsabile della colonia penale, è che non si può nemmeno pensare di fuggire da una prigione se non sai che sei in una prigione! E possono anche permettersi letteralmente di dimenticarsi di quella colonia penale, perchè non scapperà mai nessuno da lì. The Truman Show è un buon esempio e include anche il fatto che a volte il meccanismo si inceppa e qualcuno può cominciare a chiedersi se il mondo è tutto quello che conosce o se c'è dell'altro. Delle domande a volte ci passano per la mente. Chi sono io veramente? Cosa ci faccio quì su questo pianeta che gira intorno al sole che si muove a sua volta in una galassia che a sua volta gira intorno a qualcos'altro? Qual'è lo scopo per cui sono quì? Sono domande che arrivano dalla nostra vera essenza. Molti non se le pongono più. La scienza si occupa di studiare la struttura della prigione, non della sua funzione. Gli scienziati sono persone inconsapevoli al pari degli altri. Si sono dimenticati di essere anch'essi degli ergastolani che farebbero meglio ad impegnarsi a cercare una via di fuga invece di studiare come è fatta la prigione per renderla più accogliente. Per questo dare soldi alla ricerca è uno spreco di risorse.

Siamo in questa prigione, tutti ergastolani, colpevoli o innocenti non è la questione rilevante, ma il fatto che lo abbiamo dimenticato lo è. Non cerchiamo la via di uscita con la dedizione che la situazione richiederebbe. Siamo immersi in un sonno ipnotico, ed è per questo che la pubblicità funziona. Anche su chi non acquista i prodotti per ripicca. Una reazione avversa è comunque stata provocata.

Stesso prodotto, effetti differenti.

La tecnica che fa funzionare la pubblicità si chiama POSITIONING, posizionamento. Significa che un oggetto che non ha alcuna reale relazione viene posizionato su un differente oggetto che si vuole che tu compri, utilizzando le senzazioni ed emozioni che il primo è in grado di stimolare e che dalla tua mente vengono erroneamente attribuite al secondo, che per sua natura è incapace di farle risvegliare in te.

Si tratta dell'applicazione del meccanismo dell'illusione, lo stesso che ci mantiene felici e contenti nella prigione. Anche le parole vengono usate con lo stesso metodo. Se leggiamo la parola "tette" pochi di noi avranno una reazione neutra, sia uomini che donne, dovuto a tutto ciò che a questa parola è associato, di piacevole, spiacevole, o neutro. Se poi leggiamo "davvero un bel paio di tette" saranno ancora meno coloro i quali non avranno alcuna reazione, il che comprende anche quelli che reprimono le loro emozioni e diranno a se stessi."a me non fa nessuna reazione".

Tutte le sindromi inventate dalla psichiatria non sono altro che interpretazioni di questo meccanismo modificato dalla fantasia del singolo psichiatra che ne ha dato il nome, dal complesso di edipo alla sindrome del pene piccolo.

La parola "tette" può far venire alla mente un sacco di altre cose e mi diverto a farne una lista: la mamma, poppare, grosse, piccole, a pera, a base larga, sode, mollicce, cadenti, belle, brutte, senza tette, tettona, rammarrico (aveva davvero due belle tette....), l'invidia di chi ne è carente, la soddisfazione di chi le possiede, il potere di chi le ha e le usa (guardare ma non toccare) come fanno girare la testa quando ti passano a fianco facendoti interrompere il discorso, come fissano lo sguardo, i fischi del buzzurro, i commenti fra amici, il reggiseno, senza reggiseno, scollatura, come sobbalzano dolcemente quando una donna cammina veloce (spesso intenzionalmente) abbronzate, dirompenti, ecc. La lista potrebbe continuare a lungo, ma questa basta per indicare cosa può rievocare nelle menti una parola. Questo vale per moltissime parole e immagini e il sesso funziona egregiamente a questo scopo perchè è la sensazione più gradita dalla maggioranza.

L'accostamento di una bella donna di fianco a una inerte bottiglia di acqua minerale ne incrementa l'acquisto. Le sensazioni che derivano fanno si che si acquisti l'acqua convinti di "acquistare" ciò che la ragazza rappresenta. Una ulteriore illusione in un mondo illusorio. Ed è così che ci viene venduto il mondo in cui crediamo di vivere.

Quella in cui ci troviamo è davvero una prigione molto grande. Le multinazionali della chimica, della farmaceutica, delle derrate alimentari, del mondo della salute e della malattia, del denaro usano l'illusione per venderci la loro merce e fanno capo ad individui che muovono i fili nel teatrino del mondo, ma sono pur essi prigionieri della grande prigione in cui tutti i giochi, per quanto allettanti e gratificanti servono solo a tenerci molto occupati in modo che non ci vengano in mente strane idee balzane e che qualcuno possa scrivere cose assurde come questa. Ma non si può annientare completamente un essere e, anche se dopo eoni, inesorabilmente le domande inerenti alla nostra natura, prima timidamente, poi con maggiore insistenza e infine con veemenza appaiono nella nostra mente.

20 agosto 2006

Israele: un esercito invincibile ?


L'esercito israeliano in una popolazione di circa 7 milioni di abitanti non può essere numeroso ma ben attrezzato si.
Un popolo abituato a lottare con la tenacia e l'intelligenza si trova a mal partito quando viene richiesto coraggio e dedizione.
Un popolo istruito, colto, poliglotta riesce a capire tutta la tecnologia per attaccare e difendersi sfruttandola al meglio ma, quando è richiesta l'assalto alla baionetta vanno in crisi. Per la sua particolarità del suo Stato ha privilegiato tecnologia con aerei e navi da guerra ad alto impatto. Sicuri che i paesi circostanti non possano competere con tale armamento. Ma, bastano i caccia, i droni, gli Apache a vincere le guerre? Certo che no, se non arriva la fanteria a ripulire il terreno dagli ultimi combattenti o cecchini diventa problematico mantenere posizioni sul terreno.
L'esercito israeliano ha prodotto il Merkava, 63 tonnellate, velocissimo, capace di tiro mirato in corsa e di tutti i più moderni gadget elettronici americani, è dotato, oltre la corazzatura convenzionale, di «corazza attiva».
Piccole cariche di esplosivo sulla superficie che scoppiano quando colpite da un RPG, allontanandone la carica cava e rendendolo inefficace.

Ma, l’RPG-29 Vampir russo, azionato a spalla, dispone di una testata «tandem», ossia doppia: la prima carica fa scoppiare l’armatura «attiva», la seconda raggiunge la blindatura d’acciaio, fondendola.
Il carro armato Merkava è sempre stato ritenuto invincibile in Israele; gli israeliani sono fieri della sua concezione e della sua modernissima armatura attiva. Hanno sempre detto che è il miglior carro armato del mondo. E Israele l’ha usato con molta abilità tattica a Gaza e Transgiordania: i Merkava entravano nei villaggi (palestinesi) solo quando erano appoggiati da elicotteri, e avevano diretto e stabile collegamento con loro.
Sono stati scoperti bunker Hzebollah interrati a 40 metri nel sottosuolo e con aria condizionata.
Ma, soprattutto, forniti di apparati d’ascolto e d’osservazione su quel che avviene in superficie, e computerizzati.
Sono bunker abbastanza profondi da consentire ai guerriglieri di sopravvivere ai più intensi bombardamenti israeliani, e poi di attaccare le forze sioniste in avanzata in combattimenti ravvicinati.
Spesso i bunker, dice il Guardian, sono così ben camuffati che i combattenti possono permettersi di attendere che i soldati israeliani li superino, per poi balzar fuori e colpirli da dietro, dove i Merkava non sono tanto invincibili.
E' così che Tsahal ha «liberato» il villaggio di Bint Jbail per poi trovarsi a mal partito sotto il fuoco nemico.
Anche perché gli Hezbollah, oltrechè ben organizzati in gruppi di fuoco di 6-7 uomini, «non esitano ad attaccare le nostre forze. Non sono suicidi, però non hanno paura di morire, il che rende la deterrenza molto difficile».
Sì, perché anche se armati con i giusti anti-carro, affrontare i tank è un’operazione ravvicinata, che richiede estrema determinazione, coraggio e spirito di sacrificio, come potevano raccontare gli uomini della Folgore ad El Alamein.
E, alla fine, nella battaglia conta l'elemento morale, la propria legittimità alla difesa della propria terra.

15 agosto 2006

Libano 2006: Di chi è la Vittoria?


Mentre le parti in guerra si affrettano a dichiararsi vincitori cominciamo nel dire che questa guerra non ha vincitori, ma solo morti civili e non e che la loro sorte è stata affidata ad un solo uomo che si è assunto la responsabilità della guerra.
Non ha vinto Israele perche non ha raggiunto gli obiettivi nei 33 giorni di guerra.
1) la liberazione dei due soldati catturati da forze nemiche;
2) la trattativa con forze nemiche dichiarate terroriste da Israele ma l'Onu la riconosce come forza in guerra;
3) l'annientamentamento di forze nemiche hezbollah e, farle passare come terroriste agli occhi del mondo occidentale;
4) schierare il mondo europeo e occidentale dalla sua parte.
Ma non hanno vinto neanche le formazioni Hezbollah che
1) se non hanno perso i due soldati israeliani ne hanno perso sicuramente in numero maggiore;
2) se sono riconosciuti da israele come forza militare e un catalizzatore di combattenti contro il Golia israeliano non hanno la forza di sostenere un lungo conflitto;
3) se gli Hezbollah non sono solo terroristi ma anche una forza politica e militare in Libano sono dovuti ai bombardamenti su Beirut;
4) se è vero che adesso gli Hezbollah ed il suo capo sono più noti ai media internazionali non vuol dire che tutti sono dalla loro parte.
Se le fazioni si affrettano a dire che hanno vinto vuol dire che vogliono festeggiare qualcosa che non avevano prima oppure la consapevolezza di aver scritto la Storia in un conflitto.
Un solo responsabile di un conflitto durato 33 giorni e oltre mille morti con feriti e distruzione di case, ponti, porti ed aeroporti. Ma chi paghera per tutto questo?
Naturalmente noi italiani pronti a far il lavoro "sporco" : bonificare il terreno e far dormire sonni tranquilli a quel tipo chiamato Olmert che un domani potrebbe essere chiamato a rispondere di crimini di guerra ad un Tribunale indipendente e forse internazionale.

In questo momento il vero vincitore è la ragione che ferma le armi, permette di curare i feriti, di seppellire i morti.
In questo momento la diplomazia ha superato i conflitti... ha detto a Olmert che la sua azione di "difesa" ha scaldato sì, i muscoli del suo esercito ma anche ha unito ancora di più forze musulmane sciite e sunnite in un contesto generale sempre più esplosivo. Se, aggiungiamo che i nuovi predicatori (o aizzatori)scrivono sul Corriere della Sera che L'Apocalisse è vicina (il 22 agosto) allora godiamoci questo cessate il fuoco e aspettiamoci qualcosa di peggio. Finirà prima o poi questo periodo del terrorismo? Si, dopo un lancio di atomiche.

13 agosto 2006

Il Buco nero della Storia


ABSTRACT
All the profezie stretch to end in a black hole called year 2012. To imagine and to ask the future to us are Better! /?
L'uomo dalla sua nascita ha sempre cercato di fare predizioni sul futuro, ma pochi sono stati gli indovini degni di nota. Pochi sono stati gli indovini che hanno avuto il dono di anticipare il futuro specie se parlavano di eventi non usuali del tempo. Potremo nominare loro HIGHLANDER come Nostradamus, Pike, Mazzini ed altri. Non possiamo liquidare questi con definizioni come maghi da strapazzo,ma bensi di persone dotate di intelligenza acuta che hanno tradotto alcuni segni del passato come passaggi per il futuro. Loro, hanno scritto o predetto di situazioni inimmaginabili. Pike e Mazzini parlano di guerre mondiali in tempo di pace. Ma, non è di questo che ho timore. Di previsioni di fine del mondo il web ne è pieno l'ultima il 6/06/2006.
Ma quello che mi rattrista è la convergenza di queste previsioni :
1) Profezia dei Maya Secondo i Maya in questo momento stiamo vivendo in un mondo di miseria fisica e spirituale, di odio, di schiavitù morale, fisica e materiale. Questo momento di schiavitù dovrebbe terminare quando finiscono gli ultimi 20 anni, che loro chiamano Katun.
Questo avverrà precisamente secondo il loro calendario, sabato 22 dicembre 2012, giorno in cui finisce il ciclo e ha termine il tempo di odio, paura e sofferenza in cui stiamo vivendo;
2) Profezia di Malachia che parla della fine del mondo dopo il prossimo papa;
3)Pike e Mazzini :La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d'Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico;
4) Geoge Bush, appena pochi giorni dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 comunica al mondo che gli Stati Uniti entreranno in guerra contro il terrorismo per almeno 10 anni.
Potrei continuare con altre profezie ma, il motivo principale che lega tutte queste profezie è che in questo periodo 2010-2012 avverrà qualcosa che cancellerà tutto come in buco nero. Tutte le previsioni si fermano qua. Non c'è futuro dopo queste date. Ogni previsione ha una fine ultima in questo periodo della Storia. Ma non è sconvolgente?
Come se in questo periodo potrebbe finire il conosciuto, il conoscibile... la fine di tutte le previsioni.
Una legge fisica dice che nulla si crea e nulla si distrugge ma, tutto si trasforma. Applicandola, possiamo immaginare un grosso buco nero che ingloba tutto il materiale conosciuto, il valutato, il necessario che viene trasformato ... in una nuova STELLA.
Ma noi? Qui lasciamo la Storia e possiamo solo fantasticare, fantasticare ed immaginare e chiederci il futuro è Migliore !/? ...

12 agosto 2006

Londra : anticipata la Sorpresa di Ottobre


Gli avvenimenti di Londra, non rientrano nella casistica di attacco terroristico ma, qualcuno vuol far passare l'arresto di individui islamici come attentato terroristico. Perchè? Maurizio Blondet affronta l'argomento
L'attentato sventato (sventatissimo) di Londra era una «october surprise» anticipata per necessità?
E' quel che ha detto Nasrallah, il capo di Hezbollah, ad Al Jazeera.
Vale la pena di seguire il suo ragionamento, se non altro per vedere che si tratta di un tizio ben informato della situazione USA.
Secondo Nasrallah, dunque, l'attacco israeliano al Libano meridionale era programmato dalla Casa Bianca per settembre-ottobre, in tempo per ottenere una «vittoria» da presentare alle elezioni di novembre in USA.
Ma la cattura dei soldati israeliani da parte di Hezbollah ha indotto Israele, con un colpo di testa, ad anticipare l'offensiva.
L'attentato di Londra doveva essere la fase due della «october surprise».
Anticipata, perché era stata anticipata la fase 1.
Lo scopo ovviamente è di convincere gli americani di votare i candidati del «partito della guerra» bipartisan, di cui gli elettori ne hanno ormai abbastanza.
La sonora bocciatura di Lieberman, il super-falco «democratico» (e super-giudeo) deve aver fatto suonare un campanello d'allarme nei due partiti.
Se gli americani vengono convinti che il pericolo si annida dovunque attorno a loro - anche nel biberon - rivoteranno i falchi, che promettono «sicurezza d'acciaio».
Gli americani vivono di paure, e perciò sono infinitamente passivi.
Ha ragione Alex Jones: l'allarme è stato anche una prova generale per vedere fino a che punto si possono ridurre gli occidentali allo stato di gregge servile.
Quando ci chiederanno di camminare a quattro zampe «per la nostra sicurezza», eseguiremo obbedienti.
Specie se le paure vengono coralmente agitate dalle TV, che infatti sono tutte impegnatissime a frullare il nulla londinese fino al parossismo.
Tanto più che l'aggressione di Israele sta andando male (quasi 50 soldati morti, il 10% % dei 500 che Tsahal giudica «sopportabili» dalla sua opinione pubblica, e dunque spendibili), e quindi l'igiene consiglia di sviare l'attenzione del pubblico dalle barelle di giudei feriti dagli RPG, e dalle devastazioni del Libano, nonché dalle atrocità relative.
Anche l'occupazione dell'Iraq è un disastro bisognoso di distrazione.
E la situazione in Afghanistan, dove i Talebani colpiscono ogni giorno, non è certo migliore.
Ci voleva un bell'allarmismo da prima pagina.
Le notizie da Londra parlano di un «agente britannico infiltrato» nel gruppo dei cosiddetti terroristi da diversi mesi.
La notizia poi è stata alquanto modificata: forse non era un infiltrato ma un terrorista intercettato a sua insaputa… correzione opportuna.
Gli agenti infiltrati nei gruppi terroristici, ricorda Nasrallah, in genere non s'infiltrano per sventare attentati, ma per suggerirli.
L'infiltrato coincide con la storica figura dell'«agente provocatore», e istigatore di delitti per poterli poi sventare e farsene un merito con avanzamento di carriera (rileggetevi il romanzo veridico di Joseph Conrad, «L'Agente segreto»).
A questo proposito, Nasrallah ricorda che un paio di mesi fa sei giovani negri americani sono stati arrestati in Florida accusati di voler far saltare la Sears Tower di Chicago: sotto influenza, si è poi scoperto, di un agente FBI che aveva contattato i giovani fingendosi uno membro di Al Qaeda.
Non è difficile trovare in Inghilterra adolescenti islamici pronti a cadere nella trappola di agenti provocatori; in Italia, abbiamo constatato da giornalisti che giovani «neri» sono caduti nella stessa trappola, ricevendo bombe ed armi da funzionari del governo interessato a fare «strategia della tensione» (governo DC, per la precisione).

La strage di Brescia parve proprio un'operazione del genere.
Due giornalisti coraggiosi, Lega e Santerini, ci scrissero un libro («Strage a Brescia, potere a Roma») che accusava apertamente il ministro dell'Interno di allora, Taviani.
Che non querelò.
Solo, qualcuno comprò l'intera tiratura.
Alquanto sospetta, per Nasrallah, la storia dei finanziamenti degli sventati terroristi di Londra. Viaggi di due di loro in Pakistan per soldi.
Trasferimenti di denaro dal Pakistan.
Il tutto per comprare biglietti aerei che, sulla tratta Londra-New York, costano meno di 200 dollari.
Ma un'agenzia ci soccorre: «La Banca d'Inghilterra ha annunciato oggi il congelamento dei conti bancari di 19 dei 24 arrestati sospettati di coinvolgimento in un complotto per far esplodere aerei di linea tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti».
«La Banca d'Inghilterra - afferma l'Istituto in un comunicato - ha ordinato oggi che tutti i fondi appartenenti a questi individui o tenuti a loro nome (...) devono essere congelati».
Inoltre, «le istituzioni finanziarie e altre persone dovranno controllare se detengono conti o fondi, beni finanziari, risorse economiche o utili a nome degli individui le cui generalità sono allegate, e all'occorrenza dovranno congelare i conti bancari o altri fondi e riferire queste informazioni alla Banca d'Inghilterra».
«Questi i nomi dei sospetti: Ahmed Abdula Ali, Cossor Ali, Khuram Shazad Ali, Nabeel Hussain, Tanvir Hussain, Umair Hussain, Umar Islam, Wassem Kayani, Abdullah Assan Khan, Arafat Waheed Khan, Adam Osman Khatib, Muneem Abdul Patel, Tayib Rauf, Usman Muhammed Saddique, Assad Sarwar, Ibrahim Savant, Asmin Amin Tariq, Mohammed Shamin Uddin, Waheed Zaman»; ma sono nomi comunissimi. Centinaia di migliaia di persone li portano.
Bloccano i conti di tutti i Waheed Khan e gli Amin Tariq che ci sono in Pakistan?
E poi, questa storia dei conti congelati è di per sé ridicola.

La polizia inglese fuori da uno degli appartamenti frequentati dagli «attentatori».

E' una misura che si adotta, che so, per bloccare conti miliardari, come quelli di dittatori africani, Bokassa o Mobutu.
Ma quanto avevano questi giovanotti sul conto corrente?
Un milione di sterline?
Come britannici medi, sarebbe sorprendente se non avessero i conti in rosso.
Inoltre: ci hanno sempre detto e ripetuto che il terrorismo islamico si finanzia e trasferisce il denaro per i suoi delitti non tramite banca, ma lungo i canali finanziari islamici che servono anche per le rimesse degli emigrati, l'hawala, dove si paga sulla parola e non si lasciano tracce nei computer. Com'è che questi sofisticati terroristi con esplosivo liquido (nel biberon) ricevevano da Al Qaeda bonifici su banche, come oneste persone normalissime?
Esplosivo liquido?
Dalla nitroglicerina all'astrolite G (nitrato di ammonio più idrazina), hanno tutti una caratteristica scomoda: sono instabili, scoppiano se semplicemente scossi.
Qualche TV e giornale ha parlato della miscela che si disse usata dagli attentatori del metrò londinese, acido nitrico più perossido di idrogeno (alias acqua ossigenata).
Ma ciò che si ottiene da piccoli chimici è un composto diluito in moltissima acqua, che va prosciugata con acido solforico, altrimenti non esplode.
Operazione non facile da fare nelle toilettes degli aerei: troppi biberon, fra l'altro.
Aspettiamo lumi da Fox News e da Emilio Fede.

Un lettore mi fa notare un'altra stranezza: a proposito del blocco del traffico aereo a Heathrow, con perquisizione dei bagagli di decine di migliaia di passeggeri, costretti a gettare oli solari, dentifrici, sciroppi, biberon… precauzioni giuste, se si teme un attentato in corso, o nel caso si debba disinnescare una bomba.
Ma qui, l'attentato era già stato sventato.
Bush ne era a conoscenza da quattro giorni.
I «terroristi» già tutti in galera (arrestati a casa loro, come cocchi di mamma).
E allora a che scopo il grande blocco?
Proviamo a indovinarlo da soli.
A nostro modesto parere credere alla realtà dello sventato, sventatissimo attentato, si può solo a patto di avere il quoziente intellettivo di Emilio Fede, la paga di Magdi Allam, la cattedra di Vittorio Parsi, o almeno i fuoribusta Sismi dell'agente Betulla.
Ma gratis, no.
Anche se c'è qualcuno che fa finta di crederci per tirare l'acqua al proprio mulino.
Il lettore di cui sopra mi segnala anche l'articolo di fondo de Il Sole 24 Ore, non firmato.
Il succo dell'argomento: «di fronte a questa drammatica realtà (la strage dei biberon), la lotta al terrorismo deve essere un momento di unità».
Ecco: la migliore risposta della nazione all'Islam che ci attacca dai cieli e dai flaconi di shampoo è la «grande coalizione» per tagliarci le pensioni, come vuole Montezemolo; non a caso detto «Libera e Bella».

Ma basta ridere.
Riportiamo una notizia seria e grave, questa volta.
Da un'agenzia saudita, segnalatami da un amico americano.
Eccola: «Al Qaeda rifiuta di collaborare con Hezbollah».
Lo dice «un sito web di Al Qaeda in Arabia Saudita» (esiste, vedete: ha anche il sito) in data 2 agosto scorso.
Assicura, il sito, che «Al Qaeda» ha ricevuto la richiesta «dall'Iran» di «addestrare gli Hezbollah nei campi militari»: ed ha rifiutato, considerando gli sciiti come eretici.
La cosa non sembra danneggiare troppo Hezbollah, che paiono già fin troppo ben addestrati da soli. Al contrario di Bin Laden, che deve essere un po' giù di forma atletica dopo cinque anni di inattività, e di Al Qaeda, che non riesce a mettere a segno un attentato nei cieli di Londra senza far arrestare tutti i suoi biberon.
In ogni caso Al Qaeda - dice l'autentico sito di Al Qaeda - preferisce «aspettare che le due parti siano esauste».
Anzi, invita le sue «cellule dormienti» in Libano ad attivarsi per contrastare Hezbollah. Insomma, Al Qaeda combatte Hezbollah. Si è alleata con Israele.
In fondo, non è nemmeno una notizia. Osama bin Mossad.

11 agosto 2006

Gli attentati di Londra, qualcosa non quadra


Che tempismo, Israele cominciava ad essere il bersaglio della gente normale che non capisce come si possa reagire al sequestro di tre militari con migliaia di uccisioni deliberate in Libano ... ed ecco il miracolo che li salva, Blair si inventa un attentato, falso come quello del 7 luglio 2005! Falso come quello dell' 11 settembre organizzato dai sionisti e dal governo Bush. Scommettiamo che nelle prossime ore i telegiornali di mezzo mondo annunceranno legami tra gli attentati di Londra e l'Iran?
Rivisitiamo con distacco le fasi del primo attentato a Londra in un articolo di Joe Quinn.

Un anno fa, la mattina del 7 luglio 2005, qualcuno fece esplodere a Londra quattro bombe in punti strategici. Tre di esse esplosero alle 8.50 sui treni della metropolitana, a distanza di cinquanta secondi l'una dall'altra: la prima sulla Circle Line in direzione est, la seconda ancora sulla Circle Line in direzione ovest, e la terza sulla Piccadilly Line in direzione sud. Una quarta bomba scoppiò circa un'ora dopo, alle 9.47, su un autobus a due piani in Tavistock Square. Morirono 52 civili britannici innocenti, molti dei quali erano già diventati elettori delusi del governo Blair, come testimoniato dalla massiccia perdita di voti del partito laburista nelle elezioni politiche del marzo 2005.
Chi è stato?

Più tardi, quello stesso giorno, su un sito web islamico comparve la rivendicazione da parte di 'un gruppo in precedenza sconosciuto' che si autodefiniva "La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa". Sempre il 7 luglio venne resa pubblica una lettera, datata 20 giugno e firmata presumibilmente da Bin Laden, in cui si affermava che gli attentati di Londra facevano parte di una più ampia offensiva estiva da parte di Al Qaeda. Questa è la traduzione di parte di quella lettera:

"Gioiamo, perché è arrivato il momento di vendicarci dei massacri che sta compiendo in Iraq e in Afghanistan questo governo britannico di crociati sionisti. Gli eroici mujaheddin hanno portato a termine un sacro assalto a Londra. Ora l'Inghilterra brucia di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest. Abbiamo più volte ammonito il governo e la popolazione. Abbiamo mantenuto la nostra promessa e messo in atto il sacro attacco, e il successo di quest'attacco è dovuto agli strenui sforzi compiuti per un lungo periodo di tempo da parte dei nostri mujaheddin" etc etc.

Nel settembre del 2005, il presunto numero due di Al Qaeda, Ayman al-Zawahri, in un messaggio video trasmesso da Al Jazeera, dichiarava per la prima volta che Al Qaeda era responsabile degli attacchi suicidi del 7 luglio. Curiosamente in quel video il Mr. Magoo del terrorismo islamico affermava che i piani per rafforzare le leggi anti-terrorismo britanniche in seguito agli attentati, erano la dimostrazione della "orribile indole colonialista della Gran Bretagna". Come avevamo notato già in precedenza, sembra che Al Qaeda sia ben lieta di fornire al governo un pretesto per l'introduzione di rigidissime leggi anti-terrorismo, e nello stesso tempo di criticarlo quando queste leggi entrano in vigore.
Come detto, la rivendicazione da parte dello sconosciuto gruppo chiamato "La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa" apparve su un sito internet islamico. Una piccola ricerca ha prodotto un articolo pubblicato sul Guardian, il quale afferma:
La rivendicazione degli attacchi di Londra è apparsa per la prima volta su uno delle decine di siti islamici costantemente monitorati dai servizi segreti occidentali. Il comunicato, a nome di una "Organizzazione Segreta di Al Qaeda per la Jihad in Europa", diceva: 'Gli eroici mujaheddin hanno messo in atto un sacro assalto a Londra. Ora l'Inghilterra arde di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest'.

Il sito è arabo, al-qal3ah.com, registrato da Qalaah Qalaah ad Abu Dhabi, e usufruisce di un server di Houston. La società di Houston che possiede il server, di nome Everyone's Internet, ha dei collegamenti interessanti. E' stata fondata nel 1998 dai fratelli Robert e Roy Marsh, e dal 2002 ha guadagnato oltre 30 milioni di dollari.

Noto per le sue attività benefiche, Roy Marsh annovera fra le sue amicizie l'ex cognata del presidente George Bush, Sharon Bush, e il Segretario della Marina.

Nonostante queste ammissioni di colpevolezza da parte di un gruppo islamico e di Al Quaeda, nell'aprile del 2006 l'Observer ha pubblicato alcuni dettagli riservati di una prima stesura di quello che sarebbe poi diventato il rapporto del Ministero degli Interni sugli attentati, stilato da un funzionario pubblico per l'allora Ministro degli Interni Charles Clarke. Dopo gli attentati, il governo impedì un'indagine pubblica e approfondita sull'accaduto, pubblicando invece un rapporto finale "fantasioso", per così dire. Secondo quel primo rapporto, gli attentati erano stati organizzati con un budget di poche centinaia di sterline da quattro uomini che avevano utilizzato informazioni prese da internet. Nonostante essi si fossero recati in Pakistan, e nonostante le dichiarazioni di Osama e Al Zawahiri, il rapporto affermava che non c'era stato alcun supporto diretto da parte di Al Qaeda, e che gli incontri in Pakistan erano di natura "più ideologica che pratica".

Sfortunatamente, il rapporto finale del governo Blair ha poi sorvolato sui numerosi e pertinenti dettagli che pongono seri dubbi sull'accuratezza delle conclusioni ufficiali in merito alla natura sia degli attentatori che degli attentati.
Chimica fatta in casa o esplosivi ad alto potenziale?

Il governo Blair ha sostenuto la tesi secondo cui le bombe non erano altro che rudimentali ordigni fatti in casa, a base di acetone perossido messi insieme alla bell'e meglio, dato il ristrettissimo budget. Tuttavia, il 12 luglio del 2005, il Times di Londra ha pubblicato un articolo in cui si sosteneva che "probabilmente l'autore dell'assemblaggio delle quattro bombe è un'unica persona, molto esperta, che ha usato esplosivi militari ad alto potenziale". Il giornale affermava anche che componenti chimici simili erano stati trovati in tutti e quattro i luoghi degli attentati, portando così gli investigatori a credere che tutte le bombe fossero opera di una sola persona, in possesso di materiali che "non erano certo di fabbricazione casalinga, ma piuttosto sofisticati esplosivi militari, fatti entrare clandestinamente in Gran Bretagna dai Balcani". Il giornale citava anche una dichiarazione del Sovrintendente Christophe Chaboud, il capo della polizia anti-terrorismo francese, che si trovava a Londra per aiutare Scotland Yard: "La provenienza degli esplosivi sembra essere militare, il che è molto preoccupante".

Ulteriori conferme del fatto che gli esplosivi usati non erano 'fatti in casa' da quattro ragazzini si trovano in un articolo del luglio 2005 apparso sul quotidiano tedesco Bild am Sonntag, citato dal sito israeliano 'Ynet News':
Gli attacchi terroristici avvenuti a Londra la settimana scorsa potrebbero essere collegati ad un attentato suicida avvenuto sul lungomare di Tel Aviv nell'aprile 2003, ha scritto lunedì il quotidiano tedesco Bild am Sonntag.

Secondo il giornale, agenti del Mossad hanno informato le autorità britanniche che l'esplosivo usato nell'attentato di Tel Aviv sembra uguale a quello utilizzato negli attentati di Londra.

Dopo aver analizzato il materiale ritrovato dopo l'esplosione nel pub Mike's Place a Tel Aviv, il Mossad è giunto alla conclusione che è stato prodotto in Cina, e successivamente contrabbandato in Gran Bretagna, scrive ancora il giornale tedesco. Gli esplosivi sono stati probabilmente tenuti nascosti da terroristi legati ad Al Qaeda, che avevano la possibilità di eludere i controlli da parte delle forze di sicurezza inglesi.

Sempre secondo il quotidiano, il capo del Mossad Meir Dagan, ha detto che l'esplosivo in questione è molto potente, e 'molto più letale del plastico, e inoltre non viene rilevato ai controlli a causa della sua particolare composizione chimica'.

Il Mossad ha anche scoperto che la sostanza è stata sviluppata e prodotta dalla ZDF, una fabbrica di armi cinese situata a circa 65 chilometri da Pechino.

Come regola generale, difficilmente una minuscola organizzazione terroristica o qualche ragazzino inglese sarebbero in grado di procurarsi esplosivi militari ad alto potenziale, comprandoli da una fabbrica di armi cinese che generalmente circoscrive i suoi affari nell'ambito del commercio internazionale di armi fra governi. Ed è certamente interessante notare che gli esplosivi usati nei presunti 'attacchi terroristici islamici' di Londra e Tel Aviv siano stati fatti risalire ad una fabbrica cinese, considerando che sia il Regno Unito che Israele da lungo tempo commerciano armi con la Cina, in particolar modo esplosivi militari ad alto potenziale.

Tutti questi fatti sono stati ignorati dai rapporti governativi britannici, i quali continuano a sostenere che gli esplosivi usati sono stati prodotti usando 'sostanze chimiche di fortuna'.

Sorprendenti coincidenze?

Incredibilmente, proprio la mattina del 7 luglio 2005, la Visor Consultants, un'agenzia di 'consulenza per la gestione delle crisi', stava conducendo un'esercitazione antiterrorismoche simulava attacchi dinamitardi nelle stesse stazioni ferroviarie in cui poco dopo si sarebbero verificati davvero.

Peter Power, direttore della Visor Consultants ed ex membro del ramo anti-terrorismo di Scotland Yard, il 7 luglio 2005 in un'intervista alla BBC dichiarò:
POWER – 'Stamattina alle 9.30 noi eravamo effettivamente in piena esercitazione, per conto di una società che conta più di mille persone a Londra, esercitazione basata su alcune bombe sincronizzate che dovevano esplodere esattamente nelle stazioni della metropolitana dove sono poi effettivamente esplose. Mi si rizzano ancora i capelli quando ci penso'.

INTERVISTATORE – 'Per essere più chiari, voi avevate organizzato un'esercitazione per essere preparati a gestire una certa situazione, e questa si è verificata proprio mentre voi conducevate questa esercitazione?'

POWER – 'Precisamente, erano circa le 9 e 30 di mattina. Noi avevamo organizzato quest'esercitazione per una società, di cui non dirò il nome per evidenti ragioni, ma loro in questo momento mi stanno ascoltando e lo sanno. Eravamo in una stanza piena di esperti in questo genere di cose che si incontravano per la prima volta. In cinque minuti abbiamo deciso che quello che stava accadendo era reale e abbiamo attivato le appropriate procedure di gestione della crisi, in modo da poter passare dall'azione lenta all'azione rapida, e così via'.

Il signor Power si è rifiutato di dire il nome della società che aveva richiesto il suo aiuto per inscenare un finto attacco terroristico sulla metropolitana di Londra, tuttavia il sito della Visor dichiara: 'fra i nostri clienti ci sono una delle sette maggiori compagnie degli Stati Uniti, e i dipartimenti chiave del governo britannico'.

Può davvero essere considerato una semplice coincidenza il fatto che una simulazione di attentato veniva organizzata nello stesso momento e negli stessi luoghi in cui avvenivano gli attentati reali? E il fatto che una simile incredibile coincidenza si sia verificata anche la mattina dell'11 settembre 2001, quando la FEMA [1] stava simulando un attacco terroristico biochimico, non dovrebbe farci drizzare le antenne?

E che dire del fatto che la mattina dell'11 settembre 2001, funzionari dell'NRO [2] avevano pianificato e stavano mettendo in pratica un'esercitazione in cui un aereo senza controllo si schiantava contro uno dei loro edifici?

Il governo degli Stati Uniti ha parlato di 'bizzarre coincidenze'. Voi come le chiamereste? Da quale punto in poi le 'coincidenze' si possono considerare prove di un'attività criminosa?

La mattina dell'11 settembre, oltre alla FEMA, provvidenzialmente già sul posto quando avvennero gli attentati, un certo signor Richard Sheirer, in qualità di Direttore dell'Ufficio Gestione delle Emergenze del Sindaco, fu uno dei principali protagonisti nella supervisione delle operazioni di salvataggio e recupero. Nell'ufficio dell'ormai uscente Sindaco di New York, Giuliani costituì la Giuliani and Partners, una società 'dedita ad aiutare i leader a risolvere questioni strategiche critiche, ad accelerare lo sviluppo, e ad accrescere la reputazione e il prestigio delle loro organizzazioni in un contesto di valori strenuamente difesi', e altre espressioni senza senso del gergo affaristico. Il punto cruciale è che Giuliani prese Sheirer come suo stretto confidente, e Sheirer attualmente si gode la vita come vicepresidente della Giuliani and Partners. La 'bizzarra coincidenza' che vorrei far notare sta nel fatto che Sheirer e il summenzionato Peter Power, direttore della Visor Consultants, hanno rapporti piuttosto stretti, e a partire dal gennaio 2005 fanno parte del comitato consultivo del Canadian Centre for Emergency Preparedness , e sia la Giuliani and Partners che la Visor Consulting sono specializzate nella sicurezza e nelle esercitazioni anti-terrorismo.

Coincidenze su coincidenze! Ma c'è di meglio.
Indovinate dove si trovava, casualmente, Rudolf Giuliani la mattina del 7 luglio 2005? Rudy era comodamente ospitato al Great Eastern di Londra, un hotel a poche centinaia di metri dalla stazione di Liverpool Street, luogo dell'esplosione di una delle quattro bombe. Nello stesso hotel di Giuliani, la Borsa di Tel Aviv, sempre casualmente, stava tenendo una conferenza. Indovinate chi era il relatore principale? L'allora Ministro delle Finanze israeliano Benjamin Netanyahu. La stessa persona che subito dopo l'attacco alle Torri Gemelle, ad un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse, rispondeva:

'Va molto bene, cioè voglio dire, non va bene, ma tutto ciò susciterà un'immediata simpatia verso Israele'.

Alla fine Netanyahu non arrivò mai al Great Eastern Hotel perché, come abbiamo saputo dalla stampa nei giorni successivi, Netanyahu era stato avvertito dall'ambasciata israeliana (per mezzo della polizia) che sarebbero esplose alcune bombe, e che era meglio che se ne rimanesse nel suo albergo di Mayfair. Il famoso rapporto del governo non finge nemmeno di indagare sul fatto che la polizia sapesse degli attentati almeno 6 minuti prima (forse anche di più), quando invece 'ufficialmente' le autorità non sapevano nemmeno di avere a che fare con delle bombe, e almeno fino a quando non è saltato in aria il bus, un'ora dopo la prima bomba, pensavano che le esplosioni fossero state provocate da un sovraccarico elettrico.

CC TV – Circuito Chiuso o Completa Contraffazione?

Secondo il rapporto ufficiale, gli attentatori furono identificati attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso, che li ripresero mentre entravano nella stazione ferroviaria di Luton alle 7:21 della mattina del 7 luglio.
Tuttavia, un articolo del Sunday Mailriportò la testimonianza di un sopravvissuto all'esplosione del bus, che affermava di aver visto il presunto attentatore Hasib Hussain:
Richard Jones, scampato all'esplosione del bus, ieri ha raccontato di come si è trovato faccia a faccia con uno degli attentatori. L'esperto di informatica scozzese è sceso dal bus maledetto pochi secondi prima della terribile esplosione che ha ucciso 13 passeggeri.

'Quel giovane a un certo punto ha iniziato a frugare in una borsa, o qualcosa di simile, che teneva fra i piedi'. ha raccontato all'Associated Press.

Jones ha detto che il ragazzo era alto circa un metro e ottanta, sui venticinque anni, ben rasato e ben vestito. Indossava pantaloni a scacchi chiari a vita bassa, che lasciavano intravedere biancheria intima firmata, e una maglietta coordinata. 'La biancheria sembrava molto costosa, bianca con una striscia rossa sull'orlo… Si trovava proprio davanti a me, al piano inferiore, dal lato del conducente, esattamente dove è avvenuta l'esplosione'.

A sinistra, nell'immagine sopra, si vede Hasib Hussain entrare nella stazione di Luton il 7 luglio, portando con sé presumibilmente la bomba. A destra, sempre Hussain all'interno della stazione.

Confrontate i suoi vestiti con quelli descritti dal testimone oculare che afferma di averlo visto sull'autobus.

Fino ad oggi, queste sono le uniche immagini che la polizia inglese ha reso note, e si rifiuta di diffondere ulteriori filmati delle tv a circuito chiuso, che a loro dire mostrerebbero i quattro 'attentatori' comparire nell'atrio della stazione di King's Cross dove, secondo il romanzesco rapporto del Ministero degli Interni, si abbracciano fra di loro e sembrano 'euforici'.

Carte d'identità Indistruttibili

La polizia dichiarò di essere in grado di recuperare dalle scene degli attentati, grazie ad un incredibile colpo di fortuna, carte di credito e documenti, cosa che avrebbe permesso di identificare rapidamente gli autori del crimine. In mezzo ad un inferno di lamiere contorte e brandelli insanguinati di corpi umani, vennero recuperate carte di credito e carte d'identità. Due settimane dopo gli attacchi, il governo pakistano, per ragioni ignote, rilasciò la copia di un passaporto appartenente ad Hasib Hussain. Secondo le autorità britanniche, quel passaporto testimoniava che il 15 luglio del 2004 Hussain e i suoi amici terroristi avevano visitato Karachi in Pakistan, e ciò costituiva la prova che avevano ricevuto 'una formazione ideologica orientata alla Jihad'. Il fatto è che, come riportato dalla BBC, quel passaporto apparteneva in realtà ad un ragazzo decisamente vivo, residente ad High Wycombe, un quartiere a nord ovest di Londra, e anche lui di nome Hasib Hussain. Come si diceva nel servizio della BBC: 'La prova che dimostrava che tutti e tre gli attentatori di origine pakistana erano stati in Pakistan l'anno scorso è quantomeno dubbia'.

Le dichiarazioni sui miracolosi ritrovamenti dei documenti dei terroristi sono curiosamente simili ad alcuni eventi dell'11 settembre, in particolare all'incredibile (letteralmente) recupero, tra le macerie delle torri, del passaporto appartenente ad uno dei presunti dirottatori. Ricordiamo anche che secondo la BBC,almeno quattro dei dirottatori, subito dopo l'attentato erano ancora vivi.

Viaggi Impossibili?

Secondo il governo e la polizia, i terroristi salirono a Luton alle 7.40 sul treno per King's Cross, da cui avrebbero poi preso i rispettivi 'treni della morte'. I tre treni lasciarono la stazione di King's Cross alle 8.35, 8.42 e 8.48.

Però, come si può vedere dall'orario ufficiale, il treno delle 7.40 da Luton fu cancellato, così come quello delle 7.46, lasciando così agli attentatori come unica possibilità quello delle 7.48, che arrivò a King's Cross alle 8.42. Questo significa che due di loro non avrebbero avuto il tempo di prendere il treno sul quale sarebbero poi state fatte esplodere le bombe. Naturalmente, se fossero invece arrivati a Luton alle 7.21 avrebbero potuto prendere i treni delle 7.24 o delle 7.30 per King's Cross, ma il romanzesco Rapporto Ufficiale insiste col dire che presero quello delle 7.40. Nessuna spiegazione al proposito è stata mai fornita dalle autorità.
Bombe a risucchio?

Analogamente, nel rapporto ufficiale brilla per la sua assenza qualsiasi riferimento ad un'inquietante testimonianza riportata dal Cambridge Evening News del luglio 2005. Il ballerino Bruce Lait era appena salito sul treno alla stazione di Liverpool Street quando si verificò l'esplosione.
'Eravamo saliti da non più di un minuto, quando accadde qualcosa. Ci fu come una gigantesca scarica elettrica che ci fece esplodere i timpani e perdere i sensi. […] Eravamo proprio nella carrozza in cui si trovava la bomba. Non capivo cosa stava succedendo'.

Lui e Crystal, la sua partner di ballo, furono aiutati ad uscire dalla carrozza, e appena fuori un poliziotto indicò il punto in cui era esplosa la bomba.

'Il poliziotto disse 'attento a quel buco, lì è dove era la bomba'. Il metallo era stato spinto verso l'alto come se la bomba fosse stata sotto al treno. Pare che pensino che la bomba sia stata lasciata sul pavimento in una borsa, ma io ricordo che dove si sarebbe trovata la bomba non c'era nessuno, e nessuna borsa'.

Se qualcuno fosse così gentile da spiegarmi come una bomba posta in una borsa sul pavimento di un treno, esplodendo possa piegare le lamiere verso l'interno, gliene sarei molto grato.

Per Amore del Terrore

Ho già scritto in precedenzaa proposito della strategia di contro-insurrezione attualmente adottata dai servizi segreti militari britannici e statunitensi in Iraq, strategia che prevede operazioni segrete contro i civili, con lo scopo di confondere e demoralizzare la popolazione irachena e la resistenza da essa sostenuta, nel tentativo di consolidare il controllo da parte del governo Usa sul futuro dell'Iraq. La mia opinione riguardo agli attacchi dell'11 settembre, e alle bombe di Madrid e Londra, è che siamo di fronte allo stesso tipo di tattica. L'unica differenza è che questa volta viene utilizzata contro la popolazione civile degli Stati Uniti, della Spagna e della Gran Bretagna.

Esiste un legame molto chiaro fra la guerra anglo-statunitense e israeliana in Iraq, in Palestina e presto in tutto il Medio Oriente, e il bisogno da parte della popolazione europea e statunitense di credere che la 'guerra al terrorismo islamico' esista veramente. Dopotutto l'invasione e l'occupazione dell'Iraq da parte delle forze anglo-statunitensi è iniziata sotto l'egida della suddetta comune 'guerra al terrorismo islamico', dunque è necessario che la popolazione di questi paesi continui a credere nel 'pericolo del terrorismo', in modo che i governi statunitense, britannico e israeliano possano impunemente continuare, ed espandere, la loro guerra di aggressione in tutto il Medio Oriente. Data l'assenza di qualunquerealeminaccia terroristica nel mondo, questi governi hanno capito ormai da tempo che una minaccia di questo tipo bisogna fabbricarla. In tutti i presunti attentati di matrice islamica avvenuti in questi ultimi anni esistono prove di questa campagna di mistificazione, e i macroscopici buchi nei resoconti ufficiali su questi attentati non fanno altro che avallare questa tesi.

Forest Gate - Operazione Terrore Psicologico

Il 2 giugno 2006, 250 agenti di polizia armati fino ai denti hanno fatto irruzione in una casa in East London dove, secondo loro, i 'terroristi islamici' stavano fabbricando armi chimiche da usare contro gli innocenti londinesi. Durante l'operazione, diventata famosa come 'Forest Gate Raid', I due fratelli che vivevano lì sono stati arrestati, e uno di loro anche ferito. In una conferenza stampa dopo il loro rilascio, i fratelli (di 20 e 23 anni) hanno raccontato le loro traversie.
Quando Kahar ha sentito che la porta d'ingresso veniva sfondata, ha pensato che si trattasse di una rapina, ed è uscito dalla sua stanza da letto per scendere al piano di sotto. Lì, da nemmeno un metro di distanza, un poliziotto ha aperto il fuoco senza prima né identificarsi né dare un avvertimento. 'Appena mi ha visto mi ha sparato' ha raccontato Kahar. Il proiettile è entrato nel torace ed è uscito dalla spalla, e non lo ha ammazzato per pochi centimetri. 'Lo supplicavo 'per favore, per favore, non riesco a respirare', e lui mi ha preso a calci in faccia dicendo 'chiudi quella cazzo di bocca'…un altro degli agenti mi ha schiaffeggiato…ho pensato che mi avrebbero sparato di nuovo, o che avrebbero sparato a mio fratello'.

Anche Koyair, l'altro fratello, è stato insultato e malmenato. La loro anziana madre è stata trascinata fuori in manette. La sorella, Humeya Kalam, ha raccontato alla BBC: 'Mi sono svegliata col rumore di porte e finestre che venivano sfondate. Mi sono alzata, ho aperto la porta e ho visto un uomo vestito di nero che mi puntava contro un fucile'. Nel frattempo, la polizia irrompeva nella casa accanto, e riservava ai residenti il medesimo trattamento.


Come prevede l'ormai noto copione, la polizia ha tentato subito di infangare le due vittime, prima dicendo che Kahar era stato colpito dopo una colluttazione con gli agenti, poi che in realtà era stato colpito da suo fratello durante la lotta, e infine che un poliziotto aveva sparato 'accidentalmente' per colpa dei guanti troppo spessi che indossava. È stato anche dichiarato che i due fratelli avevano partecipato a manifestazioni di militanti islamici, e che la ferita di Kahar era superficiale. Naturalmente erano tutte spudorate bugie, e i due fratelli erano totalmente innocenti, ma la cosa più assurda è stata la successiva rivelazione per cui l'informatore che ha portato la polizia a compiere il raid era un 'totale incapace' con un QI di 69.

Si tratta di Mohammed Abu Bakr Mansha (22 anni), è un amico dei due fratelli, e in gennaio è stato imprigionato perché trovato in possesso dell'indirizzo di un soldato britannico decorato. L'operazione di cui sopra ha richiesto 250 agenti armati e vestiti di tute anti-contaminazione, per un raid prima dell'alba in una casa di Londra. Operazioni come questa non vengono autorizzate senza prima una preparazione meticolosa, compresa, in teoria, una rigorosa verifica delle informazioni, per essere certi che 'l'obiettivo' sia un autentico, o almeno verosimilmente autentico, 'terrorista'. Dobbiamo dunque presumere che i 'sicurocrati' britannici che hanno deliberato l'operazione non si fossero resi conto che, visto che l'informatore era un incapace idiota di 22 anni, qualunque sua affermazione avrebbe dovuto essere esaminata con un certo sospetto, soprattutto sapendo che gli era stato offerto un rilascio anticipato in cambio di qualunque informazione sui 'terroristi' potesse fornire, e che quindi c'era la concreta possibilità che le informazioni fossero false, come poi in effetti si sono rivelate essere?

L'ovvia conclusione è che il raid di Forest Gate ha avuto il via libera nonperché nessuno ha avuto dubbi sulla 'soffiata' dell'idiota, ma più che altro perché sarebbe servito a rafforzare nella mente della popolazione britannica la convinzione che il terrorismo islamico è una minaccia reale per tutto il mondo, e che quindi il governo Blair è pienamente legittimato ad introdurre draconiane leggi anti-terrorismo. Dopo tutto, se 250 poliziotti in assetto da guerra sfondano porte e sparano alla gente, devono avere un'ottima ragione per farlo, giusto? Beh certo, un'ottima ragione c'è, ma non ha niente a che vedere con la giustizia come io o voi la intendiamo, a meno di non essere stati raggirati.

Caramelle da un bambino

Ricordiamoci anche dell''affare Miami Seven' , in cui un agente dell'FBI sotto copertura, fingendo di essere un membro di Al Qaeda, entrò in contatto con un gruppo di sempliciotti che vivevano in un magazzino in Florida. Il nome del gruppo era 'The Sea Of David', ed era quanto di più lontano ci potesse essere da una cellula di 'terroristi islamici'. Dichiaravano di essere Cristiani 'educati dalla bibbia'. In un perfetto esempio di come gli agenti del governo degli Stati Uniti si adoperano alacremente per fabbricare il terrorismo islamico, l'agente sotto copertura:

contattò il gruppo e chiese ai componenti se volevano entrare in Al Qaeda;

fece prestare giuramento ad uno di loro come membro di Al Qaeda;

offrì loro 50.000 dollari;

fornì loro equipaggiamento militare e una videocamera;

riferì che avevano intenzione di far saltare qualche edificio governativo;

riferì che volevano far saltare la Sears Tower [3];

riferì che volevano scatenare 'una guerra a tutto campo contro gli Stati Uniti';

disse che uno di loro sapeva cosa fosse la Sears Tower, e che addirittura una volta era stato a Chicago.

Tutto questo ebbe gran risalto sui canali d'informazione ufficiali, e fu portato come prova che una 'cellula terroristica islamica' si stava preparando ad un attacco contro la popolazione statunitense. Nessuno si sognò di usare l'espressione più appropriata per tutta la faccenda: trappola.
Jihad dalla prigione

Il grande spauracchio ed ex leader di Al Quaeda in Iraq Al Zarqawi, è stato ucciso nel giugno del 2006 da un bombardamento sul suo nascondiglio in Iraq. Una foto della sua faccia solo leggermente ammaccata, nonostante due bombe da 500 libbre avessero colpito la sua testa, ha fatto il giro del mondo affinché tutti vedessero che non solo al 'guerra al terrore' è reale, ma che gli Stati Uniti la stavano attivamente combattendo. Immediatamente dopo la dipartita di Al Zarqawi, c'era assoluto bisogno di un successore, e così, per gentile concessione di uno dei tanti dubbi filmati di Osama, saltò fuori un certo Abu Hamza al-Muhajir, il quale venne nominato ufficialmente successore di Al Zarqawi, nonché colui che guidava la guerra santa contro gli invasori dell'Iraq. Purtroppo però il governo statunitense non fece in tempo a sbattere sulla sua testa 5 milioni di dollari di taglia, perchè questa nuova bolla di finto terrorismo islamico venne fatta scoppiare senza troppi complimenti da un avvocato egiziano, che dichiarò di aver recentemente visitato 'al-Muhajir' in un carcere egiziano, in cui aveva trascorso gli ultimi sette anni della sua vita.
Ora, mi piacerebbe avere le risposte ad un paio di domande: non pensate che Osama, se è veramente quello che gli Statunitensi dicono sia, avrebbe dovuto sapere che nominare come nuovo leader della Jihad un uomo rinchiuso in una cella in Egitto potesse essere leggermente problematico? Per quale motivo dunque avrebbe dovuto annunciare, attraverso uno dei suoi tristemente noti (e piuttosto sospetti) filmati, che un detenuto avrebbe guidato il terrorismo in Iraq e nel resto del mondo?

Amici, tutto questo puzza, e abbiamo a che fare con un odore particolare. Se ne seguiamo la scia, arriviamo a Langley in Virginia, Thames House a Londra, ed Herzliya in Israele [4].

Affermare l'ovvio

I fatti sono chiari: non esiste il terrorismo islamico nei termini in cui ce lo raccontano, cioè una rete mondiale di terroristi che vogliono 'colpire la popolazione civile ovunque'. Ogni affermazione di questo tipo è pura propaganda governativa di stampo nazista.

Tutto questo potrebbe sembrare uno scherzo, sebbene alquanto malato, che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele stanno facendo al resto del mondo, ma dal loro punto di vista è tutt'altro che uno scherzo, e i 200.000 civili iracheni più un imprecisato numero di palestinesi massacrati in nome della 'guerra al terrore islamico' sono lì a testimoniarlo.

E' (di nuovo) ora di svegliarsi, e di smetterla di ingoiare allegramente le bugie e le mistificazioni dei governi. Una guerra inutile e brutale è stata scatenata nel nostro nome e, fino ad ora, con il nostro sostegno. Per quanto ancora il massacro continuerà, dipende solo ed esclusivamente da noi


[1] Federal Emergency Management Agency, un'agenzia incaricata della gestione delle crisi.

[2] National Reconnaissance Office. E' un ufficio facente parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che costruisce e gestisce i satelliti spia. Il dipartimento è stato creato nel 1960 e la sua sede principale si trova a Chantilly, Virginia. Il NRO inoltre coordina la gestione e l'analisi delle informazioni ricevute dagli aeroplani e satelliti spia militari di proprietà della CIA. (fonte: Wikipedia)

[3 ]Uno dei grattacieli più alti del mondo, simbolo di Chicago.

[4] Sedi rispettivamente della CIA, dell'MI6 (servizi segreti britannici) e del Mossad (servizi segreti israeliani).
FONTE: http://signs-of-the-times.org/ (10 Agosto 2006)

30 agosto 2006

Stati Uniti come L'impero Romano, ma in che fase?



Tra il 25 e il 27 agosto la Federal Reserve ha sponsorizzato un incontro della finanza internazionale a Jackson Hole nel Wyoming.
Commentando l'avvenimento Lyndon LaRouche ha posto in risalto come il presidente della Fed Ben Bernanke abbia lanciato un appello alla “globalizzazione” sul modello dell'Impero Romano proprio nel momento in cui sta esplodendo la bolla speculativa immobiliare che minaccia l'intero sistema . La politica promossa da Bernanke condurrà ad un caos come quello dei secoli bui del XIV secolo, ha spiegato lo statista americano che propone di mettere in cantiere al più presto un'alternativa allo sfascio economico. Questo sarà l'argomento della sua prossima trasmissione su internet il 6 settembre.
Aprendo i lavori il 25 agosto, Bernanke ha sottolineato che il governo americano deve respingere l'impostazione politica del Sistema Americano di Economia Politica - cioè il protezionismo e gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche - per abbracciare fino in fondo la politica che fu dell'Impero Romano e delle Compagnie delle Indie. Bernanke ha elogiato “l'impero di lunga durata” di Roma perché la sua “unificazione promosse il commercio e lo sviluppo economico”. E' passato poi ad elogiare “le imprese commerciali create dagli Inglesi e dagli Olandesi” che esercitavano un monopolio sui traffici mondiali nel XVII secolo. La globalizzazione compì successivamente un altro grosso passo in avanti nel periodo post-napoleonico (1815-1913), quando “l'Inghilterra abbracciò il libero scambio e il libero movimento dei capitali”. Ma “un'eccezione importante” a questa avanzata della globalizzazione fu rappresentata dagli “Stati Uniti, che, nel corso del XIX secolo, compirono la transizione dalla periferia al centro del mondo”, e al contempo imposero “tariffe sulle manifatture ... a livelli relativamente alti, nel decennio successivo al 1860, che restarono per buona parte del XX secolo”. Bernanke è quindi passato a criticare gli investimenti nelle infrastrutture: “Nel XIX secolo gli investimenti internazionali si concentravano nel finanziamento dei progetti infrastrutturali - come le ferrovie americane - e nell'acquisto di debito governativo. Oggi gli investitori internazionali detengono tutta una serie di strumenti di debito, azioni e derivati, compresi titoli in una vasta gamma di settori”. Bernanke ha fatto appello ai politici affinché respingano gli appelli di coloro che “ricercano l'approvazione di misure protezionistiche”.
Chi conosce un po' il mondo politico, in particolare quello americano, dovrà ammettere che LaRouche è l'unico politico che propone a spada tratta un ritorno alla politica rooseveltiana deprecata da Bernanke come fastidiosa "eccezione". LaRouche è anche colui che fin dall'inizio ha più chiaramente denunciato nella globalizzazione proprio la politica imperiale romana del saccheggio istituzionalizzato, ripresa in epoca medievale con le crociate e di nuovo successivamente dai grandi monopoli delle compagnie delle indie, alle quali gli USA sfuggirono dal controllo con la Rivoluzione, mandando in fumo l'utopia di un mondo controllato dalle compagnie anglo-olandesi.
Che i pruriti imperiali, come quelli esternati da Bernanke a Jackson Hole, siano il nodo centrale da affrontare, è stato ribadito sulle pagine del quotidiano The Guardian da Andrew Murray, presidente della "Stop the War Coalition" in Inghilterra. Il suo commento del 26 agosto è intitolato: “L'impero, e la resistenza contro di esso, è la questione centrale di questa epoca”.
Scrive Murray: “Come sta l'Impero? Forse Tony Blair è tentato di ripetere le parole di re Giorgio V in punto di morte ... La risposta è che va proprio male. Il nuovo imperialismo che sarà per sempre legato ai nomi di Bush e Blair ha impiegato appena cinque anni per cozzare contro i respingenti dell'opposizione popolare e dell'ignominia morale. L'imperialismo è uscito dal regno del politichese diventando l'argomento centrale di questa epoca, ed è considerato ovunque come tale, al di fuori degli ambienti rampanti dell'alleanza tra neo-conservatori e New Labour”. Murray passa quindi a dare un quadro della situazione disastrosa in Iraq, in Afganistan, e in Libano dopo l'attacco di Israele.
“Gli anni di Blair vanno studiati per i fallimenti delle potenze anglosassoni nel rifare il mondo secondo i propri interessi con la forza”. Ci sono alcuni propagandisti del nuovo imperialismo, come lo storico Niall Ferguson, o l'ideologo del New Labour Christopher Hichtchens che ripropongono la linea del “Colonial Bureau Fabiano”. Ma “gli oppositori dell'imperialismo sono di gran lunga più numerosi. Quasi due terzi del pubblico ritiene che la politica estera britannica sia troppo soggetta a quella degli USA e che le occupazioni militari siano un insuccesso. La forza del movimento contro la guerra negli ultimi cinque anni, che ha raccolto nuovi sostegni durante la guerra del Libano, testimonia come questo sentimento sia ben più profondo di quanto dicano i sondaggi d'opinione ... L'alleanza tra ineguali costituita tra gli USA e l'Inghilerra dopo Suez [1956] si sta di nuovo sgretolando nel Medio Oriente”.

Terrorismo o complotti a Londra?


DI GIULIETTO CHIESA
Sono in molti a chiedersi che cosa ci fosse, davvero, sotto l'ormai famoso “complotto del terrore” aereo, “scoperto” con grande clamore mediatico, grande paura planetaria, grandi contromisure mondiali, il 10 di agosto 2006. Per inciso: mentre Israele bombardava senza tregua il Libano e la striscia di Gaza, attirandosi addosso l'esecrazione di una larga maggioranza di cittadini di ogni latitudine.
Comincerei da lontano: dal programma del Pentagono denominato P2OG. La sigla sta per Proactive Preemptive Operations Group.

L'esistenza di questo programma, la cui data di nascita è sconosciuta, emerse dai fondali nell'agosto 2002, perché notizie che lo riguardavano vennero pubblicate dal Comitato Scientifico di Difesa del Pentagono. Non è escluso, ma non è sicuro, che un tale programma fosse esistente da più tempo. Per esempio da prima dell'11 settembre. Ma, in sostanza cosa c'è nella scatola? Operazioni clandestine di elevata sofisticatezza realizzate dai servizi segreti per “stimolare reazioni” nei gruppi terroristici. Cioè: penetrazione nei gruppi con agenti provocatori, per spingerli ad azioni errate che permettono, dopo essere state “scoperte”, di sgominarli o di ricattarli.

Non è un'idea originale? Il fatto è che Seymour Hersh, ci ha informato, nel gennaio del 2005, con un articolo sul New Yorker, che il P2OG è stato rimesso in funzione. “Mi è stato riferito (da fonti del servizi americani, ndr) che agenti militari sarebbero stati preparati per fingersi uomini d'affari corrotti, che cercano di comprare pezzi che possano essere usati per costruire bombe atomiche. In certi casi cittadini locali (cioè non americani) potrebbero essere reclutati per entrare a far parte di gruppi guerriglieri o terroristici. Con il compito potenziale di organizzare ed eseguire operazioni di combattimento, o perfino attività terroristiche ” .

Adesso torniamo al complotto “globale” del 10 agosto. Da dove sono venute le informazioni? Dai servizi segreti militari del Pakistan, l'ISI. Cioè i signori che crearono dal nulla, tra il 1994 e il 1996, il regime dei taliban in Afghanistan. I quali avrebbero catturato Rashid Rauf, la cosiddetta “mente” dell'intera operazione che avrebbe dovuto far saltare per aria una decina di aerei diretti da Londra verso gli Stati Uniti. E insieme a Rashid, un discreto gruppetto di complici.

Ma quando gli attentati? Non certo in prossimità del 10 agosto, perché a quella data i sospetti, cioè i 24 arrestati, non avevano ancora nemmeno comprato i biglietti aerei. E molti di loro non avevano nemmeno i passaporti per andare negli Stati Uniti. Questa notizia è stata data alla NBC News da una fonte ufficiale britannica. Un'altra fonte dei servizi britannici ha riferito inoltre che molti dei sospetti erano sotto stretta sorveglianza da più d'un anno, cioè da prima degli attentati del luglio 2005. Ma, se erano sotto vigilanza, da dove viene la sorpresa e il clamore? E perché spiattellare tutto proprio alla vigilia del 10 agosto? Sempre NBC News rivela che la decisione di arrestarli subito, sebbene non ci fosse nessuna evidenza di pericolo immediato, “fu imposta dai funzionari di Washington”.

Ma cosa era accaduto, nel frattempo? Che, a Islamabad, Rashid Rauf aveva confessato. Perfino i giornali pakistani riferiscono che il giovanotto “è crollato” sotto gl'interrogatori. E tutti noi capiamo come vengano condotti gl'interrogatori della polizia politica pakistana. In altri termini: tortura. Il fatto che gli agenti americani e britannici non abbiano mosso ciglio di fronte a una confessione sotto tortura non deve destare stupore: è quello che loro stessi hanno fatto – o hanno permesso che si facesse a Guantanamo Bay, in Uzbekistan (rivelazioni molto dettagliate dell'ex ambasciatore britannico a Tashkent, Craig Murray), ad Abu Ghraib, a Damasco, al Cairo, a Kabul, etc.

In quelle condizioni si confessa qualsiasi cosa, ovviamente. E Rashid Rauf non poteva fare eccezione. Confessa anche, ad esempio, che gli aerei li avrebbero fatti saltare in aria fabbricando, sempre in aria, un esplosivo denominato TATP. Cioè perossido di idrogeno, acetone e acido solforico. Secondo la versione fornita dagl'inquirenti, i terroristi sarebbero saliti a bordo con questi tre elementi separati, tutti e tre liquidi, per sfuggire ai controlli dell'aeroporto. I componenti sarebbero poi stati mescolati insieme in una toilette dell'aereo, per produrre il micidiale esplosivo.

Sfortunatamente questa storia è totalmente impossibile, come hanno clamorosamente dimostrato gli esperti di esplosivi e come ha, con grande spirito umoristico, raccontato il giornalista americano Thomas C. Greene. Perché mettere insieme perossido di idrogeno (nella dovuta concentrazione, altamente infiammabile), con acetone, si può fare, ma richiede obbligatoriamente una temperatura inferiore ai 10 gradi centigradi , altrimenti il liquido risultante s'incendia subito. E l'incendio può ustionare il portatore, o i suoi vicini di sedile, ma non è un'esplosione e non può far cadere l'aereo. D'altro canto tenere sotto controllo una tale soluzione per diverse ore, in aereo, implica un sistema di refrigerazione molto preciso e anche molto ingombrante. Da portare, per giunta, nella toilette insieme ad alambicchi vari. Perché adesso viene in bello. Cioè il versamento dell'acido solforico nella data soluzione.

La qual cosa richiede, come minimo e preliminarmente, una maschera antigas e un paio di occhiali da subacqueo, perché il gas che ne fuoriesce è altamente corrosivo per gli occhi e letale se inspirato. Non solo, ma l'intera operazione, per raggiungere la quantità di esplosivo necessaria, richiede parecchie ore. E poi comporta altre due ore e mezzo circa di attesa affinché il composto chimico riesca a seccare, trasformandosi in piccolissimi cristalli simili a neve, prima di poter essere fatto detonare con un impulso elettrico.

Tutto questo, com'è evidente, richiede che, nel corso dell'intero volo, nessun passeggero venga a bussare alla porta della toilette; che nessun membro dell'equipaggio si insospettisca vedendo un passeggero entrare nella toilette con ingombranti apparecchiature, e poi assistendo, dall'esterno a una tale prolungata diarrea; che i fumi del gas letale, dall'odore caratteristico di acido solforico, non escano dalla toilette, soffocando i passeggeri dei sedili situati in prossimità della detta toilette.

Il mondo intero – come ha scritto Green – “è stato raggirato con un mito hollywoodiano di liquidi esplosivi binari, che ha guidato interi governi e determinato politiche. Cioè noi abbiamo reagito a un complotto cinematografico”. Pura fiction, evidentemente di grande successo.

Chi l'ha prodotta? Ecco, non sarebbe male ora tornare a bomba, come si usa dire, al progetto P2OG. Ce ne sono i motivi. Secondo la dettagliata analisi di Nafeez Mossadeq Ahmed (1), che cita a sua volta il capo del bureau pakistano di Asia Times, Syed Shahzad, i cittadini britannici di origine pakistana arrestati a Lahore e Karachi in connessione con il complotto, erano tutti membri attivi del gruppo islamico britannico clandestino Al Muhajiroun, il cui capo è Omar Bakri Mohammed. Costui è ora in Libano, dove è stato “esiliato” dalle autorità britanniche sebbene figuri tra i sospettati per le esplosioni del 7 luglio 2005 a Londra. Non vi sembra strano che, avendolo in mano, gl'inglesi se lo siano fatto scappare? Risulterà meno strano quando si sappia che Omar Bakri Mohammed era un agente dell'MI6 britannico, reclutato alla metà degli anni '90 per reclutare, a sua volta, combattenti islamici per il Kosovo. Sempre secondo la stessa fonte sia la CIA che l'MI6 avrebbero da tempo loro agenti infiltrati all'interno del gruppo Al Muhajiroun.

Il tutto appare straordinariamente simile alla mission del gruppo P2OG: organizzare finti o veri attentati terroristici, penetrare all'interno dei gruppi terroristici per usarli a proprio piacimento. Ecco da dove viene la fiction nella quale tutti i media principali hanno immediatamente creduto, rivendendocela come realtà effettuale, contribuendo a organizzare la diversione.

Poi che succede? Che le prove non ci sono, che la “mente” del complotto, torturato a dovere, non viene neppure estradato in Inghilterra, forse perché non lo si può far vedere in pubblico. E succede anche che dei 23 arrestati solo 11 vengono formalmente incriminati, con accuse molto generiche di possesso di elementi atti a costruire bombe e possesso di video estremisti inneggianti al martirio. Due sono rimessi addirittura in libertà, gli altri 11 sono trattenuti in base alla legge antiterrorismo che prevede 28 giorni di detenzione anche senza un'accusa formale. Il ministro dell'interno britannico, John Reid, sta cercando di far passare un piccolo Patriot Act d'oltre Manica, per prolungare il fermo fino a 90 giorni, ma non risulta abbia chiesto l'estradizione di Rashid Rauf.

Ma ciascuno di noi dovrebbe sapere che è possibile, teoricamente, la sua incriminazione per terrorismo. Infatti potrebbe avere dell'acetone in bagno, per sciogliere lo smalto sulle unghie, e dell'acido solforico per sturare i lavandini, e del decolorante per capelli, che contiene, insieme al 97% di acqua, anche del perossido d'idrogeno. Infine tutti abbiamo un telefonino, potenzialmente adatto a innescare l'esplosivo risultante.

Resta una domanda, che spesso mi viene fatta quando cerco di spiegare che anche l'11 settembre è una colossale menzogna: “ma possibile che chi organizza questi spettacoli sia così stupido da lasciarsi dietro tante incongruenze?” La domanda è legittima, ma ingenua. Le incongruenze sono evidenti, ma le conosceranno in pochi. Quello che passa è la versione ufficiale, che crea l'ondata di panico opportuna per l'uso da parte dei poteri. Chi organizza queste cose non è affatto stupido: conosce il funzionamento dei media meglio di noi e anche meglio di molti direttori di giornali e di telegiornali.

28 agosto 2006

Terroristi che ricostruiscono il Libano?


In the 20 kmq of Beirut's southern suburbs which have been destroyed or badly damaged in 35 days of Israeli bombing, 500,000 residents - most of them Shia - lost their homes. Across the devastation of southern Lebanon, Hizbollah has now visited hundreds of thousands of Shia families for details of their losses. Sayed Hassan Nasrallah, the Hizbollah leader, has promised to indemnify all survivors.Bodies of civilians and Hizbollah fighters were still being unearthed from the wreckage of southern Lebanon this week; four brothers, all members of Hizbollah it turned out, died together under Israeli fire in the eastern town of Khiam. It is Hizbollah's army of workers which has been told to rebuild these villages.

Hezbollah ha battuto sul tempo l'Onu e il governo libanese versando centinaia di milioni di dollari, con ogni probabilità provenienti soprattutto dall'Iran, a favore delle zone bombardate del sud del Libano e della periferia meridionale di Beirut. Il suo imponente impegno per la ricostruzione, offerto gratuitamente ai migliaia di libanesi le cui case sono state distrutte o danneggiate durante le cinque settimane di feroci attacchi israeliani, gli è valsa la lealtà anche dei membri più ostili della comunità sciita in Libano.
Hezbollah ha chiarito che non ha intenzione di procedere al disarmo sulla base della risoluzione 1701 del consiglio di sicurezza dell'Onu.
Ieri il generale Alain Pellegrini, comandante della forza Onu nel sud del Libano (su cui americani e inglesi fanno affidamento per entrare in possesso delle armi della guerriglia) mi ha confermato al quartier generale di Naqoura che gli israeliani non possono chiedere alle forze Unifil di disarmare Hezbollah. Ha definito il cessate il fuoco «molto fragile» e «molto pericoloso», e ha aggiunto: «il disarmo di Hezbollah non rientra nel nostro mandato».
Ma per adesso Hezbollah, vista anche la completa assenza della forza di ottomila uomini che dovrebbe affiancare l'Unifil con un mandato teoricamente più «forte», ha già vinto la guerra per la conquista dei cuori e delle menti.

La maggior parte dei proprietari di immobili nel sud del paese ha ricevuto (o sta ricevendo) un risarcimento iniziale minimo di 12mila dollari per comprare nuovi mobili o pagare l'affitto per la famiglia mentre le squadre edili di Hezbollah ricostruiscono le case. I soldi sono offerti in contanti - quasi tutte fruscianti banconote nuove di zecca da cento dollari - a circa 15mila famiglie in tutto il Libano le cui case hanno subito attacchi israeliani, per un totale di 180 milioni di dollari destinati ad aumentare con nuove ricostruzioni e risarcimenti.
Nei venti chilometri quadrati della periferia sud di Beirut che sono stati distrutti o hanno subito forti danni nei 35 giorni di bombardamenti israeliani, 500mila abitanti del luogo, soprattutto sciiti, hanno perso la loro casa. Ma i soldi continuano ad arrivare. Per esempio, uno sciita che aveva una casa a quattro piani, Hussein Selim, ha già ricevuto 42mila dollari in contanti in risarcimento per le perdite di beni personali e mobilio. Hezbollah si è impegnato a ricostruire tutta la zona con le sue risorse (o forse con quelle iraniane).
L'aspetto più spaventoso di questa promessa a lungo termine per chi crede nel cessate il fuoco dell'Onu è che Hezbollah ha spinto la popolazione sciita ad affittare delle case a Khalde, a sud di Beirut, con l'idea di rimandare il progetto di ricostruzione dell'intera città di un anno, nella convinzione che il cessate il fuoco sarà presto interrotto e che un'altra guerra con Israele finirà per distruggere le case appena ricostruite.
Nel sud del Libano in preda alla devastazione Hezbollah ha ormai visitato centinaia di migliaia di famiglie sciite per informarsi in dettaglio sulle loro perdite. In alcuni casi anche i funzionari del governo libanese, oggetto di una profonda diffidenza da parte della popolazione locale, hanno preso nota dei risarcimenti da versare, ma per ora le autorità nella regione si sono limitate a cominciare a riparare il sistema idrico ed elettrico. Ho visto bulldozer e camion della compagnia Jihad al-Bena, di Hezbollah, togliere calcinacci dalle strade dei villaggi e finire di abbattere case ormai pericolanti. «Per adesso lo facciamo gratuitamente, ma sappiamo che saremo pagati perché abbiamo fiducia nello sceicco Hassan», mi ha spiegato uno dei capicantiere. Sayyed Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, ha promesso di risarcire tutti i sopravvissuti agli attacchi. Ho percorso più di 160 chilometri nel sud del paese, e ovunque salta agli occhi l'assoluta enormità del compito di Hezbollah (e il fallimento del governo libanese). A guardarli dalle colline pietrose e dalla campagna lussureggiante del sud del Libano, sotto il caldo sole di agosto, i villaggi sembrano intatti.
Ma avvicinandosi si notano grandi chiazze di cenere lungo i pendii delle colline ed enormi campi grigi di macerie che un tempo erano case. Alcuni villaggi - Bint Jbeil, per esempio, o Zibqin - sono stati in buona parte distrutti. Nella stessa Zibqin ho trovato delle rovine che hanno una storia molto toccante: sono ciò che resta in seguito ai bombardamenti di una piccola moschea ultramillenaria che secondo i libanesi conserva il corpo di Zein Ali Yaqin, figlio del profeta Yacoub (Giacobbe, secondo gli ebrei) e nipote del profeta Ibrahim, o Abramo. Sono due figli di Abramo (Giacobbe e Ismaele) a segnare la divisione tra Islam e giudaismo.

Secondo l'Islam, Dio chiese ad Abramo di offrirgli in sacrificio Ismaele; secondo gli ebrei, a essere sacrificato doveva essere Giacobbe. Zein Ali Yaqin, un santo più che un profeta, appartiene quindi a pieno titolo alla stirpe ebrea, ma l'urna contenente le sue ceneri mortali è caduta sul pavimento di pietra della moschea quando le bombe israeliane sono cadute. L'esplosivo ha fatto crollare l'antica facciata e poi ha fatto scivolare dal muro esterno della moschea, sormontata da una cupola verde, centinaia di pietre che sono finite più in basso, contro le mura interne, facendo cadere altre macerie sul pavimento, accanto alla tomba coperta solo da un panno. «Gli israeliani hanno fatto tutto questo a uno di loro», dice Hussein Barakat mentre avanza a fatica per la strada più in basso, aiutandosi con un bastone. «Tutti qui conoscono l'origine del nostro piccolo santuario, e guardate com'è ridotto adesso». Barakat ha 69 anni, ed è stato l'unico abitante del villaggio a rimanere a Zibqin quando tutti gli altri sono scappati per i bombardamenti israeliani. Si è ferito a un dito ed è rimasto mezzo sordo in seguito al rumore delle bombe. Nel sud del Libano anche questa settimana continuano a emergere dalle macerie i cadaveri dei civili e dei combattenti di Hezbollah: quattro fratelli, a quanto pare tutti membri di Hezbollah, sono morti insieme sotto il fuoco israeliano nella città di Khiam, a est.

Alcune famiglie di civili cercano invano tra le macerie in cerca di parenti. A Siddiqin, poco a est di Cana, ho visto un negoziante rovistare per ore tra le macerie in cerca dei resti dei due sue negozi, trasformati in cenere dalle bombe. Ma anche lui era convinto che lo "sceicco Hassan" avrebbe ricostruito la sua casa. A pochi chilometri di distanza ho visto una donna di 65 anni arrampicarsi come un gatto sul tetto ormai crollato della sua casa, in cerca dell'oro di famiglia finito tra le crepe del cemento.
L'esercito di collaboratori di Hezbollah ha ricevuto il compito di ricostruire questi villaggi e, tra un anno, il centro di Beirut. L'organizzazione politica ed economica della guerriglia, potente e disciplinata come la sua milizia, recluterà decine di migliaia di uomini per ricostruire una città virtuale all'interno di Beirut e per far risorgere dalle macerie del sud del Libano i villaggi pieni di fattorie e di piantagioni di tabacco che esistevano fino a due mesi fa.

Fonte: http://news.independent.co.uk

27 agosto 2006

26 agosto 2006

I contributi per gli editori e le tangenti


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Ma questa categoria era così in crisi da giustificare una contribuzione a pioggia in base al manuale Cencelli?
La spiegazione la constatatiamo giorno per giorno ascoltando o leggendo le "informazioni" già pagate con i soldi dello Stato.

23 agosto 2006

Giornalisti: servi dei poteri forti


Il presidente della Commissione Attivita' Produttive della Camera, Daniele Capezzone, ha presentato una proposta di legge per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti.

Gliene siamo grati, perche' e' il primo concreto passo verso lo sblocco di un mercato, quello dell'informazione, completamente ingabbiato dalla corporazione.

Oggi la liberta' di stampa non e' completa proprio per la presenza di questo ordine professionale, che impedisce l'apertura della professione alle migliaia di aspiranti che vorrebbero entrarvi e per le norme che condizionano l'uscita di un qualunque giornale (cartaceo, radiofonico e televisivo) all'appartenenza a questo ordine. Una situazione che di fatto incrementa il lavoro nero e mal pagato, in un settore, quello dell'informazione, che e' tra quelli piu' emergenti per l'economia e per le carriere dei singoli.
Ci auguriamo che questo sia solo il primo passo. Il settore informazione, a partire dai contributi agli organi di partito, e' tra i piu' odiosi e clientelari del nostro sistema politico ed economico.
C'e' un problema enorme, pero'. Coma far si' che questa proposta di legge non sia solo una bella proposta estiva e, alla ripresa dei lavori parlamentari a settembre non resti nei cassetti fino alla fine della legislatura. Sicuramente questa non e' l'intenzione dei proponenti, ma che cio' possa accadere e' altamente probabile. Per cui la creazione di un movimento di sostegno e incoraggiamento, con anche una petizione popolare che raccolga milioni di firme, e' un passo necessario. I poteri contro cui questa proposta dovra' lottare sono giganteschi, e sono poteri economici alimentati dallo Stato, con numerosi sostenitori nel Governo e nel Parlamento: un partito trasversale al pari di quello del finanziamento pubblico ai partiti e del canone/tassa della Rai.
Fonte aduc.it
150 milioni di euro hanno incassato come finanziamento alla carta stampata. Ma, se venivano investiti su nuove tecnologie e internet non era meglio per tutti?
Prima o poi verrano spazzati via da una informazione veloce e tempestiva che solo Internet può indirizzare. Il resto a raccontare favole o chiacchiere al bar.

22 agosto 2006

Il calcio degli struzzi


Mentre il gioco del calcio si avvicina sempre di più al Wrestling la federazione sportiva cerca di dare e applicare le regole che esistono ma vengono sempre interpretate. In questa situazione del tutti contro tutti è bene uscire dal quotidiano per analizzare bene la situazione.
Che il gioco del calcio stia diventando appannaggio di alcuni club e sempre gli stessi è cosa che il dio denaro ha provveduto ad alimentare e adesso, è diventato un mostro abnorme. Che i migliori protagonisti vogliono un ingaggio inconcepibile e, solo una di queste può garantire loro stipendi sempre più elevati. Se sono i migliori è giusto che vengono pagati ma, non in base a parametri fittizi ma come un dipendente specializzato di una società sportiva o società per azioni con un fatturato stimato.
Nessuno può valutare il valore di un giocatore nell'ambito del valore aggiunto alla società. Mi spiego. Se il gioco del calcio è truccato (ipotesi) come posso stabilire l'aumentare del patrimonio societario con il valore dei giocatori se essi sono solo attori e, non più protagonisti?
Il calcio viene deciso da quei poteri forti che vogliono mantenere sempre e all'infinito (finchè morte non avvenga). Un potere, una lobby trasversale al governo cioè di destra e sinistra che cerca di mantenere lo status quo di società vincenti e società perdenti.

Ma, da condannare maggiormente sono i giullari della Corte stampata che costruiscono con falsità e inganni storie e intrighi mai avvenuti o troppo stupidi da essere meritevoli di attenzione. Questi giullari hanno creato una casta che si sollazza, si autoalimenta con ex giocatori, ex allenatori ex di tutto fuorchè della libertà di pensiero. Ognuno deve portare avanti (viene allenato per fare questo) un amico, un figlio, un nipote uno della casta. Questi giullari che ripetono in continuazione con un martello pneumatico che "l'importante è vincere", il resto non conta. Al rogo.
Questi giullari che soffiano sul fuoco sacro olimpico dimenticano che sono pagati per idolatrare e far idolatrare personaggi di basso livello (senza offesa).
Questi sono gli struzzi che per nascondere la verità ai lettori (ancora molti) si inventano situazioni, compromessi accordi tutto per mantenere la situazione gattopardesca. Non sono bastate 99960 intercettazioni telefoniche per chiarire e esporre bene gli intrecci club, giornalisti, procuratori, lega, arbitri? Allora che il calcio sia come il Wrestling.

Scie chimiche: Ipotesi


OPERAZIONI MILITARI
Le ipotesi più documentate riguardo all'utilizzo delle scie, vedono operazioni militari riservate come imputato N°1, tant’è che il bario, cospicuamente e frequentemente emerso dalle analisi dei campioni, è un eccellente conduttore elettromagnetico e crea in sospensione una sorta di ponte che prolunga i segnali radio e radar oltre l’orizzonte, una sorta di antenna di bario “usa e getta”, peccato che la pattumiera in questione siamo noi.

PROGETTO SCHERMATURA SOLARE
Si riallaccia all’impiego delle scie, anche un progetto volto a rallentare il preoccupante aumento della temperatura terrestre e sarà questa l'ipotesi che i governi cercheranno maggiormente di portare avanti. Tra i due mali si sceglie il male minore "per il nostro bene e per quello del pianeta".
N el ’98 in occasione di un congresso internazionale riguardo alle emergenze planetarie, in cui questo era tema di spicco, il fisico Edward Teller (padre della bomba atomica e della bomba all’idrogeno) suggeriva ai paesi occidentali di adottare uno specchio solare a livello della stratosfera così da respingere in parte i raggi solari. Indicava a tale scopo l’ossido di alluminio, (costantemente rintracciato nelle aree oggetto di analisi) poiché oltre a riflettere i raggi solari dell’1%, avrebbe assorbito una modesta quantità di calore fra terra e stratosfera.
Riguardo all'attuazione di tale teoria, Teller si è dichiarato ignaro.
Sappiamo che le scie secondo le zone irrorate, presentano una diversa composizione chimica, dunque non sono sempre riconducibili all’esperimento di schermatura solare.

IPOTESI MONSANTO
In questo contesto si inserisce l’ipotesi sul coinvolgimento in queste operazioni, di una multinazionale tristemente nota: la Monsanto. Quest’ultima si è messa in luce alla fine degli anni ’60 per la formulazione di agenti chimici usati nelle incursioni aeree sulle foreste del Vietnam, che hanno dato per risultato vegetazione distrutta, popolazione decimata e condannata negli anni a venire al concepimento di bambini con gravi deformità.
Negli ultimi anni questa multinazionale oltre a produrre alcuni fra i diserbanti più potenti e nocivi per l’uomo e l’ambiente, si è prodigata per la diffusione di alimenti e semenza geneticamente modificati, proponendoli come valida soluzione per la coltivazione in zone del pianeta altrimenti infruttifere. Valutando il macabro curriculum della Monsanto resta difficile credere che possa essere coinvolta in progetti per il benessere collettivo!
Vaste aree agricole dopo la comparsa delle scie, sono state letteralmente bruciate e il terreno reso pressoché sterile…ai normali semi ovviamente, non a quelli standardizzati per quel tipo di condizioni.
I semi transgenici oltre alla caratteristica dell’adattabilità e della resistenza hanno anche quella di non essere rinnovabili, l’anno successivo si dovranno acquistare nuovi semi per avere i frutti.
E’ stato reso noto il 23 Maggio 2005 un documento riservato della multinazionale che riporta lo stato di salute di cavie da laboratorio nutrite con alimenti OGM, tutte presentano gravi disfunzioni renali cardiache e gravi malformazioni fisiche.

INOCULAZIONE DI MASSA
Alcuni sospettano che il governo statunitense, d'accordo con altri governi coinvolti nel programma, stia autorizzando il rilascio graduale di bio agenti, allo scopo di vaccinare le popolazioni dall'alto. Questo, potrebbe talvolta essere la causa di malattie (SARS, AVIARIA, ...) arrecate a qualche persona ammalata dal vaccino stesso (si pensi alla strana epidemia di patologie respiratorie che ha colpito da qualche mese, circa il 40% della popolazione italiana! N.d.A.).


CONTROLLO DEMOGRAFICO
L'uso di agenti chimici e biologici da parte di uno Stato contro se stesso e la propria popolazione è sfortunatamente, un fatto storico. Possono verificarsi anche incidenti non intenzionali. Alcune persone suggeriscono che le Chemitrails possano davvero fare parte di un programma atto a ridurre il numero della popolazione.

Se le Chemitrails contengono, poi, agenti biologici che possono dare il “colpo di grazia” a persone già indebolite da altre patologie, potrebbe essere per assurdo, si potrebbe trattare anche in questo caso di un controllo della crescita della popolazione. Ma questo “ignobile” fine potrebbe essere l'unico vero scopo? La storia ha insegnato che quello che sembra più assurdo ad un'ottica razionale, in un'ottica di odio ed irrazionale, non è più tanto assurdo, e con tali armi nelle mani di un qualsiasi governo, occorre essere vigili fino a che non sarà disponibile una risposta esaustiva e definitiva.

IPOTESI HAARP E NORAD
In questa fitta trama di implicazioni, è emersa anche l’ombra inquietante di HAARP, un progetto USA volto a modificare il clima terrestre, andando a manipolare addirittura lo spettro elettromagnetico con l’uso di onde ELF (Estreme Low Frequencies).
HAARP è la più grande antenna del mondo, si trova in Alaska e immette costantemente onde elettromagnetiche nella ionosfera; visitando il sito www.radarmatrix.com potrete documentarvi ampiamente.
Intanto possiamo osservare gli squilibri che queste pericolose manipolazioni provocano in natura, come migrazioni di uccelli fuori rotta, arenamento dei cetacei, che come sappiamo si orientano con il magnetismo terrestre.
Attraverso ricerche incrociate per risalire ai finanziamenti che sostengono i diversi esperimenti di cui qui si accenna, si è potuto chiaramente osservare che vanno a convergere verso i nomi delle stesse multinazionali, e verso la NORAD (agenzia per la difesa aerospaziale Americana) la quale ha disseminato l’intero suolo statunitense con radar che sfruttano le frequenze ELF.
Questo ci da una chiave di lettura più ampia, ci mostra come in realtà queste situazioni non sono scollegate tra loro ma anzi, come fili vanno a tessere un disegno di ordine globale ben tracciato.
L’ Unione Europea ha avviato da più di due anni un’interpellanza parlamentare, in cui chiede agli Stati Uniti di far luce sulla vera natura e finalità delle CHEMTRAILS, la risposta si fa ancora attendere!
La domanda che viene naturale porsi è perché a questi aerei sia consentito il volo nei paesi NATO e libero accesso agli aeroporti, compresi quelli di Fiumicino (RM), Di Capodichino (NA) e di Gioia del Colle (BA).

IN EUROPA
Germania, Spagna, Olanda, Grecia, hanno già manifestato ai rispettivi governi la loro preoccupazione e fanno pressione affinché siano avviate indagini.
A Creta (Grecia), nella città di Xania, da quando hanno installato la base a Souda Bay, si è riscontrato un notevole aumento delle percentuali di cancro (35% in più!).
Avendo parlato con persone del luogo e avendo osservato il fenomeno in maniera massiccia, ho tirato le somme. La gente non ama parlarne, ma sa che la base c'entra. I cittadini non protestano perché la base, molto intelligentemente, ha assunto molte persone del luogo per farle lavorare. Essendo un paese non ricchissimo, hanno fatto si che una parte dell'economia si basasse anche sulla base di Souda.

In Italia c’è molta disinformazione ma di scie ce ne sono in gran quantità, ogni giorno sopra l’Umbria, l'Abruzzo, la Campania, la Toscana, il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Lazio, la Puglia, (quante ne sono rimaste?) c'è un'attività intessissima. (Basta pensare alle più di 120 basi Nato/Usa installate in Italia dopo la guerra persa.
Tra le poche voci che si sono alzate in Italia c’è quella degli abitanti della vallata Feltrina colpiti da un grave aumento dei casi di cancro dopo la comparsa delle scie. Si è arrivati ad un interrogazione parlamentare anche grazie all’abbondante documentazione filmata, realizzata dagli abitanti in un esteso lasso di tempo.
Purtroppo anche in questo caso il silenzio ci lascia perplessi. Il ministro Martino ha poi risposto dichiarando che le scie visibili sono frutto di "normali" attività di aerei.

PRIGIONIERI DEL MONDO


di Luciano Gianazza

La trilogia di Matrix ha affascinato molti che hanno visto e rivisto i film, lasciato indifferenti altri e suscitato emozioni di rigetto in altri ancora. Indipendentemente dalle reazioni provocate, questi film hanno fornito un'idea della verità, non importa quanto modificata per fini pratici necessari per la creazione di un film. La chiesa cattolica accusava, processava e scomunicava e perfino arrostiva chi sosteneva che la terra non fosse piatta. In quegli anni pieni di ignoranza c'era chi era totalmente indifferente al fatto che la terra fosse piatta o sferica, chi dava in escandescenze solo a sentir parlare della possibilità che il mondo fosse diverso da quanto allora sostenuto e pochi invece erano entusiasti e sentivano sollievo e quel senso di libertà che deriva dalla chiarezza che si forma nella nostra mente quando veniamo a conoscenza di un frammento della verità. Ma quello era il Medio Evo! Oggi nessuno sosterrebbe l'idea che la terra è piatta, vista l'evidenza del fatto che ci possiamo girare attorno e di fatto ci giriamo attorno anche solo per fare le vacanze.



Oggi, in questa società tecnologicamente avanzata, dove possiamo vederci al telefono da una parte all'altra del mondo, dove possiamo ....beh, basta che guardi la TV per l'elenco di quello che possiamo fare.... Oggi, dicevo, siamo di nuovo nel Medio Evo, anche se reso affascinante dalla marea di immagini splendide che ci bombardano da ogni parte.

L'essere spirituale

Per spiegare meglio questa ultima asserzione devo fare una parentesi e parlare della questione spirituale, una questione che è una patata bollente che mollerei volentieri per evitare l'insofferenza che questo argomento suscita in molti. Questa insofferenza nasce dal fatto che siamo nati e siamo stati educati nel seno della cristianità e del cattolicesimo. Non è questo un attacco alla chiesa cattolica ma solo una spiegazione di come credenze basate su dogma abbiano fatto si che molti ripudiassero la loro natura spirituale. Un dogma non necessita spiegazione ma esige fede al di là della sua comprensione e questo a molti giustamente non piace. Un mistero assilla e rode un individuo, un pò come quando si hanno dei dubbi e degli indizi molto forti che il proprio partner stia facendo le corna ma non si ha mai la certezza, tanto per dare un'idea. E' una situazione estenuante e a quel punto o si decide di continuare un rapporto, ormai logoro e segnato dall'odio represso e non più sostenuto dall'amore, nella speranza di cogliere l'altro con le mani nel sacco, o si molla il partner.

Quello che si intende quì come essere spirituale non è qualcosa che è associato con la preghiera, ascoltare prediche, l'esser buoni nella speranza che una volta che si muore questo spirito andrà in paradiso, un luogo o non luogo di cui non sappiamo se esiste o cosa in realtà sia. Non siamo un corpo che ha uno spirito, come non siamo un'automobile che ha un conducente, ma siamo uno spirito che ha un corpo. Siamo un qualcosa di immateriale e al di là del tempo che esiste e creiamo degli effetti sulla materia. Questo non ha nulla a che fare con le chiese, con l'attesa che la messa giunga finalmente all"andate in pace" per andare a prendere l'aperitivo con gli amici al bar della piazza, con l'essere buoni, con la preghiera, con incensi, candele e processioni, rosari, riti e culti, paradiso e inferno. Anche un criminale è un essere spirituale che si differenzia da chi si comporta nel rispetto dei propri simili solo per le azioni e gli effetti distruttivi che crea. Il fatto di credere di essere un corpo dipende dall'identificazione con esso, un pò come quando parteggiamo per il protagonista di un film, in una certa misura ci identifichiamo con esso. Solo che quando usciamo dal cinema ritorniamo, si fa per dire, "noi stessi", e solo qualche mente labile continua ad essere il personaggio del film appena visto. Quanti Rambo ci sono in giro ancora?

L'essere spirituale sei tu. Una "cosa" è quello che è: una mela è una mela, che ci creda o no. L'essere spirituale è, per fare un paragone, il conducente. Il corpo è la macchina e la mente è la centralina elettronica. La centralina può essere programmata per far funzionare la macchina con certe prestazioni o con altre.

L'essere spirituale usa il mondo per interagire con altri esseri spirituali. E come una lavagna su cui scrive messaggi che possono essere letti da altri.

Possiamo chiudere qui la parentesi sullo spirito, necessaria solo perchè senza di essa alcuni riferimenti non potrebbero rendere comprensibile il resto dell'articolo.

Realtà o illusione?

Consideriamo ora una immagine di un oggetto riflesso in uno specchio. Tutti sappiamo che se un oggetto viene posto di fronte a uno specchio piano, nello specchio medesimo se ne vede un'immagine esatta, ( non consideriamo che la destra appare essere la sinistra ecc. per ragioni di semplicità). L'immagine riflessa appare essere all'altro lato dello specchio nella posizione opposta dove si trova l'oggetto reale. Ma quel che conta osservare a proposito di questo fenomeno è che un oggetto può vedersi in un luogo in cui non esiste nulla che gli corrisponda. Allo stesso modo il mondo familiare delle forme, dei colori, dei suoni ecc. che vediamo al di fuori di noi e nel quale conduciamo la nostra vita, è formato da un processo misterioso di proiezione mentale. Le vibrazioni, trasmesse attraverso gli organi di senso al cervello, arrivano alla nostra mente. La nostra mente a sua volta, da quelle vibrazioni, forma un immagine che noi percepiamo e che riproiettiamo inconsapevolmente fuori di noi, ed appunto tale proiezione produce l'impressione di un mondo "reale". In realtà questa impressione del mondo solido e tangibile, familiare, all'esterno, è pura illusione. L'immagine del mondo che vediamo è un'immagine virtuale, nel senso che gli oggetti che vediamo fuori di noi non vi si trovano affatto. Che essi appaiano là si fonda sul mondo esterno di atomi e di molecole e sulle loro vibrazioni che stimolano gli organi di senso, e successivamente, attraverso la mente, l'essere spirituale, che è la base ultima dell'immagine. La mente produce l'interazione tra spirito e materia e inoltre proietta i risultati di tale interazione fuori di sè, quali immagini virtuali. Questa proiezione all'esterno da parte della mente crea l'illusione che il mondo che consideriamo reale esista.

Il fatto che l'immagine del mondo che vediamo sia un'illusione non comporta la negazione del mondo fisico. Il mondo fisico è costituito solamente da vibrazioni, impulsi che stimolano l'essere spirituale, attraverso gli organi di senso, a produrre l'immagine del mondo così come lo vediamo.

Quando attraversiamo il soggiorno dalla porta d'ingresso alla finestra, stiamo osservando un corpo, il nostro corpo che compie una serie di movimenti. Sentiamo il peso del corpo, percepiamo la durezza delle piastrelle o il tappeto morbido, ma queste sono solo senzazioni percepite dal senso del tatto, vediamo gli oggetti presenti della stanza che si ingrandiscono mentre il corpo si avvicina ad essi, ma di nuovo sono serie di immagini percepite tramite la vista che ci danno l'idea di movimento, e questo vale per i suoni, i sapori, i colori ecc. In realtà noi, intesi come esseri spirituali immateriali non abbiamo una posizione nello spazio o movimento ma ne creiamo l'apparenza tramite la proiezione di immagini, senza esserne consapevoli, credendo di essere quel corpo (un'immagine, se pur molto complessa,) che apparentemente si muove in uno spazio (altre immagini). Questa indentificazione nel corpo, al punto di credere di essere il corpo stesso, è così profonda che, unita alla credenza dell'esistenza illusoria del mondo, rende quasi impossibile accettare la verità e di fatto costituisce la nostra prigione senza sbarre.

Prendiamo in considerazione i colori. Tutto quello che la scienza sa è che le vibrazioni di luce di una certa frequenza danno l'impressione di un determinato colore. Essa conosce solo l'aspetto oggettivo del fenomeno ma la ragione per cui una certa frequenza di vibrazione comporti l'impressione di un determinato colore, la scienza non può dirlo. Il mondo fisico della scienza e un mondo di atomi e molecole turbinanti mosse dal gioco di diversi tipi di energie. Il mondo mentale che scaturisce dalla nostra coscienza assumendo come strumento il mondo fisico è qualcosa di assolutamente diverso dal mondo fisico, sebbene ne dipenda. Vi è un abisso tra l'uno e l'altro, abisso che la scienza non è stata capace di colmare, ne potrà colmare finchè non terrà conto della Realtà che si esprime attraverso i fenomeni della coscienza.

Un essere spirituale ha poteri immensi, limitati soltando dal veicolo in cui si identifica. In realtà è più grande delle cose che è in grado di concepire. Il far credere che sia un corpo che si muove in uno spazio limitato per quanto grande possa essere è il modo in cui lo si imprigiona. Ma questo avviene solo quando si dimentica della sua vera natura. Chi o che cosa fa si che questo avvenga fa parte della ricerca del perchè dell'esistenza dell'essere umano.

Alcune religioni si sono occupate di questa ricerca, hanno raccolto frammenti di questa verità, ma anzichè usarli per aiutare l'uomo a diventare libero li hanno usati per controllarlo ulteriormente a beneficio delle gerarchie ecclesiastiche. Questo ha fatto si che molti si allontanassero da esse ma il vero danno è che molti hanno rinnegato la propria natura spirituale (il che significa la totale negazione della propria esistenza a favore di una fittizia) avendo associato tutto ciò che è spirituale con il controllo di tali poteri, che sono una cosa ben distinta. L'essere spirituale è sempre esistito, le religioni sono venute dopo. Quelle valide sono solo quelle che agiscono in direzione del recupero della consapevolezza e della verità, non del loro affossamento.

L'immensa prigione

Immaginiamo che ci sia una enorme isola che ha la funzione di prigione senza sbarre e senza guardie per un gruppo di ergastolani. La distanza dalla terraferma è tale che è impossibile con le risorse dell'isola ipotizzare una fuga e che quindi ormai tutti sono rassegnati all'idea che saranno costretti a condurre la propria esistenza fino al momento della morte su quell'isola. Quello che avverrà in seguito è che in qualche modo si organizzeranno per vivere al meglio possibile in comunità, con una sorta di codice di condotta o leggi, fossero pure a livello della legge del più forte. Si formerebbero delle gerarchie, diritti, doveri e privilegi. Una forma di società. Se poi in qualche modo si rendesse possibile, con qualche forma di ipnostismo, far loro credere che esiste solo quell'isola e che quello è tutto il mondo che c'è e che non sono in una prigione, otterremmo degli esseri inconsapevoli e qualcuno magari sarà pure felice, se ha un buon tenore di vita, anche se relativo. Ma la cosa più importante, per il responsabile della colonia penale, è che non si può nemmeno pensare di fuggire da una prigione se non sai che sei in una prigione! E possono anche permettersi letteralmente di dimenticarsi di quella colonia penale, perchè non scapperà mai nessuno da lì. The Truman Show è un buon esempio e include anche il fatto che a volte il meccanismo si inceppa e qualcuno può cominciare a chiedersi se il mondo è tutto quello che conosce o se c'è dell'altro. Delle domande a volte ci passano per la mente. Chi sono io veramente? Cosa ci faccio quì su questo pianeta che gira intorno al sole che si muove a sua volta in una galassia che a sua volta gira intorno a qualcos'altro? Qual'è lo scopo per cui sono quì? Sono domande che arrivano dalla nostra vera essenza. Molti non se le pongono più. La scienza si occupa di studiare la struttura della prigione, non della sua funzione. Gli scienziati sono persone inconsapevoli al pari degli altri. Si sono dimenticati di essere anch'essi degli ergastolani che farebbero meglio ad impegnarsi a cercare una via di fuga invece di studiare come è fatta la prigione per renderla più accogliente. Per questo dare soldi alla ricerca è uno spreco di risorse.

Siamo in questa prigione, tutti ergastolani, colpevoli o innocenti non è la questione rilevante, ma il fatto che lo abbiamo dimenticato lo è. Non cerchiamo la via di uscita con la dedizione che la situazione richiederebbe. Siamo immersi in un sonno ipnotico, ed è per questo che la pubblicità funziona. Anche su chi non acquista i prodotti per ripicca. Una reazione avversa è comunque stata provocata.

Stesso prodotto, effetti differenti.

La tecnica che fa funzionare la pubblicità si chiama POSITIONING, posizionamento. Significa che un oggetto che non ha alcuna reale relazione viene posizionato su un differente oggetto che si vuole che tu compri, utilizzando le senzazioni ed emozioni che il primo è in grado di stimolare e che dalla tua mente vengono erroneamente attribuite al secondo, che per sua natura è incapace di farle risvegliare in te.

Si tratta dell'applicazione del meccanismo dell'illusione, lo stesso che ci mantiene felici e contenti nella prigione. Anche le parole vengono usate con lo stesso metodo. Se leggiamo la parola "tette" pochi di noi avranno una reazione neutra, sia uomini che donne, dovuto a tutto ciò che a questa parola è associato, di piacevole, spiacevole, o neutro. Se poi leggiamo "davvero un bel paio di tette" saranno ancora meno coloro i quali non avranno alcuna reazione, il che comprende anche quelli che reprimono le loro emozioni e diranno a se stessi."a me non fa nessuna reazione".

Tutte le sindromi inventate dalla psichiatria non sono altro che interpretazioni di questo meccanismo modificato dalla fantasia del singolo psichiatra che ne ha dato il nome, dal complesso di edipo alla sindrome del pene piccolo.

La parola "tette" può far venire alla mente un sacco di altre cose e mi diverto a farne una lista: la mamma, poppare, grosse, piccole, a pera, a base larga, sode, mollicce, cadenti, belle, brutte, senza tette, tettona, rammarrico (aveva davvero due belle tette....), l'invidia di chi ne è carente, la soddisfazione di chi le possiede, il potere di chi le ha e le usa (guardare ma non toccare) come fanno girare la testa quando ti passano a fianco facendoti interrompere il discorso, come fissano lo sguardo, i fischi del buzzurro, i commenti fra amici, il reggiseno, senza reggiseno, scollatura, come sobbalzano dolcemente quando una donna cammina veloce (spesso intenzionalmente) abbronzate, dirompenti, ecc. La lista potrebbe continuare a lungo, ma questa basta per indicare cosa può rievocare nelle menti una parola. Questo vale per moltissime parole e immagini e il sesso funziona egregiamente a questo scopo perchè è la sensazione più gradita dalla maggioranza.

L'accostamento di una bella donna di fianco a una inerte bottiglia di acqua minerale ne incrementa l'acquisto. Le sensazioni che derivano fanno si che si acquisti l'acqua convinti di "acquistare" ciò che la ragazza rappresenta. Una ulteriore illusione in un mondo illusorio. Ed è così che ci viene venduto il mondo in cui crediamo di vivere.

Quella in cui ci troviamo è davvero una prigione molto grande. Le multinazionali della chimica, della farmaceutica, delle derrate alimentari, del mondo della salute e della malattia, del denaro usano l'illusione per venderci la loro merce e fanno capo ad individui che muovono i fili nel teatrino del mondo, ma sono pur essi prigionieri della grande prigione in cui tutti i giochi, per quanto allettanti e gratificanti servono solo a tenerci molto occupati in modo che non ci vengano in mente strane idee balzane e che qualcuno possa scrivere cose assurde come questa. Ma non si può annientare completamente un essere e, anche se dopo eoni, inesorabilmente le domande inerenti alla nostra natura, prima timidamente, poi con maggiore insistenza e infine con veemenza appaiono nella nostra mente.

20 agosto 2006

Israele: un esercito invincibile ?


L'esercito israeliano in una popolazione di circa 7 milioni di abitanti non può essere numeroso ma ben attrezzato si.
Un popolo abituato a lottare con la tenacia e l'intelligenza si trova a mal partito quando viene richiesto coraggio e dedizione.
Un popolo istruito, colto, poliglotta riesce a capire tutta la tecnologia per attaccare e difendersi sfruttandola al meglio ma, quando è richiesta l'assalto alla baionetta vanno in crisi. Per la sua particolarità del suo Stato ha privilegiato tecnologia con aerei e navi da guerra ad alto impatto. Sicuri che i paesi circostanti non possano competere con tale armamento. Ma, bastano i caccia, i droni, gli Apache a vincere le guerre? Certo che no, se non arriva la fanteria a ripulire il terreno dagli ultimi combattenti o cecchini diventa problematico mantenere posizioni sul terreno.
L'esercito israeliano ha prodotto il Merkava, 63 tonnellate, velocissimo, capace di tiro mirato in corsa e di tutti i più moderni gadget elettronici americani, è dotato, oltre la corazzatura convenzionale, di «corazza attiva».
Piccole cariche di esplosivo sulla superficie che scoppiano quando colpite da un RPG, allontanandone la carica cava e rendendolo inefficace.

Ma, l’RPG-29 Vampir russo, azionato a spalla, dispone di una testata «tandem», ossia doppia: la prima carica fa scoppiare l’armatura «attiva», la seconda raggiunge la blindatura d’acciaio, fondendola.
Il carro armato Merkava è sempre stato ritenuto invincibile in Israele; gli israeliani sono fieri della sua concezione e della sua modernissima armatura attiva. Hanno sempre detto che è il miglior carro armato del mondo. E Israele l’ha usato con molta abilità tattica a Gaza e Transgiordania: i Merkava entravano nei villaggi (palestinesi) solo quando erano appoggiati da elicotteri, e avevano diretto e stabile collegamento con loro.
Sono stati scoperti bunker Hzebollah interrati a 40 metri nel sottosuolo e con aria condizionata.
Ma, soprattutto, forniti di apparati d’ascolto e d’osservazione su quel che avviene in superficie, e computerizzati.
Sono bunker abbastanza profondi da consentire ai guerriglieri di sopravvivere ai più intensi bombardamenti israeliani, e poi di attaccare le forze sioniste in avanzata in combattimenti ravvicinati.
Spesso i bunker, dice il Guardian, sono così ben camuffati che i combattenti possono permettersi di attendere che i soldati israeliani li superino, per poi balzar fuori e colpirli da dietro, dove i Merkava non sono tanto invincibili.
E' così che Tsahal ha «liberato» il villaggio di Bint Jbail per poi trovarsi a mal partito sotto il fuoco nemico.
Anche perché gli Hezbollah, oltrechè ben organizzati in gruppi di fuoco di 6-7 uomini, «non esitano ad attaccare le nostre forze. Non sono suicidi, però non hanno paura di morire, il che rende la deterrenza molto difficile».
Sì, perché anche se armati con i giusti anti-carro, affrontare i tank è un’operazione ravvicinata, che richiede estrema determinazione, coraggio e spirito di sacrificio, come potevano raccontare gli uomini della Folgore ad El Alamein.
E, alla fine, nella battaglia conta l'elemento morale, la propria legittimità alla difesa della propria terra.

15 agosto 2006

Libano 2006: Di chi è la Vittoria?


Mentre le parti in guerra si affrettano a dichiararsi vincitori cominciamo nel dire che questa guerra non ha vincitori, ma solo morti civili e non e che la loro sorte è stata affidata ad un solo uomo che si è assunto la responsabilità della guerra.
Non ha vinto Israele perche non ha raggiunto gli obiettivi nei 33 giorni di guerra.
1) la liberazione dei due soldati catturati da forze nemiche;
2) la trattativa con forze nemiche dichiarate terroriste da Israele ma l'Onu la riconosce come forza in guerra;
3) l'annientamentamento di forze nemiche hezbollah e, farle passare come terroriste agli occhi del mondo occidentale;
4) schierare il mondo europeo e occidentale dalla sua parte.
Ma non hanno vinto neanche le formazioni Hezbollah che
1) se non hanno perso i due soldati israeliani ne hanno perso sicuramente in numero maggiore;
2) se sono riconosciuti da israele come forza militare e un catalizzatore di combattenti contro il Golia israeliano non hanno la forza di sostenere un lungo conflitto;
3) se gli Hezbollah non sono solo terroristi ma anche una forza politica e militare in Libano sono dovuti ai bombardamenti su Beirut;
4) se è vero che adesso gli Hezbollah ed il suo capo sono più noti ai media internazionali non vuol dire che tutti sono dalla loro parte.
Se le fazioni si affrettano a dire che hanno vinto vuol dire che vogliono festeggiare qualcosa che non avevano prima oppure la consapevolezza di aver scritto la Storia in un conflitto.
Un solo responsabile di un conflitto durato 33 giorni e oltre mille morti con feriti e distruzione di case, ponti, porti ed aeroporti. Ma chi paghera per tutto questo?
Naturalmente noi italiani pronti a far il lavoro "sporco" : bonificare il terreno e far dormire sonni tranquilli a quel tipo chiamato Olmert che un domani potrebbe essere chiamato a rispondere di crimini di guerra ad un Tribunale indipendente e forse internazionale.

In questo momento il vero vincitore è la ragione che ferma le armi, permette di curare i feriti, di seppellire i morti.
In questo momento la diplomazia ha superato i conflitti... ha detto a Olmert che la sua azione di "difesa" ha scaldato sì, i muscoli del suo esercito ma anche ha unito ancora di più forze musulmane sciite e sunnite in un contesto generale sempre più esplosivo. Se, aggiungiamo che i nuovi predicatori (o aizzatori)scrivono sul Corriere della Sera che L'Apocalisse è vicina (il 22 agosto) allora godiamoci questo cessate il fuoco e aspettiamoci qualcosa di peggio. Finirà prima o poi questo periodo del terrorismo? Si, dopo un lancio di atomiche.

13 agosto 2006

Il Buco nero della Storia


ABSTRACT
All the profezie stretch to end in a black hole called year 2012. To imagine and to ask the future to us are Better! /?
L'uomo dalla sua nascita ha sempre cercato di fare predizioni sul futuro, ma pochi sono stati gli indovini degni di nota. Pochi sono stati gli indovini che hanno avuto il dono di anticipare il futuro specie se parlavano di eventi non usuali del tempo. Potremo nominare loro HIGHLANDER come Nostradamus, Pike, Mazzini ed altri. Non possiamo liquidare questi con definizioni come maghi da strapazzo,ma bensi di persone dotate di intelligenza acuta che hanno tradotto alcuni segni del passato come passaggi per il futuro. Loro, hanno scritto o predetto di situazioni inimmaginabili. Pike e Mazzini parlano di guerre mondiali in tempo di pace. Ma, non è di questo che ho timore. Di previsioni di fine del mondo il web ne è pieno l'ultima il 6/06/2006.
Ma quello che mi rattrista è la convergenza di queste previsioni :
1) Profezia dei Maya Secondo i Maya in questo momento stiamo vivendo in un mondo di miseria fisica e spirituale, di odio, di schiavitù morale, fisica e materiale. Questo momento di schiavitù dovrebbe terminare quando finiscono gli ultimi 20 anni, che loro chiamano Katun.
Questo avverrà precisamente secondo il loro calendario, sabato 22 dicembre 2012, giorno in cui finisce il ciclo e ha termine il tempo di odio, paura e sofferenza in cui stiamo vivendo;
2) Profezia di Malachia che parla della fine del mondo dopo il prossimo papa;
3)Pike e Mazzini :La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d'Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico;
4) Geoge Bush, appena pochi giorni dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 comunica al mondo che gli Stati Uniti entreranno in guerra contro il terrorismo per almeno 10 anni.
Potrei continuare con altre profezie ma, il motivo principale che lega tutte queste profezie è che in questo periodo 2010-2012 avverrà qualcosa che cancellerà tutto come in buco nero. Tutte le previsioni si fermano qua. Non c'è futuro dopo queste date. Ogni previsione ha una fine ultima in questo periodo della Storia. Ma non è sconvolgente?
Come se in questo periodo potrebbe finire il conosciuto, il conoscibile... la fine di tutte le previsioni.
Una legge fisica dice che nulla si crea e nulla si distrugge ma, tutto si trasforma. Applicandola, possiamo immaginare un grosso buco nero che ingloba tutto il materiale conosciuto, il valutato, il necessario che viene trasformato ... in una nuova STELLA.
Ma noi? Qui lasciamo la Storia e possiamo solo fantasticare, fantasticare ed immaginare e chiederci il futuro è Migliore !/? ...

12 agosto 2006

Londra : anticipata la Sorpresa di Ottobre


Gli avvenimenti di Londra, non rientrano nella casistica di attacco terroristico ma, qualcuno vuol far passare l'arresto di individui islamici come attentato terroristico. Perchè? Maurizio Blondet affronta l'argomento
L'attentato sventato (sventatissimo) di Londra era una «october surprise» anticipata per necessità?
E' quel che ha detto Nasrallah, il capo di Hezbollah, ad Al Jazeera.
Vale la pena di seguire il suo ragionamento, se non altro per vedere che si tratta di un tizio ben informato della situazione USA.
Secondo Nasrallah, dunque, l'attacco israeliano al Libano meridionale era programmato dalla Casa Bianca per settembre-ottobre, in tempo per ottenere una «vittoria» da presentare alle elezioni di novembre in USA.
Ma la cattura dei soldati israeliani da parte di Hezbollah ha indotto Israele, con un colpo di testa, ad anticipare l'offensiva.
L'attentato di Londra doveva essere la fase due della «october surprise».
Anticipata, perché era stata anticipata la fase 1.
Lo scopo ovviamente è di convincere gli americani di votare i candidati del «partito della guerra» bipartisan, di cui gli elettori ne hanno ormai abbastanza.
La sonora bocciatura di Lieberman, il super-falco «democratico» (e super-giudeo) deve aver fatto suonare un campanello d'allarme nei due partiti.
Se gli americani vengono convinti che il pericolo si annida dovunque attorno a loro - anche nel biberon - rivoteranno i falchi, che promettono «sicurezza d'acciaio».
Gli americani vivono di paure, e perciò sono infinitamente passivi.
Ha ragione Alex Jones: l'allarme è stato anche una prova generale per vedere fino a che punto si possono ridurre gli occidentali allo stato di gregge servile.
Quando ci chiederanno di camminare a quattro zampe «per la nostra sicurezza», eseguiremo obbedienti.
Specie se le paure vengono coralmente agitate dalle TV, che infatti sono tutte impegnatissime a frullare il nulla londinese fino al parossismo.
Tanto più che l'aggressione di Israele sta andando male (quasi 50 soldati morti, il 10% % dei 500 che Tsahal giudica «sopportabili» dalla sua opinione pubblica, e dunque spendibili), e quindi l'igiene consiglia di sviare l'attenzione del pubblico dalle barelle di giudei feriti dagli RPG, e dalle devastazioni del Libano, nonché dalle atrocità relative.
Anche l'occupazione dell'Iraq è un disastro bisognoso di distrazione.
E la situazione in Afghanistan, dove i Talebani colpiscono ogni giorno, non è certo migliore.
Ci voleva un bell'allarmismo da prima pagina.
Le notizie da Londra parlano di un «agente britannico infiltrato» nel gruppo dei cosiddetti terroristi da diversi mesi.
La notizia poi è stata alquanto modificata: forse non era un infiltrato ma un terrorista intercettato a sua insaputa… correzione opportuna.
Gli agenti infiltrati nei gruppi terroristici, ricorda Nasrallah, in genere non s'infiltrano per sventare attentati, ma per suggerirli.
L'infiltrato coincide con la storica figura dell'«agente provocatore», e istigatore di delitti per poterli poi sventare e farsene un merito con avanzamento di carriera (rileggetevi il romanzo veridico di Joseph Conrad, «L'Agente segreto»).
A questo proposito, Nasrallah ricorda che un paio di mesi fa sei giovani negri americani sono stati arrestati in Florida accusati di voler far saltare la Sears Tower di Chicago: sotto influenza, si è poi scoperto, di un agente FBI che aveva contattato i giovani fingendosi uno membro di Al Qaeda.
Non è difficile trovare in Inghilterra adolescenti islamici pronti a cadere nella trappola di agenti provocatori; in Italia, abbiamo constatato da giornalisti che giovani «neri» sono caduti nella stessa trappola, ricevendo bombe ed armi da funzionari del governo interessato a fare «strategia della tensione» (governo DC, per la precisione).

La strage di Brescia parve proprio un'operazione del genere.
Due giornalisti coraggiosi, Lega e Santerini, ci scrissero un libro («Strage a Brescia, potere a Roma») che accusava apertamente il ministro dell'Interno di allora, Taviani.
Che non querelò.
Solo, qualcuno comprò l'intera tiratura.
Alquanto sospetta, per Nasrallah, la storia dei finanziamenti degli sventati terroristi di Londra. Viaggi di due di loro in Pakistan per soldi.
Trasferimenti di denaro dal Pakistan.
Il tutto per comprare biglietti aerei che, sulla tratta Londra-New York, costano meno di 200 dollari.
Ma un'agenzia ci soccorre: «La Banca d'Inghilterra ha annunciato oggi il congelamento dei conti bancari di 19 dei 24 arrestati sospettati di coinvolgimento in un complotto per far esplodere aerei di linea tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti».
«La Banca d'Inghilterra - afferma l'Istituto in un comunicato - ha ordinato oggi che tutti i fondi appartenenti a questi individui o tenuti a loro nome (...) devono essere congelati».
Inoltre, «le istituzioni finanziarie e altre persone dovranno controllare se detengono conti o fondi, beni finanziari, risorse economiche o utili a nome degli individui le cui generalità sono allegate, e all'occorrenza dovranno congelare i conti bancari o altri fondi e riferire queste informazioni alla Banca d'Inghilterra».
«Questi i nomi dei sospetti: Ahmed Abdula Ali, Cossor Ali, Khuram Shazad Ali, Nabeel Hussain, Tanvir Hussain, Umair Hussain, Umar Islam, Wassem Kayani, Abdullah Assan Khan, Arafat Waheed Khan, Adam Osman Khatib, Muneem Abdul Patel, Tayib Rauf, Usman Muhammed Saddique, Assad Sarwar, Ibrahim Savant, Asmin Amin Tariq, Mohammed Shamin Uddin, Waheed Zaman»; ma sono nomi comunissimi. Centinaia di migliaia di persone li portano.
Bloccano i conti di tutti i Waheed Khan e gli Amin Tariq che ci sono in Pakistan?
E poi, questa storia dei conti congelati è di per sé ridicola.

La polizia inglese fuori da uno degli appartamenti frequentati dagli «attentatori».

E' una misura che si adotta, che so, per bloccare conti miliardari, come quelli di dittatori africani, Bokassa o Mobutu.
Ma quanto avevano questi giovanotti sul conto corrente?
Un milione di sterline?
Come britannici medi, sarebbe sorprendente se non avessero i conti in rosso.
Inoltre: ci hanno sempre detto e ripetuto che il terrorismo islamico si finanzia e trasferisce il denaro per i suoi delitti non tramite banca, ma lungo i canali finanziari islamici che servono anche per le rimesse degli emigrati, l'hawala, dove si paga sulla parola e non si lasciano tracce nei computer. Com'è che questi sofisticati terroristi con esplosivo liquido (nel biberon) ricevevano da Al Qaeda bonifici su banche, come oneste persone normalissime?
Esplosivo liquido?
Dalla nitroglicerina all'astrolite G (nitrato di ammonio più idrazina), hanno tutti una caratteristica scomoda: sono instabili, scoppiano se semplicemente scossi.
Qualche TV e giornale ha parlato della miscela che si disse usata dagli attentatori del metrò londinese, acido nitrico più perossido di idrogeno (alias acqua ossigenata).
Ma ciò che si ottiene da piccoli chimici è un composto diluito in moltissima acqua, che va prosciugata con acido solforico, altrimenti non esplode.
Operazione non facile da fare nelle toilettes degli aerei: troppi biberon, fra l'altro.
Aspettiamo lumi da Fox News e da Emilio Fede.

Un lettore mi fa notare un'altra stranezza: a proposito del blocco del traffico aereo a Heathrow, con perquisizione dei bagagli di decine di migliaia di passeggeri, costretti a gettare oli solari, dentifrici, sciroppi, biberon… precauzioni giuste, se si teme un attentato in corso, o nel caso si debba disinnescare una bomba.
Ma qui, l'attentato era già stato sventato.
Bush ne era a conoscenza da quattro giorni.
I «terroristi» già tutti in galera (arrestati a casa loro, come cocchi di mamma).
E allora a che scopo il grande blocco?
Proviamo a indovinarlo da soli.
A nostro modesto parere credere alla realtà dello sventato, sventatissimo attentato, si può solo a patto di avere il quoziente intellettivo di Emilio Fede, la paga di Magdi Allam, la cattedra di Vittorio Parsi, o almeno i fuoribusta Sismi dell'agente Betulla.
Ma gratis, no.
Anche se c'è qualcuno che fa finta di crederci per tirare l'acqua al proprio mulino.
Il lettore di cui sopra mi segnala anche l'articolo di fondo de Il Sole 24 Ore, non firmato.
Il succo dell'argomento: «di fronte a questa drammatica realtà (la strage dei biberon), la lotta al terrorismo deve essere un momento di unità».
Ecco: la migliore risposta della nazione all'Islam che ci attacca dai cieli e dai flaconi di shampoo è la «grande coalizione» per tagliarci le pensioni, come vuole Montezemolo; non a caso detto «Libera e Bella».

Ma basta ridere.
Riportiamo una notizia seria e grave, questa volta.
Da un'agenzia saudita, segnalatami da un amico americano.
Eccola: «Al Qaeda rifiuta di collaborare con Hezbollah».
Lo dice «un sito web di Al Qaeda in Arabia Saudita» (esiste, vedete: ha anche il sito) in data 2 agosto scorso.
Assicura, il sito, che «Al Qaeda» ha ricevuto la richiesta «dall'Iran» di «addestrare gli Hezbollah nei campi militari»: ed ha rifiutato, considerando gli sciiti come eretici.
La cosa non sembra danneggiare troppo Hezbollah, che paiono già fin troppo ben addestrati da soli. Al contrario di Bin Laden, che deve essere un po' giù di forma atletica dopo cinque anni di inattività, e di Al Qaeda, che non riesce a mettere a segno un attentato nei cieli di Londra senza far arrestare tutti i suoi biberon.
In ogni caso Al Qaeda - dice l'autentico sito di Al Qaeda - preferisce «aspettare che le due parti siano esauste».
Anzi, invita le sue «cellule dormienti» in Libano ad attivarsi per contrastare Hezbollah. Insomma, Al Qaeda combatte Hezbollah. Si è alleata con Israele.
In fondo, non è nemmeno una notizia. Osama bin Mossad.

11 agosto 2006

Gli attentati di Londra, qualcosa non quadra


Che tempismo, Israele cominciava ad essere il bersaglio della gente normale che non capisce come si possa reagire al sequestro di tre militari con migliaia di uccisioni deliberate in Libano ... ed ecco il miracolo che li salva, Blair si inventa un attentato, falso come quello del 7 luglio 2005! Falso come quello dell' 11 settembre organizzato dai sionisti e dal governo Bush. Scommettiamo che nelle prossime ore i telegiornali di mezzo mondo annunceranno legami tra gli attentati di Londra e l'Iran?
Rivisitiamo con distacco le fasi del primo attentato a Londra in un articolo di Joe Quinn.

Un anno fa, la mattina del 7 luglio 2005, qualcuno fece esplodere a Londra quattro bombe in punti strategici. Tre di esse esplosero alle 8.50 sui treni della metropolitana, a distanza di cinquanta secondi l'una dall'altra: la prima sulla Circle Line in direzione est, la seconda ancora sulla Circle Line in direzione ovest, e la terza sulla Piccadilly Line in direzione sud. Una quarta bomba scoppiò circa un'ora dopo, alle 9.47, su un autobus a due piani in Tavistock Square. Morirono 52 civili britannici innocenti, molti dei quali erano già diventati elettori delusi del governo Blair, come testimoniato dalla massiccia perdita di voti del partito laburista nelle elezioni politiche del marzo 2005.
Chi è stato?

Più tardi, quello stesso giorno, su un sito web islamico comparve la rivendicazione da parte di 'un gruppo in precedenza sconosciuto' che si autodefiniva "La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa". Sempre il 7 luglio venne resa pubblica una lettera, datata 20 giugno e firmata presumibilmente da Bin Laden, in cui si affermava che gli attentati di Londra facevano parte di una più ampia offensiva estiva da parte di Al Qaeda. Questa è la traduzione di parte di quella lettera:

"Gioiamo, perché è arrivato il momento di vendicarci dei massacri che sta compiendo in Iraq e in Afghanistan questo governo britannico di crociati sionisti. Gli eroici mujaheddin hanno portato a termine un sacro assalto a Londra. Ora l'Inghilterra brucia di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest. Abbiamo più volte ammonito il governo e la popolazione. Abbiamo mantenuto la nostra promessa e messo in atto il sacro attacco, e il successo di quest'attacco è dovuto agli strenui sforzi compiuti per un lungo periodo di tempo da parte dei nostri mujaheddin" etc etc.

Nel settembre del 2005, il presunto numero due di Al Qaeda, Ayman al-Zawahri, in un messaggio video trasmesso da Al Jazeera, dichiarava per la prima volta che Al Qaeda era responsabile degli attacchi suicidi del 7 luglio. Curiosamente in quel video il Mr. Magoo del terrorismo islamico affermava che i piani per rafforzare le leggi anti-terrorismo britanniche in seguito agli attentati, erano la dimostrazione della "orribile indole colonialista della Gran Bretagna". Come avevamo notato già in precedenza, sembra che Al Qaeda sia ben lieta di fornire al governo un pretesto per l'introduzione di rigidissime leggi anti-terrorismo, e nello stesso tempo di criticarlo quando queste leggi entrano in vigore.
Come detto, la rivendicazione da parte dello sconosciuto gruppo chiamato "La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa" apparve su un sito internet islamico. Una piccola ricerca ha prodotto un articolo pubblicato sul Guardian, il quale afferma:
La rivendicazione degli attacchi di Londra è apparsa per la prima volta su uno delle decine di siti islamici costantemente monitorati dai servizi segreti occidentali. Il comunicato, a nome di una "Organizzazione Segreta di Al Qaeda per la Jihad in Europa", diceva: 'Gli eroici mujaheddin hanno messo in atto un sacro assalto a Londra. Ora l'Inghilterra arde di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest'.

Il sito è arabo, al-qal3ah.com, registrato da Qalaah Qalaah ad Abu Dhabi, e usufruisce di un server di Houston. La società di Houston che possiede il server, di nome Everyone's Internet, ha dei collegamenti interessanti. E' stata fondata nel 1998 dai fratelli Robert e Roy Marsh, e dal 2002 ha guadagnato oltre 30 milioni di dollari.

Noto per le sue attività benefiche, Roy Marsh annovera fra le sue amicizie l'ex cognata del presidente George Bush, Sharon Bush, e il Segretario della Marina.

Nonostante queste ammissioni di colpevolezza da parte di un gruppo islamico e di Al Quaeda, nell'aprile del 2006 l'Observer ha pubblicato alcuni dettagli riservati di una prima stesura di quello che sarebbe poi diventato il rapporto del Ministero degli Interni sugli attentati, stilato da un funzionario pubblico per l'allora Ministro degli Interni Charles Clarke. Dopo gli attentati, il governo impedì un'indagine pubblica e approfondita sull'accaduto, pubblicando invece un rapporto finale "fantasioso", per così dire. Secondo quel primo rapporto, gli attentati erano stati organizzati con un budget di poche centinaia di sterline da quattro uomini che avevano utilizzato informazioni prese da internet. Nonostante essi si fossero recati in Pakistan, e nonostante le dichiarazioni di Osama e Al Zawahiri, il rapporto affermava che non c'era stato alcun supporto diretto da parte di Al Qaeda, e che gli incontri in Pakistan erano di natura "più ideologica che pratica".

Sfortunatamente, il rapporto finale del governo Blair ha poi sorvolato sui numerosi e pertinenti dettagli che pongono seri dubbi sull'accuratezza delle conclusioni ufficiali in merito alla natura sia degli attentatori che degli attentati.
Chimica fatta in casa o esplosivi ad alto potenziale?

Il governo Blair ha sostenuto la tesi secondo cui le bombe non erano altro che rudimentali ordigni fatti in casa, a base di acetone perossido messi insieme alla bell'e meglio, dato il ristrettissimo budget. Tuttavia, il 12 luglio del 2005, il Times di Londra ha pubblicato un articolo in cui si sosteneva che "probabilmente l'autore dell'assemblaggio delle quattro bombe è un'unica persona, molto esperta, che ha usato esplosivi militari ad alto potenziale". Il giornale affermava anche che componenti chimici simili erano stati trovati in tutti e quattro i luoghi degli attentati, portando così gli investigatori a credere che tutte le bombe fossero opera di una sola persona, in possesso di materiali che "non erano certo di fabbricazione casalinga, ma piuttosto sofisticati esplosivi militari, fatti entrare clandestinamente in Gran Bretagna dai Balcani". Il giornale citava anche una dichiarazione del Sovrintendente Christophe Chaboud, il capo della polizia anti-terrorismo francese, che si trovava a Londra per aiutare Scotland Yard: "La provenienza degli esplosivi sembra essere militare, il che è molto preoccupante".

Ulteriori conferme del fatto che gli esplosivi usati non erano 'fatti in casa' da quattro ragazzini si trovano in un articolo del luglio 2005 apparso sul quotidiano tedesco Bild am Sonntag, citato dal sito israeliano 'Ynet News':
Gli attacchi terroristici avvenuti a Londra la settimana scorsa potrebbero essere collegati ad un attentato suicida avvenuto sul lungomare di Tel Aviv nell'aprile 2003, ha scritto lunedì il quotidiano tedesco Bild am Sonntag.

Secondo il giornale, agenti del Mossad hanno informato le autorità britanniche che l'esplosivo usato nell'attentato di Tel Aviv sembra uguale a quello utilizzato negli attentati di Londra.

Dopo aver analizzato il materiale ritrovato dopo l'esplosione nel pub Mike's Place a Tel Aviv, il Mossad è giunto alla conclusione che è stato prodotto in Cina, e successivamente contrabbandato in Gran Bretagna, scrive ancora il giornale tedesco. Gli esplosivi sono stati probabilmente tenuti nascosti da terroristi legati ad Al Qaeda, che avevano la possibilità di eludere i controlli da parte delle forze di sicurezza inglesi.

Sempre secondo il quotidiano, il capo del Mossad Meir Dagan, ha detto che l'esplosivo in questione è molto potente, e 'molto più letale del plastico, e inoltre non viene rilevato ai controlli a causa della sua particolare composizione chimica'.

Il Mossad ha anche scoperto che la sostanza è stata sviluppata e prodotta dalla ZDF, una fabbrica di armi cinese situata a circa 65 chilometri da Pechino.

Come regola generale, difficilmente una minuscola organizzazione terroristica o qualche ragazzino inglese sarebbero in grado di procurarsi esplosivi militari ad alto potenziale, comprandoli da una fabbrica di armi cinese che generalmente circoscrive i suoi affari nell'ambito del commercio internazionale di armi fra governi. Ed è certamente interessante notare che gli esplosivi usati nei presunti 'attacchi terroristici islamici' di Londra e Tel Aviv siano stati fatti risalire ad una fabbrica cinese, considerando che sia il Regno Unito che Israele da lungo tempo commerciano armi con la Cina, in particolar modo esplosivi militari ad alto potenziale.

Tutti questi fatti sono stati ignorati dai rapporti governativi britannici, i quali continuano a sostenere che gli esplosivi usati sono stati prodotti usando 'sostanze chimiche di fortuna'.

Sorprendenti coincidenze?

Incredibilmente, proprio la mattina del 7 luglio 2005, la Visor Consultants, un'agenzia di 'consulenza per la gestione delle crisi', stava conducendo un'esercitazione antiterrorismoche simulava attacchi dinamitardi nelle stesse stazioni ferroviarie in cui poco dopo si sarebbero verificati davvero.

Peter Power, direttore della Visor Consultants ed ex membro del ramo anti-terrorismo di Scotland Yard, il 7 luglio 2005 in un'intervista alla BBC dichiarò:
POWER – 'Stamattina alle 9.30 noi eravamo effettivamente in piena esercitazione, per conto di una società che conta più di mille persone a Londra, esercitazione basata su alcune bombe sincronizzate che dovevano esplodere esattamente nelle stazioni della metropolitana dove sono poi effettivamente esplose. Mi si rizzano ancora i capelli quando ci penso'.

INTERVISTATORE – 'Per essere più chiari, voi avevate organizzato un'esercitazione per essere preparati a gestire una certa situazione, e questa si è verificata proprio mentre voi conducevate questa esercitazione?'

POWER – 'Precisamente, erano circa le 9 e 30 di mattina. Noi avevamo organizzato quest'esercitazione per una società, di cui non dirò il nome per evidenti ragioni, ma loro in questo momento mi stanno ascoltando e lo sanno. Eravamo in una stanza piena di esperti in questo genere di cose che si incontravano per la prima volta. In cinque minuti abbiamo deciso che quello che stava accadendo era reale e abbiamo attivato le appropriate procedure di gestione della crisi, in modo da poter passare dall'azione lenta all'azione rapida, e così via'.

Il signor Power si è rifiutato di dire il nome della società che aveva richiesto il suo aiuto per inscenare un finto attacco terroristico sulla metropolitana di Londra, tuttavia il sito della Visor dichiara: 'fra i nostri clienti ci sono una delle sette maggiori compagnie degli Stati Uniti, e i dipartimenti chiave del governo britannico'.

Può davvero essere considerato una semplice coincidenza il fatto che una simulazione di attentato veniva organizzata nello stesso momento e negli stessi luoghi in cui avvenivano gli attentati reali? E il fatto che una simile incredibile coincidenza si sia verificata anche la mattina dell'11 settembre 2001, quando la FEMA [1] stava simulando un attacco terroristico biochimico, non dovrebbe farci drizzare le antenne?

E che dire del fatto che la mattina dell'11 settembre 2001, funzionari dell'NRO [2] avevano pianificato e stavano mettendo in pratica un'esercitazione in cui un aereo senza controllo si schiantava contro uno dei loro edifici?

Il governo degli Stati Uniti ha parlato di 'bizzarre coincidenze'. Voi come le chiamereste? Da quale punto in poi le 'coincidenze' si possono considerare prove di un'attività criminosa?

La mattina dell'11 settembre, oltre alla FEMA, provvidenzialmente già sul posto quando avvennero gli attentati, un certo signor Richard Sheirer, in qualità di Direttore dell'Ufficio Gestione delle Emergenze del Sindaco, fu uno dei principali protagonisti nella supervisione delle operazioni di salvataggio e recupero. Nell'ufficio dell'ormai uscente Sindaco di New York, Giuliani costituì la Giuliani and Partners, una società 'dedita ad aiutare i leader a risolvere questioni strategiche critiche, ad accelerare lo sviluppo, e ad accrescere la reputazione e il prestigio delle loro organizzazioni in un contesto di valori strenuamente difesi', e altre espressioni senza senso del gergo affaristico. Il punto cruciale è che Giuliani prese Sheirer come suo stretto confidente, e Sheirer attualmente si gode la vita come vicepresidente della Giuliani and Partners. La 'bizzarra coincidenza' che vorrei far notare sta nel fatto che Sheirer e il summenzionato Peter Power, direttore della Visor Consultants, hanno rapporti piuttosto stretti, e a partire dal gennaio 2005 fanno parte del comitato consultivo del Canadian Centre for Emergency Preparedness , e sia la Giuliani and Partners che la Visor Consulting sono specializzate nella sicurezza e nelle esercitazioni anti-terrorismo.

Coincidenze su coincidenze! Ma c'è di meglio.
Indovinate dove si trovava, casualmente, Rudolf Giuliani la mattina del 7 luglio 2005? Rudy era comodamente ospitato al Great Eastern di Londra, un hotel a poche centinaia di metri dalla stazione di Liverpool Street, luogo dell'esplosione di una delle quattro bombe. Nello stesso hotel di Giuliani, la Borsa di Tel Aviv, sempre casualmente, stava tenendo una conferenza. Indovinate chi era il relatore principale? L'allora Ministro delle Finanze israeliano Benjamin Netanyahu. La stessa persona che subito dopo l'attacco alle Torri Gemelle, ad un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse, rispondeva:

'Va molto bene, cioè voglio dire, non va bene, ma tutto ciò susciterà un'immediata simpatia verso Israele'.

Alla fine Netanyahu non arrivò mai al Great Eastern Hotel perché, come abbiamo saputo dalla stampa nei giorni successivi, Netanyahu era stato avvertito dall'ambasciata israeliana (per mezzo della polizia) che sarebbero esplose alcune bombe, e che era meglio che se ne rimanesse nel suo albergo di Mayfair. Il famoso rapporto del governo non finge nemmeno di indagare sul fatto che la polizia sapesse degli attentati almeno 6 minuti prima (forse anche di più), quando invece 'ufficialmente' le autorità non sapevano nemmeno di avere a che fare con delle bombe, e almeno fino a quando non è saltato in aria il bus, un'ora dopo la prima bomba, pensavano che le esplosioni fossero state provocate da un sovraccarico elettrico.

CC TV – Circuito Chiuso o Completa Contraffazione?

Secondo il rapporto ufficiale, gli attentatori furono identificati attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso, che li ripresero mentre entravano nella stazione ferroviaria di Luton alle 7:21 della mattina del 7 luglio.
Tuttavia, un articolo del Sunday Mailriportò la testimonianza di un sopravvissuto all'esplosione del bus, che affermava di aver visto il presunto attentatore Hasib Hussain:
Richard Jones, scampato all'esplosione del bus, ieri ha raccontato di come si è trovato faccia a faccia con uno degli attentatori. L'esperto di informatica scozzese è sceso dal bus maledetto pochi secondi prima della terribile esplosione che ha ucciso 13 passeggeri.

'Quel giovane a un certo punto ha iniziato a frugare in una borsa, o qualcosa di simile, che teneva fra i piedi'. ha raccontato all'Associated Press.

Jones ha detto che il ragazzo era alto circa un metro e ottanta, sui venticinque anni, ben rasato e ben vestito. Indossava pantaloni a scacchi chiari a vita bassa, che lasciavano intravedere biancheria intima firmata, e una maglietta coordinata. 'La biancheria sembrava molto costosa, bianca con una striscia rossa sull'orlo… Si trovava proprio davanti a me, al piano inferiore, dal lato del conducente, esattamente dove è avvenuta l'esplosione'.

A sinistra, nell'immagine sopra, si vede Hasib Hussain entrare nella stazione di Luton il 7 luglio, portando con sé presumibilmente la bomba. A destra, sempre Hussain all'interno della stazione.

Confrontate i suoi vestiti con quelli descritti dal testimone oculare che afferma di averlo visto sull'autobus.

Fino ad oggi, queste sono le uniche immagini che la polizia inglese ha reso note, e si rifiuta di diffondere ulteriori filmati delle tv a circuito chiuso, che a loro dire mostrerebbero i quattro 'attentatori' comparire nell'atrio della stazione di King's Cross dove, secondo il romanzesco rapporto del Ministero degli Interni, si abbracciano fra di loro e sembrano 'euforici'.

Carte d'identità Indistruttibili

La polizia dichiarò di essere in grado di recuperare dalle scene degli attentati, grazie ad un incredibile colpo di fortuna, carte di credito e documenti, cosa che avrebbe permesso di identificare rapidamente gli autori del crimine. In mezzo ad un inferno di lamiere contorte e brandelli insanguinati di corpi umani, vennero recuperate carte di credito e carte d'identità. Due settimane dopo gli attacchi, il governo pakistano, per ragioni ignote, rilasciò la copia di un passaporto appartenente ad Hasib Hussain. Secondo le autorità britanniche, quel passaporto testimoniava che il 15 luglio del 2004 Hussain e i suoi amici terroristi avevano visitato Karachi in Pakistan, e ciò costituiva la prova che avevano ricevuto 'una formazione ideologica orientata alla Jihad'. Il fatto è che, come riportato dalla BBC, quel passaporto apparteneva in realtà ad un ragazzo decisamente vivo, residente ad High Wycombe, un quartiere a nord ovest di Londra, e anche lui di nome Hasib Hussain. Come si diceva nel servizio della BBC: 'La prova che dimostrava che tutti e tre gli attentatori di origine pakistana erano stati in Pakistan l'anno scorso è quantomeno dubbia'.

Le dichiarazioni sui miracolosi ritrovamenti dei documenti dei terroristi sono curiosamente simili ad alcuni eventi dell'11 settembre, in particolare all'incredibile (letteralmente) recupero, tra le macerie delle torri, del passaporto appartenente ad uno dei presunti dirottatori. Ricordiamo anche che secondo la BBC,almeno quattro dei dirottatori, subito dopo l'attentato erano ancora vivi.

Viaggi Impossibili?

Secondo il governo e la polizia, i terroristi salirono a Luton alle 7.40 sul treno per King's Cross, da cui avrebbero poi preso i rispettivi 'treni della morte'. I tre treni lasciarono la stazione di King's Cross alle 8.35, 8.42 e 8.48.

Però, come si può vedere dall'orario ufficiale, il treno delle 7.40 da Luton fu cancellato, così come quello delle 7.46, lasciando così agli attentatori come unica possibilità quello delle 7.48, che arrivò a King's Cross alle 8.42. Questo significa che due di loro non avrebbero avuto il tempo di prendere il treno sul quale sarebbero poi state fatte esplodere le bombe. Naturalmente, se fossero invece arrivati a Luton alle 7.21 avrebbero potuto prendere i treni delle 7.24 o delle 7.30 per King's Cross, ma il romanzesco Rapporto Ufficiale insiste col dire che presero quello delle 7.40. Nessuna spiegazione al proposito è stata mai fornita dalle autorità.
Bombe a risucchio?

Analogamente, nel rapporto ufficiale brilla per la sua assenza qualsiasi riferimento ad un'inquietante testimonianza riportata dal Cambridge Evening News del luglio 2005. Il ballerino Bruce Lait era appena salito sul treno alla stazione di Liverpool Street quando si verificò l'esplosione.
'Eravamo saliti da non più di un minuto, quando accadde qualcosa. Ci fu come una gigantesca scarica elettrica che ci fece esplodere i timpani e perdere i sensi. […] Eravamo proprio nella carrozza in cui si trovava la bomba. Non capivo cosa stava succedendo'.

Lui e Crystal, la sua partner di ballo, furono aiutati ad uscire dalla carrozza, e appena fuori un poliziotto indicò il punto in cui era esplosa la bomba.

'Il poliziotto disse 'attento a quel buco, lì è dove era la bomba'. Il metallo era stato spinto verso l'alto come se la bomba fosse stata sotto al treno. Pare che pensino che la bomba sia stata lasciata sul pavimento in una borsa, ma io ricordo che dove si sarebbe trovata la bomba non c'era nessuno, e nessuna borsa'.

Se qualcuno fosse così gentile da spiegarmi come una bomba posta in una borsa sul pavimento di un treno, esplodendo possa piegare le lamiere verso l'interno, gliene sarei molto grato.

Per Amore del Terrore

Ho già scritto in precedenzaa proposito della strategia di contro-insurrezione attualmente adottata dai servizi segreti militari britannici e statunitensi in Iraq, strategia che prevede operazioni segrete contro i civili, con lo scopo di confondere e demoralizzare la popolazione irachena e la resistenza da essa sostenuta, nel tentativo di consolidare il controllo da parte del governo Usa sul futuro dell'Iraq. La mia opinione riguardo agli attacchi dell'11 settembre, e alle bombe di Madrid e Londra, è che siamo di fronte allo stesso tipo di tattica. L'unica differenza è che questa volta viene utilizzata contro la popolazione civile degli Stati Uniti, della Spagna e della Gran Bretagna.

Esiste un legame molto chiaro fra la guerra anglo-statunitense e israeliana in Iraq, in Palestina e presto in tutto il Medio Oriente, e il bisogno da parte della popolazione europea e statunitense di credere che la 'guerra al terrorismo islamico' esista veramente. Dopotutto l'invasione e l'occupazione dell'Iraq da parte delle forze anglo-statunitensi è iniziata sotto l'egida della suddetta comune 'guerra al terrorismo islamico', dunque è necessario che la popolazione di questi paesi continui a credere nel 'pericolo del terrorismo', in modo che i governi statunitense, britannico e israeliano possano impunemente continuare, ed espandere, la loro guerra di aggressione in tutto il Medio Oriente. Data l'assenza di qualunquerealeminaccia terroristica nel mondo, questi governi hanno capito ormai da tempo che una minaccia di questo tipo bisogna fabbricarla. In tutti i presunti attentati di matrice islamica avvenuti in questi ultimi anni esistono prove di questa campagna di mistificazione, e i macroscopici buchi nei resoconti ufficiali su questi attentati non fanno altro che avallare questa tesi.

Forest Gate - Operazione Terrore Psicologico

Il 2 giugno 2006, 250 agenti di polizia armati fino ai denti hanno fatto irruzione in una casa in East London dove, secondo loro, i 'terroristi islamici' stavano fabbricando armi chimiche da usare contro gli innocenti londinesi. Durante l'operazione, diventata famosa come 'Forest Gate Raid', I due fratelli che vivevano lì sono stati arrestati, e uno di loro anche ferito. In una conferenza stampa dopo il loro rilascio, i fratelli (di 20 e 23 anni) hanno raccontato le loro traversie.
Quando Kahar ha sentito che la porta d'ingresso veniva sfondata, ha pensato che si trattasse di una rapina, ed è uscito dalla sua stanza da letto per scendere al piano di sotto. Lì, da nemmeno un metro di distanza, un poliziotto ha aperto il fuoco senza prima né identificarsi né dare un avvertimento. 'Appena mi ha visto mi ha sparato' ha raccontato Kahar. Il proiettile è entrato nel torace ed è uscito dalla spalla, e non lo ha ammazzato per pochi centimetri. 'Lo supplicavo 'per favore, per favore, non riesco a respirare', e lui mi ha preso a calci in faccia dicendo 'chiudi quella cazzo di bocca'…un altro degli agenti mi ha schiaffeggiato…ho pensato che mi avrebbero sparato di nuovo, o che avrebbero sparato a mio fratello'.

Anche Koyair, l'altro fratello, è stato insultato e malmenato. La loro anziana madre è stata trascinata fuori in manette. La sorella, Humeya Kalam, ha raccontato alla BBC: 'Mi sono svegliata col rumore di porte e finestre che venivano sfondate. Mi sono alzata, ho aperto la porta e ho visto un uomo vestito di nero che mi puntava contro un fucile'. Nel frattempo, la polizia irrompeva nella casa accanto, e riservava ai residenti il medesimo trattamento.


Come prevede l'ormai noto copione, la polizia ha tentato subito di infangare le due vittime, prima dicendo che Kahar era stato colpito dopo una colluttazione con gli agenti, poi che in realtà era stato colpito da suo fratello durante la lotta, e infine che un poliziotto aveva sparato 'accidentalmente' per colpa dei guanti troppo spessi che indossava. È stato anche dichiarato che i due fratelli avevano partecipato a manifestazioni di militanti islamici, e che la ferita di Kahar era superficiale. Naturalmente erano tutte spudorate bugie, e i due fratelli erano totalmente innocenti, ma la cosa più assurda è stata la successiva rivelazione per cui l'informatore che ha portato la polizia a compiere il raid era un 'totale incapace' con un QI di 69.

Si tratta di Mohammed Abu Bakr Mansha (22 anni), è un amico dei due fratelli, e in gennaio è stato imprigionato perché trovato in possesso dell'indirizzo di un soldato britannico decorato. L'operazione di cui sopra ha richiesto 250 agenti armati e vestiti di tute anti-contaminazione, per un raid prima dell'alba in una casa di Londra. Operazioni come questa non vengono autorizzate senza prima una preparazione meticolosa, compresa, in teoria, una rigorosa verifica delle informazioni, per essere certi che 'l'obiettivo' sia un autentico, o almeno verosimilmente autentico, 'terrorista'. Dobbiamo dunque presumere che i 'sicurocrati' britannici che hanno deliberato l'operazione non si fossero resi conto che, visto che l'informatore era un incapace idiota di 22 anni, qualunque sua affermazione avrebbe dovuto essere esaminata con un certo sospetto, soprattutto sapendo che gli era stato offerto un rilascio anticipato in cambio di qualunque informazione sui 'terroristi' potesse fornire, e che quindi c'era la concreta possibilità che le informazioni fossero false, come poi in effetti si sono rivelate essere?

L'ovvia conclusione è che il raid di Forest Gate ha avuto il via libera nonperché nessuno ha avuto dubbi sulla 'soffiata' dell'idiota, ma più che altro perché sarebbe servito a rafforzare nella mente della popolazione britannica la convinzione che il terrorismo islamico è una minaccia reale per tutto il mondo, e che quindi il governo Blair è pienamente legittimato ad introdurre draconiane leggi anti-terrorismo. Dopo tutto, se 250 poliziotti in assetto da guerra sfondano porte e sparano alla gente, devono avere un'ottima ragione per farlo, giusto? Beh certo, un'ottima ragione c'è, ma non ha niente a che vedere con la giustizia come io o voi la intendiamo, a meno di non essere stati raggirati.

Caramelle da un bambino

Ricordiamoci anche dell''affare Miami Seven' , in cui un agente dell'FBI sotto copertura, fingendo di essere un membro di Al Qaeda, entrò in contatto con un gruppo di sempliciotti che vivevano in un magazzino in Florida. Il nome del gruppo era 'The Sea Of David', ed era quanto di più lontano ci potesse essere da una cellula di 'terroristi islamici'. Dichiaravano di essere Cristiani 'educati dalla bibbia'. In un perfetto esempio di come gli agenti del governo degli Stati Uniti si adoperano alacremente per fabbricare il terrorismo islamico, l'agente sotto copertura:

contattò il gruppo e chiese ai componenti se volevano entrare in Al Qaeda;

fece prestare giuramento ad uno di loro come membro di Al Qaeda;

offrì loro 50.000 dollari;

fornì loro equipaggiamento militare e una videocamera;

riferì che avevano intenzione di far saltare qualche edificio governativo;

riferì che volevano far saltare la Sears Tower [3];

riferì che volevano scatenare 'una guerra a tutto campo contro gli Stati Uniti';

disse che uno di loro sapeva cosa fosse la Sears Tower, e che addirittura una volta era stato a Chicago.

Tutto questo ebbe gran risalto sui canali d'informazione ufficiali, e fu portato come prova che una 'cellula terroristica islamica' si stava preparando ad un attacco contro la popolazione statunitense. Nessuno si sognò di usare l'espressione più appropriata per tutta la faccenda: trappola.
Jihad dalla prigione

Il grande spauracchio ed ex leader di Al Quaeda in Iraq Al Zarqawi, è stato ucciso nel giugno del 2006 da un bombardamento sul suo nascondiglio in Iraq. Una foto della sua faccia solo leggermente ammaccata, nonostante due bombe da 500 libbre avessero colpito la sua testa, ha fatto il giro del mondo affinché tutti vedessero che non solo al 'guerra al terrore' è reale, ma che gli Stati Uniti la stavano attivamente combattendo. Immediatamente dopo la dipartita di Al Zarqawi, c'era assoluto bisogno di un successore, e così, per gentile concessione di uno dei tanti dubbi filmati di Osama, saltò fuori un certo Abu Hamza al-Muhajir, il quale venne nominato ufficialmente successore di Al Zarqawi, nonché colui che guidava la guerra santa contro gli invasori dell'Iraq. Purtroppo però il governo statunitense non fece in tempo a sbattere sulla sua testa 5 milioni di dollari di taglia, perchè questa nuova bolla di finto terrorismo islamico venne fatta scoppiare senza troppi complimenti da un avvocato egiziano, che dichiarò di aver recentemente visitato 'al-Muhajir' in un carcere egiziano, in cui aveva trascorso gli ultimi sette anni della sua vita.
Ora, mi piacerebbe avere le risposte ad un paio di domande: non pensate che Osama, se è veramente quello che gli Statunitensi dicono sia, avrebbe dovuto sapere che nominare come nuovo leader della Jihad un uomo rinchiuso in una cella in Egitto potesse essere leggermente problematico? Per quale motivo dunque avrebbe dovuto annunciare, attraverso uno dei suoi tristemente noti (e piuttosto sospetti) filmati, che un detenuto avrebbe guidato il terrorismo in Iraq e nel resto del mondo?

Amici, tutto questo puzza, e abbiamo a che fare con un odore particolare. Se ne seguiamo la scia, arriviamo a Langley in Virginia, Thames House a Londra, ed Herzliya in Israele [4].

Affermare l'ovvio

I fatti sono chiari: non esiste il terrorismo islamico nei termini in cui ce lo raccontano, cioè una rete mondiale di terroristi che vogliono 'colpire la popolazione civile ovunque'. Ogni affermazione di questo tipo è pura propaganda governativa di stampo nazista.

Tutto questo potrebbe sembrare uno scherzo, sebbene alquanto malato, che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele stanno facendo al resto del mondo, ma dal loro punto di vista è tutt'altro che uno scherzo, e i 200.000 civili iracheni più un imprecisato numero di palestinesi massacrati in nome della 'guerra al terrore islamico' sono lì a testimoniarlo.

E' (di nuovo) ora di svegliarsi, e di smetterla di ingoiare allegramente le bugie e le mistificazioni dei governi. Una guerra inutile e brutale è stata scatenata nel nostro nome e, fino ad ora, con il nostro sostegno. Per quanto ancora il massacro continuerà, dipende solo ed esclusivamente da noi


[1] Federal Emergency Management Agency, un'agenzia incaricata della gestione delle crisi.

[2] National Reconnaissance Office. E' un ufficio facente parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che costruisce e gestisce i satelliti spia. Il dipartimento è stato creato nel 1960 e la sua sede principale si trova a Chantilly, Virginia. Il NRO inoltre coordina la gestione e l'analisi delle informazioni ricevute dagli aeroplani e satelliti spia militari di proprietà della CIA. (fonte: Wikipedia)

[3 ]Uno dei grattacieli più alti del mondo, simbolo di Chicago.

[4] Sedi rispettivamente della CIA, dell'MI6 (servizi segreti britannici) e del Mossad (servizi segreti israeliani).
FONTE: http://signs-of-the-times.org/ (10 Agosto 2006)