24 dicembre 2007

Risorgimento: quello che non si può raccontare


La liberazione dallo "straniero" austriaco era la cosa che interessava
meno alla casta liberal-massonica che teneva Carlo Alberto praticamente
in pugno. La Massoneria, a quel tempo fanaticamente anticattolica
(ricordiamo che era stata trapiantata in Italia dai rivoluzionari
francesi) teneva soprattutto a distruggere l' Austria "papista".
Nel Sudamerica, con la complicità interessata degli Usa, aveva promosso
una serie di guerre d"'indipendenza" che avevano tolto tutto alla
Spagna e al Portogallo e gettato quel continente, un tempo prospero,
in braccio allo sfruttamento americano e inglese. Nell'Ecuador, per
esempio, il presidente Garcia Moreno, cattolico, aveva consacrato la
Costituzione al Sacro Cuore, ma aveva anche dimezzato le tasse e
triplicato i salari, arrivando a concedere il voto anche agli indios.
L'Ecuador fu l'unico stato a mandare un modesto aiuto economico al papa
Pio IX, dopo l'invasione di Roma da parte dei piemontesi. Garcia Moreno
venne assassinato mentre usciva di chiesa.

Alla Prima Guerra d'Indipendenza italiana, com'è noto, parteciparono
tutti gli stati della penisola, anche i borbonici e perfino un
contingente pontificio. Ma quando si accorsero che non si trattava di
unire l'Italia in una confederazione secondo i progetti di Gioberti e
Cattaneo, ma di star prestando man forte all'espansione del Piemonte,
tutti si ritirarono. Carlo Alberto, resosi conto di essere stato di
fatto il burattino di un progetto massonico internazionale, cambiò idea
e da quel momento venne beffeggiato come "il re tentenna". Suo figlio
Vittorio Emanuele, invece, stette al gioco dei massoni Palmerston e
Napoleone III. Pura propaganda era l'idea di "unità d'Italia", tant'è
che l'italiana Corsica fu lasciata fuori, e Nizza e la Savoia
tranquillamente barattate.

Con le leggi Siccardi il Piemonte carbonaro gettò la maschera e
cominciò un'aggressione anticattolica senza precedenti. Gli ordini
religiosi furono espulsi, i vescovi incarcerati, i beni ecclesiastici
confiscati, i conventi divennero prigioni e caserme. Le processioni
vennero vietate e si procedette a un'epurazione degli impiegati statali
"papisti". L'assassinio di Pellegrino Rossi e poi l'effimera Repubblica
Romana inaugurarono l'era dei cortei massonici con gli stendardi neri
raffiguranti Satana che schiacciava la testa all'arcangelo Michele.
Le chiese assaltate, le tipografie cattoliche devastate, i gendarmi che
intervenivano per arrestare i "provocatori" cattolici.

Con i soldi inglesi e le truppe francesi Cavour e compagni scatenarono
una serie di guerre tutte regolarmente perse (la Seconda Guerra
d'Indipendenza fu di fatto vinta dagli zuavi francesi). Le sole
campagne vittoriose furono quelle contro altri italiani: il Papa e il
Sud. La Terza Guerra d'Indipendenza finì col disastro di Custoza e
Lissa, malgrado l'Austria avesse offerto gratis il Veneto e il Trentino
purche l'ltalia si ritirasse dall'alleanza con la Prussia.

I "plebisciti" sancirono l'annessione forzata di tutti gli ex stati
italiani. La gente doveva votare all'aperto, mettendo le schede in due
urne: su una stava scritto"sì", sull'altra "no". A Napoli si dovette
votare passando tra due ali di garibaldini armati. Malgrado ciò, i voti
sommati risultarono pure molto superiori all'effettivo numero dei
cittadini (segno che ogni "liberatore" aveva votato più volte).

La spedizione dei Mille venne finanziata dagli inglesi e dai
protestanti americani e tedeschi. Ai Mille man mano si aggiunsero
soldati piemontesi travestiti. Molti alti ufficiali borbonici, massoni,
cedettero senza combattere (alcuni finirono linciati dalle loro stesse
truppe). Quando i borbonici poterono combattere davvero, al Volturno,
Garibaldi a stento riuscì a salvare la pelle. A Gaeta, Cialdini
continuò a cannoneggiare per ore (anche l'ospedale) dopo che era stata
issata la bandiera bianca. Lo stesso farà Cadorna alla breccia di Porta
Pia. Diversi ufficiali piemontesi, cattolici, preferirono dimettersi.

Il floridissimo Regno delle Due Sicilie in brevissimo tempo fu portato
al tracollo finanziario, e i meridionali per la prima volta nella loro
storia furono costretti a emigrare all'estero per poter mangiare.
Il Sud dovette pagare le guerre del Piemonte, anche quella combattuta
contro i meridionali stessi. Arrivarono tasse anche sul macinato, sulle
porte e le finestre (le case cominciarono così ad avere un sola
apertura, con conseguenti epidemie di tubercolosi, il male del secolo),
arrivò la leva obbligatoria che durava anni e toglieva braccia a
popolazioni prevalentemente agricole. Per dieci anni il Sud fu trattato
come una colonia da sfruttare; sorse per reazione il cosiddetto
"brigantaggio" (i partigiani dell'ex Regno, come al solito, vennero
definiti banditi).

Metà dell'esercito piemontese era di permanenza nel Sud, con uno stato
di emergenza continuo: fucilazioni di massa, rappresaglie, stermini,
incendi. Nacque così il problema del "mezzogiorno", da allora mai più
risolto. Nel nuovo regime burocratico e accentrato i meridionali,
privati delle industrie e delle terre ecclesiastiche e statali su cui
lavorare, presero il vizio di far carriera nella pubblica
amministrazione. Lo scrittore Ippolito Nievo, cassiere dei Mille, morì
in un misterioso naufragio mentre tornava al Nord con le ricevute delle
somme erogate. Cominciarono gli scandali: l'appalto dei tabacchi,
quello delle ferrovie, lo scandalo della Banca Romana. Cominciarono i
cadaveri "eccellenti" e le "ingabbiature" di cui non si sarebbe mai
saputa la verità.

Alla breccia di Porta Pia, dopo i bersaglieri, il primo ad entrare fu
un carretto di Bibbie protestanti, tirato da un cane chiamato
"Pio Nono". Tra i patti che Cavour aveva fatto con gli inglesi,
"padrini" dell'espansione piemontese, c'era anche l'appoggio alla
divulgazione protestante contro l'odiato "papismo". Garibaldi si ritirò
a Caprera con un sacco di grano (secondo la leggenda) e con una cassa
di Bibbie protestanti (secondo la storia vera). Anche i soldati
italiani in Crimea vennero inondati di Bibbie protestanti. Quando Pio
IX morì il suo corteo funebre venne assaltato da fanatici massoni che
cercarono di gettare nel Tevere la bara. Ogni venerdì santo le logge
organizzavano giganteschi banchetti all'aperto in Roma, a base di carne
di maiale. Il sindaco di Roma, duca di Torlonia, che aveva osato fare
gli auguri a Leone XIII, venne destituito.

Il sindaco più ricordato del tempo è il massone Ernesto Nathan, figlio
dell'amante inglese di Mazzini, il quale potè fare il sindaco della
capitale d'Italia pur essendo cittadino inglese. Del resto solo meno
del 2% della popolazione aveva diritto al voto. Gli inglesi avevano
appoggiato l'invasione del Sud anche con le loro navi. Il Regno delle
due Sicilie deteneva il monopolio dello zolfo, essenziale per i
battelli a vapore, e l'Inghilterra voleva metterci sopra le mani.
In più, gli industriali piemontesi avevano tutto l'interesse nella
distruzione delle industrie borboniche, molto quotate
internazionalmente e fortemente competitive.

Quando i siciliani che avevano appoggiato i Mille, credendo che i
"liberatori" avrebbero provveduto a una redistribuzione di terre, si
appropriarono di alcuni appezzamenti a Bronte e a Villalba, Bixio
ricevette l'ordine di procedere a una spietata repressione. Quelle
terre appartenevano a inglesi. Una, in particolare, al padre delle
scrittrici Charlotte ed Emily, appunto, Bronte. Ultima stranezza
(ma non troppo): Garibaldi, Mazzini, De Amicis e molti dei "padri della
patria" erano spiritisti. A chiarire che si trattava esattamente di
un'espansione piemontese il nuovo Re d'Italia, Vittorio Emanuele, non
fu "primo", ma rimase "secondo". Vittorio Emanuele Il, Re
(adesso anche) d'Italia.


da Rino Cammilleri - "Fregati dalla scuola"

17 dicembre 2007

Operazioni segrete o extraterrestri?


Ciò che state per vedere è davvero notevole. Sembra che alcune delle stelle sopra di noi non siano stelle. Un giovane, John Lenard Walson, ha scoperto un modo per aumentare le prestazioni di piccoli telescopi ed è stato in grado di ottenere risoluzioni ottiche, quasi ai limiti della diffrazione, non facilmente ottenibili. Con questo sistema ha girato immagini sia notturne sia diurne molto singolari e di sinora mai visti oggetti in orbita. Il filmato realizzato da Lenard mostra moltissimi satelliti, navi spaziali, strutture che altrimenti appaiono come astri. In realtà, esistono centinaia di satelliti in orbita attorno alla Terra.

Che cosa sono questi ordigni ripresi da Lenard?

Bisogna, in primo luogo, ricordare che esistono più di 800 satelliti attivi in orbita attorno al nostro pianeta. Sorprendentemente essi rappresentano solo il 4 per cento del numero totale di oggetti catalogati dalla rete di sorveglianza spaziale degli Stati Uniti. Il resto include satelliti abbandonati, propulsori di razzi già lanciati ed altri rottami spaziali. I satelliti civili impiegati per compiti commerciali, scientifici e governativi sono la maggior parte. I satelliti russi adempiono funzioni civili e militari. Solo una piccola parte dei satelliti di altri paesi è costituita da apparecchiature militari, almeno ufficialmente.

I detriti spaziali appartengono ad oggetti ormai inservibili che comprendono satelliti abbandonati, attrezzature scartate, rottami risultato di esplosioni o collisioni.

Dunque che cosa ha immortalato Lenard? Satelliti e spazzatura cosmica oppure, per la prima volta, un'enorme ed avveniristica nave spaziale che non pensavano mai di poter vedere? Nei suoi video, alcuni fotogrammi evidenziano una nave spaziale illuminata dal sole; un altro fotogramma mostra un oggetto velocissimo.

Lenard ha ricevuto un messaggio il cui autore si è espresso in questo modo: "Le mie congratulazioni per la tua superba astrofotografia: il Lincoln laboratory del M.I.T. è l'equipe che ha costruito alcuni di questi oggetti che hai immortalato. Molti sono usati all'interno del programma Guerre stellari."

Forse alcune delle immagini di Lenard riguardano progetti militari segreti: forse concernono piattaforme spaziali ed armi che si dice l'esercito statunitense abbia collocato già venti anni fa. Non dimentichiamo che il giovane britannico Gary Mc Kinnon che, alcuni anni addietro, violò gli archivi informatici del Pentagono, trovò un documento segreto denominato "Funzionari non terrestri".

Qualcosa di poco piacevole sta accadendo a Lenard Walson. E' evidente che Lenard si è avventurato in un territorio che alcune agenzie governative ed i militari non vogliono sia conosciuto. Il risultato dell'impertinente attività di Lenard Walson è l'inizio di regolari visite per opera di elicotteri privi di contrassegni. I velivoli hanno enormi rotori doppi. Il messaggio intimidatorio è chiaro.

Lenard ha anche scoperto come udire e registrare i suoni delle astronavi da lui riprese. Allineando con precisione un ricevitore satellitare con il telescopio, egli è stato in grado di registrare alcuni suoni inusuali e conturbanti di navi galattiche.

Infine ciò che Lenard ha rilevato è un insieme di astronavi in orbita attorno alla Terra. E' indubbio che i governi sono molto più interessati allo spazio di quanto siano disposti ad ammettere. Ne sono testimonianza le recenti allusioni ad armi anti-satellite di cui si vogliono dotare alcuni paesi per "proteggersi" da eventuali attacchi. La Cina ha ventilato di discutere un suo piano anti-satellite ed ha anche minacciato di distruggere o disabilitare i satelliti G.P.S. che sorvolano il territorio cinese.

Qualcuno immagina quanti miliardi di dollari il governo statunitense ha speso in operazioni segrete, in programmi per lo spionaggio e la sorveglianza, per armamenti spaziali negli ultimi decenni? Lenard ha probabilmente filmato alcune di queste armi spaziali, ma è pure possibile che certi ordigni siano non terrestri. Naturalmente le persone che potrebbero sapere tacciono.

Tutti i diritti su fotografie e filmati sono riservati.

13 dicembre 2007

La banca d'Inghilterra riduce i tassi, ma il panico aumenta...


Il 6 dicembre la Banca d'Inghilterra ha portato i tassi d'interesse dal 5,75 al 5,50 percento, come da tempo stavano aspettanto tutti coloro che credono che ridurre il costo del denaro possa resuscitare un sistema finanziario morto. I risultati sono stati però deludenti: i tassi del denaro sul mercato sono saliti e le borse sono calate. Sul quotidiano londinese Telegraph sono apparsi titoli come “I mercati temono che la banca abbia 'perso il controllo'”, “Il taglio dei tassi ... non riesce a dissipare i timori”, “un mercato del denaro fuori controllo”, “non basta un taglio dei tassi...”.
Sul Times l'esperto finanziario di turno sentenzia che gli inglesi dovrebbero seguire l'esempio della Fed e continuare a tagliare i tassi: “Il sistema bancario britannico è sull'orlo del tracollo e la catastrofe completa si evita soltanto con la più grande operazione di sostegno mai fornita ad un'impresa privata da qualsiasi governo in qualsiasi parte del mondo”. “La commissione per la politica monetaria della Banca d'Inghiterra impara presto che tutto ciò che può fare è buttare dalla finestra i libri di testo”, ha scritto Edmond Conway sul Daily Telegraph il 7 dicembre in un articolo che spiega che - almeno per il momento - le banche centrali “hanno perso il controllo sulla politica monetaria”. I mercati monetari fanno quello che vogliono e non quello che dice la Commissione, e “i mercati del credito sono rosi dalla paura”.
Dire che nella City di Londra regna il panico sarebbe un understatement. Inevitabilmente i guai finanziari ed economici in Inghilterra si manifestano in anticipo rispetto agli USA. Dalla metà d'agosto il totale degli assets denominati in sterline ha perso circa 500 mila miliardi di sterline, passando da 3.244 miliardi a 2.876 miliardi, come riferisce l'Office for National Statistics. Il volume dei prestiti sul mercato del sistema bancario era a 640 miliardi di sterline ad agosto e si è ridotto a 249 miliardi alla fine di settembre, mostrando come le banche inglesi siano state colpite più duramente di quelle americane, sebbene si voglia far credere che quello dei subprime sia un problema americano.
In Inghilterra c'è anche una fazione impegnata a staccare la spina al dollaro credendo così che questo si trasformi in un “vantaggio relativo” per il sistema britannico, quando tutto va a fondo. I paesi del Medio Oriente e dell'Asia dovrebbero recidere i propri legami con il dollaro, sfruttando l'attuale debolezza del biglietto verde, ha spiegato Gerard Lyons, capo economista della Standard Chartered, una delle banche storiche dell'Impero Britannico. In un commento sul Financial Times Lynos ha scritto che sebbene il recente vertice degli stati del Golfo a Doha non abbia risolto la questione monetaria, su questo fronte sta maturando una svolta epocale della politica mediorientale. Sebbene il mondo sia stato in grado di cavarsela di fronte alla caduta del dollaro grazie a condizioni economiche favorevoli, “adesso il dollaro è vulnerabile e il clima economico è più ostile”, gongola Lyons. I politici asiatici e mediorientali non possono perdere l'opportunità di allentare i rispettivi vincoli con il dollaro, né dovrebbe farlo il settore privato, conclude il portavoce della City di Londra.
Negli USA invece c'è chi comincia a rendersi conto che il sistema non può essere salvato. “Il sistema è un castello di carte ... e sta per venir giù”, ha scritto Steven Pearlstein sul Washington Post. Nonostante “lo scoppio della più grande bolla creditizia mai vista al mondo, fatevelo dire: non avete ancora visto niente”, scrive Perlstein. “Non si tratta semplicemente di una crisi dei mutui o dell'edilizia. I giganti finanziari hanno prodotto, cartolarizzato, quotato e assicurato i titoli emessi sui mutui, crediti immobiliari commerciali, crediti delle carte di credito e credito per le acquisizioni delle attività. È molto improbabile che, in questi settori, siano riuscite a fare meglio di ciò che hanno fatto con i mutui”.
Pearlstein tratta anche il ruolo dei CDO (Obbligazioni di debito collateralizzato) “in questo disastro che si sta ancora svolgendo” della creazione di bonds ad alto rating sulla base di spazzatura. “Si è trattato di una grande operazione di alchimia finanziaria che ha fruttato alle banche di Wall Street ed alle agenzie di rating miliardi di dollari. Vista la grande quantità di denaro preso a prestito nell'acquisto dei mutui originali, le tranches per i CDO e poi le tranches degli stessi CDO, l'intera operazione aveva un rapporto di indebitamento tale da far apparire dei rendimenti che, almeno sulla carta, erano decisamente allettanti”. Adesso l'intero “castello di carte”, sta per “venir giù, con gravi consegeunze non solo per le banche e gli investitori ma per l'economia nel suo complesso”.

fonte: movisol.org

24 dicembre 2007

Risorgimento: quello che non si può raccontare


La liberazione dallo "straniero" austriaco era la cosa che interessava
meno alla casta liberal-massonica che teneva Carlo Alberto praticamente
in pugno. La Massoneria, a quel tempo fanaticamente anticattolica
(ricordiamo che era stata trapiantata in Italia dai rivoluzionari
francesi) teneva soprattutto a distruggere l' Austria "papista".
Nel Sudamerica, con la complicità interessata degli Usa, aveva promosso
una serie di guerre d"'indipendenza" che avevano tolto tutto alla
Spagna e al Portogallo e gettato quel continente, un tempo prospero,
in braccio allo sfruttamento americano e inglese. Nell'Ecuador, per
esempio, il presidente Garcia Moreno, cattolico, aveva consacrato la
Costituzione al Sacro Cuore, ma aveva anche dimezzato le tasse e
triplicato i salari, arrivando a concedere il voto anche agli indios.
L'Ecuador fu l'unico stato a mandare un modesto aiuto economico al papa
Pio IX, dopo l'invasione di Roma da parte dei piemontesi. Garcia Moreno
venne assassinato mentre usciva di chiesa.

Alla Prima Guerra d'Indipendenza italiana, com'è noto, parteciparono
tutti gli stati della penisola, anche i borbonici e perfino un
contingente pontificio. Ma quando si accorsero che non si trattava di
unire l'Italia in una confederazione secondo i progetti di Gioberti e
Cattaneo, ma di star prestando man forte all'espansione del Piemonte,
tutti si ritirarono. Carlo Alberto, resosi conto di essere stato di
fatto il burattino di un progetto massonico internazionale, cambiò idea
e da quel momento venne beffeggiato come "il re tentenna". Suo figlio
Vittorio Emanuele, invece, stette al gioco dei massoni Palmerston e
Napoleone III. Pura propaganda era l'idea di "unità d'Italia", tant'è
che l'italiana Corsica fu lasciata fuori, e Nizza e la Savoia
tranquillamente barattate.

Con le leggi Siccardi il Piemonte carbonaro gettò la maschera e
cominciò un'aggressione anticattolica senza precedenti. Gli ordini
religiosi furono espulsi, i vescovi incarcerati, i beni ecclesiastici
confiscati, i conventi divennero prigioni e caserme. Le processioni
vennero vietate e si procedette a un'epurazione degli impiegati statali
"papisti". L'assassinio di Pellegrino Rossi e poi l'effimera Repubblica
Romana inaugurarono l'era dei cortei massonici con gli stendardi neri
raffiguranti Satana che schiacciava la testa all'arcangelo Michele.
Le chiese assaltate, le tipografie cattoliche devastate, i gendarmi che
intervenivano per arrestare i "provocatori" cattolici.

Con i soldi inglesi e le truppe francesi Cavour e compagni scatenarono
una serie di guerre tutte regolarmente perse (la Seconda Guerra
d'Indipendenza fu di fatto vinta dagli zuavi francesi). Le sole
campagne vittoriose furono quelle contro altri italiani: il Papa e il
Sud. La Terza Guerra d'Indipendenza finì col disastro di Custoza e
Lissa, malgrado l'Austria avesse offerto gratis il Veneto e il Trentino
purche l'ltalia si ritirasse dall'alleanza con la Prussia.

I "plebisciti" sancirono l'annessione forzata di tutti gli ex stati
italiani. La gente doveva votare all'aperto, mettendo le schede in due
urne: su una stava scritto"sì", sull'altra "no". A Napoli si dovette
votare passando tra due ali di garibaldini armati. Malgrado ciò, i voti
sommati risultarono pure molto superiori all'effettivo numero dei
cittadini (segno che ogni "liberatore" aveva votato più volte).

La spedizione dei Mille venne finanziata dagli inglesi e dai
protestanti americani e tedeschi. Ai Mille man mano si aggiunsero
soldati piemontesi travestiti. Molti alti ufficiali borbonici, massoni,
cedettero senza combattere (alcuni finirono linciati dalle loro stesse
truppe). Quando i borbonici poterono combattere davvero, al Volturno,
Garibaldi a stento riuscì a salvare la pelle. A Gaeta, Cialdini
continuò a cannoneggiare per ore (anche l'ospedale) dopo che era stata
issata la bandiera bianca. Lo stesso farà Cadorna alla breccia di Porta
Pia. Diversi ufficiali piemontesi, cattolici, preferirono dimettersi.

Il floridissimo Regno delle Due Sicilie in brevissimo tempo fu portato
al tracollo finanziario, e i meridionali per la prima volta nella loro
storia furono costretti a emigrare all'estero per poter mangiare.
Il Sud dovette pagare le guerre del Piemonte, anche quella combattuta
contro i meridionali stessi. Arrivarono tasse anche sul macinato, sulle
porte e le finestre (le case cominciarono così ad avere un sola
apertura, con conseguenti epidemie di tubercolosi, il male del secolo),
arrivò la leva obbligatoria che durava anni e toglieva braccia a
popolazioni prevalentemente agricole. Per dieci anni il Sud fu trattato
come una colonia da sfruttare; sorse per reazione il cosiddetto
"brigantaggio" (i partigiani dell'ex Regno, come al solito, vennero
definiti banditi).

Metà dell'esercito piemontese era di permanenza nel Sud, con uno stato
di emergenza continuo: fucilazioni di massa, rappresaglie, stermini,
incendi. Nacque così il problema del "mezzogiorno", da allora mai più
risolto. Nel nuovo regime burocratico e accentrato i meridionali,
privati delle industrie e delle terre ecclesiastiche e statali su cui
lavorare, presero il vizio di far carriera nella pubblica
amministrazione. Lo scrittore Ippolito Nievo, cassiere dei Mille, morì
in un misterioso naufragio mentre tornava al Nord con le ricevute delle
somme erogate. Cominciarono gli scandali: l'appalto dei tabacchi,
quello delle ferrovie, lo scandalo della Banca Romana. Cominciarono i
cadaveri "eccellenti" e le "ingabbiature" di cui non si sarebbe mai
saputa la verità.

Alla breccia di Porta Pia, dopo i bersaglieri, il primo ad entrare fu
un carretto di Bibbie protestanti, tirato da un cane chiamato
"Pio Nono". Tra i patti che Cavour aveva fatto con gli inglesi,
"padrini" dell'espansione piemontese, c'era anche l'appoggio alla
divulgazione protestante contro l'odiato "papismo". Garibaldi si ritirò
a Caprera con un sacco di grano (secondo la leggenda) e con una cassa
di Bibbie protestanti (secondo la storia vera). Anche i soldati
italiani in Crimea vennero inondati di Bibbie protestanti. Quando Pio
IX morì il suo corteo funebre venne assaltato da fanatici massoni che
cercarono di gettare nel Tevere la bara. Ogni venerdì santo le logge
organizzavano giganteschi banchetti all'aperto in Roma, a base di carne
di maiale. Il sindaco di Roma, duca di Torlonia, che aveva osato fare
gli auguri a Leone XIII, venne destituito.

Il sindaco più ricordato del tempo è il massone Ernesto Nathan, figlio
dell'amante inglese di Mazzini, il quale potè fare il sindaco della
capitale d'Italia pur essendo cittadino inglese. Del resto solo meno
del 2% della popolazione aveva diritto al voto. Gli inglesi avevano
appoggiato l'invasione del Sud anche con le loro navi. Il Regno delle
due Sicilie deteneva il monopolio dello zolfo, essenziale per i
battelli a vapore, e l'Inghilterra voleva metterci sopra le mani.
In più, gli industriali piemontesi avevano tutto l'interesse nella
distruzione delle industrie borboniche, molto quotate
internazionalmente e fortemente competitive.

Quando i siciliani che avevano appoggiato i Mille, credendo che i
"liberatori" avrebbero provveduto a una redistribuzione di terre, si
appropriarono di alcuni appezzamenti a Bronte e a Villalba, Bixio
ricevette l'ordine di procedere a una spietata repressione. Quelle
terre appartenevano a inglesi. Una, in particolare, al padre delle
scrittrici Charlotte ed Emily, appunto, Bronte. Ultima stranezza
(ma non troppo): Garibaldi, Mazzini, De Amicis e molti dei "padri della
patria" erano spiritisti. A chiarire che si trattava esattamente di
un'espansione piemontese il nuovo Re d'Italia, Vittorio Emanuele, non
fu "primo", ma rimase "secondo". Vittorio Emanuele Il, Re
(adesso anche) d'Italia.


da Rino Cammilleri - "Fregati dalla scuola"

17 dicembre 2007

Operazioni segrete o extraterrestri?


Ciò che state per vedere è davvero notevole. Sembra che alcune delle stelle sopra di noi non siano stelle. Un giovane, John Lenard Walson, ha scoperto un modo per aumentare le prestazioni di piccoli telescopi ed è stato in grado di ottenere risoluzioni ottiche, quasi ai limiti della diffrazione, non facilmente ottenibili. Con questo sistema ha girato immagini sia notturne sia diurne molto singolari e di sinora mai visti oggetti in orbita. Il filmato realizzato da Lenard mostra moltissimi satelliti, navi spaziali, strutture che altrimenti appaiono come astri. In realtà, esistono centinaia di satelliti in orbita attorno alla Terra.

Che cosa sono questi ordigni ripresi da Lenard?

Bisogna, in primo luogo, ricordare che esistono più di 800 satelliti attivi in orbita attorno al nostro pianeta. Sorprendentemente essi rappresentano solo il 4 per cento del numero totale di oggetti catalogati dalla rete di sorveglianza spaziale degli Stati Uniti. Il resto include satelliti abbandonati, propulsori di razzi già lanciati ed altri rottami spaziali. I satelliti civili impiegati per compiti commerciali, scientifici e governativi sono la maggior parte. I satelliti russi adempiono funzioni civili e militari. Solo una piccola parte dei satelliti di altri paesi è costituita da apparecchiature militari, almeno ufficialmente.

I detriti spaziali appartengono ad oggetti ormai inservibili che comprendono satelliti abbandonati, attrezzature scartate, rottami risultato di esplosioni o collisioni.

Dunque che cosa ha immortalato Lenard? Satelliti e spazzatura cosmica oppure, per la prima volta, un'enorme ed avveniristica nave spaziale che non pensavano mai di poter vedere? Nei suoi video, alcuni fotogrammi evidenziano una nave spaziale illuminata dal sole; un altro fotogramma mostra un oggetto velocissimo.

Lenard ha ricevuto un messaggio il cui autore si è espresso in questo modo: "Le mie congratulazioni per la tua superba astrofotografia: il Lincoln laboratory del M.I.T. è l'equipe che ha costruito alcuni di questi oggetti che hai immortalato. Molti sono usati all'interno del programma Guerre stellari."

Forse alcune delle immagini di Lenard riguardano progetti militari segreti: forse concernono piattaforme spaziali ed armi che si dice l'esercito statunitense abbia collocato già venti anni fa. Non dimentichiamo che il giovane britannico Gary Mc Kinnon che, alcuni anni addietro, violò gli archivi informatici del Pentagono, trovò un documento segreto denominato "Funzionari non terrestri".

Qualcosa di poco piacevole sta accadendo a Lenard Walson. E' evidente che Lenard si è avventurato in un territorio che alcune agenzie governative ed i militari non vogliono sia conosciuto. Il risultato dell'impertinente attività di Lenard Walson è l'inizio di regolari visite per opera di elicotteri privi di contrassegni. I velivoli hanno enormi rotori doppi. Il messaggio intimidatorio è chiaro.

Lenard ha anche scoperto come udire e registrare i suoni delle astronavi da lui riprese. Allineando con precisione un ricevitore satellitare con il telescopio, egli è stato in grado di registrare alcuni suoni inusuali e conturbanti di navi galattiche.

Infine ciò che Lenard ha rilevato è un insieme di astronavi in orbita attorno alla Terra. E' indubbio che i governi sono molto più interessati allo spazio di quanto siano disposti ad ammettere. Ne sono testimonianza le recenti allusioni ad armi anti-satellite di cui si vogliono dotare alcuni paesi per "proteggersi" da eventuali attacchi. La Cina ha ventilato di discutere un suo piano anti-satellite ed ha anche minacciato di distruggere o disabilitare i satelliti G.P.S. che sorvolano il territorio cinese.

Qualcuno immagina quanti miliardi di dollari il governo statunitense ha speso in operazioni segrete, in programmi per lo spionaggio e la sorveglianza, per armamenti spaziali negli ultimi decenni? Lenard ha probabilmente filmato alcune di queste armi spaziali, ma è pure possibile che certi ordigni siano non terrestri. Naturalmente le persone che potrebbero sapere tacciono.

Tutti i diritti su fotografie e filmati sono riservati.

13 dicembre 2007

La banca d'Inghilterra riduce i tassi, ma il panico aumenta...


Il 6 dicembre la Banca d'Inghilterra ha portato i tassi d'interesse dal 5,75 al 5,50 percento, come da tempo stavano aspettanto tutti coloro che credono che ridurre il costo del denaro possa resuscitare un sistema finanziario morto. I risultati sono stati però deludenti: i tassi del denaro sul mercato sono saliti e le borse sono calate. Sul quotidiano londinese Telegraph sono apparsi titoli come “I mercati temono che la banca abbia 'perso il controllo'”, “Il taglio dei tassi ... non riesce a dissipare i timori”, “un mercato del denaro fuori controllo”, “non basta un taglio dei tassi...”.
Sul Times l'esperto finanziario di turno sentenzia che gli inglesi dovrebbero seguire l'esempio della Fed e continuare a tagliare i tassi: “Il sistema bancario britannico è sull'orlo del tracollo e la catastrofe completa si evita soltanto con la più grande operazione di sostegno mai fornita ad un'impresa privata da qualsiasi governo in qualsiasi parte del mondo”. “La commissione per la politica monetaria della Banca d'Inghiterra impara presto che tutto ciò che può fare è buttare dalla finestra i libri di testo”, ha scritto Edmond Conway sul Daily Telegraph il 7 dicembre in un articolo che spiega che - almeno per il momento - le banche centrali “hanno perso il controllo sulla politica monetaria”. I mercati monetari fanno quello che vogliono e non quello che dice la Commissione, e “i mercati del credito sono rosi dalla paura”.
Dire che nella City di Londra regna il panico sarebbe un understatement. Inevitabilmente i guai finanziari ed economici in Inghilterra si manifestano in anticipo rispetto agli USA. Dalla metà d'agosto il totale degli assets denominati in sterline ha perso circa 500 mila miliardi di sterline, passando da 3.244 miliardi a 2.876 miliardi, come riferisce l'Office for National Statistics. Il volume dei prestiti sul mercato del sistema bancario era a 640 miliardi di sterline ad agosto e si è ridotto a 249 miliardi alla fine di settembre, mostrando come le banche inglesi siano state colpite più duramente di quelle americane, sebbene si voglia far credere che quello dei subprime sia un problema americano.
In Inghilterra c'è anche una fazione impegnata a staccare la spina al dollaro credendo così che questo si trasformi in un “vantaggio relativo” per il sistema britannico, quando tutto va a fondo. I paesi del Medio Oriente e dell'Asia dovrebbero recidere i propri legami con il dollaro, sfruttando l'attuale debolezza del biglietto verde, ha spiegato Gerard Lyons, capo economista della Standard Chartered, una delle banche storiche dell'Impero Britannico. In un commento sul Financial Times Lynos ha scritto che sebbene il recente vertice degli stati del Golfo a Doha non abbia risolto la questione monetaria, su questo fronte sta maturando una svolta epocale della politica mediorientale. Sebbene il mondo sia stato in grado di cavarsela di fronte alla caduta del dollaro grazie a condizioni economiche favorevoli, “adesso il dollaro è vulnerabile e il clima economico è più ostile”, gongola Lyons. I politici asiatici e mediorientali non possono perdere l'opportunità di allentare i rispettivi vincoli con il dollaro, né dovrebbe farlo il settore privato, conclude il portavoce della City di Londra.
Negli USA invece c'è chi comincia a rendersi conto che il sistema non può essere salvato. “Il sistema è un castello di carte ... e sta per venir giù”, ha scritto Steven Pearlstein sul Washington Post. Nonostante “lo scoppio della più grande bolla creditizia mai vista al mondo, fatevelo dire: non avete ancora visto niente”, scrive Perlstein. “Non si tratta semplicemente di una crisi dei mutui o dell'edilizia. I giganti finanziari hanno prodotto, cartolarizzato, quotato e assicurato i titoli emessi sui mutui, crediti immobiliari commerciali, crediti delle carte di credito e credito per le acquisizioni delle attività. È molto improbabile che, in questi settori, siano riuscite a fare meglio di ciò che hanno fatto con i mutui”.
Pearlstein tratta anche il ruolo dei CDO (Obbligazioni di debito collateralizzato) “in questo disastro che si sta ancora svolgendo” della creazione di bonds ad alto rating sulla base di spazzatura. “Si è trattato di una grande operazione di alchimia finanziaria che ha fruttato alle banche di Wall Street ed alle agenzie di rating miliardi di dollari. Vista la grande quantità di denaro preso a prestito nell'acquisto dei mutui originali, le tranches per i CDO e poi le tranches degli stessi CDO, l'intera operazione aveva un rapporto di indebitamento tale da far apparire dei rendimenti che, almeno sulla carta, erano decisamente allettanti”. Adesso l'intero “castello di carte”, sta per “venir giù, con gravi consegeunze non solo per le banche e gli investitori ma per l'economia nel suo complesso”.

fonte: movisol.org