29 luglio 2008

Confessioni di un sicario economico


Fra di loro si definiscono confidenzialmente “E.H.M”, o Economic Hit-Man (sicario economico), anche se ufficialmente sono dei noti e rispettati personaggi della finanza mondiale.

Uno di questi è John Perkins, che dopo una lunga e brillante carriera nel settore ha pubblicato un libro, “Confessions of an economic hit-man”, nel quale racconta per filo e per segno come venisse pagato profumatamentre per aiutare gli Stati Uniti a ingannare i paesi poveri nel mondo, con prestiti di miliardi di dollari che questi paesi non avrebbero mai potuto ripagare. In questo modo le corporations americane potevano in seguito impadronirsi della loro intera economia, arrivando a costruire quello che Perkins definisce un vero e proprio impero moderno.

A parte la “conversione” ben poco convincente di Perkins, il meccanismo da lui descritto aiuta a comprendere meglio dozzine e dozzine di situazioni nel mondo che inizialmente ci appaiono velate da una strana ambiguità. Come dice il proverbio, “follow the money”, e arrivi sicuramente alla verità. (M.M.)
°
Seguono alcuni estratti dell’intervista che Perkins ha concesso a “Democracy Now!” di Amy Goodman.

“Confessioni di un sicario economico” – di John Perkins

Venivamo preparati per il nostro lavoro, che era quello di costruire l’impero americano. Dovevamo creare delle situazioni in cui la maggior parte possibile di risorse fluisse verso il nostro paese, verso le nostre corporations, il nostro governo, e in questo abbiamo avuto un grande successo.

Abbiamo costruito il più grande impero nella storia dell’umanità. Ciò è accaduto negli ultimi cinquant’anni, a partire dalla seconda guerra mondiale, e con un uso assolutamente minimo di forza militare. Soltanto in casi eccezionali, come quello dell’Iraq, ...
... si utilizza l’esercito come ultima risorsa.

Questo impero, a differenza di ogni altro impero nella storia, è stato costruito prima di tutto attraverso la manipolazione economica, attraverso l’inganno, attraverso la frode, attraverso la seduzione degli altri verso il nostro modo di vita, e attraverso l’uso dei sicari economici come me.

Fui reclutato in una scuola di economia, sul finire degli anni 60, dalla NSA (National Security Agency), la più grande e meno compresa organizzazione di spionaggio nazionale. Ma in ultima analisi lavoravo per le corporations private.

Il primo vero sicario economico risale agli anni 50: era Kermit Roosevelt, il nipote di Teddy, che rovesciò il governo dell’Iran - un governo democraticamente eletto – di Mossadegh. Kermit fu così bravo nell’ottenere quel risultato senza versare una goccia di sangue – beh, un po’ di sangue fu versato, ma non vi fu un intervento militare – e con una spesa di alcuni milioni di dollari rimpiazzammo Mossadegh con lo Scià dell’Iran. A quel punto capimmo che questa idea del sicario economico era ottima.

Quando agivamo in questo modo, non dovevamo preoccuparci della Russia. Il problema è che Roosevelt era un agente della CIA, era un impiegato del governo, e se fosse stato scoperto avrebbe causato notevoli complicazioni. A quel punto si prese la decisione di utilizzare le organizzazioni come la CIA e la NSA solo per reclutare potenziali sicari economici come me, per poi mandarli a lavorare per compagnie private di consulenza, società di ingegneria, compagnie di costruzione, in modo che se fossimo stati scoperti non vi sarebbe stato alcun collegamento con il governo.

Io lavoravo per una compagnia chiamata Chas. T. Main di Boston, nel Massachusetts. Eravamo circa 2 mila impiegati, e io ero il capo del settore economico. Sono arrivato ad avere fino a 50 persone che lavoravano per me. Ma il mio vero lavoro era quello di concludere affari. Facevo dei prestiti ad altre nazioni, prestiti enormi, molto più grandi di quelli che avrebbero mai potuto ripagare. Una delle condizioni del prestito – diciamo ad esempio un miliardo di dollari, ad un paese come l’Indonesia o l’Ecuador - era che il paese avrebbe dovuto restituire il 90% del denaro a una società americana che costruisse le sue infrastrutture, come la Halliburton o la Bechtel, che erano le più grandi.

Queste società andavano nel paese e costruivano un sistema elettrico, dei porti, o delle autostrade, che in realtà servivano solo alle poche famiglie benestanti del paese, mentre la povera gente restava con un debito sulla gobba che non avrebbe mai potuto ripagare. Un paese come l’Ecuador oggi deve versare più del 50% per suo prodotto lordo nazionale per pagare i suoi debiti, e in realtà non ce la può fare. Con loro abbiamo quindi il coltello dalla parte del manico. Se un giorno, ad esempio, vogliamo più petrolio, andiamo in Ecuador e diciamo: “Voi non siete in grado di ripagare vostro debito, per cui date alle nostre società le vostre foreste amazzoniche, che sono piene di petrolio”. Dopodichè noi arriviamo, distruggiamo la foresta dell’Amazzonia e obblighiamo l’Ecuador a darla noi, a causa del debito che ha accumulato.

Quando facciamo questi grandi prestiti, la maggior parte dei soldi torna comunque negli Stati Uniti, mentre il paese rimane con il debito, più un interesse enorma da pagare, e questi diventano praticamente i nostri servi, i nostri schiavi. È un impero, non c’è altro modo di definirlo. È un impero enorme, e in questo noi abbiamo avuto grande successo.

Quando mi hanno reclutato, quelli della NSA mi hanno sottoposto a una lunga serie di test della verità. Hanno scoperto tutte le mie debolezze, e mi hanno immediatamente sedotto. Hanno usato le droghe più potenti della nostra cultura, il sesso il potere e i soldi, per convincermi a passare dalla loro parte.

Se non avessi vissuto la vita di un sicario economico, farei molta fatica a credere che queste cose accadano. Ora invece ho scritto questo libro perché il nostro paese ha bisogno di capire: se la gente di questa nazione capisce come funziona davvero la nostra politica economica, che cosa è l’aiuto ai paesi poveri, come funzionano le nostre corporations, dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse, so che esigerà un cambiamento.

Ricordate, quando all’inizio degli anni ‘70 l’OPEC faceva tutto quello che voleva, e ci razionava le importazioni di petrolio? Noi facevamo lunghe code in macchina alla stazione di servizio, e il paese aveva paura di dover affrontare un'altra depressione come quella del ’29. Questo per noi era inaccettabile, e a quel punto il Ministero del Tesoro ha reclutato me e alcuni altri sicari economici, e siamo partiti per l’Arabia Saudita.
Sapevamo che l'Arabia Saudita era la chiave di volta per uscire dalla nostra schiavitù e prendere in mano la situazione. E così abbiamo messo a punto un accordo, grazie al quale la Reale Casa saudita avrebbe rispedito negli Stati Uniti la maggior parte dei petroldollari, e li avrebbe investiti in titoli governativi. Il Ministero del Tesoro avrebbe usato gli interessi di questi titoli per finanziare società americane che costruissero in Arabia Saudita nuove città e nuove infrastrutture -cosa che abbiamo fatto.

La Casa Reale saudita si impegnava a mantenere il prezzo del petrolio entro limiti accettabili per noi - cosa che negli anni ha sempre fatto - mentre noi ci impegnavamo a mantenere al potere la Reale Casa saudita.

Questo è uno dei motivi principali per cui siamo scesi in guerra con l’Iraq. In Iraq avevamo provato a implementare lo stesso tipo di strategia che aveva avuto così tanto successo in Arabia Saudita, ma Saddam Hussein non ci era cascato.

Quando i sicari economici falliscono nel loro obiettivo, entrano in gioco gli sciacalli, ovvero gli agenti della CIA, che si infiltrano nel paese e cercano di fomentare un colpo di stato, o una rivoluzione. Se anche quello non funziona, provano con l’assassinio vero e proprio. Ma nel caso dell’Iraq non riuscivano a colpire Saddam Hussein, che aveva molti sosia e delle ottime guardie del corpo, e non si riusciva a farlo fuori. A quel punto è subentrata la terza linea strategica, nella quale i nostri giovani uomini e donne vengono mandati a uccidere ed essere uccisi, che è quello che chiaramente è successo in Iraq.

Io mi sono sempre sentito in colpa, fin dall’inizio, ma ero sedotto dal potere delle droghe moderne - sesso potere e denaro - che avevano un forte ascendente su di me. E inoltre venivo continuamente complimentato per quello che facevo, ero “capo economista“, e facevo cose che piacevano molto a Robert Mac Namara.

Ho sempre lavorato molto, molto da vicino con la Banca Mondiale. La Banca Mondiale fornisce la maggior parte dei soldi che vengono usati dai sicari economici. Ma dopo l’11 settembre qualcosa è cambiato dentro di me. Sapevo che questa storia andava raccontata, perché quello che è accaduto l’11 settembre è il diretto risultato del lavoro dei sicari economici. E l’unico modo in cui torneremo a sentirci sicuri in questo paese, l’unico modo in cui torneremo a sentirci bene, è usando i sistemi che abbiamo messo in atto per creare un cambiamento positivo nel mondo. Sono profondamente convinto che questo sia possibile. Io credo che la Banca Mondiale e altre istituzioni possano essere re-indirizzate a fare quello che dovevano fare originariamente, e cioè aiutare a ricostruire le parti più devastate del mondo. Aiutare la povera gente. Ci sono 24 mila esseri umani che muoiono di fame ogni giorno, e noi questo possiamo cambiarlo.

di Massimo Mazzucco

Un'altra banca USA a rischio...


Da alcuni giorni circolavano previsioni non buone: secondo gli analisti, la Wachovia - la quinta banca degli Stati uniti - avrebbe annunciato perdite che nel secondo trimestre avrebbero sfiorato i 5 miliardi di dollari, mentre ancora più ottimista si era detta la stessa banca che un paio di settimane fa aveva previsto perdite inferiori ai 3 miliardi. Le anticipazioni, però, sottovalutavano il profondo rosso della colosso bancario Usa: ieri mattina la banca ha comunicato che tra aprile e giugno di quest'anno ha chiuso i conti con una perdita di 8,662 miliardi di dollari (4,2 dollari per azione) contro un utile di 2,3 miliardi nello stesso periodo del 2007. Una conferma che la crisi del sistema bancario - partita un anno fa con la crisi dei mutui subprime - non è ancora conclusa.
Wachovia, come prima conseguenza delle perdite, ha annunciato il taglio di 6.350 posti di lavoro. La banca ha reso noto di aver effettuato svalutazioni per 6,1 miliardi di dollari e di aver incrementato di 4,2 miliardi di dollari le riserve per far fronte ai crediti a rischio. «Questi risultati sono deludenti e inaccettabili - ha commentato il presidente Lanty Smith - riflettono un indebolimento della situazione macroeconomica e un vento contrario a livello industriale. Inoltre riflettono prestazioni di cui ci sentiamo responsabili come banca». Lo scorso 9 luglio Wachovia aveva previsto una perdita trimestrale tra 2,6 e 2,8 miliardi di dollari, pari a 1,23/1,33 dollari ad azione. Quello stesso giorno la banca aveva annunciato l'arrivo come amministratore delegato dell'ex sottosegretario al Tesoro, Robert Steel, al posto di Ken Thompson, che si era dimesso un mese prima. Steel sta tentando di aumentare il capitale, tagliare i rischi e cedere le attività legate alla disastrosa acquisizione da 24,2 miliardi di dollari di Golden West Financial Corp, effettuata nell'ottobre del 2006.
Intanto ieri Henry Paulson, il segretario al tesoro, ha fatto sapere che in settimana sarà varata una legge per garantire la sopravvivenza a Freddie Mac e Fannie Mae. La riforma, ha spiegato, non sosterrà solo le due agenzie, ma anche tutti i mercati finanziari, dato che «la stabilità di Freddie e Fannie è cruciale per la stabilità dei mercati». Secondo le stime della Cbo, l'ufficio studi del Congresso, il salvataggio di Freddie e Fannie costerà 25 miliardi di dollari. Paulson ha anche detto - molto banalmente - che la crisi dei mercati finanziari durerà finché non comincerà una ripresa del settore immobiliare; ma che non si prevede che i tempi saranno brevi. E ha anche ripetuto che è nell'interesse degli Usa avere un dollaro forte. In ogni caso, l'economia è sana. Quanto sia effettivamente sana, non è facile da quantificare.
L'ultima tegola è arrivata ieri da un report di Merril Lynch che prevede una discesa del Pil Usa del 2,5% sia nel quarto trimestre di quest'anno che nei primi tre mesi del 2009. Il prossimo anno rischia di essere peggiore del 2008, visto che lo studio ipotizza una contrazione dello 0,5% del prodotto lordo. Insomma, la crisi non è affatto finita. E tende a trasmettersi in altri paesi. La conferma è arrivata da un taglio delle previsioni di crescita reso noto ieri dal governo giapponese. La quasi certezza di una stagnazione su scala globale ha prodotto ieri un effetto positivo: le quotazioni del dollaro sono scese di oltre 5 dollari al barile, appena sopra i 126 dollari. Ma sull'economia Usa potrebbe abbattersi a breve un'altra tegola.: la Fed potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi di interesse per contrastare una inflazione - al 5% a giugno - che sta diventando troppo alta. «Meglio prima che dopo», ha dichiarato ieri il presidente della Federal Reserve Bank di Filadelfia, Charles Plosser, uno dei falchi (è consigliere con diritto di voto nel Fomc, l'organo che prende le decisioni di politica monetaria) della Fed. Che ha aggiunto: «Dobbiamo invertire il corso di politica monetaria piuttosto rapidamente ancora prima che i mercati finanziari e l'occupazione siano completamente guariti». Intanto le borse Usa seguitano a essere caratterizzate da una forte volatilità. Al contrario delle borse europee che ieri hanno chiuse con forti perdite.


Roberto Tesi

Riflessioni sul momento



Con tutto il rispetto che si può avere per la Vita , l’amplificazione mediatica fornita da tutti i giornali e telegiornali del Sistema, ai casi umani di Eluana Englaro piuttosto di Paolo Ravasin in un contesto di pseudo-eutanasia, è veramente vergognosa. Ovviamente non c’è da scandalizzarsi, perché vi sono altri obiettivi...
I giornalisti prezzolati, i mezzobusti televisivi, assieme ai camerieri dell’economia, i politici, sono tutti apparentemente occupati e preoccupati di risolvere l’annoso problema della vita e la morte: chi può decidere la morte di una persona in coma vegetativo da anni o inchiodata a letto per l’intera esistenza dalla sclerosi? La persona stessa, i genitori, i magistrati o la politica? Serve una legge ad hoc, un testamento biologico o cos’altro?


Queste sono domande che non troveranno mai risposta (e lo sanno molto bene gli esperti di turno), se non nella coscienza del singolo individuo.
Chiaramente si tratta di scusanti mediatiche per tenerci occupata la mente delle persone, per riempire oculatamente i giornali e telegiornali, ma soprattutto mantenerci nell’oscurità totale su altre cose che stanno accadendo nel mondo. Il riferimento all’instaurazione del Nuovo Ordine Internazionale, che sotto una cappa di silenzio generale sta invece facendo passi da gigante, è scontato.
La crisi economica globale è stata oscurata dalle lettere e/o articoli di protesta per l’accanimento terapeutico; il controllo di milioni di persone (scansione dell’iride, impronte digitali e DNA) è stato soppiantato dalle impronte digitali dei Rom e dai cani che puntualmente in estate si trasformano in mostri assetati di sangue.


Crisi economica
Dopo 314 anni dalla nascita del Signoraggio moderno (ufficialmente dalla nascita della Banca d’Inghilterra, luglio 1694), la globalizzazione delle merci, dei mercati e delle finanze è giunta all’oste per pagare il conto. Un conto estremamente salato!
Grazie al Signoraggio bancario che letteralmente svuota le casse di Governi e Stati indebitandoli; grazie alla finanza creativa e speculativa, edge-fund, future, mutui subprime, ecc. il sistema economico è in profonda e irreversibile crisi.
Una crisi sistemica che riguarda tutto il mondo occidentale industrializzato, e per certi versi, come vedremo in seguito, è voluta e desiderata da qualcuno…


Numerose Cassandre, avvisano da anni che il crash inizierà dall’immensa bolla speculativa sugli immobili. La più grande bolla speculativa - secondo il Financial Times - della storia dell’umanità.
Le imprese edili, vuoi per i tassi bassissimi, hanno continuato per decenni a costruire appartamenti, case, palazzi; mentre le persone, grazie a mutui a tassi agevolati, le hanno acquistate.
Ora la BCE di Francoforte (banca centrale dei Poteri Forti), alzando costantemente il tasso di sconto del denaro ha creato una situazione paradossale: le imprese e i comuni mortali non riescono più a pagare le rate!


Le banche commerciali spingono alla restituzione del debito, richiedendo indietro quei soldi che non possedevano quando li hanno “prestati”, e che quindi non hanno mai tirato fuori dalle casse (vedi creazione del denaro dal nulla: Signoraggio secondario).
Ecco la costruzione ad arte del fallimento dell’intero sistema.


In America la crisi delle due finanziarie Fannie Mae (Federal National Mortgage Association) e Freddie Mac (Federal Home Loan Mortgage Corporation), che da sole rappresentano oltre il 50% dell’intero mercato ipotecario (con un portafoglio di 5200 miliardi di dollari)[1] deve essere vista come il collasso dell’intera bolla del debito statunitense.
Qualcuno ne ha parlato in Italia?


Encino IndyMacQueste due gigantesche finanziarie sono praticamente insolventi[2] e lo ha detto William Poole, ex presidente della Fed di St. Louis: “Il Congresso deve riconoscere che questi enti sono insolventi e che ne continua a permettere l’esistenza come bastioni di privilegi, finanziati dai contribuenti”.
L’11 luglio è stata presa addirittura la decisione di chiudere la banca IndyMac a causa di non liquidità e trasferirne la gestione dalla Federal Deposit Insurance Corporation. Secondo il Los Angeles Times, questa banca ha almeno un miliardo di dollari di depositi non coperti dall’assicurazione FDIC, che riguardano circa 10.000 risparmiatori.[3]

Anche di questo, che si tratta del secondo più grande fallimento bancario da quello della Continental Illinois nel 1984, qualcuno ne ha parlato adeguatamente e correttamente?
Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare (o sperare di ritirare) i propri sudati risparmi si ripete dopo esattamente 79 anni, da quel vicinissimo ottobre nero del ’29.


Tutto si ripete, con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentari continuano oggi a salire (causa speculazioni), mentre nel ’29 erano al loro minimo.[4]
Se le banche centrali reagiscono in eccesso alla fiammata inflattiva provocata da greggio e granaglie – scrive Evans-Pritchard – possono innescare una spaventosa catena di eventi”, ossia aggravare la deflazione, replicando esattamente la Grande Depressione.[5]


La Banca Centrale d’Europa, con sede a Francoforte, ovviamente sta facendo proprio questo: ha scelto di combattere l’inflazione, mantenendo alti i tassi d’interesse!
Il fratello Jean-Claude Trichet sta mantenendo altissima la differenza tra tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani (il debito USA).
Questa strategia, incomprensibile a chi non è addentro alle strategie della Sinarchia, sta facendo rifugiare fiumi di denaro nell’euro, con il risultato che la moneta unica europea è sempre più forte.


Un euro forte però strangola tutte le esportazioni (facendo colare a picco l’economia europea, forse prima di quella americana) mentre agevola l’esportazione d’oltreoceano.
Spunta in ritardo come nel 1929, la coscienza che è in atto non una Recessione, ma la Depressione.[6]
Parola questa (“depressione”) vietata nei media, perché ricorda troppo da vicino l’ottobre nero.
Chi ha osato evocarla è stato invece l’ottantenne Sir William Rees-Mogg, opinionista del Times nonché membro dei Poteri Forti.
Come vedete i Poteri si possono permettere qualche lusso
Stiamo andando incontro ad un nuovo e più preoccupante 1929 e i media si occupano di dar spazio alle tristi vicende di una povera ragazza in coma e dei suoi genitori.


Il Nuovo Ordine Mondiale
L’altra cosa da non dire mai è “Nuovo Ordine Mondiale”: ricordando il Grande Fratello orwelliano potrebbe far risuonare dei campanelli di allarme nelle cosciente destate.
Solo i sinarchisti d.o.c. o d.o.p. possono parlare di ordine internazionale, e infatti nel 1994 il più potente sinarchista vivente, David Rockefeller, durante una riunione del United Nations Business Council disse candidamente: “Siamo alla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale[7]
La mutazione globale è arrivata dopo 14 anni dalle profetiche parole, come pure la crisi economica…


Cosa manca all’appello? Certamente delle leggi specifiche.
Leggi che qui in Italia, come nel resto d’Europa, non tardano ad arrivare.
Con la scusante dei Rom e del terrorismo, saranno prese entro il 2010 le impronte digitali e il DNA di tutti, non sono dei gitani o dei criminali!
Le impronte digitali assieme alla scansione dell’iride (dati biometrici), confluiranno in un grande database a Washington, a disposizione di tutte le polizie internazionali, cioè a disposizione di tutte le forze militari adoperate dall’Ordine globale che stanno per istituire.

Il programma dal nome eloquente: “Server in the Sky”, voluto ufficialmente dal Federal Bureau of Investigation (FBI), con la partecipazione attiva di Inghilterra, Australia, Canada e Nuova Zelanda, ha proprio questo intendimento.
Le agenzie di questi paesi: Defence Signals Directorate (Australia), Commucations Security Establishment (Canada), Government Communications Security Bureau (Nuova Zelanda), Government Communications Headquarters (Gran Bretagna), National Security Agency (USA) rappresentano l’Alleanza UK-USA, meglio nota come Echelon, il Grande Fratello: l’orecchio elettronico globale che sente e registra tutto quello che passa dal cavo o dall’etere (fax, telefonate, e-mail, sms, satelliti, radio, ecc.). Le informazioni e/o comunicazioni a livello globale sono costantemente analizzate e registrate da un sistema informatico che non possiamo neppure immaginare, da quanto è grande.


L’Agenzia britannica di sorveglianza nazionale (Britain’s National Policing Improvement Agency) è stata un prolungamento del progetto del FBI, perché è responsabile di IDENT1, un database contenente 7 milioni di dati biometrici nazionali, usato dalla polizia.
Tale delicatissimo sistema informatico IDENT1 è stato costruito dalla compagnia statunitense Northrop Grumman che costruisce aerei, missili e bombe, e gestisce anche la difesa USA.
Il famoso Bureau ha già chiesto, per via del terrorismo internazionale, alle forze britanniche di mettere in condivisione i dati personali in loro possesso.
Dopo la Gran Bretagna toccherà a tutti i paesi, nessuno escluso.


In parallelo alle impronte digitali e ai dati biometrici sta avvenendo anche la raccolta dei campioni di DNA umano (peli, capelli o saliva).
Inizialmente ci hanno detto che tale raccolta interesserà solamente i criminali condannati, invece, sempre casualmente, non occorrerà essere detenuti, condannati o indagati di un crimine, ma soltanto “figurare tra i soliti sospetti” per finire nell’”Archivio nazionale forense del DNA”.
Ad un semplice sospettato di: terrorismo, complotto, cospirazione, di attentare alla sicurezza nazionale (come per esempio i manifestanti contro i cancrogeneratori, detti inceneritori, o le centrali atomiche), potrà essere prelevato legalmente un campione di materiale biologico.
Ne “Il Sole 24 Ore” del 19 luglio 2008 si parla chiaramente di “prelievo forzato del DNA anche per chi non è detenuto e non è neppure indagato[8]
Questo Disegno di legge è stato approvato dal Governo il 18 luglio 2008, all’interno del pacchetto “sicurezza”. Sicurezza per chi?


I dati del DNA - certamente i nostri dati più intimi - conservati nell’Archivio forense del DNA, faranno la stessa fine dei dati biometrici? Finiranno in qualche database governativo? Nessuno lo può sapere, ma il dubbio rimane.
L’altro fattore importante in tutto questo sono le “Operazioni urbane”.
Nel Rapporto UO-2020, “Urban Operations in the Year 2020 redatto dalla R.T.O. che sarebbe l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO, si analizza l’ipotetico andamento della popolazione mondiale: entro l’anno 2020 il 70% della popolazione vivrà all’interno di zone urbane.


Da qui l’urgenza e la necessità (per i sinarchisti o mondialisti ovviamente) di una “presenza militare massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica”.
In pratica entro l’anno 2020 hanno già previsto di occupare militarmente i centri urbani, cioè tutte le principali città del mondo occidentale, e questo per aver il controllo globale.
Tale processo sta iniziando in sordina, anche perché l’accettazione psicologica delle persone (alla presenza militare) deve avvenire in maniera graduale. Inizieremo infatti col vedere militari fuori dalle discoteche per misurare il tasso alcolico dei giovani, il tutto ovviamente per il loro bene; li vedremo proteggere i siti sensibili come le centrali e/o discariche, ecc.


L’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno dei maggiori fornitori di personale addestrato ad operazioni anti-sommossa in centri urbani. Un triste primato, forse dovuto alle operazioni militari adottate a Genova nel 2001.
Tutto questo fa pensare che stiamo entrando in punta di piedi, in un vera e propria dittatura militare travestita da finta democrazia.
E per rispettare la finta-democrazia, i finti-giornali si occupano dell’ennesima sparata di Umberto Bossi (uomo funzionale al Sistema come il suo partito), del problema nomadi e di altre cose fondamentali, come il cervo in centro a Bolzano…

Ecco qualche esempio di vera stampa libera:



- “Bossi? Un ministro non può offendere l’inno” (Il Corriere della sera, 21 luglio),
- “Bolzano, caccia al cervo in centro” (Il Corriere della sera, 21 luglio),
- “Il testamento di Ravasin, un video come Welby” ( La Repubblica , 21 luglio 2008),
- “Fini: Bossi rispetti lo Stato” ( La Repubblica , 21 luglio 2008),
- “I giudici devono essere eletti” (Libero, 20 luglio 2008),
- “Non accanitevi, voglio morire” (Libero, 21 luglio 2008),
- “Il governo contro i precari” (Unità, 21 luglio 2008),
- “Bossi contro l’inno” (Unità, 21 luglio 2008),
- “I bimbi Rom saranno italiani” ( La Stampa , 21 luglio 2008),
- “Veltroni: Berlusconi condanni Bossi” ( La Stampa , 21 luglio 2008),
- “Fini, l’inno di Mameli va rispettato” (Il Messaggero, 21 luglio 2008),
- “Nomadi: cittadinanza umanitaria” (Il Messaggero, 21 luglio 2008), ecc.



[1]Fannie e Freddie segnalano l’imminente esplosione del sistema”, 16 luglio 2008, Movisol

Marcello Pamio

29 luglio 2008

Confessioni di un sicario economico


Fra di loro si definiscono confidenzialmente “E.H.M”, o Economic Hit-Man (sicario economico), anche se ufficialmente sono dei noti e rispettati personaggi della finanza mondiale.

Uno di questi è John Perkins, che dopo una lunga e brillante carriera nel settore ha pubblicato un libro, “Confessions of an economic hit-man”, nel quale racconta per filo e per segno come venisse pagato profumatamentre per aiutare gli Stati Uniti a ingannare i paesi poveri nel mondo, con prestiti di miliardi di dollari che questi paesi non avrebbero mai potuto ripagare. In questo modo le corporations americane potevano in seguito impadronirsi della loro intera economia, arrivando a costruire quello che Perkins definisce un vero e proprio impero moderno.

A parte la “conversione” ben poco convincente di Perkins, il meccanismo da lui descritto aiuta a comprendere meglio dozzine e dozzine di situazioni nel mondo che inizialmente ci appaiono velate da una strana ambiguità. Come dice il proverbio, “follow the money”, e arrivi sicuramente alla verità. (M.M.)
°
Seguono alcuni estratti dell’intervista che Perkins ha concesso a “Democracy Now!” di Amy Goodman.

“Confessioni di un sicario economico” – di John Perkins

Venivamo preparati per il nostro lavoro, che era quello di costruire l’impero americano. Dovevamo creare delle situazioni in cui la maggior parte possibile di risorse fluisse verso il nostro paese, verso le nostre corporations, il nostro governo, e in questo abbiamo avuto un grande successo.

Abbiamo costruito il più grande impero nella storia dell’umanità. Ciò è accaduto negli ultimi cinquant’anni, a partire dalla seconda guerra mondiale, e con un uso assolutamente minimo di forza militare. Soltanto in casi eccezionali, come quello dell’Iraq, ...
... si utilizza l’esercito come ultima risorsa.

Questo impero, a differenza di ogni altro impero nella storia, è stato costruito prima di tutto attraverso la manipolazione economica, attraverso l’inganno, attraverso la frode, attraverso la seduzione degli altri verso il nostro modo di vita, e attraverso l’uso dei sicari economici come me.

Fui reclutato in una scuola di economia, sul finire degli anni 60, dalla NSA (National Security Agency), la più grande e meno compresa organizzazione di spionaggio nazionale. Ma in ultima analisi lavoravo per le corporations private.

Il primo vero sicario economico risale agli anni 50: era Kermit Roosevelt, il nipote di Teddy, che rovesciò il governo dell’Iran - un governo democraticamente eletto – di Mossadegh. Kermit fu così bravo nell’ottenere quel risultato senza versare una goccia di sangue – beh, un po’ di sangue fu versato, ma non vi fu un intervento militare – e con una spesa di alcuni milioni di dollari rimpiazzammo Mossadegh con lo Scià dell’Iran. A quel punto capimmo che questa idea del sicario economico era ottima.

Quando agivamo in questo modo, non dovevamo preoccuparci della Russia. Il problema è che Roosevelt era un agente della CIA, era un impiegato del governo, e se fosse stato scoperto avrebbe causato notevoli complicazioni. A quel punto si prese la decisione di utilizzare le organizzazioni come la CIA e la NSA solo per reclutare potenziali sicari economici come me, per poi mandarli a lavorare per compagnie private di consulenza, società di ingegneria, compagnie di costruzione, in modo che se fossimo stati scoperti non vi sarebbe stato alcun collegamento con il governo.

Io lavoravo per una compagnia chiamata Chas. T. Main di Boston, nel Massachusetts. Eravamo circa 2 mila impiegati, e io ero il capo del settore economico. Sono arrivato ad avere fino a 50 persone che lavoravano per me. Ma il mio vero lavoro era quello di concludere affari. Facevo dei prestiti ad altre nazioni, prestiti enormi, molto più grandi di quelli che avrebbero mai potuto ripagare. Una delle condizioni del prestito – diciamo ad esempio un miliardo di dollari, ad un paese come l’Indonesia o l’Ecuador - era che il paese avrebbe dovuto restituire il 90% del denaro a una società americana che costruisse le sue infrastrutture, come la Halliburton o la Bechtel, che erano le più grandi.

Queste società andavano nel paese e costruivano un sistema elettrico, dei porti, o delle autostrade, che in realtà servivano solo alle poche famiglie benestanti del paese, mentre la povera gente restava con un debito sulla gobba che non avrebbe mai potuto ripagare. Un paese come l’Ecuador oggi deve versare più del 50% per suo prodotto lordo nazionale per pagare i suoi debiti, e in realtà non ce la può fare. Con loro abbiamo quindi il coltello dalla parte del manico. Se un giorno, ad esempio, vogliamo più petrolio, andiamo in Ecuador e diciamo: “Voi non siete in grado di ripagare vostro debito, per cui date alle nostre società le vostre foreste amazzoniche, che sono piene di petrolio”. Dopodichè noi arriviamo, distruggiamo la foresta dell’Amazzonia e obblighiamo l’Ecuador a darla noi, a causa del debito che ha accumulato.

Quando facciamo questi grandi prestiti, la maggior parte dei soldi torna comunque negli Stati Uniti, mentre il paese rimane con il debito, più un interesse enorma da pagare, e questi diventano praticamente i nostri servi, i nostri schiavi. È un impero, non c’è altro modo di definirlo. È un impero enorme, e in questo noi abbiamo avuto grande successo.

Quando mi hanno reclutato, quelli della NSA mi hanno sottoposto a una lunga serie di test della verità. Hanno scoperto tutte le mie debolezze, e mi hanno immediatamente sedotto. Hanno usato le droghe più potenti della nostra cultura, il sesso il potere e i soldi, per convincermi a passare dalla loro parte.

Se non avessi vissuto la vita di un sicario economico, farei molta fatica a credere che queste cose accadano. Ora invece ho scritto questo libro perché il nostro paese ha bisogno di capire: se la gente di questa nazione capisce come funziona davvero la nostra politica economica, che cosa è l’aiuto ai paesi poveri, come funzionano le nostre corporations, dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse, so che esigerà un cambiamento.

Ricordate, quando all’inizio degli anni ‘70 l’OPEC faceva tutto quello che voleva, e ci razionava le importazioni di petrolio? Noi facevamo lunghe code in macchina alla stazione di servizio, e il paese aveva paura di dover affrontare un'altra depressione come quella del ’29. Questo per noi era inaccettabile, e a quel punto il Ministero del Tesoro ha reclutato me e alcuni altri sicari economici, e siamo partiti per l’Arabia Saudita.
Sapevamo che l'Arabia Saudita era la chiave di volta per uscire dalla nostra schiavitù e prendere in mano la situazione. E così abbiamo messo a punto un accordo, grazie al quale la Reale Casa saudita avrebbe rispedito negli Stati Uniti la maggior parte dei petroldollari, e li avrebbe investiti in titoli governativi. Il Ministero del Tesoro avrebbe usato gli interessi di questi titoli per finanziare società americane che costruissero in Arabia Saudita nuove città e nuove infrastrutture -cosa che abbiamo fatto.

La Casa Reale saudita si impegnava a mantenere il prezzo del petrolio entro limiti accettabili per noi - cosa che negli anni ha sempre fatto - mentre noi ci impegnavamo a mantenere al potere la Reale Casa saudita.

Questo è uno dei motivi principali per cui siamo scesi in guerra con l’Iraq. In Iraq avevamo provato a implementare lo stesso tipo di strategia che aveva avuto così tanto successo in Arabia Saudita, ma Saddam Hussein non ci era cascato.

Quando i sicari economici falliscono nel loro obiettivo, entrano in gioco gli sciacalli, ovvero gli agenti della CIA, che si infiltrano nel paese e cercano di fomentare un colpo di stato, o una rivoluzione. Se anche quello non funziona, provano con l’assassinio vero e proprio. Ma nel caso dell’Iraq non riuscivano a colpire Saddam Hussein, che aveva molti sosia e delle ottime guardie del corpo, e non si riusciva a farlo fuori. A quel punto è subentrata la terza linea strategica, nella quale i nostri giovani uomini e donne vengono mandati a uccidere ed essere uccisi, che è quello che chiaramente è successo in Iraq.

Io mi sono sempre sentito in colpa, fin dall’inizio, ma ero sedotto dal potere delle droghe moderne - sesso potere e denaro - che avevano un forte ascendente su di me. E inoltre venivo continuamente complimentato per quello che facevo, ero “capo economista“, e facevo cose che piacevano molto a Robert Mac Namara.

Ho sempre lavorato molto, molto da vicino con la Banca Mondiale. La Banca Mondiale fornisce la maggior parte dei soldi che vengono usati dai sicari economici. Ma dopo l’11 settembre qualcosa è cambiato dentro di me. Sapevo che questa storia andava raccontata, perché quello che è accaduto l’11 settembre è il diretto risultato del lavoro dei sicari economici. E l’unico modo in cui torneremo a sentirci sicuri in questo paese, l’unico modo in cui torneremo a sentirci bene, è usando i sistemi che abbiamo messo in atto per creare un cambiamento positivo nel mondo. Sono profondamente convinto che questo sia possibile. Io credo che la Banca Mondiale e altre istituzioni possano essere re-indirizzate a fare quello che dovevano fare originariamente, e cioè aiutare a ricostruire le parti più devastate del mondo. Aiutare la povera gente. Ci sono 24 mila esseri umani che muoiono di fame ogni giorno, e noi questo possiamo cambiarlo.

di Massimo Mazzucco

Un'altra banca USA a rischio...


Da alcuni giorni circolavano previsioni non buone: secondo gli analisti, la Wachovia - la quinta banca degli Stati uniti - avrebbe annunciato perdite che nel secondo trimestre avrebbero sfiorato i 5 miliardi di dollari, mentre ancora più ottimista si era detta la stessa banca che un paio di settimane fa aveva previsto perdite inferiori ai 3 miliardi. Le anticipazioni, però, sottovalutavano il profondo rosso della colosso bancario Usa: ieri mattina la banca ha comunicato che tra aprile e giugno di quest'anno ha chiuso i conti con una perdita di 8,662 miliardi di dollari (4,2 dollari per azione) contro un utile di 2,3 miliardi nello stesso periodo del 2007. Una conferma che la crisi del sistema bancario - partita un anno fa con la crisi dei mutui subprime - non è ancora conclusa.
Wachovia, come prima conseguenza delle perdite, ha annunciato il taglio di 6.350 posti di lavoro. La banca ha reso noto di aver effettuato svalutazioni per 6,1 miliardi di dollari e di aver incrementato di 4,2 miliardi di dollari le riserve per far fronte ai crediti a rischio. «Questi risultati sono deludenti e inaccettabili - ha commentato il presidente Lanty Smith - riflettono un indebolimento della situazione macroeconomica e un vento contrario a livello industriale. Inoltre riflettono prestazioni di cui ci sentiamo responsabili come banca». Lo scorso 9 luglio Wachovia aveva previsto una perdita trimestrale tra 2,6 e 2,8 miliardi di dollari, pari a 1,23/1,33 dollari ad azione. Quello stesso giorno la banca aveva annunciato l'arrivo come amministratore delegato dell'ex sottosegretario al Tesoro, Robert Steel, al posto di Ken Thompson, che si era dimesso un mese prima. Steel sta tentando di aumentare il capitale, tagliare i rischi e cedere le attività legate alla disastrosa acquisizione da 24,2 miliardi di dollari di Golden West Financial Corp, effettuata nell'ottobre del 2006.
Intanto ieri Henry Paulson, il segretario al tesoro, ha fatto sapere che in settimana sarà varata una legge per garantire la sopravvivenza a Freddie Mac e Fannie Mae. La riforma, ha spiegato, non sosterrà solo le due agenzie, ma anche tutti i mercati finanziari, dato che «la stabilità di Freddie e Fannie è cruciale per la stabilità dei mercati». Secondo le stime della Cbo, l'ufficio studi del Congresso, il salvataggio di Freddie e Fannie costerà 25 miliardi di dollari. Paulson ha anche detto - molto banalmente - che la crisi dei mercati finanziari durerà finché non comincerà una ripresa del settore immobiliare; ma che non si prevede che i tempi saranno brevi. E ha anche ripetuto che è nell'interesse degli Usa avere un dollaro forte. In ogni caso, l'economia è sana. Quanto sia effettivamente sana, non è facile da quantificare.
L'ultima tegola è arrivata ieri da un report di Merril Lynch che prevede una discesa del Pil Usa del 2,5% sia nel quarto trimestre di quest'anno che nei primi tre mesi del 2009. Il prossimo anno rischia di essere peggiore del 2008, visto che lo studio ipotizza una contrazione dello 0,5% del prodotto lordo. Insomma, la crisi non è affatto finita. E tende a trasmettersi in altri paesi. La conferma è arrivata da un taglio delle previsioni di crescita reso noto ieri dal governo giapponese. La quasi certezza di una stagnazione su scala globale ha prodotto ieri un effetto positivo: le quotazioni del dollaro sono scese di oltre 5 dollari al barile, appena sopra i 126 dollari. Ma sull'economia Usa potrebbe abbattersi a breve un'altra tegola.: la Fed potrebbe essere costretta ad aumentare i tassi di interesse per contrastare una inflazione - al 5% a giugno - che sta diventando troppo alta. «Meglio prima che dopo», ha dichiarato ieri il presidente della Federal Reserve Bank di Filadelfia, Charles Plosser, uno dei falchi (è consigliere con diritto di voto nel Fomc, l'organo che prende le decisioni di politica monetaria) della Fed. Che ha aggiunto: «Dobbiamo invertire il corso di politica monetaria piuttosto rapidamente ancora prima che i mercati finanziari e l'occupazione siano completamente guariti». Intanto le borse Usa seguitano a essere caratterizzate da una forte volatilità. Al contrario delle borse europee che ieri hanno chiuse con forti perdite.


Roberto Tesi

Riflessioni sul momento



Con tutto il rispetto che si può avere per la Vita , l’amplificazione mediatica fornita da tutti i giornali e telegiornali del Sistema, ai casi umani di Eluana Englaro piuttosto di Paolo Ravasin in un contesto di pseudo-eutanasia, è veramente vergognosa. Ovviamente non c’è da scandalizzarsi, perché vi sono altri obiettivi...
I giornalisti prezzolati, i mezzobusti televisivi, assieme ai camerieri dell’economia, i politici, sono tutti apparentemente occupati e preoccupati di risolvere l’annoso problema della vita e la morte: chi può decidere la morte di una persona in coma vegetativo da anni o inchiodata a letto per l’intera esistenza dalla sclerosi? La persona stessa, i genitori, i magistrati o la politica? Serve una legge ad hoc, un testamento biologico o cos’altro?


Queste sono domande che non troveranno mai risposta (e lo sanno molto bene gli esperti di turno), se non nella coscienza del singolo individuo.
Chiaramente si tratta di scusanti mediatiche per tenerci occupata la mente delle persone, per riempire oculatamente i giornali e telegiornali, ma soprattutto mantenerci nell’oscurità totale su altre cose che stanno accadendo nel mondo. Il riferimento all’instaurazione del Nuovo Ordine Internazionale, che sotto una cappa di silenzio generale sta invece facendo passi da gigante, è scontato.
La crisi economica globale è stata oscurata dalle lettere e/o articoli di protesta per l’accanimento terapeutico; il controllo di milioni di persone (scansione dell’iride, impronte digitali e DNA) è stato soppiantato dalle impronte digitali dei Rom e dai cani che puntualmente in estate si trasformano in mostri assetati di sangue.


Crisi economica
Dopo 314 anni dalla nascita del Signoraggio moderno (ufficialmente dalla nascita della Banca d’Inghilterra, luglio 1694), la globalizzazione delle merci, dei mercati e delle finanze è giunta all’oste per pagare il conto. Un conto estremamente salato!
Grazie al Signoraggio bancario che letteralmente svuota le casse di Governi e Stati indebitandoli; grazie alla finanza creativa e speculativa, edge-fund, future, mutui subprime, ecc. il sistema economico è in profonda e irreversibile crisi.
Una crisi sistemica che riguarda tutto il mondo occidentale industrializzato, e per certi versi, come vedremo in seguito, è voluta e desiderata da qualcuno…


Numerose Cassandre, avvisano da anni che il crash inizierà dall’immensa bolla speculativa sugli immobili. La più grande bolla speculativa - secondo il Financial Times - della storia dell’umanità.
Le imprese edili, vuoi per i tassi bassissimi, hanno continuato per decenni a costruire appartamenti, case, palazzi; mentre le persone, grazie a mutui a tassi agevolati, le hanno acquistate.
Ora la BCE di Francoforte (banca centrale dei Poteri Forti), alzando costantemente il tasso di sconto del denaro ha creato una situazione paradossale: le imprese e i comuni mortali non riescono più a pagare le rate!


Le banche commerciali spingono alla restituzione del debito, richiedendo indietro quei soldi che non possedevano quando li hanno “prestati”, e che quindi non hanno mai tirato fuori dalle casse (vedi creazione del denaro dal nulla: Signoraggio secondario).
Ecco la costruzione ad arte del fallimento dell’intero sistema.


In America la crisi delle due finanziarie Fannie Mae (Federal National Mortgage Association) e Freddie Mac (Federal Home Loan Mortgage Corporation), che da sole rappresentano oltre il 50% dell’intero mercato ipotecario (con un portafoglio di 5200 miliardi di dollari)[1] deve essere vista come il collasso dell’intera bolla del debito statunitense.
Qualcuno ne ha parlato in Italia?


Encino IndyMacQueste due gigantesche finanziarie sono praticamente insolventi[2] e lo ha detto William Poole, ex presidente della Fed di St. Louis: “Il Congresso deve riconoscere che questi enti sono insolventi e che ne continua a permettere l’esistenza come bastioni di privilegi, finanziati dai contribuenti”.
L’11 luglio è stata presa addirittura la decisione di chiudere la banca IndyMac a causa di non liquidità e trasferirne la gestione dalla Federal Deposit Insurance Corporation. Secondo il Los Angeles Times, questa banca ha almeno un miliardo di dollari di depositi non coperti dall’assicurazione FDIC, che riguardano circa 10.000 risparmiatori.[3]

Anche di questo, che si tratta del secondo più grande fallimento bancario da quello della Continental Illinois nel 1984, qualcuno ne ha parlato adeguatamente e correttamente?
Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare (o sperare di ritirare) i propri sudati risparmi si ripete dopo esattamente 79 anni, da quel vicinissimo ottobre nero del ’29.


Tutto si ripete, con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentari continuano oggi a salire (causa speculazioni), mentre nel ’29 erano al loro minimo.[4]
Se le banche centrali reagiscono in eccesso alla fiammata inflattiva provocata da greggio e granaglie – scrive Evans-Pritchard – possono innescare una spaventosa catena di eventi”, ossia aggravare la deflazione, replicando esattamente la Grande Depressione.[5]


La Banca Centrale d’Europa, con sede a Francoforte, ovviamente sta facendo proprio questo: ha scelto di combattere l’inflazione, mantenendo alti i tassi d’interesse!
Il fratello Jean-Claude Trichet sta mantenendo altissima la differenza tra tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani (il debito USA).
Questa strategia, incomprensibile a chi non è addentro alle strategie della Sinarchia, sta facendo rifugiare fiumi di denaro nell’euro, con il risultato che la moneta unica europea è sempre più forte.


Un euro forte però strangola tutte le esportazioni (facendo colare a picco l’economia europea, forse prima di quella americana) mentre agevola l’esportazione d’oltreoceano.
Spunta in ritardo come nel 1929, la coscienza che è in atto non una Recessione, ma la Depressione.[6]
Parola questa (“depressione”) vietata nei media, perché ricorda troppo da vicino l’ottobre nero.
Chi ha osato evocarla è stato invece l’ottantenne Sir William Rees-Mogg, opinionista del Times nonché membro dei Poteri Forti.
Come vedete i Poteri si possono permettere qualche lusso
Stiamo andando incontro ad un nuovo e più preoccupante 1929 e i media si occupano di dar spazio alle tristi vicende di una povera ragazza in coma e dei suoi genitori.


Il Nuovo Ordine Mondiale
L’altra cosa da non dire mai è “Nuovo Ordine Mondiale”: ricordando il Grande Fratello orwelliano potrebbe far risuonare dei campanelli di allarme nelle cosciente destate.
Solo i sinarchisti d.o.c. o d.o.p. possono parlare di ordine internazionale, e infatti nel 1994 il più potente sinarchista vivente, David Rockefeller, durante una riunione del United Nations Business Council disse candidamente: “Siamo alla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale[7]
La mutazione globale è arrivata dopo 14 anni dalle profetiche parole, come pure la crisi economica…


Cosa manca all’appello? Certamente delle leggi specifiche.
Leggi che qui in Italia, come nel resto d’Europa, non tardano ad arrivare.
Con la scusante dei Rom e del terrorismo, saranno prese entro il 2010 le impronte digitali e il DNA di tutti, non sono dei gitani o dei criminali!
Le impronte digitali assieme alla scansione dell’iride (dati biometrici), confluiranno in un grande database a Washington, a disposizione di tutte le polizie internazionali, cioè a disposizione di tutte le forze militari adoperate dall’Ordine globale che stanno per istituire.

Il programma dal nome eloquente: “Server in the Sky”, voluto ufficialmente dal Federal Bureau of Investigation (FBI), con la partecipazione attiva di Inghilterra, Australia, Canada e Nuova Zelanda, ha proprio questo intendimento.
Le agenzie di questi paesi: Defence Signals Directorate (Australia), Commucations Security Establishment (Canada), Government Communications Security Bureau (Nuova Zelanda), Government Communications Headquarters (Gran Bretagna), National Security Agency (USA) rappresentano l’Alleanza UK-USA, meglio nota come Echelon, il Grande Fratello: l’orecchio elettronico globale che sente e registra tutto quello che passa dal cavo o dall’etere (fax, telefonate, e-mail, sms, satelliti, radio, ecc.). Le informazioni e/o comunicazioni a livello globale sono costantemente analizzate e registrate da un sistema informatico che non possiamo neppure immaginare, da quanto è grande.


L’Agenzia britannica di sorveglianza nazionale (Britain’s National Policing Improvement Agency) è stata un prolungamento del progetto del FBI, perché è responsabile di IDENT1, un database contenente 7 milioni di dati biometrici nazionali, usato dalla polizia.
Tale delicatissimo sistema informatico IDENT1 è stato costruito dalla compagnia statunitense Northrop Grumman che costruisce aerei, missili e bombe, e gestisce anche la difesa USA.
Il famoso Bureau ha già chiesto, per via del terrorismo internazionale, alle forze britanniche di mettere in condivisione i dati personali in loro possesso.
Dopo la Gran Bretagna toccherà a tutti i paesi, nessuno escluso.


In parallelo alle impronte digitali e ai dati biometrici sta avvenendo anche la raccolta dei campioni di DNA umano (peli, capelli o saliva).
Inizialmente ci hanno detto che tale raccolta interesserà solamente i criminali condannati, invece, sempre casualmente, non occorrerà essere detenuti, condannati o indagati di un crimine, ma soltanto “figurare tra i soliti sospetti” per finire nell’”Archivio nazionale forense del DNA”.
Ad un semplice sospettato di: terrorismo, complotto, cospirazione, di attentare alla sicurezza nazionale (come per esempio i manifestanti contro i cancrogeneratori, detti inceneritori, o le centrali atomiche), potrà essere prelevato legalmente un campione di materiale biologico.
Ne “Il Sole 24 Ore” del 19 luglio 2008 si parla chiaramente di “prelievo forzato del DNA anche per chi non è detenuto e non è neppure indagato[8]
Questo Disegno di legge è stato approvato dal Governo il 18 luglio 2008, all’interno del pacchetto “sicurezza”. Sicurezza per chi?


I dati del DNA - certamente i nostri dati più intimi - conservati nell’Archivio forense del DNA, faranno la stessa fine dei dati biometrici? Finiranno in qualche database governativo? Nessuno lo può sapere, ma il dubbio rimane.
L’altro fattore importante in tutto questo sono le “Operazioni urbane”.
Nel Rapporto UO-2020, “Urban Operations in the Year 2020 redatto dalla R.T.O. che sarebbe l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO, si analizza l’ipotetico andamento della popolazione mondiale: entro l’anno 2020 il 70% della popolazione vivrà all’interno di zone urbane.


Da qui l’urgenza e la necessità (per i sinarchisti o mondialisti ovviamente) di una “presenza militare massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica”.
In pratica entro l’anno 2020 hanno già previsto di occupare militarmente i centri urbani, cioè tutte le principali città del mondo occidentale, e questo per aver il controllo globale.
Tale processo sta iniziando in sordina, anche perché l’accettazione psicologica delle persone (alla presenza militare) deve avvenire in maniera graduale. Inizieremo infatti col vedere militari fuori dalle discoteche per misurare il tasso alcolico dei giovani, il tutto ovviamente per il loro bene; li vedremo proteggere i siti sensibili come le centrali e/o discariche, ecc.


L’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno dei maggiori fornitori di personale addestrato ad operazioni anti-sommossa in centri urbani. Un triste primato, forse dovuto alle operazioni militari adottate a Genova nel 2001.
Tutto questo fa pensare che stiamo entrando in punta di piedi, in un vera e propria dittatura militare travestita da finta democrazia.
E per rispettare la finta-democrazia, i finti-giornali si occupano dell’ennesima sparata di Umberto Bossi (uomo funzionale al Sistema come il suo partito), del problema nomadi e di altre cose fondamentali, come il cervo in centro a Bolzano…

Ecco qualche esempio di vera stampa libera:



- “Bossi? Un ministro non può offendere l’inno” (Il Corriere della sera, 21 luglio),
- “Bolzano, caccia al cervo in centro” (Il Corriere della sera, 21 luglio),
- “Il testamento di Ravasin, un video come Welby” ( La Repubblica , 21 luglio 2008),
- “Fini: Bossi rispetti lo Stato” ( La Repubblica , 21 luglio 2008),
- “I giudici devono essere eletti” (Libero, 20 luglio 2008),
- “Non accanitevi, voglio morire” (Libero, 21 luglio 2008),
- “Il governo contro i precari” (Unità, 21 luglio 2008),
- “Bossi contro l’inno” (Unità, 21 luglio 2008),
- “I bimbi Rom saranno italiani” ( La Stampa , 21 luglio 2008),
- “Veltroni: Berlusconi condanni Bossi” ( La Stampa , 21 luglio 2008),
- “Fini, l’inno di Mameli va rispettato” (Il Messaggero, 21 luglio 2008),
- “Nomadi: cittadinanza umanitaria” (Il Messaggero, 21 luglio 2008), ecc.



[1]Fannie e Freddie segnalano l’imminente esplosione del sistema”, 16 luglio 2008, Movisol

Marcello Pamio