06 agosto 2008

Per una nuova Bretton Woods



“THE WORLD FINANCE: NEW INITIATIVES”


Mentre la crisi finanziaria globale impazza sull’orlo di un crollo sistemico e la speculazione minaccia i settori dell’economia produttiva, delle materie prime e alimentari, si stanno moltiplicando gli interventi e i dibattiti che richiedono di approfondire le vere cause della crisi per approntare delle proposte e delle iniziative per una nuova e stabile architettura monetaria e finanziaria internazionale.


L’Italia ha fatto da battistrada in queste grandi questioni strategiche a cominciare con l’iniziativa istituzionale della mozione parlamentare per “una Nuova Bretton Woods” presentata dall’On. Mario Lettieri e votata dalla Camera dei Deputati nell’Aprile 2005. Più recentemente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha più volte ripreso l’argomento stigmatizzando con forza anche gli effetti nefasti della speculazione finanziaria.


A un anno di distanza dalla crisi dei mutui subprime in USA, l’evolversi della crisi ha portato banche e finanziarie sull’orlo del collasso, da ultimo la quasi insolvenza della Fannie Mae, l’istituto di credito finanziato dalle casse federali con il compito di riassicurare i mutui concessi dalle banche ai privati per l’acquisto della casa. Oggi la Fannie Mae gestisce più di 5.000 miliardi di dollari di debiti, stabili quanto lo sono le sabbie mobili.


Da molte parti del mondo, anche dai nuovi attori dell’economia mondiale come la Russia, la Cina e l’India si levano alte le richieste di intervento congiunto dei governi e degli stati per ricreare un sistema monetario e finanziario stabile, per creare un’architettura di accordi e di regole per lo sviluppo, simile a quanto realizzato nella cittadina di Bretton Woods nel New Hampshire americano nel 1944 per progettare la ricostruzione dell’economia dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale.


All’inizio di giugno il presidente russo Dmitri Medvedev al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dopo aver analizzato gli effetti della crisi e della caduta del dollaro e proposto un nuovo ruolo internazionale del rublo in particolare negli accordi energetici, aveva indicato che “le crisi odierne, dalla penuria alimentare, alla crescita dei prezzi, alle catastrofi naturali che sempre più spesso si verificano, evidenziano che il sistema delle istituzioni internazionali per dirigere l’economia non corrisponde alle sfide. Si registra così un certo vuoto istituzionale, mancano gli organismi per la soluzione dei problemi concreti… La Russia vuole partecipare alla formazione di nuove regole del gioco.”


Sulla base di queste riflessioni alcuni settori russi interessati hanno presentato delle proposte alla controparte italiana per organizzare il 7-8 luglio un seminario ristretto di lavoro (25 partecipanti) sui temi della crisi, della finanza mondiale e dei grandi progetti infrastrutturali.


Nell’invito al seminario “The World Finance: New Initiatives” gli organizzatori, il Forum “Dialogue West and East: integration and development” e la Banca russa “Millenium”, sottolineavano che “ nel 2007 e nel 2008 Vladimir Putin, allora presidente della Federazione Russa e attuale primo ministro del governo russo, ha indicato la priorità di creare un centro finanziario globale in Russia. L’iniziativa e‘ una vera e reale sfida per l’elite finanziaria, industriale, giuridica e intellettuale della Russia. Esperti internazionali ed europei sottolineano che per la Russia è il momento migliore per rendere utili tutte le attuali condizioni favorevoli. In quest’ottica, per la Russia è di grande importanza valutare l’esperienza dell’iniziativa parlamentare italiana “Per una nuova Bretton Woods” del 2005, legata all’idea di introdurre un sistema di cambi fissi fra le monete. L’iniziativa italiana assume un valore aggiunto in quanto e‘ stata fatta prima della crisi dei mutui subprime negli USA, una crisi che non e‘ ciclica…. I risultati attesi di questa sessione dovranno delineare nuove iniziative russo-italiane nella sfera della finanza e dei progetti di investimento e sviluppo infrastrutturale.”


Modena è stata scelta anche in relazione alla conferenza organizzata dal World Public Forum “Dialogue of Civilization” il 9-10 luglio dove il presidente del Forum e delle Ferrovie dello Stato della Federazione Russa Mikhail Yakunin ha ribadito pubblicamente l’importanza del seminario e della sua dichiarazione finale.


Si è deciso di dare un profilo non pubblico al seminario per permettere una discussione aperta e di idee. Yuri Gromiko e Paolo Raimondi hanno organizzato le rispettive delegazioni russe e italiane che hanno raccolto personalità di alto impegno, esperienza e capacità del mondo politico, economico, accademico e scientifico. Gromiko, insieme all’On. Mario Lettieri, ha poi presentato i risultati del seminario alla conferenza pubblica di Modena del 9-10 luglio “Forum West East: Integration and Development”. Molti dei partecipanti sono stati anche tra i primi firmatari della “Dichiarazione di Modena”, che è riportata di seguito insieme al testo di invito e di presentazione del seminario.



Sessione sullo sviluppo degli scenari strategici


“The World Finances: New Initiatives”


7-8 Luglio 2008, Modena, Italia



Testo della “Dichiarazione di Modena”



La proposta di una iniziativa istituzionale italo-russa per facilitare l’uscita dalla crisi mondiale finanziaria è rivolta ai Parlamenti, ai governi, alle associazioni imprenditoriali, alle associazioni sindacali e agli altri attori sociali.



La crisi, che ha avuto una accelerazione esponenziale negli ultimi 10-15 anni, è in realtà partita con la decisione del 15 agosto del 1971 di sganciare il dollaro, moneta dei pagamenti internazionali e del commercio mondiale, dal valore delle riserve auree. L’oro, che non ha qualità magiche, serviva solamente ad ancorare il valore del dollaro e delle altre monete a un riferimento reale. Da quel momento si è permesso la crescita cancerosa di capitale fittizio, un sistema di cambi monetari fluttuanti e il progressivo sganciamento della finanza, soprattutto quella speculativa, dagli andamenti sottostanti dell’economia reale produttiva.



Il sistema finanziario e monetario sempre più deregolamentato e sottratto ai controlli preposti, ha minato ogni forma di governance dando così origine ad una serie di bolle finanziarie, fagocitando i settori industriali commerciali e agricoli produttivi.



La bolla speculativa finanziaria più pericolosa e fuori da ogni controllo è quella dei cosiddetti prodotti finanziari derivati. Secondo le stime della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, il valore nozionale dei derivati Over The Counter (OTC), cioè quelli trattati fuori dai mercati ufficiali e non registrati sui bilanci delle banche e degli altri operatori finanziari, ammonta a oltre 600.000 miliardi di dollari, con un aumento medio esponenziale annuo del 25%! Basta paragonare questa bolla speculativa, inesistente 20 anni fa, al PIL mondiale, calcolato intorno a 55.000 miliardi di dollari a prezzi correnti, per avere la fotografia della crisi.



Per superare la crisi finanziaria mondiale, sarebbero necessarie le seguenti misure prioritarie:



Riforma del sistema monetario, reintroducendo tra l’altro: a) la stabilità di un sistema moderno di cambi, modificabili solamente nel contesto di accordi sottoscritti dalle parti e agganciati agli andamenti delle economie reali, b) l’ancoraggio ad un sistema di riserve auree oppure a un paniere di materie prime e/o di monete da stabilire, c) la definizione di una nuova moneta o di un paniere di monete (quindi non più solamente il dollaro) accettato nel sistema dei pagamenti internazionali, d) controlli contro la speculazione sui cambi, e) controlli sui movimenti di capitali, f) creazione di una sistema di credito a doppio sportello con tassi di interessi bassi e a lungo termine per gli investimenti produttivi e tassi alti e punitivi per le operazioni puramente finanziarie, g) definizione dei nuovi compiti delle organizzazioni internazionali come il FMI e la Banca Mondiale, il cui ruolo è stato stravolto nelle crisi recenti.





Riforma del sistema finanziario, attraverso tra l’altro: a) la regolamentazione dei prodotti derivati esistenti, b) l’introduzione di regole per vietare gli accordi privati OTC, per prosciugare la bolla dei derivati, e per definire il loro funzionamento futuro, c) l’obbligo di negoziazione in borsa dei derivati, di standardizzazione, di autorizzazione da parte di un’autorità di controllo, d) la soppressione dei centri off-shore, e) l’interdizione delle attività speculative degli hedge fund, delle operazioni di cartolarizzazione (emissione di titoli sulla base di altri titoli di debito), f) l’aumento della tassazione per sia sulle operazioni finanziarie speculative che sui redditi provenienti dalle suddette operazioni, g) il sostegno del settore bancario e creditizio pubblico e privato necessario e indispensabile alla politica di investimenti reali e produttivi.



Riforma del sistema commerciale, attraverso tra l’altro: a) la revisione dell’accordo del World Trade Organizations che ha deregolamentato anche le produzioni e i commerci a scapito dell’efficienza e della produttività dell’intero sistema, b) la promozione e il sostegno di grandi investimenti infrastrutturali a livello continentale nei settori dei trasporti, energia, comunicazioni, R&D ecc., c) creazione di organismi di finanziamento (bond produttivi) di simili progetti come ad esempio previsto dal “Piano Delors”, d) riforme fiscali favorevoli agli investimenti e al riutilizzo virtuoso dei profitti nel sistema produttivo; definizione di principi doganali, di protezioni sociali e di garanzie ambientali in un nuovo trattato di unione commerciale globale.



Tra gli obiettivi principali verso cui è necessario concentrare le energie di tutti, vi è la necessità di garantire sicurezza finanziaria ed economica ai popoli, unica condizione perché tutti possano accedere alla produzione e ai percorsi di istruzione e di ricerca e perché siano ragionevoli i prezzi per l’erogazione ed il consumo dell’energia.



La necessità di realizzare le misure sopraelencate costituisce, a nostro avviso, la ragione principale per convocare una conferenza mondiale finanziaria (“Nuova Bretton Woods”). Questa conferenza mondiale potrebbe essere convocata nell’isola della Maddalena in Sardegna dove nel 2009 si terrà il meeting del Gruppo G8 o in altro luogo stabilito in quella sede.



La condizione per la creazione di un nuovo sistema di relazioni economiche e per la realizzazione di una nuova configurazione degli assetti finanziari, è rappresentata da una innovativa leadership nell’economia globale e nello sviluppo mondiale. È nostra convinzione che soltanto un impulso all’industrializzazione e un sistema equo di scambio tra risorse e risultati dello sviluppo, possa creare una rete di nuove relazioni economiche.



La causa principale della crisi finanziaria di cui parliamo, è costituita, infatti, dal forte attacco ai risparmi pubblici e privati che ha di fatto distrutto il sistema finanziario mondiale.


È quindi necessario avviare un serie di azioni volte a garantire la sicurezza dei risparmi, siano essi privati siano essi statali, e ciò è possibile attraverso il riconoscimento di un nuovo ruolo degli istituti di sviluppo.



La generazione a cui apparteniamo ha l’obbligo morale di garantire alle generazioni future le condizioni per un pieno sviluppo dell’economia mondiale e per la salute del pianeta.






Il nuovo ruolo degli istituti di sviluppo consiste in azioni innovative volte a promuovere le relazioni bilaterali:



1. la creazione di una banca italo-russa (agenzia, istituto) dello sviluppo;


2. la definizione dei progetti pilota per lo scambio dei risultati nel campo dello sviluppo – progetti comuni alle regioni degli altri paesi;


3. la formazione di una ampia coalizione per supportare le politiche nazionali volte ad una nuova industrializzazione per l’Europa e per la Russia;


4. la formazione e l’identificazione dei compiti degli istituti creditizi e finanziari (inclusi quelli di risparmio, regionali, cooperative e le banche per la sicurezza dei risparmi di tutti i clienti).



Per coordinare gli sforzi di tutti, si propone infine, la creazione di un gruppo di lavoro chiamato a monitorare la crisi finanziaria mondiale ed a elaborare il sistema di misure prioritarie per risolvere i problemi più acuti.


di Paolo Raimondi



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06 agosto 2008

Per una nuova Bretton Woods



“THE WORLD FINANCE: NEW INITIATIVES”


Mentre la crisi finanziaria globale impazza sull’orlo di un crollo sistemico e la speculazione minaccia i settori dell’economia produttiva, delle materie prime e alimentari, si stanno moltiplicando gli interventi e i dibattiti che richiedono di approfondire le vere cause della crisi per approntare delle proposte e delle iniziative per una nuova e stabile architettura monetaria e finanziaria internazionale.


L’Italia ha fatto da battistrada in queste grandi questioni strategiche a cominciare con l’iniziativa istituzionale della mozione parlamentare per “una Nuova Bretton Woods” presentata dall’On. Mario Lettieri e votata dalla Camera dei Deputati nell’Aprile 2005. Più recentemente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha più volte ripreso l’argomento stigmatizzando con forza anche gli effetti nefasti della speculazione finanziaria.


A un anno di distanza dalla crisi dei mutui subprime in USA, l’evolversi della crisi ha portato banche e finanziarie sull’orlo del collasso, da ultimo la quasi insolvenza della Fannie Mae, l’istituto di credito finanziato dalle casse federali con il compito di riassicurare i mutui concessi dalle banche ai privati per l’acquisto della casa. Oggi la Fannie Mae gestisce più di 5.000 miliardi di dollari di debiti, stabili quanto lo sono le sabbie mobili.


Da molte parti del mondo, anche dai nuovi attori dell’economia mondiale come la Russia, la Cina e l’India si levano alte le richieste di intervento congiunto dei governi e degli stati per ricreare un sistema monetario e finanziario stabile, per creare un’architettura di accordi e di regole per lo sviluppo, simile a quanto realizzato nella cittadina di Bretton Woods nel New Hampshire americano nel 1944 per progettare la ricostruzione dell’economia dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale.


All’inizio di giugno il presidente russo Dmitri Medvedev al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dopo aver analizzato gli effetti della crisi e della caduta del dollaro e proposto un nuovo ruolo internazionale del rublo in particolare negli accordi energetici, aveva indicato che “le crisi odierne, dalla penuria alimentare, alla crescita dei prezzi, alle catastrofi naturali che sempre più spesso si verificano, evidenziano che il sistema delle istituzioni internazionali per dirigere l’economia non corrisponde alle sfide. Si registra così un certo vuoto istituzionale, mancano gli organismi per la soluzione dei problemi concreti… La Russia vuole partecipare alla formazione di nuove regole del gioco.”


Sulla base di queste riflessioni alcuni settori russi interessati hanno presentato delle proposte alla controparte italiana per organizzare il 7-8 luglio un seminario ristretto di lavoro (25 partecipanti) sui temi della crisi, della finanza mondiale e dei grandi progetti infrastrutturali.


Nell’invito al seminario “The World Finance: New Initiatives” gli organizzatori, il Forum “Dialogue West and East: integration and development” e la Banca russa “Millenium”, sottolineavano che “ nel 2007 e nel 2008 Vladimir Putin, allora presidente della Federazione Russa e attuale primo ministro del governo russo, ha indicato la priorità di creare un centro finanziario globale in Russia. L’iniziativa e‘ una vera e reale sfida per l’elite finanziaria, industriale, giuridica e intellettuale della Russia. Esperti internazionali ed europei sottolineano che per la Russia è il momento migliore per rendere utili tutte le attuali condizioni favorevoli. In quest’ottica, per la Russia è di grande importanza valutare l’esperienza dell’iniziativa parlamentare italiana “Per una nuova Bretton Woods” del 2005, legata all’idea di introdurre un sistema di cambi fissi fra le monete. L’iniziativa italiana assume un valore aggiunto in quanto e‘ stata fatta prima della crisi dei mutui subprime negli USA, una crisi che non e‘ ciclica…. I risultati attesi di questa sessione dovranno delineare nuove iniziative russo-italiane nella sfera della finanza e dei progetti di investimento e sviluppo infrastrutturale.”


Modena è stata scelta anche in relazione alla conferenza organizzata dal World Public Forum “Dialogue of Civilization” il 9-10 luglio dove il presidente del Forum e delle Ferrovie dello Stato della Federazione Russa Mikhail Yakunin ha ribadito pubblicamente l’importanza del seminario e della sua dichiarazione finale.


Si è deciso di dare un profilo non pubblico al seminario per permettere una discussione aperta e di idee. Yuri Gromiko e Paolo Raimondi hanno organizzato le rispettive delegazioni russe e italiane che hanno raccolto personalità di alto impegno, esperienza e capacità del mondo politico, economico, accademico e scientifico. Gromiko, insieme all’On. Mario Lettieri, ha poi presentato i risultati del seminario alla conferenza pubblica di Modena del 9-10 luglio “Forum West East: Integration and Development”. Molti dei partecipanti sono stati anche tra i primi firmatari della “Dichiarazione di Modena”, che è riportata di seguito insieme al testo di invito e di presentazione del seminario.



Sessione sullo sviluppo degli scenari strategici


“The World Finances: New Initiatives”


7-8 Luglio 2008, Modena, Italia



Testo della “Dichiarazione di Modena”



La proposta di una iniziativa istituzionale italo-russa per facilitare l’uscita dalla crisi mondiale finanziaria è rivolta ai Parlamenti, ai governi, alle associazioni imprenditoriali, alle associazioni sindacali e agli altri attori sociali.



La crisi, che ha avuto una accelerazione esponenziale negli ultimi 10-15 anni, è in realtà partita con la decisione del 15 agosto del 1971 di sganciare il dollaro, moneta dei pagamenti internazionali e del commercio mondiale, dal valore delle riserve auree. L’oro, che non ha qualità magiche, serviva solamente ad ancorare il valore del dollaro e delle altre monete a un riferimento reale. Da quel momento si è permesso la crescita cancerosa di capitale fittizio, un sistema di cambi monetari fluttuanti e il progressivo sganciamento della finanza, soprattutto quella speculativa, dagli andamenti sottostanti dell’economia reale produttiva.



Il sistema finanziario e monetario sempre più deregolamentato e sottratto ai controlli preposti, ha minato ogni forma di governance dando così origine ad una serie di bolle finanziarie, fagocitando i settori industriali commerciali e agricoli produttivi.



La bolla speculativa finanziaria più pericolosa e fuori da ogni controllo è quella dei cosiddetti prodotti finanziari derivati. Secondo le stime della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, il valore nozionale dei derivati Over The Counter (OTC), cioè quelli trattati fuori dai mercati ufficiali e non registrati sui bilanci delle banche e degli altri operatori finanziari, ammonta a oltre 600.000 miliardi di dollari, con un aumento medio esponenziale annuo del 25%! Basta paragonare questa bolla speculativa, inesistente 20 anni fa, al PIL mondiale, calcolato intorno a 55.000 miliardi di dollari a prezzi correnti, per avere la fotografia della crisi.



Per superare la crisi finanziaria mondiale, sarebbero necessarie le seguenti misure prioritarie:



Riforma del sistema monetario, reintroducendo tra l’altro: a) la stabilità di un sistema moderno di cambi, modificabili solamente nel contesto di accordi sottoscritti dalle parti e agganciati agli andamenti delle economie reali, b) l’ancoraggio ad un sistema di riserve auree oppure a un paniere di materie prime e/o di monete da stabilire, c) la definizione di una nuova moneta o di un paniere di monete (quindi non più solamente il dollaro) accettato nel sistema dei pagamenti internazionali, d) controlli contro la speculazione sui cambi, e) controlli sui movimenti di capitali, f) creazione di una sistema di credito a doppio sportello con tassi di interessi bassi e a lungo termine per gli investimenti produttivi e tassi alti e punitivi per le operazioni puramente finanziarie, g) definizione dei nuovi compiti delle organizzazioni internazionali come il FMI e la Banca Mondiale, il cui ruolo è stato stravolto nelle crisi recenti.





Riforma del sistema finanziario, attraverso tra l’altro: a) la regolamentazione dei prodotti derivati esistenti, b) l’introduzione di regole per vietare gli accordi privati OTC, per prosciugare la bolla dei derivati, e per definire il loro funzionamento futuro, c) l’obbligo di negoziazione in borsa dei derivati, di standardizzazione, di autorizzazione da parte di un’autorità di controllo, d) la soppressione dei centri off-shore, e) l’interdizione delle attività speculative degli hedge fund, delle operazioni di cartolarizzazione (emissione di titoli sulla base di altri titoli di debito), f) l’aumento della tassazione per sia sulle operazioni finanziarie speculative che sui redditi provenienti dalle suddette operazioni, g) il sostegno del settore bancario e creditizio pubblico e privato necessario e indispensabile alla politica di investimenti reali e produttivi.



Riforma del sistema commerciale, attraverso tra l’altro: a) la revisione dell’accordo del World Trade Organizations che ha deregolamentato anche le produzioni e i commerci a scapito dell’efficienza e della produttività dell’intero sistema, b) la promozione e il sostegno di grandi investimenti infrastrutturali a livello continentale nei settori dei trasporti, energia, comunicazioni, R&D ecc., c) creazione di organismi di finanziamento (bond produttivi) di simili progetti come ad esempio previsto dal “Piano Delors”, d) riforme fiscali favorevoli agli investimenti e al riutilizzo virtuoso dei profitti nel sistema produttivo; definizione di principi doganali, di protezioni sociali e di garanzie ambientali in un nuovo trattato di unione commerciale globale.



Tra gli obiettivi principali verso cui è necessario concentrare le energie di tutti, vi è la necessità di garantire sicurezza finanziaria ed economica ai popoli, unica condizione perché tutti possano accedere alla produzione e ai percorsi di istruzione e di ricerca e perché siano ragionevoli i prezzi per l’erogazione ed il consumo dell’energia.



La necessità di realizzare le misure sopraelencate costituisce, a nostro avviso, la ragione principale per convocare una conferenza mondiale finanziaria (“Nuova Bretton Woods”). Questa conferenza mondiale potrebbe essere convocata nell’isola della Maddalena in Sardegna dove nel 2009 si terrà il meeting del Gruppo G8 o in altro luogo stabilito in quella sede.



La condizione per la creazione di un nuovo sistema di relazioni economiche e per la realizzazione di una nuova configurazione degli assetti finanziari, è rappresentata da una innovativa leadership nell’economia globale e nello sviluppo mondiale. È nostra convinzione che soltanto un impulso all’industrializzazione e un sistema equo di scambio tra risorse e risultati dello sviluppo, possa creare una rete di nuove relazioni economiche.



La causa principale della crisi finanziaria di cui parliamo, è costituita, infatti, dal forte attacco ai risparmi pubblici e privati che ha di fatto distrutto il sistema finanziario mondiale.


È quindi necessario avviare un serie di azioni volte a garantire la sicurezza dei risparmi, siano essi privati siano essi statali, e ciò è possibile attraverso il riconoscimento di un nuovo ruolo degli istituti di sviluppo.



La generazione a cui apparteniamo ha l’obbligo morale di garantire alle generazioni future le condizioni per un pieno sviluppo dell’economia mondiale e per la salute del pianeta.






Il nuovo ruolo degli istituti di sviluppo consiste in azioni innovative volte a promuovere le relazioni bilaterali:



1. la creazione di una banca italo-russa (agenzia, istituto) dello sviluppo;


2. la definizione dei progetti pilota per lo scambio dei risultati nel campo dello sviluppo – progetti comuni alle regioni degli altri paesi;


3. la formazione di una ampia coalizione per supportare le politiche nazionali volte ad una nuova industrializzazione per l’Europa e per la Russia;


4. la formazione e l’identificazione dei compiti degli istituti creditizi e finanziari (inclusi quelli di risparmio, regionali, cooperative e le banche per la sicurezza dei risparmi di tutti i clienti).



Per coordinare gli sforzi di tutti, si propone infine, la creazione di un gruppo di lavoro chiamato a monitorare la crisi finanziaria mondiale ed a elaborare il sistema di misure prioritarie per risolvere i problemi più acuti.


di Paolo Raimondi



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