Monti arbitro venduto
Forse abbiamo perso i giochi olimpici del 2020 ma le gare olimpioniche di autolesionismo sono tutte nostre. Il rush finale dell’imbecillità e della codardia ci vede sempre primi al traguardo, mentre siamo costantemente ultimi nella maratona del successo e della gloria. Consoliamoci, quindi, con il premio disciplina e con i riconoscimenti al fair play di cui Monti ha fatto incetta in Europa e nel mondo, grazie al suo loden nero e al suo modo di dirigere questa partita truccata come un arbitro venduto. L’operazione Roma 2020 secondo il Premier costerebbe troppo e ci sarebbero grossi rischi di non riuscire a coprire le spese. Poi però apprendiamo dai giornali e dalle fonti ufficiali che si buttano mld di euro nelle missioni militari all’estero, tutte riconfermate, le quali ci vedono immancabilmente gregari degli altri e quindi mai trionfatori ed incassatori di reali riconoscimenti. Solo medaglie di consolazione per aver aiutato i nostri partners a stravincere, anche a nostro danno. Come dire, pacche sulle spalle e prese per il culo, o se più vi piace, due pesi e due miserie corrispondenti per una nazione specialista nel lancio del martello sui coglioni. Evidentemente, da secchione qual è, Monti si disinteressa dello sport e dell’educazione fisica alla quale preferisce l’educazione e basta per marcare la differenza tra il buontemponismo superficiale di chi lo ha preceduto ed il suo mirabile bon ton. I mercati gradiscono poiché la sua moderazione istituzionale si traduce in inchini alle borse e adesioni incondizionate ai diktat degli organismi internazionali che hanno scommesso sulla disfatta dell’Italia, preparandosi a fare man bassa di trofei pubblici nel nostro Paese. Ha ragione l’economista La Grassa quando parla di pura propaganda dei tecnici in queste vicende che sono orientate a “creare ulteriore confusione e rottura del tessuto nazionale. Quelli di ‘Roma ladrona’ gongoleranno. Al centro-sud si incazzeranno. Si conferma che questo governo corrisponde in pieno, con l’altrettanta piena complicità del centro-destra berlusconiano, al disegno americano di creare pantano e palude dove appena si può. Non siamo al divide et impera per un disegno coloniale del tipo inglese ottocentesco, ma per diffondere il massimo marasma possibile: tutti contro tutti, un disfacimento molecolare, un pullulare di bande in un ambiente sempre più fatiscente e invivibile, magari tipo Blade Runner, in cui si scatenerà la caccia ai replicanti”. Tuttavia in qualcosa Monti è davvero un campione imbattibile, è l’asso assoluto delle trasvolate transoceaniche finalizzate a riportare la vittoria nelle gare di riverenze e di servilismo. Pare che, il Patrick De Gayardon della bergamasca, abbia confidato ai signori di Wall Street di voler tentare una missione no limits: tagliare la spesa statale cominciando dall’impiego pubblico. Non entrerà nel guinness dei primati poiché lo ha anticipato Papademos in Grecia ma il professore giura che sarà ancora più drastico e deciso del suo omologo ellenico. Questa combinata atlantica gli permetterà di scoccare frecce avvelenate contro le inveterate abitudini peninsulari del posto fisso e del reddito bastevole a far fermare il cronometro alla fine del mese. Cambierà gli italiani, lo ha garantito ad Obama come una minaccia e potrebbe anche fare centro perché la finanza speculativa ha reso il Belpaese un bersaglio immobile e facilmente abbattibile. Ma Monti non dimentichi, olimpiadi o meno, che l’unica disciplina sportiva veramente amata dai suoi connazionali è il football. Se fin qui siamo stati fuoriclasse nel tiro al pallone, potremmo diventare eccellenti anche in quello al pallone gonfiato. Pallonaro avvisato mezzo sgonfiato.
di Gianni Petrosillo
Monti arbitro venduto
Forse abbiamo perso i giochi olimpici del 2020 ma le gare olimpioniche di autolesionismo sono tutte nostre. Il rush finale dell’imbecillità e della codardia ci vede sempre primi al traguardo, mentre siamo costantemente ultimi nella maratona del successo e della gloria. Consoliamoci, quindi, con il premio disciplina e con i riconoscimenti al fair play di cui Monti ha fatto incetta in Europa e nel mondo, grazie al suo loden nero e al suo modo di dirigere questa partita truccata come un arbitro venduto. L’operazione Roma 2020 secondo il Premier costerebbe troppo e ci sarebbero grossi rischi di non riuscire a coprire le spese. Poi però apprendiamo dai giornali e dalle fonti ufficiali che si buttano mld di euro nelle missioni militari all’estero, tutte riconfermate, le quali ci vedono immancabilmente gregari degli altri e quindi mai trionfatori ed incassatori di reali riconoscimenti. Solo medaglie di consolazione per aver aiutato i nostri partners a stravincere, anche a nostro danno. Come dire, pacche sulle spalle e prese per il culo, o se più vi piace, due pesi e due miserie corrispondenti per una nazione specialista nel lancio del martello sui coglioni. Evidentemente, da secchione qual è, Monti si disinteressa dello sport e dell’educazione fisica alla quale preferisce l’educazione e basta per marcare la differenza tra il buontemponismo superficiale di chi lo ha preceduto ed il suo mirabile bon ton. I mercati gradiscono poiché la sua moderazione istituzionale si traduce in inchini alle borse e adesioni incondizionate ai diktat degli organismi internazionali che hanno scommesso sulla disfatta dell’Italia, preparandosi a fare man bassa di trofei pubblici nel nostro Paese. Ha ragione l’economista La Grassa quando parla di pura propaganda dei tecnici in queste vicende che sono orientate a “creare ulteriore confusione e rottura del tessuto nazionale. Quelli di ‘Roma ladrona’ gongoleranno. Al centro-sud si incazzeranno. Si conferma che questo governo corrisponde in pieno, con l’altrettanta piena complicità del centro-destra berlusconiano, al disegno americano di creare pantano e palude dove appena si può. Non siamo al divide et impera per un disegno coloniale del tipo inglese ottocentesco, ma per diffondere il massimo marasma possibile: tutti contro tutti, un disfacimento molecolare, un pullulare di bande in un ambiente sempre più fatiscente e invivibile, magari tipo Blade Runner, in cui si scatenerà la caccia ai replicanti”. Tuttavia in qualcosa Monti è davvero un campione imbattibile, è l’asso assoluto delle trasvolate transoceaniche finalizzate a riportare la vittoria nelle gare di riverenze e di servilismo. Pare che, il Patrick De Gayardon della bergamasca, abbia confidato ai signori di Wall Street di voler tentare una missione no limits: tagliare la spesa statale cominciando dall’impiego pubblico. Non entrerà nel guinness dei primati poiché lo ha anticipato Papademos in Grecia ma il professore giura che sarà ancora più drastico e deciso del suo omologo ellenico. Questa combinata atlantica gli permetterà di scoccare frecce avvelenate contro le inveterate abitudini peninsulari del posto fisso e del reddito bastevole a far fermare il cronometro alla fine del mese. Cambierà gli italiani, lo ha garantito ad Obama come una minaccia e potrebbe anche fare centro perché la finanza speculativa ha reso il Belpaese un bersaglio immobile e facilmente abbattibile. Ma Monti non dimentichi, olimpiadi o meno, che l’unica disciplina sportiva veramente amata dai suoi connazionali è il football. Se fin qui siamo stati fuoriclasse nel tiro al pallone, potremmo diventare eccellenti anche in quello al pallone gonfiato. Pallonaro avvisato mezzo sgonfiato.
di Gianni Petrosillo
Nessun commento:
Posta un commento