08 maggio 2011

L'Angelo Azzurro


Angelo Azzurro è il tuo signore. Che offerta ti ha fatto e perché l'hai accettata? Per soldi, per visibilità, per ambizione? Perché ti sei venduto? Ricordi ancora il significato di questa parola? Vendersi? Anima, corpo, rispetto, reputazione, talento, ti sei venduto tutto ciò che avevi. Non ti resta più nulla. La tua dignità aveva un prezzo, la tua intelligenza aveva un prezzo, il tuo coraggio aveva un prezzo. Qualunque moneta tu abbia ricevuto in cambio è troppo poco. Nessun rubino o zaffiro o diamante può riempire il vuoto rimasto. Eppure, questo Angelo che ti ha sedotto, trasformato in un automa, in un pagliaccio triste che recita sul palco della vita, questo Angelo è tutto ciò che ti rimane. Ti tradisce e tu lo sai. Si ama un uomo o una donna, non la sua caricatura. Gli Angeli Azzurri non volano con le comparse. I tuoi chicchirricchì escono dalla gola strozzati, sembrano rantoli, non il saluto che accoglie il sole all'alba. Il gioco a rimpiattino con te stesso è quello che ti riesce meglio, ti rincorri senza toccarti, vederti. Ti nascondi per evitare di giudicarti. La sentenza di colpevolezza per aver sprecato l'unica occasione che hai e avrai in questo universo è certa, ma se un giudice non la emetterà con parole definitive potrai ancora illuderti. Hai una vita davanti e finchè non finisce ti senti eterno. La differenza tra schiavo e uomo libero ti è ignota. Pensare è un rischio che non ti puoi permettere. Se cadesse una sola certezza dovresti interrogarti su tutto quello che hai accettato finora. Quando ti addormenti sai che ci sarà un domani uguale a oggi, ma anche a ieri. Questo ti dà sicurezza. Al risveglio rivedi le pareti, il soffitto, senti le voci familiari e ti rimetti in moto. Un giorno segue l'altro. Poi, qualcuno ti racconta di un luogo lontano dove ci sono sfide mortali, pericoli inauditi e territori sconosciuti. E tu daresti tutte le tue sostanze per andarci, per avere una nuova possibilità.

Realpolitik partitica

Nella competizione elettorale i partiti minori spesso non partecipano e "appoggiano" il candidato di uno dei due poli. Si chiama "realpolitik". In sostanza il partito minore contratta a tavolino con il Pdl o il Pdmenoelle due consiglieri regionali, quattro consiglieri comunali, un assessore. Decide di non presentarsi, o di far finta per poi far confluire i suoi voti al ballottaggio. In pratica è la spartizione delle spoglie del cittadino elettore a sua insaputa.
A Torino, solo per fare un esempio, c'è Fassino che corre (ma dove corre povera anima?) con l'appoggio di tutti i partiti del centro sinistra di ordinanza che non hanno perciò presentato una loro lista, ma hanno già i consiglieri in Sala Rossa. Il partito minore può anche appoggiare indifferentemente un polo o l'altro. La candidatura della Bresso alla Regione Piemonte fu sostenuta dall'UDC di Casini. Il prezzo della rinuncia a una lista indipendente è l'assegnazione di un cospicuo numero di consiglieri a chi si presta a fare da mosca cocchiera. Il partito minore non è interessato alla percentuale di voti che avrà, ma al numero di poltrone che contratta prima. E' il modello "captive" contro quello del libero mercato. Un'azienda "captive" ha un solo cliente a cui fattura, se il cliente cambia le sue logiche o entra in crisi, l'azienda "captive" fallisce. E' successo a centinaia di società che lavoravano per Fiat o per Telecom.
La realpolitik di vendersi il culo conto terzi ti mette al riparo dal libero mercato, dal giudizio dei cittadini, vinci anche se perdi e non hai nessuna barriera da superare per entrare in Consiglio. Le aziende "captive" non sono interessate alla competizione, al miglioramento del prodotto, agli elettori, al rispetto del programma, vivono per il loro unico cliente. I partiti captive hanno Bersani e Berlusconi come clienti. Alcuni sono fedeli a un solo polo, altri sono ondivaghi, come i radicali, per alzare la posta. Per i partiti "captive" non esiste il rischio di impresa, non investono sui cittadini o sul rispetto del programma, ma solo su quello che chiamano alleato, ma in realtà è un elemosiniere che li tiene in vita. Una bella vita. Il potere di contrattazione dei partiti "captive" si affievolisce nel tempo insieme ai loro voti (dopo un po' il cittadino preferisce votare l'originale) fino alla loro scomparsa, In quel caso i sopravvissuti, di solito i vertici, confluiscono nel partito maggiore e si godono i frutti della realpolitik. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

da beppegrillo.it

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08 maggio 2011

L'Angelo Azzurro


Angelo Azzurro è il tuo signore. Che offerta ti ha fatto e perché l'hai accettata? Per soldi, per visibilità, per ambizione? Perché ti sei venduto? Ricordi ancora il significato di questa parola? Vendersi? Anima, corpo, rispetto, reputazione, talento, ti sei venduto tutto ciò che avevi. Non ti resta più nulla. La tua dignità aveva un prezzo, la tua intelligenza aveva un prezzo, il tuo coraggio aveva un prezzo. Qualunque moneta tu abbia ricevuto in cambio è troppo poco. Nessun rubino o zaffiro o diamante può riempire il vuoto rimasto. Eppure, questo Angelo che ti ha sedotto, trasformato in un automa, in un pagliaccio triste che recita sul palco della vita, questo Angelo è tutto ciò che ti rimane. Ti tradisce e tu lo sai. Si ama un uomo o una donna, non la sua caricatura. Gli Angeli Azzurri non volano con le comparse. I tuoi chicchirricchì escono dalla gola strozzati, sembrano rantoli, non il saluto che accoglie il sole all'alba. Il gioco a rimpiattino con te stesso è quello che ti riesce meglio, ti rincorri senza toccarti, vederti. Ti nascondi per evitare di giudicarti. La sentenza di colpevolezza per aver sprecato l'unica occasione che hai e avrai in questo universo è certa, ma se un giudice non la emetterà con parole definitive potrai ancora illuderti. Hai una vita davanti e finchè non finisce ti senti eterno. La differenza tra schiavo e uomo libero ti è ignota. Pensare è un rischio che non ti puoi permettere. Se cadesse una sola certezza dovresti interrogarti su tutto quello che hai accettato finora. Quando ti addormenti sai che ci sarà un domani uguale a oggi, ma anche a ieri. Questo ti dà sicurezza. Al risveglio rivedi le pareti, il soffitto, senti le voci familiari e ti rimetti in moto. Un giorno segue l'altro. Poi, qualcuno ti racconta di un luogo lontano dove ci sono sfide mortali, pericoli inauditi e territori sconosciuti. E tu daresti tutte le tue sostanze per andarci, per avere una nuova possibilità.

Realpolitik partitica

Nella competizione elettorale i partiti minori spesso non partecipano e "appoggiano" il candidato di uno dei due poli. Si chiama "realpolitik". In sostanza il partito minore contratta a tavolino con il Pdl o il Pdmenoelle due consiglieri regionali, quattro consiglieri comunali, un assessore. Decide di non presentarsi, o di far finta per poi far confluire i suoi voti al ballottaggio. In pratica è la spartizione delle spoglie del cittadino elettore a sua insaputa.
A Torino, solo per fare un esempio, c'è Fassino che corre (ma dove corre povera anima?) con l'appoggio di tutti i partiti del centro sinistra di ordinanza che non hanno perciò presentato una loro lista, ma hanno già i consiglieri in Sala Rossa. Il partito minore può anche appoggiare indifferentemente un polo o l'altro. La candidatura della Bresso alla Regione Piemonte fu sostenuta dall'UDC di Casini. Il prezzo della rinuncia a una lista indipendente è l'assegnazione di un cospicuo numero di consiglieri a chi si presta a fare da mosca cocchiera. Il partito minore non è interessato alla percentuale di voti che avrà, ma al numero di poltrone che contratta prima. E' il modello "captive" contro quello del libero mercato. Un'azienda "captive" ha un solo cliente a cui fattura, se il cliente cambia le sue logiche o entra in crisi, l'azienda "captive" fallisce. E' successo a centinaia di società che lavoravano per Fiat o per Telecom.
La realpolitik di vendersi il culo conto terzi ti mette al riparo dal libero mercato, dal giudizio dei cittadini, vinci anche se perdi e non hai nessuna barriera da superare per entrare in Consiglio. Le aziende "captive" non sono interessate alla competizione, al miglioramento del prodotto, agli elettori, al rispetto del programma, vivono per il loro unico cliente. I partiti captive hanno Bersani e Berlusconi come clienti. Alcuni sono fedeli a un solo polo, altri sono ondivaghi, come i radicali, per alzare la posta. Per i partiti "captive" non esiste il rischio di impresa, non investono sui cittadini o sul rispetto del programma, ma solo su quello che chiamano alleato, ma in realtà è un elemosiniere che li tiene in vita. Una bella vita. Il potere di contrattazione dei partiti "captive" si affievolisce nel tempo insieme ai loro voti (dopo un po' il cittadino preferisce votare l'originale) fino alla loro scomparsa, In quel caso i sopravvissuti, di solito i vertici, confluiscono nel partito maggiore e si godono i frutti della realpolitik. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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